Varie virali.

Genova; oggi è il 13 giugno 2021.
Il sole dura 15 h. 30 min. 14 sec.
35 sec. in più rispetto a ieri.
Dall’ultimo solstizio, il sole dura 6 h. 39 min. 52 sec. in più.
Rispetto al prossimo solstizio, il sole dura 2 min. 7 sec. in meno.
Disagio 95,60%

Miriam qualche giorno fa ha fatto la seconda dose di Pfizer. E’ uscita dal centro vaccinale sventolando orgogliosa un foglio intestato alla ASL3 dal quale si evince che ha completato il ciclo vaccinale. Il medico che lo ha rilasciato le ha detto di tenerselo ben stretto e di farne copie e fotografie da tenere sul cellulare. Tornati a casa ho notato che il foglio era stropicciato come se lo avesse masticato un cane. Allora, colto da una fiammata di zelo, ho pensato che una stirata avrebbe giovato prima di portarlo in ufficio e scannerizzarlo. Sul foglio viene apposta una etichetta adesiva che riporta i dati del lotto usato per la sua dose. Il calore del ferro da stiro ha annerito completamente l’etichetta rendendola illeggibile.

Sono dunque uscito di casa quatto quatto affermando che sarei andato in ufficio per la scansione, ma prima sono passato dal centro vaccinale dove ho varcato tutti i check point, saltato la coda ed entrato nel padiglione della fiera del mare dove non ero ancora stato. Molta gente, molto ordine, organizzazione funzionante, nessun segno di sciatteria o trasandatezza. Ho infine parlato con il medico spiegando l’accaduto. L’etichetta è stata prontamente sostituita con una nuova, ho evitato una crisi mondiale ed ora l’originale è conservato in ambiente controllato come fosse la Sindone.

Il giorno dopo il vaccino, Miriam ha lamentato qualche linea di febbre, stanchezza, sudorazione tropicale. Anche una guancia ed un orecchio color vinaccia per un’oretta buona, ma per fortuna di quest’ultimo effetto collaterale non se n’è accorta. Io ho la seconda dose di Astra Zeneca tra 18 giorni. Insomma decidedevi fuckers, è un vaccino mortale e la mia seconda dose sarà di qualcos’altro oppure faccio di nuovo AZ ? Non lo so, mi va bene qualsiasi cosa. Ogni tanto guardo il sito dell’ambasciata americana per capire se ci sono spiragli ma per il momento qui siamo scesi dal livello 4 al livello 3 di pericolo, che è già qualcosa ma ancora lontano dal concedere a noi terroni italiani di andare in USA.

Tornando a Genova ho trovato l’avviso di una raccomandata. Non ritiro più le raccomandate, lo trovo un sistema arcaico, ho una cazzo di PEC che è ufficiale e dunque se qualcuno assolutamente vuole dirmi qualcosa usa la mia PEC oppure se lo va a prendere nel culo.

Ieri a Basaluzzo il termometro ha superato i 33°, non è una temperatura eccezionale ma supera la mia soglia di sopportazione e dunque me ne sono stato in casa dove i gradi sono 25 e si sta benone. A Genova fa meno caldo ma è più umido dunque il disagio è simile. Parlando di disagio, tra pochi giorni si entra in estate astronomica, che non vuol dire un cazzo ma mi consola il pensiero che le giornate inizieranno ad accorciarsi.

Da quasi pensionato che sono, ho tempo per fare cazzate. Innoque, inoffensive e che nessuno o quasi vedrà mai. Il breve filmato meno che dilettantesco ha l’unico elemento positivo nella breve durata. Hanno aggiornato le foto da satellite su Google, Basaluzzo è immortalata nel Marzo di questo 2021. Ci sono in memoria anche alcune foto scattate in precedenza. Mettendole insieme con una musica orecchiabile sinfonica viene fuori un prodotto misererrimo.

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Aruba e le password.

Per la terza volta in poco tempo, provando a collegarsi all’assistenza di Aruba compare un messaggio che informa che gli utenti devono modificare la password per motivi di sicurezza. Sospetto che in effetti loro abbiano qualche problema di sicurezza e che dicano agli utenti di cambiare le password perchè se le sono fumate. Non so, invento, però è una leggera rottura di maroni e probabilmente non è casuale che proprio oggi le 3 webcam di Basaluzzo non trasmettono.

L’assistenza risponde subito ma prende tempo facendo domande del tipo “mi dice l’IP delle webcam che eseguiamo controlli ?” Come se loro non tenessero il LOG di tutti gli accessi via FTP, incluso il loro esito, dunque mi è parsa una domanda del cazzo, le altre volte che era successa identica cosa non mi avevano certo chiesto l’IP delle webcam.

Ho risposto citando che la cosa era già successa e che il problema era stato risolto senza chiedere l’IP, dunque il nerd dell’assistenza si sarà offeso a morte ed ora dovrò cambiare fornitore perchè le mie webcam non riusciranno mai più a trasmettere.

Aggiornamento.

Arrivato nella ridente campagna ho trovato il router con una lucina rossa in evidenza e nessuna connessione. Ho spento e riacceso il router, ma solo alla terza manovra la linea è tornata. Io sono una bestia ed ho nozioni rudimentali sulla trasmissione dati in genere, ma sarei portato a pensare che se un router non fa il proprio lavoro, non lo fa del tutto. Non che prima impedisce a 2 webcam su tre di trasmettere, ma sono raggiungibili da remoto. Poi dopo qualche ora anche la terza webcam non trasmette, ma insieme alle altre è sempre raggiungibile. Infine dopo un’altra manciata di ore, nessuna webcam trasmette e non sono neppure raggiungibili.

Nel frattempo quei macachi di Aruba devo dire che sono sempre rapidi nel rispondere alle richieste di assistenza e sono molto collaborativi, ma nello scambio di messaggi mi hanno scritto ad un certo punto di vedere se “adesso” era tornato alla normalità ed è proprio quanto tutte le comunicazioni con le webcam sono risultate interrotte. Tra loro, Telecom ed ENEL che ogni tanto fa fare alla corrente degli sbalzi da capogiro, alla fine della fiera il vecchio sistema di spegnimento – contare fino a dieci – riaccendere il router ogni tanto funziona. Incidentalmente, il reset programmato del router non funziona, bisogna proprio staccare la corrente dalla centrale di Savona, lasciare il nord ovest al buio per 10 secondi e poi riaccendere.

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I misteri dell’elettronica.

Questa mattina delle tre webcam di Basaluzzo una trasmette, due no. Una delle due che non trasmettono è accessibile ma non accetta la password, l’altra si. Ho salvato questa foto di una delle due che non riesce a trasmettere dove si vede una sinistra colonna di fumo nero, ossia carburante, plastica, gomma o altro materiale, non è legna o erba secca. Speriamo bene, sia per questo che sembra un incendio di qualche casa o veicolo, sia per la ripresa della normale funzionalità delle webcam.

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Siamo a Giugno.

Quindicesimo mese di epidemia da COVID-19. Ne abbiamo tutti un po’ le palle piene, Miriam sta per fare la seconda dose di Pfizer, io devo aspettare Luglio per la mia seconda Astra Maffo Zeneca.

E’ ritornata la vecchia webcam della quale avevo perso la password. Pensavo che avrebbero cancellato tutta la memoria, restituendo una webcam da riconfigurare da zero. Invece la configurazione era intatta, la password è 12345678, quando l’ho testata in ufficio ha subito mandato una foto sul server, quella qui sopra.

Questa è la scatola nella quale era contenuta la webcam. Mi viene voglia di scrivere all’importatore prendendolo in giro, chiedendogli se non aveva una scatola un po’ più grossa.

Tra pochi giorni arriva il solstizio.

Basaluzzo; oggi è il 2 giugno 2021.
Il sole dura 15 h. 22 min. 40 sec.
1 min. 20 sec. in più rispetto a ieri.
Dall’ultimo solstizio, il sole dura 6 h. 34 min. 59 sec. in più.
Rispetto al prossimo solstizio, il sole dura 12 min. 31 sec. in meno.
Disagio 89,56%

Devo dunque preparare la tabella dei dati che riguardano il periodo che va dal 21 Giugno al 21 Dicembre. Avevo scritto su un foglio a quadretti la sequenza delle operazioni che devo fare per creare la tabella. Se avessi perso quel foglio non avrei saputo come fare per aggiornare i dati perchè non ricordo più nulla, ma nulla, non un picocazzo. Invece dovrei esserci riuscito anche se bisogna aspettare dopo il solstizio per vedere se non ci sono problemi. Ad esempio i dati messi sul server potrebbero in realtà contenere una sequenza alfanumerica specifica che fa scoppiare una terza guerra mondiale.

(284-276)=8*360=2.880/60=48

Questo è un calcolo che dovrei conoscere a menadito, ovvero quanta acqua consumo per innaffiare il prato intorno a casa. Ma non lo avevo mai fatto, per pigrizia, indolenza ed approssimazione. Oppure l’avevo fatto ma l’ho perso e/o dimenticato. Il livello dell’acqua nella cisterna durante 1 ora di irrigazione è sceso di 8 centimetri, misurati con la nuova sonda dal mio design esclusivo, che a 360 litri a centimetro corrisponde a 2.880 litri all’ora, ovvero 48 litri al minuto. Non sono completamente convinto di questi numeri, infatti rifarò l’esperimento più volte.

Questa piccola quercia spuntata dal nulla è cresciuta di 30 centimetri in meno di una settimana. Perchè sette giorni prima ero passato con il tagliaerba proprio li e questa non c’era. Ora l’ho circondata da paletti per segnalarla.

Questa è la Sequoia; è sempre un bonsai, però è cresciuta nelle ultime settimane, più o meno di una quindicina di centimetri in altezza.

Questo invece è il Coastal Redwood. Anch’esso si è sviluppato quasi raddoppiando la propria altezza dallo scorso autunno. Lui e la sequoia hanno entrambi sopportato bene la neve che li ha seppelliti due volte e per diversi giorni.

I lavori della copertura del Bisagno volgono al termine. Seppur in via non definitiva, è stata riaperta la viabilità più o meno originale di fronte allo Star Hotel. Gli automobilisti che andando verso la val Bisagno svoltano verso destra, verso corso Europa, seguono il percorso che indico con la freccia verde.

Poi ci sono i furbi, quelli che per saltare la coda si infilano nell’accesso all’albergo e poi svoltano a destra fregando una quindicina di citrulli in coda.

BARBONI, ecco cosa siete. Stavo mentalmente insultando il guidatore di un’auto privata che aveva appena fatto questa italianata da quattro soldi, ed ha fatto lo stesso un’auto dei vigili urbani. Ah, già, saranno stati in servizio. O forse questa scorciatoia si può fare e quelli che si fanno la coda nella corsia di via Emanuele Filiberto Duca d’Aosta sono dei polli ?

Devo ricordarmi di chiedere a Miriam di cantare una canzone per ovviare al fatto che non abbiamo cantato quella dello scorso Natale. La canzone è “La casa” il testo recita:

Era una casa molto carina
Senza soffitto, senza cucina
Non si poteva entrarci dentro
Perché non c’era il pavimento

Non si poteva andarci a letto
In quella casa non c’era il tetto
Non si poteva fare pipì
Perché non c’era il vasino lì

Già nella mia prima infanzia questa canzone mi innervosiva, avevo la fastidiosa certezza che una casa di queste fattezze era assolutamente inutilizzabile. Infatti a Miriam ho proposto di fare un duetto come Al Bano e Romina, con un testo leggermente modificato per renderlo più moderno.

Miriam e Stefano; Era una casa molto carina
Miriam; a te puzza il cazzo
Stefano; e a te la vagina

Il filmato dovrebbe andare su YouTube e poi lo mando sul telefono di sua madre. Spero Miriam non opponga resistenza adducendo scuse relative al testo della canzone, lei è molto conservatrice.

Temporalino diurno discount, come venivano chiamati nei forum di meteo dai maniaci dei temporali forti e spaventosi.

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Primi segnali.

Avevo pensato di scrivere sulla condizione femminile nelle società patriarcali. Tuttavia ad una riflessione più accurata ho ritenuto di non saperne un cazzo. Allora che dire sulla incapacità del genere umano di integrarsi con l’ecosistema del pianeta. L’illusione delle religioni per sfuggire la paura di sentirsi stupidi ?

Passo a cose più alla mia portata; ho sentito due diverse persone che preoccupate mi annunciano che verso il fine settimana ci saranno 34 gradi. Gli “spaghetti” tedeschi sembrerebbero più cauti nel tracciare una ondata di caldo.

Si, certo, i francesi dicono che il 5 di giugno arriva una prima cammellata, ma il suolo da queste parti non si è ancora scaldato troppo, infatti in questi giorni di notte fa ancora freschino, dunque cammello si, ma non dovrebbero esserci eccessi.

In effetti questa mattina c’erano 11 gradi che è freddino per essere a Giugno a Basaluzzo. A me questo clima piace, guardo con distacco chi si lamenta perchè vorrebbe temperature comprese tra 20 di minima e 40 di massima, con afa.

Non ho scattato io questa bella foto. Appunto.

Oggi (ieri) inizia l’estate meteorologica, si iniziano ad intravvedere i primi segni della configurazione estiva; un po’ di erba ingiallita, la terra che si asciuga e le prime crepe nel suolo. Il livello dell’acqua nella Pozzanghera è sceso di una decina di centimetri. Rispetto al prossimo solstizio, il sole dura 15 minuti e 15 secondi in meno. Poi le giornate iniziano di nuovo ad accorciarsi. Questa è per me una buona notizia.

Miriam la prossima settimana fa il suo richiamo di vaccino. Con la prudenza di chi fa il primo bagno di stagione e teme di avere una sincope quando entra in acqua, ci concediamo qualche prima, timida frequentazione con amici, tutti dotati di anticorpi in dose cospiqua per aver fatto il vaccino o contratto la malattia e poscia guariti. Per Miriam è come tornare alla vita dopo un lungo periodo di coma, per me è un po’ diverso. Nella mia solitudine sto bene, non devo confrontarmi con persone più intelligenti e brillanti di me, non devo annuire ai loro racconti anche se crollo da sonno. Qui poi a Basaluzzo parlo ai miei alberi, li curo e li moltiplico come una sorta di pastore.

I miei vicini di casa newyorkese mi scrivono che New York sta velocemente tornando quella di prima. Ristoranti pieni, gente per strada, traffico, confusione, rumore. In alcune stazioni della metropolitana somministrano vaccini ai passanti. Nei quartieri più poveri e nei complessi residenziali convenzionati vanno a bussare di porta in porta per vedere se ci sono persone che vogliono vaccinarsi. Nella cassetta della posta ci sono volantini che invitano le persone a recarsi in farmacia per farsi la loro dose. Call center bombardano gli utenti telefonici con inviti di farsi Pfizer, Moderna o Johnson e Johnson. Appena aprono i confini siamo pronti a volare.

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Robinia rossa.

A riprova di come io capisca di alberi poco più del picocazzo, dopo la gelata di Aprile avevo pronosticato che quest’anno le Robinie non avrebbero fatto fiori. Infatti a distanza di un mese e mezzo, non ho mai visto così tanti fiori di Robinie.

Oggi ho letto un articolo sul Guardian, giornale inglese che non seguo, m’è capitato sulla rassegna stampa del cellulare. Pare che diversi turisti europei che arrivano in UK siano fermati al controllo passaporti, vengono sottoposti ad un sacco di domande, vengono prese le impronte digitali e scattata un foto. Vengono trattenuti per ore. Le reazioni sono indignate, tipo “mi sono sentito un delinquente”.

Non avevo un cazzo da fare, c’era un indirizzo e-mail al quale ho scritto chiedendo informazioni; “About the stories of visitors complaining because questioned by the immigration officers in the UK, I travel to New York 3 or 4 times each year. I have a flat in New York, I pay property taxes, utility bills and so forth. I am fingerprinted, photographed, asked why I am there, how long, where I am staying, my occupation… every single time. So what ? After Brexit the UK is like the US, we visitors should just be prepared and comply with the new rules, which I believe make total sense for the UK or am I missing something ?”

Insomma l’Inghilterra non è più nella comunità europea, è un paese straniero e lontano, saranno liberi di fare qualche domanda ai turisti ? E se i turisti danno risposte vaghe, qualche perplessità i poliziotti se la potranno permettere ? E’ possibile che questo nuovo approccio sia più forma che sostanza, ma è uno stato sovrano e questa degli ingressi turistici è solo uno dei vari rompicapo che dovranno essere risolti dopo Brexit.

La tipa del giornale mi ha risposto quasi subito, mi ha detto che il governo sta preparando una piattaforma informatica che sarà pronta nel 2025, e poi mi ha chiesto se poteva pubblicare la mia lettera “…We are running a few first person responses in one article as we’ve had so many emails and it’s interesting to see the varied response. I’d like to use your original comment because it’s important to have balance… will be used along with five or six other vignettes”

In realtà non ho scritto perchè la mia mail fosse pubblicata, speravo che la giornalista che viene definita “Brexit Reporter” sull’articolo, mi scrivesse quali sono le nuove regole per un europeo che vuole entrare in UK. Ma stanno ricevendo vagonate di lettere di persone indignate, offese, incazzate & minacciose. Han trovato il pirla di turno che non si lamenta ed ora forse riceverò in risposta una vagonata di insulti da chi dice che, appunto, sono un pirla. Per inciso, io non difendo Brexit, mi sembra un’idea del cazzo, ma gli inglesi bene o male hanno scelto così ed ora quando si entra in UK è come entrare in USA, mi porterò il passaporto e risponderò alle domande della polizia di frontiera, anzi:

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Ma lo scappellamento dov’è ?

Ora che ho il referto, devo trovare un medico che lo legga e me lo traduca da superscazzora brematurata a italiano corrente, magari con qualche suggerimento su come eventualmente instaurare una terapia tapioca che attenui il fastidio.

Ecco alcune cose che ho capito. La bagna cauda. Piatto che io adoro anche se rende l’alito pestilenziale per diverse ore. Il termine “intraspongioso” fa rima con quegli aggettivi detestabili utilizzati dalle ultime generazioni come “puccioso” riferito a qualche animaletto carino o, nei casi meno formali, al cazzo. E, a proposito di cazzo, “Modesta impronta durale” non so come abbiano fatto a scoprirlo guardandomi la schiena. Non c’è più privacy.

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E allora ?

Ho trovato una delle webcam di Basaluzzo trasmettere questa foto, la cosa andava avanti da almeno un’ora. La webcam sul tetto è diversa rispetto alle altre. Il rivenditore mi aveva fatto un prezzaccio da fondo di magazzino. A differenza dei modelli tradizionali, questa ha 2 diversi obiettivi, uno normale da usare di giorno ed uno a sensibilità simile all’infrarosso, anche se infrarosso non è, da usare di notte, in gradazioni di grigio. Tra i vari parametri da settare nel vasto menu, c’è quello che offre la possibilità di mostrare le due immagini affiancate, oppure mostrare solo quella che in quel momento si innesca a seconda della luminosità. Così cambia automaticamente dal giorno alla notte e viceversa. Ho trovato questo parametro impostato in modo tale che si vedano entrambe le immagini affiancate, come nella foto sopra.

Benchè negli ultimi tempi io sia notevolmente peggiorato in termini di rincoglionimento, sono certo di non aver cambiato questo parametro. Mi sento di poter escludere l’azione di un hacker, di un alieno, dell’Ufficio delle Entrate, anche di Bill Gates. Ed allora è stata la webcam, che intorno alle otto di sera s’è inventata questa spiritosaggine.

Adesso devo tenere la webcam sotto controllo; lo rifarà ? Se dovesse rifarlo scriverei direttamente alla Mobotix, manifestando la mia inquietudine derivante da un episodio così destabilizzante. La webcam senza apparente motivo cambia uno dei 100 parametri, cos’altro può fare di terribile ? Ho comunque cambiato la password, ho messo il codice fiscale di mio nonno modificato come se fosse nato a Vancouver ed avesse 30 anni, tutte le lettere cambiate con quella successiva facente riferimento all’alfabeto aramaico ed i numeri moltiplicati per pi greco ed arrotondati uno all’unità maggiore ed uno a quella minore. Più un certo numero di “caratteri speciali” come @advowly, # !£%& a caso.

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Il lungomare.

Se non fosse per la presenza dei Genovesi, Genova sarebbe una città meravigliosa. Il lungomare è discontinuo; ci sono tratti come questo che vengono tenuti bene, sono ordinati, puliti, frequentati. E poi ci sono ampie zone abbandonate a se stesse con prefabbricati in rovina, detriti, sporcizia. Non so da chi dipenda il degrado, se è il comune, demanio, regione, stocazzo. Ma tra tutti questi ci sarà qualcuno che può fregiarsi del titolo di “cialtrone incompetente e stronzo da licenziare” fosse anche il legislatore che ha prodotto lo strazio di norma che consente o impone ad una città di avere tratti del lungomare che sembrano discariche di rifiuti.

C’erano i pescatori ed alcuni evidenti pensionati che giocavano a bocce, altri erano impegnati con le proprie barche ma c’era vento e se avessi urlato la frase di rito non mi avrebbero sentito. In realtà non ero dell’umore. Però la Pozzasquirt ha ripreso a funzionare, ed è già qualcosa.

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Refusi.

refuṡo s. m. [dal lat. refusus, part. pass. di refundĕre «riversare»; v. rifondere]. – In tipografia, errore di composizione o di stampa prodotto dallo scambio o dallo spostamento di una o due lettere, o segni, causato spesso da errata collocazione dei caratteri nella cassa (per quanto riguarda la composizione a mano), o da errore del tastierista o da difetto meccanico (nella composizione a linotype o a monotype). In senso lato, errore tipografico in genere, o anche di fotocomposizione.

(da Treccani)

Negli ultimi quattro anni lo “schema di flusso” aziendale che seguo abitualmente è cambiato diverse volte. Oggi ho scoperto che qualche mese fa ho prodotto e distribuito una delle numerose versioni totalmente, ma dico totalmente sbagliata. Quando in uno schema funzionale vengono tagliati dei rami secchi, spariscono società perchè vengono incorporate o liquidate, si modificano le percentuali, i nomi, bisogna fare attenzione a salvare quello che resta inalterato ed eliminare quello che non esiste più. Togliere ed aggiungere frecce, spostare rettangoli.

Io salvo in modo maniacale le password della mia esistenza on line, ed invariabilmente ogni tanto ne perdo una. Non so come possa succedere, ma succede. A volte evidentemente ho dei black out; la mia routine mentale si interrompe e vivo alcuni secondi o alcuni minuti in cui faccio cose senza saperlo, o senza rendermene conto.

Lo schema di flusso che mi è stato mostrato oggi è così grossolanamente errato che chi lo ha ricevuto ha intuito che era frutto di qualche refuso di stampa. Ma il refuso c’è stato nel mio cervello perchè lo schema era mio, ma non ricordo quando l’ho fatto e come possa essermi sfuggito un così clamoroso concentrato di cazzate.

Non meno fastidioso è quando incontro una persona che sa benissimo chi sono e mi ricorda di quando io l’ho portato a fare un fuoripista in sci in un canalino in cima alla val Susa. E mentre lui me ne parla come una esperienza meravigliosa e me la racconta nei dettagli, la mia mente vaga affannosamente ed inutilmente cercando di ricordare chi è costui, come lo conosco, quando mai siamo andati a sciare insieme e perdipiù in un noto canalino difficile da raggiungere e poi difficile da scendere. E non riesco a mentire, dovrei fingere di ricordare, mutuare l’entusiasmo, partecipare al ricordo, ma non riesco e faccio la figura del pirla. Anzi no, peggio; faccio la figura di chi ha rimosso un episodio che ritiene banale e poco importante, eventi e persone trascurabili al punto di aver riscritto la memoria precedentemente occupata con qualcosa di più importante. Non pirla ma stronzo.

Questi episodi stanno diventando sempre più frequenti. Prima o poi dovrei iniziare a valutare se è il caso di preoccuparsi. E poi la Pozzasquirt s’è fermata. Ventisette ore di funzionamento e già il primo default. Magari si è solo intasato l’intake della pompa, oppure è entrata acqua nella centrale elettrica mandando il sistema in corto circuito. Il motore si è bruciato perchè è stato assemblato da un bambino in uno scantinato abusivo nella Cina meridionale.

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