Milano

Bella città, magari un po’ tanto grigia. Dai, a Genova  il clima è molto meglio. A molti milanesi forse piacerebbe vivere a Genova e fare i pendolari, se solo ci fosse il modo di percorrere il tratto che separa  Genova-Milano e viceversa in modo veloce. Forse i milanesi lo vorrebbero, ma devo riconoscere che c’è il rischio concreto che proprio i milanesi, grazie al terzo valico ferroviario di cui tanto si parla, cercherebbero di colonizzare Genova insediandosi con i loro super-efficienti amministratori lombardi. Questi mangia-ossobuchi bauscia potrebbero anche pensare di metter su qualche attività commerciale di successo che metterebbe in discussione l’incontrastata beatitudine di qualche realtà locale, i foresti calati dalle nebbie potrebbero anche riuscire nell’impresa ciclopica di far affluire qualche capitale fresco e trovare qualche straniero danaroso che si innamora di Boccadasse e magari vuol stabilirsi pagando, senza fiatare ma anzi felice, l’IMU e la TARSU più alta d’Italia (come pare che sia). Del treno veloce ne parlava mio nonno negli anni 60, io ero bambino,  una fiera opposizione ha sempre detto NO. Fino ad ora hanno fatto il buco pilota,  non più largo di quelli che diventerebbero il buchi di una serie di personaggi locali se arrivassero in forze i lombardi invasori. Che brutta e dolorosa prospettiva.

A7, area di Vignole, circa.

A7, area di Vignole, circa.

E dunque oggi sono andato a Milano in mattinata e son dovuto tornare perchè avevo un appuntamento a Genova nel primo pomeriggio. Ed ovviamente sono andato in auto; maltempo, code, lavori, parcheggio a Famagosta metropolitana e tutto al ritorno. Tanti caffè; il primo nella mia area di sosta preferita, poco prima di Vignole, il secondo nel bar all’uscita della metropolitana milanese, il terzo sotto l’ufficio dove dovevo andare perchè ero in anticipo di 20 minuti, il quarto nello stesso bar di prima quando dal portone ho incontrato la persona che dovevo vedere mentra stava arrivando  in ufficio, il quinto in ufficio da questa persona.

Insomma, meglio non fare il terzo valico, non serve davvero a nulla;  il traffico mondiale dei contenitori arriverà a Milano da Rotterdam attraverso il nuovo imminente valico ferroviario del San Gottardo,  ai milanesi di Genova frega assai, per Genova ci passano e ci passeranno solo in transito per andare in Riviera. Si fanno 8 ore di coda in autostrada e ben gli sta, altro che “bretella autostradale”, inutile anche quella. Anche la metropolitana leggera in Val Bisagno, la risistemazione della zona fieristica, ogni tanto è bene parlarne, solo parlarne.

Altro Argomento. Ieri sera alla Foce, alla presenza di alte autorità religiose (mio fratello) si è compiuto l’annuale miracolo “facciamo ripartire, orsù, la moto di Stefano”. Anche quest’anno è miracolosamente ripartita dopo poche pedalate. In previsione della mia annuale uscita trialistica, questa volta a Recco. Le previsioni del tempo sono orrende, dovrebbe fare pioggia e freddo. (non freddo come nel mio ufficio, ma quasi)

Leave a comment

La poesia in una foto.

Questa è una foto che ho trovato casualmente ieri mentre cercavo un articolo particolarmente interessante sulla diffusione delle rape rosse nell’Asia Minore ai tempi dei Sumeri. Mostra l’interno di un diffusore a pressione per semi. Il tubo nero è l’alimentatore dell’aria in pressione che serve per spingere i semi ai vari interratori. Solo gli appassionati di Agricoltura possono capire l’intensità di questa immagine.

Ci sono anche diversi residui dell'ultima semina.

 

Leave a comment

Votare Lista Righi!

Cosa aspettate ?  Raccogliamo 25.000 firme e poi presentiamoci alle prossime elezioni. Non tutto è perduto.

Righi

13 Comments

Lunedì.

E visto che non riesco a fare sport, sono andato in ufficio a piedi e sticazzi. Ho viaggiato a sbafo sulla funicolare perchè qualche demente con problemi sociali ha messo qualcosa nello slot delle monete della macchina che emette i biglietti. Ho pensato di segnalarlo al conducente, ma costui mi sembrava così scazzato che credo gli avrei dato un dispiacere. Come si fa ad iniziare la settimana dando un dispiacere ad un giovane ? Parlava al telefono con una certa “Luci” che deve farsi fare non so che esame al ginocchio. Anche un altro loro conoscente ha fatto un esame al ginocchio due settimane fa; faranno parte di una compagnia di amici che apre le porte a ginocchiate. Una passeggera era raffreddatissima ed avrà contagiato tutti perché starnutiva come una vera principessa, tremavano i vetri. Lo sbalzo di pressione in galleria mi ha fatto fischiare un orecchio. Non è colpa della AMT, io sono affetto da un ondivago acufene che a volte è fastidioso. Questo però sembrava un “FA maggiore” di Al Bano quando termina una sua canzone con il solito acuto. Disfagico, soggetto a depressione, valvola-prolassato e con Al Bano che mi urla nelle orecchie. Quasi quasi mi faccio un caffè con la macchinetta dell’ufficio. Fa un rumore come un vibrovaglio da cemento armato, mi provocherà un riacutizzarsi dell’acufene e poi sarò nervosissimo.

Ah, il gatto era disperato di fronte alla porta di casa e prima di uscire gli ho dato una generosa dose di croccantini. Mentre mangiava mi sono soffiato il naso. Ha fatto uno salto e mi ha guardato con l’espressione del “Ma che cazzo fai, sei scemo ? Mi hai spaventato da morire” e ho dovuto rassicurarlo facendogli un po’ di grattini sulla schiena. Stamattina mi guardava preoccupato; forse il cappello calato fin sugli occhi ed il mio naso, messi insieme non sono rassicuranti.

Leave a comment

Un anno di 32 vite in meno ed un delinquente in più.

Vorrei vedere Schettino in un carcere per almeno 30 anni. Perchè non ci sono scuse, non ci sono attenuanti, non ci sono circostanze o altri elementi che possono minimamente ridurre la colpa di aver ucciso 32 persone ed affondato una nave. Parlate con qualsiasi comandante di nave; non esiste giustificazione, perdono o solidarietà verso chi ha volutamente e consapevolmente rischiato una nave con il suo equipaggio ed i suoi passeggeri. Il fatto che sia un codardo e un bugiardo è davvero nulla in confronto alla sua totale irresponsabilità che ha permesso che la nave finisse sugli scogli.  Non doveva succedere e se è successo lui è l’unico responsabile da qualsiasi parte lo si guardi. Questo è quello che accade a bordo di una nave, da quando esistono le navi. E invece scommetterei che se farà un anno di galera sarà anche tanto. Fottiti, Schettino. Fottiti tu, chi comprerà il tuo libro, chi ti inviterà in televisione e chi ti guarderà in televisione per più di un minuto senza provare ribrezzo, chi per strada o in un bar ti rivolgerà ancora la parola senza insultarti e, non ultimo, il giudice che non ti vorrà condannare al massimo della pena.

8 Comments

Tra avorio e cristallo.

Sono andato a leggermi on line a che cosa corrisponde il diciassettesimo anniversario di nozze. Pare che non ci sia alcuna specifica attribuzione; il 15° è detto “di avorio” ed il 20° pare sia quello di “cristallo”. Oggi cade la mia – sua – nostra – ricorrenza.

Nella gelida mattina a Viatosto, vicino ad Asti, sembrava più un funerale di un matrimonio. Volevamo fare una cerimonia essenziale con solo i testimoni ed i parenti stretti. Poi invece avevamo accettato la presenza di un ristrettissimo numero di cari amici dei nostri genitori (non-posso-non-dirlo-a-X-perchè-si-offenderebbe). Dunque in chiesa c’erano una ventina di persone tutte coetanee dei genitori.

Animalisti felici.

Animalisti felici.

Della giornata ricordo solo che quando è entrata Miriam in chiesa e si è avvicinata all’altare, ho pensato di avere un problema di messa a fuoco perchè mia madre le aveva trovato una truccatrice che avrebbe dovuto renderla magnifica. In realtà l’aveva conciata come un clown. Tutta di bianco vestita, dotata della preziosa veletta che aveva indossato mia nonna, mia madre e forse anche Biancaneve quando aveva sposato il suo principe, si è palesata come se avesse appena dato una facciata in un sacco di farina.

 

Come sei bella, cara.

Come sei bella, cara.

O peggio, sembrava una via di mezzo tra un panda e “the thing” di un film di Spielberg. Insomma, era orrenda. Non so cosa fosse saltato in mente a quella tanarda della truccatrice; le aveva contornato gli occhi del solito nero – e fin qui… – ma le aveva imbiancato la faccia come se avesse ancora la crema della Proraso su tutta la faccia, fronte inclusa, era pallida come un morto con questi occhi da Ben turpin. Roba da aver paura di sognartela di notte.

In effetti  lei non lo sa, ma è molto meglio adesso, dopo che la mia campagna anti -trucco lunga 17 anni non è stata totalmente inascoltata.

 

 

 

3 Comments

Update felino

L’ho notato in cortile poco fa che cercava di giocare con qualsiasi cosa vedesse, un foglia mossa dal vento, un immaginario animaletto sul tronco di un albero, qualcosa nascosto nella terra sotto un cespuglio. Se ne stava andando via, allora quando era già scomparso dall’altra parte del muro di cinta sono uscito di casa e il gatto è ritornato immediatamente ed si è messo in <QUESTUA MODE ON> miagolando, strusciandosi disperato contro le mie caviglie, ed infine gettandosi sui croccantini.

Stupido animale peloso ed opportunista.

Stupido animale peloso ed opportunista.

Dopo il cibo e le frasche, ovviamente è sparito.

Dopo il cibo e le frasche, ovviamente è sparito.

2 Comments

Questione di pochi metri…

… queste sono le previsioni del consorzio Lamma per le ventiquattro ore che ruotano intorno alla mezzanotte tra Domenica e Lunedì. Lamma in genere fa previsioni che non di rado e non a torto sono state definite da alcuni “precise come un chirurgo”.

neve

 

Non so; mezza Genova vedrebbe più neve fresca al suolo di Sestriere. In questi casi ce la si gioca per poche centinaia di metri, sicuramente in altitudine ma anche in orizzontale. Non è la tregenda delle GFS emesse tre giorni fa, ma per lunedì non prendo appuntamenti di lavoro.

7 Comments

Barba & Capelli

Oggi sono andato a farmi tagliare i capelli. E’ un desiderio che provo ogni due mesi, quando i miei capelli iniziano ad oscillare tra una calotta gonfia che tende ad assumere la forma di un glande e uno straccio bisunto che aderisce alla scatola cranica assumento un aspetto malato. La mia produzione sebacea è esagerata. L’uso giornaliero del casco per andare in motorino esalta questa peculiarità e dunque devo lavarmi i capelli tutti i giorni, e più aumenta la massa dei capelli più tempo ci metto ad asciugarmeli, più sono ricettivi del sebo, insomma un vero schifo.

Oggi, per una volta, mi sono fatto fare anche la barba. E’ un rito che mi fa sentire come Al Capone negli anni 30 da un barbiere a Chicago, perchè il rito è sempre quello, senza la sventagliata di mitra. Il barbiere è andato nel retrobottega ed è tornato con il pennello e la ciotola con la schiuma calda, una delizia. Solo che il sapone sapeva di stallatico di vacca. Io sento odori strani, ho fin pensato qualche tempo fa di avere un tumore al cervello, forse non ce l’ho, ma gli odori che sento ogni tanto non sono quelli che uno si aspetta.

Mooooo!

Mooooo!

E questo era, giuro, l’odore che si sente in un prato in montagna dopo che sono passate le vacche al pascolo. Ho immaginato che nel retro bottega ci fosse veramente una vacca, pezzata, ed il barbiere per dare un tocco speciale al servizio infilasse il pennello nel sedere della vacca, prima di metterci il sapone e poi tornare ed insaponarmi la faccia. Forse il mio parruchiere ha fatto un corso di aggioramento all’estero. A Montecarlo i barbieri bene fanno così, è l’ultimo grido in tema di snobberia. L’intestino di una vacca secerne un liquido che ha potenti qualità emolienti. Questa catena di pensieri totalmente idioti era talmente viva nella mia mente malata che credo di aver fatto una faccia strana, cercando di non ridere.

Probabilmente ho avuto per qualche lunghissimo istante questa espressione

Probabilmente ho avuto per qualche lunghissimo istante questa espressione pensando a vacche e pennelli da barba.

Una delle ultime fasi del servizio barba contempla un asciugamano bello caldo che ti avvolge il volto. Ebbene, questo aveva l’odore di un formaggio che avevo mangiato in Portogallo una decina di anni fa e che mi aveva caratterizzato l’alito per almeno un mese. Infine mi ha spruzzato una specie di dopobarba che ricorda il disinfettante che usano nei gabinetti della catena Autogrill. Però adesso ho il taglio alla “Barack Obama” e per un po’ sono a posto.

Altro argomento. Detesto quando incontri qualche volto noto per la strada, fai per salutare e questi si volta dall’altra parte. E’ una forma di maleducazione tipicamente locale, deriva dalla paura inconscia che noi liguri abbiamo nel salutare qualche persona che non è un caro amico che vediamo tutti i santi giorni perchè intimamente temiamo che possa chiederci dei soldi. Ed allora visto che anch’io sono dotato di questo meccanismo perchè sono il prodotto dell’ambiente dove sono nato e cresciuto,  mi sforzo per salutare tutti. Anche oggi ho salutato caldamente una persona che ho incrociato sul marciapiede. Lui mi ha riconosciuto ed abbiamo fatto proprio due chiacchiere, mi ha raccontato di aver avuto un recente lutto famigliare, mi ha parlato citando fatti e persone come se io le conoscessi benissimo, conosce il mio nome di battesimo. Ma io non ho la più pallida idea di chi sia.  Il suo volto mi è noto altrimenti non lo avrei salutato, ma a parte quello, nebbia. Episodi così mi succedono sempre più spesso.  Ora che ci penso, credo di averlo già scritto su questo blog, era un’altra persona ma identiche le circostanze. Cazzus.

Leave a comment

Update felino da cortile.

Stamattina è ricomparso, miagolante e bisognosissimo di coccole. Che gli ho dispensato senza ritegno. Gli ho anche pulito la scodella, poi rifornita di croccantini ed acqua. Mi ha ribaltato la borsa di lavoro perchè ci si è sfregato contro. Due volte. Piccolo disgraziato.

Miriam ha raccontato l’ambascia a sua madre. La risposta è stata quella classica di chi interpreta un dogma religioso ad litteram; “mandalo fuori dal giardino”. Perchè risponde al semplice assunto secondo il quale qualsiasi essere vivente che non va in chiesa e si confessa tutte le domeniche deve essere cacciato, oppure reso in schiavitù ed eventualmente mangiato. Ovviamente la soluzione – facente ricorso a risorse ideologiche e non pragmatiche – è priva di qualsivoglia utilità. Il gatto non entra certo dal portoncino chiuso, ma da altre vie che non sono sigillabili. Se lo accompagni fuori,  questo animale volendo rientra dopo un lasso di tempo che potrebbe essere inferiore ai 10 secondi.

2 Comments