Miriam ha chiesto una nuova carta d’identità, quella elettronica. Scaduti i tempi entro i quali sarebbe dovuta arrivare, ho interrogato il sito web delle poste per tracciare l’assicurata. Risultava come segue.
La carta è stata prodotta e spedita da Bari in tempi normali, poi a Genova qualcosa è andato storto. Nel senso che dopo essere stata “in consegna” per ben due volte, è ritornata in qualche centro di smistamento a Genova. Allora sono andato dal mio ufficio postale di riferimento dove una gentile impiegata mi ha mostrato a video che la busta è stata data al portalettere due volte, per due volte il portalettere ha provato a consegnare la busta senza trovare nessuno.
Balle; il 20 Gennaio durante il giorno Miriam era a casa, il 21 Gennaio siamo stati tutto il giorno a casa, era sabato. Nessuno ha suonato e nessuno ha lasciato un cazzo di avviso come dovrebbe essere. L’impiegata dell’ufficio postale un po’ imbarazzata ha suggerito che il centro di smistamento lavora in un modo “… che a volte non si capisce” concludendo che quando questo succede, dopo 5 giorni lavorativi, la posta non consegnata arriva a loro, piccolo ufficio non lontano da Boccadasse, che provvede a mandare un avviso di giacenza.
Miriam non accetta questi disservizi e, fumante dalle nari, ha voluto che la accompagnassi al centro di smistamento per cercare di recuperare la sua carta d’identità.
L’ufficio ha un aspetto dismesso, da paese in via di sviluppo. Non c’era nessuno a parte un avviso “suonare il campanello”. Miriam con gli occhi iniettati di sangue, suona il campanello. Dopo un minuto si presenta un tizio con l’espressione di chi viene disturbato mentre è seduto sul gabinetto mentre caga, si palesa con un “beh ?”. Nessuno si aspetta una accoglienza del tipo “che piacere vedervi e grazie di assere qui, posso sicuramente risolvere i vostri inconvenienti” ma “beh” con quella faccia da culo è un po’ troppo poco.
Il tizio in questione non da l’impressione di volersi interessare al problema e per qualche minuto si aggira tra gli scaffali a vuoto, non trovando un beato cazzo. Miriam sta per saltare il bancone e prendere il tizio per la collottola, ma per fortuna arriva una signora, gentile e con un quoziente intellettivo decisamente superiore a quello del collega, dopo una breve ricerca trova la busta.
Busta che viene consegnata dal sunnominato grosso stronzo senza proferire parola alcuna e senza chiedere uno straccio di documento a Miriam.
Sul retro della busta c’è l’annotazione “assente”. Ovviamente è una dichiarazione falsa da parte del portalettere che non si è mai presentato al nostro indirizzo. Insomma, il conto finale presenta due persone gentili e due stronzi molto probabilmente intoccabili, Poste Italiane.
Ho lasciato una inevitabile e completamente inutile recensione sul sito dell’ufficio. Per questo specifico ufficio, ce ne sono a decine di persone incazzate, alcune usano termini anche peggiori,