Il traduttore on line funziona bene.

Ho fotografato una pagina del mio Kindle che voglio conservare. Poi ho preso l’immagine e ‘ho messa sul traduttore di Google ed è venuta fuori un traduzione in italiano corrente.

Fino a pochi anni fa, la traduzione non si sarebbe potuta fare da una immagine che contiene il testo, ma soprattutto sarebbe venuta fuori una cosa orrible, perchè la costruzione della frase in inglese è molto diversa da come sarebbe scritta in italiano. Qualcosa del tipo

How old are you? —> Quanto vecchio sei?

Quanti anni hai? —> How many years you have?

Come stai?—> How stay?

Cit. Elio e le storie tese.

È una sorta di legge non scritta tra gli esseri umani gentili elogiare i bambini anche quando sembrano vecchi macachi stitici e raggrinziti, perché sappiamo tutti che una mamma spaventata ha appena fatto uno sforzo da mammut per spingere fuori un grosso sacco di patate da un buco grande a malapena quanto una patatina. È quasi morta nello sforzo, e tutti noi vogliamo essere gentili nei suoi confronti, quindi le diciamo che il frutto del suo lavoro, il suo brutto bambino, è splendido e grazioso, quando molto spesso è davvero orribile da togliere il fiato!

Ci deve essere di mezzo l’intelligenza aritificiale o qualche diavoleria simile. Ed io resto sempre affascinato. Quando per lavoro ho dovuto iniziare a tradurre ambosensi, i primi traduttori on line erano isterici.

C’è un’altro capitolo che varrebbe la pena salvare solo per vedere come diavolo riesce il traduttore a comporre un inglese-inglese con i suoi vocaboli poco in uso ma accuratissimi, a volte intraducibili.

Il libro in questione; Dear Fatty, di Dawn French.

PS. Oggi sto meglio ma la voce va e viene, e quando c’è, sembra un lamento in anossia.

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Sono un influencer.

Ossia sono affetto da una forma di virus para-influenzale. La diagnosi è di Miriam che è aggiornata in tempo reale su tutti i virus in circolazione. Oltre all’ormai omnipresente COVID, c’è l’influenza K, il cui ceppo sfugge al vaccino che dunque in questo caso è servito a meno di un picocazzo. Ci sono poi alcune forme di imfluenza o para-influenza ed i miei sintomi ricadono in una di queste sotto-varianti.

Una certa corrente di pensiero in ambiente medico sostiene che il COVID indirettamente ha favorito l’insorgenza di una nuova forma di adattamento del virus influenzale classico, la cui capacità di mutare si è incrementata in misura esponenziale. In altri termini, uno fa il vaccino e si sente tranquillo. Ma nel frattempo hanno iniziato a circolare diverse forme di quel virus, mutate dopo che il vaccino è stato messo in circolazione. Prima non accadeva, adesso pare di si.

Sarà, di balle se ne sono sentite e se ne sentono sempre di nuove; se così fosse è la nuova realtà epidemiologica, dobbiamo conviversi e sti cazzi in salmi.

La foto sopra; siamo come in una nave vestita a festa che inconscentemente naviga a vista in un mare nero e pericoloso. Questa è appena uscita dal porto e andrà nel solito posto turistico sovraffollato e pieno di gente che starnutisce.

Ed ora un’idea per una nuova miniserie su Netflix.

Estate 2026. Un gruppo di amici genovesi è in crociera su una nave che sia chiama Appi Clitoris in viaggio lungo la costa dei fiordi norvegesi. La nave di ultima generazione va a gpl ed a batterie al litio. Mentre bordeggiano le isole Lofoten, la Russia invade la Norvegia e manda dei droni che contengono un virus letale. Uno di questi droni colpisce la Appi Clitoris nel ristorante mentre i passeggeri stanno facendo il breakfast a base di aringa e uova strapazzate.

Il panico e la malattia dilagano sulla nave. Il comandante per fuggire la guerra fa rotta verso l’inghilterra. Però il governo inglese vieta l’attracco alla nave perchè i passeggeri sono infetti. Allora il comandante ordina di far rotta sull’Islanda, ma nel frattempo sul Mare del Nord arriva la depressione Testicolo Rotante, la nave viene presa in pieno dalla tempesta.

La nave rimane senza gpl e con le batterie scariche. La nave in balia della tempesta va alla deriva e dopo poche ore si schianta contro le scogliere della Norvegia ed affonda. Nessuno sopravvive. Nessun rimborso dalla compagnia di navigazione.

Titoli di coda.

Io non so che tipo di algoritmi girino sulla piattaforma di Facebook. Ma invece di propormi gatti, meteo e divulgatori scientifici, mi continua ad arrivare gente che parla di politica. E sono tutti incazzati, polemici, surreali. E più li oscuro e più ne saltano fuori di nuovi. Se provo a commentare qualcosa ricevo insulti. Ed allora me li immagino come questi. Solo che questi dei Monty Python nella loro finzione erano geniali, quelli che trovo su facebook sono dei cretini reali, in cane ossa ed ideologia del cazzo.

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NY webcam n° 2 non connette.

L’ingrata ha aspettato tre giorni dopo che sono tornato in Italia, alle 2 e 54 del mattino, ora east coast, ha smesso di dialogare con il mondo.

Internet funziona, meno male che ho la vecchia, cara Mobotix che non è in streaming ma fa il suo onesto lavoro. E pertanto ritengo con un ragionevole margine di sicurezza che che sia quello stupido switch nel tupperware. Non solo si è già fulminato una volta, ma è anche del tutto inutile, mi ero scritto in memoria di toglierlo, ma la mia memoria fa cilecca ed ora credo che anche questo sarà da sostituire con un meno permaloso giunto femmina-femmina.

Anche la webcam interna funziona, non si vede il panorama ma mi conferma che il segnale è buono.

Potrei chiamare Spectrum e chiedere se fanno un reset del servizio dati, hai visto mai che…

Allora ho due possibili soluzioni. La prima è far intervenire il capo dei portieri chiamato resident manager, o l’addetto alle manutenzioni del palazzo, chiamato handyman. Sono entrambi svegli e credo farebbero tutto per bene. Ma non so se sono autorizzati a farlo, se si possono prendere la responsabilità, se non rischiano di incorrere in qualche pasticcio, ed io pure. Ho scritto una mail a Ms. Antipatica della società che amministra il condominio, è sicuramente molto preparata, ma un paio di volte mi ha dato risposte un po’ acide, come se le avessi detto che è brutta, piccola e grassoccia. L’ho conosciuta una volta, ma non ricordo assolutamente com’è. Dovrei portarle dei fiori.

In alternativa, faccio intervenire la “Geek Squad” della catena di informatica “Best Buy”. Un grande magazzino di una catena che ha un negozio ad una fermata di metroplitana. Ho già intrattenuto una lunga conversazione sulla chat dell’assistenza con tale Agent Padma.

“Padma” (loto in sanscrito) si riferisce al fiore di loto, simbolo spirituale in diverse religioni orientali, a un nome proprio femminile, a un fiume in Bangladesh (affluente del Gange), ma anche a una linea di integratori alimentari tibetani per la salute circolatoria, come il famoso Padma Basic Plus, derivato da antiche ricette erboristiche per il benessere vascolare. 

Lo scambio è andato avanti per una mezz’oretta. Riporto solo la conclusione della chiacchierata.

Best Buy Live Agent
Everything has been documented on your account, so there’s no need to repeat it. Thanks for your understanding. The case ID 3693275172 is provided for future reference. Is there anything else I can help you with?

6:46 p.m.

Great, super, thank you.

6:46 p.m.

Best Buy Live Agent
Actually, I should be the one thanking you. Thank you so much for being so kind and understanding throughout the chat. You are the best! You have been so kind and supportive throughout the chat with me. I wish I always get customer like you throughout my shift. I personally appreciate you as you were too active on chat . You are really awesome! It was my entire pleasure! I like customers who are supportive like you, they make my days at shift good. Thank you so much, Stefano. Your encouragement is really meaningful to me/I really appreciate the feedback.

When you’re ready, you can exit our session using the “X” button at the top of the chat window. This will prompt a quick survey about your experience today. I hope you’re able to provide your feedback. It helps us improve your experience. Thank you for using Geek Squad and have a great day!

6:47 p.m.

Your chat has ended.
Thanks for your feedback.

I suoi rigraziamenti potrebbero benissimo essere un copia incolla che mettono alla fine di una qualsiasi conversazione per suggerire al cliente di dare un buon voto sull’assistenza appena ricevuta.

Ho salvato tutta la conversazione e rileggendola non penso proprio di aver avuto questo meraviglioso atteggiamento saggio di java da meritare cotanto elogio e riconoscenza. Sono stato normalmente gentile, ho risposto alle sue domande, ho fornito indicazioni utili per metterla in grado di rispondermi appropriatamente. Se dunque la sua singolare esternazione è sincera, mi domando che razza di insulti questi operatori della chat sono abituati a prendersi da clienti incazzati.

Anyway, in un modo o nell’altro spero di riuscire a far ripartire la webcam nei prossimi giorni. Ma se non riparte allora vuol dire che è la webcam ad avere un problema, o la porta del router. In tal caso, i tempi si allungheranno molto più del mio scroto.

Immagine non autorizzata di gatto domestico.
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Impazzire con il DNS dinamico.

Non solo ho il jet-leg e mi viene sonno a caso durante il corso della giornata e mai quando dovrei dormire di notte. Mi è venuto anche un raffreddore che cerco invano di nascondere a Miriam che solo perchè ispirata a principi umanitari non mi chiude sul terrazzo.

E sto diventando matto perchè da remoto riesco ad accedere alle webcam a Brignole, a quelle di New York, ma non a quella di casa a Genova e non a quelle di Basaluzzo.

Qui entrano prepotenti gli effetti della mia cultura informatica fai-da-te-ossia-a-cazzo.

C’è qualche dettaglio microscopico che impedisce l’accesso e credo sia il router, perchè i parametri da considerare sulle webcam sono due, semplici e ricopiati tali e quali. Invece sul router ci dev’essere un parametro che non considero e che laddove l’accesso funziona, neppure so cosa sia. I parametri da considerare su un qualsiasi cazzo di router sono centinaia, ma in genere sono già settati per gli usi più comuni, New York & Brignole vanno da soli, non ho dovuto fare nulla di particolare. E allora perchè funzionano e gli altri no? Guardando i vari tutorials capisco che ci sono ancora diverse cose che potrei provare, toccare qui e la nel menù e vedere se succede qualcosa. Ma ho anche il timore che a furia di andare a mastrussare parametri che conosco poco, finisco di bloccare Internet e dover fare dei ripristini dolorosi e talvolta inconcludenti. Forse è meglio cambiare strategia. Il mio “complice” in questi giorni è impegnatissimo ed il dyndns non è il suo campo preferito di applicazione.

Nota di colore. Oggi nel bar ristorante sotto il mio ufficio, altrimenti noto come “bar del teatro”, quando sono entrato c’era un tavolo occupato da quelli che mi sono sembrati gli attori di qualche lavoro. Lei, giovane, bionda e carina, vestita con un ampio abito da festa da ballo al castello, rosa con fiori che le ornavano il capo. Lui, copia di Denzel Washington, alto, elegante, bello, slanciato. La nonna, un fiocco anch’esso rosa di età avanzata che beveva birra. Una bambina sui cinque anni che sembrava uscita da un Manga giapponese ed ascoltava su un tablet musica orribile. E poi è entrato il fratello di Denzel Washington che ha preso la bionda sotto braccio e sono usciti dal locale svolazzanti come in un colossal anni ’50.

Mi è sembrato parlassero in russo, lingua che non conosco ma che suonava tale.

Il locale è gestito da persone brave e simpatiche. Anche loro mi è sembrato guardassero la comitiva con curiosità. Quando avevano rilevato la gestione avevo detto ad una dei gestori che assomigliava a Lauren German e da allora mi guarda storto perchè avrà pensato che stessi attaccando bottone con qualche torbido fine. Assomiglia davvero a Chloe Decher della serie Lucifer, ma evidentemente non ha visto la serie.

Assomiglia anche ad una psicologa che mi aveva sotto tiro una ventina di anni fa e che diceva essere la psicologa del chitarrista leader dei Dire Straits, Mark Knopfler. In effetti parlava un perfetto inglese ma come fosse capitata a Genova per me restò un mistero. Era brava è mi è stata di aiuto, ma questa è un’altra storia.

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Le ghiande di Central Park.

La seconda ondata di ghiande si è unita alla prima. Per un totale di 130 ghiande prese nel Parco provenienti da querce messe a dimora chissà quando, magari qualche centinaia di anni fa. Da Joe Washington in persona.

Ma, sorpresa, cinque hanno messo le radici. Allora ho pensato che era meglio metterle subito in terra, e così ho fatto.

Ho messo un paletto a fianco della dimora di ciascuna, perchè voglio vedere se crescono e nel cerchio incolto è difficile trovarle.

Una delle cinque è vicina al centro le altre sono distanziate a non meno di cinque metri l’una dall’altra.

Timori:

  1. Arriva una talpa o un altro roditore che mangia le ghiande.
  2. Arriva un cinghiale che scava a cazzo e mangia le ghiande.
  3. La piantina mette il primo germoglio che cresce fino a qualche cm. di altezza. Poi arriva un coniglietto che mangia la corteccia della piantina.
  4. Arrivano formiche, vermi, ghiandaie, merli, corvi, caprioli, lupi. Come sopra.

Come far fronte ai timori.

Con questi straordinari oggetti trovati su Amazon, grande tecnologia che non troverei in nessun Consorzio Agrario. Hanno bisogno di un piccolo aggiornamento, ma ci ho già pensato ed ho tutto quello che serve.

Intanto ho cercato di attivare il colegamento via DNS dinamico di Basaluzzo. Dopo il grande successo delle webcam di New York, pensavo che per Basaluzzo fosse una passeggiata.

Un grosso, fungiforme ed appassito cazzo. Sono certo di aver fatto le cose per bene, eppure non riesco a parlare con le webcam, dunque devo aver fatto qualche errore.

Potrebbe essere il jet-leg o semplice rincoglionimento. La combinazione dei due. Non ha aiutato una inattesa interruzione del servizio di Eolo mentre già facevo fatica a capire cosa stesse succedendo. E mentre parlavo con una ragazza albanese del servizio clienti Eolo, il computer mi dava un errore che non era presente nel “Manuale degli errori del browser per i meno dotati“. Per fortuna sono riuscito in qualche modo a rimediare. Non so bene cosa devo fare, ma devo essere sul luogo per farlo, tornerei su già domani se non fosse che non posso.

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Il cambio di fuso.

Sono le 22, alle 20 sono crollato, sognando di essere sveglio. Ho dormito due ore sognando di essere ovunque, di svegliarmi continuamente da qualche altra parte, ho lo stomaco sottosopra, ho mangiato qualcosa che penso si stia organizzando nel mio stomaco per appiccargli il fuoco, sono stanchissimo ma mi sono svegliato pensando che dovevo andare in ufficio, la pioggia sul tetto mi ha ricordato che non ricordo dove ho messo il Tucano Urbano, però prima dovevo scaricare un nuovo libro sul Kindle e continuo a starnutire.

Ora che ci penso ho anche un briciolo di mal di gola, che per me è rarissimo, non lo dico a Miriam altrimenti mi chiude nel bagno a chiave. Oggi è anche il nostro anniversario di nozze. Trent’anni.

Le uniche cose che sono riuscito a portare avanti per almeno trent’anni senza interrompere o dimenticarmi completamente o stravolgere sono; il mio genere, un leggero ma costante ingrassamento, il timore di cadere nuovamente in depressione, il sistematico allontanamento colposo dalla quasi totalità degli amici.

Programmi per la serata; prendo un’aspirina che mi cura dal raffreddore ma innescherà una fissione nucleare nel mio stomaco. Poi accendo il Kindle e scarico un libro che volevo scaricare di cui non ricordo il nome.

Ah, l’unica cosa rilevante delle ultime ore; anche il seondo trasporto di ghiande del Central Park è andato a buon fine, adesso sono nel frigorifero e domani verranno trasferite in quello di Basaluzzo. Domani farò anche il censimento per vedere quante sono, unitamente alla prova galleggiamento per vedere quelle che sono ancora sane e potrebbero germogliare.

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Mente malata?

O più semplicemente, mente rudimentale, banalmente triviale, infantile, legata a stereotipi consunti. Parlo della mia mente.

La persona che si è occupata della prenotazione ed assistenza durante il breve e piovoso soggiorno nei Caraibi è una ragazza estremamente gentile, giovane, parla quattro lingue, preparata ed efficiente. Ed è davvero graziosa.

Durante il soggiorno, si era verificata una esigenza che è costata U$S 1,000. Non avendo contanti e non accettando carte di credito, l’unica soluzione era ordinare un bonifico sul suo conto. Non è stato facilissimo farle arrivare i fondi; tra banche di due diversi continenti è ancora possibile avere delle difficoltà tecniche. Ci sono voluti diversi giorni di scambio di informazioni ma alla fine oggi ho ricevuto dalla figliola un messaggio. C’è voluta un po’ di pazienza e di buona fede. Ma alla fine sul suo conto sono arrivati dei fondi che corrispondevano alla somma pattuita e bonificata.

Tuttavia la ragazza, giustamente, ha usato una forma non certa, ossia che lasciasse un certo dubbio sulla provvenienza. Si è tenuta un margine di sicurezza.

Lo scambio di messaggi su WhatsApp qui sotto riportato è falso, ricostruito appositamente a scopo ludico. Ma il cielo sa in che frazione di secondo mi si è presentata una frase che avrei voluto scrivere in risposta al suo dubbio. Non ho risposto così ed ancora un pochino mi viene il rimorso di non averlo fatto, anche se sarebbe stato un grosso errore.

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Hopper tentativo n°2

Questa foto è stata scattata da Miriam (se viene a sapere che non l’ho scritto, si inalbera)

Stimolato da alcuni commenti che ho sentito sulla foto modificata del molo “… sembra un quadro di Hopper”, ho svolto una breve ricerca stradale ed ho trovato due case che vagamente assomigliano a quelle ritratte in un quadro di Hopper. Più una vista da casa.

Il risultato dopo la manipolazione può piacere, ma si avvicina di pocchissimo al lavoro del pittore.

Ogni tanto mi parte un embolo e decido di punto in bianco di imbarcarmi in qualche operazione che presenta rischi di varia natura. Con il mio fornitore telefonico USA non posso fare un contratto “normale”, ossia con addebito a consumo. Non avendo il SSN sono obbligato a fare un contratto prepagato, costa un botto e funziona solo in USA Messico e Canada. Ero andato a chiedere dal mio fornitore TV e Internet se potevo passare il mio numero sul contratto TV. Mi avevano detto di NO perchè il mio telefono non era compatibile. Quando ho cambiato telefono mi hanno detto di NO perchè non avevo il SSN.

Mollemente sdraiato sul divano, stavo pensando a tutto fuorchè al mio contratto telefonico, stavo guardando la televisione, fornitore Spectrum, e c’era la pubblicità proprio dell’offerta di passare il contratto telefono mobile a Spectrum.

Ho aperto la APP di Spectrum sul telefono, ho seguito le istruzioni, ho girato tra le pagine del mio precedente fornitore e quello di Spectrum, ho annullato la SIM virtuale, ho caricato quella nuova, ho passato il PIN di trasferimento, ho copiato ed incollato codici arrivati con SMS, fatto altre cose che mi venivano chieste. In un quarto d’ora ho cambiato fornitore.

Se dovessi descrivere cosa e come ho fatto, non lo so. Però alla fine mi è arrivato un messaggio che era andato tutto a buon fine ed ora dovrei essere passato a Spectrum. A meno che non si accorgano che non avendo il Social security Number, ossia l’equivalente del codice fiscale, ho ingannato il sistema e mi vengono a prendere e deportano in Colombia. Stante che il negozio di Spectrum è nel mio stesso blocco potrei farci un passo e chiedere se è tutto in ordine, ma ho il timore che quando scrivono il mio nome sul computer, si metta a fischiare un allarme, si bloccano le porte e poi, appunto, mi vengono a prendere.

Le mie avventure col cellulare.
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Intanto nel NW.

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Oggi “matinée”.

I concerti alle 11 del mattino sono meno costosi di quelli tradizionali di sera, ci si può vestire più casual. E sembra di essere in una casa di riposo, l’età media degli spettatori potrebbe aggirarsi intorno ai 70. Per uscire siamo stati in coda a persone con il girello, con le badanti che a fatica tengono in piedi la persona assistita, persone che zoppicano, con o senza bastone, insomma l’ora d’aria di un nosocomio per anziani. L’auditorium, uno dei tanti complessi del Lincoln Center, è bellissimo ed assomiglia vagamente al teatro Carlo Felice a Genova. Dirige un maestro che ha ottenuto premi ed incarichi prestigiosi in tutto il mondo, tale Gianandrea Noseda, milanese, che gli appassionati conoscono certamente. Sul palco si agitava come se fosse stato in preda a delle convulsioni, anche lui non giovanissimo, ma PIU’ GIOVANE DI ME DI 4 ANNI, porco cane.

Davanti a me si è seduto un omone grande e grosso. Si è subito scusato dicendo che avrebbe cercato di rimpicciolire, ma gli ho detto che non era un problema. Poi gli ho scattato la foto e gliel’ho mostrata dicendo che questo è tutto quanto avrei visto, che è colpa sua, mangia troppe proteine. Ha riso di gusto, non penso si sia trattenuto dal darmi un pugno.

Sono stato attirato dal nome di Tchaikovsky per la prima metà del concerto. La seconda metà invece non mi è piaciuta per nulla, compositore “moderno” a me sconosciuto, un’ora di cacofonia anni 30, non ne potevo più.

Intanto il molo della Pozzanghera è bianco per la brina, vale sempre la pena di salvare una foto e poi mastrussarla con il programmino discount di elaborazione immagini.

Originale
Olio
Acquarello

Salvo questa foto perchè si intravede una carpa, una delle due bianche, che nuota sotto il sottile strato di ghiaccio.

A proposito, ecco una nuova tendenza tecnologica che riguarda gli ascensori nei grossi building, semi grattacieli o comunque palazzoni con tanti piani.

Non ci sono più le pulsantiere dentro gli ascensori. Sono entrato in un ascensore per andare al trentaquattresimo piano, e non c’èra la pulsantiera. Panico, l’ascensore è partito e si è fermato ad un piano intermedio dal quale è uscito un passeggero, e sono uscito anch’io di corsa perchè non avrei avuto idea di dove sarei finito.

Adesso nei palazzi dove ci sono diversi ascensori, magari divisi per blocco di piani (ascensore che serve da 0 a 15, da 16 a 30, 30-45 e così via…) ci sono degli schermi nel corridoio dove uno preme prima il blocco dei piani, poi il piano specifico, e sullo schermo compare una scritta che dice “ascensore numero 3 in 25 secondi”.

IL problema è che se tu vuoi scendere ed entri nell’ascensore che hai prenotato per andare in portineria, prenoti si la fermata ma l’ascensore potrebbe anche salire, andare al centosessantacinquesimo piano e POI scendere in portineria. O forse ho sbagliato io, ma insomma, perchè non andavano bene le pulsantiere dentro l’ascensore? Ci sarà una logica meravigliosa ed illuminata di fronte a tutto ciò, ma se non lo sai e non capisci subito come cazzo funziona, sali e scendi fino a che non vieni rigettato casualmente fuori dai guardiani notturni.

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