E’ arrivato il telemisuratore pneumatico.

Lo avevo ordinato il 25 Luglio 2017. Sono trascorsi 6 mesi, circa 180 giorni. Il fornitore o importatore è a Padova, dunque 373 Km. percorsi ad una media di 0,111 Km/ora. Quando lo metterò in posizione, potrò misurare il livello della cisterna di acqua senza menarmelo con la sonda. Oppure non funzionerà e continuerò a menarmelo con la sonda. Però è costato poco, dunque eventualmente lo userò come fermaporte o come segnalibro o fermacarte.

Naturalmente a questo punto ci vuole una foto della Pozzanghera con uno dei due Aironidi (non si dice cosi ma rende l’idea). Oggi tocca a Bianco, che mi sa che non riesca a pescare a causa del leggero strato di ghiaccio.

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Rosso Gastone.

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Gastone è di nuovo in giro e sospetto si dia il turno con l’Avvoltoio Bianco. Potrebbe essere una scelta studiata per presidiare questa e forse un’altra Pozzanghera. Sebbene questa sia una Pozzanghera di una certa bellezza, a poco più di 600 metri in linea d’aria c’è un laghetto, sempre artificiale ma ben più grande di questa roba.

Questa invece è la tradizionale cartolina rossastra di questi bei mesi invernali. Quelli in fondo sono dei cumuli, sotto i quali ci sono le Alpi. Dietro, la Svizzera.

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Le cincie hanno riscoperto i semi di girasole, il livello ha iniziato ad abbassarsi.

In queste ore tutte le webcam sono rossastre, insomma, banali. Brignole, forse la più negletta del gruppo, in versione tramonto.

 

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Non è una Garzetta, è un Avvoltoio Bianco del Novese

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A me non la si fa; non è mica una Garzetta come si cerca di farmi credere. L’Avvoltoio Bianco del Novese è una specie autoctona molto rara, dalla quale derivano i molto comuni ed inflazionati Avvoltoi da Film Western.

E Gastone dov’è finito ? L’ho visto di sfuggita qualche giorno fa, ma credo che l’Avvoltoio Garzetta bianco abbia poteri sovrannaturali e lo respinge con onde gamma.

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La Garzetta.

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La Garzetta sosta nella Pozzanghera. A me sembra che sia ben più grande di quella che frequentava qualche mese fa. Allora ho cercato di documentarmi. Su un forum che si chiama Natura Mediterranea un tale che si firma Fabribor scrive quanto segue:

Fisionomia un pò diversa fra i due: la Garzetta è un piccolo airone ben proporzionato, l’Airone bianco ha collo “serpentiforme” e zampe più lunghe. Il becco, è un pò una fregatura. Bisogna tenere presente che la Garzetta ce l’ha nero tutto l’anno, mentre l’A. bianco ce l’ha nero nel periodo riproduttivo e giallo nel periodo invernale. Le zampe sono nere in entrambi, ma la Garzetta ha piedi gialli, e l’A.bianco ha la parte alta della zampa di solito che sfuma al biancastro. A volte emettono il verso. La Garzetta emette un gracchiante urlo come se avessero pestato un callo a Fausto Leali (“Aaarrhhhh”). L’Airone bianco più spesso emette un sommesso “rattling”, come se un cavallo battesse i denti per il freddo. La garzetta mostra due penne lunghe nella nuca, e in estate le “aigrettes” cioè piume lunghe e sfrangiate tipo velo da sposa. L’airone bianco no.

Dunque ha ragione il Cons. Bio che le riconosce anche ad occhi chiusi.

E poi questo.

Non dovrei mai scrivere qualsiasi cosa il lunedì mattina, soprattutto dopo che ho passato un fine settimana a casa con sintomi para influenzali. Quoto un estratto da un messaggio di questa mattina che ho scritto ad un avvocato in merito ad una questione che va avanti da qualche tempo:

“La signora Pina* iniziò ad avere un fuoriuscita di liquido maleodorante più o meno in concomitanza con l’inizio dei lavori presso l’immobile a margine.  Nel Marzo 2016  mi sembra venne fatta una indagine dalla quale risultò che si trattava di liquami di scarico fognario.”

Scritto così può assumere un significato inquietante a carico della citata signora. La fuoriuscita infatti è avvenuta dal muro confinante con il giardino. Questo è un classico caso di pessima sintassi e chiedo clemenza alla Corte in quanto ho scritto ancora sotto effetto di una miscela di antidepressivi, antiacidi, antinfiammatori ed antifebbrili.

Avrei forse dovuto scrivere così:

“La signora Pina* iniziò ad avere una zampillante, copiosa ed ininterrotta fuoriuscita di liquido maleodorante più o meno in concomitanza con l’inizio dei lavori presso l’immobile a margine.  Attribuendo la colpa del problema alle non richieste vibrazioni prodotte dai lavori di ristrutturazione, campionò il liquido e lo fece analizzare nel marzo 2016. Il laboratorio determinò che si trattava di liquami di scarico fognario. Il liquido si accumulava in poco tempo è la Signora Pina* fu costretta ad utilizzare una pompa per rimuovere l’eccesso di liquido che si raccoglieva in una profonda e larga pozzanghera e dunque comprometteva la salute dell’ambiente famigliare. Intendo dire nel giardino”

* Pina è ovviamente un nome di fantasia.

 

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The Party

Film con Peter Sellers. Quando noi, sempre più di rado, veniamo invitati ad una festa, siamo sinceramente grati a chi ci invita. Lo dico perchè io alle feste talvolta mi rendo conto di sembrare la persona più annoiata della galassia. In genere mi isolo in un punto lontando da rumori e persone e mi metto in pausa aspettando che Miriam mi venga a riattivare per andare a casa. In realtà io partecipo agli svaghi, ma non voglio ostentare. Miriam invece è contenta per due, perchè è molto più sociale e perchè quando c’è musica, si mette a ballare. Ma prima di uscire per raggiungere gli amici, dobbiamo andare attraverso la lunga e complessa fase di vestizione di Miriam.

Io mi vesto sempre nella stessa maniera da quando avevo 20 anni e ci metto un paio di minuti. Sembro Mr. Bean, ma è un abbigliamento can-che-fugge neutro e triste che mi fa sentire totalmente trasparente, anonimo, vecchio, dunque perfetto. Miriam invece deve aprire un tavolo di consultazione telefonico con alcune sue amiche per determinare la sfumatura esatta del vestito. La difficoltà è nel decidere un vestito che non sia troppo informale o troppo elegante. Perchè la competizione con le amiche e le conoscenti che si possono incontrare è feroce. Se tutte sono eleganti e tu ti presenti sottomessa, sei sottomessa, sciatta, brutta, povera ed inaccettabile. Altrimenti se sei sopra le righe sei, appunto, sopra le righe; una esibizionista, fuoriluogo, esagerata, ostentarice, sciantosa, pretestuosa.  Ieri sera ha deciso di vestirsi come un pannello votovoltaico (un vestito ricoperto di paillettes di materiale plastico), sia perchè si sente a proprio agio e poi per poter ricaricare il telefono nel caso la batteria cedesse.

Un problema aggiuntivo che si presenta quando la temperatura esterna è inferiore a 30 gradi, è che il vestito deve anche rappresentare un buon isolamento dalle temperature rigide. Purtroppo spesso i vestitini da festicciola sono fatti di tessuti sottilissimi e per nulla coibenti. Il vestito fotovoltaico conduce calore come pochi altri elementi in natura. Rischi di fare la figa ma poi tornare a casa con la bronchite.

Questo problema termico deve essere fronteggiato con una accurata scelta di biancheria da mettere sotto il vestito. Il problema non è lieve e varia in funzione del decimo di grado di temperatura esterna. Il risultato deve proteggere Miriam dal congelamento ma anche dal surriscaldamento.

Per esempio, una maglia in capilene ha un ottimo potere coibente ma ha una tessitura che rende difficilissimo far scorrere sopra qualsiasi altro capo di abbigliamento. Dopo essersi infilata il capilene a triplo strato e, con immensi sforzi, il vestito energeticamente rinnovabile, Miriam ha scoperto che in pochi attimi la temperatura interna è salita a livelli di fusione nucleare.

Allora è sorta la necessità di togliersi immediatamente il capilene sfilandosi però il vestito elettricamente rilevante e la cosa ha presentato delle difficoltà che solo il mio intervento le ha permesso di completare prima di trasformarsi in una palla di luce e distruggere tutta la collina del Righi per poi proseguire con l’intero pianeta ed il Sistema Solare.

Miriam con tutto lo sfregamento causato dal metti-togli ha accumulato elettricità che si è scaricata al suolo con il rumore di un tuono. Per fortuna in cortile c’è una puntazza che è dimensionata per l’intera rete ferroviaria italiana e dunque non ci sono state conseguenze per la popolazione. Abbiamo però faticato a spegnere la televisione e la lavatrice che si erano accese per effetto dell’enorme quantità di energia accumulatasi durante lo sfregamento dei due diversi tessuti. Alcuni mobili si sono spostati e dei cassetti si sono aperti e richiusi ripetutamente. Un vicino ha raccontato che gli è squillato il telefono ma con una suoneria che ricordava un coro religioso. In auto ogni tanto Miriam emetteva bagliori azzurrognoli e sfrigolii da alta tensione.

 

Foto di una statua di terracotta che rappresenta una scrofa. Non sapevo che i genitali esterni di una scrofa fossero così simili a quelli della specie umana. O sono io che ricordo male.

 

Io non ballo, mi vergogno. Ma la quasi totalità dei miei coetanei balla. Alcuni di loro sembrano divertirsi genuinamente, come Miriam, altri sembra lo facciano per esorcizzare la morte o qualche malattia esantematica e mi verrebbe voglia di andar da loro sulla pista, metter loro un braccio intorno alle spalle e dire “dai su, non fare così, vieni a berti qualcosa e non ci pensare”.

Grazie alla serata ho scoperto che sul telefono ho un word pad con il quale posso scrivere, poi posso fare uno screenshot di quello che ho scritto, fare un cropping dell’immagine, metterla sullo schermo ed andare dal DJ, mettermi di fronte a lui, richiamare la sua attenzione e mostrargli:

Lui ha riso di gusto e mi ha confessato che anche lui la detesta, ma gliela chiedono e dunque ha dovuto mettere su qualche merda di canzonetta di moda cantata da burini ambosesso.

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Notizie dal seccume alessandrino.

Sono in contatto con un geologo di Novi Ligure che sta facendo le pratiche per il futuro, auspicato pozzo che dovrebbe trovarsi non lontano dalla Pozzanghera. Lo scavo mi costerà un occhio della testa e spero che il foro non vada a finire in una fogna mesozoica o in qualche falda inquinata da colibatteri o, peggio ancora, che non trovi una goccia di acqua. La cosa mi cagionerebbe un bel malumore di quelli che arrivano fino all’amigdala e durano per un po’ interessando anche le persone che mi sono vicine.  Già che c’ero, ho chiesto al geologo un paio di informazioni extra.

La prima domanda è perchè casa mia si chiama “Cascina Malfornita” ? Non è un nome particolarmente augurante, “Piendifiga” sarebbe stato meglio anche se ipocrita, mentre un nome neutro tipo “Cascina Prato Secco” o “Bosco Ceduo” sarebbe stato più equilibrato. Comunque, il Geologo ha scovato un sito web dal quale estraggo quanto segue:

 

 

Posso dunque pensare che “Fornita” sia legato alla fornitura di acqua per il mulino, mentre il prefisso “-mal” potrebbe derivare da qualche strutturale carenza tecnologica o funzionale della presa. La diga pare non funzionasse benissimo, si intasava sempre ed il mulino si bloccava nel cuore della notte.

La cosa irritò il sindaco di Basaluzzo, che promosse una conseguente azione legale da parte del Comune nei confronti del Marchese Bonifacio. Il Marchese se la prese a male e rispose con una aggressione a colpi di pietre e bastoni verso quelli dell’ufficio Tecnico del Comune. I due pare fossero già litigiosi per una questione di tasse sulla spazzatura da ben prima del 1416. Io non desidero prendere posizione sulla vicenda, ma il Marchese Bonifacio di Monferrato pare non fosse particolarmente simpatico.

Seconda domanda. Ho diverse crepe sui muri di casa, sul cordolo esterno. Sono comparse negli ultimi mesi e sono molto ampie. Non sono le solite crepe di assestamento, le crepine che uno guarda e fa finta di non vederle, anzi fanno antico. Queste sono ben più estese, larghe e repentine, sono delle crepone o GCC (grosse crepe del cazzo). Il fatto preoccupante è che molti amici e conoscenti della zona lamentano lo stesso problema. Ecco la risposta del Geologo:

 

Per quanto riguarda le crepe nelle abitazioni, queste son dovute alla siccità che ha portato alla perdita d’acqua nei terreni argillosi di fondazione con successivo assestamento sotto il carico degli edifici. Questo movimento è normalmente di tipo stagionale con scarsa evidenza nel breve periodo (4-5 anni). La siccità 2017 è stata importante provocando assestamenti delle strutture (specialmente quelle prive di locali interrati) in tutta la piana alessandrina ma anche in zone collinari della Val Borbera, Valle Scrivia, Val Lemme, ecc. L’evento è stato a carattere eccezionale ed ha portato ad un nuovo equilibrio le strutture murarie e non. Si consiglia di monitorare l’andamento temporale delle crepe con foto e mappatura dedicata. Nei casi di dissesto incipiente si consiglia la posa di sistemi di misura del movimento ed eventuale studio del dissesto (indagini geognostiche, ecc.).

 

Ero arrivato alle stesse conclusioni ed io sono ragioniere, ragioniere praticante catastrofista ed alla luce di quanto si è abbassato il terreno intorno a casa e visto il cambio climatico in atto, ho avuto il sospetto e se le crepe continuano ad allargarsi, dovrò prendere drastici provvedimenti. Questa è una cosa seria ed al momento preferisco pensare ad altro.

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Un solo accenno sul 64.

Probabilmente ho già scritto quanto sto per esporre. Ma qualche ora fa ho avuto un lampo di memoria che mi ha permesso di ricordare una cosa di 40 anni fa che era sepellita nella mia memoria, mi sono sentito particolarmente funzionante ed ora ecco la mia esternazione che forse ho già esternato ma, sticazzi ripetitivi, oggi sono pari.

Quando salgo verso casa con il motorino, talvolta mi capita di essere dietro al 64, autobus AMT che parte da Manin ed arriva alla funicolare. E’ una esperienza orrenda. Non solo vengo avvolto dai gas di scarico che talvolta sono neri come la pece e densi come la pece, ma in scia all’autobus sembra di essere nel reparto tossici dell’ICMESA, anche nei filtri di aspirazione di una fonderia di piombo. Più una serie di esalazioni di olii bruciati, plastica rovente, odore di saldatura, gomma in fiamme, frizioni roventi, zolfo infernale, pesce andato a male, spurgo fosse settiche, produzione farine da macellazione, discarica di prodotti industriali vietati.

La sporcizia e la trasandatezza, la carrozzeria piena di botte e graffi è solo la crosta, il magma maleodorante e velenoso è al proprio interno, e non sono solamente i passeggeri.

Benvenuti nelle colline.

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La sagra del BELIN continua.

Per la seconda volta in due mesi, non riesco ad accedere via FTP al mio server BELIN. Segnalo nuovamente la cosa al customer service ed inizia da capo la sequela delle richieste di mandare screenshot e messaggi di errore. E’ una cosa già vista; loro mi fanno domande standard ed alla fine di un lungo ed esasperante scambio di messaggi, le cose sembrano funzionare regolarmente per due giorni. A questo punto non ho voglia di attraversare di nuovo il processo in cui mi dicono cose banali senza risolvere il problema fin quando non si decidono a risolverlo. Allora decido io di trasferire il dominio su un altro provider americano.  Ne trovo uno che ha ottime referenze. Seguo pedissequamente la procedura, qualche intoppo da ignoranza acuta, la chat di assistenza mi guida laddove sono carente. Però ad un certo punto del processo, ad un pelo dalla conclusione della procedura, succede qualcosa di anomalo.

Anche con il provider precedente c’era qualcosa che non funzionava ed il problema era stato trasferito dai badilanti del customer care ai piani alti ed esperti del Sistema, i cosidetti specialisti.

Io ho un sospetto, fondato sulla base alla mia superiore intelligenza e comprensione di come va il mondo. C’è un dettaglio che io ho sempre fatto finta di ritenere secondario, ma invece temo che non lo sia, anzi temo che metta in crisi i controllori dei domini e cazzi delicati di Internet. Se va veramente male, perdo i diritti sul dominio e devo modificare il mio progetto di ristrutturazione del mio patrimonio informatico, non potrò quotarmi nella borsa del Righi, sarò deriso dalla comunità internautica, ammesso che ciò voglia dire qualcosa.

 

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Come frego i miei cicli circadiani.

Secondo una rivista di quelle che si trovano a bordo degli aerei, letta durante qualche sosta in aeroporto causa neve, per contrastare efficacemente il jet leg è sufficiente adottare il ciclo giorno-notte del posto dove si vuole andare qualche giorno prima di partire, et voilà. Ossia svegliarsi 5 ore prima, o dopo, e così mangiare a mezzanotte o fare la prima colazione all’una del mattino, o tutto insieme. Quelli della United, o American Airlines non ricordo, suggeriscono che bisogna dotare la propria stanza di una light box, ossia una lampada che irradia la stanza di lunghezze d’onda simili a quelle del sole e, ad esempio, ci si abitua al prossimo fuso orario svegliandosi alle tre del mattino nei 4 giorni che precedono il viaggio, si accende quella luce e poi si fissa il soffitto fino al sorgere del sole.

Non sto scherzando, l’ho letto davvero e mi è sembrata una cosa ridicola e totalmente inutile. Io combatto il jet leg e perdo quasi sempre. Ad esempio, alle 6 di oggi pomeriggio sono arrivato a casa, dopo mezz’ora ho mangiato, alle 8 sono crollato dal sonno e mi sono svegliato mezz’ora fa. Adesso sono le 12 (mezzanotte), sono sveglio come in grillo e con lo stomaco inverso. Perchè ho cenato alle sei quando il mio ritmo circadiano mi diceva che era mezzogiorno, ma adesso sono per me le sei di sera.

Ho una scelta da fare con due opzioni; la tisana al finocchio e quella alla camomilla. La miscela di finocchio contiene anche liquerizia, che fa bene alla pancia ma tiene svegli come la caffeina. Allora mi passa lo stomaco inverso ma non dormo fino a domattina. Ora in cui piombo nello stordimento perchè per me è mezzanotte. Allora prendo la camomilla, però non fa nulla per il mio stomaco.

Anche Miriam si è svegliata e mi sta tartassando di domande sulla Protezione Civile, perchè guarda sempre quei siti spazzatura che hanno già intravisto all’orizzonte una perturbazione che ci ucciderà tutti, a partire dagli abitanti del Righi.

Questo è per noi il normale acclimatamento del cambio di fuso orario, altro che light box.

PS. Vaffanculo fuso orario.

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Il temporale di Gennaio

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Direi che un temporale autorigenerante a Gennaio non rientra nelle casistiche relativamente al clima del periodo. Non è il primo che ho visto, tuttavia è un po’ come se nevicasse a Maggio. Quando le correnti insistono di Scirocco, in genere piove anche a Basaluzzo, una trentina di salutari millimetri che hanno un po’ intorpidito le acque altrimenti maestose delle Pozzanghera ed hanno richiamato 4 anatre, o germani.

Ho contattato il Consulente Biologico che mi ha confermato trattasi di tre femmine ed un maschio. Ma la comunicazione era disturbata e forse mi sbaglio e sono un maschio e tre femmine, oppure due transgender che non hanno rilasciato dichiarazioni ed un difensore civico di Crotone.

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Dopo circa 2 ore i germani apparentemente se ne sono andati, forse perchè è arrivato un avvoltoio bianco, qui ripreso mentre sta valutando gli effetti di Brexit sui propri investimenti a Bermuda.

Addendum.

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L’avvoltoio, modello Garzetta ipersviluppata, se n’è andata ed al suo posto 6 germani, mai visti così tanti, sarà che il posto è molto ameno. Il Cons. Bio suggerisce di creare un angolo di Pozzanghera con canne, in modo da attirare ulteriori anatre e simili. Gli ho però ricordato il fatto che le canne sono estremamente invadenti e finirebbero per ricoprire l’intera pozzanghera nel giro di poco tempo, dopo sono inestirpabili. Se proprio vogliamo parlare di canne, che ci pensi lui a portarne una che ce la fumiamo sulla panchina del “belvedere”.

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