Rosso autunno.

Immancabile foto autunnale. Il Tiglio sulla destra ha perso tutte le foglie ma sono rimasti attaccati tutti i semi. Dei due Aceri Campestri uno è completamente giallo-arancione, quello a fianco è ancora mezzo verde. Il Prunus sulla sinistra è ancora bello verde. Degli otto Tigli che in questa foto non si vedono, uno è verdissimo, gli altri sono a metà tra essere gialli ed essere spogli. Tre con i semi e quattro no. Le Quercie vanno a caso in ordine sparso tra verdi e quasi spogli attraverso tutte le sfumature di arancione e secco. Non sono affatto un esperto, ma i semi sul Tiglio non mi sembrano una cosa normale, al pari del Prunus che ha i connotati che avrebbe avuto a metà Settembre qualche decennio fa. Vedo la fine del mondo e trovo tutte le ragioni per lamentarmi da segnali probabilmente insignificanti, a parte quelli del mio squilibrio mentale di cui dovrei preoccuparmi.

Anche le due neworkesi hanno visto del rosso. La prima alle 6:55 la seconda alle 7:00. Il rosso più rosso è stato raggiunto poco dopo, questa foto non è mia, l’ho copiata senza ritegno.

Anche a Genova questa mattina per pochi minuti il cielo coperto da uno strato di altocumuli si è colorato di rosso.

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Bene.

Quando la Pozzanghera ha ospiti, sono contento che serva a qualcosa. Gastone osserva placidamente il mondo dal molo, vicino c’è un cormorano, ossia uno di quei pennuti che uno si immagina mentre si tuffa nelle acque gelide del golfo di Hùsavik per mangiare aringhe. Invece è nelle acque fangosette della Pozzanghera di Basaluzzo, in provincia di Alessandria. Ad ogni buon conto, sono lusingato di poter contribuire a questa solidarietà tra diverse famiglie di pennuti. Temo che da mangiare in questa stagione ce ne sia poco, sicuramente non carpe, forse qualche rana sopravissuta al biacco che fa scorribande mattutine. Credo che la loro presenza sia dovuta principalmente al richiamo dell’acqua, dove istintivamente sanno che in condizioni migliori c’è cibo in abbondanza. E poi il posto è pacifico, nessuno in giro a rompere i coglioni.

Questa mattina, recandomi in ufficio, mentre affrontavo una svolta a destra che mi avrebbe immesso in una strada a quattro corsie, il mio pneumatico posteriore ha ceduto di botto e mi sono trovato in contro sterzo con la sensazione di guidare su una superficie molla e viscida. Mi fosse capitato pochi minuti prima, ad esempio nella galleria che percorro tutti i giorni a velocità normale, chissà se sarei riuscito a tenere la moto in piedi. Tra i fatti del giorno, ho scoperto di avere una “patologia a carico degli alveoli polmonari; il tessuto da cui sono composti si deteriora con una riduzione della loro capacità di scambiare ossigeno e anidride carbonica con il sangue“. Suona terribile ma è in una forma appena accentuata e compatibile con la mia età anagrafica. E’ come dire un “cedimento delle strutture cutanee dovuto ad una carenza di collagene, dovuta allo stiramento e all’estensione ripetute di alcune zone della pelle, in particolar modo del viso“. In parole povere, le rughe che ho sulla faccia.

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News from Nuova York.

In attesa di finalizzare la pagina con la nuova webcam, io che sono particolarmente dotato posso vederne le immagini. Per ragioni legate alla mia complessiva incompetenza, il settaggio della webcam è impreciso ed andrebbe corretto. Lo farò un giorno.

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Varie piovose, finalmente.

Non tanta pioggia, ma buona. Il Faiallo e zone limitrofe innevate, ottimo per le falde acquifere.

E’ stata anche la prima neve di Sauze, ma la webcam non riesce a trasmettere, questa volta per ammissione del fornitore che mostra sul sito web un avviso.

E per concludere, un moderato apporto di pioggia anche a Basaluzzo, in questa prima, vera perturbazione atlantica dopo mesi e mesi di seccume.

Adesso il modellame vede una inevitabile alternarsi tra alta pressione africana e saccature, ma queste ultime hanno una traiettoria che sembrerebbe lasciare all’asciutto proprio il NW italiano.

Il NW italiano, segnatamente la parte orientale della Valle d’Aosta, buona parte del Piemonte centro meridionale e buona parte della Liguria di ponente stanno diventando come quest’area del NW degli USA, area che conosco per averla attraversata in auto in almeno due occasioni. Loro sono così a memoria d’uomo, noi lo stiamo diventando nel giro di tre generazioni.

E dopo questa chicca di cultura batterica, mi taccio e godo in silenzio questi effimeri 31 millimetri e bricciole.

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In effetti è bella.

Il punto debole sarà di sera quando inquadra il sole che tramonta. Se, come probabilmente sarà, verrà in parte soraesposta, forse si potrà migliorare con un filtro come per Genova. Però insomma, sono soddisfatto.

Qui a fianco: la APP della NIKvision con la webcam di New York.

Nel mentre mi abbandono a queste affermazioni inconsistenti, mi viene da riflettere sul fatto che sia questa Foscam che la HIK che ho messo a New York, per essere gestite impongono di scaricare una app. Fino a poco tempo addietro dal PC bastava scrivere l’indirizzo di rete LAN per connettersi e poter accedere al firmware. Adesso no, se scrivi l’indirizzo IP della tua LAN di casa compare una scritta che ti dice che per gestire la webcam devi scaricare una APP che ti fornisce il costruttore. Ho scritto al tecnico in USA per vedere se potevo vedere la nuova webcam di New York anche da remoto. Per farla breve, il tecnico mi ha scritto che “vedeva” la mia webcam su CLOUD. Probabilmente scaricando la APP ho accettato le condizioni, che mi sono ben guardato di andare a leggere nei dettagli, ho autorizzato a che le immagini vengano trasmesse su CLOUD. In pratica la casa madre che costruisce la webcam, vede quello che vede la mia webcam.

A fianco la APP della Foscam con le due webcam nuove.

Ora, è probabile che a Foscam, HIKvision, Google e Nest di vedere le mie webcam interessi poco. Oppure invece ci sono algoritmi che leggono ogni fotogramma e forniscono informazioni interessanti sfruttabili per scopi di promozione commerciale. Come ulteriore alternativa, siamo all’inizio del processo di controllo e dominazione della popolazione umana da parte delle grosse corporazioni che finiranno per impormi di acquistare assorbenti e lavande vaginali di un certo brand. Magari non mi servono ma agli inizi qualche malfunzionamento nell’algoritmo ci potrebbe essere. Miriam verrebbe travolta da pubblicità di dopobarba. E poi quando facciamo notare che c’è una incongruenza ci vengono a prendere di notte e ci portano in un laboratorio dove veniamo lobotomizzati. Ci attende un futuro losco.

Salvo questa foto perchè quasi sul bordo sinistro si vede bene il Monviso.

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La nuova webcam sul tetto di Basaluzzo.

Questo è l’ultimo fotogramma della prima webcam installata a Basaluzzo. Per essere più precisi, la prima fisicamente installata nel 2006 si era fulminata e l’avevo sostituita con questa intorno al 2017, un “affarone” che in realtà temo fosse un invenduto, fondo di magazzino, di qualità fotografica scarsa. In questo momento avevo iniziato a disinstallarla.

Questa invece è tra le prime della nuova. Si nota l’espressione dalla quale trapelano le difficoltà inaspettate durante l’installazione. Mi sono inciso un dito con il metro retraibile macchiando la webcam di sangue, ho dovuto ricorrere a qualche tapullo di cui avrei fatto a meno per ovviare a qualche errore di progettazione e di misurazione. Ma alla fine l’operazione si è perfezionata ed ora la nuova webcam sembra bene orientata e speriamo abbia lunga vita.

Questo pezzo di muro è martoriato da buchi eseguiti con un trapano che servivano a sorreggere un alto palo di legno sopra il quale c’erano due luci, una verde ed una rossa dal lato opposto del palo a guisa di luci di direzione di una barca. C’era un crepuscolare e tutto l’apparato elettrico con dei cassetti da esterno, l’alimentatore, il trasformatore. L’idea era che le luci si sarebbero accese di notte diffondendo calore nelle valli e nelle colline circostanti. Non ha mai funzionato; non ho mai capito perchè. E’ rimasto li per qualche tempo poi le staffe hanno iniziato ad arruginire, il palo si è scrostato, è entrata acqua nei cassetti elettrici ed infine tutto l’armamentario è stato rimosso e sono restati i buchi. Poi ci sono state le due Mobotix, altri fori.

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Dimenticavo.

New York. Novembre 2022. Cena con due coppie di amici. Una coppia è una nostra antica amicizia, inutile cercare di datarla, forse con una stratigrafia e isotopi di uranio. L’altra coppia invece è una conoscenza recente, ci siamo piaciuti e ci vediamo volentieri. Nel bel mezzo della cena io ovviamente mi intaso; silenziosamente mi alzo dal tavolo ed esco sul marciapiede quasi inosservato, nei ristoranti a New York si è sempre pigiati e gli avventori sono sopra la soglia del dolore in quanto a grida.

La nostra amica chiede “Dov’è Stefano ?” Miriam risponde “E’ bloccato”. L’amica “Ah, sarà a fare flessioni”. La conversazione è assolutamente normale per noi che ci conosciamo da anni, ma l’altra coppia non può capire “Come bloccato ? A far flessioni ? Perchè ? Ma sta bene ?”

Insomma parte la spiegazione ed è una cosa che accade spesso con persone che non mi conoscono abbastanza. In genere ridacchiano un po’ tutti perchè il racconto è volutamente ironico.

Tuttavia pare che, mentre io stavo soffrendo all’incrocio tra Madison e 61, il racconto che ha divertito la tavola molto di più delle mie disfagie sia stato quando sono stato investito a Central Park da uno slittino qualche anno fa. Appunto.

Torniamo a Genova. Miriam non ha il COVID, scoperto in farmacia, sta abbastanza bene, io sono pure negativo e sto un po’ peggio, sintomi pseudo influenzali, nulla di eclatante. La spiegazione al fatto che Miriam sia negativa ed io negativo con tempi diversi è che io abbia contratto il COVID mentre ero a New York. In effetti avevo mal di gola, prima volta in 10-15 anni, avevo fatto il tampone, ma la ragazza che me lo aveva praticato sono sicuro svolga bene qualsiasi altro compito, fuorchè fare un cazzo di tampone rino-faringeo. Inoltre pare che questa ultima simpatica variante sia rilevabile soprattutto nella faringe, e la ragazza della tenda sulla terza avenue si è limitata a penetrarmi le narici di mezzo centimetro. Dunque probabilmente ero positivo e forse l’ho attaccato a qualche persona, magari anche a Miriam. Rientrando a Genova sono diventato negativo in fretta benchè alcuni effetti dell’infezione siano ancora presenti. Miriam forse, chissà. Questa è l’analisi congiunta amica farmacista + amico medico specialista del reparto vie respiratorie. Sono spiegazioni ragionevoli, basate su un misto fatti – assunzioni – riviste del settore – studi. Ed una certa dose di fantasia che cerca di evitare l’inevitabile conclusione alla quale si potrebbe giungere, ovvero “ci capiamo poco più di un cazzo”. Il medico in questione è colui che mi manda gli abstract delle riviste di medicina americane ed inglesi e noi veniamo a sapere cose sul covid che i giornali pubblicano solo dopo diversi giorni. (dilettanti) Comunque anche questo episodio mi convince che i veri front line della sanità italiana siano le farmacie, mentre i medici di base spesso sono come gli anacardi nel pesto.

PS. Quello nelle foto sono io ripreso al ristorante dal figlio di una coppia di amici utilizzando qualche diavoleria telefonica.

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Negativo, forse.

Ho fatto tre tamponi, uno anche in un laboratorio, benchè penso ci siano poche differenze tra la pratica del tampone-fai-da-te e quello fatto in laboratorio. Ho tutti i sintomi del COVID, ma non ho il COVID ed allora come è la storia ? In effetti sta girando una forma influenzale che ufficialmente non è covid, i tamponi non la rilevano MA sembra in tutto e per tutto covid. Misteri della scienza e della tecnica. Potrebbe essere una variante avariata che si è clonata con l’influenza stagionale ed ora rompe le palle.

Nel frattempo mi sono dilettato nell’aggiornare questo grafico patacca dal quale risulterebbe che la mia perdita giornaliera di anticorpi è passata da circa 1000 al giorno a circa 530. Infatti l’inclinazione della retta è meno accentuata e mostrerebbe che fino a febbraio ne ho ancora qualcuno. Miriam ne ha quasi il doppio di me e ciò le procura una frazione di buon umore che occasionalmente è percepibile dall’esterno anche tra la massa enorme di incazzatura ed ansia preponderanti.

Aggiornamento. Intanto ecco uno straordinario grafico che pubblicherò su “Anal Today”.

La riga azzurra sono io, quella arancione tratteggiata è Miriam. Io sembro regire meglio ai vaccini ma Miriam mi straccia sul COVID. La proiezione da oggi fino alla presunta perdita di tutti gli anticorpi verso la metà di Febbraio 2023 sarà da modificare, sicuramente per Miriam, forse anche per me.

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Sintomi

Quelli del COVID, ne ho diversi, ma ho fatto il tampone e sono negativo, ma i tamponi spesso non funzionano, non ho febbre, ma a volte si fa anche senza febbre, ma ci sono altre forme influenzali in giro, dovrei fare un tampone di quelli dove ti infilano una sonda in gola che arriva fino a piloro, e c’è anche il virus sinciziale, ho letto su Wikipedia la definizione e non ho ancora capito che cazzo è. E poi oggi ho preso una bagnata in motorino ed in ufficio faceva freddo. Sono di fronte al computer ma non vado a dormire perchè Miriam è incollata al televisore per farsi venire le ansie sulla guerra in Europa. Siamo 8 miliardi, ma perchè le varie istituzioni religiose non invitano i propri fedeli a praticare sesso sicuro, ossia sicuro che non metto incinta nessuna / resto incinta da qualcuno ? Nei paesi dove i genitori credono che i figli siano una ricchezza e non ne fanno meno di quattro a coppia, perchè non praticano la sterilizzazione di massa ? Ed una bella lobotomia a chi oppone resistenza.

Devo stare attento a non starnutire perchè quando il muco secca, il tasto colpito si blocca. Il posto più lurido del mondo non è una fogna a Calcutta, ma lo spazio sotto i tasti del mio laptop, sono sorpreso che non abbia ancora preso fuoco come una discarica o come talvolta succede tra i binari delle stazioni della metropolitana a New York.

Nella sezione “notizie discrete” c’è da segnalare che la porta dell’Atlantico sembrerebbe aperta, oggi ha piovuto in una giornata semi autunnale ; quasi ventiquattro millimetri in centro Genova, quasi 8 a Basaluzzo. Si, è una miseria ma è sempre meglio che sedersi su una scatola di chiodi. Spero nei prossimi giorni ne arrivi dell’altra perchè appunto le zonali sono scese di latitudine e quella bastarda della alta pressione africana sembra ritirata verso Sud.

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Le ultime prima del rientro.

Avevamo una borsona con vestiti vecchi che potevamo buttare nella spazzatura ed invece siamo andati in una chiesa. Cattolica, credo, ma è poco importante. C’era in corso un funerale, ma non siamo entrati con il tacabanda sulla schiena, siamo entrati in perfetto silenzio. Si è subito palesata una signora di nero vestita, sguardo torvo e severo, modi da inquisizione. “Siete venuti per pregare ?” No, abbiamo dei vestiti usati forse potete prenderli. “Noi li buttiamo via” e lo sguardo del tipo ora portate subito via i coglioni da qui.

Avrei potuto rispondere qualcosa del tipo ah, i vestiti sporcano le mani, ma contanti, assegni, gioielli e donazioni di ricchi bigotti si. Invece abbiamo trovato un posto poco distante dove al posto di una stronza c’è una persona gentile che ci ha indicato dei grossi contenitori di plastica dove si può depositare qualsiasi cosa che abbia un possibile riutilizzo a scopi benefici, ringraziano pure e, se uno lo chiede, danno un valore alla merce donata e rilasciano una dichiarazione che può essere usata a detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Ho un leggero mal di gola ma soprattutto ho tirato un paio di colpi di tosse ed allora Miriam mi ha fatto marcare visita, insomma ho dovuto presentarmi da uno di quei punti di tracciamento del COVID e fare il tampone.

Ne ho già accennato, credo, ad ogni modo le innumervoli tende sono ovunque lungo le avenues, perchè rispetto alle streets sono più larghe ed i marciapiedi pure, ho scelto quella più vicina. Il nome lascia giustamente intendere che il servizio è dedicato soprattutto alle donne. E’ di proprietà dell’università di Harvard, che così guadagna qualcosa. Probabilmente hanno iniziato con queste tende offrendo una visita ginecologica sul marciapiede. Poi però immagino ci siano stati dei significativi problemi di privacy e ordine pubblico. Quando è arrivato il COVID si sono lanciati nel mercato, ce ne sono a decine più tutti gli altri brand, insomma uno o due per blocco di strade.

Sotto la tenda una piccola scrivania ingombra di materiale per fare il tampone, un laptop, una stampante. La ragazza che presiede la tenda si scusa per il suo inglese, viene dall’Albania. Quando scopriamo di essere vicini di casa in termini europei, scodinzoliamo come quando due cani si annusano il culo.

Adesso ho un account pure con Ovalab, hanno registrato i miei dati e la mia carta di credito, la prossima volta che dovessi fare un tampone ho un QR code che basta mostrare ed a quel punto l’operazione di tamponaggio avviene in un minuto, con piena soddisfazione mia e di Harvard University. $165, grazie ed arrivederci.

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