Chromobotia (Botia) Macracantha

Il mio simpatico pesce (senza doppi sensi). Oggi s’è fatto fotografare, altrimenti si nasconde dietro ad un anfratto quando arriva qualcuno.

E in famiglia da almeno 12 anni, ossia da ben prima dell’ultimo trasloco che si è fatto dentro una pentola a pressione, unico modo per non rischiare un versamento letale durante il trasporto. Vive solo, anche perchè gli ultimi tentativi di dargli una compagnia sono finiti male (per la compagnia). Sono giunto alla conclusione che l’equilibrio eco-dinamico all’acquario è perfetto e non cotempla l’introduzione di nuovi ospiti, che periscono dopo poche settimane.

In questa foto si vede l’acquario, tutto per lui. Mi sono spesso chiesto che tipo di consapevolezza abbia della sua condizione da pesce in cattività dopo oltre un decennio che vive in 100 litri di acqua.  Non posso escludere che esso sia felice, che si goda la tranquillità del suo tran-tran giornaliero, che sia consapevole ma soddisfatto e sereno circa la  sua condizione di pesce in cattività, grato che tutte le mattine io gli dia da mangiare.

Ora che ci penso, è sopravvissuto ad entrambi i miei genitori, alla mia gatta. Probabilmente sarà ancora li quando io passerò a miglior vita. Non ha un nome ma potrei in effetti riferirmi a lui come Highlander. Un giorno rinascerà, magari come sardina in qualche oceano, sopravviverà ai tonni e si farà strada nella comunità delle sardine.

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