Un solo accenno sul 64.

Probabilmente ho già scritto quanto sto per esporre. Ma qualche ora fa ho avuto un lampo di memoria che mi ha permesso di ricordare una cosa di 40 anni fa che era sepellita nella mia memoria, mi sono sentito particolarmente funzionante ed ora ecco la mia esternazione che forse ho già esternato ma, sticazzi ripetitivi, oggi sono pari.

Quando salgo verso casa con il motorino, talvolta mi capita di essere dietro al 64, autobus AMT che parte da Manin ed arriva alla funicolare. E’ una esperienza orrenda. Non solo vengo avvolto dai gas di scarico che talvolta sono neri come la pece e densi come la pece, ma in scia all’autobus sembra di essere nel reparto tossici dell’ICMESA, anche nei filtri di aspirazione di una fonderia di piombo. Più una serie di esalazioni di olii bruciati, plastica rovente, odore di saldatura, gomma in fiamme, frizioni roventi, zolfo infernale, pesce andato a male, spurgo fosse settiche, produzione farine da macellazione, discarica di prodotti industriali vietati.

La sporcizia e la trasandatezza, la carrozzeria piena di botte e graffi è solo la crosta, il magma maleodorante e velenoso è al proprio interno, e non sono solamente i passeggeri.

Benvenuti nelle colline.

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La sagra del BELIN continua.

Per la seconda volta in due mesi, non riesco ad accedere via FTP al mio server BELIN. Segnalo nuovamente la cosa al customer service ed inizia da capo la sequela delle richieste di mandare screenshot e messaggi di errore. E’ una cosa già vista; loro mi fanno domande standard ed alla fine di un lungo ed esasperante scambio di messaggi, le cose sembrano funzionare regolarmente per due giorni. A questo punto non ho voglia di attraversare di nuovo il processo in cui mi dicono cose banali senza risolvere il problema fin quando non si decidono a risolverlo. Allora decido io di trasferire il dominio su un altro provider americano.  Ne trovo uno che ha ottime referenze. Seguo pedissequamente la procedura, qualche intoppo da ignoranza acuta, la chat di assistenza mi guida laddove sono carente. Però ad un certo punto del processo, ad un pelo dalla conclusione della procedura, succede qualcosa di anomalo.

Anche con il provider precedente c’era qualcosa che non funzionava ed il problema era stato trasferito dai badilanti del customer care ai piani alti ed esperti del Sistema, i cosidetti specialisti.

Io ho un sospetto, fondato sulla base alla mia superiore intelligenza e comprensione di come va il mondo. C’è un dettaglio che io ho sempre fatto finta di ritenere secondario, ma invece temo che non lo sia, anzi temo che metta in crisi i controllori dei domini e cazzi delicati di Internet. Se va veramente male, perdo i diritti sul dominio e devo modificare il mio progetto di ristrutturazione del mio patrimonio informatico, non potrò quotarmi nella borsa del Righi, sarò deriso dalla comunità internautica, ammesso che ciò voglia dire qualcosa.

 

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Come frego i miei cicli circadiani.

Secondo una rivista di quelle che si trovano a bordo degli aerei, letta durante qualche sosta in aeroporto causa neve, per contrastare efficacemente il jet leg è sufficiente adottare il ciclo giorno-notte del posto dove si vuole andare qualche giorno prima di partire, et voilà. Ossia svegliarsi 5 ore prima, o dopo, e così mangiare a mezzanotte o fare la prima colazione all’una del mattino, o tutto insieme. Quelli della United, o American Airlines non ricordo, suggeriscono che bisogna dotare la propria stanza di una light box, ossia una lampada che irradia la stanza di lunghezze d’onda simili a quelle del sole e, ad esempio, ci si abitua al prossimo fuso orario svegliandosi alle tre del mattino nei 4 giorni che precedono il viaggio, si accende quella luce e poi si fissa il soffitto fino al sorgere del sole.

Non sto scherzando, l’ho letto davvero e mi è sembrata una cosa ridicola e totalmente inutile. Io combatto il jet leg e perdo quasi sempre. Ad esempio, alle 6 di oggi pomeriggio sono arrivato a casa, dopo mezz’ora ho mangiato, alle 8 sono crollato dal sonno e mi sono svegliato mezz’ora fa. Adesso sono le 12 (mezzanotte), sono sveglio come in grillo e con lo stomaco inverso. Perchè ho cenato alle sei quando il mio ritmo circadiano mi diceva che era mezzogiorno, ma adesso sono per me le sei di sera.

Ho una scelta da fare con due opzioni; la tisana al finocchio e quella alla camomilla. La miscela di finocchio contiene anche liquerizia, che fa bene alla pancia ma tiene svegli come la caffeina. Allora mi passa lo stomaco inverso ma non dormo fino a domattina. Ora in cui piombo nello stordimento perchè per me è mezzanotte. Allora prendo la camomilla, però non fa nulla per il mio stomaco.

Anche Miriam si è svegliata e mi sta tartassando di domande sulla Protezione Civile, perchè guarda sempre quei siti spazzatura che hanno già intravisto all’orizzonte una perturbazione che ci ucciderà tutti, a partire dagli abitanti del Righi.

Questo è per noi il normale acclimatamento del cambio di fuso orario, altro che light box.

PS. Vaffanculo fuso orario.

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Il temporale di Gennaio

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Direi che un temporale autorigenerante a Gennaio non rientra nelle casistiche relativamente al clima del periodo. Non è il primo che ho visto, tuttavia è un po’ come se nevicasse a Maggio. Quando le correnti insistono di Scirocco, in genere piove anche a Basaluzzo, una trentina di salutari millimetri che hanno un po’ intorpidito le acque altrimenti maestose delle Pozzanghera ed hanno richiamato 4 anatre, o germani.

Ho contattato il Consulente Biologico che mi ha confermato trattasi di tre femmine ed un maschio. Ma la comunicazione era disturbata e forse mi sbaglio e sono un maschio e tre femmine, oppure due transgender che non hanno rilasciato dichiarazioni ed un difensore civico di Crotone.

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Dopo circa 2 ore i germani apparentemente se ne sono andati, forse perchè è arrivato un avvoltoio bianco, qui ripreso mentre sta valutando gli effetti di Brexit sui propri investimenti a Bermuda.

Addendum.

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L’avvoltoio, modello Garzetta ipersviluppata, se n’è andata ed al suo posto 6 germani, mai visti così tanti, sarà che il posto è molto ameno. Il Cons. Bio suggerisce di creare un angolo di Pozzanghera con canne, in modo da attirare ulteriori anatre e simili. Gli ho però ricordato il fatto che le canne sono estremamente invadenti e finirebbero per ricoprire l’intera pozzanghera nel giro di poco tempo, dopo sono inestirpabili. Se proprio vogliamo parlare di canne, che ci pensi lui a portarne una che ce la fumiamo sulla panchina del “belvedere”.

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Righicam Centro rimessa in posizione.

Temevo di trovarmi di fronte a scenari spaventosi; supporti divelti, ciappe spostate, frammenti e detriti ovunque, tracce di meteoriti, incendi, fulmini e saette, parte del tetto scoperchiato, la Polizia Annonaria, un congresso di Comunione e Separazione. Invece era solo una vite di regolazione della webcam che ha mollato, è bastato rialzare la webcam e stringere la vite.

Siamo definitivamente rientrati trovando Genova coperta da un fine straterello di sabbia africana. A parte avere l’autovettura come se avesse fatto una tratta della Parigi Dakkar, il problema è che la sabbia si insinua attraverso le orecchie nei cervelli di molti automobilisti interferendo con le più basilari funzioni cerebrali, dunque guidano alla cazzo. O meglio, si osserva che stante un sensibile aumento della percentuale di coloro che guidano alla cazzo con queste condizioni meteo, attribuisco la cosa alla sabbia. Anche il taxista era d’accordo e pubblicheremo la cosa su Nature, o Science, o il Bollettino del Righi.

Siamo dunque sopravissuti a quello che alcuni media hanno definito in modo folkloristico, ciclo-bomba o altre cagate simili. Gli Americani del Weather Channel sono insuperati maestri nel professare cataclismi, ma anche qui abbiamo le nostre eccellenze. Dunque molti amici ci hanno immaginati sepelliti da svariati metri di neve con temperature intorno ai 50 gradi sotto lo zero, senza corrente, senza acqua. Morti. A New York.

Non credete a quello che vi raccontano, mai.

E già che ci sono…

Ma cosa cazzo sarebbe la polemica sui sacchetti biodegradabili ? Vado all’estero per qualche giorno e quando torno devo far conto dell’inflazione galoppante della coglioneria italiota. Se perdo il ritmo delle puttanate che i giornali scrivono e della stupidità crescente in modo esponenziale, ci metto un po’ a riprendermi. Il mio termometro è Facebook, dove seguo pagine che vorrebbero essere portatrici di notizie reali, ma la quantità di imbecilli che commenta è soverchiante e leggere quello che scrivono mi fa davvero sperare che ci sia un Potere Oscuro Assoluto che governa le nostre menti ed abusa di noi comuni cittadini. Ma si, fatela finita ed uccideteci in fretta, per favore.

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Tornati al caldo.

Terminata l’esperienza di temperature estreme, torniamo nella maccaia, che l’autocorrettore ha provato a cambiare in maccheroni e poi macchia è poi si è arreso di fronte alla mia prepotenza e propensione ad utilizzare terminologie dialettali.

 

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Qualche grado di escursione.

Nel giro di pochi giorni. Insomma da -10 a +27 e poi di nuovo a -15 in una settimana. Miriam è raffreddata, ieri ed oggi stiamo al chiuso. La inseguo per farle delle fotografie da mandare agli amici ma lei scappa dicendo che si sente un cesso raffreddato, grasso e gonfio e minaccia ritorsioni. Due voli cancellati, diverse ore in due aeroporti diversi, riprotetti alla bene & meglio ed alla fine per fare due bagni del belino in Atlantico il costo finale è stato esorbitante. E sono stato punto da chissà quali insetti sub-tropicali del cazzo e continuo a grattarmi a sangue ovunque. Almeno eravamo con degli amici cari.

Il filmato mostra, con una qualità estremamente scarsa, il rientro a Newark da Washington DC, dove eravamo arrivati da Nassau (Bahamas) dopo che il volo diretto per New York era stato cancellato. Il comandante era anziano – avrà avuto la mia età – ed alla fine si è preso un applauso dai passeggeri. Era da un po’ di tempo che non sentivo applausi dopo l’atterraggio. Una volta erano i voli delle compagnie del sud del mondo, Italia inclusa, che si concludevano con un applauso anche se le condizioni meteo fossero state perfette. Di questa vacanza quasi last minute mi ero appuntato mentalmente alcune cose da segnalare, ma me le sono dimenticate quasi tutte.

Al tender si è rotto il motore quasi subito, per fortuna tra le amenities della barca noleggiata c’era una stupida ma utile moto d’acqua con la quale si sono potuti recuperare i dispersi prima che finissero in Brasile.

Anche quest’anno mi tocca vedere dal vivo uno degli aspetti più contraddittori della specie umana.

MODE <PISTOLOTTO> ON.

Voglio dire, questi posti sono i più accoglienti del pianeta; a parte qualche uragano che occasionalmente da una sfoltita alla flora locale, c’è un clima fantastico, cibo in abbondanza. Poi sono arrivati gli uomini. Queste terre sono divise in due sezioni separate. C’è la popolazione indigena, o importata in catene, poverissima,  che vive nella spazzatura, nel degrado ambientale, nel totale disprezzo del territorio con detriti e rifiuti lungo le strade e nei campi. Poi ci sono gli investitori esteri ed i turisti che vivono nel lusso di resorts dove tutto è in ordine, pulito, curato, leccato e stirato. Questi complessi hanno un impatto pesante sul sistema locale, consumano quantità invereconde di energia e producono enormi volumi di rifiuti, in modo diverso. Morale; tutti contribuiscono alla devastazione ambientale in proporzione al proprio reddito.  Nei paesi del nord sono generalmente più ordinati e moderati, l’ambiente è rispettato, forse sono alcolizzati e depressi. Ecco il secondo teorema; tutti contribuiscono alla devastazione ambientale in proporzione alla temperatura media del posto dove vivono. Pertanto da zero a cento, l’islandese povero inquina 1, il ricco equatoriale inquina 99. Chissà quanto peso io sull’ecosistema, mi attribuisco un bel 50 e non se ne parla più.

Uno squalo nutrice, attrazione principale del bagno in queste acque. Totalmente inoffensivo, pare.

E poi c’è la questione aria condizionata. Nelle baracche lungo le strade periferiche di Nassau facilmente ci sono le parabole satellitari. Nell’albergo stellato ci sono 10 gradi centigradi. Perchè l’aria condizionata è un sintomo di opulenza, tecnologia e benessere. Una parabola ed un televisore per convincere anche il poveraccio a sprecare soldi in cazzate non si nega a nessuno, ma l’aria condizionata è solo per i benestanti. Fatto sta che nei ristoranti il clima è polare e Miriam si incazza tutte le volte. In genere cerchiamo un tavolo in funzione dalla distanza dalla temibile bocchetta che insuffla aria gelata. Il cameriere è disorientato perchè non capisce i nostri parametri di giudizio. Il cameriere di un ristorante sub-tropicale è un poveraccio che ha la fortuna di lavorare, a casa sua ha la parabola ma non il condizionatore. Se non muore di polmonite sul posto di lavoro è perchè è vietato ma anche perchè si abitua. Ossia ci si abitua a contribuire maggiormente al riscaldamento globale. Arrivati a Newark con una decina di gradi sotto zero abbiamo incrociato in aereoporto un paio di ragazzotti vestiti come se fossero in spiaggia a Southampton. Camicia di cotone, bermuda ed infradito. Secondo me sono degli esibizionisti che cercano così di prendere le distanze dagli abitanti del sud, i quali notoriamente se esposti alle rigide temperature del nord, muoiono congelati. Ce ne sono tanti di questi incuranti-del-freddo e mi stanno abbastanza sulle palle.

MODE<PISTOLOTTO>OFF

Un pesce di marca sconosciuta acquistato da un pescatore locale che lo avrà appena scongelato dal frigo di un suo amico che importa pesce della Findus.

La cucina. Un casino totale nel quale affluivano tutte le stoviglie e piatti sporchi che nessuno voleva mai lavare.

Per questa vacanza mordi e fuggi abbiamo scelto una tra le barche più economiche sul mercato,  infatti era una barca di trent’anni fa, affascinante, ma tenuta alla cazzo. Una collezione inquietante di tapulli che in mezzo al mare è come fumare in una polveriera. A bordo con noi c’era il proprietario, una cinquantina di anni, con la fidanzata ventiquattrenne. Ragazza carina a condizione che stesse muta ed imbronciata. Uno dei rari casi in cui un bel volto di donna si trasforma in una maschera da film dell’orrore quando sorride perchè dalla mascella divaricata spunta improvvisa ed inattesa una quantità enorme di denti in formazione sparsa, accompagnati da una risata ipersguaiata da incubo.

 

Una delle cose strane delle Bahamas è che tra le due file di isole che formano l’arcipelago, c’è un altopiano marino ad una decina di metri di fondo sul quale si può dare l’ancora ed essere nel mezzo del nulla. Almeno così sostiene il comandante della barca, un texano di una ottantina di anni sulle cui capacità abbiamo avuto dei dubbi.

Nelle isolette che abbiamo girato ci sono molte barche. La più piccola corrisponde alla più lussuosa che si può trovare in Liguria in un qualsiasi momento. Ossia trovarsi all’ancora tra queste navi dotate di tender di 20 metri, elicotteri ed equipaggi addestrati a West Point è come essere di fronte a Santa Margherita ma con barche tre volte più grandi. Sembra una visione truccata con Photoshop. E’ davvero una sensazione particolare.

Il capitano della barca, assunto dal proprietario ed amico del medesimo, era un tizio del Texas con un accento che sembrava venir fuori un film degli anni 60. Sordo come una campana, qualità che non credo si sposi bene con il ruolo di responsabile di un natante. I n amiostri amici, che sono tornati in Florida in barca, hanno vissuto una esperienza allucinante, rischiando davvero di fare naufragio al largo di Fort Lauderdale.  Mentre noi durante la notte languivamo nell’aeroporto di Washington DC, loro venivano sballottati in un mare agitato senza radio (non funzionate da chissà quanto) con i mobili fissati male che si staccavano e vagavano per la barca. Le prossime vacanze per loro saranno in collina o in montagna, comunque lontano dal mare.

Ed ora un altro video eccitante.

Nel giorno in cui eravamo bloccati per colpa della neve a New York, siamo stati in un centro turistico con piscine, acquari, scivoli, spiagge, slot machines a vagonate, cotillons e tante altre cose fatte per un pubblico medio-danaroso. In questo locale accogliente, dove abbiamo riparato per il vento e la pioggia,  sono andato al bancone per ordinare e sono stato approcciato da un tipo che mi voleva beccare, ha detto di essere inglese e che amava l’Italia ed altre cose secondarie, l’ho salutato cordialmente dicendogli che c’era mia moglie che mi aspettava. Nella fretta ho dimenticato la carta di credito dal cassiere che ho ritrovato qualche ora dopo. Per andare a recuperarla mi sono camuffato da palmizio ed ho camminato sempre rasente al muro, si sa mai, a breve devo già farmi mettere un dito nel sedere per controllare la prostata, vorrei fermarmi li.

Il rientro invece di durare circa 3 ore è durato 18 ore. Miriam dorme sopra il New Jersey.

 

Un freddo PORCO.

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Righicam Centro storta.

Sarà stato il vento oppure un grasso gabbiano non so. Fatto sta che la citata webcam si è inclinata verso il basso ed ora inquadra parte del tetto. Prima di un intervento riparatorio, potrebbe definitivamente crollare nel giardino dei vicini. Spero di no.

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Cinque blocchi

Ovvero circa 80 metri per 5, ma anche 90 secondi per cinque. Fatto sta che con 11 gradi sotto zero e vento teso, per me 5 blocchi nord-sud sono abbastanza per farmi desiderare di entrare in un negozio, o bar, e riassumere una temperatura corporea umana. Non posso vestirmi da sci, altrimenti entrare al caldo potrebbe significare la morte dopo meno di un minuto. Nel mio supermercato preferito è piacevole passare vicino agli scaffali con frutta e verdura, notoriamente g\gelidi in estate. La ragazza alla cassa mi saluta con un “stay warm”  ed il freddo è oggetto di conversazione ovunque. Sarà anche figo da parte di taluni cercare di sminuire la cosa, tipo siamo a New York e gli inverni sono freddi e allora  ? ma il freddo è cane e per strada la gente è intabarrata. Oggi dunque giornata di riposo e di cucina casalinga.

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Fa troppo freddo per nevicare.

Solo una annotazione di tipo meteorologico.

Questi sono gradi centigradi, o Celsius

Questi sono gli stessi gradi ma espressi in Fahrenheit, nelle prossime ore.

Per la serie “annotazioni meteo e chi se le incula“, sottotitolo “andiamoci piano con il linguaggio forbito” ecco alcune considerazioni sul pensiero popolare per cui “fa troppo freddo per nevicare”.

Il concetto letteralmente parlando è una stronzata, infatti può nevicare anche con 50 gradi sotto zero, altrimenti i poli sarebbero perlopiù sgombri di neve, lo capisce anche uno stupido di bambino. (uno qualsiasi, a caso, intanto tutti i bambini per definizione sono stupidi)

Dubbio: ho forse già scritto le cagate che seguono ? Forse si, ma non me lo ricordo, ergo è come se fosse la prima volta.

Tuttavia la saggezza popolare, quella che ci ha portato ad innumerevoli guerre, potrebbe aver trovato una ombra di verità in questa affermazione.

Oggi a New York sono circa 11 gradi sotto lo zero, il cielo è serenissimo e nei prossimi giorni forse potrebbe cadere qualche fiocco ma nulla di più. Perchè siamo nella parte fredda ed asciutta della depressione sub-artica, o saccatura, dove fa un freddo becco ma l’aria è secca. La neve viene dove la saccatura incontra aria più calda ed umida, che generalmente viene dal meridione, come gli ananas e le banane. Un fronte perturbato è tale perchè generalmente si muove da nord verso sud, o meglio da ovest verso est, e nel suo movimento si scontra con aria diversa e da qui le precipitazioni. Quando il fronte è passato, arriva l’aria fredda che spesso è asciutta.

Questa immagine dello stato attuale delle precipitazioni è illuminante. La fascia delle precipitazioni è per buona parte sull’oceano, mentre sul continente, a parte poche aree con condizioni particolari, il cielo è sereno, ma fra un freddo polare. La fascia delle precipitazioni corrisponde al confine tra la massa di aria fredda in arrivo da Nord Ovest e l’aria calda ed umida presistente.

In conclusione di questo vaniloquio, anche in Italia quando il cielo è sgombro da nuvole o coperto ma fa un freddo porco, è perchè siamo in condizioni simili e dunque difficilmente potrà nevicare o piovere o altro. In genere quando la temperatura inizia ad aumentare, potrebbe essere in arrivo un fronte perturbato da NW e dunque potrebbe anche nevicare o piovere se non fa abbastanza freddo. Anche sulla neve potrei spendere un sacco di parole inutili, ma chissenefrega.

Scarafaggi

 

 

 

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