TIM sala BIM.

Due settimane fa mi telefona una solerte addetta del call center di Tim il futuro in linea. Come sottofondo, bambini urlanti. La ragazza è gentile ha un accento del centro-sud, mi chiede come vanno le cose da noi e ci siamo messi a fare due chiacchiere sul COVID. Lei lavora da casa, i bambini sono delle iene e spera che tutta questa faccenda prima o poi finisca. Mi propone una offerta che non posso rifiutare; la fibra a Basaluzzo. “Avete la centrale a 300 metri”. Le provo a dire che sono perplesso sulla possibilità di avere la fibra nel mezzo dei prati, anche in presenza di cavi tradizionali che pendono inerti dai pali da anni e non sono mai riuscito a far intervenire un tecnico per sistemarli. Immagino che la ragazza cerchi velocemente sul manuale cosa cazzo rispondermi ed infine trova un bel “lo segnali ai tecnici quando vengono per consegnarle il router”.

Mi chiede di fissare già un appuntamento ma non posso rispondere e dunque mi dice che mi arriverà una mail, un sms per fissare data e ora. Da quel momento in poi mi arrivano 4 mail e 3 SMS ed almeno altre 2 telefonate dal 187 che insistono nel fissare un appuntamento perchè da questo dipende il budget della società, il risultato economico e la quotazione in borsa. Fisso l’appuntamento per ieri, ore 9.

Ieri, ore 9; giunge una telefonata di un tecnico trafelato che non mi trova, è a fianco di un campo sportivo che so benissimo dov’è ma lui è perso. Gli dico che deve proseguire per almeno 2 km. Mi dice “come due km ? Io ho segnato che lei abita qui vicino”. Per farla breve, dopo qualche minuto mi richiama dal cancello di casa e mi manifesta il suo disappunto perchè chi lo ha mandato li non capisce niente e che a quella distanza dalla centrale la fibra da vicino me la posso scordare, deve annullare l’ordine. Adesso sono curioso di ricevere la prossima telefonata che mi ripropone la fibra a 25 euro al mese, tutto incluso, cosi posso vedere Tim Vision o come cazzo si chiama.

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Tempi moderni.

June 2, 2020

To All Unit Owners and Residents:

Please be advised that Governor Cuomo has extended the curfew hours from 8:00 pm to 5:00 am and this will be throughout and including June 7
th.

The building will be staffed throughout as normal and Leka will continue to be present to support staff should the need arise. 

If you will need to be out between the hours of 8:00 pm and 5:00 am, please make sure that you have proper identification, take proper precautions and stay safe.

Non bisogna dare alcunchè per scontato; questo avviso del condominio a New York è surreale. No, il termine è sbagliato. E reale ed incredibile. Midtown Manhattan sembra una zona di guerra, negozi che offrono una borsa a $2.000 dollari e scarpe a $1.500 sono chiusi da pannelli di legno, alcuni sono stati razziati, altri temono possa succedere. Il tempio del capitalismo e del lusso chiuso alle 8 di sera con la polizia che pattuglia le strade deserte in assetto anti sommossa. (Leka è il resident supervisor, il capo della squadra di portieri).

Noi qui non stiamo meglio, ma siamo abituati agli eccessi al punto che non ci facciamo più caso, accettiamo tutto e di più, senza fiatare. Anni, decenni di duro lavoro per arrivare a farci trattare da sottosviluppati e farci ridicolizzare dai paesi confinanti.

Stasera niente foto e niente elementi ironici perchè vaffanculo. Circa 8 millimetri di pioggia anche se con tanto vento, diversi rami a terra, mi accontento.

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E passato lontano.

Ha fatto qualche danno intorno a Milano, muovendosi verso sud. Si è avvicinato ma ormai aveva esaurito le proprie energie e dunque nessuna pioggia, qualche tuono lontano e basta.

Versante meridionale della cella, ma già in dissolvimento.

Forse la prima volta che fotografo la Luna e non viene un disco bianco abbagliante, sovraesposto. L’incudine del temporale è arrivato a lambire la Luna e poi si è frammentato, ho fatto altre foto che sembrano immortalare la lampadina a basso consumo che ho in cucina. Cancellate.

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Solo qualche foto.

Le foto sono di qualità meno che mediocre, come sempre, con l’annesso commento di cui il mondo potrebbe agilmente fare a meno. Bytes e bits che rappresentano uno spreco di energia.

Metterei la firma per avere il clima di questi giorni fino a Settembre. Fresco, ventilato, ogni tanto una spruzzata di acqua. Fatalmente invece arriverà la caldazza dell’anticiclone africano, le ondate di calore e la sofferenza che comportano. Pessimismo, fastidio e Anthropogenic global warming del cazzo.

Il “pratone”. Anche quest’anno come da tradizione sono diviso tra la compulsività di avere un prato bello rasato ed ordinato oppure il prato così come cresce, rifugio di animali ed una biodiversità che comprende uccelli, licaoni, grilli, conigli. Ho dubbi sui licaoni. Verso Luglio diventa giallo e poi inizia a seccare del tutto, a meno che non piova regolarmente. Allora vorrei avere un biliardo ma a quel punto il mio trattore fa troppa fatica e devo chiamare una ragazzo che tiene molti terreni qui intorno ed ha un trattore con cambio automatico, aria condizionata, stereo estraibile e mangiacassette. Ed i cavalli di un Ferrari che si trincia il pratone in due ore, mentre io se va bene ci metto una giornata intera e poi il risultato mi delude in termini di regolarità.

Due delle 4 Carpe Originali. Sono riuscito a vederne tre contemporaneamente ma spero che anche la quarta sia viva e vegeta. Altro esperimento in corso; le alghe. Gli anni precedenti le toglievo con un retino e la carriola, lavoro di due giorni abbastanza doloroso per la mia schiena. Quest’anno ho troppo male per poterlo fare, allora le lascio così. Non so che vantaggi o svantaggi ci possano essere. Certamente se l’intera superficie si ricoprisse non sarebbe un bello spettacolo da vedere, forse ne risentirebbe la qualità dell’acqua, poco ossigeno, ancor più marcilenta ? Ma forse manterrebbe più bassa la temperatura dell’acqua che verso Luglio Agosto raggunge temperature da bollitura spinaci. Anche l’evaporazione sarebbe inferiore. Chissà.

Devo dare l’impregnante al palo che sorregge le mangiatoie dei passeracei. Devo andare al Brico, luogo di perdizione ed anche di contaminazione negli ultimi tempi. Non certo durante il fine settimana, ci dev’essere la stessa calca che credo ci sia nei supermercati della Florida quando sta arrivando un uragano. Sono già stato al Consorzio Agrario dove ho trovato tutti gli addetti, con la mascherina. Una piccola parte dei clienti è poco incline a comportarsi come da tempi di epidemia. Sono persone anziane che hanno un orto e vengono a comprare le piantine di pomodoro e gli antilumache. Ma sono più spaesati che imprudenti. Fanno tenerezza. Devo ancora andare a trovare il rivenditore di attrezzature da giardino. Ho però già visitato il produttore itinerante di farinata, il venerdì è a Basaluzzo con il suo furgone attrezzato con forno a legna. Espone un largo cartello molto professionale dove indica le distanze di sicurezza e l’obbligo di indossare la mascherina. Quando si paga, fa mettere i contanti in una cesta e da il resto attingendo ad una busta separata con banconote e monete che potrebbero essere state precedentemente sanificate. Potrebbe essere un po’ di scena, ma tanto di cappello per lo sforzo. E la farinata è buona come sempre.

La Q5. L’albero da cui proviene la ghianda è un bestione alto una dozzina di metri, questo sta crescendo a mo’ di cespuglio. Fittissimo, con un vago tentativo di espandersi anche in altezza, per il momento inficiato da una eccessiva inclinazione, insomma punta verso ore 10, è storto.

Questa è la Sequoia Gigante. In termini relativi è cresciuta del 120% rispetto allo scorso autunno, in termini assoluti una quindicina di centimetri. Forza e coraggio.

Il Dawn Redwood della California. Anche questo sembra avere la tendenza ad espandersi in larghezza, però a Gennaio sembrava mezzo andato, adesso è un tripudio di getti.

Infine ecco la Metasequoia. Ha raggiunto e superato il metro di altezza; se dovesse continuare di questo passo, un giorno qualcuno, non io, potrebbe trovarsi nel dilemma se tagliarla o tagliare gli alberi intorno.

Passiamo alla fauna locale. Un’ Upupa ha fatto il nido sotto i coppi di una tettoia e fa avanti e indietro per nutrire il o i piccoli con qualcosa nel becco che sembra una Cipster o un pezzetto di polenta fritta. Difficilissima da fotografare, quando arriva e si posa sulla grondaia resta ferma per meno di un secondo e poi vola di nuovo via. E’ bellissima con le ali dispiegate.

Una coppia di Colombacci. Non ho molto da dire a parte il senso di solidarietà nei loro confronti per il nome dispregiativo che abbiamo loro affibbiato.

E per concludere, ringrazio chi si è interessato al mio stato di salute perchè ha notato una prolungata assenza di aggiornamenti. Mi sorprende e mi conforta. Se sono in difficoltà mi chiudo a riccio e preferisco rimanere in silenzio e sparire, come fanno i gatti. Da qualsiasi parte io giri la frittata, mi basta guardarmi intorno e stabilire senza dubbio alcuno che ogni mia lamentela sarebbe inopportuna, indecorosa. Ad eccezione di quando non piove da troppo tempo. Amen.

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Capacità della Cisterna.

Comunicazione di servizio*

Ho rifatto il calcolo prendendo per l’ennesima volta le misure della cisterna in modo da avere sempre nota la riserva di acqua che c’è in cisterna ed anche eventualmente capire i consumi di alcune specifiche attività.

Lo avevo fatto diverse volte ma non sono riuscito a trovare traccia delle mie misurazioni.

Ho salvato la tabellina con un titolo tale che la prossima volta che cerco di capire quanta acqua consumo in un ciclo di 15 minuti di innaffiamento, non divento scemo a cercarlo. Adesso so che è qui e che per trovarlo basta andare nel pratico motorino di ricerca e scrivere “cisterna”, così dovrebbe funzionare.

Interno della cisterna. Il telefono non mi è caduto in acqua ed è già una gran cosa. Si intravede il foro del troppo pieno.

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Sarò breve.

Non ho il virus e non l’ho avuto. Ho fatto il test sierologico sul pianerottolo di casa. Ennesimo piccolo episodio davvero inusuale rispetto alla realtà alla quale ero abituato fino allo scorso febbraio. Il giovane ragazzo del laboratorio si è presentato in perfetto orario ed ordine, a metà tra due rampe di scala condominiale si è vestito come un Gostbuster ed ha prelevato il sangue mio e di Miriam come se niente fosse.

La mia testa esternamente potrebbe sembrare simile a prima, salvo per i capelli che sono disposti diversamente rispetto a quando andavo da un parrucchiere. Sono pieno di peli sopra e dentro le orecchie, tanto per dirne una. Ma dentro non è più la testa ante COVID. Qualche giorno prima dell’esodo a Basaluzzo (OK sono a Basaluzzo da qualche giorno) avevo preso lo scooter per andare in ufficio ed invece di premere il pulsante dell’accensione elettrica, avevo provato a metterlo in moto cercando la pedivella esattamente dove era nella mia prima ed unica Vespa 50 color Katmandù. Non facevo quel movimento da quando avevo 17 anni, stiamo parlando del 1978. Eppure mi è saltato fuori spontaneo come se i 43 anni trascorsi fossero ininfluenti. Affascinante, sono rimasto immobile a pensare al gesto che avevo appena compiuto, in quale ansa della mia corteccia fosse conservato non posso sapere, ma è incredibile pensare che in qualche circuito neuronale c’è ancora il movimento di accensione di una vespa 50. In teoria un giorno potrebbe tornarmi utile, forse. Ma quanta roba desueta e di scarsissima utilità viene conservata nella testa di un quasi sessantenne ?

Sono a Basaluzzo, dicevo. Siamo arrivati qui in semiclandestinità. La cosa non è normale, insomma pensare di salire in auto e varcare la frontiera regionale commettendo un illecito perchè i movimenti tra regioni sono interdetti è impensabile, o almeno lo era pochi mesi fa. I primi giorni sono stati ben strani; come se fossi sotto l’effetto di qualche droga, la luce intensa del sole, l’aria, il verde, filtravano a malapena nella mia testa. Forse le modalità della messa in moto a pedale della Vespa bloccavano l’accesso dei dati sensoriali al centro elaborazione. Non ero affatto felice; ho trovato una decina di alberi morti tra quelli che ho messo a dimora, più il solito bilancio di Olmi autoctoni morti per la malattia, ma per il resto le condizioni della natura non sono male. Ho scattato molte foto senza provare alcuna gioia. Una delle querce di Central park è morta, le altre invece crescono bene. Le tre nane californiane sembrano godere di ottima salute, questo inverno la Sequoia Gigante ed il Redwood sembravano allo stremo, invece sono sempre nani, ma verdi e pieni di getti.

Per il momento mi limito ad una foto della Carpa Bianca (1). Si insinua tra le alghe filamentose mangiando chissà cosa. Le 4 grosse sono vive, ho intravisto anche qualche avanotto classe 2020, ma quelli degli anni precedenti o sono ben nascosti o se li sono mangiati Gastone ed amici.

Potrebbe seguire una ampia discrizione di sensazioni, sentimenti e umori di questo periodo surreale e difficile, sulle incertezze di quando si riprenderà una sorta di vita relazionale attiva e per quanto riguarda il lavoro… ma per il momento è premauro. Ho compiuto uno sforzo notevole per comporre queste poche righe e non sono affatto stato breve come in premessa, dunque ora mi taccio esausto aspettando di aver ricaricato la batteria delle inutilità prima di scrivere qualche altra cazzata.

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Intervallo.

Il Consulente Biologico e signora sono andati nell’entroterra, ci hanno chiesto se volevamo andare con loro, in auto separate come da DPCM, ma per quanto possa suonare incredibile, oggi non potevo.

Mi hanno mandato alcune foto, il posto è straordinario e ci vuole poco da Genova. Narcisi a perdita d’occhio.

Io invece ero in centro. Traffico veicolare intenso, molti bar aperti, qualche negozio, diversi vigili e parecchi pedoni, quasi tutti con la loro brava mascherina. Comincia a fare caldo e girare in città con la mascherina è faticoso. Per entrare in una banca ho preso l’appuntamento la scorsa settimana. Un addetto alla sicurezza sul marciapiede aveva il mio nome. Quando si è liberato uno sportello mi ha preso la temperatura e mi ha fatto entrare. Per fortuna aveva lo scanner tipo pistola, mettermi un termometro nel sedere davanti ai passanti non mi sarebbe piaciuto.

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Liberi tutti.

Chissà cosa trainava questo piccolo rimorchiatore.

Un serbatoio, un silos, una bombola del gas, un sonar, un siluro, un tubo, uno strumento musicale, un pezzo di ferro a caso, non lo sa neppure il pilota del rimorchiatore, va in giro così da 4 anni ed ancora si chiede cosa cazzo stia facendo.

Non lontano da casa c’è un bar molto frequentato da giovani, vicino una gelateria frequentata da famiglie. Oggi sono passato di fronte con il motorino verso le 5. Le “distanze di sicurezza” inesistenti, le mascherine poche, molti seduti ai tavolini distanziati come le mie balle, altri in piedi. Alla loro età prendersi il COVID non rappresenta un rischio apprezzabile, lo sanno ed hanno ripreso la vita che facevano a Gennaio. Bravi, cattivi, stupidi, giustificabili, incoscienti, giovani, simpatici, discoli ? E se tra questa generazione di potenziali asintomatici o con sintomi appena percepibili si dovesse di nuovo accendere qualche focolaio ? Questi giovinastri poi dopo essere stati al bar ed essersi riempiti di patatine e Mojito vanno a casa dove ci sono spesso i genitori, i nonni, i bisnonni in formalina.

Chi ha deciso la riapertura, queste cose se le è sentite dire sicuramente dai medici, dai virologi. Però si sono sentiti anche dire dagli economisti e studiosi di scienze sociali che siamo immersi in liquidi maleodoranti fino al mento. Ed allora è stato deciso di fare questo esperimento di riapertura, e che il cielo la mandi buona.

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Due foto facili.

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Non è tempo di bilanci.

Inizia la fase 2bis, o 3A, whatever. Il bilancio di verifica inizia a segnare un trend negativo della gestione di questo isolamento forzato. L’umore scende, l’equilibrio mentale declina, inizio anche a sentire gli effetti sul fisico come inaspettati periodi di malessere diffuso, senso di fastidio, insofferenza come se stessi covando un malanno stagionale.

Questo potrebbe essere l’avvio di una prima fase ondulatoria dall’inizio del lockdown, o qualcosa del genere. Redigere un budget o previsione a finire è impossibile, anche perchè nessuno conosce i tempi del fine esercizio. Non esiste algebra o partita doppia applicabile alla fattispecie.

Almeno piove. Una fase piovosa prolungata a fine Maggio è un toccasana in previsione dell’inevitabile sequenza di ondate di caldo estive che spero arrivino il più tardi possibile. Potrebbe essere una estate superbamente di merda per somma di problemi, spero di no.

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