Mi telefona Miriam con il fiatone; “c’è un gatto in cortile!”. Il fiatone non è perchè il gatto la sta rincorrendo e lei scappa, ma perchè Miriam lo ha accarezzato e la sua allergia è esplosa in un minuto. Nonostante la manifesta incompatibilità tra i due mammiferi, il meccanismo di solidarietà per poveri gatti è già scattato ed il felino è già stato rifocillato.

Ha sicuramente cercato di uccidermi, e prima di me ha inseguito mia moglie per uccidere anche lei.
In effetti quando arrivo a casa Miriam non c’è e l’animale attende qualcuno pazientemente su un muretto di confine. Su questo muretto la nostra gatta passava delle ore, si vede che il posto piace ai gatti. La bestia appena mi vede mostra tutta la sua aggressività, strusciandosi alle mie caviglie. Non è un gatto randagio, è ben nutrito, il pelo è perfetto, è un maschio di non più di un paio di anni di età. Miagola ed è abituatissimo agli umani. Ora che ci penso, se non sbaglio lo avevo visto qualche tempo fa nel giardino dei vicini, rimasti da poco orfani dei loro adorabili cani, entrambi morti di serena vecchiaia nel giro di pochi mesi. Ed avevo visto anche una ciotola con roba da mangiare. I miei vicini sono attualmente assenti, torneranno a breve, ed ecco che la bestiaccia ha subito cercato compagnia ed affetto nelle vicinanze.
Si pone un problema; mai e poi mai saremmo in grado di mandarlo via. Posso nutrirlo ed accudirlo ma non deve entrare in casa, primo perchè Miriam dopo solo pochi giorni a contatto con un felino, resterebbe senza fiato con il naso che cola e gli occhi gonfi.

Miriam durante il suo ultimo attacco allergico.
Ma poi non deve entrare in casa perchè quando un gatto entra in casa ne prende possesso. Trattandosi di un evidente gatto domestico, forse è scappato da qualche casa. Però se fosse vissuto in una casa i suoi proprietari gli avrebbero – credo – fatto fare quel lavoro senza il quale tenere un gatto maschio in casa è impossibile. Forse invece è semplicemente un girovago che trova ospitalità in giro per le case del Righi.
Adesso bisogna aspettare che lui decida cosa fare; può decidere di andarsene spontaneamente, può decidere di andare e tornare a suo piacimento e di condividerci con i nostri vicini, potrebbe installarsi nel cortile in pianta semi-stabile e voler entrare in casa. E per far questo potrebbe anche mettersi a miagolare di notte quando dovesse freddo e dovesse piovere. Non sarebbe un problema dargli del cibo; certo una ciotola di croccantini all’aperto attira piccioni, corvi, merli, ricci e formiche e altri gatti, il cortile e piccolo e rischia di diventare sovraffollato, ma chissenefrega. Sto già pensando di comprare una cuccia per cani di piccola taglia da tenere in cortile e dotarla di una coperta a guisa di giaciglio, ma non è detto che il gatto gradisca queste attenzioni. Potrei mettere la cuccia vicino alla caldaia in modo che prenda un po’ di calore…

Ecco, non se ne va.
Adesso aspetto che torni Miriam, poi vederemo che atteggiamento assumere. Già che ci siamo, potremo ingabbiarlo e portarlo da un veterinario per fargli fare qual lavoretto che invece andrebbe fatto a molte persone di cui si legge sui giornali, altro che i gatti …
Questa operazioncina gli impedirebbe di ingravidare femmine randagie a nastro come fanno tutti i gatti maschi, non alimentando il numero dei molti randagi destinati a sofferenza. Inoltre, forse, lo terrebbe estraneo alle lotte territoriali. Però quest’ultimo aspetto non mi convince; è un animale da strada, perchè togliergli le balle e non dargli la chance di diventare qualcuno nel mondo dei gatti ?
Ora che ci penso, ad una mostra del fai-da-te qualche anno fa avevo comprato una tagliola pagandola un nonnulla, l’avevo scambiata con la ghigliottina che mi aveva regalato mio padre che aveva ceduto il suo kit per costruire una bomba atomica.
Tra qualche giorno prevedono pioggia e freddo; o lo uccido prima, o – se non se ne va – rischiamo di sentirlo piangere sempre più debolmente nel buio della notte. Una scena strappalacrime che i gatti sanno imbastire alla perfezione. So come funziona dopo decenni di convivenza con i gatti; allora ecco che piove e decidiamo di farlo entrare, ma SOLO se resta chiuso nel bagno. Una volta nel bagno la merdaccia continuerebbe a miagolare fin quando non lo si fa uscire, ed a quel punto in pochi secondi si piazza sul letto a 30 centimetri dal naso di Miriam. E poi, dopo la Micia e dopo quello che abbiamo sofferto quando è morta abbiamo detto “basta gatti”.