Focaccia di fine Marzo.

Quarantena con la focaccia. La vendono a chili (un chilo, due chili, tre chili e così via). Arriva abbastanza fresca ma non dura più di 24 ore e dunque la taglio a rettangolini con le forbici, la metto nel microonde dosando sapientamente tempo e temperatura (cioè alla cazzo). Esce “stabilizzata” ovvero assume una consistenza che è una via di mezzo tra gommosa e croccante, ottimo snack, accompagna le portate.

Chiarito ciò, ecco che a Basaluzzo c’è un vento fresco e teso da Nord-qualcosa e umidità relativa scesa al 39%. Avrei preferito la pioggia che avevano previsto e che malauguratamente non c’è stata. Non sono ancora entrato in modalità “cazzo-non-piove” con toni preoccupati, spero di non doverlo fare nelle prossime settimane.

I cinesi ormai sono scesi al quarto posto per numero di contagi ed al terzo per numero di morti. Ma secondo me contano un sacco di balle, la classifica penso sia sfalsata.

Qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata da Dubai. Un amico nonchè collega di lavoro è bloccato laggiù da due settimane e non sa quando riuscirà a rientrare. Mi ha chiamato sul cellulare. Ecco che tra le pubblicità che mi compaiono quando sono su Facebook c’è quella di un servizio di escort a Dubai (due pubblicità). E poi noi ci rompiamo le palle per far finta di rispettare la privacy. La telefonata che ho ricevuto è stata registrata in qualche data base che si sono passati o venduti tra organizzazioni plurinazionali ed ora qualcuno ha assunto che avendo contatti con Dubai, avendo 60 anni maschio, potrei essere interessato ad andare a bagasce negli emirati arabi. Per inciso, non abbiamo parlato di gnocca nel corso della telefonata, non credo di dover andare a Dubai nel prossimo futuro, mi sono segnato il numero che nella vita non si può mai dire.

Videoconferenza serale in tempi di coronavirus. A parte la mia faccia da culo, gli altri partecipanti sono venuti bene.

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Martedì, no Mercoledì. No…

Videochiamata serale. Sembra un gioco, ma in effetti è l’unico modo di vedere gli amici e parlare con loro. Non adoro follemente il mezzo, preferisco la telefonata, mi sembra più rilassante.

Come consuetudine mi sono messo la mascherina, i guanti, ho portato la spazzatura nel cassonetto e ho allungato il tragitto per arrivare alla differenziata. Ormai è risaputo che la raccolta differenziata non funziona come dovrebbe. La differenziazione non applica la separazione della frazione che si può riciclare da quella che non si può riciclare. In effetti separa la rumenta che va direttamente a Scarpino da quella parte che va prima in un grosso magazzino dove si fa finta di separare una ulteriore frazione pulita, e poi finisce a Scarpino. Comunque sia, ho fatto due passi, ho intravisto due esseri umani che sicuramente facevano una passeggiata illegale e me ne sono tornato a casa ed ora scrivo due belinate prima di andare a dormire.

Questa è una immagine che non avrei mai pensato di vedere. Magari in un film di quelli che costano milioni pieni di effetti speciali. Ma non nella realtà; un ospedale da campo a Central Park, New York. Ospiterà i pazienti NO-COVID liberando così posti letto in terapia intensiva dagli ospedali Mount Sinai.

The entire Mount Sinai health system has over 7,400 physicians, as well as 3,815 beds, and delivers over 16,000 babies a year. In 2019–20, the hospital was ranked 14th among the nearly 5,000 hospitals in the US by the U.S. News & World Report.

Credo che a nessun abitante di New York possa essere mai venuta in mente la possibilità di finire in ICU a Central Park, in una tenda. Le tende sono state messe a pochi passi dal Guggenheim sulla quinta strada. Dopo le immagini dei camion dell’esercito che portano via le bare da Bergamo, queste immagini sono talmente inimmaginabili che mi sembrano rappresentare un evento quasi normale.

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Più o meno 21 giorni.

Chiuso in casa. Ascoltando i bollettini giornalieri dei morti, dei ricoverati, di coloro che sono in terapia intensiva e di quelli che inevitabilmente vengono respinti al pronto soccorso e tornano in casa, probabilmente a morire.

Non riesco ancora a mettere a fuoco la situazione, soprattutto non riesco a definire i contorni di quello che sta davvero accadendo. Tre o più volte nel corso della giornata passa un fuoristrada della Protezione Civile con un altoparlante che recita “I signori cittadini sono invitati a rimanere in casa…” Da cittadino bovino vorrei convincermi che al paese c’è una guida solida, preparata e determinata a far si che il paese non affondi in una crisi mai vista prima. E’ difficile per me pensare che tutto tornerà come prima, perchè ancora non riesco ad assorbire consciamente come siano cambiate le cose in poco più di un mese. Le immagini di Bergamo dove i camion dell’esercito portano via le bare mi passano dal nervo ottico ma poi evidentemente vengono portate in un reparto del mio cervello che tentenna e forse preferisce proteggermi ed attribuire un valore allegorico, una sorta di film, una finzione cinematografica. Dal poggiolo sento distintamente il rumore delle onde che si frangono sulla spiaggia. E’ bellissimo, non dico di no, ma è soprattutto inquietante, il silenzio è quasi assoluto.

Oggi ho telefonato ad una persona che fa parte delle mie conoscenze istituzionali/professionali che lavora nel campo delle RSA, residenze sanitarie assistenziali. E’ a casa con la moglie, si sono messi in quarantena perchè entrambi hanno sintomi del COVID-19, ma aspettano ancora i risultati del tampone. La situazione delle strutture che gestiscono è molto diversa da posto a posto, in alcune è drammatica, in altre potrebbe diventarlo.

Io dunque sono a casa, credo in salute. Miriam chiude a chiave sua madre per diverse ore al giorno nella sua stanza, così evita di litigare. Poi sta al telefono con amiche con le quali si parla solo del virus e della fine della civiltà occidentale. Il team funziona, ci siamo divisi i compiti. In queste ultime settimane ho parlato poco di lavoro, solo un paio di telefonate ed una teleconferenza, ricevo tutti i giorni dei report che sono sempre uguali, tutti negativi. Il mercato è ai minimi storici e nessuno si azzarda a fare previsioni. L’atmosfera è incerta, ci sono state altre crisi ma questa è assolutamente indecifrabile; quanto durerà, chi resisterà, quanto tempo prima di terminare le riserve patrimoniali e svendere quello che resta.

Tutto quanto premesso, ecco una serie di immagini superflue gettate li, alla cazzo, con commento laconico sotto ciascuna.

Stanza dove c’è la caldaia, la lavatrice e la roba stesa, il cesto dove frutta e verdura si asciugano dopo la decontaminazione. Una delle due camicie che uso dall’inizio della quarantena, acqua di riserva.
Videoconferenza con due amici. Non amo particolarmente il sistema, però ha dei vantaggi, per esempio posso assentarmi, sfilare silenziosamente fuori campo dal raggio della webcam senza bisogno di addurre alcuna scusa e sparire lasciando mia moglie ad intrattenersi con gli interlocutori. Se lo faccio quando gli ospiti sono fisicamente da noi Miriam si incazza e non posso certo farlo se siamo noi a visitare amici.
Al di la di questa collinetta c’è la Pozzanghera. In primo piano la rete anti cinghiali. Le Truppe Rumene mi mandano queste foto, per fortuna ci sono loro che mandano avanti i lavori programmati come dei panzer. Il loro antidoto contro qualsiasi virus consiste in una zolletta di zucchero con una goccia di gasolio tutti i giorni. E chi li abbatte ?
Qui i lavori di ripristino della spalla dopo il taglio di Olmi malati.
Verifica periodica dell’impianto di irrigazione. Ci sono alcune perplessità sulla gestione del sistema di approvigionamento acqua. Due pozzi autonomi ed una cisterna di accumulo, alcune sonde di livello e qualche valvola. Ho telefonato all’elettricista, lunedì farà un salto a vedere, vorrei essere li, che cazzo.
Pecetto di Valenza (AL). La chiesa e, davanti verso il basso, la “Casa Menada”, RSA che porta il nome dei miei bisnonni. Foto gentilmente trasmessami da un cittadino, ex primo cittadino, con il quale ci siamo sentiti per sapere se eravamo ancora vivi.

Il governatore dello stato di New York ha decretato che i lavori edili non essenziali devono fermarsi. Infatti mi sembra che il cantiere che vedo dal soggiorno sia vuoto. Mi azzardo a fare due conti, non è il mio mestiere ma tanto non ho un cazzo da fare. L’impresa di costruzione più o meno spenderà $260 milioni per finire il palazzo. Probabilmente se li è fatti dare da una banca. Oggi una banca in USA impresta i soldi con un tasso del 4.75%. Non so se il costruttore si è fatto aprire una linea di credito per l’intera somma, comunque sia, mettiamo che abbia attinto per un quarto, solo di interessi gli costa circa $9.000 al giorno di ritardo, poi bisognerebbe considerare che lo stipendio alle maestranze credo continui a pagarlo (su questo ho dei dubbi) aumenti di costi del materiale, protezione del cantiere, forse il mancato incasso dei pagamenti di chi vorrebbe acquistare una casa sulla carta ma ritarda perchè non vuole rischiare di vedere i lavori fermi a tempo indeterminato, meno interessi attivi sui propri conti. Insomma una bella merda. Moltiplicata per tutti i cantieri a New York, e sono tanti, solo nella foto se ne vedono due, è un merdone cittadino di dimensioni enormi.

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Foto vecchie.

In questi giorni di inerzia sto leggendo due libri contemporaneamente, confondendone autori e contenuti, alla fine mi rimarrà in testa un minestrone privo di costrutto, lasciandomi un nuovo vuoto piuttosto che averne riempito uno.

Allora inganno il tempo con occupazioni nuove, per esempio sanificare le consegne di derrate alimentari che potrebbero essere infettate dal coronavirus. Passare l’aspirapolvere o cercare di togliere una macchia da un vetro di una porta usando tutti i prodotti che ho trovato nell’armadio delle scope (la macchia è ancora li). E sfogliare 32.195 fotografie contenute in 456 cartelle.

Questa è una gamba di Miriam. Miriam ha freddo, a prescindere. Questa era l’estate 2003, sopra le Alpi non ricordo bene dove fosse lo zero termico, ma a 2000 metri di gradi ce n’erano 30. E durante le passeggiate a Miriam veniva la pelle d’oca. Il suo ragionamento era; siccome a 2000 metri di quota di norma fa freddo, dunque ho la pelle d’oca dal freddo. Il ragionamento non faceva una grinza, salvo che c’era la temperatura che c’è a Dubai. La pelle d’oca di Miriam è una cosa seria; tutti i suoi muscoli piliferi messi insieme potrebbero tirare un autoarticolato.

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Il picco si, il picco no.

Oggi mi ha chiamato il Consulente Biologico. Anche lui è inattivo a casa ed allora ha tempo per ordinare su Amazon. Io gli faccio da consulente telefonico perchè ho forse un po’ più di esperienza derivante dal gran numero di vagine in silicone e stimolatori prostatici che ordino.

Ha fatto casino almeno due volte, ma essendo ingegnere impara in fretta ed ovvia agli errori. Non ha davvero bisogno della mia assistenza ma facciamo due chiacchiere in attesa di poterci di nuovo incontrare di persona scambiandoci i soliti batteri e virus non mortali come si è sempre fatto.

Ha un amico che lavora al pronto soccorso del San Martino. Forse preferirei andare a saldare una paratia dentro la sentina di una petroliera che presidiare un pronto soccorso di questi tempi. La buona notizia sembra essere che questa mattina, per la prima volta dell’inizio dell’epidemia, il numero dei nuovi ricoverati è sceso rispetto a quello dei giorni precedenti.

A Basaluzzo tempo grigio e ventoso. La temperatura è scesa sotto lo zero di mattina negli ultimi due giorni. Non di tanto, ma potenzialmente con effetti passimi sulla vegetazione in pieno avvio primaverile. Speriamo bene. Oggi è grigio e ventoso, starei benissimo nel soggiorno con il camino acceso ed un bicchiere di Porto in mano, leggera musica soffusa e Miriam vestita da tigre che mi fa le fusa sul tappeto con sguardo accattivante. Ed invece sono a Genova, chiuso in casa da una ventina di giorni. No, non è una lamentela, ci mancherebbe, ma questa primavera passerà senza che io abbia potuto parlare ai miei alberi. (alle Carpe no, non sono molto loquaci)

Cosa avevo detto, che i cantieri edili erano fermi a New York per effetto dell’epidemia in corso ? Le mie balle; il lavoro è ripreso sulla Lexington. Ho letto un articolo dove si dice che i grossi gruppi privati che lavorano nell’edilizia hanno fatto lobby per convincere le autorità a non fermare i lavori. E’ noto agli addetti ai lavori che rispettare le distanze interpersonali è impossibile in un cantiere. Considerando che il costo di realizzazione di un piano di un condominio a New York è di circa 20 milioni di dollari (wikipedia docet) e che questo condominio sarà alto 13 piani, l’investimento è di circa $260.000.000. Non mi meraviglia che i costruttori spingano per finire in fretta e consegnare l’immobile.

Miriam ha cercato di uccidermi con una overdose di antitarme, perchè sta mettendo via le maglie invernali ed io ero li nelle vicinanze ed ho avuto un attacco di tosse e prurito, cosa che di questi tempi è meglio evitare.

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Pilates remote.

In questi giorni di attesa, Miriam ogni mattina fa un’ora di pilates. E’ preoccupata che l’inattività della quarantena possa condurre ad un improvviso cedimento strutturale del suo sedere. La lezione arriva via e-mail dalla palestra in un formato tipo foglio elettronico. Io elaboro una versione in un formato che sia leggibile sul suo telefono e gliela trasferisco in modo che lei possa seguire un canovaccio e fare gli esercizi.

Gli esercizi vanno eseguiti dalla prima riga, prima colonna e successivi riquadri, come si legge un libro. A volte mi prendo la briga di integrare la lezione con elementi di fantasia qualora ritengo che la sessione sia carente in tipologia di esercizi. Soprattutto se poi la lezione viene trasmessa alle sue amiche.

In una ulteriore “scheda tecnica” arrivata per e-mail a Miriam c’è questa posizione. Si chiama coordination mobility. Spiegazione: correttivo in prima funzione (respiratoria) diaframma. In fase inspiratoria sentire con mano cefalica discesa del diaframma. Con mano podalica, sentire discesa del pavimento pelvico. 3 serie ciascuna da 15 non so cosa. Scollarsi le balle quando sono appiccicate alla coscia o semplicemente grattarsele ? Un tentativo di sentirsi la prostata ?

E per le ragazze; una mano in quella posizione a cosa potrebbe servire ? Sentire se c’è odore ? Viscosità del muco vaginale ? Ma che razza di esercizi fa Miriam ?

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Un giorno della settimana.

Credo sia Mercoledì in quanto abbiamo rassettato la camera da letto. Si dev’essere così.

Selfie in bagno. Non so se è il primo che faccio, forse no ma sicuramente non è una pratica frequente. La mia capigliatura è cresciuta ben oltre il mio standard abituale. Miriam si è offerta per spuntarmeli ma ho cortesemente declinato l’offerta. Ho ritagliato la foto perchè in un angolo la si vedeva accucciata nella doccia con l’anticalcare.

Il mondo va avanti. Ho scaricato sul Kindle l’autobiografia di Woody Allen, libro che il suo editore gli aveva rifiutato poche settimane fa con quell’atteggiamento bipolare squisitamente Americano, tra liberalismo assoluto e bigottismo di 3 secoli fa. Ho letto la recensione di uno che dice che lo ha letto a denti stretti perchè ritiene che Allen sia colpevole di pedofilia ma ha riso dall’inizio alla fine. Amo Woody Allen e sogno di incontrarlo casualmente per le strade di Manhattan, Miriam sa bene dove abita ed una volta mi ci ha trascinato. Sono abbastanza sicuro di aver già scritto in merito a questo frammento di vita newyorkese.

Oggi ho preso una telefonata indirizzata a questa Opera Pia che aveva due anni fa il nostro numero di telefono. Ci chiama spesso la ASL per delle forniture mediche ma questa volta era una signora di Lucca. Le ho spiegato che aveva telefonato ad una abitazione e che quel numero non apparteneva più da due anni a chi lei pensava. Si è molto scusata dell’inconveniente ed allora abbiamo fatto due chiacchiere. Questa signora ha 75 anni, vive dalle parti di Lucca ed ha una amica che è ospitata nella struttura e cercava di parlare con lei perchè le hanno tolto il cellulare e sperava di farsela passare dal centralino. E’ isolata a casa da tre settimane, i suoi figli e nipoti le hanno insegnato ad usare qualcosa per fare le teleconferenze ed è così che li sente giornalmente. Mi ha confessato che è terrorizzata dalla prospettiva di ammalarsi e non dorme la notte, domani deve andare in banca ed ha paura di prendersi il virus. Le ho dato tutte le raccomandazioni del caso ma mi sembrava edotta sul comportamento da tenere. Mi è venuta una ondata di tristezza ed avevo dimenticato di prendere una bottiglia di vino dal ripostiglio nei fondi. Ho portato fuori la spazzatura per dare un senso a questa giornata.

Questo è un dettaglio della webcam di New York, ore 18:30 di un giorno lavorativo. La 77ma strada è praticamente deserta ed anche la Lexington non ha traffico. Ed è l’ora di punta. Dev’essere una sensazione surreale, silenzio.

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Focaccia.

Puntuale come un orologio, la focaccia arriva a casa, virus o non virus. Fotografia subito trasmessa ad amici italo/americani che sono sfollati in campagna perchè a New York potrebbe diventare difficile nei prossimi giorni. La loro dieta non comprende la focaccia genovese e questo è motivo di lamentele frequenti.

Oggi è arrivato il carico settimanale di frutta e verdura. Tutta la mercanzia viene lavata in acqua con soluzione di Amuchina. Alla fine delle operazioni Miriam mi ha colto di sorpresa e mi ha irrorato le mani di Amuchina non diluita e le mie mani avranno un odore sgradevole per diverse ore.

Passeggiata serale spazzatura/differenziata. Nessun pedone, qualche automobile, si sente il vento tra gli alberi. Che giorno siamo ? Il quindicesimo, forse.

Noi in Italia siamo messi malissimo, eppure ormai mentalmente mi sono abituato a sentire la conferenza stampa serale dove ci forniscono gli aggiornamenti, i morti, i contagi, la speranza di vedere la curva che inizia a rallentare la sua corsa verso l’alto.

Allora mi collego alla televisione locale di New York ed ascolto in diretta il messaggio di un sindaco Di Blasio visibilmente stralunato che, anche lui, parla di contagi, di morti e di vita che per mesi non sarà più la stessa, di centinaia di migliaia di cittadini che hanno perso il lavoro, di social distance, della National Guard che al Javits Center sta mettendo su un ospedale da campo di 1000 posti letto. E non mi sembra vero, mi sembra di essere in un cazzo di film. E come nei peggiori film, non hanno letti a sufficienza, non hanno mascherine, non hanno disinfettanti, non hanno modo di salvare una larga parte di quelli che si aspettano arriveranno sempre più numerosi. Da Washington arriveranno 400 respiratori; prevedono che ne serviranno migliaia. La faccia e la voce del sindaco mi ha colpito più di tutto; probabilmente gli hanno descritto quello che sta accadendo negli ospedali della Lombardia e gli hanno assicurato che tra una settimana sarà così anche in quelli di New York. Sono 8.5 milioni di persone, non oso pensare e spero che riescano in qualche modo a limitare i danni.

La Grand Central, stazione ferroviaria e metropolitana di Midtown Manhattan ai tempi dell’epidemia. Almeno 5 ristoranti di cui uno famoso, due supermercati, negozi, parrucchieri. In un anno transitano 67 milioni di passeggeri, più tutti quelli che vanno a pranzo e cena, quelli che comprano nei supermercati, i turisti che vengono solo per visitare la stazione più famosa d’America.

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Il ponte.

In questi ultimi mesi di disavventure continue, ecco una foto che mi piace salvare.

Stanno tirando su il tocco di ponte che passa sopra la ferrovia. E’ uno dei più lunghi. Quella belina del primo ministro per fortuna non ha fermato i cantieri. Ha fermato ben poco, mi sembra. Forse qualcuno di Confindustria gli ha fatto trovare una testa di cavallo sul letto. In realtà non so giudicare se i provvedimenti siano giusti/sbagliati. Però insisto sul ritenere che Conte sia una belina.

Anche oggi ho scoperto che un amico sostiene che il virus è tutta una montatura. Non ho ascoltato la sua esposizione, ma credo abbia torto. Si, certamente quando questa storia sarà finita ci sarà chi si sarà arricchito, enormi masse di denaro cambieranno tasca, alcuni perderanno potere, altri lo aumentaranno. Grossi equibri planerari potrebbero cambiare. E qualcuno, ad esempio l’Italia, lo potrebbe prendere nel culo ben più degli altri, non tanto per il numero dei morti ma per il fatto che non abbiamo una classe politica dirigente con le palle e con le competenze per ridefinire i bilanci ed i budget dopo questa tempesta. Nessuno sta scrollando l’albero per farci cadere. Cadremo da soli.

Gli USA hanno superato la Spagna come numeri di contagi e ci stanno per raggiungere. Sono 327 milioni contro i nostri 60 e fischia, non c’è storia. Ho visto fotografie di una New York senza auto e senza pedoni per la strada, surreale.

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Giorno 13, circa.

Così, tanto per tenere la contabilità che sostituisce tutte le altre, la mamma di tutte le classifiche.

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