La mia attuale postazione di lavoro…

… devo ringraziare chi mi ha offerto la possibilità di usufruire di una vista del genere e tutto il resto. Non posso essere più specifico e fare nome e cognome perchè ho disposizioni in tal senso, ma chi ha orecchie per intendere, intendenga,

Domenica mattina.

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Sopravissuti a Sandy ?

Upper east side di Manhattan; la zona è di qualche metro più alta rispetto alla costa e dunque, a parte qualche albero caduto,  sostanzialmente e stata intoccata dall’uragano come più o meno tutta uptown. Le case non sono di legno ma di ferro e cemento, pochissimi i danni. Questa sera la vita è ripresa al 100%, o quantomeno lo sembra dai ristoranti e negozi aperti e pieni di avventori, dalla gente che corre indaffarata e affolla i marciapiedi, dal traffico di auto, polizia, sirene, gente che urla,  furgoni della televisione e di tutte le utilities, migliaia di taxi, tutto illuminato, biciclette, pattini, chi fa jogging. Insomma tutto come sempre. Gotham city o la città di Blade Runner.

Cartello esposto di fronte ad un bar-ristorante sulla Lexington all’altezza della 60ma o giù di li.

 

Altro argomento. (no, anzi e lo stesso)

Un po’ di considerazioni oziose e forse ipocrite. Stavo per cancellarle ma poi, e che cazzo, questo è il mio blog e scrivo quello che mi pare.

Dunque, quel cartello è molto americano, anzi specificatamente molto newyorkese. Rappresenta la voglia di ricominciare, scherzare sui problemi appena patiti guardando con ottimismo al futuro, o qualcosa del genere.

A qualche centinaia di metri di  distanza, sulla stessa Lexington avenue,  20 blocchi più a sud, 350 mila newyorkesi sono ancora senza corrente, senza riscaldamento, senza acqua, senza telefono, senza negozi, senza ristoranti, senza supermercati. Insomma i vicini di strada sono al buio più totale in una città fantasma. La metropolitana in quelle zone è ancora chiusa e gli autobus non girano perchè senza i semafori si è ritenuto fosse troppo pericoloso farli circolare di notte. Tra 48 ore dovrebbero riavere la corrente e riprendere la loro vita.

Scenario ben peggiore a pochi km di distanza, stessa città ma un altro quartiere. Qualche decina di migliaia di concittadini sono ricoverati un qualche rifugio perchè, anche nell’ipotesi che dovessero avere la luce, non hanno comunque più una casa. Non hanno più l’auto e neppure più le strade. E visto che i rifugi sono ricavati perlopiù da scuole, e le scuole devono riaprire Lunedì, la prossima settimana per questa gente rischia di essere davvero difficile, e chissà quante settimane ancora dopo.

Ecco le due anime del popolo americano; secondo i Democratici chi s’è trovato nel giro di poche ore senza casa, senza mobili, senza vestiti a parte quelli che è riuscito a far stare in una valigia deve essere aiutato dal governo federale e da quello statale. Non deve passare un giorno senza il supporto della nazione, tutti devono essere rimessi nelle condizioni di ripartire. E così è stato detto ufficialmente, democrats and republicans.

Ma c’è una fastidiosissima minoranza di Repubblicani più integralisti secondo la quale chi s’è trovato senza casa è perchè è la volontà di Dio. Abitava in una zona meno pregiata e la sua casa era di legno perchè non ha abbastanza disponibilità economiche per comprarsene una in una zona migliore, e se non ha soldi deve dare la colpa alla propria scarsa attitudine a lottare per ottenere quello che vuole, è un underachiever. In sostanza; Sandy ti ha spazzato via la casa e tutto il resto ? Sorry, ma è abbastanza colpa tua, arrangiati.

Questa minoranza di imbecilli sostiene il candidato repubblicano che  potrebbe vincere le elezioni la prossima settimana e diventare presidente delgi Stati Uniti. Romney in coglioneria secondo me pareggia o supera le nostre peggiori leadership italiote degli ultimi 20 anni. Ancora non riesco a credere che la metà circa degli americani non sia riuscito a trovare un candidato migliore di questo.

Ma per tornare alle vicissitudini di New York, per fortuna ci sono i volontari; tantissimi, bene organizzati e coordinati con le istituzioni ufficiali. Ci sono alcuni gruppi religiosi, quei pochissimi che preferiscono il fare al pregare, che hanno organizzato mense per chi non ha più la possibilità di farsi da mangiare. E gli episodi di solidarietà sono innumerevoli.

Tutto ciò detto, ammetto che a istinto camminare a fianco di quel cartello ironico e baldanzoso (seguiranno a breve, credo, le magliette e tutti i gadgets con scritto “ I survived Sandy“) mi trasmette una sensazione ambigua; d’accordo che bisogna rispettare il concetto di business as usual, quello del positive thinking, ma non è un po’ presto, non è un po’ irriguardoso nei confronti dei propri vicini di casa che hanno perso tutto ? Potrei estendere questo pensiero al mondo intero (svariate centinaia di milioni di persone al mondo non hanno corrente elettrica o acqua potabile o istruzione), ma allora la mia ipocrisia temo salirebbe indefinitivamente, meglio non approfondire troppo.

Conosco i miei limiti umani e ideologici, mangiamoci su una banana.

 

Addendum.

Questa foto spiega bene la situazione relativa a Manhattan oggi e per ancora un paio di giorni.

Fonte: http://www.facebook.com/cupofjoblog

Addendum 2: la maratona.

Bloomberg la mattina del 2 novembre dichiara deciso alla stampa che la maratona – prevista Domenica 5 – si farà. Dopo meno di 5 ore invece la cancella. Qualcuno si lamenta affermando che poteva pensarci prima… insomma io avevo pagato ben $2.99 per seguire sul mio telefono la corsa di tre genovesi, e adesso la maratona non si fa. Rivoglio indietro i miei soldi!

Addendum 3: ma questi sono come noi!

Non so se la notizia valicherà i confini di New York City; oggi lo Stato di New York informa con ampio comunicato stampa che, vista la quasi totale mancanza di carburanti in tutta New York e Long Island, in un paio di posti a Brooklyn delle autobotti gestite dalla Guardia Nazionale forniranno direttamente il carburante, non più di 10 galloni a testa, gratis.

Ovviamente si forma una coda biblica, i soldati della National Guard hanno ricevuto ordini di fornire carburante SOLO alle auto di soccorso, ma visto che centinaia di automobilisti in buona fede pretendono di avere i propri 10 galloni, inizia la distribuzione. Arriva la polizia che non sa bene cosa fare, l’unica indicazione che hanno è che il carburante può essere distribuito solo nei serbatoi delle auto e non nelle taniche. La televisione intervista una signora con la tanica che cerca di capire come dovrebbe fare a farsi versare carburante nell’auto che è ferma, senza benzina, ad un miglio di distanza.

Secondo l’intervistatore di NY1, abbastanza divertito, nessuno sa da chi arrivano le disposizioni e chi ha dato ordini contraddittori. L’intervista si conclude con un poliziotto che dice “adesso sappiamo che le indicazioni erano in effetti di fornire carburante solo ad ambulanze, mezzi di soccorso, pompieri. Adesso chi glielo va a dire a questi che sono in coda da tre ore che devono andarsene via?”

Invece in New Jersey si torna agli anni ’70, il carburante viene fornito a targhe alterne, giorni pari targhe care, giorni dispari targhe dispari.

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Statistiche Ottobre 2012

Ecco che cade il solito impetoso velo di fine mese sulla mia fame di accessi. Le statitiche dei visitatori.

Andamento delle visite per giorno (media di 10 giorni consecutivi)

 

Andamento degli accessi mensili, mese per mese.

 

I numeri assoluti e le medie da quando mi è saltata al naso l’idea delle webcam.

 

Altro Argomento.

Qui in USA fanno spesso la pubblicità del Viagra e del Cialis. Mostrano un attempato ma attraente, atletico signore che fa sport, vita attiva, va in barca a vela, guida macchine sportive e si aggira per locali notturni con delle gnocche da competizione vagamente più giovani di lui. Però gli tira poco e dunque il suo sorriso sornione sta a significare che ha risolto il problema. Questi sono farmaci che credo siano venduti senza prescrizione medica. Nello spot televisivo la voce in sottofondo recita gli effetti collaterali, i farmaci che non si possono prendere contemporaneamente e, per ultimo, il seguente avviso; “Se l’erezione dura più di 4 ore, consultare un medico.”

Ora, non conosco il funzionamento del cialis o del viagra, ma io chiamerei il medico se una erezione mi durasse più di mezz’ora. Tra gli effetti collaterali viene citato un improvviso e pericoloso abbassamento della pressione. E ci credo, se tutto il sangue va a gonfiare il pinco,  il resto del corpo dopo un po’ fatalmente si scompensa. E’ già noto come nel corpo maschile non ci sia abbastanza sangue per alimentare contemporaneamente il cervello e il belino duro, se in più la cosa avviene per stimolo farmacologico ed infine ci si deve allarmare solo dopo 4 ore di ininterrotta trappa in tiro, vorrei sapere quanta gente muore per collasso cardiocircolatorio mentre al posto del pinco si trovano un pallone da pallacanestro.

 

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Scherzetto dolcetto.

Quella di Halloween in Italia è una moda idiota che non ci appartiene e dunque respingo in toto la festa e le sue conseguenze.

Ma negli USA è diverso. Nei condomìni chi vuole permettere ai bambini dei vicini di suonare alla porta per il rituale “trick or treat” scrive il proprio nome e numero di appartamento su una lista che poi circola in modo che i genitori sanno dove i figli non saranno presi a fucilate se suonano per rompere i maroni. Il prossimo anno se mi troverò qui di nuovo in concomitanza con Halloween ho deciso di partecipare: arriveranno diversi mocciosi vestiti come dei piccoli deficienti ai quali dispenserò sorridente molti dolcetti come questo:

Caca! Basta la parola.

Sono contro la stipsi infantile, mi dovrebbero ringraziare ed offrire una laurea honoris causa per la mia opera meritoria.

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Corrente elettrica

Sto per scrivere qualcosa di tremendamente scontato, ovvio, banale che se lo scrivesse qualcun’altro mi metterei due dita in gola per vomitare e mi taglierei i capelli a zero.

Non capite ? Siete dei tonni.

Questa è una foto che riprende un momento di normale vita in una strada di New York. Eppure c’è qualcosa di straordinario, di inatteso, di inusuale. Va bene, per chi non capisce; il semaforo è spento. Seicentomila persone sono ancora senza corrente a Manhattan. Interi blocchi sono al buio perchè le centrali sotto terra sono state invase dal mare ed i semafori non funzionano. Questo incrocio era tranquillo, ma altri erano formati da due file di auto bloccate in entrambe le direzioni. E poi un’altra scena inusuale.

La corrente manca da blocco a blocco. Nelle zone di confine si vedono scene come questa: qualcuno trova una presa di corrente che funziona sul marciapiede e si forma la coda per caricare telefoni, Ipad, smart phones. Sulla 3rd avenue il confine tra la corrente e il buio è sulla 39a strada. Nei blocchi tra 39, 40 e 41 dove la corrente c’è, molti negozi e bar hanno passato delle prolunghe con delle spine multiple che arrivano fin sulla porta per consentire a quelli che vivono nei blocchi limitrofi e sono al buio di sedersi sul marciapiede e caricare i propri cellulari e cos’altro serve. Per chi non lo sapesse, questa è New York.

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Non fanno più le bandierine segnavento di una volta.

Sono molto disappointed. Muthafucka flagga.

Vacca boia, si sta rompendo definitivamente. Oltre a segnare il vento del tetto di casa che non è lo stesso vento del mondo circostante ma gira ad minchia canem, è la seconda che devo sostituire. Ma benchè serva davvero a poco come riferimento meteorologico, ci sono affezionato e quanto prima la sostituirò.

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Generi di conforto.

Il “genere di conforto” per definizione è la gnocca. Non ricordo a chi l’ho sentito dire, ma qui mi riferisco a dolci. Il mio posto preferito è sorprendentemente aperto e vende queste cose che, non posso negare, mangerei a quintali.

I generi di conforto che fanno ingrassare

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The day after tomorrow.

Proprio un gran film del cazzo. Ero andato a vederlo, temevo che mi avrebbe irritato ed in effetti mi ha irritato come prevedevo. Mi è tornato in mente per ovvi motivi.

Grandi effetti speciali, ma la fattispecie scientifica è totalmente irreale. Nessun ciclone potrebbe veicolare aria dalla stratosfera al suolo, è contro ogni legge fisica, è come una vacca che vola perchè ha mangiato le fagiolane. Un regista impegnato può anche venire a raccontarmi che per davvero una vacca dopo una settimana nutrita con cucurbitacee potrebbe prendere il volo, ma io non ci credo. Pertanto tutto il film si regge su una ipotesi sballata.

Il film è naturalmente pervaso da storielle mielose prevedibili, note, già viste e scontatissime come un tuono dopo il fulmine. Il rapporto tra padre e figlio, tra moglie e marito, tra amici. Il buono ed il cattivo, il furbo e lo scemo, bibì e bibò.

Non so se una nave potrebbe davvero arrivare di fronte alla libreria che c’è a New York sulla quinta strada, la stessa che veniva ricoperta da una sostanza melmosa verde in Ghostbuster (film molto più credibile) ma ho il sospetto che la quasi totalità delle circostanze mostrate in questo film sia incompatibile con la fisiologia umana e/o la fisica.

Ho semmai trovato affascinante il concetto che i popoli del ben nutrito ed opulento nord vengano travolti dal cattivo tempo e chiedano asilo nel sud del mondo, che, benevolo, li accoglie. Io penso che ci prenderebbero a badilate ed avrebbero ragione, comunque sia, ho il sospetto che questo sia un film da repubblicani; ti mostrano una serie di catastrofi così irreali perchè alla fine quando esci dalla sala non sei convinto che devi risparmiare sul riscaldamento, ma sei convinto che qualcosa del genere non può succedere, anzi non succederà mai e dunque affanculo il risparmio energetico, il riciclaggio dei rifiuti, l’energia solare o elolica. Andiamo a trapanare il fottuto artico per tirar fuori petrolio.

Ma la cosa in assoluto più irritante di questo filmetto, come di quasi tutti i film catastrofici, è il finale di speranza. I nostri eroi sopravvivono ad un olocausto immane, centinaia di milioni di morti tra atroci sofferenze, il pianeta sconvolto, amici, parenti, tutti morti. Sono feriti, amputati, sanguinanti ma, ad un minuto dalla fine, qualcuno salva un bambino, o un vecchio, il suo cane o un pesce rosso. E tutti a ballare, ridere, abbracciarsi, brindare, gridare dalla gioia, tutti a “darsi il cinque”. Perchè il dramma è alle spalle, fanculo tutti ridono ed il film termina tra la soddisfazione generale. Questo è lo spirito della frontiera.

Ma non può essere così, lo capirebbe chiunque. Non hai risolto i tuoi problemi salvando un fottutissimo cane o un bambino con l’alopecia tirato fuori da una barca in fiamme colpita dal raggio della morte di una astronave. Perchè quando il fumo e la polvere della devastazione si sarà posata, ti continueranno ad arrivare le bollette della luce ed Equitalia ti pignorerà la casa anche se la tua casa è stata inghiottita da un vulcano e la tua banca sbriciolata da un tornado. La tua automobile si è sciolta, via Tolemaide è un letto di lava incandescente, ma verrai fotografato comunque sulla corsia dell’autobus e ti arriverà la cartella esattoriale con la multa più la mora. Arriverà un accertamento fiscale a tuo padre anche se tuo padre è morto travolto da un’onda alta 100 metri mentre cercava di salvare il gatto. Il call center di Telecom Italia continuerà a chiamarti per offrirti una nuova tariffa anche se tutti i tuoi contatti in agenda sono stati annientati da un asteroide mentre fuggivano sul 20 barrato. E probabilmente morirai di stenti perchè il supermercato è sepolto sotto 15 metri di ghiaccio, ma sei felice perchè tua figlia (che prima del film hai violentato ripetutamente) adesso ti vuole bene anche se ti ucciderà per mangiarti. Che film del cazzo.

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The aftermath

Oggi ho rimesso il naso fuori. Questa è Park Avenue all’altezza della 70ma strada.

Park Avenue alle 11 del 30 ottobre

In genere a quest’ora è affollata di automobili, oggi invece davvero poco traffico, silenzio e ancora meno pedoni. Ogni tanto arriva una ramata di pioggia fine,  che essendo però pioggia americana di provenienza tropicale bagna di più di quella italiana. (Et voilà la mia esterofilia portata al ridicolo).

Uffici, ristoranti, supermercati e negozi chiusi.

Ma la Apple non ha soldi per i sacchetti di sabbia?

Anche il negozio della Apple è chiuso. Alcuni turisti disperati si aggirano intorno alla costruzione in cristallo come smarriti. Come le farfalle che di notte sbattono contro la finestra chiusa cercando di entrare. Magari vengono dalla punta meridionale del Cile, hanno risparmiato una vita per poter venire a New York e comprarsi un Iprot e si trovano il negozio chiuso. Chiuso e con la porta di accesso protetta da una elegante trincea di sacchetti color verde scuro, intonati con il colore del tetto dell’hotel Plaza, che è di fronte e si vede riflesso nella vetrata. Per inciso, in questa posizione il negozio non è a rischio di alta marea, o perlomeno non ancora. Ma la pioggia intensa spinta dal vento si infila nella bella ma poco sigillante porta di ingresso. Comunque, questo è il posto dove gli appassionati di roba Apple passano le giornate, prima in coda per entrare nel negozio, poi in coda per acquistare qualcosa, poi in coda per le personalizzazioni, poi in coda per pagare ed infine in coda per uscire dal negozio.

In attesa dei soccorsi, i locali armati di strumenti di fortuna si mettono all’opera per liberare per quanto possibile la strada e le auto dai rami e dalle fronde di un albero caduto per il vento.

Infine  l’Hunter College che è stato adibito a ricovero per chi è rimasto al buio o vive nelle zone che sono ancora off limits per i residenti.

Un ricovero per sfollati

Questa sera ho ascoltato il sindaco Bloomberg che, in una semplice conferenza stampa, spiegava lo stato dei soccorsi e come procede lo sforzo del ritorno alla normalità. Abituato alle cose di casa nostra, il sindaco Bloomberg sembra provenire da un altro pianeta, o sembra far parte di una razza diversa da quella che abita “Palazzo Tursi”. No, credo sia impietoso fare paragoni in termine di preparazione, proprietà di linguaggio, spessore professionale, esperienza politica, competenza gestionale, abilità nel comunicare, aspetto, serietà dello staff, simpatia, senso dell’umorismo, credibilità. Un giornalista ha chiesto se il Presidente Obama sarebbe venuto a visitare New York per vedere gli effetti di Sandy. Bloomberg ha risposto che aveva sentito Obama in mattinata e che gli avrebbe fatto molto piacere incontrarlo a New York ma tuttavia, in questo momento, ha un sacco di cose a cui pensare… “We would love to have him, but we’ve got so many things to do… ” Fantastico.

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Saluti da Sandy

New York. E’ lunedì mattina 29 Ottobre 2012, non è giorno di vacanza, non è una bank holiday eppure le strade sono deserte. Pochissime auto e pochissimi pedoni, nessun autobus, nessuna folla di gente che entra e esce dalla stazione della metropolitana. Nessun aereo sorvola la città, è davvero surreale.

Sta arrivando Sandy, un ciclone tropicale che, in modo rocambolesco, dopo aver percorso il suo tragitto normale verso nord est, per effetto di una anomala larga zone di alta pressione sulla Groenlandia ha appena deviato verso ovest e punta contro la costa.

Pochi margini di errore sulle previsioni: questa è la tempesta perfetta. L’incubo di ogni meterorologo si sta per avverare. Un ciclone tropicale che prende una direzione inaspettata e che incontra sulla terra ferma un fronte artico in arrivo dal Canada.

53 milioni di americani hanno gradualmente iniziato ad esserne colpiti, è il più grosso sistema perturbato dopo quello del 1938 che più o meno seguì lo stesso percorso mostrando come, non solo in teoria, ci possono essere alcuni fattori i quali, se arditamente combinati, possono dare origine ad un sistema di straordinaria vastità. Il mare si alzerà in alcune zone di oltre 5 metri, il vento soffierà costante ad oltre 100 Km all’ora, la pioggia non sarà eccezionale, 300 millimetri, ma in certe zone interne cadrà sotto forma di neve. Si prevede che alcuni milioni di famiglie resteranno al buio per settimane.

Me ne starò due giorni al chiuso a leggere. L’importante è non guardare “the weather channel” in televisione. Ne stanno facendo un teatro, sono specialisti nel gettare le gente nel panico, ci sarebbe quasi da ridere, se non fosse che Sandy è realmente a trecento miglia da qui e tra circa 8 ore sarà qui sopra.

Vabbè, staremo a vedere.

Aggiornamento, ore 12 locali.

Pare che il peggio stia per arrivare. Stanno per chiudere i vari ponti ed i tunnel che collegano Manhattan con il New Jersey, con Brooklyn, Queens e Bronx. Visto dalle finestre non sembra un granchè, non più di una forte libecciata a Genova, anche la pioggia è debole. Ho ascoltato il sindaco Bloomberg alla televisione, ha parlato a lungo e non ha parlato di catastrofe ma di danni enormi diffusi.

Il tutto dovrebbe finire domani, o meglio tra circa 24 ore. Strade sempre deserte, a parte la presenza di Miriam che si sentiva un leone in gabbia ed è uscita per fare due passi. Il centro della struttura che è ancora un urgano di categoria 1 è a 160 miglia da qui, quando arriva diventerà una semplice tempesta tropicale,  andrò per le strade a far foto. Forse!

Aggiornamento ore 2 del pomeriggio

Il vento è abbastanza sostenuto, la pioggia non è forte, viaggia orizzontale sotto forma di goccioline. La preoccupazione è data dal mare che sta iniziando a salire. Abbiamo cibo e cioccolato per resistere fino a mercoledì. No problem!

Aggiornamento ore 3 del pomeriggio

Il vento è a raffiche; si passa dalla quasi calma a raffiche violente. Una grossa gru sul tetto di un grattacielo in costruzione poco lontano da qui si è spezzata ma per fortuna è ancora attaccata alla struttura, fosse precipitata al suolo chissà, è andata benissimo.

Aggiornamento alle 6:30 del pomeriggio

Strade vuote; in genere a ques’ora del giorno il traffico impazzisce e sui marciapiedi c’è la calca del ritorno dopo il lavoro. Piove e tira vento. La pioggia non è particolarmente intensa, il vento ogni tanto fischia tra le finestre ma poi si calma. Il peggio sta accadendo a sud, nel New Jersey e a nord, nel Long Island e verso Boston. La televisione mostra immagini abbastanza impressionanti. Parte delle zone A di Manhattan, Brooklyn, Staten Island sono sotto un metro di acqua di mare, pensano che il peggio sarà tra tre ore. La corrente ogni tanto fluttua, ma per il momento qui è tutto tranquillo. Il vento in questi minuti è azzerato, forse sta per cambiare direzione, è quello che temono perchè quando inizierà a soffiare da sud la marea salirà ulteriormente. Manhattan è praticamente isolata. Metropolitana, ponti, tunnel chiusi.

Aggiornamento alle 8: di sera.

Il vento ha cambiato direzione di 180 gradi, adesso arriva da sud ed è decisamente aumentato di intensità,  è meno a raffiche, è più costante e fischia nelle finestre in modo abbastanza rumoroso. Ci sono anche fulmini in lontananza, verso ovest. Il sindaco dice di non uscire di casa perchè adesso è davvero pericoloso. Per il momento pare che la marea non abbia ancora iniziato a salire, speriamo non lo faccia. Sandy è stata appena declassificata da uragano a bassa pressione, tuttavia prevedono durante la notte vento a 90 miglia  (140 km/h) .

Aggiornamento delle ore 9 di sera.

Solo il rumore del vento. Non piove o poche gocce, ma il vento è potente, non è più un fischio, è più un cupo rombo quasi continuo. Ho aperto un poco una finestra e non c’è traffico, non c’è il rumore del traffico che, almeno sulle avenues, non smette mai. E’ surreale. Neppure durante le nevicate più intense c’è questa atmosfera; qualche ambulanza, qualche spazzaneve, qualche camion della spazzatura o i taxi, quelli ci sono sempre. Ma adesso quei pochi rumori stradali che ci sono spariscono nel turbinio del vento. Il tunnel che porta da Midtown Manhattan a Brooklyn attraversando l’East River si sta allagando, buona parte del Financial District è al buio. Si sta allagando l’East Village, buona parte della zona costiera del Long Island è sott’acqua; a nord, dove anche alcune zone del Bronx sono isolate e a sud, Brooklyn, Fire Island. Anche a Yonkers, sulle rive dell’Hudson ad una trentina di Km a nord stanno evacuando le zone allagate. Ora che ci penso poco distante c’è Indian Point. Meglio che vada a dormire, vento permettendo.

Aggiornamento di Martedì 30 Ottobre, ore 5:30 del mattino.

Il peggio sembra essere passato, in questa zona non ci sono stati danni, altrove ci vorranno giorni, settimane per ripristinare corrente elettrica e trasporti. Al momento solo un tunnel è stato tenuto aperto per collegare Manhattan con la terra ferma, tutto il resto è chiuso; tutti i tunnel della metropolitana che passano sotto i fiumi sono allagati, tutti i ponti tra i 5 quartieri sono chiusi, molte autostrade sono chiuse, aereoporti e ferrovie fermi. Non ci sono previsioni per la riapertura. Secondo la MTA questo è “worse then the worst possible scenario”. La marea è scesa, piove ancora ma il vento è moderato, le televisioni parlano già di aggiustare e ripristinare, circa 20 miliardi di dollari il primo conto dei danni. E con questo chiudo la cronaca, anche se non avevo bisogno di scrivere degli appunti per ricordarmi di questi giorni.

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