Non so come si chiamano in cinese, tibetano o italiano, li conosco con la dizione inglese perchè sulla scatola c’è scritto così. Sono ovviamente fatti in Cina, la scritta sul legnetto in caratteri vuol dire più o meno “o tu viaggiatore ma come mai volgi lo sguardo in questa direzione?” (che cazzo guardi?)
La versione originale (Rel 1.0) aveva uno spaghetto che è durato un anno, poi l’insieme ha cominciato a cadere a pezzi. Allora ho comperato un gomitolo di spago in plastica (Rel 2.0) che è durata un mese e poi ha cominciato a sbriciolarsi.
Adesso c’è installata la Rel 3.0 con filo da pesca. Speriamo duri.
Mentre facevo l’upload della struttura al ramo di questo Cedro Piemontese, dalla radio usciva una canzone di carmen Consoli. I testi sono orrendi, tipo:
- “lo spazio interdentale della mia anima
- si allarga molto più rapidamente delle mie ambiguità
- imparuite di fronte ad un corpo cavernoso
- che oscura il cielo
- ed alza un polverone emotivo”
Ma oltre ai testi, la sua voce è la cosa peggiore. Sembra che registri la canzone con un grosso eccentrico infilato su per il sedere che trasmette al corpo intero una vibrazione che manda le corde vocali in risonanza. Per punizione, Sanremo for ever. Invece la brezza muove il wind chimes producendo una soave melodia che rilassa, non fa venire mal di testa e non trasmette il “trichomonas”.

Un vicino di giardino insofferente potrebbe fare l’upgrade a Rel 4.0 con una fionda ed una mira mediocre, tanto i tubi sono numerosi e basta sfoltirli un po’ per far tornare lo stormir di fronde come unico e vero “sound” naturale di piante più o meno alte e rigogliose.
Nooo; il vicino più vicino è a non meno di 200 metri di distanza, dunque non potrebbe sentire nemmeno utilizzando un potente apparecchio acustico. In compenso mi delizia con il nitrire dei suoi cavalli; fa tanto prateria selvaggia ed è piacevole anche perchè i cavalli sono di poche parole. Sento anche mucche e galline in lontananza, l’immancabile rintocco delle campane. In primavera si sentono i caprioli nei loro richiami d’amore. I cinghiali sono silenziosi. Guarda; il wind chime non disturba i suoni della natura, anzi li integra con dei leggeri tocchi melodiosi, ma solo se c’è vento e dunque sempre in concerto con lo stormir di fronde, anzi degli Olmi, nido alle ghiandaie.