Nuove dalla Pozzanghera e dintorni.

I dintorni. Uno dei pochi Carpini, tra i numerosi che ho messo a dimora anni addietro, che è sopravissuto alle ricorrenti siccità ed al suolo inospitale, oggi nella sua livrea autunnale. Intorno ci sono alberi spogli, alberi gialli ed alberi ancora completamente verdi. Non so se sia normale o se stia iniziando una selezione naturale in presenza del cambio del clima dell’ultimo decennio. Staremo a vedere.

Le 4 Carpe in una foto palesemente taroccata per ovviare alla mancanza di colori. Non si vedono le dimesioni ma sono cresciute ancora.

Le Querce 2 e 3 rosse. La 4 e la 5 invece sono ancora verdi, con solo qualche accenno autunnale.

Dopo numerosi appostamenti infruttuosi, finalmente una foto decorosa delle nuove carpe 2017. La colorazione e maculazione all’interno del branco è molto differenziata, in totale di questi soggetti ho stimato ce ne siano circa un centinaio. Viaggiano in un branco che talvolta si divide per poi riunirsi subito dopo. Queste piccole bagasce sono selvatiche e quando mi vedono scappano ed è difficile fotografarle.

Misurano circa 5 centimetri di lunghezza. Segnalo che tra loro sguazza anche una Carpa modello 2016, che misura circa il doppio delle giovani comari. La temperatura dell’acqua è di 4 gradi centigradi.

Leave a comment

Picasso Brothers.

Picasso. Io sono una bestia e sono andato a vedere la mostra con la passione, il trasporto e la partecipazione di una mucca mentre si fa mungere. Siamo andati in gruppo con molti amici e c’era una critica d’arte che parlava con ardore e competenza, tuttavia io continuo ad essere la bestia di prima.

Ho scattato una foto ad un quadretto (vedi sopra oppure sotto se cambi la prospettiva a due punti di fuga che diventano tre), scatenando le rimostranze dei custodi. Nei musei in USA puoi fare foto a patto che non usi il flash o non dai fuoco al locale.

Commento.

In quest’opera ci sono una tetta di fronte ed una di profilo, lasciando capire che il quadro rappresenta una figura femminile e non la sfilata di Macy’s a New York. Dal lato opposto c’è poi una sorta di appendice con dei buchi che sembrano quelli di un bottone che potrebbe essere la testa. Ma c’è dell’arrossamento come quando ti gratti o prendi un eczema. Potrebbe essere, volevo arrivare a questo, la filiberta. Il rosso forse non è perchè le prude ma rappresenta la passione. Forse l’artista voleva rappresentare una cunillingus condita con la salsa di pomodoro. I tre buchi potrebbero essere lo studio da punti di vista diversi. In altri termini, non importa da che angolazione la guardo, io vedo sempre un buco, o due se considero il buco del sedere, ma anche tre chissenefrega. Sopra c’è apparentemente dell’acqua, come un lago o un golfo con, sullo sfondo, una fetta di Raclette. Ecco il messaggio nascosto: la filiberta, se non la si lava accuratamente con acqua, ha odore di formaggio. In realtà sarebbe di pesce, ma l’artista non è a proprio agio nel dipingere i pesci, dunque ha ripiegato sul formaggio. In definitiva, l’opera rappresenta una esortazione ad una corretta igiene intima, dipinta forse dopo aver avuto qualche esperienza disgustosa con una trombamica.

C’era un altro piccolo ritratto – senza tette – il volto di una ragazza molto carina, credo fosse tale Marie-Therese, che mi piaceva davvero, ma per non incorrere nuovamente nel disappunto dei custodi, non ho scattato foto e dunque della mostra mi rimane solo il quadro delle tette.

Parliamo ora di Ghiande.

Queste invece – per venire a cose serie – sono 49 ghiande che arrivano da un certo numero di querce che circondano il Water Reservoir di Central Park. Me le ha commissionate un amico, o meglio me ne ha chieste un paio ma poi mi sono lasciato prendere la mano. Adesso devo procedere con l’abluzione per vedere quelle sane (che affondano nell’acqua) e poi fasciarle bene e metterle nel frigorifero fino a Febbraio.

Ultima sciocchezza, me la scrivo così a futura memoria potrebbe venirmi utile. In una lista delle banche più sicure del mondo ho scovato al numero 30 la Farm Credit bank Of Texas. Potrei dichiararmi un convinto sostenitore di Donald e chiedere un finanziamento per il costruendo pozzo. Che cazzata.

Leave a comment

Ho un problema con un dominio.

Non riesco più ad accedervi via FTP. Da una decina di giorni ho in piedi una corrispondenza con il servizio di customer care del provider, lui mi dice di provare a fare certe cose che io faccio ma senza aver alcun risultato. Mi dice che gli spiace per la mia frustrazione e mi suggerisce di verificare parametri che ho verificato un centinaia di volte senza arrivare da nessuna parte. E’ un dominio attualmente di supporto che però, nei miei progetti, dovrebbe diventare essenziale nel corso della prossima primavera. Porco Giuda.

Per venire a cose più serie, sono appena tornato dal mio spacciatore di pesce crudo radioattivo e pieno di metalli pesanti. Mentre mangiavo controvoglia una porzione di soia noodles, ho notato una persona che mangiava sushi come si dovrebbe mangiare, ossia capovolgendo il sushi ed immergendolo per un attimo della soia in corrispondenza del pesce. E’ forse la prima volta che lo vedo fare da un commensale. In genere come faccio io fanno tutti; immergiamo il sushi dalla parte del riso in abbondante soia perchè la soia è buona e così il riso si inzuppa. Ma le poche volte che sono andato in qualche ristorante dove un vero giapponese aveva la pazienza di mostrarmi come si fa, ho annuito ma in fondo preferisco il mio metodo.

Ho istintivamente desiderato presentarmi al commensale per esternare il mio compiacimento, ma costei era una ragazza peraltro molto graziosa e dunque mi sono trattenuto, ovviamente. Il nostro incontro sarebbe andato così:

  • IO.   Buongiorno, scusi se la disturbo. Sono rimasto colpito perchè lei gira il sushi e lo immerge nella soia così come andrebbe fatto.
  • La tipa.   Lei vuole solo attaccare discorso e poi scopare, se ne vada.
  • IO.   Ma no, veramente, nessuno a parte lei sa davvero come si mangia il sushi.
  • La tipa.   Va bene, ho capito, se voleva essere un complimento, grazie, ora però sparisca.
  • IO.   Mi creda, con i miei problemi di disfuzione erettile, il problema di trombare non si pone.
  • La tipa.   Io conosco la gente come lei, vecchio e bavoso.
  • IO.   Non disprezzi la saliva. Al limite potrei leccargliela.
  • La tipa.   Con la sua faccia, è un miracolo che si ricordi come trovarla.
  • IO.   Non si faccia ingannare dal fatto che porto gli occhiali e sono vestito come Mr. Bean. Recentemente ho anche fatto un bel piazzamento in un torneo di bocce.
  • La tipa.   Perchè non se ne torna da dove è venuto e mi lascia in pace.
  • IO.   Scusi ma cosa le servono coltello e forchetta ?
  • La tipa.   Per tagliare in due lo Spicy Tuna Roll.
  • IO.   E’ perchè cazzo lo taglia ? Lei cerca di far colpo sulle persone mangiando bene il Sushi ma poi mi fa questa merda con il Roll ? Ma come si permette ?
  • La tipa.   Ho avuto una infanzia difficile.
  • IO.   Un bel gruppo di supporto unitamente ad una adeguata terapia farmacologica dovrebbe servirle. Arrivederci.
  • La tipa.   No, ti scongiuro, non andartene. Mostrami come si piega lo Tzazunu tiki prima di metterci sopra il rafano.
  • IO.   Non è possibile proseguire con queste premesse. Non ci sono i presupposti, manca una piattaforma comune di contrattazione. Addio.

E lascio il ristorante con sguardo di sdegno inciampando contro un gradino e rotolando giù dalle scale.

Il rosso di sera. In realtà in questi minuti tutte le webcam sono rosse, ma questa mi sembra più rossa delle altre.

Clicca

 

Leave a comment

Volevo vedere se c’è stata la brina.

Perchè a Basaluzzo la temperatura secondo ARPA sembrerebbe essere andata sotto lo zero per la prima volta in questo inverno, sebbene di pochissimo e per poco tempo subito prima dell’alba. Di brina non ne ho vista, in compenso la webcam ha fotografato questo grosso cane verderame alsaziano mentre annusa i bruchi.

ALTRO argomento. A scanso di equivoci, ho messo on line questo meme che rappresenta, in poche parole, il mio contributo alla questione.

Leave a comment

Inversione termica.

Quella cosa che provoca gelici ed altri fenomeni meteorologici perlopiù fastidiosi. Nell’aereo per Milano ci sono, sparpagliati per la cabina, schermi che indicano il dati del volo in tempo reale. Vengono segnalate, tra le altre cose, l’altitudine dell’aereo e la temperatura esterna.

MODE<Masticazzi di dimensioni stratosferiche>ON

Al decollo sulla pista del JFK c’erano 4 gradi. In genere la temperatura scende di 1 grado centigrado ogni 200 metri di quota. Ieri sera al suolo c’era ancora, immobile, il cuscino di aria fredda arrivata dal Canada nei giorni precedenti, mentre in quota stava già scorrendo aria da sud-sud est proveniente in parte dall’Atlantico, dunque calda. A 700 metri la temperatura era scesa a +3°, ma a 1.000 metri era di nuovo +4° ed è più o meno immutata fino a circa 2.000 metri di altitudine. Ha ricominciato a scendere e verso 2.100 metri, era di 1° sopra lo zero, a 2.400 era sotto lo zero ed a 2.600 metri era di -6°, poi la cosa ha perso interesse perchè Miriam ha iniziato a darmi fastidio. Ha preso a tocchignare il meccanismo che regola il mio sedile e per farla smettere ho dovuto minacciarla di darle una “dura“. Miracolo dello Stilnox o della pressione in cabina che al decollo inizia a scendere o di qualche circuito neuronale che è andato in corto, ma erano decenni che non mi veniva in mente la pratica della “dura” che era molto in voga quando avevo 20 anni circa. Si tratta di avvicinarsi alla vittima che deve essere in piedi, mentre si fa una riga di cazzi suoi. Ci si affianca silenziosamente da un lato e si tira una ginocchiata sulla coscia del malcapitato.

MODE<Masticazzi di dimensioni stratosferiche>OFF.

Ho cancellato la modalità ma in teoria potrei farcela restare, per sempre. Oggi ho resistito fino alle 3 facendo finta di essere normale. Poi sono crollato, mi è venuto un freddo boia, ho iniziato a sognare da sveglio di essere un grande industriale del settore manufatturiero della crema pasticcera e pesare 900 kg. Allora mi sono sdraiato un attimo ed ho dormito per 2 ore. Mi sono svegliato che avevo fame e sonno, oppure non avevo fame e avrei voluto bere un succo di frutta. Invece ho preso uno yoghurt che mi è rimasto sullo stomaco e poi ho mangiato del prosciutto crudo.

Nota: per quanto possa essere buono e costoso il prosciutto crudo italiano che si compra a New York limitatamente in pochi selezionatissimi negozi, non sarà mai buono come quello che si trova a Genova nella più scalercia macelleria. (o in Italia insomma) Credo che per poter essere esportato negli USA, il prosciutto italiano debba essere sottoposto a qualche lavorazione extra che lo impregna di qualche sostanza conservante o anti-salcazzo che ne altera leggermente il sapore. Uno mangia il prosciutto crudo acquistato da Citarella o Eataly, Agata & Valentina o D’Agostino, lo paga come fosse oro, si, te lo incartano fetta per fetta in carta firmata e te lo mettono in uno ziplock che da solo costa come una borsa di Prada e tu dici “aaah ma che buono” perchè è buono. Poi però mangi quello di una macelleria sotto casa a Genova, e capisci che le 4.000 miglia fanno una certa differenza. 

(sono sicuro di aver già scritto questa cosa, capita spesso al ritorno dal soggiorno in USA e la mia memoria non migliora)

 

Leave a comment

Mostra d’arte.

Park Avenue Armory. Una mostra di arte e design contemporaneo, ci sono diversi espositori italiani e ci sono un sacco di cose che mi metterei in casa. Un po’ costosette.

Queste ad esempio sono opere che costano $12,500 e $10,000. Mi sono fatto raccontare la tecnica con cui sono fatte, affascinante. Potrei vendere le cittadinanze per il granducato del Righi. Una volta annesso alle Bermuda, con gli evidenti vantaggi di tipo fiscale, ci sarebbe la coda di persone che vogliono la residenza e poi la cittadinanza. Ci devo pensare.

Ho guardato un filmetto su Fox. Fox è il canale dei repubblicani, rivolto ad un pubblico repubblicano. Il film viene interrotto ogni 10 minuti per una serie di pubblicità di cui la metà sono Kentucky Fried Chicken, Popeye, Arby’s ed altri fast food di cibi di massa grassi e calorici per gente che tende ad essere obesa. Sulle televisioni locali neworkesi di questa roba alimentare ce n’è pochissima. Qui nel nord democratico oltre metà delle pubblicità parlano di assicurazioni mediche.

Fastidioso pensiero finale.

Tutti i nativi con i quali ho avuto modo di spendere un po’ di tempo a chiacchierare, sono propensi a parlare di politica interna, ed è una novità, almeno per me. Nel mio caso hanno smesso di chiedermi di Berlusconi, adesso si parla delle loro cose. Io cerco di essere obiettivo e distaccato, ma non posso che partecipare al disappunto di chi è critico nei confronti dell’attuale presidente.  Dai su, se non è una belina, lo fa molto bene. Tiro le fila su quanto ho sentito; riassumo quello dei democratici che frequento di New York, mi scrivo due appunti che sticazzi non rende neanche una frazione, perchè la mia memoria ormai perde colpi.

  • L’attuale presidente si dice sia totalmente inadatto a ricoprire il proprio ruolo.
  • L’entourage che lo sostiene rappresenterebbe il peggio dello schieramento repubblicano e sarebbe formato da bigotti, fanatici religiosi ed incompetenti.
  • Il partito democratico si sarebbe frantumato e non si vede ancora un possibile leader da qui alle prossime elezioni.
  • La distanza tra repubblicani e democratici come la distanza tra gli stati progressisti e quelli conservatori pare sia ormai incolmabile ed il dialogo è ridotto quasi a zero.
  • Esisterebbe una reazione contraria all’attuale amministrazione che ha portato a risultati abbastanza inattesi le ultime elezioni locali, con persone elette che rappresenterebbero l’opposto della fede repubblicana.
  • Si dice che sia arrivato il momento di smetterla di additare il presidente e pensare a ricostruire una forza democratica propositiva.
  • La nominee democratica avrebbe gestito il partito democratico in modo sconsiderato facilitando la vittoria dei repubblicani.
  • La stampa  sarebbe ancora libera di dire quello che succede davvero alla Casa Bianca.
  • Non ho capito un cazzo di nulla perchè dopo due bicchieri di vino non sono in grado di fare la O col bicchiere.
  • Righi Libero E Annesso Alle Bermuda.
  • Vendo moto BMW salcazzo, è la monocilindrica da 650 cc gialla che risale all’inizio del secolo. Revisionata e collaudata, un affarone.
  • Non importa cosa penso, le chiavi di casa ed il telefono capitano sempre nella stessa tasca, il portafoglio da solo nell’altra tasca. La cosa si può leggere anche così: il telefono finisce sempre in una tasca dove c’è anche qualche oggetto di metallo molto appuntito che riga lo schermo.
  • Mi sono cacato il cazzo ed ora vado a dormire.
Leave a comment

La prima LP canadese.

Miriam non è affatto contenta, ma almeno è il primo giorno da Giugno in cui la metropolitana rappresenta un luogo accogliente. Altrimenti nelle stazioni ci sono 8000 gradi, mentre nei treni l’aria condizionata è tenuta a livelli artici. Quando il freddo arriva a New York,  scendendo nel sottosuolo si viene accolti da un bel tepore.

Questi sono gradi celsius, sia ben chiaro…

 

Anche i botoli vengono attrezzati per sopportare il freddo improvviso.

Leave a comment

Mondano.

Vista dal ristorante.

Sono uscito dall’ascensore entrando nella reception dell’albergo trovando una folla compatta di persone che urlavano tutte insieme. Ho immediatamente perso Miriam di vista, con una sua amica si erano  infilate in un ristorante sbagliato. La folla era composta da gruppetti di amabile conversazione, assolutamente impenetrabili. In questi casi per fendere la gente bisogna trovare una strada tra i nuclei di chiacchiere, sfilando intorno ad essi, aggirandoli. Come una particella vagante che passa attorno a due nuclei senza poterli toccare, o qualcosa del genere. C’era questa signora vestita con una casacca tradizionale orientale, alle sue spalle mi è sembrato di cogliere uno spazio di circa 40 cm. il cui attraversamento mi avrebbe permesso di quadagnare qualche metro prezioso verso la sala da pranzo. In questi casi il passaggio angusto impone di porsi di traverso e bisogna scegliere a chi strusciare cosa. Ho deciso di strusciare il sedere sul sedere della signora. Mentre passavo al rallentatore, il tizio dal lato opposto ha fatto uno scarto improvviso e mi ha spinto, lo struscio previsto si è trasformato in una decisa pressione delle mie chiappe su quelle della signora. E’ stato un contatto perfetto e centrato come quando la navicella aggancia la stazione spaziale, con la stessa forza. Ho istintivamente provato a voltarmi per scusarmi ma invece, costretto negli spazi irrisori, le ho dato una manata sul sedere. Ho cercato il suo sguardo blaterando delle scuse di circostanza ma la signora ha preteso di non avermi visto e sentito, continuando sorridente la sua conversazione nel proprio nucleo.

Quella signora era la moglie di Ban Ki-moon, precedente segretario generale delle Nazioni Unite. All’inizio della serata la signora oggetto delle mie avances sessuali involontarie è salita sul palco con il marito che ha che fatto un discorso di saluto per la serata.

Al tavolo dov’ero io, c’era anche un professore sudafricano di storia dell’arte che insegna alla Columbia University. Adora l’Italia ed è stato a Genova per vedere la mostra di Van Dyck. Dice di conoscere bene Renzo Piano. Non conosce però il granducato del Righi ed è all’oscuro della mia necessità di ottenere l’autonomia e l’annessione alle Bermuda. Se è venuto dalla Upper West Side fino a Genova per vedere qualche dipinto, poteva anche salire al Righi ed incontrare il Granduca (cioè io) e contribuire alla causa.

Bello il discorso di Ban-Ki moon, ha elogiato gli italiani e non è cosa frequente sentire che qualcuno elogia gli italiani senza fare sforzi per non ridere e senza imitare la voce di Marlon Brando nel film Il Padrino. Ho notato invece che Ban-Ki parla come Joda. Ho finalmente scoperto a chi si sono ispirati gli sceneggiatori di Star Wars.

E’ stata una serata particolare, Miriam era vestita elegantissima come un pannello fotovoltaico ma non ha dato scosse elettriche a nessuno. L’evento più importante e significativo per quanto mi riguarda è stato aver palpato il sedere alla moglie di un ex segretario delle Nazioni Unite, era dalla mia Cresima che non ero così mondano.

 

 

Altro argomento decisamente meno mondano. La pioggia di questi giorni a Basaluzzo è arrivata a circa 70 millimetri, ben distribuiti. Una manna dal cielo.

 

Leave a comment

France coffee press.

Ormai erano anni che la macchinetta giaceva in un mobile in cucina. Allora mi sono documentato su Internet ed ho scoperto che ci vuole un caffè macinato in modo particolare, ossia a grana grossa. Avevo assaggiato questo caffè a casa di amici e mi era piaciuto; non solo la quantità che si produce è enorme ma richiede contestualmente un minimo  sforzo organizzativo e tecnico. Sono andato da Starbucks, dove vendono confezioni di caffè macinato di decine di qualità diverse. Ma il tizio al quale ho chiesto se vendevano caffè per  “france press coffee” mi ha guardato senza capire. Ha cercato supporto in una sua collega. Questa lo ha guardato come se la domanda fosse stata di Storia comparata della filosofia nella Grecia pre romanica.

Dunque mi sono infilato in uno di quei food market upscale dove vendono le cose di importazione e le torte fatte in casa alla frutta più buone del mondo – secondo il mio modesto parere. Nel retrobottega hanno una mezza parete di contenitori di caffè in chicchi. Ciascun contenitore ha una etichetta dove spiega il tipo di caffè. Ho evitato quelli aromatizzati alla vaniglia, alle mandorle, al pepe, nel mio caso ho scelto un misto preparato dallo stesso negozio dove ci sono caffè del centro e sud america più gli scarti di magazzino, le scopature della segatura sul pavimento, la cracia che grattano dal frigorifero quanto lo scongelano. Ho seguito le istruzioni sperando di non versare un big bag da metro cubo di caffè per terra. Mi sono riempito un sacchetto. A fianco dei caffè c’è un macina caffè professionale con una manopolona che regola la pezzatura del caffè macinato; ho così scoperto che ai due lati estremi della scala c’è l’espresso che è il più fine, la france press il più grossolano. Here we go.

Il primo esperimento ha dato un esito poco entusiasmante. Mi è salito il braccino ed ho versato tre cucchiaini piccoli di macinato nella brocca. E’ venuto fuori il peggior caffè di sempre, una vera sciacquatura di piatti. Bisogna mettere più caffè, avevo visto il mio amico versare 3 cucchiai da minestra ma facevo finta di ignorare la cosa.

Il secondo esperimento è sicuramente andato meglio. Ho messo ben 4 (quattro) cucchiaiate da minestra. Il caffè ha la consistenza dell’olio motore con 300.000 km sulle spalle, ma è proprio buono e non dormirò più per un mese.

Leave a comment

Foto con commento.

Stante che oggi c’è stata la maratona e che qualsiasi cosa mi venisse in mente sarebbe scontato, banale, fatuo e superluo, salvo alcune foto generiche con un laconico commento.

Fettuccine all’aragosta, versione copiata da internet ma personalizzata SM. Ho aggiunto gamberetti e capesante tagliate a pezzettini con le forbici, molta meno panna della ricetta originale, nessun pomodoro. Ho sbagliato la cottura di entrambi i gamberetti e le capesante (troppo cotti) ma quando fai un soffritto con il burro ed aggiungi abbondante Brandy, non può venire troppo cattivo. Anche se il Brandy comperato in bottiglietta formato da alcolizzato anonimo è di una marca locale, probabilmente fatto in uno scantinato di Brooklyn.

Direttamente dalle Hawaii, una roba incredibilmente buona, arrivata in regalo per posta. E’ uno snack che negli USA va molto, ma in Mainland è abbastanza artificiale ed il cielo sa cosa c’è dentro. E’ gommoso e lascia le mani unte di un unto che non va più via, neppure con l’acquaragia. Questa invece è carne disidratata, leggermente condita con erbe varie e senza frilli aggiunti. Secca ed asciutta si mastica piacevolmente fino a che non produce un bolo che a quel punto si scioglie. Dinamicamente parlando suona terribile ma in realtà è squisito.

Red Hook, Brooklyn. Locale specializzato in barbecue, gran cibo e gran musica. Ci si mette in paziente fila in un ambiente pieno di fumo e quando si arriva ad ordinare in genere si è già ubriachi perchè la birra è buona. In genere ho capito che uno rimane in coda e l’altro va a fare il pieno di birra al bancone e lo porta a chi è in coda. Quando si arriva a momento di ordinare, si è ubriachi si ordina pollo che è facile da ricordare, con una inverosimile porzione di Mac & Cheese, una poltiglia di pasta stracotta e formaggio che si può mangiare solo in USA senza sentirsi un traditore della buona cucina. Pollo e Mac & Cheese davvero deliziosi. Il tipo con il cappellino è un amico, suona il basso e participa a diverse band che suonano musica di vario tipo. Questa sera c’era Country che non mi fa impazzire. Ma avevo abbastanza birra in corpo da subirla bene. Patisco ben di più la musica melodica italiana che il Country, o qualsiasi altra cosa.

Questo che passa al 17mo miglio era l’idolo locale, Meb Keflezighi arrivato “solo” undicesimo. La Maratona anche quest’anno è stata una grossa festa popolare, poi dopo i primi 5000 corridori ci siamo infilati a mangiare in un posto trucido che non ha subito un rinnovo dei locali dal 1925. Tutto è del 1925, per fortuna non lo erano le uova della mia favolosa omelette con American Cheese, lo stesso del Mac & Cheese che è la negazione del formaggio artigianale, ma una volta sciolto va giù bene.

La maratona nel parco. Tutti gli anni vado nello stesso punto e scatto la stessa foto.

 

A Basaluzzo cinquanta millimetri di normalità, dopo mesi e mesi di siccità quasi totale. Ci vorrebbero un paio di settimane di pioggia ed altri 500 millimetri di accumuli per rientrare nelle medie. Alcuni giornali hanno già scritto “siccità finita” ed auguro a chi ha scritto il titolo ed al direttore che lo ha approvato di rimanere disidratati più del Beef Jerky in mezzo al Sahara.

 

 

Leave a comment