Sono centinaia.

Gli avanotti delle Carpe, leva 2017. In questa orrenda foto che sono riuscito a scattare se ne vedono una decina, ma in realtà sono molti, molti di più. Ecco perchè stamattina c’era Gastone. Credo sia un buon segnale, almeno la qualità dell’acqua è buona per loro.

I cinghiali hanno scavato per bene le sponde perchè quando hanno sete vengono a bere ma, già che ci sono, scavano perchè la natura gli ha detto di fare così, e perchè sono degli stronzetti ungulati.

E sul muro di casa si è improvvisamente aperta una crepa di circa 3 millimetri si larghezza, lunga un paio di metri ed orizzontale perchè la terra ormai è arida, perde volume, si assesta e così il terreno scende et voilà, la casa si dissesta. Effetti della persistente siccità degli ultimi anni. (HO GIA’ DETTO QUESTA COSA, lo so mi ripeto e dimentico le cose)

Le carpe sembra siano in buona salute. L’acqua della Pozzanghera è di nuovo scesa parecchio, ma non è ancora al livello di guardia. Certo, se non piove generosamente entro metà Settembre si ripropone il problema già ovviato con la fornitura in cisterna lo scorso Luglio, che dire ? Speriamo che piova – come dicono – i prossimi giorni e che la temperatura scenda, raffreddando l’acqua e dimenuendo l’evaporazione.

 

Leave a comment

Alcune foto mediocri.

Per un Blog mediocre, ecco alcune foto mediocri che chiudono il capitolo Agosto 2017.

A Sinistra, Kaimanu, detto Kai. A destra Makani, detta Mac. Makani vuol dire vento in Hawaiian. Al centro Miriam, detta Miriam. I due botoli sono trovatelli e condivivono la casa con i padroni che ci hanno ospitato a Ohau. Il primo è un Pitbull, o perlomeno la quasi totalità, la seconda ha tracce di Dalmata, più altre cose tra cui forse un Pitbull. Anche Miriam ha tracce di Pitbull, ora che ci penso infatti ha legato immediatamente con i due.

Questo non so come si chiama, ma appena ci ha visti si è sporto dalla ringhiera perchè sa che tutti quelli che passano gli allungano un po’ di cibo.

Questa e di nuovo Makani sulla Mustang Convertible che ci permetteva di scorazzare per l’isola. Ogni volta che la mettevo in moto mi risuonava in testa il tema di Magnum P.I. infatti sto pensando di farmi crescere i baffi. Makani inizialmente era scettica sulla autovettura, mi hanno detto che non era mai stata su una decapottabile. Dopo qualche km ha però mostrato una certa rilassatezza con il fatto di non avere un tetto sulla testa.

Cima del vulcano Mauna Loa, 4.200 metri in meno di 2 ore dalla spiaggia. Arrivarci è molto suggestivo ed ho fatto molte foto che sembrano però essere riprese nel posto meno attraente del pianeta. Qui almeno ci sono le cupole dei cannocchiali.

Casualmente siamo stati in un ristorante dove ci hanno seduti proprio nel tavolo dove, sicuramente è una mussa, ci sono stati seduti due presidenti.

La scarpa di Miriam sequestrata da Makani, in mezzo ai suoi giochi sulla sua coperta, ma recuperata prima che Makani la riducesse a brandelli.

Come dire, vaffanculo Presidente e vice presidente, le Hawaii sono democratiche. Big Island (isola di Hawai’i) è un luogo dove potrei pensare di andare a vivere; vendere tutto quello che ho, comprare un lembo di terra e costruirci la casa. Lontano dalla spiaggia, meglio in alta collina, nei boschi e prati verdissimi di quella parte dell’isola esposta verso gli Alisei, ossia NE.

Leave a comment

Tornato nella pozza di calore.

Prima l’aeroporto di Malpensa che non è un esempio di pulizia, cura, attenzione. Insomma, italiano medio che mi ha già fatto girare i coglioni leggermente, dopo un mese all’estero.

Arrivato a Basaluzzo, accolto da un bel 35° e spiccioli, da nuguli di vespe assetate e da numerosi alberi seccati tra quelli che ho messo a dimora negli ultimi anni. Meteorologicamente parlando, nella zona di Basaluzzo è stata una estate di merda.  Che verrà seguita da altre estati sempre più di merda intervallate da inverni senza neve e stagioni intermedie con sempre meno pioggia. Se qualche stronzo filo-Trump ci scherza sopra o mi dice che l’estate è stata sempre calda e che ci sono i cicli solari, lo mando a fare in culo così forte che gli fischieranno le orecchie per lo spostamento d’aria, anche a costo di perdere una amicizia.

In effetti una forse una l’ho già compromessa.

Da qualche tempo una persona che frequento per questioni associative, mi ha evidentemente incluso in una lista su WhatsApp. Ho iniziato a ricevere con scadenza giornaliera diverse “cose spiritose“. Si tratta di quell’umorismo fatto di vignette che vorebbero essere ironiche, pungenti, ammiccanti, politicamente impegnate. Lo stile è tipo questa che mostro qui a fianco. Ma hahaha, a me fa ridere meno di un pico cazzo, in più tocca un argomento sul quale sono sensibile. Ho risposto come segue: “Immagino che il nome Polifemo sia stato preso da uno dei soliti siti pacacca che trattano la Meteorologia come lo fa un rotocalco di basso livello per il popolino. Che disdetta che poi questa robaccia venga ripresa e diffusa anche da organi di stampa che si definiscono seri. Non esiste nessun Polifemo per la Meteorologia seria, ufficiale. Non esiste alcun nome di fantasia per le alte pressioni e tantomeno per le ondate di caldo. E’ solo qualche furbo che la spara grossa per attirare tonni sul proprio sito.”

Oh, vuoi sapere ? Non ho più ricevuto alcunchè da lui. Magari si è offeso.

Altra roba sicuramente più interessante.

Questa è un chiesetta di legno sulle pendici di quel vulcano alle Hawaii che continua ad eruttare. Qualche anno fa l’hanno spostata e messa in un posto più sicuro perchè una colata di lava la minacciava.

Quando l’abbiamo visitata non c’era un cane di nessuno. C’era un banchetto con esposta in maniera molto ordinata della frutta raccolta negli alberi intorno, con il prezzo. Chi voleva, si poteva servire lasciando il corrispettivo in dollari in una sorta di cassetta postale.

E poi c’era questo. Pur vivendo immerso nel mio agnosticismo, talvolta vengo preso da dei raptus che mi portano a fare cose di tipo religioso, sentimentale, mistico.  Ho anche dato l’indirizzo al quale dovrebbero spedire una cartolina dopo che la messa di suffragio è stata recitata. Staremo a vedere. Ho incluso anche il papà di Miriam, in teoria risparmiando ben $10. Ma ho comunque lasciato $20, sperando che la preghiera venga detta ad alta voce.

1 Comment

Le ultime 24 ore prima del rientro.

Sono angustiato per la mancanza di piogge e per le alte temperature di Basaluzzo che continuano imperterrite. Ho sempre amato la pioggia e le stagioni come dovrebbero essere. Ora siamo davvero fuori dal seminato. Non voglio dire che pensare al seccume che mi aspetta mi abbia rovinato le vacanze, ma quasi. Devo già fare i conti con la preoccupazione dell’Italia che sta andando a rotoli, di Genova che va a rotoli più velocemente, adesso ci mancava pure il clima. Ultimi giorni in questa parte del mondo dove il clima invece è ancora più o meno lo stesso di 30 anni fa. Siamo stati in una ridente località del Long Island. Tutto è verde perchè ha piovuto regolarmente grazie a temporali e piovaschi succedutisi nel corso degli ultimi mesi. Per farla breve.

Questo non c’entra un beato cazzulo; è una pagina di un libro per bambini, Splat The Cat di Rob Scotton, il gatto mi piace da morire.

Una persona che abbiamo conosciuto ha in giardino un Teepee (anche scritto Tipi) autentico. Uno dei pochi che non sono stati bruciati durante lo sterminio degli indiani d’America.

Siamo stati in un posticino dove per intrattenere i presenti c’era una stragnocca che cantava, e bene. Sul palco era accompagnata da una collega con la chitarra. Nella vita era accompagnata da un energumeno alto 2 metri tutto muscoli e peli vestito hooligan-chic, ovviamente.

In spiaggia la gente lascia le ciabatte prima di fare le passeggiate e poi le ritrova dopo aver fatto il bagno. Le mie sono quelle rosse, per la cronaca. L’acqua misurava 20 gradi centigradi, il massimo che raggiunge in estate.

Le spiagge sono rettilinee e lunghe chilometri.

Questo posto prevede un menù che mi riattiva gli ormoni ed un sacco di funzioni vitali che alla mia età sono, il più del tempo, sopite. A titolo di esempio, su ordinazione preparano una specie di contenitore grande come un barile di birra nel quale possono mettere aragosta, steamers, muscoli, gamberi, gamberetti, granchi. Fanno cuocere con qualche salsina afrodisiaca a scelta e quando il contenitore si è raffreddato uno se lo porta a casa, lo riscalda e serve da un minimo di 4 a 8 persone.

Ma poi siamo dovuti rientrare in città dove il traffico è sempre peggio. In questi giorni sindaco Di Blasio e governatore Cuomo stanno rattellando sui modi di migliorare la situazione. Potrebbero chiedere suggerimenti a quel tipo tedesco di mone Winkler che a Genova qualche anno fa non ha risolto una ceppa di minchia, ha dato suggerimenti che anche uno scimpanzee avrebbe potuto dare, ma almeno è costato un occhio.

Leave a comment

Pesce alla maniera delle Hawaii

Per la serie, sticazzi ittici, ecco un breve raccontino fotografico di come si pesca, memorizza, pulisce, prepara, mangia un tonno di circa 8 kg.

tonni

1.  Invece di menarselo in mare, di notte, su una barca puzzolente piena di pesce puzzolente, di gente rude di mare poco incline alle formalità, si va al mercato del pesce di Honolulu, dove di pesce ce ne sono vagonate. Si trova un pesce di gradimento.

2. Se si conosce un addetto del mercato è meglio perchè così si vince sicuramente l’asta del pesce scelto, altrimenti rischia di arrivare un frillo ed aggiudicarselo.

3. Si paga il pesce, quasi 8 kg. per circa $30 che corrispondono a circa 3 Euro al kg. Lo si imbusta e lo si carica in auto.

4. Poi si va in studio dove si pulisce per bene il pesce esternamente, asciugandolo e togliendo alghe, conghiglie, sabbia, patelle, tatuaggi.

5. CONTROL C. Si spennella il pesce dal lato migliore con una vernice a base di carbone vegetale.

6. CONTROL V. Si fa il calco del pesce sulla carta di riso che viene utilizzata in Giappone per fare i paraventi.

7. Si colora il pesce dei suoi colori originali, aggiustando il calco ove necessario. Così rimarrà per sempre l’impronta vera del pesce, non una serie di pixel.

7. Si toglie il colore sciacquando il pesce per bene.

8. Si pulisce il pesce, questa volta sfilettando e facendo tutte quelle cose che va fatto ai pesci. La testa e parte delle interiora vengono offerte ad un grocery cinese a fianco , con il quale c’è un accordo consolidato di baratto pesce / bevande. I cinesi poi con il baratto fanno una minestra di pesce che vendono agli operai delle officine dell’area commerciale e pare che sia una zuppa molto buona.

9. Si inizia la preparazione dei contorni, riso, verdure, altre cose che non ho capito cosa fossero (però buone) e si preparano la soia, il ginger, le uova di qualche pesce, le alghe per fare il nigiri, spezie piccanti e frutta locale.

10. Si preparano i filetti delle giuste dimensioni.

11. Si compongono il sushi, il sashimi, il poke in diverse formulazioni.

Infine si mangia il tutto. Il piacere che si prova è equivalente ad una serata di sesso sfrenato dei bei tempi andati, con la differenza che dopo non devi fare la doccia, basta solo lavarsi le mani.

Queste sono 11 foto delle innumervoli che ho fatto durante il processo, Internet mi sarà grato per non aver inondato lo spazio virtuale di cose tutte uguali, ridondanti e, come sempre, sticazzi con il wasabi.

Leave a comment

Africa.

Del CAZZO. Intanto, 35.000 anni fa ha partorito la razza umana e sappiamo come sta andando, migliaia di altre specie estinte, danni irreparabili all’ecosistema. Siamo deleteri; se al posto di noi scimmie glabre, l’Africa avesse prodotto l’ennesima gazzella, magari a striscie orizzontali o a pallini o con 3 occhi, sarebbe stato meglio per il pianeta intero.

Ieri a New York c’erano 35 gradi, percepiti 350 per l’umidità totale. Un inferno, ma è durato circa 2 giorni. Ieri notte ha fatto un bel temporalone ed oggi invece ci sono 27 gradi, l’umidità si è dimezzata e c’è una brezzolina deliziosa. Perchè l’alta pressione che stazionava sull’Atlantico esulla East Coast, si è naturalmente e graziosamente spostata verso Est ed al suo posto è subentrata una lieve bassa pressione in arrivo dal Canada. Fresca e ventilata.

INVECE a sud del Mediterraneo centrale abbiamo questa arida Africa settentrionale del cazzo le cui alte pressioni spingono sempre di più verso Nord, non si spostano per settimane, sono roventi e ci stanno inglobando fino a quando faremo parte del deserto nord africano.

Pertanto giungo alla conclusione che tra qualche decennio saremo noi a spingere alle frontiere dei paesi del nord per fuggire la siccità e la carestia.

2 Comments

Ok, l’eclisse.

La tanto attesa eclisse secondo i primi sondaggi neworkesi è stata una mezza bufala. Chissà, forse ci si aspettava l’oscuramento dell’universo, gli uccelli ammutoliti, manna dal cielo ed invece tutto sommato è stata una festa di paese.

Un vicino di prato ci ha gentilmente regalato un paio di occhiali. Il risultato della foto con gli occhiali è questo di colore giallino.

Poi per fortuna sono arrivate delle nuvole ed ho potuto scattare circa 375.000 fotografie tutte insignificanti. Sembra la luna. In effetti c’è anche la luna.

Dovrei lavorare sulla foto, ma ne ho per l’acciuga. Comunque ero con amici e tutto sommato è stato un caldo pomeriggio afoso con un diversivo inusuale.

Normalmente  in questa stagione quando si va nel Parco quello che può accadere è di venir colti da un temporale.

Ho sperimentato gli occhiali dei Minions ai quali ho applicato due fette di Genoa Salame della Citterio, ma il risultato è stato deludente, non credo lo brevetterò. Però insisto nel ritenere che l’idea fosse vincente.

Il Genoa Salame, ampiamente praticato in USA, è uno di quei misteriosi mutamenti che talora caratterizzano il cibo italiano quando attraversa l’oceano.

Leave a comment

Altre sul soggiorno oltreoceano.

Sto riprendendo il controllo del mio orologio interno dopo il cambio di fuso. In genere viaggiando da Ovest verso Est mi ritrovo in Italia, adesso invero mi sono ritrovato a New York guadagnando 6 ore sulla tabella di marcia invece di perderle ed il mio ipotalamo, sconcertato, mi ha chiesto “ma perchè, per grazia del cielo?”. Adesso va meglio ma continuo a dimenticare il mio nome, pertanto, invece di un pistone interminabile, lungo, pieno di banalità, ovvietà e cose già dette, preferisco una serie di pistoncini corti, pieni di banalità, ovvietà e cose già dette.

Pronti, via.

Taxi. Quello verso l’aeroporto era guidato da un tizio che cantava qualcosa di religioso e si chiamava Tosapong. Avrei voluto dirgli che il suo nome mi piaceva tantissimo e che in Italia avrebbe avuto un successo strepitoso. Credo che sia il nome che il cognome del taxista siano comuni in India.

Taxi 2. Quello di ritorno dall’aeroporto invece aveva apparentemente escogitato un sistema per veicolare l’aria condizionata nei sedili posteriori. Più verosimilmente, era un sistema per uccidere i passeggeri con gas nervino o scoreggia concentrata per poi vendere gli organi alla NATO che risaputamente fa esperimenti per migliorare la qualità delle scie chimiche. Se avessimo provato a contestare la guida o il percorso, sarebbe stata la nostra fine.

Minestra di verduraPer celebrare il ritorno sulla terra ferma, in perfetto stile della città che non dorme mai, ieri sera minestrone casalingo. Ne ho mangiati tre piatti, oggi ho cagato una nutria. La formulazione del concetto è puerile e volgare, totalmente imprecisa però rende l’idea in termini allegorici di dimensioni, forma e consistenza apparente, ossia sensoriali. La forma del WC in queste lande non consente di verificare la consistenza delle deiezioni solide. Però scendo in un ulteriore dettaglio grossolano e superfluo affermando che nel bagno si è diffuso odore di minestra; ma allora a cosa serve mangiare verdure se poi le caghi tali e quali ? Anche Miriam ne ha mangiati almeno due piatti, e ieri sera verso le 11 si è svegliata ed è arrivata da me in soggiorno mentre guardavo Terminator 2 con lo sguardo annebbiato dicendomi “ma dov’è il bagno ?”  L’ho accompagnata fino alla porta del bagno e credo che sia andato tutto a buon fine. Jet-lag più minestra è una combinazione micidiale.

Eclissi di Sole. Lunedì 21 Agosto, eclissi parziale di sole, circa il 71% verrà coperto a New York. Sono andato in quello che doveva essere l’unico negozio di Manhattan ad avere ancora disponibili gli occhiali speciali per poter guardare il sole, ma all’ingresso due impiegati urlavano a chi avesse voluto entrare che erano terminati. Dunque ho avuto il mio solito lampo di genio ed ho comperato occhiali da saldatore in un negozio poco lontano. ($19.90) Pensavo di essere più furbo ma ho comprato un modello che non serve per la saldatura ad arco, dunque domani a quest’ora sarò cieco. Cretino lo ero già. Adesso non so come fare. Ho letto che al posto degli occhiali si può utilizzare una pizza con gli spinaci, o 350 reggiseni di Victoria Secret sovrapposti, o la classica fetta di prosciutto alla quale viene praticato un foro di un millimetro. Avrei dovuto pensarci prima. Da Citarella vendono della buona breasaola, magari funziona meglio del prosciutto.

Ma perchè devono sempre tenere questa aria condizionata del belino al massimo ? E’ la frase che Miriam ripete tutte le volte che entra nella lobby, sale in ascensore, sale in qualsiasi ascensore, negozio, luogo pubblico al coperto. E’ il benessere baby. La civiltà moderna si mostra nella misura in cui siamo bravi a modificare la temperatura in casa a nostro piacimento. Sul clima in generale, forse abbiamo qualche problema.

Leave a comment

Sono via per un po’

Nel senso che con metodica monotonia sono nuovamente in USA. OCCHIO: segue un mini sfogo ormonal/politico di spessore batterico. Questo paese sta diventando sempre più globale, nel senso che qui accadono cose che fino a pochi mesi fa non accadevano, anzi accadevano ed erano nascoste molto bene, con un certo manierismo. Ora invece anche qui ti sbattono in faccia cose intollerabili che sembrava potessero accadere solo in certi paesi dove i buoni, i cattivi sono ben camuffati da decenni e non se ne distingue più la natura, ormai con rassegnazione si assiste allo sfascio, come se fosse una cosa inevitabile. Forse lo è.

Credo che i colori del grattacielo siano quelli della bandiera spagnola. Un po’ di solidarietà tra occidentali stanchi ed avviliti non guasta mai.

Clicca

Intanto seguo da lontano le vicende del clima a Basaluzzo, di pioggia non se ne vede e le temperature sono più alte di diversi gradi rispetto alle medie riconosciute ormai in modo sistematico, da settimane.

Questo è un esempio che ho salvato, la serie di temperature va avanti ad oltranza con pochi momenti di respiro. Non va bene e sono preoccupato, anzi leggermente incazzato ma poi con chi me la dovrei prendere ? Con chi crede in un extraterrestre barbuto che ci dice di stare tranquilli che poi ci pensa lui ? O con le multinazionali, le sette sorelle, le scie chimiche ? Gastone comunque fa sempre visita alla Pozzanghera.

Questa si che è una Pozzanghera con la “P” maiuscola. E’ un lago artificiale che serve per fermare le piene che negli anni 60 fecero molti danni in questa amena isoletta nel mezzo dell’Oceano Pacifico.

Leave a comment

Secondo giorno della scaldata.

Ho sicuramente scritto le seguenti identiche belinate lo scorso anno. Sono 38° e spiccioli, fuori è davvero inospitale e dunque me ne sto tappato in casa fino a che la temperatura scende verso i 30°. Non è il massimo del mio soggiorno a Basaluzzo, la primavera e l’autunno prometto che sono più gradevoli, ma è estate e si fa quel che si deve.

Il termometro, poco fa.

Le vespe hanno colonizzato il tetto e ci sono centinaia e centinaia di piccoli nidi ed altrettante vespe. Vanno a bere nella Pozzanghera, poi grattano un po’ di legno per avere il materiale di costruzione, infine tornano e si infilano sotto i coppi, dove costruiscono dei piccoli alveari.Non rompono particolarmente il cazzo perchè loro stanno sul tetto ed io sotto il portico.

Solo che quando la temperatura sale oltre i 35°, arrivano a nugoli sotto il porticato, volano a zonzo, alcune picchiano sulle finestre di casa, come se volessero entrare. Altre si riuniscono in piccoli gruppi e stanno attaccate ai muri in ombra.

Dovrei chiedere ad un entomologo che cazzo fanno,  sospetto che stiano li come faccio io, ad aspettare che la temperatura scenda per poter tornare alle loro faccende, per esempio costruire vespai sotto i coppi.

Le vespe hanno caldo come ce l’ho io, impollinano i fiori ed io no, non stanno devastando il pianeta e non litigano per un parcheggio, ma restano delle bagasce perchè mi pungono.

MA ORA qualcosa di più bucolico.

Questa immagine è ben più bucolica e rinfrescante. Ci sono alcuni metri quadrati di erba verde, perchè sopravvive innaffiata sotto alcuni alberi del paradiso (Ailanti), ed un coniglio, o mini lepre, che mangia. Me la immagino di buon umore.

L’erba è priva di concimi, fertilizzanti, omogeneizzati, ormoni steroidei e viagra. Spero che nei prossimi giorni che la cisterna non si svuoti, la pompa non si bruci, i tubi non si rompano, altrimenti diventerà tutto secco, il coniglio morirà di stenti, il tutto mentre la Pozzanghera diventerà come la Laguna Blu in Islanda, stessa temperatura ma colore marroncino.

Intanto anche le gazze cercano di entrare in casa, ma la finestra oppone una invalicabile barriera, per il momento.

 

 

 

Leave a comment