Assetto estivo della Pozzanghera.

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L’acqua è più trasparente, il livello è sceso tanto da permettere a Gastone di poter pescare agevolmente, l’erba intorno sta ingiallendo. Da qui in avanti può peggiorare sensibilmente, luglio è un mese determinante, se fa davvero tanto caldo e tanto secco sarò costretto a fare intervenire la bonza dell’acqua, in attesa del pozzo che per il momento rimane un progetto in attesa del buco fatale.

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I lavori estivi.

Dopo la pausa a base di feta, tzatziki ed altri alimenti fritti, torno a cose ben più serie.

 

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Amorgos

Forse quella che mi è piaciuta di più tra le 6, 8 (?)  che ho fino ad ora visitato.  Forse supera anche Serifos, comunque distacca tutte le altre decisamente. Ha piovuto, intensamente, credo la prima volta che vedo piovere sulle Cicladi. Ho scoperto che guidare su quelle strade tortuose a quasi sempre in forte pendenza su un asfalto bagnato dopo mesi di secco è molto simile a guidare sulla neve. La compagnia di viaggio è perfetta e collaudata. La gente locale è simpatica, cordiale. Sulla cucina tradizionale ho qualche riserva ma forse finalmente hanno imparato a cucinare il pesce invece di mandarlo tutto ad Atene. Avrei una lunga serie di cose da dire, ma alla fine della fiera chissenefrega.

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Fango.

Se questa macchia di fango che salta fuori dopo il temporale fosse lo scolmatore del Ferraggiano, sarebbe una buona notizia. Però non so se il tunnel è stato completato; se non lo fosse sarebbe più inquietante perché verrebbe da chiedersi da dove arriva tutta quella roba. Adesso ne ho per il belino, ma mi piacerebbe saperlo e forse lo chiederei alle autorità competenti. Salvo la foto è magari semmai mi dovesse girare il berettino, un giorno scrivo.

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Lipu

Il piano di salvataggio era semplice; avrei citofonato gli inquilini dei numeri interni più alti in modo da intercettare quelli che abitano all’ultimo piano e che hanno accesso al tetto. Poi avrei recuperato il piccolo gabbiano e lo avrei riportato sul tetto dai genitori e dal fratello.

Nel frattempo, arrivato in ufficio, ho cercato di trovare conforto in quelli della LIPU di Genova ma sul loro sito c’è un cellulare che suona a vuoto. Allora ho chiamato una amica, nota amante degli animali, chiedendo consigli.

Purtroppo mi ha confermato i sospetti che avevo fin da subito; se tocchi un piccolo di qualsiasi specie e poi lo riporti dai genitori, questi sentono il tuo odore e disconoscono il piccolo. Lo lasciano morire di fame e talvolta lo uccidono perchè sentono un odore che lo fa apparire un estraneo. Noi umani puzziamo in modo rivoltante. Se ricordo l’ultima volta che sono stato su un autobus a Genova, posso capire il genitore di gabbiano che uccide il piccolo dopo che ha avuto contatti con un umano. Avrei voluto mettermi ad urlare “ma chi è quel maiale che non si lava da mesi ?”.

Avrei potuto avvolgerlo in un lenzuolo o una coperta senza toccarlo, ma come si fa a tenerlo stretto in un lenzuolo se questo si dimena ? E se gli spezzo un ala ? Insomma, ieri mattina uscendo di casa ho trovato il piccolo di gabbiano mancante. Saltellava tra le auto con un genitore che ronzava intorno salendo sulle ringhiere che contornano i giardini. Sono andato in ufficio con il magone impegnandomi a fare qualcosa, ma intuivo che il salvataggio sarebbe stato impossibile, anche a voler evitare le beccate del genitore che si sarebbe incazzato a vedermi inseguire e braccare il piccolo.

Ieri sera non l’ho visto, neppure il genitore. Immagino che il piccolo abbia fatto una brutta fine. Probabilmente investito da un’auto. Inseguito e ucciso da un cane. Preso in un inseguimento tra bighe, colpito da un asteroide. E’ una cosa tristissima, ma non quanto lo è pensare ai miei concittadini che due sere fa hanno imbrattato la strada rovesciando dei contenitori di rifiuti. Questo mi intristisce ancor di più perché questa gente è consapevolmente idiota & ignorante, felice ed orgogliosa di esserlo, ormai maggioranza rumorosa di questa decadente civiltà in cui i motociclisti non sanno più guidare ma devono tenere i piedi che sfiorano l’asfalto, per sicurezza.

Versione più grande di Give-A-Fuck-O-Meter. Vorrei conoscere il genio che ha fatto questo GIF animato e ringraziarlo.

Altro argomento grigio.

La mia espressione quando entro in ufficio. Ho settato questa webcam in modo da scattare foto se vede qualcosa di anomalo nelle ore notturne. Dato che entro in ufficio intorno alle 6 e mezza, mi fa una serie di foto e me le manda per e-mail. Dovrei cambiare settaggio o sorridere o sticazzi. Mi sta piombando addosso una subdola depressione estiva. Me ne accorgo perchè vedo letteralmente più scolorito e se immagino luoghi felici, li vedo grigi e provo disinteresse e mi chiuderei in ufficio dormendo sul divanetto e nutrendomi di vecchie pratiche. La fase pre-depressiva estiva si manifesta con sonnolenza, apatia e sudorazione delle mani. Poi arriva il grigiore.

Ormai conosco questa merda e dunque non sono preoccupato. Sono solo un po’ scocciato perchè perdo tempo, faccio le cose male e controvoglia.

Ma sticazzi.

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Update Gabbiani.

I due genitori della casa dei vicini con un parente in scala 50:1. Non l’avevo visto fino a quando ho verificato la foto.

Questo è il piccolo che si spulcia. Ogni tanto lo becco mentre fa le pulizie. Sembrerebbe rimasto solo, Miriam ha concluso che il fratello ha spiccato il volo ma è finito sotto il 20, oppure è atterrato nel giardino di sotto per essere sbranato dal cane di vicini, o dai vicini stessi, noti divoratori di gabbiani.

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Bullshit.

Ho copiato e modificato questo disegno che applicherò quando voglio dire “E smettila di dire stronzate”, un toro che caga a guisa di un divieto stradale. Lo so che bullshit è termine anglosassone, ma ormai credo sia compreso dai più e comunque con un briciolo di immaginazione ci può arrivare chiunque.

Intendo usarlo qualora mi si presenti l’occasione. Ovvero molto spesso quando sento parlare di politica e di economia, immigrazione. Potrebbe innervosire alcuni utenti di Social, non certo però quanto taluni si innervosiscono quando in risposta a certi loro interventi io rispondo con

che secondo me, seppur datata, resta la migliore immagine a rappresentanza di uno stupido, bendato ed accecato dalla propria idea, sempre pronto a credere a qualsivoglia cazzata che gli arriva da parte dei suoi beneamini politici senza chiedersi perchè e percome.

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Mypostepay.

Era la carta prepagata che usavo per pagare i fee di siti web e simili, rinnovare domini, questo blog della minchia, acquistare on line fighe di gomma, manette pelose ed ammennicoli simili per la vita di coppia.

Mi sono accorto per caso che scade tra una settimana. Ho cercato di rinnovarla on line, ciccia. Allora sono andato alle poste e quando ho chiesto alla signora e le ho raccontato dei mie vani tentativi sia on line che telefonicamente, ha dovuto sofferentemente alzarsi ed andare a chiedere alla direttrice. Viene risolto che la carta mypostepay non è rinnovabile, muore con la scadenza. Per ottenere l’accredito del saldo bisogna fare una domanda apostillata al consiglio di amministrazione di Poste Italiane che prenderà una posizione alla prossima riunione. Ho deciso di rinunciare ai 95 centesimi di euro che avrebbero dovuto accreditarmi automaticamente non si sa come e dove.

Chiedo se posso fare una nuova carta. La signora mi guarda come se le avessi chiesto di andare al santuario della Guardia in ginocchio e con un cucchiaio di legno nel sedere. Mi chiede carta di identità e codice fiscale. Estraggo la mia nuova carta di identità elettronica e gliela porgo fissandola con sguardo da giocatore di poker, ossia inespressivo come se mi avessero lobotomizzato. “Dovrebbe darmi anche il codice fiscale”, “Il mio codice fiscale è sul retro della mia carta di identità”. La signora mi guarda come se volesse incenerirmi e sa benissimo che non può opporre resistenza perchè è tenuta a ricavare il mio codice fiscale dalla carta di identità, ma il lettore ottico di Poste Italiane non è ancora preparato per leggerlo e dunque lo deve leggere sulla carta scritto in uno dei font più microscopici della storia umana e riportare il medesimo digitandolo a mano sulla tastiera del computer.

Biascica qualcosa del tipo “alla fine non fanno le cose per bene e rimaniamo fregati noi” le chiedo “noi chi, scusi”. La tensione è alta, lei non mi risponde ed io taccio. La procedura di acquisto passa attraverso le domande per l’identificazione dell’utente (cosa fai nella vita e quanto guadagni, hai conti correnti all’estero e da quanto tempi occupi la attuale posizione lavorativa).

Le domande sono talmente del cazzo che la tensione si scioglie in risolini e scuse per la farraginosità della procedura. Firmo sul pad elettronico 7 volte, la macchina si incanta e deve chiamare la direttrice. Come sempre, alla direttrice riesce ciò che l’impiegata di 1 livello non riesce a fare, non per colpa dell’impiegata ma perchè la macchina è stronza.

Alla fine esco trionfante con la mia nuova carta, la fornitura di palline vibranti e gel al sapore di fragola è salva fino alla prossima scadenza. Palline vibranti che introdurrei a centinaia nel culo di coloro che dovrebbero armonizzare gli uffici pubblici e non lo fanno.

 

Per completezza della trattazione, ho cercato su Google “anal balls” ed ho trovato un mare di immagini tra cui scelgo questa. Adesso il Sistema sa che ho cercato una roba del genere ed ha sicuramente messo un flag da qualche parte. Io sono un potenziale acquirente di questi oggetti e per mesi mi arriveranno pubblicità correlate.

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Quasi.

Avrei potuto mostrare alcune foto magnifiche scattate dal Consulente Bio oggi a Basaluzzo. Ma quando ho acceso il computer per copiare le foto dalla scheda della macchina fotografica, il mio laptop ha iniziato un aggiornamento di windows che è durato quasi tre ore, il CB nel frattempo ha fatto ritorno a Genova.

E’ il secondo aggiornamento in due mesi, solo su quel computer. Alla riaccensione mi chiede fino a che punto io sono disponibile a consentire a terzi di farsi una lunga riga di cazzi miei. Rispondo di NO a quasi tutte le domande, ma sono sicuro che intanto durante l’aggiornamento l’intero mio hard disk è finito a Seattle o chissà dove, in più le mie risposte hanno fatto sbellicare dal ridere qualche software designer che delle mie risposte se ne strabatte l’acciuga e farà il contrario di quello che ho chiesto. Ho la netta sensazione che ogni nuova release di Windows contiene qualche nuova invenzione per sapere ancora di più tutti i cazzi miei.

La presunta Privacy

 

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Metà Giugno.

L’erba del prato è ancora verdissima, la temperatura notturna scende attorno ai 15 gradi, la mattina c’è un po’ di rugiada. L’anticiclone delle Azzorre è proprio questo. Era una costante quand’ero giovane, adesso invece quando arriva l’Estate risale una alta pressione direttamente dall’Africa e quando ciò succede fa un caldo boia, anche di notte, il prato diventa una steppa semidesertica, la terra si secca e si apre in profonde crepe, inizia l’emergenza per tenere bagnate le radici dei giovani alberi messi a dimora recentemente le cui radici sono poco sviluppate e contengono ancora poca acqua. Ho perso decine di piante così.

E continua la moria di Olmi colpiti dal fungo che mangia le radici, il bosco sta inesorabilmente cambiando aspetto, tiro giù le piante morte e le lascio li, si aprono radure dove iniziano a nascere le acacie e le querce, quasi tutte vengono scorticate dai caprioli prima che la corteccia diventi troppo dura.

Ho già detto queste cose una cinquantina di volte, rendendo queste pagine più noiose e ripetitive di una messa in latino.

Vengo al sodo; foto a fianco. Come non assaggiare una birra con un nome così invitante ? E’ artigianale e biologica. Il fatto  che venga fatta fermentare in bottiglia non deve trarre in inganno. Si tratta di una cosa naturale, questa birra è decisamente buona e non sa di pesce.

Si lascia l’auto più o meno alla fine della strada, qui nella carta dove c’è la P di “Piano della Mussa”. Si sale verso Ovest e si arriva su un pianoro dove si dorme in un rifugio. Al mattino si punta verso nord e si arriva più o meno su un colle vicino il confine con i cugini mangiarane. A quel punto si gira verso Ovest e si sale su una parete meravigliosa e per nulla difficile. Ho avuto la fortuna non frequente di farmela in sci su neve di buona qualità da quasi la punta fino all’auto. Pesavo di meno ed ero allenato, oggi mi fermerei a dormire su un prato a Pian della Mussa.

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