Un’ondata di ottimismo.

Ieri sera ho assistito ad una conferenza sui possibili scenari geopolitici italiani ed europei dei prossimi anni. Ecco un breve riassunto di quando mi sembra di aver capito.

  1. Noi genovesi siamo in via di estinzione. Non facciamo bambini anzi abbiamo il record negativo mondiale di natalità e dunque tra qualche generazione finiremo rappresentati ed impagliati in un museo di Scienze Naturali vicino ai dinosauri, la tigre con i denti a sciabola, la Democrazia Cristiana. La cosa di per se non è un problema, stante che ormai di trova del buon pesto e della buona focaccia anche lontano da Genova.
  2. Al nostro posto verranno cittadini del Medio Oriente. Questo destino riguarderà, a seguire, tutta l’Europa.

Da come ho inteso, quando costoro arriveranno a Genova convocheranno chiunque amministrerà la città insieme al gotha culturale ed economico di baciapile che lo sostiene. Offriranno tre opzioni:  la conversione religiosa, la fuga o la decapitazione. Suggerirei al sindaco ed alla sua giunta di far notare ai nuovi venuti come loro sono sempre stati tolleranti con gli extracomunitari. Se fossi nel sindaco, farei anche gentilmente notare che durante il loro ininterrotto potere durato una cinquantina di anni, si sono sempre prodigati per il bene dei cittadini rendendosi disponibili a mettere e togliere più volte le strisce blu per i residenti, fare una grande festa al Porto Antico, mettere delle aiuole in Via Venti Settembre durante Euroflora. Se io fossi il sindaco, eviterei di fare batture di spirito; non mi pare che i nuovi venuti brillino per senso dell’umorismo, neppure discuterei quando vorranno radere al suolo tutte le chiese di Genova, instaurare la Sharia ed altre piccole novità che renderanno Genova una vera capitale.

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Stasera i miei neuroni a letto senza cena.

Oggi, camminando sul marciapiede, intravedo una persona che mi guarda, sorride radiosa e mi apostrofa “Ciao Stefano!” come se mi conoscesse benissimo.

Lo sguardo della mucca mentre passa il treno

E sono certo che mi conosca, ma allo stesso tempo percepisce perfettamente il mio sguardo acquoso o, per dirla alla Stefano Benni, lo sguardo della mucca mentre passa il treno.

Molto intelligentemente si dichiara con il proprio nome & cognome. Non è una iniziativa frequente; anzi quasi sempre la persona che mi dice “macomestaietantochenoncivediamo” non pensa neppure lontanamente all’ipotesi che io non abbia la più pallida idea di chi accidenti sia.

Ma putroppo in questo caso, anche dichiarandomi il suo nome e cognome, il risultato non cambia, non mi dice assolutamente niente. Zero.

Quei bastardi dei miei neuroni invece di cercare in qualche banco di memoria deputato a conservare il ricordo delle persone si fermano del tutto, non collaborano confezionandomi così l’ennesima brutta figura. Succede spesso ed è imbarazzante ed anche vagamente offensivo verso al persona che ti sta di fronte.

 

L’assenza di segnale nella televisione e nella mia testa, ovvero effetto neve

L’unica cosa che mi affiora alla mente è un rumore di fondo, un ronzio altrimenti noto come effetto neve, sintomo della totale assenza di qualche segnale riconoscibile, ovvero la più totale assenza di un feedback da parte di quei fottutissimi, incapaci neuroni.

La malcapitata mi chiede se “ho mai rivisto quelli del gruppo” o qualcosa del genere. Nebbia totale: immagino sia una collega di lavoro, escludendo possa trattarsi di una socia in una gang che rapinava le banche, un gruppo musicale, un gruppo di scambisti.

Ma cosa avevate capito ?

A volte può capitare che la persona che incontri è tremendamente invecchiata. Non la riconosci semplicemente perchè assomiglia al nonno o alla nonna il giorno dopo una sbronza; ma in genere quando questa persona ti fornisce elementi certi, come le proprie generalità, improvvisamente il ricordo riaffiora. Ed è difficile a quel punto mascherare la faccia sbigottita che si fa istintivamente e senza ritegno quando si ha di fronte una persona che si ricorda perfettamente quando aveva il volto giovane dei 20 anni, ed oggi sembra un Carlino.

Ma non è questo il caso, perchè i suoi dati anagrafici non mi dicono alcunchè. Davvero non ricordo, passano i secondi e questa persona prova a proporre elementi che mi dovrebbero aiutare a identificare persone, luoghi, eventi, circostanze.

Anni di evoluzione della specie ed ancora il mio cervello mi tradisce. Continua un imbarazzante silenzio da parte delle mie sinapsi. Evidentemente la mia faccia priva di qualsiavoglia espressione o emozione è tanto palese che questa persona sposta caritatevolmente la conversazione su soggetti neutri del tipo “come stai, tutto bene”, alla quale rispondo altrettanto neutro, ma credo si sia perfettamente resa conto che non ho la più pallida idea di chi sia. L’incontro termina con i convenevoli di rito, uno scambio di sorrisi di cui uno vagamente bovino (il mio).

Non mi sento ancora pronto per rispondere come faceva mio padre quando, avanti negli anni, non fingeva più di ricordare come ho appena fatto io ed anzi chiedeva direttamente al malcapitato interlocutore più dettagli possibili finendo per metterlo in imbarazzo. Lo faceva apposta,  sono sicuro che provava un sottile piacere nell’infondere la sgradevole sensazione nell’interlocutore che:

  1. si fosse rimbecillito. (e l’interlocutore si mortifica perchè pensa di aver messo a nudo un serio problema neuronale della persona che ha di fronte)
  2. riteneva l’incontro così inutile che non valeva la pena consumare una unica caloria per sforzarsi di ricordare.
  3. l’interlocutore fosse in errore e lo avesse scambiato per un altra persona.

Nella remotissima ipotesi che quella persona, età intorno ai 45, che mi conosce bene ed oggi mi ha incontrato in via Fieschi e sa benissimo che non ho idea di chi sia legga queste righe, mi scriva un messaggio. E mi dica dove ci siamo conosciuti, per la miseria.

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Conferma.

Apro come ogni mattina il sito dell’ANSA per farmi un’idea su come va il mondo. Sono consapevole che qualsiasi cosa io legga sui media tradizionali ha esattamente il 50% di possibilità di essere falso. O fuorviante artatamente, misleading come dicono gli inglesi. In alternativa ci sono quei siti web che si autoproclamano come portatori delle verità che nessuno vuole dire. Ma che fatica trovare quello che non è politicamente orientato e dunque di parte o che molto più banalmente vuole solo far parlare di se.  Comunque, cosa mi tocca vedere in bella evidenza sulla home page ? Questo:

E’ un giocatore della Juventus. Forse è tal Bonucci come vi si legge. Ha un dito in bocca e soffia così facendo gonfiando le proprie guance. Cosa vorrà dire questo gesto, che significato gli attribuisce ? Perchè mostrare la sua foto in questa guisa ? Quale sarebbe il messaggio ? Non mi interessa, ma cerco di essere il più sintetico possibile: per me il gioco del calcio è una merda.

Non che questa foto mi consolidi nella mia convinzione, ero già convinto prima. Ma non mi limito ai professionisti, ai campionati importanti. Perchè se do retta ai racconti che ascolto su cosa avviene sui campi e sugli spalti dove giocano i bambini, forse il termine è riduttivo. Qual’è l’aggettivo superlativo di “merda” ?

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Cheratosi.

Me ne è venuta una piccola vicino all’occhio sinistro ed oggi sono andato a farmela togliere. Non si vedeva quasi e l’avrei tenuta, ma il dermatologo non solo ha escluso tassativamente che potesse provocare un aumento della virilità come io speravo, ma anzi ha detto che se fosse degenerata sarebbero stati cazzi, dunque ha caldamente suggerito di asportarla.

In questa immagine di repertorio il NEON asportatomi in offerta speciale.

Quando il chirurgo oggi mi ha visitato, ha notato anche il neo che ho, da sempre, sulla guancia. Mi ha proposto di asportare anche quello ad un prezzo scontato, tipo “paghi 1 prendi 2”. Ho accettato anche perchè ha aggiunto all’offerta un buono per una liposuzione e 10 punti da utilizzarsi per un intervento estetico al naso o ad un orecchio a scelta.

Dunque l’infermiera  mi ha fatto mettere delle simpatiche ciabatte copriscarpe, una elegante cuffietta in stile, mi ha sdraiato su un lettino ed ha acceso una luce che secondo me sarebbe bastata da sola ad illuminare mezza Genova.

L’infermiera mi ha messo sotto la mano una placchetta di metallo alla quale era attaccato un sinistro filo elettrico. Poi è arrivato il chirurgo e mi ha fatto una serie di iniezioni prossime al campo operatorio e quando l’anestetico ha fatto effetto ha iniziato a ravanare. Tenevo gli occhi chiusi per la luce accecante e non ho assolutamente capito cosa stesse facendo, che strumento usasse, se era serio oppure ridacchiava.

Che cavolo c’è da guardare ?

Poi ha ravanato sulla guancia per qualche minuto. Per fermare il sangue ha usato un laser, o qualcosa del genere che faceva un rumore scricchiolante e, soprattutto produceva odore di pelle di pollo bruciata. Credo fosse la mia pelle, oppure quella dell’infermiera che si era inavvertitamente bruciata sulla lampadina alogena come fanno le mosche, oppure stava veramente preparandosi un sandwich di pollo.

Comunque, adesso vanto due cerotti in più ed un neo in meno. Finalmente potrò di nuovo farmi la barba con una lametta. Sarò bellissimo e potrò farmi fotografare in 3D.

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La Banana Ligure…

… ufficiosa definizione di un fenomeno meteorologico specifico di questa regione. Correnti da sud-qualcosa spingono umidità verso la costa. Umidità che raggiunta la catena collinare e financo montuosa alpina ed appennina risale il declivio, si raffredda e – ZAC – raggiunge il punto di rugiada e forma così un cuscinetto di nuvole che lambisce lo spartiacque e copre la costa e non più di un paio di miglia di mare. La nuvola, appena superato il crinale si dissolve in quanto il vento a quel punto tende a scendere di quota verso la pianura, dunque si riscalda, il punto di rugiada sale nuovamente e la nuvola ritorna vapore acqueo, dunque a Basaluzzo c’è un bel sole. Perchè scrivo queste cose ? Perchè i liguri non sanno cosa capita nella propria regione. O meglio, sanno ma non vogliono sapere quello che capita in Regione. Allora mi appunto questi dettagli nel caso domani pensassi male.

Ecco la banana ligure in azione. Nel resto del pianeta c’è il cielo sgombro di nuvole, c’è crescita sociale ed economica ed invece in liguria il sole non si vede il progresso neppure.

Ho il fondato sospetto che ci sia un complotto nei confronti della Liguria che affonda le proprie radici nell’invidia. Mentre venivano riprese le immagini dalle webcam, la foto del satellite più o meno stessa ora.

Dettaglio dell’immagine del sat concomitante alle foto delle webcam

Un rappresentante ligure è stato inviato a farsi valere a Roma a chiedere che questo antipatico fenomeno fosse eliminato. Ma sfortunatamente ha imboccato l’autostrada dalla parte sbagliata, si sarà demoralizzato ed ora noi abbiamo la banana, con tutto quello che ne consegue. Io ho sentito parlare proprio questo rappresentante che pensa di essere a Glasgow e ha la tendenza a guidare sulla corsia sbagliata; aveva la voce impastata, non ha messo insieme due concetti coerenti di fila, aveva le pupille dilatate. Giuro. Ci meritiamo la banana, figuratamente e non, a vita.

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Accessi al 30 Settembre 2012

Settembre in leggera ripresa. La pubblicità settembrina ha sfruttato €85.000.

Naturalmente mi riferisco alla pubblicità occulta, i cui incassi sono stati accreditati su un conto corrente crippato presso una banca alle British Virgin Islands, che oltretutto suona davvero bene per un cinquantenne come me che di queste robe non ne vede da decenni.

Riepilogo

 

 

 

 

How do you like charts ?

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Nuvola

Ogni tanto ne fotografo una in particolare.

Cliccare per ingrandire (senza doppi densi)

 

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Diciamo che…

… io sono socio di una associazione che, tra le altre cose, perora lo sviluppo ed il supporto delle realtà sociali e lavorative locali.

E diciamo che ho convinto i vertici di questa associazione che una webcam panoramica può rivestire un ruolo importante per un certo comune della Liguria al cui interno c’è una frazione che ha una delle più belle attrazioni naturali del pianeta, senza esagerare.

Pertanto è stato deliberato di REGALARE una webcam a questo Comune da collocare in questa formidabile location. E non solo la regaliamo, ma la installiamo. Anzi io personalmente con il rivenditore ci occupiamo di tutto, dunque la fornitura è chiavi in mano.

Ho trasmesso una relazione all’ente di cui sopra con spiegata la rava e la fava della proposta. Due anni fa.

Stante che su quella fetta di mondo insistono tre enti preposti a compiti di tutela, salvaguardia ambientale, conservazione delle opere architettoniche, flora e fauna terrestre e marina, la donazione di una webcam sembra aver assunto i contorni di una fattispecie che richiederebbe un “tavolo di lavoro” ed un processo decisionale degno della costruzione di un aereoporto con annesso impianto di produzione elettrica da termonucleare.

Certo, i problemi sono tanti; bisogna far quadrare i conti, far felici i cittadini, mantenere il proprio ruolo e dunque l’installazione di una webcam non rientra nelle priorità. Ma – cazzo – gliela regaliamo. E le opere per l’installazione sono di una semplicità disarmante e ce ne occupiamo noi. A nostre spese. Ci devono solo dare la corrente elettrica e dotarsi di un collegamento ADSL, entrambi facili da predisporre.

Ma allora perchè nessuno decide ? Perchè la cosa suscita interesse a voce ma nessuno poi manda avanti la cosa ? Ma cosa devo fare, implorarli ? Imploderli ? Vestirmi da Diabolik ed installarla nottetempo a loro insaputa ? Oppure l’interesse mostrato a voce era solo una forma di educazione ma nascondeva il totale disinteresse nei confronti di una località che forse riceve già tutta la promozione possibile ed immaginabile e dunque se ne fanno assai di una webcam ?

Intanto ho ordinato la Basacam 2, tiè!

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Buongiorno!

In stile autunnale da Besugoland.

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Cibo e disfagia.

Sono disfagico e quando devo nutrirmi mi devo ricordare i cibi che posso mangiare e quelli che devo evitare. Visto che il menu di ieri sera era particolare, mi annoto alcuni appunti per il futuro caso mai si ripresentasse lo stesso menu.

Insalata russa. Preparata con uova e verdure provenienti da una cascina nei dintorni. Deliziosa ma me ne è caduta una cucchiaiata sul tappeto. Ho cercato di raccoglierla ma chinandomi mi è venuta una fitta alla schiena ed ho dovuto sospendere il recupero, fino a quando qualcuno non ci è salito sopra spalmandola per bene. Devo mangiarla con cautela.

Vitello tonnato. Delizioso, se mi intaso sono morto e dunque una fetta mi dura tre ore. Se potessi berrei la salsa tonnata a garganella, questa in particolare era spettacolare.

Pomodori in bagna cauda con strisciolina di peperone. A parte che devo ricordarmi di digerirla prima di Natale, vorrei fare la doccia di bagna cauda per tenere la bocca spalancata ed affogarmici. Per una cena in piedi, difficilissima da gestire senza procurare danni irreversibili. Infatti il bagno era pieno di persone che cercavano di mangiarli in modo decoroso lontano da occhi indiscreti. Quando si addenta il pomodoro infatti la bagna cauda si riversa ovunque. Poi però ti risciaqui nel lavandino.

Ah, il Gorgonzola, torta con ricotta e “gorgo”. Utile anche per stuccare le crepe nei muri, mappazzona che rischia di mettersi prima del Cardias e stare li per ore. Cibo pericoloso in quanto io se potessi mi accoppierei con il formaggio in generale. Ottimo anche per provare l’ebbrezza del 0-300 in pochi minuti (parlo del livello di colesterolo)

Cima. Deliziosa ma off limits per me. La consistenza multidinamica del preparato è micidiale ed il cardias si rifiuta di collaborare. Devo guardare e non toccare, posso solo asportare le uova ma non si deve fare.

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