Hanno imparato ad abbattere le giovani acacie nonostante il tutore, strappare o rimuovere la protezione, sia essa di plastica che in ferro, e mangiare le cortecce.

Per essere intelligenti, cazzo lo sono, ma sono anche stronzi. Ora, so bene che non sono cattivi, sono semplicemente affamati, l’erba fresca è ormai quasi terminata dopo i mesi siccitosi, le acacie sono un richiamo perchè sono innaffiate e fesche e dunque i simpatici animaletti di Walt Disney si industriano ed imparano.
A ben vedere, c’è chi sostiene che in queste zone bisognerà dire addio ai boschi, perchè i caprioli mangiano le giovani piante indifese riducendo drasticamente la possibilità al bosco di rinnovarsi. Le piante invecchiano e muoiono senza che la giovani possano sostituirle. Immagino ci sia anche chi dice il contrario, cioè che sono i giovani alberi che di notti prendono vita superiore ed inseguiono i caprioli mordendo loro le gambe. Comunque bisogna essere drammatici altrimenti si perde audience. E poi sono quasi certo di aver già scritto queste cagate perchè la mia guerra con i caprioli sulle giovani piante è iniziata molti anni fa.
Infine, per completare la trattazione, segnalo che c’è chi sostiene che per arginare il declino dei boschi per mano dei caprioli non si può fare nulla, se non sperare che arrivino tanti lupi o che una epidemia ne riduca drasticamente il numero. Perchè appena provi ad armare il fucile saltano fuori gli animalisti, gli ecologisti, i non TAV i no Global i Liberate Caino, fuori dalle galere, no ai vaccini, la Terra è piatta, Donald Trump, Scientology, i negazionisti, i contro-contro negazionisti, i leoni da tastiera ed i bembensanti, i malpensanti, i neutropensanti, i non mi faccio i cazzi miei, Not In My Back Yard, i fascisti i comunisti i democristiani e Comunione e Liberazione.
Non ho altro da aggiungere se non sticazzi ungulati.



Questo mese festeggio il cinquantesimo anniversario della mia carriera da pittore. Che è terminata quando la vernice di questa roba si è asciugata. Quella nel quadro era la casa dei miei nonni di Asti, Settembre era il mese che passavo con loro, quindi 50 anni fa. Mia madre dipingeva benino quando era piccola. Avevo visto che aveva disegnato la casa dei genitori, allora io, spinto da chissà quale estro, ho impugnato il pennellino ed ho prodotto quella schifezza. Va BENE, avevo 6 anni. Ero un bambino sicuramente rompicoglioni e per farmi stare qualche minuto impegnato hanno provato a verificare il mio eventuale talento artistico. Manco per il belino; anche oggi, se mi trovo uno strumento di disegno in mano, produco lo stesso artefatto, come se il mio neurone artistico e raffigurativo fosse rimasto allo stato infantile. Ho comunque conservato il dipinto (anzi, lo hanno conservato i miei genitori) poi ne sono rientrato in possesso ed ora in occasione del cinquantenario, l’ho fotografato.

Lo annoto ora, forse però l’ho già scritto, è una ripetizione di quanto già detto, magari diverse volte, decine. Insomma, il cavo di rete che alimenta la Righicam 2 Levante causa la perdita di dati o chissà quale altra cazzata con il risultato che frequentemente l’upload dell’immagine non va a buon fine e l’immagine precedente viene cancellata. Chi copia la foto sul proprio sito vedrà uno sgorbio o il classico segno che qualcosa è andato storto. L’unica soluzione sarebbe sostituire il cavo con le due spine. Ma ne ho per il belino ed ora dunque va avanti così. E poi la webcam di Rapallo è ferma dal 21 Agosto. Non dipende direttamente da me ma ne sono in qualche modo responsabile e devo intervenire sul luogo con gli adeguati strumenti ed individuare il problema.

















