Gli untori.

Chissà in quei contenitori quanti segreti ci sono:

  • Sistemi di controllo e registrazione delle nostre conversazioni.
  • Armi batteriologiche.
  • Pipistrelli suicidi con cinture di esplosivo.
  • Animali morti portatori di virus letali.
  • Onde gamma e delta sfuse, pronte ad essere liberate con il loro carico di morte.
  • IL terribile G5 travestito da rosmarino.
  • Topi armadilli e cani per alimentazione umana.
  • Mascherine chirurgiche già infette con diverse patologie a scelta.

Immagine di due navi della stessa compagnia che si incrociano di fronte a Genova e sticazzi. Grimaldi, famiglia di origine partenopea con legami a Genova. Potrei sbilanciarmi dicendo che rappresentano insieme a pochi altri i sopravvissuti di una categoria fatta a pezzi dalla demagogia idiota che ha caratterizzato le scelte industriali del dopoguerra ? Boh. Ho già scritto queste cazzate ? Mi sa di si.

E qui sopra la pilotina che ha portato il pilota sulla nave in arrivo.

In questa foto bucolica noto quanto segue. Le due carpe bianche; ne ho vista una rossa qualche giorno fa, spero stiano tutte e quattro bene. Poi ci sono le native. Non si vedono, oppure io non le vedo e ci sono, oppure proprio non ci sono perche sono diventate pasto per i 3 pennuti predatori e mangia pesce che ruotano intorno. Il livello molto basso. Oggi però l’elettricista è intervenuto e dovrebbe esserci d’ora in poi l’apporto del nuovo pozzo. I tigli del 2017 iniziano a fornire un contributo di ombra alla Pozzanghera. E’ un minuscolo contributo che credo inciderà proprio poco sulla temperatura dell’acqua. Anche perchè più la stagione va avanti e più le ombre diventano perpendicolari, tra due o tre settimane l’ombra rimarrà interamente sulla sponda erbosa, anche quella frazione che ora ombraggia sull’acqua. Oggi giornata tardo primaverile quasi estiva. Per arrivare a Basaluzzo ed evitare i posti di blocco inter regionali pensiamo di andare a piedi attraversando i monti, seguendo dei sentieri che partono da Pegli, salgono ai Piani di Praglia, passano non lontano dai laghi del Gorzente e poi arrivano nell’ovadese. Dormiremo all’adiaccio una notte per poi arrivare a destinazione la sera successiva. Miriam questa mattina ha cercato di colpire sua madre con una bottiglia, piccoli screzi da quarantena. Per fortuna ero sul posto ed ho salvato la bottiglia. Spumante Ferrari, regalo di un amico.

La pelle della Patata. Ormai maneggio con una certa abilità la frutta e la verdura che viene recapitata a casa. La disinfetto, la lavo e la asciugo, la ripongo in una cesta. Poi il reparto cucina se ne occupa secondo necessità.

Pensavo che la pelle della patata fosse più spessa; invero è sottile e fragile e viene via quando si pulisce. O forse questa è una pellicina che copre la buccia ?

Domani fave e sardo. Un amico fornitore e consulente di cui manterrò l’identità nascosta, ha una casa con annesso orto in riviera. Grazie alle nuove disposizioni, ha potuto recarsi a verificare lo stato dell’orto e ci ha fatto un dono quantomai gradito, in assoluto ed ancor più considerati i tempi infausti. Tra l’altro, i prodotti del suo orto sono particolarmente buoni e quando ti abitui alle fave fresche, piccole, dolci, deliziose, senti la differenza con quelle acquistate nei negozi.

Questa mattina sono uscito di casa ed ho percorso il breve tratto per arrivare sul marciapiede lato terra di Corso Italia. Mi sono appoggiato ad un muretto un po’ distaccato ed ho osservato i vigili che fermavano le auto ed i pedoni. Secondo me c’è il rischio che tra 15 giorni le Terapie Intensive siano nuovamente intasate. Forse è un rischio calcolato perchè da una parte non si può mantenere tutto chiuso aspettando che il virus scompaia, dall’altra ci si deve aspettare che una percentuale fisiologica di persone non abbia abbastanza sensibilità per mantenere comportamenti corretti. Alcuni potrebbero infettarsi lavorando o andando al lavoro, e poi una certa quota di individui, sia perchè esasperati e sia perchè idioti, un po’ di quelli che oggi ho visto chiacchierare amabilmente senza mascherina a 50 centimetri l’uno dall’altro potrebbero finire in rianimazione nel giro di due settimane. Incrociamo le dita.

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Traffico.

Ieri ho scattato questa foto e l’ho mandata come messaggio tramite Facebook alla Arkas, una società di navigazione turca. La loro pagina Facebook è in Turco, anche la loro nome page web è in turco, hanno poi un sito web in Italiano ed in Inglese della sede italiana a Genova. Forse potevano rispondere, qualcosa tipo grazie della foto, magari invece sono molto presi in cose più serie della pagina di Facebbok e nessuno si occupa di rispondere alle beline che mandano foto brutte. Che poi, mi domando, ad una compagnia mercantile che trasporta contenitori, che cazzo serve la pagina su Facebook ?

Qual’è il punto ? Ah, si; più tardi, di sera, mi sono messo a giocare sul telefonino; un giochino che ho scoperto un paio di settimane fa, si chiama Balls 2048 (c’è anche per Windows), si fanno cadere delle palline colorate che se si toccano tra di loro aumentano di valore, bisogna raggiungere un certo valore e poi si supera il livello e sticazzi rotondi. Sul telefono ho la versione gratis con pubblicità. La pubblicità si innesta ogni tanto, ad esempio quando si supera un livello, mostra altri giochini scemi. In genere le pubblicità sono in italiano o in inglese. Ma ieri sera mi sono arrivate pubblicità in Turco, ripetutamente. Inquietante ? Ma figuriamoci, bisogna essere scemi per non sapere che tutto quello che facciamo on line viene registrato, analizzato, catalogato e distribuito tra i maggiori gruppi di panificatori ed impagliatori di sedie.

Notizie dalla ridente. Foto trasmessemi dalle Truppe Rumene di stanza a Basaluzzo. Prima o poi faremo un blitz notturno per andarci in pianta stabile. Devo solo scoprire se, dovessimo essere fermati dalla polizia, oltre alla sanzione pecuniaria si viene passati per le armi ed i corpi gettati nel fosso vicino alla Provinciale.

Credo sia la Sequoia. A Gennaio sembrava rinsecchita, invece adesso mi sembra abbastanza verde, cresciuta di un picocazzo ma sembrerebbe in discreta salute.

Zona di rimboschimento 2 o 4, boh, e chi se lo ricorda ? Si apprezzano le protezioni anti caprioli-mangia-cortecce.

La Metasequoia in piena attività.

La Q3. Quest’anno sta crescendo come un fulmine, dopo 3 anni in sordina.

La Q5. La crescita di questa è lenta, ma la Q4 è ancora più lenta. La Q2 invece credo sia irrimediabilmente secca.

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Aggiungere un titolo a caso.

Scirocco teso, secco, meraviglioso. Il formato della foto è quadrato perchè l’ho messa su Instagram, dove ho diversi seguitori e non so davvero perchè; ho messo in tutto 10 foto a dir tante, 8 delle quali in questi ultimi due giorni.

Nel mondo riflesso nella Pozzanghera non c’è il COVID-19. Ma probabilmente non c’è neppure la focaccia col formaggio di Recco, dunque il cambio sarebbe sfavorevole.

Due immagini del formato giusto, non il quadrato del belino di Instagram. Chissà perchè Instagram vuole le foto quadrate. OK c’è un trucco per poterle mettere rettangolari ma non riesco a farlo funzionare. E’ comunque sbagliato anche solo pensare alle foto quadrate perchè abbiamo 2 occhi messi sulla linea orizzontale e dunque il campo visivo è più largo che alto.

Qui sotto una elaborazione con un photo editor con un aggiustamento “backlight stocazzo” che non so bene come funziona, il risultato è innaturale ma va bene metterlo qui.

Guardando meglio, è una schifezza ma tant’è, potrebbe andare bene per un puzzle.

A parte queste foto, oggi mi è caduto un biscotto nel latte. Il corriere del supermercato credo che durante la consegna eserciti talvolta pressioni sulle scatole di biscotti che potrebbero risultare eccessive. Il biscotto si può spezzare e dunque una volta aperta la confezione risulta già rotto. A parte un certo disappunto, un biscotto spezzato in due o tre parti non crea un significativo problema. Però ci sono i biscotti incrinati, quelli che sembrano normali ma in realtà presentano lesioni che ne indeboliscono la struttura. Si potrebbe fare una radiografia o una risonanza magnetica per capire lo stato del biscotto prima di cibarsene, però la cosa diventa complicata. Ebbene io normalmente immergo il biscotto nel caffelatte e poi lo sollevo per portarlo alla bocca con un movimento curvilineo della mano dal basso verso l’alto. Potrei usare il cucchiaio, ma preferisco usare la mano perchè così facendo resta una frazione del biscotto asciutta, quella in prossimità delle dita. Durante il tragitto verso la bocca, c’è un punto preciso in cui il biscotto è ancora sulla verticale della tazza ed alla massima altezza della curva. Se il biscotto cede in quel momento, la parte che si distacca dal resto precipita nella tazza. E’ notevole la quantità e la distanza alla quale il latte viene catapultato, soprattutto è rimarchevole la percentuale enorme che finisce nella direzione della mia cazzo di camicia.

Addendum. Vale fare un accenno sulla impregnabilità dei biscotti. La utile Scala Perlemuetten di assorbimento misura la quantità di liquido che viene assorbita da un biscotto. Ci sono biscotti che in un istante diventano fradici e si sciolgono nella tazza. Altri che invece potrebbero galleggiare per diversi giorni nella tazza senza neppure subire variazioni apprezzabili nella loro linea di galleggiamento. Ma qui è stato trattato il biscotto che presenta lesioni; secondo alcuni autori (Krantz- Bialetti per esempio) il tempo critico per un biscotto per diventare fradicio è poco significativo quanto il biscotto è lesionato. Ossia se ti cade nella tazza o sulle braghe NON dipende dalla errata valutazione dello stato di infrazione della fattura bensì dalla conducibilità del liquido lungo la frattura (o le fratture). Non so bene cosa cazzo ho scritto ma mi sembra sostenibile.

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Benvenuto Ostro

Questo è il vento che a Basaluzzo porta pioggia da sud. Se viene Libeccio la pioggia passa più ad ovest, se c’è Scirocco il grosso passa sul Tortonese. Ostro, o simil Ostro, come adesso. Un piccolo nucleo autorigenerante al largo di Albenga che si allunga in direzione nord-qualcosa e scarica preziosa acqua esattamente dove mi serve.

Aggiungo che questa configurazione, identica per forma, quando l’energia disponibile è tanta, provoca il finimondo tra Savona ed Alessandria, come purtroppo è successo almeno due volte negli ultimi anni. Ma oggi a fine Aprile il mare è freddo, il vapore poco, l’energia scarsa. Dico queste esatte cagate ogni volta che succede. E poi non è esattissimo affermare che è Ostro, ma insomma, rende l’idea, almeno per me.

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Ho guidato l’auto.

Sono andato in una farmacia non lontana da dove abita mia suocera, con mia suocera, per ritirare un pacco di medicine prenotato da giorni. Era dal 6 marzo che non guidavo l’auto. Non so se ho infranto i decreti salva Italia, anti contagio. La farmacia non è la più vicina da casa mia e dunque forse non avrei potuto andare fino a Castelletto. E poi ero con mia suocera. Era seduta nel sedile di fronte, forse doveva stare di dietro. Forse indossando la mascherina ed i guanti da sci. Non è residente dove sono io dunque è una estranea, a meno di poter comprovare che io ho sposato la figlia e che da 6 settimane viviamo in tre sotto lo stesso tetto. Ci sarebbe voluta una dichiarazione notarile. Una autocertificazione di tre pagine. Un diagramma a flussi con le persone e le correlazioni. Quella farmacia è il riferimento inalienabile di madre-figlia da anni. Ma la legge prevede la fattispecie di suocera-genero oppure il vigile se ne sarebbe strapazzato il belino ed avrebbe elevato contravvenzione ? Forse avrei potuto nasconderla nel portabagagli. Con l’occasione del viaggio cittadino mia suocera è stata a casa sua a svuotare il frigorifero, vedere la posta, dar da bere alle piante di plastica e far scorrere l’acqua.

Sto osservando una graduale discesa dell’umore e decadimento delle funzionalità emotive di diverse persone. Sui “social” ci si scanna per i più futili motivi; questo è sempre accaduto ma rilevo un incremento delle uscite al vetriolo da parte di persone altrimenti insospettabili. Anche nel mio piccolo ambito familiare e delle conoscenze dirette, ci sono piccoli fenomeni eruttivi improvvisi ed emblematici. Micro fraintendimenti, parole di troppo ed aggettivi superflui che sollevano reazioni sovradimensionate. E’ per questo che io evito accuratamente di intensificare la frequenza delle telefonate, che generalmente in tempi normali sono prossime allo zero, perchè mi accorgo che io sono di un’ottava più altao e non ho il controllo completo della mia lingua, mentre anche le misure standard del si dice non si dice stanno assumendo dimensioni più elastiche.

Ma anche diversi conoscenti/amici stanno iniziando ad avere atteggiamenti imprevedibili, sconosciuti, vagamente ostili e polemici quando, in tempi regolamentari, non ci sarebbe stata la minima increspatura. Dunque riconosco che anche io sono in una fase delicata e meno parlo, meno rischio di attivare attriti che poi potrebbero diventare vere fratture. Non rispondo alle stranezze anche se presumo talvolta involontarie, evito argomenti impegnativi e cerco di superare in volo planato questi tempi di burrasca.

In definitiva, questa fase della mia vita potrebbe portare ad un cambiamento riassumibile in meno salute, meno soldi, meno amici.

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Oggi, 26 Aprile 2020

Ho trovato un riassunto su Internet. Copio, incollo con qualche aggiustamento. Sono punti in ordine sparso e non sono completamente soddisfatto. Ma tra poche ore si inizia qualche apertura e chi lo vorrà potrà iniziare ad infettarsi come se nulla fosse. Lo scopo di questo riassunto è immaginare di portare avanti l’orologio di un anno e, se sono vivo, vedere tra 365 giorni com’era e come sarà allora.

  • Non si può uscire di casa tranne che per far uscire i cani o per andare a fare la spesa per generi alimentari, in farmacia, dal tabaccaio o per andare al lavoro nelle pochissime attività aperte. Per il tempo strettamente necessario e percorrando il tragitto più breve possibile. Bisogna essere da soli, neppure con eventuali parenti e conviventi sotto lo stesso tetto.
  • Se esci di casa, devi avere una autocertificazione perchè puoi venir fermato dalle autorità per una verifica.
  • I bambini non possono uscire di casa nemmeno per giocare.
  • Coppie, amici e parenti, separati al momento dell’entrata in vigore delle disposizioni non si vedono da più di un mese.
  • Le scuole e le università sono chiuse.
  • Nei supermercati si entra singolarmente e ci sono misure per tenere le persone lontane una dall’altra. Non si trova tutto quello che cerchiamo. Alcuni prodotti sono esauriti ed introvabili.
  • Due metri è la distanza minima consigliata sempre, quando si incrocia una persona.
  • I negozi e le aziende non essenziali sono chiusi.
  • Ci sono milioni di lavoratori in cassa integrazione e migliaia di artigiani e piccole aziende che stanno fallendo.
  • Parchi e luoghi dove si andava a passeggiare sono chiusi e transennati al pubblico.
  • Tutte le competizioni sportive di di ogni sport sono state cancellate.
  • Palestre e campi di allenamento chiusi.
  • Concerti, festival, eventi di intrattenimento sono stati cancellati.
  • Matrimoni, festeggiamenti di famiglia, incontri di vacanza e viaggi sono stati cancellati.
  • Le chiese sono chiuse.
  • Tutti i bar ed i ristoranti sono chiusi. Cinema, teatri, locali pubblici chiusi.
  • Sono state cancellate la celebrazioni di Pasqua, del 25 aprile, del primo maggio.
  • Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono state annullate.
  • Negli ospedali sono morti migliaia di pazienti e sono morti centinaia di medici ed infermieri. Spesso mancano i posti letto di terapia intensiva, le attrezzature, gli strumenti di protezione individuale.
  • Non puoi visitare i tuoi cari ricoverati.
  • Quando muore un ricoverato o una persona in casa, parenti ed amici non lo possono vedere più, verrà sepellito dalla Protezione Civile senza un funerale.
  • Tutti i giorni verso sera si ascoltano i bollettini dei morti e dei ricoverati.
  • Tutti i Governi hanno chiuso le frontiere.
  • I morti al mondo sono più di 200.000, in Italia più di 26.000.
  • Lo spazio aereo è quasi vuoto.
  • Le strade, gli aeroporti, le stazioni sono vuote.
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Oggi era Sabato.

Ho passato le ultime 12 ore pensando che oggi fosse Domenica. Poi verso le 18 è arrivato il carico di vettovaglie dal supermercato. Il ragazzo della consegna vive come fossimo a Dicembre 2019. Niente mascherina, niente guanti, niente distanze di sicurezza. Si è offerto molto gentilmente e più di una volta di portarmi i pacchi in casa, l’ho ringraziato ma glieli ho fatti lasciare davanti al portone di casa, poi io ho fatto un po’ di ginnastica per le scale.

Questo è il rischio della riapertura; troppe persone che non hanno idea di come il virus sia contagioso e non si proteggono. Se hanno la sfortuna di incontrare una persona infetta, si infettano a loro volta e per tutta la durata del contagio asintomatico se ne vanno in giro infettando chiunque incontrano. E siamo da capo.

La mia amica a New York forse esce oggi dall’ospedale. Mi parlava del livelli di ossigeno che le mettono nel respiratore come fosse la cosa più normale del mondo, visto che glielo hanno abbassato a 0.4 (non so che unità di misura) era speranzosa che il dottore la dimettesse oggi. Mi ha colpito come la sua mente sia già abituata a parlare di parametri medici che 10 giorni fa sicuramente ignorava. Nel frattempo ieri è morta anche sua madre. I suoi genitori erano entrambi anziani ma perderli nel giro di una settimana per una pandemia che ha fatto più di 200 mila morti al mondo, non poter fare un funerale e non assistere neppure alla sepoltura, chi avrebbe potuto immaginarlo. Nel bergamasco ed in Italia in genere è successo centinaia di volte nelle ultime settimane ma non mi ero mai immedesimato nei panni di una persona che conosco.

Insomma, adesso parliamo di riapertura. Anche negli USA stanno iniziando a “riaprire” ma non tutti sono consapevoli che se dovesse ripartire un contagio diffuso e dovessero chiudere una seconda volta, la fiducia e reazione della gente sarebbe azzerata e lo scenario diventerebbe catastrofico oltre ogni pessimistica previsione. Noi da questa parte dell’Oceano non siamo in condizioni diverse.

Per altre 3 settimane almeno non credo che sfolleremo a Basaluzzo. Anche se il lock down dovesse addolcirsi nei prossimi giorni e pur avendo titolo per poter andare, i suggerimenti di amici medici è di attendere ancora perchè se dovesse riesplodere il contagio sarebbe meglio per noi essere a Genova. Dunque per un po’ continuerò a vedere la Pozzanghera ed i dintorni solo in fotografia.

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Due quesiti.

Di una certa rilevanza. Il primo riguarda il 31, ossia l’autobus che passa non lontano da dove bivacco ormai da 5 settimane senza speranza di uscire sano di mente. Essendoci poco traffico, spesso il 31 passa da solo e produce l’unico rumore che erra l’armonia di questa zona. Poco prima di un semaforo ci deve essere un tombino sul quale passa l’autobus. Quando passa sopra il tombino l’autobus produce un rumore, che secondo me sentono in Corsica, che corrisponde a 1000 cassette dei ferri che cadono da 10 metri di altezza. Chi non ha mai provato l’esperienza di far cadere per sbaglio una cassetta dei ferri piena di cacciaviti, brugole, tasselli, viti, chiodi, bulloni, martelli, rondelle, una livella, un misuratore a nastro, il set di chiavi dalla 7 alla 20, difficilmente può immaginare il frastuono. Non so come sia costruito un autobus, sono certo che ci saranno viti e bulloni, parti in movimento; il rumore che produce quando saltella su una asperità del terreno fa pensare che tutta la bulloneria sia stata stretta l’ultima volta quando il mezzo è stato assemblato in fabbrica, e poi mai più.

L’odore di cucina prodotto dai vicini. A volte si riesce ad identificarne la natura; il fritto di pesce, la bistecca alla griglia, il classico soffritto. Insomma si capisce cosa c’è nel menu. Ma il 99% delle volte l’odore di cucina è uno, sempre quello, identico per tutti, Italia e USA per quanto posso dire, città o campagna. E sembra che sia prodotto dalla bollitura del sacco della spazzaura con una forte note dolciastra che sa di filtro della lavatrice. Difficile da analizzare ed anche da descrivere. Ma cosa cazzo cucinate ?

Ed ora un esercizio di malumore e fastidio.

Potrebbe essere riferito a due ambiti diversi;

  1. La manifestazione di fastidio derivante dalle restrizioni di movimento imposte dai decreti volti a contenere l’epidemia di COVID-19 in corso.
  2. Due persone nei confronti delle quali il giudizio che si vuole esprimere non comprende un apprezzamento per la loro intelligenza o qualche dote umana positiva.
  1. Non lo voglio dire ma lo penso.

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1/Ottimismo

Uscita serale per depositare la rumenta e la differenziata. Noto subito che la gente per la strada è aumentata da zero che c’era nei giorni passati; coppie, singoli, giovani e meno giovani, senza mascherina. La forza persuasiva della paura sta svanendo. Ora basta, abbiamo aspettato abbastanza e si allenta la tensione, si va a fare due passi. O forse è proprio il contrario, la tensione è aumentata e la gente esce per non esplodere. Si parla di riaperture e non se ne vede l’ora. Il numero dei ricoverati in terapia intensiva scende e dunque la gente non sta più in casa e comincia a concedersi la libertà di fare due passi fuori casa.

La pagheremo ? Tra 3 settimane gli ospedali saranno di nuovo al collasso ? Non lo so. Un misto tra italica attitudine a fottere il potere costituito, un po’ la stanchezza potrebbe anticipare la seconda ondata di contagi. Tutti i paesi si aspettano una seconda ondata e poi forse una terza. Il sindaco di Las Vegas invece dice che a breve riaprirà tutto – casino, alberghi, ristoranti, conventions – e che la gente saprà come comportarsi. Se un cittadino non sa o non vuole difendersi dal contagio sono affari suoi e poi l’influenza è molto peggio e la gente sa come difendersi. Due milioni e trecentomila abitanti dovranno essere molto responsabili ed anche i turisti. Buona fortuna. Las Vegas a parte, io non sono assolutamente portato per il potere e per il comando, se fossi un sindaco e vedessi i miei concittadini che trasgrediscono sistematicamente alle regole attivate per il loro bene, mi verrebbe voglia di dire “liberi tutti, ciascuno per se e Dio per tutti” così non mi devo incazzare quando vedo quanti scemi ci sono in giro. Mi sederei sulle rive del Bisagno aspettando i cadaveri. Se non fosse che il regime del Bisagno è composto da 11 mesi all’anno di secca e per due settimane rischio di esondazione. Da cittadino bovino che legge tutte le versioni possibili sui media, non ho assolutamente idea di come trascorreranno i prossimi mesi.

Salvo foto di navi. Non che la webcam consenta una risoluzione così avvincente, la macchinetta fotografica va sicuramente meglio ma ci vorrebbe qualcosa di potente per mettere in risalto i dettagli. Ho provato ad accoppiare un binocolo di mio padre alla macchina fotografica. Il risultato presenta deigli aspetti curiosi ma non direi che in definitiva è qualcosa che vorrei elevare ad esempio di successo.

Tuttavia con un po’ di aggiustamenti qualcosa si vede in lontananza. Sopra la punta di destra dell’antenna all’orizzonte c’è una nave che nella foto originale si vede appena.

Primo dettaglio.
Questo è un ingrandimento del ritaglio del ritaglio.
Satura blu.
Satura rossa.

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Sono uscito di casa.

Ho preso il motorino e sono andato a comprare delle mascherine FFP2 o equivalenti in una farmacia e poi in ufficio. Sensazione strana; mi sono sentito fuorilegge, perchè non so se sarei potuto andare a comperare delle mascherine a quasi 5 km da casa. Ho avuto una soffiata che li erano disponibili e le ho prenotate. Inoltre non so se ho titolo per andare in ufficio. Si, è il mio ufficio ma non corrisponde ad alcuna sede societaria e nemmeno filiale, dunque formalmente credo che sia opinabile se il locale, seppur destinato ad ufficio, può essere il mio ufficio e non la sede unica della società per cui lavoro, che è a Milano. Ho preso un po’ di posta, fatto un reset della webcam di Brignole CHE ADESSO TRASMETTE. Non so se sia stato l’effetto del reset oppure quelli di Aruba hanno magnuscato sul server, fatto sta che adesso le trasmissioni delle immagini sono riprese.

E già che c’ero, ho installato la scritta che si vede sopra. La foto è girata orizzontalmente. Come si dice non lo so, flippata, capovolta, speculare, altrimenti non si potrebbe leggere.

Non so quale sia l’effetto da fuori perchè quando sono tornato a casa era ancora giorno, “coraggio” è in rosa/viola. Un colore che si addice all’insegna di un night club o di un massage parlour dove alla fine ci esce un lavoretto manuale, ma le lettere bianche erano finite. Invece le lettere di “belin” fanno parte della scritta natalizia. Non sapevo se scrivere “belin coraggio” o “coraggio belin” che potrebbe assumere un significato leggermente diverso. Ho optato per il secondo che mi sembra più determinato, impositivo, forte.

Adesso spero che quelli dell’amministrazione non ritengano che la scritta infici il decoro del condominio, aspetto con trepidazione.

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