Un secondo post su Covid19

Allego qui di seguito un messaggio pubblicato su Facebook. E’ un po’ che seguo questi personaggi, mi sembrano equilibrati e confermano informazioni che ho assunto in questi mesi cercando indicazioni da parte di persone che ritengo competenti e lontane dalla calca di fronte alla telecamera.

IN MANCANZA DI PROTOCOLLI PER COMBATTERE LA COVID A DOMICILIO SUGGERISCO QUALCOSA CHE PUO’ESSERE UTILE

Dr. Stefano TASCA MD

I MMG sono sempre e comunque i depositari della responsabilità nel vostri confronti in caso di malattia, così come le USCA e i presidi sia ospedalieri che sul territorio (in materia di diagnosi e terapia).Sento parlare della poca disponibilità e della irreperibilità dei MMG: penso sia necessario chiarire qualche punto e non per giustificarli ma semplicemente per far capire in quali condizioni lavorino.

Sono SOLI con parecchie centinaia di pazienti da gestire, spesso non hanno mezzi di protezione individuale che consentano loro di lavorare in sicurezza ma soprattutto hanno l’onere di cercare di non infettarsi non solo per se stessi e le loro famiglie ma anche e soprattutto per i loro pazienti che rimarrebbero totalmente abbandonati nel caso di malattia o contagio del curante. Inoltre non hanno a disposizione veri e chiari protocolli e debbono giocoforza insistere ed adoperare tutta la loro competenza e capacità per assistere adeguatamente chi gli si rivolge. Da ultimo: quando segnalano i casi alla ASL per chiedere tamponi il tempo che intercorre (a volte giorni) non dipende da loro ma dalla oberata ASL stessa che a sua volta patisce notevoli criticità. Consideriamo queste cose prima di criticarne il lavoro: fanno quello che possono con quel che hanno a disposizione. Migliaia di mani tese a chiedere aiuto ed un solo risolutore a soddisfare le esigenze….

Qui, con questo scritto, si vuole fornire soltanto qualche elemento per capire e per valutare la situazione in modo da rendere fluidi e meno lunghi i tempi di intervento. Mi sono premurato anche di suggerire qualche farmaco da tenere in casa pronto (ma mi raccomando, e lo dirò anche in seguito: non usateli di vostra iniziativa. Si tratta di prodotti, a parte l’aspirina, che vanno usati solo se è necessario, alle giuste dosi e soprattutto al momento giusto, pena una mancata buona funzione o l’insorgenza di effetti collaterali). Spero di fare cosa gradita.

Il testo è molto lungo ma anche molto denso di informazioni: forse stampandolo si ottiene la possibilità di poterne fruire con meno fatica.

NON SI TRATTA DI UNA LINEA GUIDA, intendiamoci: le linee guida sono stilate dalle società scientifiche dopo consensus conference ma, dato che ancora non se ne vede traccia, ritengo sia opportuno quanto meno fornire indicazioni sul come gestire la eventuale malattia dal punto di vista della valutazione del suo decorso lasciando al MMG la scelta dei tempi e dei modi di intervento. Ricordiamoci che ogni persona è diversa e quindi diversi debbono essere gli approcci. Non intasiamo i Pronto Soccorso al primo segno di raffreddore: impariamo ad autovalutare il decorso ed iniziamo ad incorporare il concetto che una grande quantità (la maggior quota) di eventi patologici possono essere gestiti a casa con l’aiuto del proprio curante.

PROGRESSIONE DI MALATTIA NELLA COVID: QUANDO, COME E QUANTO INTERVENIRE (STUDIO OSSERVAZIONALE)

Già da tempo mi sono impegnato a comprendere le fasi di progressione della Covid per capire se esistono parametri che possano dare un’indicazione sullo stadio di malattia. Ciò è di vitale importanza per evitare di lasciare a se stesso il decorso per troppo tempo e quindi non contenere l’instaurarsi delle complicanze. Teniamo conto che gli eventi più negativi non sono solo polmonari ma anche sistemici: è qui che si si rende necessario un intervento massiccio sia farmacologico che di assistenza Intensiva, NON NELLE FORME PIU’ SUPERFICIALI CHE, PER QUANTO IMPEGNATIVE, POSSONO ESSERE TRATTATE ANCHE A DOMICILIO. La grande differenza può e deve farla L’ASSISTENZA SUL TERRITORIO PER SOLLEVARE IL SISTEMA SANITARIO DAI GRAVAMI DI UN ECCSSO DI RICOVERI E DI OCCUPAZIONE DI POSTI IN TERAPIA INTENSIVA e contemporaneamente per rendere più efficaci le strategie che tendono al contenimento della progressione di malattia in modo che L’ASSISTENZA DOMICILIARE SIA IL GOLD STANDARD.

Da queste premesse ed intenti è scaturito quanto segue: a seconda della stadiazione della malattia tempi e modi di intervento verranno valutati anche alla luce della letteratura disponibile allo stato attuale.

Si considera la Covid 19, nei casi sintomatici (CHE RAPPRESENTANO UNA FRAZIONE DEI “POSITIVI” corrispondente più o meno al 15-20% del totale), sia in adulti che (anche se meno di frequente) nei bambini, come una affezione del tratto respiratorio alto. La sintomatologia dunque è sovrapponibile a quella dei comuni virus respiratori stagionali ed endemici. Il dato non è secondario, considerando il fatto che in alcuni casi la aggressività del sars-cov-2 si esprime sul parenchima polmonare con attacco a livello alveolare ed interstiziale ed esito in polmonite, quindi il riconoscimento eziologico si fa primario. Il tempo medio di passaggio dalla forma superficiale a quella profonda dall’inizio dei primi sintomi (febbre anosmia, disgeusia, rinite, faringodinia) e ancora in assenza di viraggio verso la forma infiammatoria parenchimale polmonare, è piuttosto breve (in media 4 giorni) e si esprime con tosse secca e sensazione di difficoltà respiratoria. Il gap temporale esistente fra attecchimento alto (che se non evolve ha decorso benigno) e progressione verso le porzioni più profonde, è il momento cruciale per decidere il ricovero dato che ulteriori attese (oltre il 4°-5° giorno di sintomatologia) tendono più facilmente ad esitare in polmonite interstiziale (collocazione alveolare, Pneumociti di I e II tipo, ARDS) e possono essere complicate da desaturazioni importanti con danno multiorgano (rene, cuore, possibile catena infiammatoria mediata dalle interleuchine, possibile coagulazione intravasale disseminata).

La prudenza suggerirebbe dunque di studiare la malattia sia per gradi sia per fasce di rischio che sono ben note e nei mesi hanno dimostrato essere sempre le stesse (obesi, anziani, sindromi metaboliche, cardiopatici, ipertesi, allettati, immunodepressi e, sembra, categorie di sportivi agonisti con notevoli masse muscolari e con recente storia di sollecitazioni massimali dell’organismo).

RAZIONALE

Ad un primo stadio (rinite, febbre che risponde agli antipiretici comuni, anosmia, disgeusia ma sostanziale conservazione delle condizioni generali a parte l’astenia che in alcuni casi è significativa) e la cefalea, è quindi necessario effettuare rapidamente il tampone a domicilio (l’ideale sarebbe entro le 48 ore per i motivi esposti in premessa riguardo alla rapidità di evoluzione) ed iniziare terapia antipiretica (meglio se con Acido Acetilsalicilico, data la sua azione anche antiaggregante piastrinica) senza copertura antibiotica. A tampone positivo questo stadio di patologia può essere gestito al domicilio con attenta e frequente osservazione del decorso. I conviventi vanno a loro volta sottoposti a screening con tampone ed il soggetto isolato il più possibile.

Qualora, entro le 96 ore, si sia osservata sospetta progressione verso l’apparato respiratorio basso (tracheite, tosse più o meno produttiva, febbre costantemente sopra ai 39°C oppure più bassa ma resistente agli antipiretici) è opportuno non indugiare troppo col ricovero dato che IL PASSAGGIO DA UNA FASE LIEVE AD UNA COMPLICATA E’ QUASI COSTANTEMENTE MOLTO RAPIDO. Il ricorso al ricovero va valutato dal curante

L’opportunità di ricovero risiede quindi nel vantaggio di una diagnostica più fine (TC, Eco polmonare, D-dimero, ecc.) che permette di precisare meglio il grado della eventuale compromissione generale dell’organismo oltre che dei polmoni. Non secondario è il vantaggio di poter fruire di ausili di sostegno alla funzione respiratoria (O2), farmaci preventivi delle complicanze e uso di principi attivi che hanno lo scopo di prevenire le microtrombosi polmonari, causa di insufficienza respiratoria di tipo perfusivo e non solo restrittivo).

Tutto ciò, ove applicato, limiterebbe in modo drammatico il numero di pazienti da assistere in Terapia Intensiva con metodiche spinte, aumentando invece il numero di pazienti che possono fruire di terapie e sostegno meno aggressivi (con notevole beneficio sul carico del sistema sanitario ed evitando di incorrere nei noti problemi assistenziali del periodo Marzo/Aprile, che non vorremmo certamente mai più vedere).

In questa prospettiva i MMG, per potersi coordinare con questo progetto di selezione e contenimento, dovrebbero essere messi in grado di:- Effettuare valutazione a domicilio del paziente (dotati di opportuni mezzi di protezione individuale) di persona o tramite USCA- richiedere e ottenere l’effettuazione del tampone in tempi rapidi (massimo 48 ore): ora è possibile coi test rapidi- impostare la terapia sintomatica dopo accertamento dello stato effettivo del paziente e del grado di compromissione- controllare direttamente o tramite telematica l’evoluzione quotidiana del quadro entro i primi e cruciali 4 giorni- fornire ai pazienti (qualora non ne fossero dotati) strumenti per rilevazione della saturazione di ossigeno nel sangue.

Quanto precede non muta per le varie fasce di rischio se non per il fattore peggiorativo determinato da eventuali patologie associate. Per questo motivo all’inizio della sintomatologia in un paziente a rischio i tempi di diagnostica e di intervento dovrebbero essere auspicabilmente abbreviati se non dimezzati ed il ricovero anticipato in caso di positività pur in presenza di sintomi non particolarmente importanti. Questo atteggiamento fornirebbe vantaggi dal punto di vista dello smistamento dei pazienti dato che al ricovero arriverebbero praticamente soltanto i soggetti che più probabilmente potrebbero evolvere in forme maligne ed impegnative, non intasando i reparti con pazienti affetti da forme gestibili a domicilio e ricoverate semplicemente per cautela. Insomma far rimanere i pazienti a casa non deve significare trascurarne il decorso poichè è sulla base di quest’ultimo che si giocano le partite più importanti nell’ottica di una congrua decisione terapeutica (con immaginabili risvolti sull’esito). L’attesa troppo prolungata della diagnosi eziologica (effettuazione e risposte dei tamponi dovranno dunque richiedere tempi rapidi e certi) e una dilazione impropria nei decorsi sospetti (troppo “aspettiamo e vediamo come va”) sono i due freni maggiori ad una assistenza efficace ed efficiente e possono incidere su impegno ospedaliero e numero di casi severi/critici

“STO MALE…SARA’ COVID?” : SUGGERIMENTI ED INDICAZIONI UTILI PER NON SPAVENTARSI E PER AGIRE IN MODO CORRETTO

DISCLAIMER: per motivi ovvi questo scritto è puramente indicativo, non fornisce schemi terapeutici ne sottointende che si possa ricorrere ad automedicazione. Ricordo che la diagnosi di certezza di Covid-19 può essere effettuata soltanto tramite PCR (tampone), o test rapido (attualmente ci si sta organizzando per renderlo disponibile in modo diffuso) o sierologico (dosaggio anticorpi, da convalidare però con eventuale conferma clinica o con tampone o test rapido). Si sottolinea che l’intervento diretto o indiretto del medico curante è essenziale sia per impostare eventuali terapie domiciliari, sia per il controllo del decorso, sia per l’attivazione delle procedure burocratiche di intervento (attivazione USCA, effettuazione tampone, certificazioni e quant’altro).

Ciò detto cercherò di fornire qualche informazione, utile (spero) per la gestione dell’ansia più che della malattia in se.I dati disponibili (Epicentro) dimostrano in modo inequivocabile che SUL TOTALE DEI POSITIVI RILEVATI MEDIANTE TAMPONE (alla data del 23 settembre), PIU’ DEL 60% SONO TOTALMENTE ASINTOMATICI (cioè infetti ma senza alcun segno di malattia), circa il 15% sono paucisintomatici (o solo febbre o solo tosse o solo rinite), circa il 20% sono malati lievi (febbre con tosse e altri sintomi respiratori tipo dolore alla gola e affaticamento respiratorio) e solo il 5% circa sono casi severi (sintomi come sopra ma associati a dispnea e desaturazioni). Di questi ultimi, una frazione (meno dell’1%) è critico (grave compromissione respiratoria con interessamento multiorgano).

In merito alla distribuzione per fasce di età notiamo che da Febbraio/Marzo è cambiata l’età media di rilievo dell’infezione dato che prima venivano testati soltanto i malati (collocati pressochè costantemente sopra ai 65-70 anni con massimi intorno agli 80) mentre ora gli screening e i tracciamenti, rilevando anche gli asintomatici, hanno influito sulle età medie che si sono abbassate. E’ però importante sottolineare che IL NUMERO TOTALE DEI CONTAMINATI NON CORRISPONDE AL NUMERO DEGLI EFFETTIVAMENTE MALATI. La veridicità di quanto affermo è data dal fatto che LA MAGGIOR PERCENTUALE DI SINTOMATICI PIU’ O MENO IMPORTANTI (cioè di coloro che presentano sintomi e che sono quelli che ci interessano) TENDE A RIMANERE SEMPRE LA STESSA E SEMPRE COLLOCATA NELLE STESSE FASCE DI ETA’, cioè dai 65-70 anni in poi.

Si nota inoltre che la percentuale di soggetti cosiddetti “critici”, che a Febbraio/Marzo era collocata intorno al 6-7%, attualmente è appena rilevabile dai grafici (dato corroborato dal numero esiguo di persone in terapia intensiva rispetto al periodo iniziale della diffusione del sars-cov-2).

PERCHE’ HO INIZIATO CON LA PARTE EPIDEMIOLOGICA?

Lo scopo è quello di dare un inquadramento pratico alla Covid-19 (senza volerne sminuire l’importanza dato che, come ho sempre sottolineato, il prefisso SARS cioè Severe Acute Respiratory Syndrome fornisce la connotazione specifica della malattia che, contrariamente ad altre virosi, può essere anche molto seria e dannosa come abbiamo visto). Rispetto al SARS-COV-1 e alla MERS (che hanno avuto un tasso di letalità molto più alto) il SARS-COV-2 ha impatto più ridotto dal punto di vista della patogenicità ma un potere di espansione molto maggiore.

CONTRARLO QUINDI NON CORRISPONDE AD UNA CONDANNA INELUTTABILE e dopo i primi 6 mesi (forse più, secondo alcuni studi) di convivenza col virus siamo giunti ad alcuni traguardi che hanno reso gestibile il decorso ed hanno abbattuto in modo significativo le complicanze rendendolo potenzialmente ed auspicabilmente curabile anche senza necessità di ricovero ospedaliero.

Un problema di non poca importanza, però, risiede nel fatto che i sintomi di covid, in fase iniziale, sono indistinguibili da quelli di praticamente tutte le virosi stagionali endemiche (altri coronavirus, Influenza-like Illness, Influenza, Rhinovirus, Adenovirus, ecc.) quindi nel momento in cui si dovesse manifestare qualche sintomo diviene importante fare una diagnosi eziologica (di causa). Attenzione: ciò non solo perché la covid richieda particolari trattamenti “in se” ma perché: a) può essere facilmente trasmessa ad altri, magari soggetti fragili ed esposti a complicanze; b) deve essere monitorata nel suo decorso per prevenire degenerazioni.

Una caratteristica che emerge da numerosi studi è che a differenza di altre virosi IL PRIMO E PIU’ COMUNE SEGNO DI COVID E’ LA FEBBRE (contrariamente a quanto accade nella media con le altre virosi intercorrenti in cui la febbre segue di 1-2 giorni l’inizio di sintomi respiratori), anche da sola, o associata ad altri sintomi aspecifici (ad esempio la diminuzione o l’abolizione dell’olfatto e del gusto). La TOSSE interviene nelle ore/giorni successivi e abbastanza tipicamente è asciutta, insistente, non produttiva. Nella scala di probabilità di evenienze sintomatologiche la rinorrea (scolo dal naso) è al 5°-6° posto mentre vomito e diarrea sono infrequenti. La cefalea può essere importante ma è incostante e comunque non è caratteristica così come il mal di gola che potrebbe essere interpretato anche come elemento sovrapposto (superinfezione batterica, comune in tutte le virosi respiratorie).

Se si presentano sintomi simili (febbre e poi tosse secca con iniziale fatica respiratoria), quindi, COSA PENSARE E COSA FARE?

1) Mantenere a posto la testa, non farsi sopraffare dall’ansia e RESTARE A CASA

2) CONSIDERARE LA PROPRIA COLLOCAZIONE IN FASCE DI RISCHIO PER ETA’ tenendo presente che le persone sopra ai 65-70 anni sono quelle più comunemente affette da forme più significative (ma non necessariamente gravi)

3) CONSIDERARE LA PROPRIA APPARTENENZA A CATEGORIE DI RISCHIO DI COMPLICANZE (se si è obesi, cardiopatici, diabetici, ipertesi, ecc. occorre un intervento certamente più rapido delle autorità sanitarie per una diagnosi eziologica rapida e provvedimenti più mirati)

4) CHIAMARE TEMPESTIVAMENTE IL CURANTE descrivendo i sintomi ma anche e soprattutto: a) se si è avuto contatto con soggetti affetti o positivi; b) se si è frequentato qualche ambiente a rischio nei 14 gg precedenti l’insorgenza dei sintomi (luoghi affollati o frequentati da persone che non hanno rispettato la distanza o non portavano mascherine, ritorno da luoghi/Paesi considerati a rischio, lavoro svolto se questo è a contatto col pubblico ed in ambienti chiusi con scarso ricambio di aria, ecc.)

5) ISOLARE LA PERSONA AFFETTA collocandola in una stanza, proteggendola con una mascherina che va cambiata ogni 4-6 ore (o meno in caso di rinorrea o tosse frequente e produttiva), usare suppellettili o strumenti o stoviglie e comunque oggetti dedicati da non confondere con quelli degli altri conviventi. Sanificare sempre tutto dopo ogni uso, incluso il bagno (se in casa ne è disponibile uno solo) o far usare al malato sempre lo stesso bagno nel caso se ne abbia più di uno

6) TUTTI I CONVIVENTI DOVRANNO INDOSSARE LA MASCHERINA e l’accesso al luogo dove dimora il malato sarà consentito ad una sola persona, meglio se sempre la stessa

7) Prepararsi al fatto che in caso di tampone positivo SI DOVRANNO SOTTOPORRE ALLA STESSA PROCEDURA TUTTI I CONVIVENTI e tutte le persone esterne ai conviventi che sono venute a contatto con la persona affetta secondo il seguente criterio: distanza inferiore ai 2 metri per un tempo pari o superiore a 15’ nei 4 giorni precedenti i sintomi

8) ADOTTARE TERAPIA SINTOMATICA (antipiretici ed in particolare ASPIRINA, dato il suo potere anche antiaggregante piastrinico e fluidificante sulla circolazione sanguigna, antidolorifici, decongestionanti nasali in caso di rinite, idratazione) per contenere le manifestazioni più fastidiose. TENERE IN CASA UN PULSIOSSIMETRO

9) IDRATARE EFFICACEMENTE IL SOGGETTO AFFETTO con soluzioni (tisane, succhi di frutta diluiti oppure mediante sali in bustine da sciogliere) e NON CON SOLA SEMPLICE ACQUA (la febbre elevata induce sete ma la somministrazione di sola acqua può provocare, se ingerita in eccesso, emodiluizione con successiva diselettrolitemia e disturbi associati)

10) MANTENERE UN CONTATTO QUOTIDIANO, anche solo telefonico, COL CURANTE in modo da monitorare l’evoluzione e decidere eventualmente se il decorso impone un ricovero per terapie più specifiche non effettuabili a domicilio oppure se si è in presenza di patologia gestibile a domicilio.

FARMACI DA TENERE IN CASA MA RIGOROSAMENTE DA NON USARE SE NON DOPO INDICAZIONI DEL MEDICO CURANTE:

a) Complesso Amoxicillina/acido Clavulanico in compresse da 1 grammo (l’azitromicina è una alternativa in caso di testimoniata allergia alle penicilline)

b) Desametasone in compresse

c) Clexane 4000 in fiale (uso sottocutaneo)

d) Acido acetilsalicilico come antipiretico (al posto della tachipirina a meno di essere allergici all’aspirina)

e) N-Acetilcisteina in bustine

Sulla Idrossiclorochina (Plaquenil) non si possono dare indicazioni attendibili date le recenti controversie in letteratura scientifica. I lavori sono ancora in corso.In merito alla prevenzione (seppure generica e non specifica per il SARS-COV-2) si raccomanda, qualora si sia in presenza di carenza, di reintegrare LA VITAMINA D (ovviamente dopo consultazione col curante che ne indicherà dosi e tempi di somministrazione: vedere pillola specifica a firma Puoti, Sestili et al.)

ATTENZIONE: I PRODOTTI SOPRA INDICATI NON VANNO ADOPERATI AUTONOMAMENTE dato che il loro impiego è dettato dalla fase di malattia: in decorsi lievi è possibile che non abbiano giustificazione ma averli in casa accelera le procedure dato che, in caso di prescrizione, qualcuno dovrebbe uscire a procurarli, dovendo andare in farmacia e quindi rischiando per se e per gli altri un contagio.

MI RACCOMANDO: NON USARE NULLA SE NON DOPO AVALLO E PRESCRIZIONE DEL MEDICO CURANTE !!! E’ SUFFICIENTE AVERLI A CASA DISPONIBILI.

Il tampone, auspicabilmente, dovrebbe essere (gold standard) effettuato entro le 48 ore dall’inizio dei sintomi ma anche oltre se la progressione della sintomatologia è blanda e non mostra segni di degenerazione. La decisione sui tempi e sui modi spetta al MMG. Attualmente si sta diffondendo la metodica del test rapido che fornisce una risposta di primo livello quasi in tempo reale.

COME RICONOSCERE I SEGNI DI UNA PROGRESSIONE SOSPETTA (COMPLICANZE)?

1) Se la persona affetta ha febbre superiore ai 39°C costantemente per più di 3-4 giorni consecutivi

2) Se la persona affetta ha febbre persistente anche non molto elevata ma che non si abbassa coi comuni antipiretici

3) Se la persona affetta manifesta dispnea franca (difficoltà respiratoria, sensazione di “fame di aria” che si può avvertire anche a riposo)

4) Se la persona affetta, anche in presenza di attività respiratoria non particolarmente compromessa, ha una saturazione di ossigeno al pulsiossimetro inferiore al 93-94% a riposo (indicativamente)

5) Se la persona affetta, al walking test (camminare senza fermarsi per 5-6 minuti) mostra una saturazione di ossigeno inferiore al 90-91% (indicativamente)In questi casi è indicato (anche se non si è ancora effettuato il tampone o lo si è effettuato ma non si ha disponibile l’esito) ricorrere rapidamente al MMG per valutare l’opportunità di INIZIARE TERAPIE PIU’ SPINTE E COMPLESSE (in pratica l’impiego dei farmaci sopra suggeriti) oppure di ricovero ospedaliero (in caso di difficoltà a contattare il MMG, chiamando il 118).

Ricordo che il passaggio da una forma superficiale ad una profonda nella covid può essere rapida.

Per ciò che attiene ai farmaci si sottolinea di nuovo in modo netto che l’automedicazione (uso autonomo di sostanze di cui si parla in giro per Internet o consigliate dal vicino di casa) è VIVAMENTE sconsigliata, a parte l’uso di antipiretici. E’ importante che anche avendo in casa prodotti farmaceutici (quelli elencati sopra) POTENZIALMENTE ADOPERABILI occorrono sempre e comunque l’approvazione, la prescrizione e la corretta posologia da parte del medico: non finirò mai di ripeterlo.

DIAMOCI UNA MANO: non corriamo in ospedale al primo starnuto o alla prima linea di febbre

RINGRAZIAMENTI:- Prof. Piero Sestili (ordinario di Farmacologia Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”)- Prof. Alessandra Petrelli (Internista e Ricercatrice – Università Vita Salute – San Raffaele Milano)- Dr Mario Puoti MDLa loro pazienza e disponibilità nei miei confronti non può essere descritta a parole: spero che un sentito “grazie” sia sufficiente.

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Intanto a New York.

October 28, 2020

To All Unit Owners and Residents

Notice of Curtailment of Halloween Activities Within and Around the Building

Due to the continuing need to be cautious and on guard against the spread of the Covid 19 Virus, the Board, in consultation with management, has made the decision to not permit the normal “Trick or Treating” activities in the building this year.

In addition, building staff has been advised that they are not to permit any such activities within the lobby area.

If anyone is planning on hosting a small gathering, please ensure that proper precautions are taken, including adherence with established NYC DOH/CDC guidelines, and ensure that any invited guests are made aware that completion of the Health Questionnaire is necessary as well.  If you are hosting such a small gathering, please notify Front Desk staff in advance to assist in expediting matters.  

Thank you for your understanding of these limitations and restrictions which are adopted as part of the ongoing efforts to work to ensure the overall health and welfare of the building residents and staff.         

Trick or treat my ass. (dolcetto o scherzetto un cazzo).

In alternativa potrebbero fare “cough and quarantine” oppure “sneeze and go to ER” ma anche “mask and keep the fuck at home”.

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Giornata da bulacchi.

Serie di bulaccate rapide intervallate da minuti di tregua. Scirocco moderato, insomma una classica giornata autunnale da allerta arancione.

Anche a Basaluzzo piove, si viaggia sui 30 centimetri di accumulo dalla mezzanotte. Gastone non può più entrare nella Pozzanghera perchè il livello dell’acqua è salito. Immagino che il buco della prossima pianta sarà già mezzo pieno; meglio, scavare per raggiungere la profondità prevista è più facile se la terra è ben bagnata.

Mi rendo perfettamente conto che l’atto di caricare continuamente foto dello stesso soggetto è ascrivibile alle patologie del comportamento. Ma piove, la Pozzanghera si riempe, il prato è sempre più verde, c’è Gastone sul moletto. Sono tutte cose che mi sollevano l’umore. A Basaluzzo sono stati superati i 40 millimetri, dopo l’estate merdosa e secca che c’è stata direi che a me così va più che bene.

Solito photoshop del belino.

E, per concludere, sul far della sera, quando il fronte stava sfilando via…

Qualche minuto di vento sostenuto e di colori rosa, rosso pastello, marroncino chiaro. Anzi, la Pozzanghera ha assunto un colore tipo alluvione.

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Un buco (vicino) nell’acqua.

Oggi ho fatto un buco per una pianta che forse arriverà nelle prossime settimane. Il diametro è definitivo, ma devo scavarlo ancora per una cinquantina di centimetri di profondità. Fino a qualche anno fa avrei finito il lavoro in una mattinata, adesso devo fare l’opera in tre-quattro riprese altrimenti schiatto lungo disteso.

La pianta è un Fagus Sylvatica “Purple Fountain” alto circa 3 metri che dei cari amici hanno sul terrazzo da diversi anni. Ormai ha raggiunto uno stadio in cui non può più crescere, il vaso è troppo piccolo rispetto alla corporatura, sta soffrendo e le foglie seccano lentamente. O dunque gli si cambia il vaso, rinvasandolo in qualcosa di ben più grosso, operazione difficile per motivi logistici, oppure se ne fanno stuzzicadenti, ultima razio lo si porta via mettendolo in piena terra.

E qui interviene il pronto soccorso della Pozzanghera Fangosa. Non so quante chances abbia la pianta di sopravvivere; la vita in vaso è molto diversa da quella in terra, l’impianto radicale in vaso si conforma per essere poco sviluppata e molto abituata ad avere acqua sempre. Nella vita reale le radici si sviluppano molto ma molto di più per fornire le riserve necessarie quando la terra si asciuga. Quando una pianta che vive da anni in un vaso di poche decine di centimetri cubi di spazio, ma che ha sempre acqua pronta per l’uso, viene messa in terra, dove l’acqua può mancare anche per molti giorni, basta una settimana di asciutto e la pianta schiatta. In genere a primavera mettono le foglioline e sembra che la pianta prenda bene, poi arriva l’estate, le innaffiature fatalmente possono lasciare dei buchi, arriva la botta di caldo e la pianta secca irrimediabilmente. Un’altra anima verde a rischio da curare con affetto e trepidazione la prossima stagione estiva.

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Un’altra ridda di foto mediocri & già viste.

Questi sarebbero Psathyrella Spintrigera, non li avevo ancora notati da queste parti. Ho cercato invano una loffa da tagliare a fette, tutte piccoline. Ancora adesso mi pento di aver condiviso quella dell’Aprile 2019 con mia suocera, nota idrovora che quando mangia butta gli occhi all’indietro come fanno gli squali. Lei va a peso volume come i noli dei contenitori.

La Quercia N.1. I suoi genitori adesso a Central Park stanno diventando rossi, forse molto più rossi di questa. Oggi ho avuto uno scambio di messaggi WhatsApp con un mio vicino indiano a New York, lui e la moglie lavorano nel vicino ospedale Lenox Hill. Stanno bene, ma ormai credono di vivere in un mondo parallelo. E perchè, io no, porco cane ?

Questa invece è la Quercia N. 2. Probabilmente questo inverno dovrò darle una forma più slanciata, potando i rami bassi. Nell’utimo libro che ho letto sugli alberi, l’autore scrive che non è entusiasta delle potature in assoluto. Anch’io ho delle perplessità. Sticazzi.

Questa è la Quercia N. 5. Dal vivo è molto più bella, non riesco a fare una foto decente di questa pianta. Anche questa cresce con una forma strana ma non sono sicuro che darle una potatura verso il basso sia una buona idea. E’ bella così.

Forse la foto è un tantino sovresposta, ma questa Carpa è davvero così bianca.

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Punti di vista.

Gli alberi percepiscono l’arrivo dell’inverno con modalità diverse. Sulla sinistra, un Tiglio. E’ già in chiusura invernale, ancora pochi giorni e sarà completamente spoglio. Al centro un Acero Campestre. Inverno ? Ma nemmeno per idea, a parte qualche foglia gialla al suolo, la chioma è quella estiva. A destra un Platano. Sembra più propenso a considerare l’arrivo dell’Autunno ma le foglie ingiallite sono poche, limitate al centro della pianta.

Le Querce fanno da se una per una, alcune sono gialle, alcune hanno già perso molte foglie, altre sono verdi. I carpini idem; alcuni sono gialli altri sono verdi. Più in generale, ciascun albero fa a modo proprio a seconda di quanta acqua ha avuto durante i mesi passati, l’esposizione, salcazzo cos’altro. Il bosco che scende verso la Provinciale è a strisce; dipende da quanta acqua filtra dal pianoro sovrastante. In certi punti c’è un affioramento, gli alberi sono più verdi in estate ed il giallo autunnale ritarda. Quelli più a secco invece ingialliscono prima perchè sono esausti dopo una estate secca. Mi sono inventato tutto ma mi sembra sia ragionevole, probabilmente uno che ha studiato la materia mi prenderebbe a male parole.

La webcam di New York è ferma. Ho scritto al portiere chiedendo se può fare un salto in casa e staccare le spine che alimentano i router e sticazzi. Speriamo lo faccia e speriamo serva a qualcosa.

Una delle cose che non capisco è che ho sovrascritto l’immagine sul server con quella qui sopra; con il browser Chrome si vede sempre quella vecchia (ho fatto il refresh e tutto quello che ho potuto) mentre con Firefox invece è aggiornata. Come cazzo sia possibile, non lo so.

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Scarlet Lady.

Mi accanisco a fotografare la Scarlet Lady mentre in rada attende tempi migliori. Mi mette un bel po’ di tristezza vederla li, inutilizzata. Vikipedia ne racconta un po’ la nascita e la sua giovinezza. https://en.wikipedia.org/wiki/Scarlet_Lady

Oggi in auostrada mi sono fermato a fare benzina, prima di me un’auto straniera con quattro a bordo con delle facce che potevano venir fuori da un film di Quentin Tarantino. La ragazza che serviva ai distributori ha fatto il gesto di mettersi la mascherina ai quattro che in tutta risposta si sono messi a ridere. Ho provato un feroce odio nei loro confronti, avrei voluto ucciderli; non va bene, me ne rendo conto. Mentre mi faceva il pieno di polenta (cit. Bar Sport) i quattro sono andati verso il bar ma prima di entrare si sono messi la mascherina.

Questa potrebbe essere grosso modo la vista inquadrata dalla prossima webcam affiliata che si affiancherebbe a Genova, Basaluzzo, Rapallo, New York. Questa è l’idea, per perfezionarla però ci sono alcune condizioni che devono essere incontrate. Buttando il cuore oltre l’ostacolo e facendo finta di aver superato alcuni tecnicismi per nulla scontati, ho guardato on line e temo che ancora oggi la webcam migliore sia la Mobotix, ma costa un botto. Migliore perchè è facile da programmare, abbastanza versatile come gamma di obiettivi, un buon settaggio notturno. Ci sono webcam con una qualità di immagine molto superiore, costano di meno, ma c’è sempre qualcosa che non è tollerabile, come un obiettivo fisso e generalmente molto aperto che appiattisce tute le immagini, oppure sono programmabili in modo diverso e leggendo i manuali on line sembra che alcune funzioni che ha la Mobotix per me indispensabili non siano disponibili. Proseguo però la ricerca, intanto i tempi sono previsti abbastanza lunghi.

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L’antivigile.

Oggi sono stato a Rapallo ed ho fatto l’antivigile. Traduzione; ho percorso una serie di strade alternative a quelle dove notoriamente ci sono i vigili urbani. Erano circa 45 anni che non la facevo. Ai miei tempi da adolescente, potevo solo guidare un motorino di 50 centimetri cubici e non potevo portare un passeggero. La mia vespa 50 color Kathmandu era diventata una 90 Pinasco, flangia del 125 Primavera. Quando ero in villeggiatura estiva a Rapallo, ero quasi sempre con un passeggero, specialmente durante le uscite serali. Allora bisognava evitare i vigili urbani. Invece di percorrere il lungomare o la strada principale interna, quella che passa dalla stazione, c’era l’antivigile ossia una serie di stradine interne che allungavano sensibilmente l’attraversamento del centro ma erano libere da vigili urbani. Oggi l’ho percorsa non perchè volevo evitare i vigili, ma per questioni tecniche. E sono passato davanti ad un ristorante, che non ho visto magari è chiuso, dove a mezzanotte servivano le penne all’arrabbiata.

Mi viene in mente la prima volta che provai la sensazione delle tette della mia passeggera che premevano sulla mia schiena. Oppure quando venni fermato con un passeggero e mentre il vigile stava iniziando a scrivere la multa sbucarono dalla curva una decina di cinquantini, tutti in due, ci passarono a fianco con il vigile immobile che li fissava mentre sfilavano via. Mi guardò rassegnato e mi disse di andare via, multa risparmiata. La multa per la guida con un passeggero mi pare fosse di 2.000 lire.

Sono stato a Rapallo ma non ho potuto andare a sistemare la webcam che dallo scorso febbraio prova a mandare foto sul server, senza riuscirci perchè la password per avviare la sezione ftp è cambiata. Mi sento in colpa. Poi scopro che nel frattempo si è fulminata, o è stata divelta da qualche colpo di vento.

Però grazie al breve viaggio a Rapallo mi sono tornate in mente diverse circostanze banali che non varrebbe neppure la pena citare, sono insignificanti ed appunto eccole qui riportate.

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Il cerchio Inutile; dettagli.

La quantità di documenti che ho raccolto durante il lock down e nei mesi successivi è enorme; pagamenti di fatture, tasse, report dei mercati, verbali. Li ho trasferiti inizialmente dal computer di casa a Genova a quello di Basaluzzo ed infine ora sono in una cartella sul computer dell’ufficio. Dovrei guardare un file alla volta ed inserirli nelle cartelle di appartenenza sull’archivio generale, altrimenti se tra un anno devo recuperare l’F24 della mia IRPEF di Giugno 2020 divento scemo. Perchè sono già scemo e poi non la troverò mai.

Due ore fa mentre facevo colazione a casa ero convinto che sistemare gli archivi fosse una cosa di primaria importanza, adesso invece penso che, tutto sommato, considerate le emergenze sanitarie e tutti i cazzi ad esse correlati, posso anche iniziare questo lavoro in una fase successiva della mia vita, intanto so che è tutto li e non è davvero il caso di mettere in pratica proprio adesso la mia animosità autistica dell’ordine perfetto. Questo ribaltamento improvviso di attitudine è uno dei miei numerosi difetti. E’ successo tante volte e Miriam, quando è in una fase ormonale particolarmente mossa, mentre mi stringe il collo per strozzarmi me lo ricorda sempre.

Più sopra, il Cerchio Inutile, vicino alla Pozzanghera Fangosa. In questa immagine ho indicato alcuni elementi geografici importanti. Era necessario farlo e nuovamente mi torna alla mente una considerazione che ho già fatto anche in tempi non COVID.

Cosa succederà a questa massa di informazioni totalmente inutili al mondo, attualmente conservate nel mio computer e nel server del provider Aruba, quando io sarò morto ? Il mio computer in ufficio finirà in una discarica perchè nessuno lo vorrà tanto è superato ed ingombrante. Ma su Aruba potrebbe restare fino a quando verrà pagato l’abbonamento annuale. Deve essere anche pagata la banca dati Sql ed il servizio legato a WordPress. Diciamo che, per fare cifra tonda, mantenere questo inutile e banale circo costa €100 all’anno, euro più euro meno.

Potrei comperare uno di quei dischi solidi o come cazzo si chiama e salvare tutti i miei dati. Una scatoletta di pochi centimetri che contiene il blog, le fotografie, tutti i miei archivi. In effetti c’è già. Bene, alla mia dipartita questa dovrebbe essere consegnata a Miriam, e da lei ad un discendente (indiretto ovviamente) che potrebbe passarla ai figli e da li ai figli dei figli e tra 100 anni qualche pronipote leggerà questa massa di stronzate e giungerà alla conclusione che ho fatto bene a non riprodurmi stanti i miei limiti comportamentali. Oppure finisce in un cassetto, se ne perdono le tracce, ed un giorno durante un repulisti dei cassetti finisce anch’esso in discarica.

Internet; se io domani pago €1.000 come rinnovi anticipati del sito e di tutto l’ambaradan, dovrei garantirne la sopravvivenza on line per 10 anni. Se però verso €10.000 il sito resterà on line per 100 anni, spesa di una inutilità colossale. In alternativa, metterli da parte e spenderli in beni voluttuari, per esempio caviale e tartufo. Non so se valga davvero la pena, anche perchè chi mi garantisce che dopo pochi giorni dalla mia dipartita, quelli di Aruba vedono il mio necrologio e velocemente non cancellano tutto il mio lavoro ?

Per cambiare argomento, queste foto mostrano la nave da crociera Scarlet Lady della compagnia Virgin. Costruita a Sestri Ponente, inaugurata poco prima che scoppiasse il casino della pandemia, non ha fatto un giorno di viaggio. Sperano di fare il primo viaggio a Marzo, Aprile 2021. Sosta per un po’ all’ancora di fronte alla riviera di Levante tra Genova e Punta Chiappa. Ogni tanto approda in porto. E’ bella, un po’ Spectre nei suoi colori grigio e rosso. Colori che non si vedono nella foto notturna venuta male.

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Due foto

Un amico si è fatto il COVID ma adesso è tornato negativo. Scambio di messaggi con WhatsApp con inevitabili osservazioni da parte mia, tipo “allora la terapia GVC Grosso Vibratore Caldissimo funziona davvero“oppure “entro pochi mesi il pene ti diventa nero e poi cade“. E’ una persona molto riservata e credo sia stato abbastanza male, ma non me lo ha detto perchè è fatto così. Lui mi ha mandato una sua foto in piena malattia dove a parte la sua inconfondibile espressione sardonica con un velo di ironia molto inglese, sembra davvero malpreso. Io gli ho mandato una mia foto dove con molta fantasia potrei sembrare un contadino dell’Alabama, “a real redneck from Genova“.

Alle mie spalle un Acero Platanoide che sta assumendoo la propria livrea autunnale.

Il Cons. Bio, durante le sue escursioni mattutine sopra casa, ogni tanto scatta foto che distribuisce su una chat di petomani alla quale sono iscritto anch’io. Forse questo è un dettaglio che non dovrei raccontare ma, ehi, siamo tutti fatti di carne ossa e fagioli. Questa magnifica foto è sua e non vanto alcun diritto di autore che resta del Cons. Bio.

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