Giorno 5.

Chissà se i gabbiani si accorgono del disagio degli umani in questi giorni“. Cazzate, ma certo che le strade sono semi deserte, silenziose per le poche auto, pochi umani a piedi in giro. Questa è la coppia stanziale sul tetto della casa di fronte. Uno dei due dormiva ancora, l’altro vegliava. Dovrei verificare se esiste un evidente dimorfismo sessuale e capire chi è il maschio e chi la femmina, ma sticazzi. Ho probabilmente detto le stesse idiozie lo scorso anno, con la stessa brutta foto. Non c’era però il COVID-19, vai a sapere…

Miriam, la cui ansia è pari alla sommatoria dell’ansia di circa 50 persone normali, gestisce la sicurezza in casa. La procedura relativa alla deposizione del sacchetto di rumenta nel bidone stradale avviene secondo il seguente rigido protocollo.

  • Indosso guanti di lattice e mascherina, mi metto uno specifico paio di scarpe ed il giaccone.
  • Esco e deposito il sacco, rientro.
  • Mi presento sulla soglia di casa sul ballatoio. Apro la porta.
  • Rispondo al questionario “hai toccato il cassonetto con parti del corpo diverse dalle mani ? ” ed altre domande tecniche e comportamentali.
  • Mi tolgo le scarpe che lascio fuori, mi dirigo verso il bidoncino della differenziata e Miriam mi spruzza Amuchina sulle mani.
  • Mi tolgo i guanti e li lascio cadere nel bidoncino.
  • Vado in bagno dove mi tolgo la mascherina, mi lavo le mani, me le disinfetto.
  • Intanto Miriam disinfetta il pomolo della porta di ingresso fuori e dentro.
  • Irrora le scarpe di Amuchina, vengono lasciate sul ballatoio.

Miriam ha visto innumerevoli volte i tre film capisaldi del catastrofismo del genere, Cassandra Crossing, Virus Letale e Contagion. Sa cosa si deve fare. Sua madre la osserva divertita non perchè sia una persona imprudente, ma perchè la compulsività di Miriam è tenera, almeno fino a quando non ti insegue con un coltello perchè hai omesso qualche indicazione del protocollo.

Anche frutta e verdura vengono trattate con i guanti. I sacchetti che contengono i vegetali vengono portati nel lavandino dove vengono tolti e distribuiti nei bidoncini della differenziata. I vegetali sono lavati con acqua e Amuchina, messi ad asciugare in lavanderia dove c’è la calderina e dunque è la stanza più calda di casa.

Intanto le truppe Rumene a Basaluzzo continuano imperterrite il proprio lavoro. Hanno il modulo di certificazione a bordo del furgone e nessuno le ferma. All’interno dell’Inutile Cerchio viene rimossa l’erba con un decespugliatore. Sopra vi verrà depositato il cippato di legno. Tutto questo è in previsione della prossima estate, si fa così per cercare di garantire condizioni sopportabili alle radici e mantenere in vita il maggior numero possibile di alberelli. Nessuna garanzia che funzioni.

Nota tecnica. La mascherina che indosso odora di salame. E’ di classe n95, ne avevo ordinata una confezione su Amazon lo scorso gennaio, quando ancora se ne trovavano in giro, fatte arrivare a New York e portate in Italia. Non so a cosa sia dovuto l’odore, probabilmente è qualche soluzione cancerogena che usano in Cina, perchè ovviamente è da li che arriva. Ha fatto il giro del mondo ed ora la usa un beota genovese sperando che lo protegga. E Miriam ha cercato di uccidermi. Ieri dopo la gita giornaliera rumenta (DRT Daily Rumenta Trip) l’avevo inavvertitamente appoggiata su uno scaffale non disinfettato. Oggi prima di uscire è stata irrorata di Amuchina a titolo extra precauzionale, ma per circa 10 minuti ho respirato uno miscela micidiale “salame-amuchina” e non so se vivrò a lungo.

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Giorno 4.

O tre, fa lo stesso. Non si può uscire di casa neppure per fare due passi. Forse si può ma a patto di non fare assembramenti di persone. Mio fratello è medico e ci ha suggerito di uscire con mascherina e guanti. Lo ha detto Miriam che avrebbe parlato con lui, ma non so se gliel’ha detto veramente. Miriam quando si tratta di salute è capace ad inventare qualsiasi cosa. Ho comunque avuto ragione sulla richiesta di NON fare una doccia di Amuchina al momento del rientro in casa. Mi sono limitato ad irrorare le scarpe e poi lavarmi le mani con sapone disinfettante.

Non riesco ad entrare nella parte.

Sono uscito di casa per portare fuori la rumenta indossando mascherina e guanti. Il sentimento prevalente è quello della vergogna perchè tant’è non riesco a credere che sia indispensabile. Ossia, va bene non stare vicini alle persone meno di due metri. Questo comporta non andare nei negozi e fare vita isolata. E lo stiamo facendo. Ma se io per la strada non incontro nessuno e me ne sto ben lontano dai pochi passanti, non va bene ? Pare di no, il virus resiste all’aperto ben più di me al sole d’estate.

In ogni modo, mi sento uno scemo a girare così ed ho sperato che nessuno mi vedesse. E poi ho dovuto camminare per qualche minuto per ragiungere i bidoni. La mia forma fisica è scarsissima e c’era persino una irta salita in forza della quale ho dovuto superare un dislivello di almeno 2 metri. E mi è venuto un accenno di fiatone. Respirando sentivo distintamente un flusso di aria fresca che passava nell’incavo che ho tra il naso e la guancia. La mascherina ha un filetto di ferro in prossimità del naso che serve a modellare la forma della mascherina, ma l’aria passa egualmente perchè la chiusura non è perfetta. Ne passa meno e, come mi ha detto il penumologo di Miriam, bisogna abbassare il carico virale. Il pneumologo era fuori italia e per rientrare ha usato mezzi di fortuna, inclusa una carovana di cammelli di contrabbando tra Barcellona ed il confine con la Francia.

Dicevo, non riesco ancora a realizzare in che situazione ci siamo cacciati e quali aggiustamenti alla normale routine dobbiamo fare. Stiamo vivendo qualcosa di imprevedibile e totalmente nuovo. Siamo diligenti e rispettiamo le regole imposte e suggerite ma io non riesco ad interiorizzare la cosa, mi sembra una situazione che domani debba finire e tante grazie. La mia libertà personale è quasi azzerata. Non è una lamentela; siamo in una società complessa e questa è una situazione complessa e richiede comportamenti rigorosi. Ma la sto interpretando come una vacanza in casa, non devo andare in ufficio, riunioni ed incontri annullati come ad Agosto. Per strada ci sono solo alcuni furgoni, poche macchine e pochi passanti, alcuni con mascherina e guanti. C’è la mamma di Miriam in casa ed è la persona meno invadente che io conosca. Non capisco quali circuiti neuronali siano interessati, ma il fatto di avere mia suocera a casa mi sembra del tutto normale. E poi Miriam è decisamente nevrastenica. Ah, no, anche questo è abbastanza normale da quando le sue ovaie si rifiutano di andare in pensione nonostante il limite di età raggiunto. Sono lavoratrici indefesse ed i sindacati non aprono bocca. Sta facendo una vita molto difficile, ci mancava pure questo cazzo di virus.

Traghetti che vanno e traghetti che vengono. Non credo ci siano turisti, ma solo trasporti di merci. E cinesi infetti, unicorni, migranti clandestini, repubblicani, e tutti i fantasmi che ci attraversano le menti in questi tempi.

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Idle.

Mentre uno strato di nuvole basse radenti al mare, o nebbia, galleggia al largo e merita di essere immortalato, Miriam si abbruttisce guardando un orribile B-movie che si chiama Anaconda. Il serpente in oggetto è lungo come un autobus autosnodato e quando attacca emette un suono che sembra la somma di un leone che ruggisce e la frenata di un camion. Una cagata pazzesca (cit.)

Ogni tanto, per spezzare la tensione dello scontatissimo film, starnutisco. In realtà non spezzo la tensione ma la creo, perchè Miriam che si è sempre lamentata se scoreggio, da qualche tempo si innervosisce anche e specialmente se mostro sintomi dell’infezione da COVID-19.

Webcam di Rapallo. Al 99% non trasmette per le stesse identiche ragioni che avevano fermato quella di New York. Ma andare a Rapallo è impossibile per il coprifuoco e non ho modo di trovare qualcuno locale che possa metterci le mani. Il DNS dinamico non funziona, perchè avevo fatto dei cambiamenti in altri parametri e non li avevo mai aggiornati su quella webcam. Dunque la colpa è mia, non posso tirare in ballo Aruba che non ha fatto nulla, neppure il virus che non ne può nulla, sono io. Se avessi fatto il mio lavoro, adesso potrei accedervi da remoto e sistemarla in un istante.

Intanto il nuovo palazzo all’incrocio tra la 78 e Lexington cresce a vista d’occhio. Sono arrivati a quello che potrebbe essere il sesto piano, ne mancano altri 9. Entro la fine della prossima estate dovrebbero esserci arrivati. Salvo epidemie; governatore e sindaco continuano a ripetere che potrebbe essere un disastro, ma per il momento New York City è ferma ad una quarantina di casi accertati. Ho letto che in una riunione del CDC si sono litigati tra Trumpisti & Antitrumpisti e non hanno deciso nulla.

La Merkel intanto dice che fino al 70% dei tedeschi si faranno l’influenza. Andiamo bene.

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La webcam di New York.

Secondo intervento da remoto per rimettere la webcam in carreggiata. Matthew si fa aprire la porta di casa dal portiere e mi da uno squillo di telefono, io mi collego alla telecamera interna usando il cellulare e posso parlare con lui. Ha acceso il mio computer ed avviato un programma di laptop remoto, io ho fatto lo stesso, sono entrato nel mio computer di New York, ho cambiato (di nuovo) un codice e questa volta salvato su memoria fissa della webcam. Dovrebbe funzionare ma se mi sbaglio non avrò il coraggio di richiamare.

Questo è lo schermo del mio laptop a Genova che mostra lo schermo del mio laptop a New York sul quale c’è la pagina di configurazione della webcam di New York. Io posso lavorare come se fossi seduto alla scrivania con il mio laptop di fronte, a New York. Per uno che è del mestiere una cosa del genere sarà scontata, semplice e banale. Per me è comunque una sensazione straordinaria, non so come sia possibile ed invoco le magie del popolo Maya a spiegazione razionale del fenomeno.

Nota: sono quelli dell’assistenza Mobotix a Bologna che mi hanno insegnato come si fa. In teoria chi accede da remoto ad un computer può fare quello che vuole, anche ordinare un FORMAT C> che era il comando per azzerare il contenuto di un disco di memoria, l’arma finale ed irrimediabile che in un attimo rendeva un computer inutile. La prima volta che Stefano (si chiama così) mi ha detto cosa dovevo fare ed ho visto il cursore del mouse muoversi per volontà aliena, una mano invisibile cliccare sui programmi e scrivere nei files di configurazione, è stato traumatizzante. Ho percepito il timore di una entità lontana che si fosse impossessata del mio computer, contro la mia specifica volontà, e stesse manovrando il mio prezioso contenitore di dati senza che io potessi intervenire.

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Giorno 2

Giorno due dell’isolamento. Spiaggia di Corso Italia, una ventina di persone in tutto. Passeggiata con Miriam che è uscita di casa con mascherina e guanti in lattice. Poi per fortuna si è tolta la mascherina, che tra l’altro è di un modello che serve forse per filtrare il the, non per fermare un virus.

A parte l’applicazione che per un paese come il nostro mi sembra difficile, queste sono le disposizioni in tema di misure per evitare il diffondersi del contagio. In pratica dobbiamo restare in casa, con alcune eccezioni. Lo salvo qui perchè se sopravvivo al virus tra qualche mese mi ricorderò come eravamo messi.

SUI MOVIMENTI delle PERSONE e delle MERCI

il principio generale è che GLI SPOSTAMENTI SONO DA EVITARE.
Sono ammessi SOLO:
✅ PER COMPROVATE RAGIONI DI LAVORO (attenetevi al tragitto casa-lavoro e siate pronti in caso di controllo a spiegare le ragioni del vostro spostamento, potrete compilare il modulo di autocertificazione);
✅ PER NECESSITA’ (ci si muove solo se rimanendo fermi si rischia un danno grave per sé o per altri);
✅PER RAGIONI SANITARIE (muovetevi solo per questioni sanitarie ma assolutamente NON❌ in caso di SINTOMI INFLUENZALI). In questi casi chiamate il medico di famiglia, il numero verde regionale o, in casi di urgenza, il 112 o il 118. ✅ MERCI E GENERI ALIMENTARI circolano liberamente (non ci sono quindi rischi di carenza per approvvigionamenti o generi di necessità).

Sulle ATTIVITA’:

❌ STOP a tutte le ATTIVITA’ SPORTIVE;
❌ STOP a attività di palestre, impianti e centri sportivi, piscine, centri natatori e centri benessere, centri termali, sociali, ricreativi e culturali;
✅ ESTETISTI e PARRUCCHIERI ma in forma individuale e con uso di mascherina e guanti
✅ FISIOTERAPISTI purché con rapporto 1/1 e con uso di mascherina e guanti;
❌ STOP per OGNI MANIFESTAZIONE sia in luogo pubblico, privato o aperto al pubblico;
❌ CHIUSURA per i locali come teatri, cinema, discoteche, sale scommesse, pub, scuole di ballo e locali di pubblico spettacolo in genere;
❌ STOP per ogni CERIMONIA, civile o religiosa, compresi i funerali;
✅ Luoghi di culto aperti (senza cerimonie) a condizione di garantire rispetto delle distanze;
❌ STOP per MUSEI e altri LUOGHI DELLA CULTURA;
❌ STOP per ESAMI E CONCORSI, compresi esami per la patente;
✅ BAR e RISTORANTI tra le 6.00 e le 18.00 MA a CONDIZIONE del RISPETTO DELLE DISTANZE DI SICUREZZA. In caso di violazione viene disposta la SOSPENSIONE della ATTIVITÀ;
✅ Asporto o consegna a domicilio tra le 06.00 e le 18.00;
❌ STOP nei WEEKEND a STRUTTURE DI VENDITA medio/grandi e CENTRI COMMERCIALI;
✅ GENERI ALIMENTARI, FARMACIE E PARAFARMACIE anche nel weekend;
✅ NEGOZI, a CONDIZIONE DEL RISPETTO DELLE DISTANZE DI SICUREZZA;
✅ MERCATI nei GIORNI INFRASETTIMANALI;
❌ MERCATI nel WEEKEND;
❌ SERVIZI EDUCATIVI INFANZIA, ATTIVITA’ DIDATTICHE E UNIVERSITÀ SOSPESE FINO AL 3 APRILE.

UN INVITO A TUTTI I CITTADINI

👉 Rispettate le prescrizioni, non è un gioco
👉 Evitate assembramenti di persone anche nei luoghi pubblici dove non esiste divieto
👉 Adottate i comportamenti individuali di protezione (lavaggio mani, distanze dagli altri ecc..🙂
👉 Limitate tutti gli spostamenti allo stretto necessario e solo nei casi espressamente previsti
👉 Per acquisti prediligiamo i negozi all’interno del nostro Comune
👉 Affidatevi SOLO a canali di informazione UFFICIALI.

Sono stato in ufficio dalle 20:30 alle 21:30 circa. Adesso dovrei essere in grado di lavorare da casa. Genova è quasi completamente deserta, tutto buio, poche macchine, quasi zero passanti. Una sorta di coprifuoco, fa impressione. Forse la gente inizia a capire, chissà.

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Messaggi fiction.

Caro Socio,


facendo seguito alla precedente circolare del 5 marzo u.s. con cui si rinviavano le manifestazioni sociali,

alla luce dei nuovi provvedimenti emanati dal Presidente del Consiglio del Ministri e dalla Regione Liguria in tema di salute pubblica,

visto l’evolvere della situazione che impone nuove misure restrittive per tutti i cittadini e per tutte le attività, in particolare per quelle ludiche, culturali, ricreative e sportive a tutela dei dipendenti e dei frequentatori,

la Direzione con dispiacere ha deliberato la chiusura della nostra sede sociale a partire da domani, martedì 10 marzo 2020, fino a nuova comunicazione.

Con l’augurio che la situazione possa tornare alla normalità il prima possibile, riservandomi informarLa tempestivamente sugli sviluppi e sull’auspicabile tempestiva ripresa dell’attività del Circolo, invio i migliori saluti.

Ovviamente se solo 6 mesi fa qualcuno mi avesse mostrato questa comunicazione dicendomi che l’avrei ricevuta a mezzo e-mail un giorno del marzo 2020, non ci avrei creduto. Avrei pensato che si fosse trattato di un film, una invenzione, uno scherzo poco credibile e di cattivo gusto. Invece, cazzo figa tette culo merda, è tutto vero e siamo ancora all’inizio del guado. Posso essere infetto senza saperlo, idem mia moglie e mia suocera che da oggi vive con noi. Facciamo quadrato, ci chiudiamo in casa ed attendiamo il dispiegarsi degli eventi.

Posso ancora bearmi delle foto che arrivano da Basaluzzo, zona rossa o zona 1 come dir si voglia, la Pozzanghera Fangosa.

E le luci di Basaluzzo sullo sfondo a destra. Le luci più centrali potrebbero essere quelle di Fresonara, quelle di sinistra non saprei, devo approfondire la cosa.

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Awesome. Stupid.

awesome

[ aw-suh m ]SEE SYNONYMS FOR awesome ON THESAURUS.COM


adjective

causing or inducing awe; inspiring an overwhelming feeling of reverence, admiration, or fear: an awesome sight.exhibiting or marked by awe; showing reverence, admiration, or fear. Slang. very impressive: That new white convertible is totally awesome.

E’ un aggettivo usato molto dai giovani e meno dai vecchi come me. Ieri ho scritto all’impresario di New York. Gli ho detto che solo se poteva, ero quasi imbarazzato a chiederglielo, avevo un problema risolvibile on line, se solo suo figlio fosse salito in casa ed eseguio una manovra. Persona eccezionale lui e la famiglia. Oggi mi ha telefonato e mi ha detto che suo figlio di una trentina di anni sarebbe andato a casa da li a 15 minuti. Ho chiamato il portiere avvisando, altrimenti forse gli avrebbero sparato. No, scherzo, ormai lo conoscono. Sia l’impresario che il portiere mi hanno chiesto come va in Italia, le notizie che hanno non sono rassicuranti. L’impresario mi ha detto che a New York sta scoppiando il panico e nelle metropolitane è un caos. Non ho indagato oltre. Fatto sta che io sono a casa. Avevo il figlio con il quale parlavo sul cellulare tramite Nest. Gli ho fatto accendere il mio computer, scaricare e lanciare Team View. Mi da tao i parametri per accedere ed io sono entrato nel mio laptop di New York ed ho potuto constatare che Aruba è innocente, avevo cambiato la password di accesso al dominio ed ovviamente la webcam non poteva mandare foto perchè aveva in memoria la password vecchia. Adesso però la password è aggiornata.

stupid

[ stoo-pid, styoo‐ ]SEE SYNONYMS FOR stupid ON THESAURUS.COM


adjective, stu·pid·er, stu·pid·est.

lacking ordinary quickness and keenness of mind; dull.characterized by or proceeding from mental dullness; foolish; senseless: a stupid question.tediously dull, especially due to lack of meaning or sense; inane; pointless: a stupid party.annoying or irritating; troublesome: Turn off that stupid radio.in a state of stupor; stupefied: stupid from fatigue.

noun

Informal. a stupid person.

Però nell’entusiasmo del momento ho dimenticato di salvare la password nella memoria della webcam, pertanto al primo reset che avverrà alle tre del mattino, ora di New York, la nuova password verrà annullata e subentrerà quella vecchia vanificando l’intervento odierno.

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The Geek Squad.

La foto della Pozzanghera non c’entra un belino. Ma è una giornata uggiosa di inizio primavera e piove e questo basta per salvarla e metterla qui. Mi riferisco invece alla webcam di New York, inchiodata da diversi giorni. I casi sono 3.

  • Si è fulminata. In questo caso c’è poco da fare.
  • Si è bloccata. In questo caso si può provare a togliere la corrente e rimetterla qualche volta, alla cazzo. Una volta ho fatto così ed ha funzionato.
  • Va riconfigurata. Non tutto, solo un parametro delle trasmissioni FTP che quei besughi di Aruba hanno cambiato e che forse così com’è adesso rende impossibile il dialogo con il server. Si deve accedere al menu di configurazione e cambiare un valore.

Ho chattato con la Geek Squad di Best Buy e pare che se io non sono presente, loro non possono intervenire. Gli ho detto che potevo far intervenire un amico vestito come me e con il mio accento straniero bislacco ma no, non possono. Per contro non ho amici che possono intervenire a meno di rischiare di far collassare il computer, il router, la webcam ed il frigorifero in un blocco totale ed irrimediabile.

Non penso di avere soluzioni alternative. La prossima puntata a New York è vagamente prevista per la metà di Maggio, salvo virus o altre diversamente simpatiche componenti ostative. Tutto qui e sticazzi,

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Sfollare 2 volte.

Genova, 9 Marzo 2020.

Chiudersi a Basaluzzo sembrava una buona idea. In fin dei conti mio nonno era sfollato nell’astigiano per un certo periodo quando gli Inglesi avevano bombardato Genova durante la guerra. Sulla carta dunque pareva una buona soluzione. Una spesa settimanale al supermercato con le dovute precauzioni, lettura di libri, passeggiate sui prati e lungo il torrente Lemme.

Mentre scrivo queste cazzate e quando ci penso non riesco ad afferrare la portata emotiva della situazione. Siamo circondati di film catastrofici dove vengono immaginati scenari spaventosi. Ora devo ragionare in termini pratici e devo valutare se e dove sfollare in una località non toccata dal contagio, evitare qualsiasi contatto con persone estranee perchè potrebbero infettarmi, oppure sono io che sto incubando e potrei infettare loro. Andare due volte alla settimana in ufficio, in orari strani per non incontrare gente in ascensore, portarmi il pranzo da casa, cose di questo tipo. E poi leggere il numero dei contagi e dei morti che sale di giorno in giorno, il panico, la speranza, un bagaglio condito con il fatto che la situazione è “drammatica ma non seria” perchè in fin dei conti siamo in Italia.

Il trasbordo a Basaluzzo con moglie e suocera era stato programmato e pronto ad essere messo in pratica fino alla notte di sabato, quando la provincia di Alessandria è stata dichiarata zona rossa, non si entra e non si esce.

Dunque restiamo a Genova, per il momento o for the foreseeable future come direbbero gli anglosassoni. Io posso lavorare da casa, anche se almeno due volte alla settimana devo andare in ufficio per gestire la posta elettronica ed aggiornare alcuni files che per mia igiene mentale conservo e mantengo solo sul computer in ufficio. I report dei mercati dei noli (un disastro ovviamente) gli aggiornamenti dai gestori. Da li, gli archivi aggiornati vengono copiati nelle altre postazioni di lavoro, pippe mentali mie e sticazzi. Non riesco interamente a lavorare da casa, mi sembra di fare i compiti come quando ero a scuola, non riesco ad entrare nella mentalità di scrivere e-mail e commentare una bozza di budget.

Ad ogni buon conto, ieri ho infranto la legge, sono andato a Basaluzzo. Le strade erano abbastanza deserte e sono andato preparandomi un discorso da fare quando sarei stato fermato per strada. Mi aspettavo un posto di blocco, qualcuno munito della necessaria autorità conferitagli dal decreto che mi esponesse la paletta e poscia mi chiedesse dove stavo andando. Non uno; nemmeno un appuntato sui pattini. Un poliziotto in pensione, una guardia giurata, un ausiliario del traffico. Un caporale furiere. Niente. Nessuno. Poi ho inteso che forse non era un obbligo ma un consiglio. Signor ministro, le consiglio di andare a fanculo, lei e la banda di sciamannati incompetenti che la circondano.

Virus ed economia a parte, ci sono i primi decisi movimenti della Primavera, ossia della stagione che è iniziata con la fine dell’autunno scorso. Pruni in fiore e gemme su molti alberi. Spuntano i Denti di Leone, i Ranuncoli Comuni, le Margherite Prataiole, altri fiori spontanei azzurrini di cui non ricordo il nome. Ho spento la pompa del pozzo, è inutile sprecare energia ed acqua ora che la cisterna e la Pozzanghera sono piene a tappo. Ad un primo calcolo non privo di possibili errori, sembrerebbe che la portata giornaliera sia di almeno 3.500 litri.

Ho eseguito una ulteriore verifica sull’area del cerchio. Ho preso il metro ed ho misurato il diametro che è risultato di 36,8 metri, pari ad un raggio di 18,4 metri. Di qui il calcolo della superficie:

A=πr² ______ 3,14×(18,4²) = 1.063 metri quadri.

Tuttavia la formula per calcolare la superficie di un cerchio dato il raggio non è universalmente condivisa. Mi è stato proposto un “diametro per diametro” il cui risultato restituiva una superficie di circa 750 metri quadri, che per essere ricoperti interamente da uno strato di 10 centimetri di cippato avevano bisogno di un ordine pari a 10 metri cubi.

Dopo ampia ed esaustiva discussione abbiamo convenuto che faremo arrivare 10 metri cubi di cippato che verranno disposti intorno a ciascun alberello messo a dimora in una forma circolare il cui raggio sarà approssimativamente di 40 centimetri.

Ad un veloce calcolo passibile di errori anche grossolani, per circondare le radici di 480 alberelli di cippato di uno strato di 40 centimetri di raggio e dieci di spessore, sembrerebbero servire 24 metri cubi di materiale, secondo la seguente formula.

3,14×(0,4²) × 480 × 10 ÷ 100 = 24 metri cubi e spiccioli

Altro che 10. Staremo a vedere. Poi in corso d’opera si vede se il materiale basta oppure ne serve altro, oppure arrivano gli alieni che ci prendono a schiaffi per non sapere come si calcola l’area del cerchio.

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Anche nella Ridente.

Basaluzzo, un caso di coronavirus. Questo è un elemento ufficiale, no fake news. I contorni sono invece incerti, oggetto di chiacchiere e apparentemente troppo fantasiosi per essere del tutto veri. Consigliere comunale, anni 77, donna, ricoverata una settimana fa per una polmonite all’ospedale di Novi. Apparentemente, vista l’età della donna, non le viene fatto il test. Avranno pensato “dove cazzo se l’è preso, sarà una normale patologia respiratoria”. Le condizioni peggiorano. Le viene fatto il test; positiva. Ospedale di Novi chiuso, pazienti trasferiti, infermieri e medici in isolamento. Il giorno prima del ricovero c’era stata una riunione del consiglio comunale al quale aveva partecipato la donna. Comune chiuso, tutti in isolamento.

Non so se sia tutto vero; il comune ha diffuso una circolare dove conferma il caso di contagio senza fornire ulteriori informazioni ma comunica che riapre non prima dell’8 Marzo, giornata della donna.

Miriam è in ansia per l’epidemia. Tra le sue varie azioni volte a rimanere costantemente sul pezzo sullo sviluppo della situazione, si è abbonata sul cellulare ad un servizio di aggiornamento del CDC americano ed oggi, in autostrada all’altezza di Alessandria EST, abbiamo ascoltato, in una atmosfera che a me è parsa surreale, la conferenza stampa di Andrew Cuomo, governatore dello stato di New York, che annuncia iniziative per fronteggiare la pandemia. Li si preparano ad avere dei grossi problemi, qui li stiamo avendo e mi sembra che la situazione sia ormai totalmente fuori controllo. Vorrei sbagliarmi, ma ho l’impressione che si sia sull’orlo del si salvi chi può.

Sto scrivendo da un Toshiba con Windows XP che credo risalga ai primi anni di questo secolo. Pare sia un pezzo da collezione ed ha delle ottime caratteristiche, come la tastiera molto funzionale. Ha due ventole, quella normale sembra un asciuga capelli, ogni tanto entra in funzione quella supplementare che sembra un aspiratore da cucina alla massima velocità.

Credo che il processore sia un Pentium 2. Quando scrivo, la risposta alla pressione di ogni tasto impiega un secondo circa in media prima di comparire sullo schermo. Non ci sono più abituato, ma una volta era esattamente così.

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