E son problemi…

Mi rendo conto che nella scala dei valori, da 0 a 10 dove 10 è il peggior problema che ci possa essere, tipo un cancro, i cinghiali che scavano il praticello è pari a 1.

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Sotto la webcam, dunque non si vede nell’inquadratura, c’è un tentativo di far crescere delle piante del cazzo che faranno fiori. Anche li, mi viene riferito, questa notte i cinghiali hanno scavato estensivamente.

Se un animale viene e rovina tutto, io posso anche fare l’ecologista e pensare che tutto ciò fa parte del disegno degli equilibri planetari, un cinghiale raspa il terreno non perchè è cattivo, è nella sua natura di cinghiale. Al contrario, il praticello del cazzo tipo Berkshire nell’arido buco alessandrino ci sta come i cavoli a merenda e la Pozzanghera è finta, è artificiale.

Tuttavia, quel praticello con la Pozzanghera all’interno sono per me un piccolo, soggettivo motivo di soddisfazione. Nel panorama desolante del riscaldamento planetario mi trincero nel piccolo ambito che la webcam mi fa vedere e voglio mantenerlo inalterato. Non possedendo un fucile e non volendo trovare dei modi rischiosi, violenti e contro la legge per fermare gli ungulati, l’unica soluzione è recintare la zona che voglio proteggere.

In questo disegno esecutivo che sottoporrò alla ditta di manutenzioni per un preventivo, viene mostrato un recinto di circa 135 metri di sviluppo. Ci sono altri due progetti che includono una zona più ampia che si va a ricongiungere con l’esistente tratto di recinzione che fu eratta quando i cinghiali avevano scoperto il praticello di fronte alla cucina.

Con orrore avevo trovato una mattina una bella fetta di prato azzerata. Il giorno dopo l’area coinvolta era raddoppiata. Il giorno 3 c’era un recinto con la corrente. Non sono più tornati.

Questi animaletti ritornano; quando iniziano a scavare non la smettono più. Non è che scavano un po’ e poi se ne vanno a scavare altrove, in Basilicata ad esempio. Tornano, e tornano ancora, e poi i loro figli ed i figli dei figli si passano al voce e tornano. E’ chiaro che devo fare qualcosa, oppure addio praticello.

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Vasco

Tirrenia Nave Fumosa ma non quello che fuma Vasco Rossi, al quale è intitolata la nave, o almeno penso sia lui, non credo sia Vasco Da Gama. Il nostro cantante dev’essere davvero famoso, oppure ha pagato lui la vernice ed ha un problemino di autostima.

Oggi andando in ufficio mi si è affiancato un tipo alla guida del T-Max, vestito da burino di mezza età ma alla moda, scarico modificato per poter produrre quel rumore da scooter fastidioso che da solo annuncia inequivocabilmente che chi lo guida è quello che ti aspetti di vedere; un pirla. Avrei voluto dirgli “Lei sa che il suo belief-system composto da scooter con scarico modificato, abbigliamento griffato, mano disinvolta che invece di stare sul manubrio come dovrebbe, ritma un qualche motivetto battendo sulla coscia, rappresenta un tentativo di compensare il suo minuscolo cazzo, vero ?

Il cinghiale ha fatto dei danni estesi intorno alla Pozzanghera. I casi sono due; o lo si uccide o si recinta la zona, altrimenti finirà per scavare ovunque. E’ indubbio che volere l’erba verde e ben rasata rappresenta un vezzo umano fine a se stesso. L’ungulato che scava ed espone la terra nuda è parte del ciclo vitale della sua specie, il pratino no. Eppure lo prenderei a badilate, non sono ecologico. E siccome queste merde di animalacci tornano sempre dove iniziano a scavare e scavano senza riserve per secoli nei secoli, mi sa che dovrò recintare la zona.

Genova è bella, ma ci sono ancora troppi genovesi. Dopo quello che penso sia il canto del cigno dell’attuale amministrazione, torneranno sicuramente quelli di prima perchè il colore di appartenenza è talmente radicato nel DNA genovesota che, terminato questo breve intermezzo, la genova che conta ed i loro impiegati, inquilini ed operai torneranno a votare in massa le beline che ci hanno mantenuto in vita assistita negli ultimi decenni. Il terzo valico magari sarà terminato ma la costruzione o adeguamento della stazione ferroviaria di genova durerà 30 anni. Nel frattempo saranno indubbiamente rimasti i peggiori. Oggi l’ottimismo è tutto mio.

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Il nuovo normale.

Basaluzzo, 15 Settembre 2019. Vaffanculo. Cos’altro si può dire ?
Qualcosa di Vagamente Fallico.
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Animali.

Quando taglio un albero morto, ad esmpio un Olmo, rimane il ceppo. I ceppi nel praticello intorno a casa sono una minaccia per il tagliaerba. Allora bisogna rimuovere il ceppo, che in genere è di materiale duro come il cemento. Rimuoverlo manualmente è un lavoro invalidante, un culo da maratona, non ce la posso fare. L’alternativa è bruciarlo; si mette una mini casta di legno sopra il ceppo e si da fuoco. In genere in una giornata il ceppo brucia fino a diversi centimetri sotto il livello del terreno. Poi si ricopre di terriccio, si semina e si innaffia abbondantemente. Fin qui tutto bene, perchè adesso arrivano le formiche che in poche ore si portano via tutti i semi. TUTTI i semi, dannate formichine. Bisognerebbe spargere il terreno seminato di qualche veleno antiformiche, ma sono riluttante ad usare prodotti chimici. Ed ecco perchè il buco sopra il ceppo rimane senza erba fino a quando non arrivano le infestanti.

Il cinghiale è tornato ed ha scavato nello stesso punto di qualche giorno fa. Non tanti danni, ma potrebbe farne molti di più e dunque mi sa che dovrò mettere qualche recinzione. Il pepe e peperoncino sparsi intorni allo scavo non sono serviti ad un granchè. Ho intervistato gli abitanti delle zone contigue e pare che sia un grosso esemplare solitario. Che invece di spendere le notti in un bar con gli amici, preferisce venire fin qui e menarlo al mio praticello.

Mentre il sole sorgeva da dietro gli Appennini liguri, stavo dando da bere ad un Acero Saccarino che secondo me ha sete. Io percepisco la sete delle piante che ho intorno. Le vedo chiedere acqua per lo stato delle foglie, insomma non è vero e probabilmente l’Acero ne avrebbe fatto a meno ma io sento il bisogno di dare da bere alle piante, alberi in primis. Sotto la chioma a mezzo metro dal tronco c’era un buco nel terreno. Ho infilato la canna dell’acqua nel buco ed ho atteso mezzo minuto. Se vedo un buco nel terreno vicino agli alberi ed ho la canna in mano devo assolutamente metterci acqua. Consciamente penso che il buco possa andare vicino alle radici e dunque far bene alla pianta. Probabilmente invece il comportamento afferisce ai bisogni ancestrali di dominare la Terra penetrandola e spargendo in essa il proprio seme. Però il buco in questo caso era un nido di vespe, modello “Martini” che appena estratto il tubo sono uscite dal buco in gran numero. Queste bagasce se vengono disturbate attaccano il nemico e lo inseguono per decine di metri per pungerlo. Ci sono racconti spaventosi di persone finite in ospedale con decine e decine di punture. Ma questa mattina penso che le vespe fossero ancora addormentate e rincoglionite per le temperature mattutine, dunque se ne sono state a svolazzare intorno al buco ed io ho ripiegato in una fuga tattica.

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Ed un bel nido di calabroni sotto la finestra della camera da letto. Sembra una grossa meringa, ha due ingressi. Devo chiamare una ditta per toglierlo.

Questo posto è pieno di animali fastidiosi, petulanti e mortali e bisogna conviverci.

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Di mattina si sta bene.

Si vede anche l’inutil cerchio delle infestanti.

All’alba ci sono più o meno 12-14 gradi ed i prati sono bagnati di rugiada. Sembra di essere in autunno. Poi, verso le 3 del pomeriggio, si sfiorano i 30 gradi; secondo delle interessanti ed orientate teorie, è tutto nella norma perchè fa parte di un ciclo che però malauguratamente risiede solo nelle vostre teste di cazzo in loop.

Una delle Carpe si aggira nelle vicinanze di uno scavo del cinghiale. Perchè lo stronzo peloso questa notte ha di nuovo visitato le amene sponde facendo buchi in giro. Niente di devastante, ma se la notte dormisse a casa sua senza scavar buchi, a me sarebbe più simpatico.

Aggiornamento webcam sporche del Comune.

Per farla molto breve, mi viene risposto che l’ASTER è stata incaricata di provvedere nel corso della settimana dal 17 al 20 di Settembre ad ovviare al problema di sporcizia degli obiettivi delle webcam.

Deferrari con la nebbia ?

E’ stata una risposta molto veloce e gentile che francamente non mi aspettavo. OK sono prevenuto, forse invece le cose stanno diventando normali per una cittadina come Genova. Però l’ASTER mi mette paura. Ogni tanto li vedo all’opera nelle strade; sono adusi ad usare la pala, il catrame, martelli pneumatici, mazze anche con chiodi, picconi, esplosivi, acidi corrosivi e scorie radioattive, saranno idonei a pulire le delicate lenti di una webcam ? Gli addetti che raggiungerano le Mobotix avranno ricevuto istruzioni adeguate da parte di un dirigente ? Ossia lo sanno che non devono usare una paglietta di ferro con il CIF in polvere per pulire i copriobiettivi ? Lo sanno che questi ultimi sono di plastica e non devono essere svitati usando le pinze da idraulico ? Gli addetti incaricati immaginano che non devono attaccarsi alle webcam perchè si possono rompere o spostare ? E se scoprono che debbono sporgersi in qualche modo, dovranno salire con la piattaforma e fermare il traffico, anche quello ferroviario ed aereo su Genova. Poi chiameranno quelli dell’edilizia acrobatica da Bolzano, verranno appesi ad un pallone sonda e dovranno pulire i copriobiettivi sputandoci sopra ed usando un chiodo da parete per svitare il coperchio. Speriamo bene.

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E’ tornato ma pochi danni.

Il grosso stronzo ungulato è tornato durante la notte. Ha dato qualche nasata sparsa anche proprio nel punto in cui ha scavato ieri. Ma nulla di più. Mi piace pensare che il peperoncino abbia sortito l’effetto voluto, il maialone irsuto ha iniziato a starnutire ed è scappato perchè non aveva gli Scottex. Ma ovviamente non ho idea se sia andata così, magari se n’è andato perchè doveva vedere il Grande Fratello Porco in televisione.

Avevo notato che dentro il fitto fogliame di un Acero Campestre di fronte a casa c’era un Colombaccio che andava e veniva. Questa mattina l’ho trovato cadavere sotto l’albero, alcune ferite e pezzi di ala e piume sparse. Devo chiedere al Consulente Biologico chi può ridurre così un Colombaccio.

Andando a verificare l’attività del Cinghiale sono passato vicino alla Pozzanghera ed ho fatto scappare Gastone. Gastone è scemo perchè ormai dovrebbe riconoscermi e salutarmi, altro che scappare. Sembra uno di quei grossi aerei di una volta che decolla a fatica, ha bisogno di una pista lunghissima e prende quota con un angolo di salita risibile. Ed ho spaventato a morte un altro grosso volatile che s’è messo a strillare mentre volava via, forse era un fagiano anche se il verso lo faceva assomigliare ad un vecchio sportello metallico che non viene oliato da anni e si apre a scatti.

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Cinghiali.

La prima reazione è “li ucciderei tutti” seguita da “metto un recinto elettrificato ovunque” e poi “ambientalisti del cazzo ve ne porterei 10 a casa”.

Sono uscito per fare due foto ai colori del primo mattino ed ho trovato un po’ di buchi scavati da cinghiali. Bisogna conviverci; in effetti mi sono domandato più volte perchè avessero risparmiato l’erbetta intorno alla Pozzanghera, ed eccoli qui. A parte sterminarli e mettere barriere elettrificate, uno dei possibili rimedi è spargere peperoncino sbriciolato e pepe nell’erba che si pensa possa essere oggetto di scavo, l’ho usato una volta e forse, dico forse ha funzionato perchè le bestiole non sono tornate il giorno dopo. Oggi vado a fare la scorta. Ne spargerò un po’ attorno, chissà se alle carpe il cibo piccante piace.

Sto aspettando un preventivo per la fornitura di alberelli da parte di un vivaio della Forestale. Le piantine, alte 50 centimetri, una per l’altra costano €1.30 che mi sembra un buon prezzo. Ma tra cinghiali e caprioli rischio di mettere giù 100 piante e tra due anni non ce n’è più una. Ho evidenziato il problema al vivaista e bisognerà valutare se e come proteggere la zona recintando o minando il terreno o mettendo una garritta con uno armato di fucile.

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Ho salvato questa foto dove si intravede una forma che sembra, ma non è un cinghiale. Sono io nel patetico tentativo di rimettere a posto le zolle dopo la visita di questa notte degli ungulati.

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Belin e chissenefrega.

Questa è l’immagine prodotta da una delle webcam del comune di Genova. E’ una Mobotix, come le mie, c’è un coperchietto di plastica che ogni tanto va pulito perchè si riempe di salino, polvere, ma non escludo che sia entrata umidità tra obiettivo ed appunto il coperchietto. Succede, bisognerebbe fare della normale, ortodossa, periodica e pacifica ma-nu-ten-zio-ne.

Cercando di districarmi tra le pluristratrificate gerarchie della pubblica amministrazione, mi viene da pensare male. Mi immagino un funzionario di medio-basso livello che ignora la presenza delle webcam ma che forse ha il compito di seguirne il regolare funzionamento. Ossia glielo hanno detto, ma lui se ne batte il belino ed ignora la questione.

Ho appena scritto al Comune segnalando che forse bisognerebbe intervenire pulendo le webcam che risultano sporche. Chi riceve il mio messaggio forse ignora l’esistenza di tutto l’universo conosciuto ad eccezione dell’orario in cui va a casa la sera e del campionato di calcio. Ossia è un troglodito che avrà avuto il posto di lavoro perchè affiliato a qualche partito di maggioranza o di minoranza ma in quota paraculi generici.

Molto probabilmente il suo interesse nel farsi parte diligente rispetto alla questione segnalata è pari a zero, senza decimali. Cestina il messaggio o lo mette in archivio con l’idea vaga di pensarci più avanti nella giornata o nel corso dell’antropocene.

Ma potrebbe anche succedere che il messaggio arriva in copia ad un impiegato che invece ha un riflesso neuronale involontario che lo porta ad un sussulto di efficienza e intuisce che forse sarebbe il caso di fare qualcosa. Chi si occupa delle webcam panoramiche comunali ? I Vigili NO perchè non si tratta di webcam dedicate a monitorare il traffico veicolare. Gli addetti al sito web NO perchè loro pensano al software. Chi segue la parte elettronica NO perchè si occupano di computer e stampanti e basta. Chi si occupa di promozione turistica NO perchè sono sul territorio a fare promozione e non si occupano di webcam. Una impresa di pulizia NO perchè figurati se sanno assai delle webcam. Quelli dell’ASTER NO perchè belin non è compito loro. I messi comunali NO perchè non sanno neppure loro cosa devono fare. La Curia NO perchè pensano alle anime dei concittadini. I Vigli del Fuoco NO perchè spengono incendi. L’Ordine dei farmacisti NO perchè sono a fare turni in farmacia. L’AMIU non se ne parla neppure.

Probabilmente la speranza diffusa è che queste webcam del cazzo vengano colpite da un bel fulmine, una per una, in modo che per sostituirle si deve indire una gara interplanetaria che andrà deserta nei prossimi 10 anni e nel frattempo nessuno deve stracciarsi i maroni per gestirle.

NO, non è una romantica sfumatura del cazzo, andrebbe pulita, asini.
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Pozo, non pozo.

Non ho voglia di spiegare nei dettagli cosa rappresenta “non pozo“. O forse l’ho già detto, afferisce al verbo potere e non ha nulla a che fare con il vocabolo pozzo. Comunque sia, la portata del nuovo pozzo da aprile è scesa vistosamente. Può darsi che sia un fenomeno stagionale, oppure è una tendenza inevitabile come conseguenza degli ultimi anni siccitosi. Non lo so, ma so che mi è anche arrivata una pomposa cartellina esattoriale per una evasione di circa 100 euro risalente al 2014, diventati 200 euro con le sanzioni. Andare tutti quanti a cagare no ?

Un piccolo racconto ininfluente.

Casa di amici, circondata da ulivi e pini, quelli dei pinoli. Arriva un amico con una pigna piena di pinoli. “Mangiamo i pinoli”, dice. Cerco uno strumento adeguato, trovo uno shiaccianoci con anche una specie di tenaglietta interna che appare ideale per rompere il guscio dei pinoli. Mi sembra di tornare in età pre-puberale quando a Rapallo raccoglievo i pinoli e li aprivo con qualche pietra trovata nelle vicinanze. Ma oggi ho lo schiaccia-pinoli perchè sono adulto. Però l’attrezzo ha un piccolo difetto di progettazione. Con due battenti ulteriori mi prende due lembi di pelle del palmo della mano e me li schiaccia. Dopo la prima schiacciatura cerco di stare più attento ma me ne faccio un’altra.

Questa è una immagine ravvicinata di uno dei due lividi che mi sono prodotto. La foto è artificialmente colorata in verde per evitare che il colore della pelle induca un eventuale visitatore casuale a vomitare. Così sembra più un dettaglio di pantaloni di fustagno con una macchia di catrame.

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Tre foto del lunedì

Interno di Cucina Basaluzzese con nuova crepa nel muro. ( Nota bene; ho già detto le stesse cose qualche tempo fa). La casa intera si sta riempendo di crepe. In tutta la zona le case si riempono di crepe. Le crepe si formano sui muri esterni & sui muri interni. La causa è nota; visto che piove sempre meno, la terra perde l’umidità, le falde acquifere perdono pressione ed hanno sempre meno acqua. Il terreno si ritira, si compatta e scende di livello, dunque le case si riempono di crepe. Sono convinto che ci sia qualche stronzo che direbbe che è già successo nel medioevo, aveva un cugino discendente di un notabile che vide crepe sul suo importante palazzo, la cosa venne tramandata oralmente da generazione a generazione. Insomma è un ciclo, tutto normale. I negazionisti si trincerano dietro ad una ciclicità del clima che è solo nelle loro teste bacate.

Questa notte sono caduti 3.4 millimetri di pioggia, la temperatura questa mattina era di 8.8° centigradi. Io saluto le temperature normali e gli scrosci di pioggia, anche se i millimetri caduti sono il 10% di quelli che avrei preferito cadessero. Lo dico per evidenziare come io sia sempre meno soddisfatto del clima di Basaluzzo e del buco infernale che lo circonda. Probabilmente dovrei emigrare in un luogo più piovoso, dove d’inverno cade un metro di neve, così non rompo più i coglioni.

Il Dawn Redwood. Questo sembra crescere, mentre gli altri due californiani sono belli verdi ma non hanno guadagnato quasi nulla in altezza da quando li ho messi in terra. A proposito; è seccato il giovine castagno. Non so come mai, l’ho trovato giallo e cadavere, eppure il terreno veniva regolarmente irrigato dalla gocciolante. E’ il secondo che mi muore così, giovane ed offeso da chissà cosa. Forse la zona non è adeguata ai castagni ? Non diventerò mai produttore di Marrons Glacé ?

Anche a Genova la temperatura è tornata nella norma del periodo. Comprendo la delusione dei burini motorizzati. Mi riferisco a quella quota fisiologica di possessori di maxi-scooters che oltre a guidare tenendo il fottuto piede a strisciar l’asfalto, in estate dispiegano al massimo il loro essere tazzorri indossando dei cazzo di pantaloni detti pinocchietto, t-shirt di pessimo gusto e scarpe sportive alla moda. Costoro in questi giorni devono iniziare a coprire le gambacce tatuate e pelose con pantaloni lunghi, e magari mettersi una giacca che in genere non può raggiungere i livelli di burinaggine delle magliette estive.

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