Argomento: gatti.

Per me che amo i gatti ecco una storia vera, banale ma vera.

Premessa; mi moglie è allergica ai gatti. Quando la nostra adorata gatta era morta, la sua asma ed i continui raffreddori erano quasi completamente cessati.  Un nuovo gattino avrebbe ripresentato i problemi di prima.  Avevo dunque proposto a Miriam di farsi desensibilizzare il naso come si fa per un dente. Non è una operazione difficile, anzi è molto diffusa e solo raramente il naso va in necrosi e deve essere amputato. Per il resto non senti più gli odori ma sei libera dalle allergie. Mia moglie però non voleva; è tipico delle donne opporre inconsistenti ragioni per sottrarsi a piccole scelte. Tutti sanno che il naso è poco importante ma lei non ne voleva proprio sapere anche se le assicuravo che avrebbe sempre potuto mettersi le dita nelle narici, farsi il piercing ed attaccarsi il naso finto da clown per andare in farmacia. Di fronte al suo rifiuto, avevo valutato come narcotizzare mia moglie nel sonno e portarla in una clinica dove, nottetempo, le avrebbero desensibilizzato il naso. Per farle una sorpresa al suo risveglio, oltre al naso insensibile le avrei anche fatto trovare una quarta di reggiseno, le guance più alte di un paio di centimetri, il labbro superiore gonfiato a 2.1 atmosfere, quello inferiore a 1.8 (come nella Vespa 125) ed infine le sopraciglia praticamente indistinguibili dall’attaccatura dei capelli. Una vera Top Model.

Poi ho desistito, troppo complicato far entrare mia moglie narcotizzata nel taxi, dunque non abbiamo più gatti. E mi mancano, mi manca un gatto in casa, i miei nonni tutti e poi i miei genitori hanno sempre avuto gatti. Mio padre detestava i gatti, ma questo è un altro discorso.

Insomma, tutta questa menata perchè in una famiglia di cari, carissimi amici, il primo gatto era arrivato più o meno ai tempi in cui lo avevo preso anch’io. I due mici si erano incontrati spesso e, il caso vuole,  anche le rispettive morti non erano state troppo distanti l’una dall’altra. Nessuno di loro è allergico, oppure sono tutti nati senza naso e quello che si vede è di gomma. Fatto sta che a qualche anno dalla morte del loro Pipotti, adesso è arrivato Tippete. Sono molto contento per loro, non vedo l’ora di vederlo. Mi hanno mandato alcune foto ed io, abusivamente e senza il loro espresso consenso, la metto qui. E’ proprio un bel gattino.

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2 Responses to Argomento: gatti.

  1. Beppe says:

    Ciao Stefanotti, la tua sensibilità è pari al tuo “carattere apparentemente cartavetroso”, citando una azzeccata definizione della mia signora….
    Sappi che per Tippete tu sarai “ufficialmente” lo Zio Mennix, ed il tuo compito istituzionale sarà quello di farlo giocare, alternandoti con le altre due nostre “bestiacce”, felici per l’arrivo
    del loro nuovo… fratellino!
    Non vedo l’ora di vedere come reagirà al tuo… “soffio” dispettoso…..
    Un abbraccio, caro Stefanotti!
    See you later…

    • admin says:

      Essendo contrario alla censura indiscriminata, rispondo al tuo messaggio quotandolo in toto, sebbene evidenzi alcuni elementi che, sinceramente, preferirei non esporre al pubblico ludibrio. Nell’ordine:

      – “Stefanotti” è il nome con cui – non ricordo se da mia madre o da mia nonna – venivo regolarmente chiamato ai tempi nella mia infanzia anagrafica. Molti della nostra generazione hanno sofferto di un nomignolo idiota. Idiota perchè supponeva che noi bambini fossimo così rincoglioniti da neppure girarci se ci avessero chiamato con il nostro vero nome. “Stefano ?!” non andava bene, dunque “Stefanotti, piccolo ritardatino coglionetto, quante cazzo di ditina sono queste, due ? Bravino piccolino tesorino”. Non escludo che l’aver subìto dei vezzeggiativi in luogo del mio vero nome, abbia contribuito ad affossare la mia autostima facendomi guadagnare 15 anni di terapia, utile – ho già detto – come un lavaggio del colon con acqua e mentuccia. Qualcuno al di fuori della mia disfunzionale famiglia se n’è accorto. O forse io stesso l’ho esternato, e m’è rimasto attaccato. Come il Mennix che citi e ce ne sono altri, tutti però me li sono meritati in età adulta. Anch’io ho un bel nomignolo per te. Sei l’unico che non si offende anche perchè l’intento mio non è quello, sotto sotto, di pensare che sia veramente ascrivibile alla tua sfera sessuale. Siamo pari.

      – Forse un tempo c’era un rapporto di equilibrio tra la mia sensibilità è il mio carattere. Invece ora ti comunico che la mia sensibilità sta generalmente diminuendo ed il mio carattere sta peggiorando. Ma vi voglio bene e amo i gatti, perlomeno alla data odierna.

      Per tutto il resto, sai che non farei mai del male ad un gatto. A te invece…