Gli untori.

Chissà in quei contenitori quanti segreti ci sono:

  • Sistemi di controllo e registrazione delle nostre conversazioni.
  • Armi batteriologiche.
  • Pipistrelli suicidi con cinture di esplosivo.
  • Animali morti portatori di virus letali.
  • Onde gamma e delta sfuse, pronte ad essere liberate con il loro carico di morte.
  • IL terribile G5 travestito da rosmarino.
  • Topi armadilli e cani per alimentazione umana.
  • Mascherine chirurgiche già infette con diverse patologie a scelta.

Immagine di due navi della stessa compagnia che si incrociano di fronte a Genova e sticazzi. Grimaldi, famiglia di origine partenopea con legami a Genova. Potrei sbilanciarmi dicendo che rappresentano insieme a pochi altri i sopravvissuti di una categoria fatta a pezzi dalla demagogia idiota che ha caratterizzato le scelte industriali del dopoguerra ? Boh. Ho già scritto queste cazzate ? Mi sa di si.

E qui sopra la pilotina che ha portato il pilota sulla nave in arrivo.

In questa foto bucolica noto quanto segue. Le due carpe bianche; ne ho vista una rossa qualche giorno fa, spero stiano tutte e quattro bene. Poi ci sono le native. Non si vedono, oppure io non le vedo e ci sono, oppure proprio non ci sono perche sono diventate pasto per i 3 pennuti predatori e mangia pesce che ruotano intorno. Il livello molto basso. Oggi però l’elettricista è intervenuto e dovrebbe esserci d’ora in poi l’apporto del nuovo pozzo. I tigli del 2017 iniziano a fornire un contributo di ombra alla Pozzanghera. E’ un minuscolo contributo che credo inciderà proprio poco sulla temperatura dell’acqua. Anche perchè più la stagione va avanti e più le ombre diventano perpendicolari, tra due o tre settimane l’ombra rimarrà interamente sulla sponda erbosa, anche quella frazione che ora ombraggia sull’acqua. Oggi giornata tardo primaverile quasi estiva. Per arrivare a Basaluzzo ed evitare i posti di blocco inter regionali pensiamo di andare a piedi attraversando i monti, seguendo dei sentieri che partono da Pegli, salgono ai Piani di Praglia, passano non lontano dai laghi del Gorzente e poi arrivano nell’ovadese. Dormiremo all’adiaccio una notte per poi arrivare a destinazione la sera successiva. Miriam questa mattina ha cercato di colpire sua madre con una bottiglia, piccoli screzi da quarantena. Per fortuna ero sul posto ed ho salvato la bottiglia. Spumante Ferrari, regalo di un amico.

La pelle della Patata. Ormai maneggio con una certa abilità la frutta e la verdura che viene recapitata a casa. La disinfetto, la lavo e la asciugo, la ripongo in una cesta. Poi il reparto cucina se ne occupa secondo necessità.

Pensavo che la pelle della patata fosse più spessa; invero è sottile e fragile e viene via quando si pulisce. O forse questa è una pellicina che copre la buccia ?

Domani fave e sardo. Un amico fornitore e consulente di cui manterrò l’identità nascosta, ha una casa con annesso orto in riviera. Grazie alle nuove disposizioni, ha potuto recarsi a verificare lo stato dell’orto e ci ha fatto un dono quantomai gradito, in assoluto ed ancor più considerati i tempi infausti. Tra l’altro, i prodotti del suo orto sono particolarmente buoni e quando ti abitui alle fave fresche, piccole, dolci, deliziose, senti la differenza con quelle acquistate nei negozi.

Questa mattina sono uscito di casa ed ho percorso il breve tratto per arrivare sul marciapiede lato terra di Corso Italia. Mi sono appoggiato ad un muretto un po’ distaccato ed ho osservato i vigili che fermavano le auto ed i pedoni. Secondo me c’è il rischio che tra 15 giorni le Terapie Intensive siano nuovamente intasate. Forse è un rischio calcolato perchè da una parte non si può mantenere tutto chiuso aspettando che il virus scompaia, dall’altra ci si deve aspettare che una percentuale fisiologica di persone non abbia abbastanza sensibilità per mantenere comportamenti corretti. Alcuni potrebbero infettarsi lavorando o andando al lavoro, e poi una certa quota di individui, sia perchè esasperati e sia perchè idioti, un po’ di quelli che oggi ho visto chiacchierare amabilmente senza mascherina a 50 centimetri l’uno dall’altro potrebbero finire in rianimazione nel giro di due settimane. Incrociamo le dita.

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