Livelli di acqua nella Pozzanghera.

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Il livello della Pozzanghera negli ultimi (ed unici) 4 anni di vita, il 1 Giugno. Quella del 2018 è stata la primavera più piovosa. Sempre nel 2018, il moletto è più scrostato e devo fare qualcosa, ad esempio dargli dell’impregnante all’acqua, in modo da non avvelenare la fauna e flora sottostante. Il pluviometro che si vede nel 2016 disturbava il mio senso di armonia generale ed è durato poco. L’acqua si è vieppiù intorbidita rispetto al 2015, ma anche rispetto al 2017, ed oggi sembra un minestrone. Le sponde si sono riempite di erba, anche se questo è un effetto dato parzialmente dal fatto che la parte che rimane comunque ancora priva di verde in questi tempi è sott’acqua e non si vede.

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Il mio telefono.

Cellulare, smart phone, è della Huawei. Sono stato edotto da un amico sul fatto che in certi posti gli Huawei non sono ammessi in quanto potrebbero comunicare di nascosto dati sensibili alla casa madre, la quale, controllata dai comunisti cinesi, potrebbe ricavare informazioni utili per destabilizzare il mondo occidentale e mandare in crisi i modelli capitalistici.

Mi sembra sia una mussa bella e buona, ma la storiella è ben confezionata e dunque aspetto con trepidazione che mi venga chiesto di andarmene da qualche locale perchè il mio telefono trasmetterebbe informazioni segrete alla Cina.

Detto questo, molti animali quando fanno i loro bisognini sono riconoscibili per la postura da km di distanza. Prendiamo i cani; gli astronauti dalla luna avrebbero potuto vedere un cane che caga sulla Terra fin da quando si blocca in mezzo al marciapiede, mette su la faccia del cane che caga, e poi caga davvero.

Invece gli uccelli non assumono alcuna postura, possono stare immobili senza cambiare posizione fissandoti come se nulla fosse, dando l’impressione che in quel momento riflettono sui grandi temi mondiali ed intanto cagano. Quando invece vomitano, assumono la postura universale del vomito, ossia teso in avanti e piegato leggermente verso il basso. Questa mattina per esempio è arrivato un gabbiano ed ha rigurgitato la prima colazione per i suoi piccoli sul tetto di casa dei vicini. I piccoli sanno quando un parente arriva con il cibo e gli sono corsi incontro. Io pensavo che il gabbiano arrivasse con un pesce intero tra il becco, o una fetta di filetto o della spazzatura presa a Scarpino, lo posasse delicatamente ed i piccoli potessero godere del pescato del giorno o di qualche delicatezza locale. Invece un genitore rigurgita non so cosa sui piedi dei piccoli e questi mangiano avidamente. Intanto ne ho beccato uno che circolava incerto sul tetto di ardesia, era decisamente titubante ed è rientrato ben presto sul pavimento orizzontale, luogo dove è nato. Anche stamattina mi sono svegliato prima delle 5 ed ho visto quanto sopra.

Quanto sopra in effetti è la descrizione di un comportamento che sarà stato descritto migliaia di volte in qualche libro o in un documentario, io non faccio altro che farcire la descrizione con qualche parolaccia ed anche oggi ho così scritto qualche idiozia inutile.

 

 

 

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Poche nuove il lunedì.

Maccaia, ma questo è normale.

Ieri ho avuto modo di fare due chiacchiere con una signora arrivata dalla Florida insieme a parenti ed amici. Persona simpatica; interrogata, dice che pensava che Genova fosse una piccola cittadina ed è rimasta molto colpita da quanto Genova fosse bella. Forse lo dice per paura di svegliarsi la mattina con una testa di cavallo nel letto, o che l’interlocutore la accoltelli direttamente se dovesse offendersi. In effetti non ce la vedo dire “Genova, as a matter of fact, is a shit” anche se lo pensa. No, senti, vieni da una cittadina sul Golfo del Messico che sarà carina e pulita, Genova è diversa, ti lascio il beneficio del dubbio.

La cosa più difficile è stato illustrare il buffet. Spiegare cos’è il cappon magro ? Ho iniziato con “… a mashup of fish, crustacean and veggies” ma vista l’espressione dell’interlocutore ho tagliato corto dicendo di mangiare comunque e non preoccuparsi, forma leggera di un  più diretto “assaggia e non rompere il belino” perchè negli Stati Uniti non troverà mai nulla del genere. E difficilmente troverà anche le acciughe, che NON sono baby fishes,  i bianchetti sono baby fishes, acciughe e sarde sono small fishes. Tradurre i ripeni; per tanto mi sforzi non riesco a trovare nessuna descrizione che differisca da “guarnizioni” lasciando l’interlocutore disorientato. “E mangia, cazzo”. “Veggies filled with some other reception’s leftovers” non suona bene, non sarebbe compreso. Corzetti è “disk shaped pasta”, molto facile. I cuculli sono “deep fried things” perchè spiegare l’impasto è troppo articolato. La panissa con le cipolle è “badly smashed chickpea mixed with onions”. Una conosceva la focaccia con il formaggio perchè pare che a Miami ci sia un posto che la fa. Le ho indicato quella che stavano servendo con lo sguardo severo dicendo “this is different”.  C’era un bulacco di pesto con a disposizione crostini e piccoli vol au vent che potevano essere riempiti; “you just pick up that thing and fill it with pesto. No, no pesto sauce, there ain’t no pesto sauce, just pesto. Per ultimo, mi sono trovato al tavolo dei formaggi con due ragazze vestite di rosa confetto con svolazzi e fiorellini. C’era la mozzarella, che gli americani conoscono per sentito dire, ma anche la burrata ed un altra cosa simile ma molto più filamentosa e grassissima che credo si chiamasse stracciatella di bufala. Sono riuscito a convincerle ad assaggiare la burrata, ma quell’altra roba no, anche se forse era più buona della burrata stessa. Insomma, io credo che la maggior parte degli americani sia ferma a “spaghetti bolognaise” e “lasagna with meat sauce” e sono contenti così.

Dopo il taglio della torta il bar è stato assalito come nel Black Friday, Miriam ed io siamo tornati a casa.

 

Un bel ricciolo tra Corsica e Costa Azzurra, in spostamento verso est-qualcosa. Bello anche quel temporale sul delta del Po, rotondo che neppure Giotto avrebbe fatto meglio.

Il vibe della notte. Premetto che non mi danno fastidio, mi limito ad essere sorpreso che anche alle 3 del mattino ci sia un gruppetto di giovani che chiacchierano in strada. Sono andato a dormire verso le 11 ed erano li, ogni tanto mi svegliavo e sentivo ancora questo vociare. O sono gli stessi che hanno un sacco di argomenti o c’è un ricambio, chi stacca comunica al nuovo turno di cosa si stava parlando così il senso della conversazione può proseguire fino all’alba mantenendo una propria logica. Potrebbero anche essere i gabbiani, che schiamazzano tutta la notte. Anche in questo caso, suppongo ci siano dei turni per garantire la guardia ai piccoli.

Concludo con la foto della Pozzanghera mentre inizia a piovviginare. Speriamo ne vengano almeno una decina di millimetri, mi accontento di questo. Gastone è sempre li, che pesca.

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Ultima immagine, un modesto rovescio al largo di Savona.

 

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Poca soddisfazione.

Abbiamo condiviso gli asparagi per pranzo, in uno dei rarissimi pranzi a casa, solo che io ho finito alle 12:30 perchè poi dovevo scappare, Miriam è arrivata all’una. Le ho lasciato la dose di asparagi in padella, composti in un disegno che fatalmente ed inevitabilmente richiama il solito genitale maschile. Non lo na nemmeno notato. D’accordo che quando arriva a casa mangia come uno squalo, ribalta gli occhi all’indietro e divora la prima cosa che trova, ma insomma, è davvero poco gentile da parte sua ignorare il mio gesto di intimità famigliare. A volte le disegno dei cuoricini sulla lavagna, una volta addirittura le disegnavo delle faccine sorridenti sotto la tazzina del caffè la mattina. Non ha una vena artistica, ecco cos’è.

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Gadolinio

E’ quello che credo stia circolando nelle mie vene ed arterie in queste ore. Non ho chiesto cosa mi hanno iniettato a guisa di liquido di contrasto per la risonanza magnetica, mi resta nella memoria la sensazione di caldo alla gola ed ai genitali che accompagna l’esame per circa un minuto, una esperienza davvero singolare. Perchè la vampata assale la gola ed i genitali e non una mano, un piede, il sedere ? Perchè altrimenti è meno divertente, ecco perchè.

Tornando in ufficio, in ascensore tutti i cellulari dei presenti hanno iniziato a gracchiare, si è spenta la luce, io avevo un alone azzurrognolo e si è sparso odore di zolfo. Sono stato guardato con un sano terrore e quando sono uscito ho salutato “che la forza sia con voi” nel silenzio generale.

Devo bere due litri di acqua entro questa sera, la pipì ha uno strano odore di miscela ricinata, quella che si faceva sui motorini per fare quel fumo che ricordava i rallies.

Adesso finisco questo litro, poi vado a ritirare gli esami e vedo di arrivare in laboratorio spiccando il volo grazie alla reazione termonucleare del gadolinio con il toast prosciutto e formaggio che ho terminato poc’anzi. Se c’è qualche foto intima interessante cercherò di salvarla qui.

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Update gabbiani.

Crescono, pigolano ancora e sembrano tutto fuorchè dei gabbiani adulti. Questa mattina, complice una tesa tramontana, li ho visti spiegare le ali e fare dei passi controvento, come se facessero delle prove si volo. Uno dei genitori è volato in mezzo a loro e questi hanno smesso. Come se gli avesse redarguiti (o fatto il culo) e questi abbiano obbedito. Mi invento atteggiamenti umani, ormai antropoformizzo anche le pietre, sarà l’età.

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La vellutata di patate & carote.

Sono ancora in fase di aggiustamento del colore della nuova webcam. Il software di gestione diventa ogni volta più articolato, ci sono funzioni che non conosco, tocco maldestramente un parametro nuovo e ne viene fuori una immagine color sepia, termine che non so bene da dove venga ma insomma, è giallognolo/rossiccio. Il bel verde naturale dei tempi andati è ancora da reperire. Questa mattina ho modificato un paio di cosette ottenendo un minestrone con più piselli e meno carote. Chissà dove andremo a finire.

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A proposito della mamma Cinciallegra

Ho accennato alla Cinciallegra che ha fatto il nido sotto un coppo appena sopra la grondaia. Ed ho citato il fatto che due giorni fa avevo sentito casualmente qualcosa che probabilmente era un piccolo, cadere nel pluviale che porta l’acqua piovana dalla grondaia fino alla cisterna interrata di raccolta.

Quello che sto per scrivere è schifosamente gentile, ampolloso ed insolitamente pacato.

A distanza di 24 ore, ieri nel primo pomeriggio oziando su una panchina ho sentito il solito fruscio di un uccello che sbatte le ali contro qualcosa. E’ il rumore che conosco bene, così frequente, dei piccoli di Storno che sul tetto in questa stagione aspettano la mamma, o il papà, o il tutore e si agitano quando arriva un grillo, un verme, qualcosa da mangiare.

Tutto ciò premesso, parte integrante delle belinate che sto per scrivere, il fruscio questa volta invece proveniva da uno sfiato che a circa 50 cm. di altezza sbuca all’esterno sul muro perimetrale di casa e porta aria agli igloo sotto il perimetro della costruzione.

Li ha voluti il mio architetto sostenendo che sono indispensabili. Questo episodio mostra che c’è qualcosa di strano nella progettazione e dunque domani lo aspetto sotto casa vestito di nero e gli chiedo spiegazioni.

Queste informazioni e quelle che seguono sono di carattere estremamente tecnico e non so se tutti sono in grado di comprenderle.

Fatto sta che ho messo il telefono per fotografare dentro il tubo ed ho visto qualcosa.  Un pennuto che guardava verso l’alto.

Altra disquisizione tecnica che mi serve perchè tra altre 24 ore non mi ricorderò a che intelligenti deduzioni sono arrivato adesso che sono sobrio. I pluviali sono in qualche modo collegati con il sottofondo di casa. Il pennuto è caduto dentro il pluviale, è arrivato chissà come nel pavimento isolante, da li ha raggiunto i tubi di sfiato, ha visto la luce ed ha cercato di uscire. Io l’ho sentito.

Ovviamente non c’era modo di entrare nel tubo e recuperare il pennuto a quella profondità. Qualche neurone annoiato ha elaborato un tentativo a dir poco campato per aria; ho utilizzato una corda bella grossa, di quelle che uso per fissare gli alberi, l’ho calata dentro il tubo fermandomi quando ho pensato che sarebbe arrivata sul fondo. Ho aspettato pochi secondi, il pennuto si è arrampicato sulla corda ed è sbucato dal tubo, dunque è volato via.

Io sono un ultra cinquantenne di intelligenza media ed ho calato una spessa corda nel tubo senza sapere esattamente cosa aspettarmi, ma quel piccoletto di poche settimane di vita ha capito senza esitazioni e senza paura che arrampicandosi sulla corda per quel metro nel buio avrebbe trovato la libertà. Ma quanto è astuto quel tipo ? Più di me sicuramente.

Richiudo l’imboccatura il tubo con la apposita griglietta di ferro. Percorro pochi metri lungo la facciata di casa e sento un altro cinguettio che proviene da una seconda bocchetta a pochi metri di distanza dalla prima. Apro anche questa bocchetta. Come nel caso precedente il tubo che sbuca dal muro,  orizzontale per pochi centimetri, fa una curva a 90 gradi verso il basso e si immerge nel sottosuolo. Scatto una foto come prima ma il tubo è molto più profondo e non riesco a vedere nulla.

Sento distintamente un cinguettio, ancora incredulo per il precedente salvataggio, il mio gruppo di neuroni mi suggerisce di calare nuovamente la corda. Aspetto un po’ ma non accade nulla. Provo una prima volta e filare lentamente la corda, come una pesca miracolosa, al quarto o quinto tentativo alla fine della corda estraggo dal tubo un secondo pennuto aggrappato con le zampe alla salvezza, questo però non vola via e rimane sul pavimento, probabilmente terrorizzato.

Convoco Miriam per decidere cosa fare. Tutte le ipotesi ci sembrano inadeguate.

  1. Lo facciamo allo spiedo.
  2. Lo prendo delicatamente e lo catapulto nell’aria come un sasso per vedere se vola.
  3. Lo accogliamo in casa e gli diamo da mangiare dei vermi liofilizzati.

Il piccolo è immobile e cinguetta. Decidiamo semplicemente di andarcene ed osservare la scena da lontano, vediamo cosa fa. Il piccolo inizia a saltellare e si allontana dal muro, arriva in prossimità di un casotto di mattoni, dopo aver percorso qualche metro. Dal nulla spunta un altro uccello, leggermente più grosso. Si avvicina al piccolo, lo sfiora con il becco e vola via, inseguito dal piccolo che ha preso il volo. Restiamo a bocca aperta. Quella apparentemente era la mamma che non ha abbandonato la zona del nido ed ora ha trovato il suo piccolo. Gli ha fatto un corso accellerato di volo ed il piccolo, che fino a quel momento sembrava non fosse in grado di volare, si è librato nell’aria.

Questa spiegazione è davvero da Antologia della Balla Lacrimevole Tipo Walt Disney. Se me la racconta qualcuno, non gli credo e basta. Se insiste lo spintono e se non demorde lo aggredisco perchè penso mi stia prendendo per il culo.

Non è finita; sto per chiudere la bocchetta e sento di nuovo un cinquettio. Rifuggo il pensiero di versare benzina nel tubo e scappare lontano. C’è voluto un quarto d’ora di tentativi andati a vuoto, ma alla fine è uscito anche il terzo piccolo, tenacemente appeso con le zampe alla corda che sfilavo lentamente dal tubo. Il terzo pennuto è volato via, si è schiantato contro i rami di un vicino cespuglio di rosmarino, ma dopo qualche minuto è arrivata la mamma ed i due sono volati via insieme.

Non è una storia bellissima ? Ed è anche vera ed ho detto solo una volta “culo” e nemmeno una volta “cazzo”. Sto invecchiando e mi devo dare una regolata.

Anzi, per riportare questo post alla consueta grettezza, ecco uno screenshot di una mail appena ricevuta.

 

 

Si vede che lo spread è salito. La ragazza offre garanzie economiche ineccepibili. La foto che allega è un primo piano tipo fish-eye della sua filiberta.

 

 

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Ecco di nuovo le solite immagini estive

Questa è una Cinciallegra che porta un insetto ai suoi piccolini. Il Cons.Bio mi smentirà a breve dicendo che non si tratta di una Cinciallegra ma di uno Zuffolo Bipolare Demitiano dalle Penne Zafferano. Ha fatto il nido sotto un coppo, appena sopra la grondaia. Peccato che almeno uno dei giovani uccellini al suo primo tentativo di uscire dal nido si è infilato nel tubo di scolo ed è sparito nel canale di raccolta delle acque piovane. Un altro è atterrato sul prato appena sotto e saltellava goffo senza riuscire a spiccare il volo. Non l’ho toccato ed l’ho lasciato che con fatica percorresse quei pochi metri ed entrasse nel bosco che circonda il prato. Quasi certamente verrà mangiato da qualche predatore che popola la boscaglia.

 

Minilepre, o simil-coniglietto. Silvilago Orientale, Sylvilagus floridanus (non me lo sono inventato, ho cercato su Google). Quest’anno ne noto di più rispetto agli anni passati, giocano sul pratone rincorrendosi, insequiti dalle bisce. Miriam se ‘è trovata una nei piedi proprio ieri ed ha saltato, senza asta, 6 metri. Ma non ha urlato per non spaventare una su amica che era voltata e non ha visto la scena, amica che se vede un serpente muore per un quarto d’ora.

 

Una foto brutta, passata attraverso dei malriusciti tentativi di correggerla e diventata ancora più brutta. Temporalino sul basso Tortonese.

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GDPR.

General Data Protection Regulation. Vuol dire che se io pubblico su internet una foto del mio belino con indicate le dimensioni, esigo che la cosa rimanga privata e che nessun centro studi raccolga queste informazioni per mandarmi successivamente pubblicità per creme o pompette che allungano, ingrossano il pene.

Ogni tanto qualche persona mi scrive su questo blog e mi fornisce il proprio e-mail. Che rischio corre ? Che io diventi uno stalker e lo bombardi di foto del mio coso, che io venda il suo e-mail a qualche setta religiosa (sono tutte sette religiose) che cercheranno di indottrinarlo fino alla completa sottomissione.

Insomma, il mio belino finirà alla Master Dick Research di Pasadena che io lo voglia o no, poi metteranno la somma delle dimensioni esterne dei miei testicoli in confronto con le vostre e-mail e giungeranno a determinare un algoritmo in base al quale questo blog è gestito da un adoratore di Anuba che ama circondarsi di statue di gorgonzola ed ha amici che lo credono la reincarnazione del Dio Kit Kat. Le mie webcam sono un veicolo per congiungersi a Darth Vader ed unirsi alla Forza Oscura per pagare meno il taxi collettivo.

Potrei andare avanti all’infinito a dire cazzate ma la sostanza è che non ho ben capito a che cazzo serve il GDPR. Su un forum meteo di qualche anno fa io ero iscritto con lo pseudonimo di GDR, ossia Giardiniere del Righi, perchè raccontavo che coltivavo le ortiche sulle quali invitavo i prescelti ad andare a cagare.

Comunque ecco qui una dichiarazione.

Questo sito, ossia il Blog, potrebbe avere dei cookies messi su da WorldPress o da qualche altro membro della Spectre, ma io non lo so e tantomeno so cosa cazzo se ne fanno delle stronzate che possono ricavare da queste pagine. Semmai possono fare un ritratto inquietante dei miei disturbi psichiatrici. Voi, cari lettori ed utenti, evitate di fornirmi dati sensibili che altri potrebbero raccogliere per mandarvi a casa la Polizia Annonaria.

Non c’entra per nulla, ma oggi ho parlato in viva voce con una persona che ha detto una decina di volte “… il tema è che…”. Il giorno prima aveva rischiato di metter su un puttanaio in quanto aveva frainteso una circostanza, non aveva capito il problema comunicando ad una controparte un paio di cazzate monumentali.

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