Upper east side di Manhattan; la zona è di qualche metro più alta rispetto alla costa e dunque, a parte qualche albero caduto, sostanzialmente e stata intoccata dall’uragano come più o meno tutta uptown. Le case non sono di legno ma di ferro e cemento, pochissimi i danni. Questa sera la vita è ripresa al 100%, o quantomeno lo sembra dai ristoranti e negozi aperti e pieni di avventori, dalla gente che corre indaffarata e affolla i marciapiedi, dal traffico di auto, polizia, sirene, gente che urla, furgoni della televisione e di tutte le utilities, migliaia di taxi, tutto illuminato, biciclette, pattini, chi fa jogging. Insomma tutto come sempre. Gotham city o la città di Blade Runner.
Altro argomento. (no, anzi e lo stesso)
Un po’ di considerazioni oziose e forse ipocrite. Stavo per cancellarle ma poi, e che cazzo, questo è il mio blog e scrivo quello che mi pare.
Dunque, quel cartello è molto americano, anzi specificatamente molto newyorkese. Rappresenta la voglia di ricominciare, scherzare sui problemi appena patiti guardando con ottimismo al futuro, o qualcosa del genere.
A qualche centinaia di metri di distanza, sulla stessa Lexington avenue, 20 blocchi più a sud, 350 mila newyorkesi sono ancora senza corrente, senza riscaldamento, senza acqua, senza telefono, senza negozi, senza ristoranti, senza supermercati. Insomma i vicini di strada sono al buio più totale in una città fantasma. La metropolitana in quelle zone è ancora chiusa e gli autobus non girano perchè senza i semafori si è ritenuto fosse troppo pericoloso farli circolare di notte. Tra 48 ore dovrebbero riavere la corrente e riprendere la loro vita.
Scenario ben peggiore a pochi km di distanza, stessa città ma un altro quartiere. Qualche decina di migliaia di concittadini sono ricoverati un qualche rifugio perchè, anche nell’ipotesi che dovessero avere la luce, non hanno comunque più una casa. Non hanno più l’auto e neppure più le strade. E visto che i rifugi sono ricavati perlopiù da scuole, e le scuole devono riaprire Lunedì, la prossima settimana per questa gente rischia di essere davvero difficile, e chissà quante settimane ancora dopo.
Ecco le due anime del popolo americano; secondo i Democratici chi s’è trovato nel giro di poche ore senza casa, senza mobili, senza vestiti a parte quelli che è riuscito a far stare in una valigia deve essere aiutato dal governo federale e da quello statale. Non deve passare un giorno senza il supporto della nazione, tutti devono essere rimessi nelle condizioni di ripartire. E così è stato detto ufficialmente, democrats and republicans.
Ma c’è una fastidiosissima minoranza di Repubblicani più integralisti secondo la quale chi s’è trovato senza casa è perchè è la volontà di Dio. Abitava in una zona meno pregiata e la sua casa era di legno perchè non ha abbastanza disponibilità economiche per comprarsene una in una zona migliore, e se non ha soldi deve dare la colpa alla propria scarsa attitudine a lottare per ottenere quello che vuole, è un underachiever. In sostanza; Sandy ti ha spazzato via la casa e tutto il resto ? Sorry, ma è abbastanza colpa tua, arrangiati.
Questa minoranza di imbecilli sostiene il candidato repubblicano che potrebbe vincere le elezioni la prossima settimana e diventare presidente delgi Stati Uniti. Romney in coglioneria secondo me pareggia o supera le nostre peggiori leadership italiote degli ultimi 20 anni. Ancora non riesco a credere che la metà circa degli americani non sia riuscito a trovare un candidato migliore di questo.
Ma per tornare alle vicissitudini di New York, per fortuna ci sono i volontari; tantissimi, bene organizzati e coordinati con le istituzioni ufficiali. Ci sono alcuni gruppi religiosi, quei pochissimi che preferiscono il fare al pregare, che hanno organizzato mense per chi non ha più la possibilità di farsi da mangiare. E gli episodi di solidarietà sono innumerevoli.
Tutto ciò detto, ammetto che a istinto camminare a fianco di quel cartello ironico e baldanzoso (seguiranno a breve, credo, le magliette e tutti i gadgets con scritto “ I survived Sandy“) mi trasmette una sensazione ambigua; d’accordo che bisogna rispettare il concetto di business as usual, quello del positive thinking, ma non è un po’ presto, non è un po’ irriguardoso nei confronti dei propri vicini di casa che hanno perso tutto ? Potrei estendere questo pensiero al mondo intero (svariate centinaia di milioni di persone al mondo non hanno corrente elettrica o acqua potabile o istruzione), ma allora la mia ipocrisia temo salirebbe indefinitivamente, meglio non approfondire troppo.
Addendum.
Questa foto spiega bene la situazione relativa a Manhattan oggi e per ancora un paio di giorni.
Fonte: http://www.facebook.com/cupofjoblog
Addendum 2: la maratona.
Bloomberg la mattina del 2 novembre dichiara deciso alla stampa che la maratona – prevista Domenica 5 – si farà. Dopo meno di 5 ore invece la cancella. Qualcuno si lamenta affermando che poteva pensarci prima… insomma io avevo pagato ben $2.99 per seguire sul mio telefono la corsa di tre genovesi, e adesso la maratona non si fa. Rivoglio indietro i miei soldi!
Addendum 3: ma questi sono come noi!
Non so se la notizia valicherà i confini di New York City; oggi lo Stato di New York informa con ampio comunicato stampa che, vista la quasi totale mancanza di carburanti in tutta New York e Long Island, in un paio di posti a Brooklyn delle autobotti gestite dalla Guardia Nazionale forniranno direttamente il carburante, non più di 10 galloni a testa, gratis.
Ovviamente si forma una coda biblica, i soldati della National Guard hanno ricevuto ordini di fornire carburante SOLO alle auto di soccorso, ma visto che centinaia di automobilisti in buona fede pretendono di avere i propri 10 galloni, inizia la distribuzione. Arriva la polizia che non sa bene cosa fare, l’unica indicazione che hanno è che il carburante può essere distribuito solo nei serbatoi delle auto e non nelle taniche. La televisione intervista una signora con la tanica che cerca di capire come dovrebbe fare a farsi versare carburante nell’auto che è ferma, senza benzina, ad un miglio di distanza.
Secondo l’intervistatore di NY1, abbastanza divertito, nessuno sa da chi arrivano le disposizioni e chi ha dato ordini contraddittori. L’intervista si conclude con un poliziotto che dice “adesso sappiamo che le indicazioni erano in effetti di fornire carburante solo ad ambulanze, mezzi di soccorso, pompieri. Adesso chi glielo va a dire a questi che sono in coda da tre ore che devono andarsene via?”
Invece in New Jersey si torna agli anni ’70, il carburante viene fornito a targhe alterne, giorni pari targhe care, giorni dispari targhe dispari.



Pingback: Noi italioti a questo proprio non siamo abituati. | Il Blog delle Righicam