Senz’altro un bel taglio…

… di capelli e non solo. Miriam insiste perchè io vada dal parruchiere. Mentre va a far spese trova un parruchiere e mi telefona.

  • Miriam – ho trovato un parruchiere, è sulla 73ma tra la terza e la seconda, lo vedrai si chiama Aaron Emmanuel.
  • Io – benissimo, così esco con le treccine e magari mi circoncide anche.
  • Miriam – che cosa stai dicendo ?
  • Io – un parruchiere a New York che espone un nome come Aaron Emmanuel è sicuramente Ebreo Ortodosso.
  • Miriam – E allora ?
  • Io – Da un parrucchiere Ebreo Ortodosso ci vanno solo gli Ebrei Ortodossi, quelli vestiti di nero, con le treccine, la barba e tutto il resto.
  • Miriam – Ma figurati. E se ci vai cosa succede ?
  • Io – Non lo so ma è quantomeno inusuale, se non peggio, che un non E/O frequenti un qualcosa di E/O. Non so bene ma credo mi guarderebbero male, e poi non sono Kosher.
  • Miriam – E questo che c’entra ?
  • Io – Credo che il solo fatto che io mangi il salame e mangi altri alimenti non Kosher  impedisca al parrucchiere di tagliarmi i capelli, sennò le forbici perdono la caratteristica di Kosher insieme a tutto quello che tocco. Deve bruciare tutto.
  • Miriam – Stai inventando tutto.
  • Io – Nooo, è più o meno davvero così. Hanno il cibo e tutto il resto Kosher e guai se sgarrano, è una comunità chiusa, è così da secoli e a New York è una comunità numerosa e molto ortodossa.
  • Miriam – Allora vai da quello sulla Madison dove va Woody Allen.
  • Io – E se ne trovassi uno più vicino all’East River più alla mano non va bene lo stesso ?

Poi le cose hanno preso una piega diversa e non ho potuto dedicarmi ai capelli, ma domani cerco un parrucchiere meno orientato religiosamente.

Skype (contenuto di elementi sticazzi rilevante)

Dopo la discussione sulla mia eventuale circoncisione da parte di un parruchiere Kosher, ho passato qualche mezz’ora a scambiarmi e-mail,  ma ad un certo momento della mattinata ho deciso che sarebbe stato opportuno discutere alcuni argomenti specifici con un avvocato di Milano e con un consulente rispettivamente via Skype e via telefono. Skype è uno strumento fantastico,  fa parte di quel bagaglio di cose tecniche che mi consentono di prendere e venire a New York e starci due settimane senza perdere il contatto con il lavoro.

Però in questo particolare frangente mia suocera stava preparando il minestrone per questa sera e dalla cucina proveniva il classico rumore casalingo di pentole, coperchi, piatti  ed attrezzi che sbattono, dunque ho indossato la cuffia ed il microfono per evitare di trasformare una telefonata tecnica di lavoro in una scena da documentario sulle famiglie italiane anni ’60. Neorealismo, qualcosa del genere.

Durante la video conferenza decidiamo che io devo contestualmente fare una telefonata urgente al consulente, pertanto lascio la postazione con tutto on line e vado al telefono fisso dove chiamo il consulente. Mi risponde la segretaria ed in quel momento suona Miriam alla porta. Sua madre si alza con un grosso cucchiaio in mano e va ad aprire la porta passando davanti al computer e dunque viene ripresa dalla webcam ed appare, di cucchiaione armata, in uno studio legale di Milano. Anche mia moglie passa davanti alla webcam con i pacchi della spesa mentre la segretaria al telefono mi dice che la persona che io cerco è al telefono e non può rispondermi.

Per forza non può rispondermi, la medesima persona che io cerco con urgenza in ufficio mi sta chiamando in quel momento sul cellulare che si mette a suonare sulla scrivania. Sempre in diretta con quelli dell’ufficio legale milanese, Miriam affida i sacchetti alla madre che si lamenta perchè ha il cucchiaio in mano ma Miriam deve rispondere al mio cellulare e finalmente afferra il telefono e scopre che mi stanno cercando da Milano. Avviso sul telefono fisso la segretaria che ho il suo capo al cellulare, e mentre la confusione cresce io devo spiegare al consulente milanese che quel certo atto notarile che il notaio tedesco ha mandato ed io gli ho inoltrato venti minuti prima è sbagliato. Stiamo aspettando quella copia da giorni, dopo tanti solleciti infine il notaio ci manda la copia, ma di un altro atto. Copia che ho già inoltrato a mezzo mondo perchè nella fretta MAI mi sarei aspettato che un notaio si sarebbe sbagliato così brutalmente.

Postazione di lavoro rivolta nel senso sbagliato, soggetta a transiti indesiderati alle spalle

Nel frattempo i miei congiunti non hanno capito che erano in diretta con l’Italia, e ben mi guardo dar fornire spiegazioni e dettagli sul collegamento suono e video ancora in corso.  Mi risiedo alla scrivania, mi rimetto gli auricolari ed inizio a commentare la telefonata. Intanto però Miriam è andata in bagno, si è messa l’accappatoio e, smoccolando per il freddo e per la neve, mi arriva alle spalle e mi chiede “Stai lavorando ?” guardando il monitor. Ed a quel punto si vede nel ritaglio di schermo che  – nel collegamento di skype – compare in un angolo e riconosce l’avvocato che mi guarda serio da Milano. Risata generale. Per fortuna è una persona che conosco da tanto tempo e c’è una buona confidenza.

Forse però lo sfondo è ancora meno professionale.

 

Skype è fantastico, ma in un ristretto ambiente domestico forse la collocazione della webcam nel mio caso non è ideale. Forse dovrei chiudermi a chiave in uno sgabuzzino.

 

 

 

 

 

Altro argomento.

Solo una foto meno che mediocre; le foglie ancora verdi degli alberi prima sono state strapazzate per bene da un uragano, poi strappate dalla neve. Insomma ne hanno subite di tutti i colori. Se io fossi nell’albero, la prossima stagione mi faccio furbo e il primo settembre  ho tutte le foglie gialle, il 15 sono spoglio.

No, non è un camouflage stile militare, però qualcuno potrebbe copiare l’idea.

 

 

 

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Se non fosse per il pregresso…

… New York con la neve è bellissima, ed è abituata a queste nor’easter ossia perturbazioni con una genesi specifica che portano neve sulla costa est degli USA. E’ che una settimana fa è venuto un uragano, non per modo di dire.  Il parco è chiuso per precauzione, ma in questa foto si vede in lontananza.

E questo è il segno che testimonia il cimento necessario per fare la foto medesima.

 

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Prima un Uragano, dopo una settimana una tempesta di neve, dopo altri 2 giorni quasi estate.

Una settimana dopo un ciclone tropicale, in certe zone del New Jersey, New York e New England, questa notte il vento soffierà a 50 nodi e cadranno oltre 30 centimetri di neve. Domani pomeriggio spunterà il sole e  tra 48 ore ci saranno 20 gradi. Tutto normale ? Qui sono molto cauti, ma per gli addetti ai lavori questa meridianizzazione del clima è uno degli effetti della aumentata energia in gioco, o meglio, dell’aumentata temperatura media dell’atmosfera che circonda il pianeta.

Nevica, e fa abbastanza freddo.

Frega qualcosa a qualcuno ? No, fanculo.

(sezione Esticazzi) Sono andato nel Village per incontrare una persona, questo era il tempo, la mia faccia è spaventosamente da culo ma intanto nessuno paga per vederla.

Per combattere il freddo ci siamo infilati in un ristorante/bar specializzato in cioccolato. La qualità è formidabile.

 

Buona la cioccolata, neh?!

E ci siamo bevuti una cioccolata calda con la panna che era strepitosa. Una annotazione, era definita come “Thick Italian Hot Chocolate”. Anche in questo caso, la roba buona per essere più buona deve avere una denominazione che riguarda l’Italia.

Non è sbagliato a pensarci bene.

Chi ha mai affrontato il viaggio per andare in svizzera ed ha avuto l’ardire di chiedere in un bar una cioccolata calda si sarà trovato un bicchiere di latte caldo ed una bustina di cioccolato in polvere.  Avvilente; ma come sarebbe, la svizzera è la patria della cioccolata, io passo la dogana pregustando una tazza di cioccolato fuso ed invece mi danno una sciacquatura di piatti. Terribili svizzeri, meno male che hanno la fonduta e la raclette, la tete de moines ed altre robe buone a base di formaggio altrimenti la loro presenza al mondo sarebbe assolutamente inutile.

Annotazione elettorale.

Obama ha vinto, Romney ha perso.

Obama ha fatto i complimenti a Romney e lo ha ringraziato per la correttezza, avvisandolo che il suo apporto sarà indispensabile e che tutti al Congresso dovremo fare compromessi perchè tutti vogliamo fare il bene per il paese, anche se ci separa il modo con cui vogliamo raggiungerlo.

Romney ha fatto i complimenti a Obama, gli ha augurato ogni bene a lui ed alla sua famiglia, gli ha augurato di fare un buon lavoro perchè l’America ha bisogno di un presidente bravo e tenace.

Io non sono un americanista e conosco bene i limiti dell’American way, tuttavia, quando sento queste cose e penso ai nostri amministratori italiani:

Vorrei sparissero, in qualche modo vorrei che non si facessero più vedere, che se ne andassero. E, contrariamente a quanto mi è stato insegnato, sarei disposto a tollerare se la loro sparizione fosse coatta, forzata e, se necessario, operata con risolutezza. Non auspico violenza fisica, ma non farei troppe storie se qualcuno dei nostri politici da fogna ne uscisse con due occhi neri, o una gamba rotta, o la testa insomma. Mi rendo conto che, molto probabilmente, chi fosse chiamato a sostituirli sarebbe uguale o forse peggio, perchè il problema non è chi viene eletto, ma chi lo vota. Insomma, fanculo anche a voi, compatrioti del cazzo.

Torno alla neve, che è meglio. La neve continua a cadere, dicono cadrà fino alla mezzanotte e poi il tutto inizierà a muoversi verso nord est e domani potrebbe essere una bella giornata.

 

E questa la situazione sul widget del mio PC.

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Obama 2

Pur avendo seguito abbastanza da vicino la campagna elettorale ed i candidati USA, la mia comprensione dei meccanismi è prossima allo zero. Però Romney secondo me era davvero una persona mediocre, sono contento che abbia vinto Obama per vari motivi che ne ho per l’acciuga di elencare.

Ieri sera al Rockefeller Center in Midtown Manhattan New York c’era una gran folla e l’elezione è diventata un grande spettacolo all’aperto. Inutile raccontare emozioni epidermiche e sensazioni, meglio una foto.

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Annoy-a-tron 2.0

Ne ho nascosto uno sotto il comodino a fianco del letto dove dorme mia suocera.

Questo oggetto qui.

Ah, ne ho messo un altro sotto il comodino di Miriam.

Vediamo cosa succede quando vanno a dormire.

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Mia suocera ha sentito durante la notte una voce che sussurrava qualcosa ma ha pensato che venisse dal calorifero e dunque originasse dai fondi del palazzo attraverso i tubi. Una logica inafferrabile ma solida. Ha pensato di venirmelo a dire ma poi ha scelto di aspettare la mattina. La voce sussurra in modo sinistro ” Hey can your hear me”.

Miriam invece questa notte ha sentito ripetutamente un altro rumore, una specie di stridulo gracchiare prodotto dal minuscolo apparecchietto ed ha pensato che:

  • Fosse un animale, più esattamente un insetto tipo grosso scarafaggio girato a pancia in su che cercava di rimettersi sulle zampe. Ha la stessa sviluppata fantasia di sua madre, solo con più ansia.
  • Si trattasse di un problema di natura elettrica, o meglio il rilevatore di CO2 che stesse per esplodere e far scoppiare un incendio.

Stamattina era molto preoccupata ed ha immaginato che potesse essere uno scherzo, ma io ho negato attribuendo la natura del rumore a qualche fenomeno elettrico strano e potenzialmente pericoloso e dunque preoccupandola ancora di più.

Più tardi però era li mentre nelle vicinanze “hey can you hear me” e salito dal comodino e Miriam ha cacciato un urlo ed ha puntato il dito accusatore verso di me, a quel punto ho dovuto ammettere la natura dell’oggetto e dello scherzo.

 

 

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Quando e se potrete…

… abbiamo dei cari amici che con molta forma ci chiedono talvolta di far loro la cortesia, sempre se possibile, di comprare qualcosa per loro, i loro congiunti ed amici. Come questa richiesta.

Da: Xxx (è il suo vero nome). Cari Stefano e Miriam, se e solo se avete tempo, potreste andare da Uniqlo e comprare: 1 WOMEN PREMIUM DOWN ULTRA LIGHT COAT. Color black or dark brown – size XS (per mia madre). Color brown – size M (per Yyy, nome di fantasia )

Questo è  il modello Lungo

1 WOMEN PREMIUM DOWN ULTRA LIGHT JACKET.  Color yellow or green – size XS (per me) 

Questo è il modello Corto

Un grosso abbraccio. Grazie. f.to Xxx

Da: Stefano. Ricapitoliamo, tu sai che noi ormai viaggiamo con delle microvalige, sono sempre strapiene, pertanto i giacconi di piumino richiedono una certa strategia di trasporto. Il tuo viene venduto ripiegato e compresso in una piccola sacca e dunque Miriam lo può trasportare addosso, come ovulo che oltretutto le tiene calda tutta la zona. E questo è risolto. Quello di tua madre invece è talmente enorme che non può essere venduto a guisa da poter subire analogo trattamento, l’equivalente ovulo non sarebbe inferiore come dimensioni allo Zeppelin Hinderburg

Non è tanto la dimensione, è il timone che mi preoccupa.

E siccome non posso chiedere a mia suocera di nasconderlo in analogo modo, scusa ma io non me la sento di fare come certi trafficanti di droga, il viaggio dura 8 ore e poi c’è anche l’autobus. E l’ultima volta che l’ho fatto per un amico, il timone mi ha graffiato tutto e fatto bruciare il … per una settimana. Forse possiamo tenerlo gonfio e far finta di nulla al check-in, ma se non passa dal metal detector è un grosso problema. Quello della Yyy è fuori discussione. Ha un motore fuoribordo e quello di certo me lo farebbero smontare al controllo passaporti. Come regalo ci sarebbero, in alternativa, dei cerotti di piumino della Uniqlo che ti fanno guarire  e ti tengono al caldo la ferita. Oppure non potresti pensare ad una Statua della Libertà nella boccia con la neve, se proprio devi regalarle qualcosa. Fammi sapere. Stefano

Da: Xxx. OK stefano fate come potete. Siete sicuri che il modello con cappuccio non venga incapsulato? Www (il nome di battesimo del compagno di Xxx)  me lo aveva portato confezionato a guisa di preservativo.

Da: Stefano. Sul sito web non sembra che sia venduto incapsulato, o forse la capsula era talmente grande che non ci stava nella foto. Con o senza serbatoio ?  Baci. Stefano.

Da: Stefano. Miriam è andata da Uniqlo. Ha trovato il tuo piumino ma di un colore leggermente diverso. E’ sempre giallo, ma un giallo che sa di organico, indefinibile. Spero ti piaccia. Ora che ci penso, pur non avendo mai visto da vicino la cosa, il colore credo sia simile a quelle perdite femminili di cui parlano spesso in televisione, quelle che poi causano anche un fastidioso prurito, la solitudine sentimentale e la fine di ogni opportunità professionale come ballerina di lap-dance, a meno che nel locale non sia d’uso lanciarsi palloncini pieni di maionese andata a male.

Bello il colore. Si chiama “quelle fastidiose perdite intime”

Insomma, per non farti passare una settimana in ambasce, mi sono fotografato. Ovviamente non sono riuscito ad indossarlo, la mia pancia non me lo avrebbe permesso.

Miriam nel negozio ha dovuto lottare perchè era uno degli ultimi rimasti. Ah, ha anche preso quello per tua madre. Nero come da istruzioni, però quello in tinta unita era finito, allora ne ha preso uno che sulla schiena ha un grosso logo allegorico, mi sembra simile a quello del gruppo rock “twisted sisters” che è sempre di moda e che sono certo tua madre sfoggerà orgogliosa; mi sembra sia un teschio argentato dal quale esce un lampo che uccide una capretta che sta cadendo in una macchina pasta-matic industriale. Ci sentiamo presto.

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Sicuramente ci sono dei cani senza.

Ano. Ero seduto su una panchina nel parco in un vialetto, arriva un signore con un cane, taglia medio/piccola, pelo lungo chiaro, non so bene che cosa fosse di preciso, voglio dire era un cane ma non so di che modello. La coppia mi supera e poco dopo il cane si blocca e si mette nella classica posizione del cane che caga. C’è per caso una posizione più specifica, riconoscibile a centinaia di metri, inequivocabile di quella del cane che caga? Secondo me no,  postura analoga a quella del cane che ingroppa un altro cane. Insomma, non esattamente la stessa, ma tremendamente simile. Qualche attimo di attesa e poi avviene quanto ci si attendeva. Una certa dose del prodotto però invece di concludere la propria caduta regolarmente,  rimane invischiato nel pelo del cane, stante la consistenza non particolarmente solita della deiezione.

Il signore estrae il sacchetto di plastica e cerca di raccogliere alla meno peggio il deposito che era finito al suolo. Bisogna voler molto bene ai cani per raccogliere quella roba molliccia,  senza toccarla, ma immagino che con la mano quel signore ne stia apprezzando anche il calore, mentre l’odore si espande ed arriva anche alle mie narici.

Il signore, con il suo tiepido ricordo in mano, si allontana cercando un cestino dei rifiuti. Non sembra però accorgersi del pasticcio ancora commisto con il pelo del botolo. Mi domando quando sarà arrivato a casa ed il suo cane si strofinerà il sedere sul tappeto, che spettacolo.

A me piacciono i cani, ma hanno quel difetto di avere un tubo digerente, esasperato dalla presenza di un folto pelo tutto attorno al buco finale. Non dovrebbero rasarli ? Non sarebbe meglio far loro una bella tricotomia a forma di ovale che include le zampe posteriori ? Perchè mi rendo conto che un cane senza ano non potrebbe esistere, o quantomeno sarebbe troppo grasso e di cattivo umore. Ma come si fa a mettere insieme l’igiene con la presenza di un contorno ano peloso ? Inoltre, lo dico dopo attente osservazioni, il piano all’interno del quale è racchiuso l’ano del cane non è perfettamente orizzontale al momento del rilascio. Se così fosse il problema sarebbe molto ridotto. Ma quando il cane si mette nella caratteristica posizione, il piano è tendenzialmente verticale o solo leggermente inclinato con un angolo negativo, dunque e facile che ci sia un contatto ed una frizione tra la deiezione e la superficie del culo del cane. Vorrei poter fare dei disegni, ma in questo momento non mi sento. Infine, quante volte si vede il cagnetto che fa la pipì e poi immerge le zampe nella risultante pozzanghera, felice ? Vogliamo togliere anche la vescica ? Oppure innescare permanentemente al cane una sorta di cannuccia flessibile o una cannula di plastica che veicola l’urina ad almeno un metro di distanza dalla bestiola ?

Comunque sia,  ero al parco e molti corridori della mancata maratona di NY si sono istintivamente raccolti qui per farsi almeno un corsetta in questa splendida giornata autunnale, 5 gradi aria secca e sole.

Keep it up.

I venti che spingono i fronti freddi che arrivano dal Canada scaricano l’umidità sul versante occidentale degli Appalachians ed arrivano a New York limpidi e puliti. Uno dei vantaggi di vivere avendo un intero continente sopravento insieme ad una modesta catena montuosa.

Quando dico aria limpida intendo dire questo:

 

Altro Argomento.

Ho moglie e suocera estremamente freddolose. In questi giorni che fa freddo ed andiamo spesso a pranzo in qualche locale, ho potuto caratterizzare la loro presenza. Intanto ho notato che sono spessissimo le due persone vestite con indumenti più pesanti di tutti gli avventori. Pesanti e voluminosi; quando entrano nel locale gli effetti sono quelli dell’esplosione di due air-bag;  gli altri clienti fanno dei gesti chiari che indicano che si sono loro tappate le orecchie per lo sbalzo di pressione all’interno del locale.

Avanzano tra i tavolini con questi enormi piumini triplo strato con pellicciotto e rinforzi in juta abbattendo bicchieri, trascinando a terra posate degli altri avventori perchè nel frattempo hanno iniziato a spogliarsi altrimenti rischiano di morire di ipertermia.

Arrivati al tavolo, la procedura di svestimento deve perfezionarsi e dunque le signore si tolgono, seminando il panico nei tavoli confinanti, l’equivalente di un materasso di lana matrimoniale a testa più golf, golfini, pullover, sciarpe, pashmine, cappelli, guanti.

Ecco perchè serve una sedia in più al tavolo, per posare tutti gli indumenti che se messi insieme terrebbero al caldo tutti i giocatori di una squadra di pallacanestro che attraversano il Polo Nord in slitta.

Finito il pasto, io scappo e le aspetto fuori mentre iniziano la procedura di vestizione, sempre roteando i piumini tra l’ansia di camerieri edegli  occupanti dei tavoli vicini.

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La mia attuale postazione di lavoro…

… devo ringraziare chi mi ha offerto la possibilità di usufruire di una vista del genere e tutto il resto. Non posso essere più specifico e fare nome e cognome perchè ho disposizioni in tal senso, ma chi ha orecchie per intendere, intendenga,

Domenica mattina.

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Sopravissuti a Sandy ?

Upper east side di Manhattan; la zona è di qualche metro più alta rispetto alla costa e dunque, a parte qualche albero caduto,  sostanzialmente e stata intoccata dall’uragano come più o meno tutta uptown. Le case non sono di legno ma di ferro e cemento, pochissimi i danni. Questa sera la vita è ripresa al 100%, o quantomeno lo sembra dai ristoranti e negozi aperti e pieni di avventori, dalla gente che corre indaffarata e affolla i marciapiedi, dal traffico di auto, polizia, sirene, gente che urla,  furgoni della televisione e di tutte le utilities, migliaia di taxi, tutto illuminato, biciclette, pattini, chi fa jogging. Insomma tutto come sempre. Gotham city o la città di Blade Runner.

Cartello esposto di fronte ad un bar-ristorante sulla Lexington all’altezza della 60ma o giù di li.

 

Altro argomento. (no, anzi e lo stesso)

Un po’ di considerazioni oziose e forse ipocrite. Stavo per cancellarle ma poi, e che cazzo, questo è il mio blog e scrivo quello che mi pare.

Dunque, quel cartello è molto americano, anzi specificatamente molto newyorkese. Rappresenta la voglia di ricominciare, scherzare sui problemi appena patiti guardando con ottimismo al futuro, o qualcosa del genere.

A qualche centinaia di metri di  distanza, sulla stessa Lexington avenue,  20 blocchi più a sud, 350 mila newyorkesi sono ancora senza corrente, senza riscaldamento, senza acqua, senza telefono, senza negozi, senza ristoranti, senza supermercati. Insomma i vicini di strada sono al buio più totale in una città fantasma. La metropolitana in quelle zone è ancora chiusa e gli autobus non girano perchè senza i semafori si è ritenuto fosse troppo pericoloso farli circolare di notte. Tra 48 ore dovrebbero riavere la corrente e riprendere la loro vita.

Scenario ben peggiore a pochi km di distanza, stessa città ma un altro quartiere. Qualche decina di migliaia di concittadini sono ricoverati un qualche rifugio perchè, anche nell’ipotesi che dovessero avere la luce, non hanno comunque più una casa. Non hanno più l’auto e neppure più le strade. E visto che i rifugi sono ricavati perlopiù da scuole, e le scuole devono riaprire Lunedì, la prossima settimana per questa gente rischia di essere davvero difficile, e chissà quante settimane ancora dopo.

Ecco le due anime del popolo americano; secondo i Democratici chi s’è trovato nel giro di poche ore senza casa, senza mobili, senza vestiti a parte quelli che è riuscito a far stare in una valigia deve essere aiutato dal governo federale e da quello statale. Non deve passare un giorno senza il supporto della nazione, tutti devono essere rimessi nelle condizioni di ripartire. E così è stato detto ufficialmente, democrats and republicans.

Ma c’è una fastidiosissima minoranza di Repubblicani più integralisti secondo la quale chi s’è trovato senza casa è perchè è la volontà di Dio. Abitava in una zona meno pregiata e la sua casa era di legno perchè non ha abbastanza disponibilità economiche per comprarsene una in una zona migliore, e se non ha soldi deve dare la colpa alla propria scarsa attitudine a lottare per ottenere quello che vuole, è un underachiever. In sostanza; Sandy ti ha spazzato via la casa e tutto il resto ? Sorry, ma è abbastanza colpa tua, arrangiati.

Questa minoranza di imbecilli sostiene il candidato repubblicano che  potrebbe vincere le elezioni la prossima settimana e diventare presidente delgi Stati Uniti. Romney in coglioneria secondo me pareggia o supera le nostre peggiori leadership italiote degli ultimi 20 anni. Ancora non riesco a credere che la metà circa degli americani non sia riuscito a trovare un candidato migliore di questo.

Ma per tornare alle vicissitudini di New York, per fortuna ci sono i volontari; tantissimi, bene organizzati e coordinati con le istituzioni ufficiali. Ci sono alcuni gruppi religiosi, quei pochissimi che preferiscono il fare al pregare, che hanno organizzato mense per chi non ha più la possibilità di farsi da mangiare. E gli episodi di solidarietà sono innumerevoli.

Tutto ciò detto, ammetto che a istinto camminare a fianco di quel cartello ironico e baldanzoso (seguiranno a breve, credo, le magliette e tutti i gadgets con scritto “ I survived Sandy“) mi trasmette una sensazione ambigua; d’accordo che bisogna rispettare il concetto di business as usual, quello del positive thinking, ma non è un po’ presto, non è un po’ irriguardoso nei confronti dei propri vicini di casa che hanno perso tutto ? Potrei estendere questo pensiero al mondo intero (svariate centinaia di milioni di persone al mondo non hanno corrente elettrica o acqua potabile o istruzione), ma allora la mia ipocrisia temo salirebbe indefinitivamente, meglio non approfondire troppo.

Conosco i miei limiti umani e ideologici, mangiamoci su una banana.

 

Addendum.

Questa foto spiega bene la situazione relativa a Manhattan oggi e per ancora un paio di giorni.

Fonte: http://www.facebook.com/cupofjoblog

Addendum 2: la maratona.

Bloomberg la mattina del 2 novembre dichiara deciso alla stampa che la maratona – prevista Domenica 5 – si farà. Dopo meno di 5 ore invece la cancella. Qualcuno si lamenta affermando che poteva pensarci prima… insomma io avevo pagato ben $2.99 per seguire sul mio telefono la corsa di tre genovesi, e adesso la maratona non si fa. Rivoglio indietro i miei soldi!

Addendum 3: ma questi sono come noi!

Non so se la notizia valicherà i confini di New York City; oggi lo Stato di New York informa con ampio comunicato stampa che, vista la quasi totale mancanza di carburanti in tutta New York e Long Island, in un paio di posti a Brooklyn delle autobotti gestite dalla Guardia Nazionale forniranno direttamente il carburante, non più di 10 galloni a testa, gratis.

Ovviamente si forma una coda biblica, i soldati della National Guard hanno ricevuto ordini di fornire carburante SOLO alle auto di soccorso, ma visto che centinaia di automobilisti in buona fede pretendono di avere i propri 10 galloni, inizia la distribuzione. Arriva la polizia che non sa bene cosa fare, l’unica indicazione che hanno è che il carburante può essere distribuito solo nei serbatoi delle auto e non nelle taniche. La televisione intervista una signora con la tanica che cerca di capire come dovrebbe fare a farsi versare carburante nell’auto che è ferma, senza benzina, ad un miglio di distanza.

Secondo l’intervistatore di NY1, abbastanza divertito, nessuno sa da chi arrivano le disposizioni e chi ha dato ordini contraddittori. L’intervista si conclude con un poliziotto che dice “adesso sappiamo che le indicazioni erano in effetti di fornire carburante solo ad ambulanze, mezzi di soccorso, pompieri. Adesso chi glielo va a dire a questi che sono in coda da tre ore che devono andarsene via?”

Invece in New Jersey si torna agli anni ’70, il carburante viene fornito a targhe alterne, giorni pari targhe care, giorni dispari targhe dispari.

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Statistiche Ottobre 2012

Ecco che cade il solito impetoso velo di fine mese sulla mia fame di accessi. Le statitiche dei visitatori.

Andamento delle visite per giorno (media di 10 giorni consecutivi)

 

Andamento degli accessi mensili, mese per mese.

 

I numeri assoluti e le medie da quando mi è saltata al naso l’idea delle webcam.

 

Altro Argomento.

Qui in USA fanno spesso la pubblicità del Viagra e del Cialis. Mostrano un attempato ma attraente, atletico signore che fa sport, vita attiva, va in barca a vela, guida macchine sportive e si aggira per locali notturni con delle gnocche da competizione vagamente più giovani di lui. Però gli tira poco e dunque il suo sorriso sornione sta a significare che ha risolto il problema. Questi sono farmaci che credo siano venduti senza prescrizione medica. Nello spot televisivo la voce in sottofondo recita gli effetti collaterali, i farmaci che non si possono prendere contemporaneamente e, per ultimo, il seguente avviso; “Se l’erezione dura più di 4 ore, consultare un medico.”

Ora, non conosco il funzionamento del cialis o del viagra, ma io chiamerei il medico se una erezione mi durasse più di mezz’ora. Tra gli effetti collaterali viene citato un improvviso e pericoloso abbassamento della pressione. E ci credo, se tutto il sangue va a gonfiare il pinco,  il resto del corpo dopo un po’ fatalmente si scompensa. E’ già noto come nel corpo maschile non ci sia abbastanza sangue per alimentare contemporaneamente il cervello e il belino duro, se in più la cosa avviene per stimolo farmacologico ed infine ci si deve allarmare solo dopo 4 ore di ininterrotta trappa in tiro, vorrei sapere quanta gente muore per collasso cardiocircolatorio mentre al posto del pinco si trovano un pallone da pallacanestro.

 

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