Altra giornata con residui ricchi di fosfati.

I modelli hanno ritrattato la quantità delle precipitazioni previste per la perturbazione in arrivo nei prossimi tre giorni, un taglio del 50% circa. Poi però hanno messo tanta pioggia tra dieci giorni, insomma la solita storia triste.

Però ho fatto attività fisica portando un paio di carriolate di letame, primo taglio del prato del 2024 e prima innaffiata, non serviva per scopi irrigui ma solo per verificare se dopo la pausa invernale ci fossero stati dei problemi. La pompa che non pompa, gli irrigatori che non irrigano, la corrente che non arriva, la porta del casotto che non si apre, si spezza la chiave nella serratura. La prova ha avuto esito positivo.

Qui si potrebbe aprire un dibattito sull’opportunità di rimuovere le foglie dello scorso autunno per avere l’erba in ordine, oppure lasciarle per fare strato di nutrimento per la stessa erba e gli alberi. Ho nuovamente scelto l’opzione 1 per il praticello lato sud, quello che frequentiamo abitualmente. Per il resto della zona erbosa ho scelto di frantumare le foglie e lasciarne una discreta dose sul prato. Tutti gli anni è lo stesso quesito risolto in modo ambiguo e parziale.

Ho anche disseminato nella Pozzanghera i semi di ninfee, una trentina. Alcuni sono affondati, altri sono restati a galla. Si accettano scommesse.

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Tuc

La Terra ha circa 4,5 miliardi di anni, la vita è comparsa 2,5 miliardi di anni fa. Io cinquant’anni fa frequentavo le scuole medie. Uno dei miei compagni di classe avava la mamma che tutte le mattine lo attrezzava con un pacchetto di Tuc per la ricreazione. Uno dei divertimenti era distrarre il mio compagno; mentre non presidiava il suo banco, un complice frugava nella sua cartella, trovava il pacchetto di Tuc e riduceva il contenuto in briciole.

Oggi ero da dentista. Sua moglie gli fornisce il pranzo che consiste in uno yogurt da bere e tre pacchetti di crackers al riso. Me li ha mostrati con l’aria rassegnata, questa è la sua dieta, alla nostra età bisogna soffrire. E poi è uscito dal suo studio un attimo, ha lasciato i crackers incustoditi e mi è venuto in mente il mio compagno di classe di cinquanta anni fa.

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Da così a così.

Sauze di Cesana, località Grange Sises. Nessuno in giro, molti sono a sciare, altri a fare passeggiate, è Domenica e molti sono già partiti mentre quelli della prossima settimana arriveranno verso sera.

Nebbia a Genova. Qui molti la chiamano caligo, non so se sia meglio chiamarla così. Forse suona più romantico che non l’equivalente nebbia che richiama la Val Padana ed i suoi inverni velenosi.

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Come anticipato.

E’ arrivata la email con la richiesta di fornire i voti dell’esperienza del tagliando dell’auto di Miriam. Ci si collega al sito della casa automobilistica e si risponde a diverse domande sulla qualità del servizio. Alla fine del questionario, al quale ho risposto molto positivamente perché in effetti sono bravi e gentili, la fatidica richiesta “c’è altro che ci vuole segnalare ?” Ecco qui.

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Aria buona.

Questo tizio frequenta i tetti, lo avevo quasi convinto a saltare sul davanzale della finestra, avrei stretto volentieri amicizia con lui/lei. Poi nella aiuola poco sotto è comparso un altro gatto ed allora il vicino ha preferito saltare giù e rincorrersi con l’amico. Peccato.

Passeggiata per un totale di 10 km ed un dislivello, nelle due direzioni, di circa 600 metri. Una roba domestica, strada carrabile vietata al transito veicolare, neve bagnata su quasi tutto il percorso. Arrivo a rifugio con polenta. Miriam felice per il clima ultra primaverile. A sinistra nella foto il bianco e tondeggiante monte Tabor, meta di sci alpinistica quaranta anni fa il cui tentativo era abortito a tre quarti della salita perché nel rifugio la notte prima avevamo bevuto come dei cosacchi.

Questa è la Valle Stretta, spartiacque assolutamente italiano ma area che ci hanno rubato i francesi come bottino di guerra dopo la seconda guerra mondiale. Però la valle è amministrata da mangia spaghetti e mangia rane in combino, i rifugi sono gestiti da italiani ed hanno nomi italiani, si mangia italiano ed infatti è pieno di francesi che vengono a fare passeggiate o sci alpinistiche ed a mangiare piemontese.

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Due statistiche.

Erano anni che non mi veniva in mente un argomento meno utile come le visite ai siti. Ci fu un tempo in cui ero maniacale ed aggiornavo le statistiche mensilmente. Con un certo disappunto ho scoperto che Aruba tiene le statistiche on line per soli 365 giorni, volevo sapere quanto erano state visitate le webcam durante il COVID, una volta le statistiche restavano per più anni di fila. Gondoni esplosi.

Il numero delle “Visite” giorno per giorno. Sarei curioso di sapere cosa diavolo è successo che ha causato quei picchi; ammesso che siano reali, generalmente quando il tempo promette nubifragi e tragedie. Potrei provare a verificare ma, come sempre, sticazzi.

Non è vero che il Blog ha così tanti accessi; il contatore considera anche i BOT, ovvero rompicoglioni meccanizzati che provano a scrivere puttanate sulle pagine ma vengono respinti da un sistema anti-BOT che ho montato sul blog. Il resto della classifica mi sembra corretto, mentre sono perplesso sulla pagina “Lascio questo forum” che è un residuato bellico dei forum di meteorologia che però evidentemente viene ancora utilizzato perché i forum esistono sempre.

Avrei voluto verificare gli accessi a belin.nyc ma avevo dimenticato user name, poi la password, poi il PIN, nella chat con il servizio clienti la tipa era paziente e avrei potuto risolvere la questione, ma dopo aver aperto 60 finestre del sito del provider ho iniziato a perdere contatto con la realtà ed allora ho ringraziato Sarhath e le ho detto che magari un altra volta. Come sempre le ho chiesto se mi mandava una sua foto nuda ma ha interrotto la comunicazione.

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Datemi una carriola.

Che contenga terra o letame, ed io passerò qualche ora tranquilla.

Ho finito la poltiglia di verderame che devo spruzzare sulle cortecce di due giovani cedri sofferenti, allora sono andato dal consorzio agrario e già che c’ero mi è caduto l’occhio sui semi di prato, ne ho comperato quattro bustine e le ho gettate su una pezza di terra a vista la cui presenza disturba l’armonia cromatica di quel pezzo di prato. Però non si devono lasciare i semi all’aperto perchè o se li mangiano gli uccelli o seccano, mentre in questa stagione quelle cazzo di formiche fameliche sono ancora nelle tane. In genere li ricopro con un sottile strato di terriccio. Ma già che ci sono prendo anche del letame già fermentato e dunque quasi del tutto inodore e lo mischio al terriccio da prato per produrre una miscela nutriente.

Così trascorro un paio di ore serene; mentre i mondo si interroga sulla fine che faremo, il mio rimedio contro l’incombente malumore è terra mista letame. Il lavoretto si vede bene nella due foto della webcam, ante e post letame.

Un vicino di casa che abita poco distante dietro una collinetta ha visto la webcam e la Pozzanghera. Sta ristrutturando una cascina dove vuole metter su un agruturismo bed and breakfast e pensa di creare un laghetto. Le sue motivazioni sono idilliache ed abbastanza oniriche esattamente come le mie. Gli ho illustrato come è fatta la pozzanghera dal vivo, come convoglio l’acqua piovana nella cisterna, dimensioni, materiali impiegati, trucchi e dispositivi importanti. Farà probabilmente qualcosa di molto più bello della Pozzanghera perchè la sua patologia credo sia più avanzata della mia ed in più ha più acqua di me perchè è più basso ed ha un torrente che gli passa vicino. Il torrente è secco 350 giorni all’anno, ma sotto dovrebbe esserci acqua, quasi sempre ed a pochi metri di profondità.

In questo sofisticatisimo collage, a sinistra la foto della webcam di Sauze, a destra quella del tetto di Basaluzzo. Si vede la luna negli stessi minuti in entrambe le immagini. Quella di Sauze è bianca, quelle di Basaluzzo è giallina, credo sia per le schifezze che galleggiano nell’aria della Pianura Padana.

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Orbene…

Ero in viaggio per lavoro. Perchè nonostante il mio rincoglionimento, ricopro ancora un ruolo nel consiglio di amministrazione di una minuscola società il cui fatturato è simile ad un mio singolo acquisto di cioccolato nella drogheria vicino a casa. Mi ci hanno messo e non conto un cazzo. Durante le riunioni faccio meglio a stare zitto, quando parlo dico delle cagate. Ho diritto di voto ma voto sempre quello che dice la maggioranza, anche perchè se obiettassi verrei preso a colpi di classificatore.

Miriam nel frattempo ha portato la macchina a fare un tagliando. Ogni tanto, quando lo decide il budget della casa costruttrice, si accende una spia e bisogna andare a farsi cambiare olio, controllare i freni ed altre stronzate simili.

Il concessionario è fuori mano ed allora Miriam aspetta quelle due ore, di cui 170 minuti sono per aspettare che il motore si raffreddi, il resto per cambiare l’olio. Si siede in una saletta ed aspetta. Si porta il Kindle che generalmente scopre che è scarico. Allora si mette a pensare e fa malissimo perchè se pensa le viene un attacco di panico per l’ansia.

Mi telefona; “sto aspettando la macchina, hanno messo della musica orrenda, credo sia Sanremo, c’è una che ripete che deve fare il bidet o qualcosa di simile. Mi sta venendo la depressione”.

Le suggerisco di dirlo alla reception “guardi che questa è musica di merda, potrebbe sintonizzarsi su qualcosa di meno avvilente ? “. Ma non lo vuole fare. Allora le dico “chiamo io, parlo con la signorina dell’accettazione e le dico guardi, c’è mia moglie che sta aspettando che le restituiscano l’auto ma nella saletta d’attesa avete messo su della musica di merda e si sta deprimendo, le spiace cambiare canale ?”

Miriam non vuole che io chiami, ma sono determinato a farlo. Pensavo di avere il numero del concessionario in memoria ed invece no. Sto guidando, dovrei fermarmi per guardare il numero sul sito del concessionario, ma l’autostrada è un susseguirsi di corsie uniche ed allora desisto. Ma questa circostanza del tagliando con musica di merda un giorno si ripeterà, ed io sarò pronto.

Non conosco il senso dell’umorismo austriaco. Ma comunque sia, non posso credere che chi ha congegnato questa società e la sua pubblicità su un autocarro non sia conscio del doppio senso palese che trapela. Ed infatti basta cercare in rete ed è proprio un bordello che si fa pubblicità sui camion. Si trova in un paesino austriaco a pochi chilometri dal confine con l’Italia, vicino a Tarvisio.

Grazie ad una veloce ricerca su Google Maps, sembrerebbe che ci vogliano sei ore e ventisette minuti per arrivarci da Genova. 6h 27m di belino duro. A me sarebbe già mollissimo da diversi minuti all’inizio della Sopraelevata, ho deciso di non andarci.

E per la serie “si, si come noecco una mappa a dieci giorni e sei ore. E’ più facile che una mia erezione arrivi fino a Tarvisio che questa carta si verifichi.

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La (poca) neve a New York.

HEADLINE: Winter Storm Warning issued February 12 at 4:00PM EST until February 13 at 6:00PM EST by NWS Upton NY

This is an important message from NY Alert

DESCRIPTION:

* WHAT…Heavy snow expected. Total snow accumulations of 4 to 8 inches. Highest amounts away from the shoreline. Winds gusting as high as 40 mph.

* WHERE…New York City, southern Nassau, and adjacent portions of urban northeast New Jersey.

* WHEN…From 4 AM to 6 PM EST Tuesday.

* IMPACTS…Travel could be very difficult. The hazardous conditions could impact the morning commute.

INSTRUCTIONS: If you must travel, keep an extra flashlight, food, and water in your vehicle in case of an emergency. Check local Department of Transportation information services for the latest road conditions.

Issued By: NWS Upton NY

Hanno chiuso le scuole, didattica su Zoom, erano pronti per la nevicata che finalmente avrebbe davvero imbiancato New York con accumuli di circa 20 centimetri.

Ha nevicato con temperature leggermente sopra lo zero per qualche ora, poi il cielo si è schiarito.

Pur avendo sopravento le pianure gelide del Canada con dietro l’arcipelago artico che confina con la Groenlandia, riesce a fare ancora freddo, ma di neve se ne vede poca, sempre meno. Eppure ci speravano, perchè l’inverno a New York senza neve è un po’ come Miami, cioè trasportata a 1.700 km più a sud.

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Tramonto dopo fronte.

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