Mi sento offeso.

Arrivando in ufficio ho scorto la locandina di Repubblica.

“IL PIANO SEGRETO DEL COMUNE. I FORTI DIVENTANO ALBERGHI”

Non credevo ai miei occhi: ma perchè mi prendete così pesantemente per il culo ? Pago le mie tasse comunali, non sporco per terra, rispetto il traffico e voi provate a vendermi queste cazzate ? Ma ne faccio a meno, tranquilli che non divento un cattivo cittadino anche se mi trattate o non mi trattate o fate finta di trattarmi o pretendete di trattarmi o pensate che io sia come un perfetto imbecille. Dunque evitate queste prese per il culo.

Piano segreto ? E chi non lo deve venire a sapere, la CIA, i fondamentalisti, gli avventisti del settimo giorno, i militanti vegani ?  Il comune in questi anni ha dimostrato infinite volte che quando si parla di programmazione il massimo che sa fare è ordinare la carta delle fotocopie. Perchè litigano anche sul colore delle matite, alla fine non ce la fanno ad ordinarle ed i dipendenti se le devono portare da casa.

Ma no, ci voleva anche questa mussa dei forti. Vi ricordate cosa avete combinato con il forte Begato ? Avete speso una fortuna per rimetterlo in ordine e poi non avete deciso cosa ne volevate fare,  incapacità e mancanza di coraggio per i veti incrociati – se non lo faccio io allora non lo fa nemmeno lui – ed ora è di nuovo in rovina.

Vi conosco; scommetto che neppure le generazioni di genovesi ancora nel grembo materno vedranno mai UNA delle cose che promettete, questa dei forti sarebbe proprio spiritosa se non fosse che temo che adesso nominerete qualche favoloso consulente. Costosissimo. Magari straniero. A mie spese. E poi, scusate, ma chi cazzo ci mettiamo nei forti a dormire ? Quali turisti ? Quei quattro gatti disperati che trovano tutto chiuso ? E come ce li portiamo, in elicottero ? O facciamo passare i bus da Via al Trenino di Casella dove anche il 64 si incastra una volta alla settimana ?

Ma no, forse ho letto male; in realtà c’è scritto “apriamo una supercoop al posto del Diamante, il progetto lo fanno quei sovrumani che hanno pensato Erzelli”

ruotasecolo

Ripropongo la Ruota della Sfiga genovese che avevo utilizzato qualche mese fa. Devo aggiornarla. Anzi NO… i forti erano già contemplati.

giornali

Lelocandine del 14 Gennaio 2014

Ma se non ci fosse il calcio, cosa scriverebbero sulle locandine ?  Sondaggi; Doria popolarità a picco. Sindaco, non te la prendere; questo succederebbe in ogni caso, è fisiologico e sta succedendo anche a Barack Obama che pure non ha iniziato nuove guerre. Poi Scarpino; ogni tanto sembra che debba travolgere Borzoli ed uccidere tutti i sestresi, poi per qualche semestre non se ne parla più. Insomma, decidetevi.

 

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Piove che Dio la manda.

Ma non nel mio bagno, almeno per il momento, dunque il tappullo tiene. Oppure…

  1. L’acqua si sta accumulando in una diga naturale dentro il cavedio dei tubi di sfiato. Quanto avra raggiunto i 500 metri cubi tracimerà ed io verrò spazzato da una onda alta 15 metri.
  2. L’acqua si sta infilando nella cucina dei vicini, che domattina si risveglieranno in una stanza a caso dopo che la corrente avrà fatto galleggiare il letto intorno.
  3. L’acqua filtra nella falda carsica sotto la casa e tra qualche ora la casa intera, composta da tre unità abitative, e con essa noi tutti residenti smotteremo fino a Manin, poi imbocchiamo via Assarotti e proseguiremo verso Corvetto, percorreremo via Roma in controsenso, dove un ausiliario del traffico ci multerà e ritirerà la patente a tutti. Poi ci infileremo in piazza DeFerrari dove, trattandosi di ZTL, altra multa. Dopo un po’ arriveremo però finalmente alla Foce. A questo punto verremo multati per divieto di sosta in doppia fila e perdita non autorizzata di terreno fangoso.

Le Righicam diventeranno Focecam. Dovrò cambiare residenza, la posta non mi arriverà per mesi.

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E basta con questi funghetti del…!!!

Sabato sera cenetta con amici in un ristorante il cui proprietario si è fatto dipingere un ritratto nel quale è identico all’attuale Governatore del New Jersey, Chris Christie.

Separati in culla.

Separati in culla.

Abbiamo mangiato bene ma ci ha dato una rasoiata che si giustifica solo per il fatto che c’è il ritratto del titolare sul muro. Il titolare ogni tanto si aggira tra i tavoli e mi sembra persona cordiale e simpatica. La foto che ho fatto al ritratto è di scadente qualità, ma secondo me si vede abbastanza la somiglianza con Christie. E’ chiaro il motivo per il quale il conto era così salato; il ristoratore ed il Governatore sono parenti  stretti e probabilmente dalla Liguria si preparano a finanziare la campagna di Christie come candidato repubblicano alla presidenza degli USA nel 2016. Per inciso, pare che Christie non abbia molte chances di vincere la nomination; c’è un altro repubblicano che si presenterà, tale Ted Cruz attuale governatore del Texas, uno dei portavoce del Tea Party. Pare che costui sia il peggior conservatore da sempre e forse diventerà anche il prossimo presidente, visto che la Clinton non si presenterà e tra i Democratici sarà il caos. (ho letto queste cose, mica me le sono inventate. Leggi qui, ad esempio)

La Domenica invece è trascorsa in buona parte dalla mamma di Miriam. Come noto, ella attribuisce ogni problema cosmico alla mancanza di una adeguata alimentazione, dunque cerca di riempirci come delle oche. C’erano anche dei cugini, gente davvero simpatica; anche loro hanno dovuto respingere gli attacchi eno-gastronomici della Carla. Infine c’è la distribuzione degli avanzi ai commensali. A noi sono toccati, tra le altre cose, i funghetti di meringa con la cappella in cioccolato (ok, va bene, qui c’è un bel doppiosenso anatomico, LO SO).

Miriam ha cercato di rifiutare i funghetti ma ha dovuto capitolare e siamo venuti via con delle razioni di cibo buone per diversi giorni. Arrivati davanti al cancello di casa però la confezione dei funghetti si è aperta dentro il sacchetto della spesa ed a quel punto Miriam è sbottata; “Basta con questi funghetti del cazzo, li odio e mia madre me li rifila sempre, ne compra come se fossimo in dieci.” e così dicendo ha preso delle manate di funghetti e li ha scaraventati sull’aiuola urlando altre frasi gutturali.

In questa immagine, i funghetti sparpagliati nell'aiuola, fotografati poco dopo l'eruzione di Miriam

In questa immagine, i funghetti sparpagliati nell’aiuola, fotografati poco dopo l’eruzione di Miriam

Domani se qualcuno dei vicini dovesse indugiare con lo sguardo verso l’aiuola, potrebbe notare una specie strana di funghi in mezzo all’erba e rimanere ingannato.

funfg

Nel frattempo è arrivato Pedro; ha annusato i funghi, speravo ne mangiasse qualcuno ed invece non ha ritenuto fossero appetibili.

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E c’è chi si lamenta per la Privacy.

Match

Ma perchè Ronco ?

Sono andato sul sito The Weather Channel per curiosare sul tempo che fa a New York. Sulla pagina delle condizioni meteo mi sono comparsi diversi banner pubblicitari, alcuni in italiano alcuni in inglese, tra i quali questo; voglio un appuntamento con una donna a Ronco Scrivia ? Clicca qui. Straordinario l’incrocio di strumenti pubblicitari trans continentali che navigano silenziosamente in Internet. Il Sistema riconosce il mio PC di casa e da li risale al mio account google, facebook e non so cosa altro. Sa come mi chiamo che sono maschio ultra cinquantenne e che potrei aver bisogno di una compagna preferibilmente tra i 30 ed i 39 anni, come da modello noto a tutti gli studiosi di comportamento umano. Ecco allora che quando io apro una pagina tra le milioni su internet i miei dati anagrafici completi  sono noti al Sistema e le pubblicità sono di conseguenza. Le pubblicità sono studiate per me. Ce n’è una che parla dei modi di prevenire un infarto, uno che parla di animali da compagnia, ed infine un modo di trovare compagnia femminile. Non so esattamente perchè a Ronco Scrivia, ma ho il sospetto che per passare dalla cenetta romantica all’orgia anche con animali da cortile io potrei avere dei timori a farlo a Genova. Potrei trovare amici, parenti, vicini di casa, colleghi di lavoro. Allora ecco l’appuntamento fuori porta.

Altro argomento. Una amica è andata in un negozietto non lontano da casa per comprare qualcosa, il proprietario è andato nel retro bottega e ne è tornato con il belino in mano. Lei è rimasta basita per qualche secondo, poi è uscita dal negozio senza proferir parola. L’ha raccontato a Miriam; è capitato anche a lei qualcosa di simile su un treno quanto aveva 26 anni e se lo ricorda ancora ora. L’avventura ha aspetti anche divertenti, in effetti quando l’ho saputo ho mandato a questa amica degli SMS un po’ grossolani e ci siamo fatti delle risate. Ma il tizio in questione è palesemente malato, e finchè mostra i genitali ad una donna adulta è una cosa, ma in quel negozio di quartiere forse ci vanno anche bambine mandate dagli ignari genitori. Insomma, che cosa si deve fare in questi casi ? Lo dici alla Polizia ? Lo dici agli amici che vivono nel quartiere ? Fai finta di nulla sperando che un giorno il tizio non faccia danni peggiori ? E se poi li fa, e tu sapevi qualcosa di strano e non hai detto nulla ?

Altro argomento. Ho depennato 4 “amici” dall’elenco di Facebook.  Ne ho ancora 71 ma a breve ne casserò altri.  Questo succede il sabato pomeriggio quando sono a Genova in una giornata uggiosa. Dormo nel pomeriggio e quando mi sveglio, oltre a scrivere le solite scontate cazzate in attesa che il fine settimana passi – possibilmente in fretta – taglio sui Social Network. Ho scoperto che due tra questi ex amici – che a dire il vero frequentavo zero – conoscevano una persona alla quale suggerirei di trasferirsi su una splendida isoletta tropicale vivendo di sole, frutta e pesce per sempre.  Dunque se io sono amico a A ed a è amico di PdC*, PdC* può leggere quello che io scrivo ? Non lo so, ma la sola idea mi fa passare l’appetito.

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Stica categoria 4.

Sono salito sul tetto per spalmare una resina intorno ai tubi degli sfiati delle cucine dei miei vicini. Perchè continuava a piovere in casa. Una affermazione del genere provoca correnti galvaniche che dal centro del pianeta salgono in superficie e disegnano nel cielo una scritta grande come un continente che recita: “MA… STICAZZI”.

mameco

Il lavoro è stato rapido e spero che risolva il problema. Piccolo dettaglio; ieri ero stato da un ferramenta – materiali edili vicino al mio ufficio per comprare questa resina impermeabilizzante o la bitumina. Mi hanno guardato con quegli occhi che conosco bene, vivendo a Genova. Un misto tra sorpresa, irritazione, scazzo e derisione. Come se avessi chiesto se per cortesia mi vendeva 100 chiodi d’oro e mi faceva anche un pompino. “Non abbiamo niente di simile, provi con del silicone”. Sono andato a Novi Ligure, e ho trovato immediatamente quello che cercavo. Questo mi porta ad enunciare una verità spiacevole che pochi conoscono; gli abitanti di Novi Ligure passano la vita a tappare buchi nel tetto, perchè non li sanno costruire.

Novi Ligure (AL) Il Geometra Aristo Gittone ripara il tetto del Comune

Novi Ligure (AL) Il Geometra Aristo Gittone ripara il tetto del Comune

Per i tetti usano, come i Masai in Africa, paglia impastata con sterco di vacca e dunque dopo poco tempo devono usare resine e bitume per tappare i buchi. A Genova però  lo sterco scarseggia e dunque si sono adottate tecniche diverse ed i tetti sono costruiti bene, ma così bene che non c’è bisogno di tenere prodotti impermeabilizzanti nei negozi di materiali edili.

mameco2

Questo invece è quel rompiballe di gatto che pare si chiami Pedro, ha una casa, ma non ci va.  Prima di sapere che aveva un nome ed un posto caldo dove dormire, gli avevo costruito questo ricovero di emergenza che lui sembra apprezzare. Ma perchè non vai a casa tua ? Non sperare di entrare nella nostra; Miriam inizia a starnutire appena ti vede, poi le si comincia ad ingrossare la laringe, deve prendere il Ventolin e se non basta le devo sparare con proiettili di Cortisone. Comunque sono contento che il ricovero sia di tuo gradimento, te lo meriti per quanto sei affettuoso (e rompiballe).

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La PFM dopo le piogge.

Ha raggiunto il massimo livello, infatti nel lato meridionale ha tracimato regolarmente nel rigagnolo che, quando c’è acqua, scorre nel bosco ceduo, poi a fianco della strada di accesso, attraversa la provinciale Basaluzzo – Gavi, poi alcuni campi, poi si getta nel Lemme, poi nel Bormida, poi nel Tanaro, poi nel Po, poi nell’Adriatico. Ho già chiarito precedentemente questa nozione di geografia idrografica, disciplina di studio che non esiste a parte in questo blog autoreferente, autoreferenziante, deprimente.

La PFM il 10 Gennaio 2014

La PFM il 10 Gennaio 2014

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Eww… (schifo!)

La TAC ha mostrato che ho il naso storto e una narice semi-tappata. Grazie, questo lo sapevo già. Aspetto ancora i risultati del muco (disgusto!) perchè ho una poliposi. Il termine è grottesco, fa venire in mente un antipasto misto mare, immagino il mio setto nasale come una barriera corallina con i pesciolini ed i polpi che si aggirano felici tra il muco.

Santa pace che orrore.

Santa pace che orrore.

Questa è una delle 250 immagini della mia testa. E’ veramente la fiera dell’orrore. Si vede benissimo che il mio naso non è simmetrico, ho un naricione ed una naricina. Questa immagine è terribile ma mette a nudo una cruda realtà; anche quando vedi una bella ragazza bisognerebbe avere la consapevolezza che, a guardarla molto da vicino, avrebbe un aspetto simile.

Sembra anche che mi sia finito uno yoghurt in testa e stia colandomi lentamente sulla faccia. Ulteriore senso di fastidio; ma sono davvero io o c’è stata una interferenza con un film di Terminator ? Il chirurgo in realtà ha già stabilito che devo essere operato, la TAC serviva solo per vedere che punta del trapano deve usare. Oppure emicrania forever. Ci devo pensare.

Aggiornamento. E va bene, lo ammetto. Sono Darth Vader. O meglio, sono il cugino di Darth Vader, gli ho rubato il casco, non è omologato ma quando lo indosso guidando in motorino nessun vigile osa fermarmi.

Scegli il lato scuro e peloso.

Scegli il lato scuro e peloso.

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Facciamo il punto.

Copio & incollo un commento su questa cittadina nella quale sono nato e vivo la maggior parte dell’anno. Difficilmente faccio dei copiaincolla da Internet, se l’ho fatto qualche volta è solo per riportare delle sonore cazzate. Ma questa volta non è, purtroppo, argomento di derisione. Non vorrei perdere traccia di questo commento di Enrico Musso perchè riassume alcuni punti che io ripeto a me stesso da anni. Esperienza diretta.

Questo è il sito web di Mente Locale; Genova, crisi irreversibile ?

E questo è il copiaincolla.

Martedi 7 gennaio 2014 ore 12:05 di Enrico Musso

Tra capodanni, befane e carbone si annidano il tempo e i pretesti per i buoni propositi, per fare il punto, per azzardare bilanci. Ciascuno lo fa per sé, e purtroppo qualcuno lo fa per tutti, le città, i paesi, il mondo. Statistiche, inchieste, reportage, dotti commenti. E la sintesi è: uno, la crisi pare alla fine, molti paesi sono in piena ripresa. Due, l’Italia ne è lontana, se ne riparla fra un annetto. Tre, Genova è in coma.

Non lo dico io, purtroppo, ma una raffica di dottissime analisi su molte testate per lo più di sinistra o di centro, nell’insieme assai credibili. L’ultima in ordine di tempo, a ridosso di San Silvestro, è comparsa su uno dei maggiori quotidiani italiani. Titolo (per la serie la tocco piano): «Genova, la città polveriera dove muoiono i sogni e il futuro non arriva». Alegher, alegher. E se per caso non fosse chiaro il concetto, il catenaccio aggiunge: «Un passato di occasioni perse, gli scioperi e le polemiche: è il lungo inverno dello scontento».

In principio, tre o quattro anni fa, un articolo del Financial Times, nell’unica occasione in cui ha parlato di noi, ha descritto Genova come «un sito storico condannato alla marginalità», caratterizzato da «un caos di pianificazione patologica senza alcuna visione strategica». Carini.

Nell’ultimo anno si sono moltiplicati i reportage funerei da Genova, fino a quest’ultimo. Il prossimo articolo lo facciamo scrivere direttamente al coroner. Genova come uno specchio che amplifica tutto quel che non va in Italia. Manca il lavoro perché le aziende private chiudono o scappano (di solito chiudono le piccole e scappano le grandi). Quelle pubbliche – in particolare quelle del Comune – sono in profondo rosso e vengono tenute in vita artificialmente con i soldi dei contribuenti, accelerando la crisi delle microimprese private e alimentando la spaccatura fra chi almeno mantiene un lavoro garantito e chi lo perde. Anche perché entrambi se la passano peggio di prima e non sono disponibili a dedicare troppa attenzione alle ragioni altrui.

Non c’è un solo settore produttivo in cui l’occupazione sia aumentata. Il tasso di disoccupazione dei giovani ha raggiunto livelli record, mitigato soltanto – paradossi della statistica – dalla loro emigrazione (un metodo infallibile per non avere più giovani disoccupati è non avere più giovani, chioserebbe monsieur de La Palice, e in effetti ci stiamo provando). Anche il prodotto pro capite è tra i peggiori del Nord – per la gioia di chi voleva la decrescita – e la Liguria è l’unica regione del Nord per la quale, e da anni, il flusso dei soldi che arrivano da Roma a vario titolo (pensioni, sovvenzioni ad aziende, cassa integrazione, stipendi pubblici) è maggiore del flusso di tasse che procede in senso opposto.

Le tasse, dal canto loro, aumentano. Sia perché in questi anni hanno continuato ad aumentare quelle nazionali (non solo con i governi Prodi e Monti, che almeno lo hanno ammesso, ricordando il dovere di risanare la finanza pubblica, ma anche coi governi Berlusconi e Letta, che hanno spavaldamente raccontato il contrario), sia perché, tutte le volte che potevano, i governi della Liguria e di Genova ne hanno aggiunte di proprie (tasse sulla casa, addizionali regionali, etc.) per sistemare bilanci non proprio virtuosi.

Gli alti costi della politica non ne assicurano il buon funzionamento, anzi. Su tutte le grandi scelte decisive per il futuro della città pesa l’immobilismo, l’indecisione e l’ondivaghezza dei politici (e non solo), la tendenza a non prendere decisioni per non scontentare questa o quella lobby e non scompaginare coalizioni già fragilissime, tenute insieme solo dall’esercizio del potere.

Dalla gronda autostradale alla gestione delle aziende comunali, dalla metropolitana all’ospedale del Ponente. Decidete qualcosa, una buona volta, qualcosa di sinistra, oppure di centro, oppure di destra, fate un po’ voi. E poi, buon Dio, fatelo. Invece no. E così, al costo vivo della politica si aggiunge quello delle sue non-decisioni, così come quello di una burocrazia dilagante e senza controllo, che rende impervia qualunque iniziativa privata, incluse quelle legate alla creazione di nuovo lavoro. E nella città bloccata aumentano divisioni e intolleranza. Il che è in parte una naturale patologia di un tempo di crisi: ciascuno, davanti ai sempre più magri raccolti del proprio orticello, allunga lo sguardo e trova l’erba dei vicini straordinariamente più verde. Ma in parte è anche il frutto avvelenato di patologie tipicamente genovesi, almeno nella Genova dell’ultimo quarto di secolo: la città dominata da un blocco di potere politico-affaristico, che ha tenuto in scacco le energie sane della città, facendole fuggire o costringendole a compromessi per essere cooptate nella stanza dei bottoni, e dei bottini.

In questo modo si mettono giovani contro anziani, privato contro pubblico, lavoratori dipendenti contro lavoratori autonomi, cittadini contro amministrazione, e (persino) destra contro sinistra. Un circolo vizioso cominciato ben prima dell’attuale sindaco, ma che lui non aiuta certo ogni volta che – a corto di proposte concrete per la città – si rifugia nella descrizione di se stesso come il politico onesto, puro e morale, distribuendo implicitamente agli altri, inclusi i suoi stessi alleati, patenti di falsità e disonestà.

Se questi sono i bilanci – tracciati non da me, ma da autorevoli analisti di molte testate e confermati da oggettive statistiche economiche e sociali – sarebbe facile confinare i propositi d’inizio d’anno all’invettiva e al vaffanculo. Incontro quasi ogni giorno cittadini che mi parlano male del sindaco, come se fosse tutta colpa sua, e lo qualificano come inadeguato (di solito usano vocaboli un po’ meno British). A me tocca difenderlo. Un po’ perché penso che il giudizio sia ingeneroso, e perché non ho comunque la prova che io avrei fatto meglio se avessi fatto il sindaco, cosa di cui si dicono invece sicuri i miei interlocutori, compresi quelli che hanno votato per lui.

Ma soprattutto perché se è davvero inadeguato il problema sono i genovesi che lo hanno eletto, non lui che si è legittimamente e meritoriamente messo a disposizione. C’erano 13 candidati sindaco, ce n’era per tutti i gusti. Chi ha votato per lui può essere contento o scontento, ma prima di tutto di se stesso. Almeno fino alle prossime elezioni.

Vorrei invece che, complice il periodo, fossimo capaci di trarre buoni propositi sia dal terrificante rosario di sfighe evocate da tutti quelli che parlano di noi, sia da questa mortifera ricerca del capro espiatorio attraverso la quale tutti cercano di non fare i conti con la propria incapacità di cambiare. Di realizzare, o, come diceva Gandhi, di essere essi stessi il cambiamento che vogliono vedere in questa città. Che palle, la morte dei sogni e anche il shakespeariano inverno del nostro scontento (ma non dovrebbe a un certo punto esser mutato in radiosa estate dal sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose esser sepolte nell’oceano eccetera? che poi Riccardo III era uno che di politica se ne capiva).

Gli esperti in buoni propositi di Capodanno, sempre per tenerci su di morale, assicurano che ci ricorderemo di seppellirli più o meno il primo lunedì di febbraio, uscendo al mattino con una settimana di lavoro davanti, un cielo plumbeo sopra e già qualche delusione dietro, e speriamo solo quella. E concludono, i guru dei buoni propositi, che bisogna concentrarsi su uno solo.

Proviamo con questo: smettiamo di lamentarci di quello che non va e degli altri che non sono capaci; chiediamoci come possiamo, noi, noi insieme, noi tutti insieme, far ripartire questa città. Cominciamo a farlo qui, oggi, da Mentelocale (io scrivo qui ogni due settimane e vi giuro che non vi mollo), dalla rete, ma anche dai bar e locali ancora aperti, dai campetti e dalle palestre, dall’università, dagli oratori, dai centri sociali, dalle piazze. È un buon proposito che li contiene tutti, o quasi. Abbiamo un anno davanti. E, a dire il vero, forse non molto di più.

Enrico Musso © copyright Mentelocale Srl, vietata la riproduzione.

Copiraigt una sega; per una volta che trovo qualcosa di ben scritto e che riflette il mio pensiero senza sbavature, lo copio e lo incollo.

Altro argomento. Siamo sicuri che per acquistare un maxi-scooter non si deve prima fare un test per comprovare la propria imbecillità ? Oppure scendendo dal Righi incontro sempre gli stessi motocoglioni con il loro stile di guida che mi spingerebbe a mettergli la marmitta su per il culo ? Just asking…

Altro argomento. Non ho pulito o asciugato le lenti delle webcam Levante e Centro; si sono sistemate da sole. Io vorrei andare a controllare entrambe, ma il tetto è sempre umidiccio ed è ricoperto ora da una intera puntata di Focus sui licheni ed altre piante mono o pluricellulari note per quanto son viscide. L’ultima volta che sono salito sul tetto ho rischiato sul serio di cadere, stavolta cadrei di sicuro.  Sticazzi privi di grip.

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Ed ora tocca all’Europa ?

Non parlo di economia e neppure di figa. Parlo del APV, oppure VPA in italiano, o ancora, semplicemente PV o VP. Insomma, che cazzo, parlo del Vortice Polare che invece di starsene al polo si è allungato verso la Florida qualche giorno fa con il freddo conseguente in buona parte degli USA. I giornali anche italiani ci hanno marciato per giorni dimenticando artatamente la profonda piscina di materia organica maleodorante nella quale un governo inetto ci sta spingendo sempre di più. “Guardate qui, gli USA in ginocchio per la neve.” E chi cazzo se ne frega se a Chicago ci sono 30 gradi celsius sotto lo zero, mi interessa non più di quanto mi interessa conoscere la marca del gel vaginale usato dalle nostre deputate e se per applicarlo impiegano un mestolo da minestrone o un frullatore.

Comunque, la coperta tondeggiante del freddo polare non si allunga e allarga a dismisura,  si limita a muoversi sinuosamente salvo futuri ed imminenti cambi climatici importanti che nessuno è ancora in grado di quantificare. E’ come un blocco di pasta con la quale si fa una pizza; quella è e quella resta, la puoi tirare, stendere da una parte o dall’altra ma alla fine o si spezza o diventa troppo sottile, si ricompone e si scompone di nuovo. Le proiezioni mostrano alla fine di Gennaio e l’inizio di Febbraio una possibile evoluzione che farà brillare gli occhi ai patiti del freddo nostrano. Secondo i modelli del notabile Centro Europeo per le previsioni a medio termine, o ECMWF, il VP sul continente americano verrà respinto verso Nord dalla vigorosa reazione della pressione che allora sarà salita vorticosamente sulla East Coast formando un blocco sulla Groenlandia bilaterale come fosse antani e scappellamento a destra. A quel punto il freddo dovrà scendere da qualche altra parte, producendosi in  un affondo clamoroso longitudinal-trasverso posto verso il centro del Mediterraneo. Colpito soprattutto il Righi ed in modo particolare Miriam. Due metri di neve fresca e farinosa che mi permetteranno di arrivare in ufficio alla Foce in slittino. Anzi, domani ordino una motoslitta canadese con motore V6 turbocompresso.

In parte è fantameteo. Mancano tanti giorni e oggi non ci sono neppure i prodromi della saccatura, semmai i pre-pre prodromi che la disciplina sta cercando di inanellare in una sequenza sul medio termine che però i computer non sono ancora in grado di rendere coerente e pertinente. Insomma, non è una previsione vera e propria; è una proiezione statistica probabilistica sticazzi polifunzionali che anche un dilettante saprebbe disegnare. E’ come prevedere l’ondeggiare di una altalena; è facile immaginare in teoria come si comporta, salvo la presenza di numerosissimi bambini rompicoglioni (le dannatissime e tantissime variabili) che possono in qualsiasi momento fermarne il corso, invertirne la corsa, spingerla in modo ancora più accentuato e rompersi un paio di denti, provocarsi ferite lacero contuse alla faccia e piangere per due ore aumentando l’entropia universale per nulla.

Scrivo tutte queste solenni cazzate intanto perchè non ho sonno e poi perchè voglio vedere se, quando ed in che misura davvero si avvereranno questi scenari da Siberia a fine mese.

Per il momento ci accontentiamo, verso il 15 Gennaio, di un bel po’ di pioggia in stile autunnale. Ammesso che la previsione si avveri; oltre t+72 ore siamo ancora abbondantemente in zona bussolotti.

15gen

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Jet lag.

Questa sera ho deciso di non prendere benzodiazepine ed eccomi qui. Solo le ore 1 del mattino e non ho sonno. Sto aspettando che un infuso dal nome “Pace della sera” o qualcosa del genere raggiunga una temperatura bevibile. Dentro la bustina, un istante prima di versarci l’acqua bollente, sono certo di aver visto degli animali muoversi, forse formiche, pulci, oppure acari. Comunque a questo punto sono cotti a puntino, in più ho aggiunto un cucchiaio di miele Bio-qualcosa che renderà la bevanda ancor più gradevole.

Mi ero addormentato, per fare sogni orrendi, poi Miriam mi ha svegliato perchè sognava di sentire dei rumori, io sognavo che Miriam mi svegliava perchè sentiva dei rumori, alla fine di questo pasticcio onirico – spazio – temporale io sono sveglio e Miriam fa finta di far finta di sognare di essere sveglia.

Domani, anzi no, oggi ho la TAC al naso. Così impara a farmi fare le notti insonni per epistassi. Ora che ci penso, il mio stomaco si lamenta per una ondata di acidità, ma la tisana è ancora oltre la soglia dell’ustione alla lingua, dovrei prendere una pastiglia contro l’acidità, ma ho il sospetto che la pancera che indosso senza vergogna contribuisca a questo senso di invecchiamento delle mucose gastriche più dell’acido cloridrico.

Ecco, ho dato un sorso alla tisana “Dormi che ti passa” ed è abbastanza ributtante. Farà effetto dieci minuti prima della sveglia, garantendomi una mattinata da Zombie. Ma prima mi farà correre in bagno 85 volte per produrre tutte le volte 5 centimetri cubici di pipì, perchè ho la prostata che non prostata bene, anche se il PSA è nei limiti di legge e se mi fermano i Carabinieri non possono dirmi niente.

Bene, adesso che ci penso mi stanno montando su anche un po’ di ansie. Posso andare a far finta di dormire sognando di non avere ansie.

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