A proposito della mamma Cinciallegra

Ho accennato alla Cinciallegra che ha fatto il nido sotto un coppo appena sopra la grondaia. Ed ho citato il fatto che due giorni fa avevo sentito casualmente qualcosa che probabilmente era un piccolo, cadere nel pluviale che porta l’acqua piovana dalla grondaia fino alla cisterna interrata di raccolta.

Quello che sto per scrivere è schifosamente gentile, ampolloso ed insolitamente pacato.

A distanza di 24 ore, ieri nel primo pomeriggio oziando su una panchina ho sentito il solito fruscio di un uccello che sbatte le ali contro qualcosa. E’ il rumore che conosco bene, così frequente, dei piccoli di Storno che sul tetto in questa stagione aspettano la mamma, o il papà, o il tutore e si agitano quando arriva un grillo, un verme, qualcosa da mangiare.

Tutto ciò premesso, parte integrante delle belinate che sto per scrivere, il fruscio questa volta invece proveniva da uno sfiato che a circa 50 cm. di altezza sbuca all’esterno sul muro perimetrale di casa e porta aria agli igloo sotto il perimetro della costruzione.

Li ha voluti il mio architetto sostenendo che sono indispensabili. Questo episodio mostra che c’è qualcosa di strano nella progettazione e dunque domani lo aspetto sotto casa vestito di nero e gli chiedo spiegazioni.

Queste informazioni e quelle che seguono sono di carattere estremamente tecnico e non so se tutti sono in grado di comprenderle.

Fatto sta che ho messo il telefono per fotografare dentro il tubo ed ho visto qualcosa.  Un pennuto che guardava verso l’alto.

Altra disquisizione tecnica che mi serve perchè tra altre 24 ore non mi ricorderò a che intelligenti deduzioni sono arrivato adesso che sono sobrio. I pluviali sono in qualche modo collegati con il sottofondo di casa. Il pennuto è caduto dentro il pluviale, è arrivato chissà come nel pavimento isolante, da li ha raggiunto i tubi di sfiato, ha visto la luce ed ha cercato di uscire. Io l’ho sentito.

Ovviamente non c’era modo di entrare nel tubo e recuperare il pennuto a quella profondità. Qualche neurone annoiato ha elaborato un tentativo a dir poco campato per aria; ho utilizzato una corda bella grossa, di quelle che uso per fissare gli alberi, l’ho calata dentro il tubo fermandomi quando ho pensato che sarebbe arrivata sul fondo. Ho aspettato pochi secondi, il pennuto si è arrampicato sulla corda ed è sbucato dal tubo, dunque è volato via.

Io sono un ultra cinquantenne di intelligenza media ed ho calato una spessa corda nel tubo senza sapere esattamente cosa aspettarmi, ma quel piccoletto di poche settimane di vita ha capito senza esitazioni e senza paura che arrampicandosi sulla corda per quel metro nel buio avrebbe trovato la libertà. Ma quanto è astuto quel tipo ? Più di me sicuramente.

Richiudo l’imboccatura il tubo con la apposita griglietta di ferro. Percorro pochi metri lungo la facciata di casa e sento un altro cinguettio che proviene da una seconda bocchetta a pochi metri di distanza dalla prima. Apro anche questa bocchetta. Come nel caso precedente il tubo che sbuca dal muro,  orizzontale per pochi centimetri, fa una curva a 90 gradi verso il basso e si immerge nel sottosuolo. Scatto una foto come prima ma il tubo è molto più profondo e non riesco a vedere nulla.

Sento distintamente un cinguettio, ancora incredulo per il precedente salvataggio, il mio gruppo di neuroni mi suggerisce di calare nuovamente la corda. Aspetto un po’ ma non accade nulla. Provo una prima volta e filare lentamente la corda, come una pesca miracolosa, al quarto o quinto tentativo alla fine della corda estraggo dal tubo un secondo pennuto aggrappato con le zampe alla salvezza, questo però non vola via e rimane sul pavimento, probabilmente terrorizzato.

Convoco Miriam per decidere cosa fare. Tutte le ipotesi ci sembrano inadeguate.

  1. Lo facciamo allo spiedo.
  2. Lo prendo delicatamente e lo catapulto nell’aria come un sasso per vedere se vola.
  3. Lo accogliamo in casa e gli diamo da mangiare dei vermi liofilizzati.

Il piccolo è immobile e cinguetta. Decidiamo semplicemente di andarcene ed osservare la scena da lontano, vediamo cosa fa. Il piccolo inizia a saltellare e si allontana dal muro, arriva in prossimità di un casotto di mattoni, dopo aver percorso qualche metro. Dal nulla spunta un altro uccello, leggermente più grosso. Si avvicina al piccolo, lo sfiora con il becco e vola via, inseguito dal piccolo che ha preso il volo. Restiamo a bocca aperta. Quella apparentemente era la mamma che non ha abbandonato la zona del nido ed ora ha trovato il suo piccolo. Gli ha fatto un corso accellerato di volo ed il piccolo, che fino a quel momento sembrava non fosse in grado di volare, si è librato nell’aria.

Questa spiegazione è davvero da Antologia della Balla Lacrimevole Tipo Walt Disney. Se me la racconta qualcuno, non gli credo e basta. Se insiste lo spintono e se non demorde lo aggredisco perchè penso mi stia prendendo per il culo.

Non è finita; sto per chiudere la bocchetta e sento di nuovo un cinquettio. Rifuggo il pensiero di versare benzina nel tubo e scappare lontano. C’è voluto un quarto d’ora di tentativi andati a vuoto, ma alla fine è uscito anche il terzo piccolo, tenacemente appeso con le zampe alla corda che sfilavo lentamente dal tubo. Il terzo pennuto è volato via, si è schiantato contro i rami di un vicino cespuglio di rosmarino, ma dopo qualche minuto è arrivata la mamma ed i due sono volati via insieme.

Non è una storia bellissima ? Ed è anche vera ed ho detto solo una volta “culo” e nemmeno una volta “cazzo”. Sto invecchiando e mi devo dare una regolata.

Anzi, per riportare questo post alla consueta grettezza, ecco uno screenshot di una mail appena ricevuta.

 

 

Si vede che lo spread è salito. La ragazza offre garanzie economiche ineccepibili. La foto che allega è un primo piano tipo fish-eye della sua filiberta.

 

 

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One Response to A proposito della mamma Cinciallegra

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