Luna

Questa alta pressione secca e stabile produce una luminosissima Luna. Questo commento è laconico, io sono sempre più laconico. Ho appena portato fuori la spazzatura e la differenziata, ho incrociato uno che correva, uno che portava fuori il cane e due ragazze che gironzolavano. Ho la sensazione che ci sia più gente e traffico. Se hanno deciso di aprire le gabbie tra un paio di settimane, c’è chi sostiene che la curva si impennerà di nuovo e saremo da capo nel giro di un mese. Il giorno che dovessero autorizzare gli spostamenti andrei a Basaluzzo, forse.

Anche i tramonti sono belli. L’aria è più pulita. Il problema siamo solo noi, troppi, troppo esigenti, arroganti, ignoranti. Ed ipocriti, come me ad esempio.

Ed ora questo contributo:

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Adesso inizio ad essere un po’ in tensione.

Non parlo del COVID-19 perchè c’è ben poco da aggiungere. Spero di non ammalarmi, spero di non morire, spero di avere ancora una famiglia e delle disponibilità finanziarie quando tutto sarà risolto. Non ho modo di interferire con quello che questa situazione ha in serbo per me, qualsiasi cosa sia. La mia preoccupazione, per sciocca che possa sembrare, deriva dal fatto che a Basaluzzo il terreno comincia ad essere un po’ tanto secco e ci vorrebbe una bella giornata di pioggia. Invece la prima pioggia è prevista a 350 ore, appare in quelle elaborazioni che vengo pubblicate nonostante non abbiano alcun valore probabilistico, neppure statistico, neppure se riferito al lancio dei dati o alla lettura dei fondi del caffè.

I pastori e le pecore se ne sono andati. Gli scorsi anni si sono mossi da sud verso nord, arrivano da Capriata ed ora dovrebbero essere verso Pasturana.

Queste ultime settimane le mie mani hanno passato tanto tempo a contatto con disinfettanti vari ed acqua con detersivi, amuchina, alcool, acqua ossigenata. Molte ore a lavare le derrate alimentari e le provviste per la casa con guanti ed i citati prodotti. La pelle sta cambiando consistenza; i polpastrelli sono lisci come se avessi fatto un lifting, i dorsi sono rugosi come se fossero bruciati e le zone tra palmo e dorso sono percorsi da placche che si sfogliano e stanno perdendo sensibilità. Allora mi sono fatto imprestare da Miriam una di quelle creme emolienti fatte con le placente di mamme compiacenti e ginecologi facoltosi. Le detesto; hanno un odore spiacevole, come quello che esce da uno strofinaccio da cucina che inizia a fermentare. Ed ovviamente sono creme infinitamente unte e lasciano le mani che sembrano sporche, inavvicinabili, e mi verrebbe voglia di lavarmele di nuovo con un prodotto sgrassante per pavimenti, entrando in un circolo mortale. E poi l’unto si propaga ai tasti del laptop, al cellulare. Il grasso attira la polvere ed altre particelle solide creando un impasto che penetra ovunque ed è inamovibile. Mi ricorda il grasso che davo sulla catena della moto da Trial.

Domenica mattina delle Palme con epidemia in corso. Tutti a casa tutto fermo, gente che muore ed economia che sprofonda. Ma intanto, senza troppo rumore, un altro pezzo di ponte va al suo posto. Insomma, un po’ di ottimismo non guasta.

Un altro amico è rimasto invischiato nella colla inebriante del complotto. Mi ha mandato un lungo articolo, dove si racconta che, in breve, la nuova tecnologia G5 produce onde che interferiscono con il corpo umano che reagisce provocando delle tossine che non vengono espulse e dunque la gente si ammala e muore, altro che virus ! E’ una persona molto intelligente ma probabilmente sotto stress per questioni di lavoro. Responsabilità, grossi ed imprevedibili movimenti di quote di partecipazione della società dove lavora, ora la pandemia. Spero gli passi.

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Sabato in casa.

Facente parte della settimana in casa ovvero del mese in casa. Vebbè, si aspetta che aprano le gabbie, tra un altro mese, in modo da avere la seconda ondata di contagi. Se nella prima ondata si sono ammalati gli irriducibili ottimisti miscredenti ed indisciplinati, nella seconda chi si ammalerà ?

Quelle due macchie bianche sono, credo, i cani del pastore. Le pecore non si vedono ma probabilmente sono in un recinto provvisorio non lontano. Chissà perchè i cani preferiscono stare li piuttosto che vicino alle pecore, e non sono neppure vicini tra loro, ma distanziati di diversi metri. Più in lontananza si intravede la roulotte del pastore. In questa foto c’è anche una delle due carpe bianche, era da un po’ che non ne vedevo una.

Questo sono io travestito come uno dei Daft Punk due sere fa mentre entro in ufficio e vengo ripreso dalla webcam. Tornerò verso fine mese in ufficio con un compito ben preciso, devo aspettare la consegna di un certo numero di lettere luminose per scrivere un nuovo messaggio dalla finestra.

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Peigue.

Null’altro da segnalare per oggi.

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25 mo giorno, circa.

Questa foto è un collage. Ci sono elementi presi da 4 foto salvate in momenti diversi. C’era un pastore con le pecore ed i cani. Hanno sostato per qualche ora ed il pastore si è seduto sulle sponde angeliche della Pozzanghera con un cane banco al suo fianco. Sono contento di aver potuto offrire un momento di tranquillità al viandante. La Pozzanghera è rilassante, curativa. Forse erano due i cani bianchi, più un cane nero. Mi spiace non essere stato li; in genere quando vedo un pastore gli vado incontro e, se non mi spara o mi fa sbranare dai cani, mi intrattengo per qualche chiacchiera. Tipo “indicami con il dito qual’è la tua fidanzata ? Ti andrebbe un menage a trois ?” oppure “Ma è vero che quando vi vedete tra pastori giocate a biglie usando le cacche delle capre ?” ed anche “Voi bovari ed affini avete la autocertificazione che le vostre pecore non sono affette da HIV, colera ed altre malattie trasmissibili all’uomo, a lei piace il latte di pecora o preferisce quello di capra non pastorizzato, lei lo microfiltra il suo latte ?

Ecco il nuovo gadget che Miriam mi ha fatto acquistare. Non so da dove abbia attinto l’ispirazione, forse una amica o un articolo su Internet. E’ arrivato anche in anticipo, adesso posso misurare la concentrazione di ossigeno nel mio sangue, in quello di Miriam e di sua madre.

Questi sono gli effetti di un mese abbondante di crescita e l’utilizzo dello shampoo volumizzante di Miriam. Finchè ho scorte di Fluoxetina va tutto bene.

Sul fronte del COVID il numero dei contagi ha superato il milione nel pianeta. Secondo la mia modesta opinione, di contagiati ce ne sono 10 volte tanti.

La mia modesta opinione è anche soverchiamente inutile. Come lo è la lettura di notizie in modo compulsivo. Io cerco di trattenermi ma poi fatalmente gli aggiornamenti saltano fuori ovunque. E’ difficile trovare argomenti alternativi, sia in Italia che Europa o USA.

Le notizie che arrivano da New York sembrano arrivare invece da un film di fantascienza, uno di quelli che ti fanno venire da pensare che il regista ha troppa fantasia. “Dai, non può accadere una cosa del genere.”

Questa è Roma Torre, New York 1, che parla del coronavirus. Gli anchor del canale televisivo di New York City sono sempre molto spigliati e tendenzialmente spiritosi, scherzosi. A New York si deve fare come i Neworkesi, cool ma professionali. Non stasera, non in questi tempi bui; la ragazza era visibilmente prostrata.

A New York forniscono i dati dei contagi per codice di avviamento postale, il loro ZIP code. Nel nostro ZIP ci sarebbero 212 contagi.

Ieri sera forse ho infranto la legge. Sono andato in ufficio. Un po’ di posta, spulciare i classificatori 2019 per preparare la dichiarazione dei redditi, dar da bere alla pianta. In realtà dovrei avere i crediti per poter andare in ufficio. La maggioranza del traffico è data dagli autobus, vuoti, che circolano regolarmente. In Piazza della Vittoria ho visto solo un gruppetto di dipendenti dell’INPS che uscivano dalla sede. Ed un tizio vestito di nero che correva. Cattivo. Per il resto è davvero deserto; non so se alle 3 del mattino di un Ferragosto ci sia in genere lo stesso movimento di un mercoledì lavorativo qualsiasi alle 9 di sera ma in tempi di epidemia. E’ questo un paragone alla cazzo ? Forse.

Rientrando a casa mi sono fermato ad un semaforo di Corso Italia. Ho spento il motorino. Il silenzio era quasi assoluto, sentivo solo le onde sulla spiaggia e qualche gabbiano. Davvero impressionante.

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Focaccia di fine Marzo.

Quarantena con la focaccia. La vendono a chili (un chilo, due chili, tre chili e così via). Arriva abbastanza fresca ma non dura più di 24 ore e dunque la taglio a rettangolini con le forbici, la metto nel microonde dosando sapientamente tempo e temperatura (cioè alla cazzo). Esce “stabilizzata” ovvero assume una consistenza che è una via di mezzo tra gommosa e croccante, ottimo snack, accompagna le portate.

Chiarito ciò, ecco che a Basaluzzo c’è un vento fresco e teso da Nord-qualcosa e umidità relativa scesa al 39%. Avrei preferito la pioggia che avevano previsto e che malauguratamente non c’è stata. Non sono ancora entrato in modalità “cazzo-non-piove” con toni preoccupati, spero di non doverlo fare nelle prossime settimane.

I cinesi ormai sono scesi al quarto posto per numero di contagi ed al terzo per numero di morti. Ma secondo me contano un sacco di balle, la classifica penso sia sfalsata.

Qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata da Dubai. Un amico nonchè collega di lavoro è bloccato laggiù da due settimane e non sa quando riuscirà a rientrare. Mi ha chiamato sul cellulare. Ecco che tra le pubblicità che mi compaiono quando sono su Facebook c’è quella di un servizio di escort a Dubai (due pubblicità). E poi noi ci rompiamo le palle per far finta di rispettare la privacy. La telefonata che ho ricevuto è stata registrata in qualche data base che si sono passati o venduti tra organizzazioni plurinazionali ed ora qualcuno ha assunto che avendo contatti con Dubai, avendo 60 anni maschio, potrei essere interessato ad andare a bagasce negli emirati arabi. Per inciso, non abbiamo parlato di gnocca nel corso della telefonata, non credo di dover andare a Dubai nel prossimo futuro, mi sono segnato il numero che nella vita non si può mai dire.

Videoconferenza serale in tempi di coronavirus. A parte la mia faccia da culo, gli altri partecipanti sono venuti bene.

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Martedì, no Mercoledì. No…

Videochiamata serale. Sembra un gioco, ma in effetti è l’unico modo di vedere gli amici e parlare con loro. Non adoro follemente il mezzo, preferisco la telefonata, mi sembra più rilassante.

Come consuetudine mi sono messo la mascherina, i guanti, ho portato la spazzatura nel cassonetto e ho allungato il tragitto per arrivare alla differenziata. Ormai è risaputo che la raccolta differenziata non funziona come dovrebbe. La differenziazione non applica la separazione della frazione che si può riciclare da quella che non si può riciclare. In effetti separa la rumenta che va direttamente a Scarpino da quella parte che va prima in un grosso magazzino dove si fa finta di separare una ulteriore frazione pulita, e poi finisce a Scarpino. Comunque sia, ho fatto due passi, ho intravisto due esseri umani che sicuramente facevano una passeggiata illegale e me ne sono tornato a casa ed ora scrivo due belinate prima di andare a dormire.

Questa è una immagine che non avrei mai pensato di vedere. Magari in un film di quelli che costano milioni pieni di effetti speciali. Ma non nella realtà; un ospedale da campo a Central Park, New York. Ospiterà i pazienti NO-COVID liberando così posti letto in terapia intensiva dagli ospedali Mount Sinai.

The entire Mount Sinai health system has over 7,400 physicians, as well as 3,815 beds, and delivers over 16,000 babies a year. In 2019–20, the hospital was ranked 14th among the nearly 5,000 hospitals in the US by the U.S. News & World Report.

Credo che a nessun abitante di New York possa essere mai venuta in mente la possibilità di finire in ICU a Central Park, in una tenda. Le tende sono state messe a pochi passi dal Guggenheim sulla quinta strada. Dopo le immagini dei camion dell’esercito che portano via le bare da Bergamo, queste immagini sono talmente inimmaginabili che mi sembrano rappresentare un evento quasi normale.

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Più o meno 21 giorni.

Chiuso in casa. Ascoltando i bollettini giornalieri dei morti, dei ricoverati, di coloro che sono in terapia intensiva e di quelli che inevitabilmente vengono respinti al pronto soccorso e tornano in casa, probabilmente a morire.

Non riesco ancora a mettere a fuoco la situazione, soprattutto non riesco a definire i contorni di quello che sta davvero accadendo. Tre o più volte nel corso della giornata passa un fuoristrada della Protezione Civile con un altoparlante che recita “I signori cittadini sono invitati a rimanere in casa…” Da cittadino bovino vorrei convincermi che al paese c’è una guida solida, preparata e determinata a far si che il paese non affondi in una crisi mai vista prima. E’ difficile per me pensare che tutto tornerà come prima, perchè ancora non riesco ad assorbire consciamente come siano cambiate le cose in poco più di un mese. Le immagini di Bergamo dove i camion dell’esercito portano via le bare mi passano dal nervo ottico ma poi evidentemente vengono portate in un reparto del mio cervello che tentenna e forse preferisce proteggermi ed attribuire un valore allegorico, una sorta di film, una finzione cinematografica. Dal poggiolo sento distintamente il rumore delle onde che si frangono sulla spiaggia. E’ bellissimo, non dico di no, ma è soprattutto inquietante, il silenzio è quasi assoluto.

Oggi ho telefonato ad una persona che fa parte delle mie conoscenze istituzionali/professionali che lavora nel campo delle RSA, residenze sanitarie assistenziali. E’ a casa con la moglie, si sono messi in quarantena perchè entrambi hanno sintomi del COVID-19, ma aspettano ancora i risultati del tampone. La situazione delle strutture che gestiscono è molto diversa da posto a posto, in alcune è drammatica, in altre potrebbe diventarlo.

Io dunque sono a casa, credo in salute. Miriam chiude a chiave sua madre per diverse ore al giorno nella sua stanza, così evita di litigare. Poi sta al telefono con amiche con le quali si parla solo del virus e della fine della civiltà occidentale. Il team funziona, ci siamo divisi i compiti. In queste ultime settimane ho parlato poco di lavoro, solo un paio di telefonate ed una teleconferenza, ricevo tutti i giorni dei report che sono sempre uguali, tutti negativi. Il mercato è ai minimi storici e nessuno si azzarda a fare previsioni. L’atmosfera è incerta, ci sono state altre crisi ma questa è assolutamente indecifrabile; quanto durerà, chi resisterà, quanto tempo prima di terminare le riserve patrimoniali e svendere quello che resta.

Tutto quanto premesso, ecco una serie di immagini superflue gettate li, alla cazzo, con commento laconico sotto ciascuna.

Stanza dove c’è la caldaia, la lavatrice e la roba stesa, il cesto dove frutta e verdura si asciugano dopo la decontaminazione. Una delle due camicie che uso dall’inizio della quarantena, acqua di riserva.
Videoconferenza con due amici. Non amo particolarmente il sistema, però ha dei vantaggi, per esempio posso assentarmi, sfilare silenziosamente fuori campo dal raggio della webcam senza bisogno di addurre alcuna scusa e sparire lasciando mia moglie ad intrattenersi con gli interlocutori. Se lo faccio quando gli ospiti sono fisicamente da noi Miriam si incazza e non posso certo farlo se siamo noi a visitare amici.
Al di la di questa collinetta c’è la Pozzanghera. In primo piano la rete anti cinghiali. Le Truppe Rumene mi mandano queste foto, per fortuna ci sono loro che mandano avanti i lavori programmati come dei panzer. Il loro antidoto contro qualsiasi virus consiste in una zolletta di zucchero con una goccia di gasolio tutti i giorni. E chi li abbatte ?
Qui i lavori di ripristino della spalla dopo il taglio di Olmi malati.
Verifica periodica dell’impianto di irrigazione. Ci sono alcune perplessità sulla gestione del sistema di approvigionamento acqua. Due pozzi autonomi ed una cisterna di accumulo, alcune sonde di livello e qualche valvola. Ho telefonato all’elettricista, lunedì farà un salto a vedere, vorrei essere li, che cazzo.
Pecetto di Valenza (AL). La chiesa e, davanti verso il basso, la “Casa Menada”, RSA che porta il nome dei miei bisnonni. Foto gentilmente trasmessami da un cittadino, ex primo cittadino, con il quale ci siamo sentiti per sapere se eravamo ancora vivi.

Il governatore dello stato di New York ha decretato che i lavori edili non essenziali devono fermarsi. Infatti mi sembra che il cantiere che vedo dal soggiorno sia vuoto. Mi azzardo a fare due conti, non è il mio mestiere ma tanto non ho un cazzo da fare. L’impresa di costruzione più o meno spenderà $260 milioni per finire il palazzo. Probabilmente se li è fatti dare da una banca. Oggi una banca in USA impresta i soldi con un tasso del 4.75%. Non so se il costruttore si è fatto aprire una linea di credito per l’intera somma, comunque sia, mettiamo che abbia attinto per un quarto, solo di interessi gli costa circa $9.000 al giorno di ritardo, poi bisognerebbe considerare che lo stipendio alle maestranze credo continui a pagarlo (su questo ho dei dubbi) aumenti di costi del materiale, protezione del cantiere, forse il mancato incasso dei pagamenti di chi vorrebbe acquistare una casa sulla carta ma ritarda perchè non vuole rischiare di vedere i lavori fermi a tempo indeterminato, meno interessi attivi sui propri conti. Insomma una bella merda. Moltiplicata per tutti i cantieri a New York, e sono tanti, solo nella foto se ne vedono due, è un merdone cittadino di dimensioni enormi.

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Foto vecchie.

In questi giorni di inerzia sto leggendo due libri contemporaneamente, confondendone autori e contenuti, alla fine mi rimarrà in testa un minestrone privo di costrutto, lasciandomi un nuovo vuoto piuttosto che averne riempito uno.

Allora inganno il tempo con occupazioni nuove, per esempio sanificare le consegne di derrate alimentari che potrebbero essere infettate dal coronavirus. Passare l’aspirapolvere o cercare di togliere una macchia da un vetro di una porta usando tutti i prodotti che ho trovato nell’armadio delle scope (la macchia è ancora li). E sfogliare 32.195 fotografie contenute in 456 cartelle.

Questa è una gamba di Miriam. Miriam ha freddo, a prescindere. Questa era l’estate 2003, sopra le Alpi non ricordo bene dove fosse lo zero termico, ma a 2000 metri di gradi ce n’erano 30. E durante le passeggiate a Miriam veniva la pelle d’oca. Il suo ragionamento era; siccome a 2000 metri di quota di norma fa freddo, dunque ho la pelle d’oca dal freddo. Il ragionamento non faceva una grinza, salvo che c’era la temperatura che c’è a Dubai. La pelle d’oca di Miriam è una cosa seria; tutti i suoi muscoli piliferi messi insieme potrebbero tirare un autoarticolato.

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Il picco si, il picco no.

Oggi mi ha chiamato il Consulente Biologico. Anche lui è inattivo a casa ed allora ha tempo per ordinare su Amazon. Io gli faccio da consulente telefonico perchè ho forse un po’ più di esperienza derivante dal gran numero di vagine in silicone e stimolatori prostatici che ordino.

Ha fatto casino almeno due volte, ma essendo ingegnere impara in fretta ed ovvia agli errori. Non ha davvero bisogno della mia assistenza ma facciamo due chiacchiere in attesa di poterci di nuovo incontrare di persona scambiandoci i soliti batteri e virus non mortali come si è sempre fatto.

Ha un amico che lavora al pronto soccorso del San Martino. Forse preferirei andare a saldare una paratia dentro la sentina di una petroliera che presidiare un pronto soccorso di questi tempi. La buona notizia sembra essere che questa mattina, per la prima volta dell’inizio dell’epidemia, il numero dei nuovi ricoverati è sceso rispetto a quello dei giorni precedenti.

A Basaluzzo tempo grigio e ventoso. La temperatura è scesa sotto lo zero di mattina negli ultimi due giorni. Non di tanto, ma potenzialmente con effetti passimi sulla vegetazione in pieno avvio primaverile. Speriamo bene. Oggi è grigio e ventoso, starei benissimo nel soggiorno con il camino acceso ed un bicchiere di Porto in mano, leggera musica soffusa e Miriam vestita da tigre che mi fa le fusa sul tappeto con sguardo accattivante. Ed invece sono a Genova, chiuso in casa da una ventina di giorni. No, non è una lamentela, ci mancherebbe, ma questa primavera passerà senza che io abbia potuto parlare ai miei alberi. (alle Carpe no, non sono molto loquaci)

Cosa avevo detto, che i cantieri edili erano fermi a New York per effetto dell’epidemia in corso ? Le mie balle; il lavoro è ripreso sulla Lexington. Ho letto un articolo dove si dice che i grossi gruppi privati che lavorano nell’edilizia hanno fatto lobby per convincere le autorità a non fermare i lavori. E’ noto agli addetti ai lavori che rispettare le distanze interpersonali è impossibile in un cantiere. Considerando che il costo di realizzazione di un piano di un condominio a New York è di circa 20 milioni di dollari (wikipedia docet) e che questo condominio sarà alto 13 piani, l’investimento è di circa $260.000.000. Non mi meraviglia che i costruttori spingano per finire in fretta e consegnare l’immobile.

Miriam ha cercato di uccidermi con una overdose di antitarme, perchè sta mettendo via le maglie invernali ed io ero li nelle vicinanze ed ho avuto un attacco di tosse e prurito, cosa che di questi tempi è meglio evitare.

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