Mah, boh?

Io SO come funziona il buco da queste parti. Il modellame in grande scala spesso non lo considera, ti dicono che piove e poi se va bene vengono una manciata di millimetri che evaporano appena toccano il suolo.

I modelli locali, molto più accorti, conoscono l’orografia del nord ovest ed infatti solo 1 modello su tre vede pioggia di qualche importanza. Gli altri hanno ben visto il buco, infatti pioverebbe a Genova e verso ponente ma nella bassa, un mini-cazzo.

Mi appiglio a questo MOLOCH che vede il classico temporale che in genere passa sopra Alessandria sfiorando Basaluzzo e sfilando verso Est Nord Est. Magari uno sfrido arriva sin sulle aride praterie intorno alla Pozzanghera Fangosa.

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E invece, ecco il buco. Con aggiornamenti.

Sembrava troppo bella la pioggia abbondante, ed infatti ecco che l’ombra pluviometrica si presenta in tutta la sua potenza. Bisogna aspettare verso la terza decade del mese, che è come giocare al gratta e vinci o scommettere sulla corsa delle lumache. Vaffanculo.

Aggiornamento. (ma il vaffanculo resta inalterato)

Dopo il buco assoluto immaginato della previsione elaborata a mezzanotte, ecco la previsione delle 6 del mattino.

Il funzionario di turno di Wettercentrale, che ha preso posto dopo la mezzanotte, aspetta paziente che arrivino le 6 del mattino. Ha giocato sul cellulare, guardato filmati di gatti su Youtube, bevuto caffè. Quando mancano pochi minuti alle 6, si prepara a premere un grosso pulsante rosso nel centro della consolle di comando. Alle 6 precise si sente un ronzio nella sala comando ed il tecnico preme il pulsante. Il computer si mette a fare rumori elettronici – quelli del film di fantascienza anni 70 – si accendono e si spengono innumerevoli lucine ed i nastri girano all’impazzata. Dopo qualche minuto la elaborazione è terminata. Partono i file per tutto il mondo.

In questa nuova elaborazione, la pioggia è aumentata ma non solo; una seconda passata, anche più intensa della prima, compare dal nulla dopo mezza giornata. La pioggia del 18 settembre in compenso è sparita.

E questi sono anche previsori certificati e seri. Ma è difficile per tutti fare previsioni in presenza di certe configurazioni complicate. E questa in arrivo è una transizione di figure bariche che è da quando seguo la meteorologia che conosco, e che spesso viene sbagliata.

Dopo un lungo predominio di alta pressione, la prima saccatura che arriva da nord-qualcosa si smonta, si scioglie come neve al sole, scompare dalle carte e dal satellite. Forse questo fronte subirà lo stesso destino, o forse no.

Ma se dovessi scommettere soldi, tavolette di cioccolato o qualche altra leccornia, punterei su una frontolisi beffarda, qualche temporale sparso tra Liguria, Piemonte e Lombardia. Il resto del mondo si fotta.

Aggiornamento. (il vaffanculo è sempre presente)

L’aggiornamento delle 12 sembra voler rincarare un po’ la dose. E’ anche magicamente ricomparso il peggioramento del fine settimana 18-19. Sparisce il picco ma si estende la permanenza di precipitazioni. In teoria è un buon segno; diminuisce l’intensità dei fenomeni ma l’ingresso dell’aria più fredda & umida produrrebbe effetti più stabili e duraturi.

Comunque sia, non mi fido. Quante, ma QUANTE volte ho visto una perturbazione atlantica dissolversi sulla Francia? Milioni di volte, forse milioni di milioni.

Wettercentrale fa quello che può, ma quando la discesa cambia anche leggermente, direzione o intensità, la matematica impietosa applicata alla dinamica dei fluidi ed alla termodinamica aggiusta il tiro ed il fronte scompare.

Nell’immagine non si riescono a vedere, ma i rami di questo tiglio in primo piano sono pieni di gemme. Oggi sono andato da Bocchio. Bocchio è il mio fornitore di attrezzi agricoli, ha tutto quanto serve per gestire un giardino. Ero interessato ad un arieggiatore per prato. Ma è finito l’orario estivo ed il sabato pomeriggio è chiuso. Allora, per diminuire il mio disagio e colmare il mio disappunto, sono andato dal mio fornitore di piante ed alberi, vivaio di Portanuova. Vorrei iniziare a vedere che alberi mettere nell’inverno 26/27, una prima visita per chiacchierare e mettere a fuoco qualche abbozzo di idea. Era chiuso anche lui. Sulla strada del ritorno ho cercato invano un pollaio dove sarei entrato ad alta velocità con il furgone.

Aggiornamento. (il vaffanculo in qualche modo è costante)

Che dire? Il modello sembra insistere sulla pioggia, non forte ma che durerebbe diverse ore. Poi c’è l’ennesima ripresa della stramaledetta alta pressione africana. Di nuovo trenta gradi. Ma mi focalizzo sulla pioggia che ci vorrebbe proprio. Ha, poi c’è quella nuova saccatura, ma è fanta-meteo come taluni appassionati chiamano eventi tanto lontani che è chiaro l’algebra del modellame spari a caso.

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Questa cadrebbe proprio a fagiolo.

MA… se fosse possibile, senza vento che porta via gli alberi e senza grandine che azzera il fogliame, grazie.

Comunque so bene che questa previsione è difficilissima, il modello cambia idea ogni 6 ore e da dove sembrerebbero arrivare le correnti potrebbe venir fuori la mamma dei buchi pluviometrici da queste parti.

Sperare non costa, la pazienza serve sempre.

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Le bambine.

Fotografie nella luce del mattino.

Acero
Altro acero
Gledizia o qualcosa del genere
Ulteriore acero
Ontano

Queste le cinque “bambine” che cerco di far sopravvivere e crescere. Il chiarimento è d’obbligo in questi tempi di cautela generica quando si parla.

Questo è il coperchio di un pozzetto. Mattina presto, l’ho trovato a tre metri dal pozzetto. Poi ho trovato una canna dell’acqua srotolata per diversi metri. Io lo arrotolo ordinatamente sempre, giammai la lascierei non arrotolata.

Insomma, ci dev’essere un animale notturno che gioca con la canna e con il coperchio. Sospetto siano le gazze, ma forse sono i caprioli. Metterò la fototrappola, ovvero l’impianto che quando con l’infrarosso, individua un movimento, prima scatta una foto e poi spara a qualsiasi cosa si muova con una pistola laser.

Genova, Piazza della vittoria. Questo è l’avviso che ho trovato nel parcheggio moto. Ci vogliono un paio di minuti per leggerlo tutto ed altri minuti per rileggerlo e capire i tempi e che cazzo si deve fare. Una volta trovavi scritto “domani non parcheggiare dalle 8 alle 23”. Questo da indicazioni molto più articolate, si inoltra nel futuro prossimo, ti dice cosa devi fare, quando e dove non potrai parcheggiare per tutto il mese di settembre e la velocità massima che devi tenere quando NON puoi parcheggiare. Inizia con la parola ORDINA, credo che il soggetto sia la sindaca o qualche assessore al traffico. Le pagine 1 e 2 del documento sono date per scontate e bisogna conoscerle. Si fa accenno ad una parata di inaugurazione e che bisogna garantire la possibilità di sosta al corpo Consolare della repubblica. Si, delle banane.

Sono tornato a Genova dopo un mese abbondante che non ci mettevo piede. Non mi manca, non mi aiuta, non mi piace come un tempo. “Non c’è tensione, non c’è emozione, nessun dolore”

E questa come la mettiamo? Il modellame è ancora incerto, non vorrei che quel blu nascondesse 100 km/h di vento e grandine grande come arance.

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I carpini ed altri.

In ordine sparso si vedono alcuni carpini colonnari, querce, tigli, frassini, un cedro dell’atlantico, la canna dell’acqua con la quale irrigo le bambine. Tra le altre cose inutili, segnalo che i tre bagolari hanno per la prima volta dei rami nuovi. Sono stati immobili per due cicli vegetativi, adesso finalmente hanno mostrato di essere, forse, intenzionati a crescere.

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Trentacinque a vista.

Tra poche ore inizia l’autunno meteorologico, ossia quello vero, non la baggianata astrale del 21 settembre.

Ma “vero” un cazzo ed anche nodoso. Il primo settembre a memoria non si devono più bagnare piante messe a dimora negli ultimi due anni.

Ma il nuovo clima dice che invece è meglio evitare danni peggiori e bagnare bene le radici di alberi che hanno già palesemente sofferto la calura delle settimane precedenti rinunciando alle foglie, come questo tiglio. A Settembre, perchè di giorno si superano i 35°. (segue impropero con il coinvolgimento di divinità celtiche)

Il tipo di spruzzatore che io prediligo è questo, ondeggia e bagna una superficie perfetta, ne’ troppo piccola ne’ troppo ampia. Regolo l’afflusso di acqua al minimo in modo da non sprecarne, metto 1 ora di tempo sul telefono e così via.

Invece le piante piccole che hanno un impianto radicale minimo vengono annegate nel proprio buco leggermente sotto campo.

Ma non posso irrigare tutti gli alberi che ho messo a dimora negli ultimi anni, dunque si sta facendo inesorabilmente una selezione. Le piante meno resistenti seccano.

Come questo tiglio che erà già sofferente da un paio di anni e che proprio non ce l’ha fatta. L’ho tagliato in modo che quella parte di tronco sia utile quando qualcuno verrà a rimuoverlo con le proprie radici. Devo farlo fare; ci fu un tempo in cui lo avrei tolto io grazie alla mia inesauribile energia e prestanza fisica. Se ci provo adesso, muoio.

Tra circa 10 minuti spengo la pompa e posso andare a dormire. Domani sera tocca ad altre due piante.

Aggiornamento del giorno dopo. Innaffiamento mattutino.

Questa è ritoccata; carina ma assolutamente falsa.

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Rientro

Di tutte le cose che ho visto, sono soprattutto gli alberi che mi ricorderò per un bel po’. Alle latitudini dove ero, l’albero più diffuso mi è parso fosse proprio l’Acero Pseudoplatano, o Acero Platanoide. Enormi, verdissimi, l’immagine del rigoglio e della salute. Poi tanti frassini e tanti cedri.

Questa sembra una quercia. Anche le querce sono in scala maggiorata rispetto a quanto sono abituato. Però pare sia un Faggio. (ho chiesto a AI)

Questo penso sia un cedro, forse dell’atlantico. Un elemento che ho notato anche in parchi ed in dimore antiche, sembra essere che gli alberi spesso non vengono curati, potati, puliti. Crescono come sono, apparentemente senza alcun intervento da parte del giardiniere. Nella foto si intravede una persona che se viene a sapere che è apparsa on line, si incazza come una iena.

Questo pensavo potesse essere un Ontano, anche in questo caso Miriam serve come metro per poter valutare le dimensioni. Invece è un Carpino. Da non credere.

Non so quanti anni abbia questo, ma quel ramo sembra fatto apposta per una sedia a dondolo, o altalena. Tuttavia la seduta era troppo bassa e non si riusciva a imprimere abbastanza potenza per raggiungere altezze decorose. Roba pensata per sciocchi bambini minuscoli. Sono andato a leggere che pianta è; sorpresa, parrebbe una Metasequoia.

In questa foto ci sono Aceri, Tigli, Querce, Cedri Frassini e Cipressi, probabilmente anche altre famiglie. Sono tutti di dimensioni in scala 1:0.5 rispetto a quelli che conosco io.

Questo non mi ricordo di averlo mai visto prima, ho cercato on line ed sembrerebbe un Cipresso di Monterey, altra pianta molto diffusa da quelle parti.

Questa immagine invece viene dalla seconda parte del giro. Sei giorni di cui tre con il sole. Mangiato stoccafisso quasi tutte le sere, ma mia suocera lo fa meglio.

In compenso fanno del formaggio buonissimo. Quando si esce a terra talvolta ci sono dei banchetti dove vendono formaggi di tutti i tipi, lo vendono sottovuoto, dunque può affrontare diversi giorni in una valigia senza che infetti tutta la stiva.

C’era anche il formaggio col pesto. L’ho assaggiato e sa di formaggio con il pesto.

Ultime foto. Ne ho scattate un centinaio, la maggior parte delle foto sono bruttine. In questa almeno si vede un po’ di neve (anche in quella precedente)

Non immaginavo che ci fossero ghiacciai tra i fiordi norvegesi, piccoli ma numerosi.

Ed ora le impressioni generali e banali del rientro. Nelle settimane precedenti a Basaluzzo ha fatto un caldo boia fuori scala, ma la situazione che ho trovato temevo fosse peggiore.

Dopo aver visto Aceri Platanoidi grandi come case, sanissimi, verdissimi, diffusi come le ortiche, trovo che il mio unico AP ha patito il secco. Non credo sia a rischio vita, ma molte foglie sono seccate in punta, classico segno di stress idrico. Trenta gradi occasionali li sopporta bene, ma 35 per settimane di fila lo hanno messo a dura prova. E’ il nuovo clima, baby.

Anche alcuni carpini hanno dovuto lasciar cadere molte foglie. Tra i tigli, uno in particolare ha ancora poche foglie verdi attaccate ai rami, ma si vedono già i getti nuovi.

Tra gli aceri, solo uno ha qualche foglia la cui punta è secca, ma gli altri stanno tutti bene.

Le querce invece sembra che crescano in misura proporzionale alla temperatura. Insomma danno l’impressione che il caldo sia gradito, diverse piante hanno delle foglie che non avevo mai visto così grosse.

Due decessi, un tiglio ed un carpino, ma erano sofferenti da tempo ed il caldo ha dato loro il colpo di grazia. In un distaccamento di bosco creato dal nulla quindici anni fa ci sono alcuni alberi che buttano proprio male, ma erano tutti vittime dell’essicamento della corteccia, temo che tre o quattro di essi non arriveranno alla prossima primavera.

Acacie; diverse sono un po’ in assetto da difesa, ossia foglie cadute ed un po’ ingiallite a macchie, ma non lamento situazioni estreme, fatti salvi alcuni esemplari che però hanno polloni in grande sviluppo.

Le rose invece hanno preso un bella batosta e mi domando se il nuovo clima ormai ne sconsigli l’uso. Parlo delle rose rugose, un tempo indistruttibili anche senza acqua durante i mesi estivi. Forse devo ridurne il numero in modo da poterle irrigare. L’acqua è sempre preziosa, non ne ho in quantità inesauribili e non va sprecata. Le nuove ginestre invece stanno bene. L’esperimento sembra avere successo e potrebbero diventare i cespugli tappa buchi.

Le quattro nane messe a dimora la scorsa primavera sono vive con diversi livelli di sviluppo. Vincono un Ontano ed una Albizia, le altre due, famiglia aceri, sono più stentate.

La differenza di clima tra Irlanda del nord, costa della Norvegia e bassa alessandrina è stridente. Lo è sempre stato ovviamente, ma temo che il divario si stia allargando, qui bisogna fare delle considerazioni che tengano conto dell’aumento delle temperature, soprattutto quelle estive.

Ho citato l’Irlanda del nord ma per essere più precisi, l’Irlanda del sud-est era bella secca. Non pioveva da settimane, temperature che hanno superato 30°, un po’ di sorpresa e qualche perplessità e precoccupazione. Sperano sia un episodio isolato. Invece la parte atlantica ed il nord sono verdi come sempre.

Nella Norvegia del nord invece hanno un fenomeno opposto. Piove sempre e c’è nebbia. Una guida (ragazzina di una bellezza imbarazzante) ci ha confermato che in due mesi, luglio e agosto, hanno visto meno di 10 giorni di sole. In effetti se nell’Europa centrale c’è una cupola di alta pressione talmente insistente e potente, i flussi atlantici dove vanno? Quando c’era l’alta pressione delle Azzorre il flusso aveva più spazio dove andare, regalava periodi di sole un po’ ovunque. Adesso le correnti zonali e la corrente a getto sono costretti, relegati a salire di latitudine. Bisogna adattarsi.

E per concludere, sono tornato con tosse, mal di gola ed altri sintomi da raffreddore. Miriam cambia idea due o tre volte al giorno sulla diagnosi, oscilla tra un bel COVID ed una fantomatica forma influenzale diffusa ma non nel radar della medicina ufficiale.

Dovrei fare un bel po’ di lavori, per il momento ho fatto quelli che richiedono meno dispendio di energia, come tagliare l’erba con il trattorino, e mi sono pure stancato. Adesso spero in un po’ di pioggia, dopo quella salvifica e benedetta di una decina di giorni fa. Il bilancio termico giornaliero comunque inesorabilmente è sceso sotto lo zero, di mattina la temperatura è intorno ai 20°, il marciapiede intorno a casa è fresco. Seguo i modelli con trepidazione, ma per il momento di pioggia nemmeno l’ombra.

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I primi due mesi dell’estate 2026 a Basaluzzo.

Mi piacerebbe trovare il modo di fare un bilancio esclusivamente meteo-vegetazione di questi primi sessanta giorni. Però mi sembra molto difficile perchè sommando la mia scarsa preparazione con la forte componente emotiva che mi permea, rischio di dire cose sbagliate o fuorviate.

Le temperature massime ormai copiano sistematicamente quelle che si trovano a circa duemila chilometri più a sud. Le querce di New York germogliate in primavera penso siano tutte morte. Stessa fine immagino per una bella fetta di tutti gli alberelli giovani nati pochi mesi fa. Forse fanno eccezione gli Aliantus e le Robinie pseudo acacie, bestiacce che stanno lentamente prendendo il sopravvento un po’ ovunque. C’è chi le vede come una iattura; io no, credo siano meglio di niente.

Il tiglio cordata che da almeno due anni stentava a sviluppare le foglie è seccato completamente e dovrà essere rimosso e sostituito con un Autogrill. Gl olmi continuamo a morire e tra pochi anni saranno scomparsi del tutto.

La mia percezione di come sta il “verde” dopo due ondate di caldo e nel bel mezzo della terza è ondivaga. Alle cinque del mattino mi sembra che, tutto sommato, la situazione sia normale. Ma alle 11, con la temperatura che ha già superato i 30° mi sembra che sia tutto orribilmente secco ed in sofferenza.

Fino ad una quarantina di anni fa la massima giornaliera tipica di queste lande era di poco superiore ai 30°. Adesso si naviga su una media massima di 35°. Effetti sulla flora? Boh.

Ogni estate un po’ sono in apprensione per le piante che ho messo a dimora negli ultimi 5 anni. Mi preoccupo troppo? Sono allarmato in modo ingiustificato? Cerco di sostituirmi alla natura che sa cosa e come si deve fare, sempre? Cerco di salvare piante che altrimenti morirebbero lasciando il posto a piante più resistenti?

Probabilmente dovrei fare meno la mamma apprensiva che tiene i piccoli nella bambagia e che appena tira le cuoia lascia i “piccoli” viziati che non sopravvivono due estati di fila.

Adesso sono le 9 e 27, in casa ci sono 27° ma fuori ce ne sono ancora 30°, duqneu devo aspettare prima di spalancare le finestre.

Ho visto un lucertola che ha inseguito un grillo e se lo è addentato prima di scomparire in una buca con la preda in bocca. Non sapevo che le lucertole fossero insettivore.

Non ho ancora imprato a gestire il pratone che adesso è giallo e arido. Altri prati nei dintorni sembrno molto più verdi perchè il taglio dell’erba è stato fatto nel momento migliore. Mi sa che per avere un prato verdognolo in queste settimane bisogna iniziare a tagliarlo appena arriva il prino caldo e poi con regolarità fino quando inizia la caldazza estiva.

Comunque sospetto di essere troppo in ansia per la salute dei miei alberi. Rovinarsi la vita con la mamma di tutte le seghe mentali.

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Quasi 100.

Quasi la temperatura corporea di un essere umano. Allora, penso io, non dovrebbe essere una condizione di disagio. Il mio corpo è immerso nella mia temperatura normale. Sai che meraviglia; non devo far niente e sto che è una bellezza. E’ invece no; da svariati centinaia di migliaia di anni siamo abituati ad una temperatura media ambientale di circa 25°, pertanto il nostro corpo è programmato per non smettere mai di produrre calore per compensare la perdita per sfiorameno ed irraggiamento. E sopra i 25° se non inizio a dissipare inizio a lamentarmi.

Mi sto inventando tutto ma mi suona ragionevole.

L’umidità non sembra troppo alta, dunque soffro come un animale ferito ma sudo poco. Oppure mi sto disidratando e questo è il mio ultimo post.

I prossimi giorni si replica con gli interessi, voglio vedere se arriviamo davvero ai 40° visti dal modellame.

I cento sono riferiti ai gradi F. Ossia la scala prende in considerazione la temperatura corporea come 100, tutto il resto si fotta. Non so cosa vogliano dire zero F°. La temperatura alla quale, se tengo le balle esposte all’aria, si seccano e cadono per terra? L’inventore di questa stupida scala di merda, tale Daniel Gabriel Fahrenheit, ha provato di persona?

Ah, l’acqua bolle a 212°, che è il prefisso telefonico delle linee fisse di Manhattan, New York. Ma non cambio idea su quanto sono scemi i popoli che ancora la usano.

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Finestre.

Quando fa molto caldo a Basaluzzo, le finestre dotate di zanzariere vengono aperte di sera quando la temperatura esterna scende fino ad essere inferiore di quella interna. Poi ogni decimo di grado guadagnato verso il basso è bene prezioso per poter avere temperature fresche in casa il giorno dopo.

In tempi di caldo normale, il momento di aprire le finestre è verso le 9. Però adesso che arriva il caldo africano, il cambio avviene dalle 11 in avanti, e con i 40 annunciati per i prossimi giorni, mi sa che dovrò attendere fino all’una, le due del mattino.

Al momento ci sono 26.6° in casa e 26.5° fuori. E’ giunto il momento di aprire le finestre. Buona notte.

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