Ma questo è nel giardino dei vicini. Ottima scelta di albero, non diventa enorme ma ha colori bellissimi.
Altro Argomento
Una persona molto gentile che tanto tempo fa lavorò con mio padre oggi mi ha detto che ha ancora una agenda appartenuta a lui e mi ha chiesto se la volevo. Ho detto a questa persona che il suo pensiero era molto, molto gentile ma se aveva piacere a tenerla come ricordo io sarei stato felice. Mio padre ha lasciato una traccia indelebile in molte persone che lo hanno conosciuto, ogni tanto devo fare qualcosa per non dimenticarmelo.
Altro argomento. Un po’ osè.
Questo episodio mi ha portato a pensare agli anni in cui le mie esperienze professionali vagavano dal recupero dei rifuti alla produzione di lingotti di piombo ed altre cose nelle quali sono stato ben al di sotto della soglia di eccellenza, o decenza. (non ricordo mai quale dei due)
Un mio collega di lavoro, sposato con un figlio di 8 anni, era stato mandato in Germania per un periodo di consulenza, veniva a casa una volta al mese per pochi giorni prima di ripartire. Mi raccontò che aveva conosciuto una collega, bella, attraente con la quale aveva iniziato una relazione. Me ne parlava tutte le volte che tornava in Italia soffermandosi su aspetti specifici della loro relazione, segnatamente la copiosa lubrificazione intima di cui era dotata la fanciulla. Ero incredulo perchè prima di allora mai si era permesso neppure di accennare a potenziali questioni di natura extraconiugale, ora invece ne parlava con questi dettagli. Io gli dicevo che forse lei era incontinente, ma lui era sordo alla mia ironia, evidentemente costei era speciale e pertanto io dovevo ascoltare i suoi racconti.
Finchè un giorno mi volle assolutamente mostrare delle foto della fidanzata. Mentre le immagini scorrevano con gentili dissolvenze sul computer, suonò il telefono e dovette alzarsi per rispondere lasciandomi solo ad ammirare la sua conquista. Le foto erano di questa ragazza vicino ad un carrello elevatore, alla scrivania o con lo sfondo di cantieri ed altri posti anonimi, finchè una successiva foto mostrava lei, vestita solo con due gocce di profumo, in una postura che normalmente avrebbe potuto assumere durante una visita ginecologica oppure in una fase del campionato femminile di lancio della pallina da ping pong usando i soli muscoli perineali. Una manciata di secondi e nuova dissolvenza. Altra foto, ma di spalle; con questo si completava la panoramica della zona pelvica. Terza foto; in questa aveva l’espressione di chi cerca -e non trova – una moneta da un euro nella tasca anteriore dei blue jeans, solo che con la mano non frugava esattamente nella tasca.
Quando sentii che Helmut Newton aveva terminato la telefonata, io chiusi istintivamente l’applicazione FOTO fissando lo schermo vuoto con la faccia più insignificante che mi riuscì di fare. Non trovai il coraggio di dirgli che ero stato esposto a quelle foto, forse per non passare per un guardone. Lui commentò “bella ragazza, no?” ed io risposi “eccome!” e la cosa finì così.
Epilogo; da quel giorno non mi parlò mai più della fidanzata tedesca. Dopo qualche mese la società per la quale lavoravamo venne acquisita da un altro gruppo, lui restò ma io cambiai lavoro. Non ho più avuto notizie di lui.
