Inverno per le cinciallegre.

I semi di girasole sono tornati per la stagione e le cinciallegre tra breve avranno  individuato la riserva di cibo.

Anche il Consorzio Agrario ha assunto l’assetto invernale. Nel grosso capannone è impensabile che questa piccola stufa possa avere minimamente influenza sulla temperatura. Mi viene da pensare che la mettono per il gatto, il cui giaciglio è a meno di un metro. Il peloso sembra gradire.

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Anche questa non è male.

Se la mappa a 288 ore (12 giorni) valeva come se fosse stata disegnata da uno scimpanzee con un pennello in mano, questa a 192 ore (8 giorni) è più o meno della stessa risma. In più non è l’evoluzione modellistica della precedente saccatura, ma una previsione totalmente nuova, ossia una saccatura ex novo che prima non c’era. Insomma un sogno modellistico che a ben vedere lascerebbe il Nord Ovest al freddo ma in ombra pluviometrica, insomma spero che cambi qualcosa e che piova, accidenti.

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Lui è sempre li.

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Il Self Service è aperto tutti i giorni, orario continuato. Il menu è un po’ ripetitivo, Sashimi di Carpe Koi, ma Gastone l’Airone sembra apprezzare.

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Questa è proprio bella.

Se davvero tra 288 ore ci trovassimo in queste condizioni ci sarebbe tanto, ma tanto freddo e neve. Devo avvisare Miriam che nei prossimi giorni troverà sul suo telefono la Sfigapp che la informerà che lei e tutti i suoi cari stanno per morire sotto metri di neve. In realtà le probabilità che questo evento si verifichi così come previsto sono davvero remotissime, ma i soliti strilloni faranno un chiasso enorme per attirare i polli nei loro siti patacca.

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La fauna ittica della Pozzanghera; riepilogo.

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Non sono pescatore e tantomeno un allevatore, non conosco il comportamento dei pesci selvatici e dunque mi pongo dei quesiti che avrebbero risposta se solo conoscessi il sistema. Questi piccoli di Carpe sono abituati a non vedere nessuna ombra o movimento fuori dall’acqua, credo. Se mi avvicino scappano. Però se io mi immobilizzo ed aspetto, dopo qualche minuto tornano in un ipotetico punto di raccolta vicino al moletto.

Forse c’è un altro branco oltre a questo, ma non sono sicuro. In questa foto ne ho contati 86 ma qualcuno sicuramente mi è scappato.

Riepilogo delle puntate precedenti.

  1. Le 4 Carpe Originali, due bianche e due rosse, arrivarono da un negozio di Acquari di Borghetto Borbera nel Marzo 2015, erano lunghe circa 6 centimetri. I miei ricordi di acquariofilo mi suggerirono di depositare il sacchetto di plastica aperto nell’acqua per lasciare che la temperatura dell’acqua nel sacchetto si adeguasse gradualmente a quella della Pozzanghera, poi inclinai il sacchetto pensando di far entrare l’acqua della Pozzanghera lentamente. Il processo sarebbe dovuto durare almeno mezz’ora, ma dopo dieci minuti il sacchetto si capovolse e le Carpe sparirono nell’acqua fangosa. Secondo i dettami della acquariologia applicata, uno shock termico e qualitativo dell’acqua così forte avrebbe dovuto provocare la morte immediata delle 4 creature o almeno l’insorgere di malattie che comunque avrebbero condotto i pesciolini alla morte certa nel giro di breve tempo. In più i quattro erano abituati al tepore ed alla pulizia di un acquario in negozio, cibo in abbondanza portato da una mano amica. Qui si trovarono in un ambiente freddo, fangoso, con nessuno a dar loro del cibo.
  2. Infatti scomparsero alla vista per circa 2 mesi, date per disperse o meglio morte. Ma sorprendentemente vennero avvistate i primi giorni di Maggio nell’acqua che nel frattempo si era pulita. Le quattro erano più che raddoppiate di dimensioni, vivaci e ben pasciute.
  3. Durante l’estate 2015 l’acqua superò i 35 gradi di temperatura. Pensai che le avrei potute servire con patate bollite ed olive. Il livello della pozzanghera si abbassò ed il fondo si riempì di piante e alghe. L’acqua era comunque limpida ed apparentemente le Carpe stavano bene anche con poca acqua simil-brodo.
  4. Con l’arrivo dell’autunno 2015 tornarono le piogge,  la Pozzanghera arrivò al massimo della capacità tracimando dal troppopieno. Quando piove abbondantemente l’acqua si intorbidisce per la terra che arriva con i ruscelletti dal vicino campo. I pesci scomparsero alla vista.
  5. Nel Febbraio 2016 la Pozzanghera restò per circa una settimana coperta da ghiaccio spesso 3 centimetri, forse anche più spesso sulle rive tanto che reggeva il mio peso. Le 4 carpe erano ormai diventate lunghe circa 25 centimetri ed erano abbastanza attive nonostante la temperatura dell’acqua fosse arrivata a +1 grado e fosse rimasta così per settimane.
  6. Nel Giugno 2016 comparsero svariate decine di avanotti, lunghi circa 3 centimetri e tutti rossi/arancioni, ad eccezione di qualche esemplare biancastro. Lessi che far riprodurre le carpe Koi in catività è difficile, molti allevatori ricorrono al parto pilotato premendo la pancia della puerpera, poi lessi che il maschio ha pochi secondi per fertilizzare le uova altrimenti si chiudono e restano non fertilizzate finchè qualcuno le mangia. Poi lessi che la temperatura alla quale si riproducono deve essere esattamente 20 grati oppure il maschio non si attizza e le femmini diventano frigide. Invece lo stagno si riempì di piccoli. Nel corso dell’estate fu però difficile vederli anche se nel frattempo il livello dell’acqua scese sensibilmente. Arrivarono a popolare le sponde della pozzanghera un Airone Cinerino ed una Garzetta che da allora soggiornano a lungo nell’acqua,  Erano, e sono ancora li per evidenti scopi alimentari. Sospetto che si siano nutriti abbondantemente con le giovini Carpe. Credo siano arrivate anche per fuggire alla siccità che ha seccato tutti i fiumi e torrenti dell’area.
  7. Nel Dicembre 2016 si potevano contare non più di 10 giovani carpe cresciute fino a diventare lunghe circa 8 centimetri.
  8. Nel Maggio 2017 tutte le giovani carpe sembrarono nuovamente scomparse ma non fu ritrovato alcun corpo, dunque o qualcuno se l’è mangiate oppure sono rimaste sul fondo tra le piante, vive o morte.
  9. Nel Luglio 2017 sono comparsi dei nuovi avanotti. Solo una minima parte sono rossi come i precedenti. I più sono maculati di bianco-nero. E’ molto difficile contarli perchè si muovono in fretta e tendono a nascondersi presumibilmente sotto le piante. Durante i mesi di Agosto,  Settembre e Ottobre non si sono visti. L’estate 2017 è stata tremendamente siccitosa, sono stati necessari due reintegri con cisterne di acqua di pozzo, l’acqua aveva raggiunto una temperatura stimata in 90°, stavano per ore immobili a giocare con il cellulare all’ombra del moletto. Ho notato che le Carpe hanno decisamente apprezzato i rabbocchi, specialmente il primo di fine Luglio.
  10. Nel Novembre 2017 mi sono messo di buzzo buono per vedere che succedeva nella Pozzanghera ed ho avuto modo di rivedere circa 90 avanotti cresciuti fino a 5-7 centimetri, che sono quelli fotografati sopra. La maggioranza degli avanotti hanno colori scuri, ma comprendono chiazze bianche e rosse, disegni geometrici ed alcuni hanno motivi molto fantasiosi come i foulards di Pierre Cardin, solo più viscidi.

Domande: perchè la nidiata 2016 era quasi completamente rossa e questa e quasi completamente non-rossa ? Promisquità sessuale anche con corvi e scoiattoli ? Dove sono finiti i pesci della leva 2016 ? Stanno scavando un tunnel per arrivare fino al torrente Lemme ? Se li sono mangiati l’Airone ed il suo amico ? Chi è maschio e chi è femmina delle 4 Carpe Originali ? Ci sono Carpe oltre il Sistema Solare ? Possiamo comunicare con loro ?

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Il Carpino

E’ quanto di più autunnale ci sia da queste parti. Disclaimer. La foto è di qualità modesta ma il fotografo è scarso, aveva freddo ed è rientrato in casa di corsa.

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Nuove dalla Pozzanghera e dintorni.

I dintorni. Uno dei pochi Carpini, tra i numerosi che ho messo a dimora anni addietro, che è sopravissuto alle ricorrenti siccità ed al suolo inospitale, oggi nella sua livrea autunnale. Intorno ci sono alberi spogli, alberi gialli ed alberi ancora completamente verdi. Non so se sia normale o se stia iniziando una selezione naturale in presenza del cambio del clima dell’ultimo decennio. Staremo a vedere.

Le 4 Carpe in una foto palesemente taroccata per ovviare alla mancanza di colori. Non si vedono le dimesioni ma sono cresciute ancora.

Le Querce 2 e 3 rosse. La 4 e la 5 invece sono ancora verdi, con solo qualche accenno autunnale.

Dopo numerosi appostamenti infruttuosi, finalmente una foto decorosa delle nuove carpe 2017. La colorazione e maculazione all’interno del branco è molto differenziata, in totale di questi soggetti ho stimato ce ne siano circa un centinaio. Viaggiano in un branco che talvolta si divide per poi riunirsi subito dopo. Queste piccole bagasce sono selvatiche e quando mi vedono scappano ed è difficile fotografarle.

Misurano circa 5 centimetri di lunghezza. Segnalo che tra loro sguazza anche una Carpa modello 2016, che misura circa il doppio delle giovani comari. La temperatura dell’acqua è di 4 gradi centigradi.

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Picasso Brothers.

Picasso. Io sono una bestia e sono andato a vedere la mostra con la passione, il trasporto e la partecipazione di una mucca mentre si fa mungere. Siamo andati in gruppo con molti amici e c’era una critica d’arte che parlava con ardore e competenza, tuttavia io continuo ad essere la bestia di prima.

Ho scattato una foto ad un quadretto (vedi sopra oppure sotto se cambi la prospettiva a due punti di fuga che diventano tre), scatenando le rimostranze dei custodi. Nei musei in USA puoi fare foto a patto che non usi il flash o non dai fuoco al locale.

Commento.

In quest’opera ci sono una tetta di fronte ed una di profilo, lasciando capire che il quadro rappresenta una figura femminile e non la sfilata di Macy’s a New York. Dal lato opposto c’è poi una sorta di appendice con dei buchi che sembrano quelli di un bottone che potrebbe essere la testa. Ma c’è dell’arrossamento come quando ti gratti o prendi un eczema. Potrebbe essere, volevo arrivare a questo, la filiberta. Il rosso forse non è perchè le prude ma rappresenta la passione. Forse l’artista voleva rappresentare una cunillingus condita con la salsa di pomodoro. I tre buchi potrebbero essere lo studio da punti di vista diversi. In altri termini, non importa da che angolazione la guardo, io vedo sempre un buco, o due se considero il buco del sedere, ma anche tre chissenefrega. Sopra c’è apparentemente dell’acqua, come un lago o un golfo con, sullo sfondo, una fetta di Raclette. Ecco il messaggio nascosto: la filiberta, se non la si lava accuratamente con acqua, ha odore di formaggio. In realtà sarebbe di pesce, ma l’artista non è a proprio agio nel dipingere i pesci, dunque ha ripiegato sul formaggio. In definitiva, l’opera rappresenta una esortazione ad una corretta igiene intima, dipinta forse dopo aver avuto qualche esperienza disgustosa con una trombamica.

C’era un altro piccolo ritratto – senza tette – il volto di una ragazza molto carina, credo fosse tale Marie-Therese, che mi piaceva davvero, ma per non incorrere nuovamente nel disappunto dei custodi, non ho scattato foto e dunque della mostra mi rimane solo il quadro delle tette.

Parliamo ora di Ghiande.

Queste invece – per venire a cose serie – sono 49 ghiande che arrivano da un certo numero di querce che circondano il Water Reservoir di Central Park. Me le ha commissionate un amico, o meglio me ne ha chieste un paio ma poi mi sono lasciato prendere la mano. Adesso devo procedere con l’abluzione per vedere quelle sane (che affondano nell’acqua) e poi fasciarle bene e metterle nel frigorifero fino a Febbraio.

Ultima sciocchezza, me la scrivo così a futura memoria potrebbe venirmi utile. In una lista delle banche più sicure del mondo ho scovato al numero 30 la Farm Credit bank Of Texas. Potrei dichiararmi un convinto sostenitore di Donald e chiedere un finanziamento per il costruendo pozzo. Che cazzata.

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Ho un problema con un dominio.

Non riesco più ad accedervi via FTP. Da una decina di giorni ho in piedi una corrispondenza con il servizio di customer care del provider, lui mi dice di provare a fare certe cose che io faccio ma senza aver alcun risultato. Mi dice che gli spiace per la mia frustrazione e mi suggerisce di verificare parametri che ho verificato un centinaia di volte senza arrivare da nessuna parte. E’ un dominio attualmente di supporto che però, nei miei progetti, dovrebbe diventare essenziale nel corso della prossima primavera. Porco Giuda.

Per venire a cose più serie, sono appena tornato dal mio spacciatore di pesce crudo radioattivo e pieno di metalli pesanti. Mentre mangiavo controvoglia una porzione di soia noodles, ho notato una persona che mangiava sushi come si dovrebbe mangiare, ossia capovolgendo il sushi ed immergendolo per un attimo della soia in corrispondenza del pesce. E’ forse la prima volta che lo vedo fare da un commensale. In genere come faccio io fanno tutti; immergiamo il sushi dalla parte del riso in abbondante soia perchè la soia è buona e così il riso si inzuppa. Ma le poche volte che sono andato in qualche ristorante dove un vero giapponese aveva la pazienza di mostrarmi come si fa, ho annuito ma in fondo preferisco il mio metodo.

Ho istintivamente desiderato presentarmi al commensale per esternare il mio compiacimento, ma costei era una ragazza peraltro molto graziosa e dunque mi sono trattenuto, ovviamente. Il nostro incontro sarebbe andato così:

  • IO.   Buongiorno, scusi se la disturbo. Sono rimasto colpito perchè lei gira il sushi e lo immerge nella soia così come andrebbe fatto.
  • La tipa.   Lei vuole solo attaccare discorso e poi scopare, se ne vada.
  • IO.   Ma no, veramente, nessuno a parte lei sa davvero come si mangia il sushi.
  • La tipa.   Va bene, ho capito, se voleva essere un complimento, grazie, ora però sparisca.
  • IO.   Mi creda, con i miei problemi di disfuzione erettile, il problema di trombare non si pone.
  • La tipa.   Io conosco la gente come lei, vecchio e bavoso.
  • IO.   Non disprezzi la saliva. Al limite potrei leccargliela.
  • La tipa.   Con la sua faccia, è un miracolo che si ricordi come trovarla.
  • IO.   Non si faccia ingannare dal fatto che porto gli occhiali e sono vestito come Mr. Bean. Recentemente ho anche fatto un bel piazzamento in un torneo di bocce.
  • La tipa.   Perchè non se ne torna da dove è venuto e mi lascia in pace.
  • IO.   Scusi ma cosa le servono coltello e forchetta ?
  • La tipa.   Per tagliare in due lo Spicy Tuna Roll.
  • IO.   E’ perchè cazzo lo taglia ? Lei cerca di far colpo sulle persone mangiando bene il Sushi ma poi mi fa questa merda con il Roll ? Ma come si permette ?
  • La tipa.   Ho avuto una infanzia difficile.
  • IO.   Un bel gruppo di supporto unitamente ad una adeguata terapia farmacologica dovrebbe servirle. Arrivederci.
  • La tipa.   No, ti scongiuro, non andartene. Mostrami come si piega lo Tzazunu tiki prima di metterci sopra il rafano.
  • IO.   Non è possibile proseguire con queste premesse. Non ci sono i presupposti, manca una piattaforma comune di contrattazione. Addio.

E lascio il ristorante con sguardo di sdegno inciampando contro un gradino e rotolando giù dalle scale.

Il rosso di sera. In realtà in questi minuti tutte le webcam sono rosse, ma questa mi sembra più rossa delle altre.

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Volevo vedere se c’è stata la brina.

Perchè a Basaluzzo la temperatura secondo ARPA sembrerebbe essere andata sotto lo zero per la prima volta in questo inverno, sebbene di pochissimo e per poco tempo subito prima dell’alba. Di brina non ne ho vista, in compenso la webcam ha fotografato questo grosso cane verderame alsaziano mentre annusa i bruchi.

ALTRO argomento. A scanso di equivoci, ho messo on line questo meme che rappresenta, in poche parole, il mio contributo alla questione.

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