Sta arrivando un cataclisma…

… così stanno iniziando a dire telegionali locali, giornaletti ad uso dei besughi liguri e, ovviamente i citrulli nei bar.

Una volta si diceva, più semplicemente, arriva qualche giorno di pioggia insistente. Ma adesso no, adesso arrivano “piogge pericolose“, “rischio alluvioni“. Il panico si diffonde e fa presa, sui citrulli – come citato – e sulle persone ansiose.

Scelgo male le mie fonti di informazioni perchè in questo momento si limitano a dichiarare “probabili piogge persistenti e localmente intense” nel fine settimana. Che non vuole dire allerta tsumani, ne’ piogge alluvionali, ne fiumi che straripano e strade sconvolte. Vuol dire pioggia intensa, come è sempre venuta e come, spero, sempre verrà nonostante l’IPCC pare abbia recentemente dichiarato che la calotta polare si sarà completamente sciolta nel 2016. (duemilasedici, non duemilacentosedici)

Insomma, io predico cautela, ma il mondo vuole le catastrofi. Magari esonderà qualche torrente e chi nel frattempo ha seminato il panico potrà dire “avete visto ? io l’avevo detto!”.

Aspetto di vedere i prossimi run dei modelli, poi semmai gonfierò il canotto.

Aggiornamento:  25 Settembre 2012. L’asse della saccatura sta ruotando in senso orario più del previsto, dunque buona parte della Liguria e del Piemonte potrebbero essere in ombra pluviometrica.  Prenderei quelli di “Primocanale” (se ed in quanto mi sono stati additati come tra i peggiori seminatori di panico meteo tra i genovesi) e li manderei a pulire il greto del Bisagno. Ora.

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Non toccarmi le pere!

Stupidi calabroni. In realtà credo siano animali straordinari e, per fortuna, si fanno abbastanza  i fatti loro, tranne mangiare le pere e mele dei miei due alberi.

Per poter raccogliere la frutta bisogna presentarsi dagli alberi  di mattina prestissimo, quando i calabroni non ci sono ancora, altrimenti, pur non essendo insetti aggressivi, non credo vorrei dovermi imbarcare in una inutile discussione sul fatto che è giusto che anch’io possa cogliere qualche pera senza che sia stata per metà mangiata. Ma come fanno quelli che dicono di coltivare le pere biologiche ? Stanno tutto il giorno con una paletta a fare “sciò” ai calabroni ? Perchè se io usassi qualche dimetil-fenil-belin-nelano in dosi massicce probabilmente scaccerei gli insetti. Oppure c’è qualche prodotto naturale, come il piretro che si può dare sulla pianta ? Potrei affittare un aereoplano da turismo ed irrorare tutta la provincia di qualche sostanza sterminatrice per insetti, meteorologi improvvisati, parlamentari assenteisti.

Oggi sono stato a comperare del vino da un produttore. Il profumo del mosto appena spremuto che impregnava la cascina ed i dintorni era inebriante, la vendemmia finirà tra 5 giorni.

Sticazzi X 2.

Coppia di calabroni e pera mezza smangiata.

 

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Adriano CHI ???

Conosco Adriano Casissa prima via telefono e e-mail, poi ci siamo incontrati nel suo ufficio, qualche anno fa.  Ci eravamo sentiti  perchè voleva installare una webcam e ne abbiamo discusso. E’ un imprenditore che credo si sia ritagliato un proprio spazio nel mondo di Internet. Onestamente non avevo notato la sua latitanza da Internet ma non è che io sia un assiduo frequentatore di social Network come Facebook, Twitter ed altri se ce ne sono. Ho capito che la sua assenza era frutto di un esperimento quando, qualche giorno fa, ho ricevuto la seguente e-mail:

 

Venerdì 21 settembre ore 18:00
BerioCafè di Genova
Facebook Stop & Go
Si può vivere senza Facebook ?
Ultima tappa del primo
esperimento di social logout

Dopo nove mesi di “ibernazione” del suo account Facebook, Adriano Casissa, informatico e blogger genovese, si connetterà nuovamente al social network, verificando così, se esiste effettivamente una possibilità di “rinascita digitale”.
Sarà occasione per discutere ancora una volta di come e perchè le nuove tecnologie hanno trasformato le nostre abitudini e le modalità di comunicazione.

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Mi sono sentito in dovere di rispondere a questo invito gentile al quale, e sono sinceramente dispiaciuto, non ho potuto partecipare. E cos’altro potevo rispondere, visto il tema in oggetto:

“Adriano Casissa ? Non ho mai sentito questo nome; mi avete mandato questa mail per errore ?”

Spero non si sia offeso!

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Aggiornamento di Lunedì 24 Settembre. Non si è offeso, ma gli era sfuggito l’intento burlesco, dunque mi ha gentilmente risposto – credo pensando che la mia memoria si fosse fulminata – ricordandomi come ci siamo conosciuti. Al che ho dovuto rispondergli non senza una punta di imbarazzo che ben ricordavo la nostra conoscienza, ma la mia precedente risposta era in tema con l’evento di “riconnessione” e dunque mi ha riscritto citandomi quella vecchia barzelletta che più o meno recita:

Giuseppe decide di partire per l’america e così fa. Dopo trent’anni torna a Genova per la prima volta. Durante il viaggio di ritorno si immagina come lo accoglieranno i parenti, gli amici che per 3 lunghi decenni lo hanno aspettato. Arriva finalmente a Genova, entra nel bar dove passava il suo tempo libero, si guarda intorno e riconosce un carissimo amico al bancone, un po’ invecchiato e con i primi capelli bianchi. Si avvicina a lui silenziosamente, questi lo vede con la coda dell’occhio e gli dice: “Giuseppe, cosa fai con la valigia, parti ?”

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Chromobotia (Botia) Macracantha

Il mio simpatico pesce (senza doppi sensi). Oggi s’è fatto fotografare, altrimenti si nasconde dietro ad un anfratto quando arriva qualcuno.

E in famiglia da almeno 12 anni, ossia da ben prima dell’ultimo trasloco che si è fatto dentro una pentola a pressione, unico modo per non rischiare un versamento letale durante il trasporto. Vive solo, anche perchè gli ultimi tentativi di dargli una compagnia sono finiti male (per la compagnia). Sono giunto alla conclusione che l’equilibrio eco-dinamico all’acquario è perfetto e non cotempla l’introduzione di nuovi ospiti, che periscono dopo poche settimane.

In questa foto si vede l’acquario, tutto per lui. Mi sono spesso chiesto che tipo di consapevolezza abbia della sua condizione da pesce in cattività dopo oltre un decennio che vive in 100 litri di acqua.  Non posso escludere che esso sia felice, che si goda la tranquillità del suo tran-tran giornaliero, che sia consapevole ma soddisfatto e sereno circa la  sua condizione di pesce in cattività, grato che tutte le mattine io gli dia da mangiare.

Ora che ci penso, è sopravvissuto ad entrambi i miei genitori, alla mia gatta. Probabilmente sarà ancora li quando io passerò a miglior vita. Non ha un nome ma potrei in effetti riferirmi a lui come Highlander. Un giorno rinascerà, magari come sardina in qualche oceano, sopravviverà ai tonni e si farà strada nella comunità delle sardine.

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La nuvola di Fantozzi a Basaluzzo

… ed è li immobile da almeno 2 ore. Sarà mica qualche cosa di alieno, una minaccia per gli abitanti del novese, un avvertimento ? Oppure una scia chimica ? Anzi invece di una scia, vista la forma mi pronuncerei per un “tondo chimico”, un “pallone chimico” ?

E’ rotonda come una astronave aliena, tutta la Pianura Padana è sgombra da nubi, sono certo che ci sia dietro “The Spaghetti Monster”.

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Non è ancora la festa della mamma ?

Beh, chissenefrega. Non è per me che non saprei cosa farmene, lo stamperò per Miriam da dare a sua madre, perchè questo biglietto di auguri è il peggiore (migliore) che ho trovato in rete. Fa parte del corollario di questa pazza scatenata, Jenny Lawson, ho letto il suo libro facendomi delle risate isteriche. Questo è il suo insano website: The Bloggess

Più o meno letteralmente: “grazie per avermi fatto scattare fuori dalla tua vagina”.

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Configurazione da tanta, tanta pioggia…

… questa la previsione di GFS a 192 ore. Me la salvo e la metto in evidenza perchè non è una situazione frequente e le probabilità che l’evento si verifichi sono remote, stante che manca, a far data da questo RUN, troppo tempo perchè il modello non cambi previsione diverse volte prima del 27 Settembre.

Le ore sono diventate 180:

Altri 2 RUN. -162 ore. Da come è dipinta qui sotto, la situazione è ancora fluida anche se un certo macrodisegno sembra affermarsi. Forse la pioggia è ormai un dato certo per il mio orticello ed i miei alberi. E’ ancora presto però per capire con che intesità e con che accumuli. Nota: la tempesta tropicale è scomparsa, in compenso si è molto approfondita la LP sulle isole inglesi.

Aggiornamento a -102 ore: la figura depressionaria si è modificata, ma poco. Si è spostata un pò a ovest, il che vuol dire che anche le piogge si spostano verso ovest. Ma si tratta di un ritardo sulla tabella di marcia prevista 90 ore fa. Il sistema tra venerdi e sabato si sposta decisamente verso est. Tutto sommato sembra stabile l’ipotesi di un decoroso apporto di pioggia per quelle ore dalle mie parti (la sana pratica dell’orticellismo meteorologico, ossia quello che fa nel resto del pianeta mi interessa Zero)

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Mi devo limitare a pubblicare foto dei miei gatti…

… perchè diventerei oltremodo ripetitivo. Ho messo tutte le foto della mia adorata “Micia” in una cartella ma devo ammettere che non sono molte e perlopiù di scarsa qualità.

Anche questa foto è di qualità mediocre, ma ritrae l’animale peloso di ritorno da una sessione di “posta al Botia” ossia di tentativo di mettere gli artigli sul pesce che vive da oltre 12 anni nella sua vasca, sopravissuto ad un trasloco, black out, invasioni di alghe, sbalzi di temperatura ed altri disagi ma che tutte le mattine mi aspetta nell’angolo della vasca dove sa che da uno sportellino gli arrivano le pastiglie di cibo. Ho poche foto del Botia, ma è difficile riprenderlo in quanto è molto timido, credo che riconosca la macchina fotografica e scappi apposta, irriconoscente.

Questo invece è un file .gif che ritrae la bestiaccia mentre dorme sulla sua poltrona preferita. E con questa ho finito di mettere foto della mia gatta sul Blog.

Micia è morta il 5 Ottobre 2009.

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Ristorante Montallegro.

Non voglio parlare di cibo, della posizione, della cortesia dei camerieri e del prezzo di questo locale. Mi soffermo su un elemento specifico; hanno finalmente tolto quel grosso televisore che pendeva dal soffitto.

Detesto il televisore nelle sale ristoranti. Lo ascrivo a quei fenomeni provinciali risalenti agli anni ’50 quando la televisione era una novità e chi l’aveva era ricco, oppure il ristorante che ne faceva mostra era rinomato.

Il televisore al ristorante è una vera merda. Non ci deve proprio stare. Disturba, distrae ed è brutto. Una persona normale che va al ristorante lo fa per tante ragioni tra le quali non dovrebbe figurare il guardare la televisione.

E poi diciamolo; nel 90% dei casi il televisore in sala ristorante serve per guardare le partite di calcio. Un giorno quando sono rilassato cercherò di esprimere – senza usare insulti gravi – i miei sentimenti nei confronti del gioco del pallone, dei giocatori e del pubblico.

Comunque il mio plauso a chi ha deciso di rimuoverlo. In realtà c’è ma nel bar, e li ci può anche stare. Ma la sala ristorante ha assunto tutto un altro aspetto, ci vado molto più volentieri. Bravi!

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Acqua.

Quello che fa bene alla vegetazione. Ecco Basaluzzo il 31 dello scorso Agosto, dopo oltre due mesi di sole e temperature estive e dopo 15 giorni e non più di 45 millimetri di pioggia.

Ed ovviamente fa anche più fresco, specialmente di sera.

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