Oggi era Sabato.

Ho passato le ultime 12 ore pensando che oggi fosse Domenica. Poi verso le 18 è arrivato il carico di vettovaglie dal supermercato. Il ragazzo della consegna vive come fossimo a Dicembre 2019. Niente mascherina, niente guanti, niente distanze di sicurezza. Si è offerto molto gentilmente e più di una volta di portarmi i pacchi in casa, l’ho ringraziato ma glieli ho fatti lasciare davanti al portone di casa, poi io ho fatto un po’ di ginnastica per le scale.

Questo è il rischio della riapertura; troppe persone che non hanno idea di come il virus sia contagioso e non si proteggono. Se hanno la sfortuna di incontrare una persona infetta, si infettano a loro volta e per tutta la durata del contagio asintomatico se ne vanno in giro infettando chiunque incontrano. E siamo da capo.

La mia amica a New York forse esce oggi dall’ospedale. Mi parlava del livelli di ossigeno che le mettono nel respiratore come fosse la cosa più normale del mondo, visto che glielo hanno abbassato a 0.4 (non so che unità di misura) era speranzosa che il dottore la dimettesse oggi. Mi ha colpito come la sua mente sia già abituata a parlare di parametri medici che 10 giorni fa sicuramente ignorava. Nel frattempo ieri è morta anche sua madre. I suoi genitori erano entrambi anziani ma perderli nel giro di una settimana per una pandemia che ha fatto più di 200 mila morti al mondo, non poter fare un funerale e non assistere neppure alla sepoltura, chi avrebbe potuto immaginarlo. Nel bergamasco ed in Italia in genere è successo centinaia di volte nelle ultime settimane ma non mi ero mai immedesimato nei panni di una persona che conosco.

Insomma, adesso parliamo di riapertura. Anche negli USA stanno iniziando a “riaprire” ma non tutti sono consapevoli che se dovesse ripartire un contagio diffuso e dovessero chiudere una seconda volta, la fiducia e reazione della gente sarebbe azzerata e lo scenario diventerebbe catastrofico oltre ogni pessimistica previsione. Noi da questa parte dell’Oceano non siamo in condizioni diverse.

Per altre 3 settimane almeno non credo che sfolleremo a Basaluzzo. Anche se il lock down dovesse addolcirsi nei prossimi giorni e pur avendo titolo per poter andare, i suggerimenti di amici medici è di attendere ancora perchè se dovesse riesplodere il contagio sarebbe meglio per noi essere a Genova. Dunque per un po’ continuerò a vedere la Pozzanghera ed i dintorni solo in fotografia.

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2 Responses to Oggi era Sabato.

  1. Mig1 says:

    Io penso che alla riapertura sarebbe sufficiente “indossare la mascherina quando le misure di distanziamento sociale siano inattuabili”.
    Temo la “riapertura” anche io, ma ho vissuto la quarantena in modo meno paranoico di altri. Spesa alla Coop con mascherina, niente disinfezione di imballaggi o “decompressione” della spesa.
    Penso però che la paranoia aumenti a dismisura la probabilità di non essere contagiati. Quindi, boh.
    Di sicuro mi sono rotto il belino e non vedo l’ora di farmi un giro in scooter sul Faiallo.

    • admin says:

      Giro in scooter sul Faiallo. Vediamo; distanza di sicurezza dai paracarri ? Mascherine MOMO intonate con il casco ? I guanti di lattice ? Panini e bibite disinfettate ? Il problema forse è che molte persone non indossano le mascherine e non attuano la distanza precauzionale. Sei in coda a due metri dal vicino ed hai la tua mascherina e ti fai una riga di cazzi tuoi. Si avvicina un burino che sembra stia andando in spiaggia, gel, tatuaggi senza mascherina, che gli fai ? Lo infilzi con una spada ? Gli dici di fermarsi, ma se questo ti prende a male parole ? Ecco perchè serve la spada.

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