Telecomitalia

E’ da qualche settimana che il servizio ADSL di telecom è molto più scadente del solito. A Genova io avrei il servizio 4 mega. Ha-ha, un paio di balle rugose; quando arrivo a 1.2 sono felice sapendo – perchè me lo hanno detto proprio quelli di Telecom – che le linee sono obsolete e sono lontano dalla centrale. Io vivo in una casa che dista in linea d’aria esattamente 1.500 metri da Piazza de Ferrari, il centro del centro genovese. Forse,  si potrebbe obiettare che nel 2013 potrei avere diritto a delle linee moderne, no ? Cazzus, rifate le linee se sono obsolete ? Sono lontano dalla centrale ? Ma che risposta scema è mai questa ? No, sorrido felice perchè penso a quelli nel centro Africa, e poi perchè sono bovino e vivo in questo paese del sole. Nelle ultime settimane PERO’ sono arrivato a 0,7 mega, e me ne sono accorto. Allora ho chiamato il 187 ed una gentile addetta ha riconosciuto il problema; faranno qualcosa ? Non lo so.

Basaluzzo. Qui la linea è molto più veloce che a Genova, ma negli ultimi giorni si interrompe. E per farla ripartire non basta spegnere e riaccendere il router; devo prendere un chiodo e mandare in corto circuito la linea, in centrale il sistema fa un reset automaticamente ed il servizio riparte. Me lo hanno insegnato loro a mandare in corto la linea. Però, ri-cazzus… no anzi, sono felice perchè nel paese di Francavilla Bisio, a 1 km da qui, non hanno l’ADSL per nulla. Sono cittadini poco importanti, Francavilla nel 1340 si è schierata contro i Giraldoni di Novi e dunque non meritano l’ADSL.

Insomma, si vive bene se;

a) si continua a pensare a quei milioni di persone al mondo che vivono nella povertà e preferirebbero due pasti al giorno che una fottuta linea ADSL.

b) non si deve pretendere di avere servizi moderni perchè costano ed in questo paese siamo solo all’inizio del principio del customer care come hanno all’estero, senza essere esterofili eh, mi raccomando.

Non sono un complottista, anche se riconosco il fascino dell’idea che qualsiasi cosa sia riconducibile ad un complotto in cui noi si sia le vittime e qualche ente superiore il mandante. USA, NATO, le 7 Sorelle, Nestlè, Germania, il Pentagono, il Vaticano ecc…

Però che noi cittadini bovini si sia costantemente presi per il culo da chi ha il coltello dalla parte del manico mi sembra una considerazione pleonastica e banale come “a primavera non sai mai se piove o c’è il sole”.

Il valore di interesse generale suscitabile dal conoscere lo stato delle mie linee telefoniche e le mie considerazioni in merito, è pari a 0,2 su una scala di 1000.

GAFOM

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Guida senza neuroni.

Ieri mattina sono andato a Milano E STICAZZI. (a scanso di equivoci). Nel primo tratto di autostrada verso Serravalle ho notato un’auto che procedeva dietro di me a luci spente. Altri automobilisti lampeggiavano nelle gallerie cercando di risvegliare la fantasia dell’automobilista al buio ma senza riuscire, le luci rimanevano spente. Notavo anche che l’auto procedeva leggermente a zig-zag, ovvero scegliendo di percorrere entrambe le corsie di marcia oppure nel mezzo della carreggiata, senza particolari apparenti motivi, inoltre nei rettilinei accellerava arrivando a poche decine di metri da me, ma nelle curve frenava visibilmente.

Dopo un po’ ho deciso di rallentare in un rettilineo fuori dalle gallerie e mi sono fatto superare dall’auto, così ho potuto verificare chi fosse alla guida: chi guidava tra i seguenti ?

  1. Una coppia di ultracentenari. Il marito alla guida cercava di mandare un SMS al figlio ottuagenario e dunque si distraeva, guidando così alla cazzo. La moglie dormiva.
  2. Il maestro Ciecotalpa della orchestra sinfonica Cecoslovacca con a fianco un suo allievo che si allenava con i timpani ma gli dava fastidio alla guida colpendolo ripetutamente in faccia con i gomiti.
  3. Una coppia di bambini sotto i 10 anni. Il più grandicello alla guida non riusciva a guardare fuori e premere l’acceleratore contemporaneamente, dunque il suo amico era in piedi sul sedile del passeggero e gli diceva come girare il volante.
  4. Una coppia di alieni. Color verde pesto, non riuscivano a far funzionare il GPS e dunque erano distratti, avendo una visione ad ultrarossi non avevano bisogno di tenere le luci accese ma litigavano in continuazione.
  5. Una coppia di cani del circo Orfei. Sono addestrati e sanno guidare un auto, ma si ostinano a tenere le luci spente e ridono in continuazione, distraendosi.
  6. Una coppia di Commodore 64 che utilizzano il 95% della RAM solo per gestire un programma in Basic che scrive la parola “culo” in un loop infinito. Le risorse residue dedicate alla guida sono insufficienti.
  7. Una coppia di ragazze che chiaccheravano amabilmente.

Luoghi comuni un bel paio di palle. Non dovrebbero permettere ai cani di guidare in autostrada, non indossavano neppure le cinture. (il collare antipulci non basta)

Altro Argomento. La webcam 1 di Basaluzzo. Tocchignando le prese di corrente sulla ciabatta avevo leggermente sollevato la spina dell’alimentatore della webcam lasciandola senza corrente per quasi due giorni. Despicable me.

Altro Argomento. Eravamo giovani e sciatori e siamo andati a Wengen, siamo poi saliti sul ghiacciaio dello Jungfrau, abbiamo fatto la cartolina ricordo scegliendo il messaggio in giapponese. Con una deliziosa scritta circondata da cuoricini che non sapevo cosa volesse dire. Ho scoperto poi che la macchina fotografica è in grado di riconoscere i giapponesi dai non giapponesi con un algoritmo di identificazione facciale.

Siamo simpaticissimi.

Siamo simpaticissimi.

La scritta è diversa se i soggetti sono giapponesi o no. Per i giapponesi viene scritto “Cari saluti dal ghiacciaio del ghiaccio con i cuori dell’amore felice”. Invece per gli stranieri pare voglia dire “Ma guarda queste due facce da culo che sono andate in cima allo Jungfrau, che deficienti”. Scherzi da giapponesi.

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La ruota della Fortuna.

Il Secolo XIX; non sono un lettore assiduo. Il più delle volte leggere le locandine passando con la moto davanti all’edicola mi è sufficiente. Tanti anni fa invece lo leggevo tutti i giorni ed avevo notato una peculiarità che anche oggi lo contraddistingue. Sono certo che in redazione ci sia una specie di “ruota della fortuna”. Ogni tanto, quando ci sono spazi da riempire sul giornale e non si sa cosa scrivere, qualcuno a turno viene bendato e deve imprimere alla freccia una rotazione. La freccia gira e finisce per indicare casualmente un argomento; alcuni sono gli stessi dal dopoguerra, alcuni sono relativamente recenti. Comunque sia, il giorno dopo nella cronaca cittadina ci sarà un articolo sull’argomento scelto dalla sorte, articolo probabilmente molto simile a quello che venne scritto l’ultima volta che la freccia si fermò nell’identico spazio. Ma a nessuno importa.

ruotasecolo

Gino, belandi tocca a te girare!

 

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C-string

Ho scoperto poc’anzi l’esistenza del C-string.

Mi sembra poco comodo

Mi sembra poco comodo

Internet è una fonte inesauribile di consigli per gli acquisti. C-String è una facente funzioni della mutanda: questa a fianco è la versione femminile, ma esiste anche quella maschile che rispetto a questa nell’immagine presenta una sorta di tasca sporgente proprio nel punto dove ci si aspetta debba essere.  Se su Google si cerca C-string si trovano tantissimi esempi di come si indossa.

Immagino che per farlo stare fermo sia necessario un continuo sforzo dei glutei per tenere ben salda la propaggine posteriore inserita il più profondamente possibile tra i medesimi glutei.

Direi che quello di ferro fornisce maggiori garanzie di inamovibilità

Direi che quello di ferro fornisce maggiori garanzie di inamovibilità

In alternativa si potrebbe usare un comodo Fischer, aka tassello ad espansione, che si introduce in uno dei fori disponibili in zona, 1 o 2 a seconda del genere di appartenenza. In questo senso le signore hanno più scelta.  Ma perchè non indossare una mutanda tradizionale ? Sono vecchio, ecco la verità, e poi non serve un Fisher, basta del nastro biadesivo. Oppure ci si fa innestare chirurgicamente del velcro sottocutaneo. Una gomma da masticare precedentemente ammorbidita. Una graffettatrice o sparachiodi. Del cemento a presa rapida, colla per falegnami.

Altro argomento.

Vago per la città

Vago per la città senza una meta precisa

Ecco i miei movimenti negli ultimi anni. E non è finita; tra qualche settimana sono di nuovo ad impacchettare tutte le mie cose di ufficio e trasloco, ma questa volte rimarrò da solo, come Highlander.

GAFOM

 

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Attacchi di panico

Leggendo il Blog di Jenny Lawson apprendo che qualche giorno fa ha avuto un attacco di panico ed è stata portata in tutta fretta in ospedale. Lei è straordinariamente efficace e spassosa nel descrivere quello che ha passato,  ecco il suo racconto. Anch’io ho avuto un attacco di panico serio diversi anni fa, e siccome non l’ho mai scritto da nessuna parte – credo – quale migliore occasione e luogo per scriverlo qui ?

Brescia, novembre 1990. Sono stato distaccato dal main office e lavoro in una fonderia nella bassa bresciana.  A quel tempo ero sotto cura con una serie di farmaci anti ansia, anti depressione, anti sbalzi di umore, anti acido, anti alga, anti patico, il mio fegato si svegliava ogni mattina disperato per il superlavoro che lo avrebbe atteso.

Vivevo in un appartamento disadorno nel centro pedonale di Brescia; una stanza stretta, lunga e buia, da una parte una finestra con vista su un altra finestra, dall’altra una zona cucina, un letto ed il bagno con vista sul cavedio interno. Neorealismo post bellico di registra pre-suicida.  Il lavoro era una merda e già immaginavo il disastro finale, la vita sociale era a zero, arrivavo a casa la sera dell’umore di chi, pur non credendo, spera in un miracolo. Contraddizione nei termini.

Una notte mi sveglio e mi convinco che sto per morire. Steso sul letto immobile non riesco a muovermi, non sento più le gambe e le braccia, un peso sul petto, respiro a fatica, la mia testa è ovattata. Decido che preferisco morire in ospedale, ma non riesco a muovermi. Aspetto per non so quanto, forse mezz’ora forse di più. Alla fine riesco a trascinarmi fuori dal letto e vestirmi, prendo il telefono e chiamo un taxi. Barcollo giù dalle scale e fino alla strada, il taxi arriva e mi faccio portare al pronto soccorso. Quando arrivo cerco di spiegare cos’è accaduto, ma in realtà sto già meglio, gli elenco le medicine che prendo e dunque aspetto un po’ seduto su una sedia. Poi chiamo un taxi e mi faccio riportare a casa. Fine episodio, modestia totale, 1 su Pulitzer.

Altro argomento. Sono stato qualche minuto su Facebook e mi sono letto una serie di messaggi politici ai quali avrei dato fuoco. Il trinariciutismo politico secondo me è l’autore principale del suicidio/omicidio che sta andando in scena in Italia. I nostri leader sono trinariciuti e ci hanno addestrato bene ad essere parimenti ottusi e convinti oltre ogni ragionevole dubbio sulle balle che ci somministrano. Vecchi e nuovi trinariciuti;  stavo  per rispondere per le rime ma meno male che mi sono trattenuto, posso scriverlo qui. Stronzi, ignoranti e trinariciuti. Andate a fare in culo, non vi do l’occasione di controbattere alle mie risposte perlopiù di minchia.

Altro argomento. Dopo aver avuto il sindaco peggiore a Genova dai tempi del Castrum Romano, questo Marchese Doria sono convinto che sia onesto, cosa rara nel suo settore merceologico. Ma parlando con chi lo conosce gli si contesta il fatto di essere privo di qualsivoglia curiosità. Un buon sindaco secondo me dovrebbe stimolare i propri cittadini con idee, iniziative progetti e per far questo dovrebbe prendere la valigetta ed uscire dalla Città per vedere cosa fanno gli altri. Ma purtroppo in questo il sig. Doria è proprio genovese; gli bastano i suoi affitti e questo prestigioso incarico politico nel quale conta come il due di briscola, un perfetto Re Travicello. E Genova si muove con difficoltà anche per fare pochi passi – quando va bene – altrimenti arretra.

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Basaluzzo blues.

In due giorni la linea ADSL è mancata due volte, da qualche ora invece non trasmette più la   basacam 1, mentre la 2 sembra funzionare regolarmente. Che palle.

La prima volta la linea è andata via dopo la trasmissione delle ore 1:35 di giovedì,  risolta credo dalla Telecom dopo che ho mandato un messaggio e-mail. Non sono certo che abbiano riavviato loro ma dopo qualche ora avevo fatto la segnalazione, ho ricevuto un sms della Telecom e  la linea funzionava. La seconda interruzione nel pomeriggio di Sabato. Ho spento e riacceso il router 3 volte senza ottenere nuovamente la linea. Allora ho mandato la linea in corto, dopo qualche minuto il servizio c’era di nuovo.

Ma se una delle due webcam  funziona e l’altra no, non è questione di linea ADSL. Mi sa che devo mettere l’avviso di malfunzionamento fino a quando non smette di piovere e riesco ad accedervi, oppure prendo a calci il router, o entrambe le cose non necessariamente in questo ordine. Aspetto che spetta di piovere e poi prendo a calci il router; scarsa attinenza degli eventi e illogica sequenza di azioni. Che palle.

 

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Oltre a foto di gatti…

… mi devo trattenere dal mettere foto a ripetizione di  questa città. Mi rendo conto che diventerei immediatamente noioso e pedante. Sono già di mio noioso e pedante, occasionalmente velenoso e nichilista, cerco di darmi un contegno anche perchè in effetti l’oggetto in questione è tra i più fotografati al mondo (dopo la gnocca credo). Parlo di New York.

La costrenda High Line a New York

La costruenda High Line a New York

Sento diverse persone che mi dicono che Renzo Piano sia tutto fuorchè simpatico; vero o falso che sia, la cosa non mi interessa e sono fatti suoi; questo edificio in costruzione è la futura nuova sede del Whitney Museum (mica balle), progetto di Renzo Piano. Fa parte del complesso ed articolato piano di ristrutturazione della Lower West Side di Manhattan, un capolavoro di programmazione urbana, un esempio di visione futura, capacità amministrativa pubblica ed impresa privata che sta trasformando in pochissimi anni un immenso quartiere post industriale e totalmente degradato in uno dei quartieri dove si concentreranno le nuove frontiere della New York tecnologica e artistica. Cazzo, stracazzo e pentamulticazzo; che invidia. Ma almeno noi genovesoti, oltre alle statue di Colombo numerose da queste parti, un contributo a questo progetto strepitoso lo stiamo dando con il lavoro di Piano. Alla faccia di chi ci vuole male e di chi nelle stanze del picodotato poterino genovese tutti i giorni lotta per far naufragare ogni piccola e grande iniziativa che porterebbe lavoro e ricchezza a Genova.

PS. M’è venuto in mente il progetto del “waterfront” genovese che Renzo Piano aveva presentato in grande stile qualche tempo fa. Mi sa che in commissione edilizia stiano ridendo ancora adesso. Renzo, ma perchè lo hai fatto ? Comunque nel quartiere di Brooklyn il waterfront lo stanno facendo davvero e sta diventando una meraviglia. Il principio è; con i soldi pubblici si riqualificano aree degradate costruendo spazi nuovi e sfruttabili dal pubblico come aree verdi, parchi, infrastrutture, strade, parcheggi, ci si portano i trasporti pubblici, il tutto a regola d’arte. Basta vedere il nuovo parco sul fiume che è stato fatto ai lati del ponte di Brooklyn. Una volta c’erano dei cantieri navali, il vecchio porto commerciale. Dopo aver preparato tutto, arrivano i privati che su queste aree impiantano attività a scopo di lucro, attraendo  cittadini e turisti e restituendo alla amministrazione pubblica parte dei soldi spesi sotto forma di  tasse sulla superficie e tasse sugli utili derivanti dalle attività messe su nuove aree. Un circolo virtuoso. Perchè a Genova fare queste cose sia così difficile, non so. Il porto antico e l’acquario sono stati un successo. Ma mi ricordo che molti non lo volevano. E poi ? Basta ? E’ costato troppo il sottopasso di Caricamento e sono finiti i soldi ? Bah, fanculo.

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Primavera

Intanto mi è sparito il cursore. Non è facilissimo scrivere su un computer senza il cursore. Uno da per scontata la presenza del cursore, come l’aria che respiriamo e la presenza di un saccente di sinistra nei dibattiti in Italia su qualsiasi argomento, inclusa la sperimentazione cinetica sulle frittelle di mele. Però oggi è caldo, sono uscito per mangiare un boccone e fa caldo, si sta bene, il cielo è azzurro, insomma è primavera. Però non posso stare senza cursore; sono dovuto uscire dal browser per riavere il mio cursore. Questa mattina avevo orecchiato una canzonetta allegra da discoteca, sono riuscito a capirne il nome, sono andato a cercarla su youtube ed ho trovato il video. Eccolo qui:

 

 

Ogni tanto (due/tre volte all’anno) mi trovo in qualche posto dove suonano musica tipo questa e la gente balla. Ma la “festa” alla quale io mi trovo, circondato da miei coetanei ultra cinquantenni, è sensibilmente diversa da quella che viene mostrata nel video. Intanto perchè l’acqua del mare in quel video sembra più calda, poi ci sono alcune differenze nella popolazione – o fauna – femminile che in questo video sembra numericamente prevalente. Ma meno male che non vengo invitato a feste come quella del video, perchè io morirei di infarto dopo pochi minuti che arrivo. Cado per terra, l’ambulanza, il vano tentativo di rianimarmi ed io che arrivo al pronto soccorso e vengo dichiarato morto, mentre alla festa continuano a ballare, indifferenti. Vorrei però esprimere il mio dubbio sulla possibilità che in natura possano esistere feste del genere. Vengono prodotte in laboratorio allo scopo di richiamare l’attenzione e fare cassetta, ecco. Non è possibile che, spontaneamente, si possa formare una concentrazione di gnocca così spaventosa. Non c’entra la legge dei grandi numeri, e tantomeno è vera la legge che così tanta figa si raggruppa grazie al floculante denaro. Si, il denaro è un discreto nucleo di condensazione per la gnocca, ma NON a questi livelli, non con questa intensità. Nemmeno se la gnocca fosse ferrosa e dunque magneticamente attraibile con una elettrocalamita cosmica, arriverebbe in una singola festa così tanta gnocca, va bene ?

Sticcazzimetro 1.5

Sticcazzimetro 1.5

Cosa volevo dire ? Sono stato dal parrucchiere. Volevo dirgli di non farmeli troppo corti, perchè altrimenti rischio di dover dormire in cortile. Invece mi sono nuovamente distratto ed ora ho i capelli corti.  Mi sono fatto una foto con il cellulare e l’ho mandata con SMS a Miriam che mi ha risposto “Oh no, ti ha di nuovo rapato a zero!” ma in realtà nella foto la mia nuova acconciatura si vede male. Sembro però uno di quei cagnetti con gli occhi storti e fuori dalle orbite, se ci metto anche un crescendo in rughe, occhiaie e segni senili sulla pelle, ho la possibilità di venir scritturato come comparsa in qualche film di mostri.

Ok, a fanculo l'autostima o quel poco che ne restava.

Ok, a fanculo l’autostima o quel poco che ne restava.

Va bene, va bene, ho scherzato. Ho modificato con Photoshop la foto precedente. Ecco l’originale.

Così va meglio.

Così va meglio.

 

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Alberi

Per tradurla in italiano, utilizzare un cazzo di dizionario on line.

Per tradurla in italiano, utilizzare un cazzo di dizionario on line.

Questa l’ho copiata da non so dove, ma la sento mia. Ovviamente è una allegoria riferita a cose decisamente diverse, non devo certo spiegarlo. Tuttavia io la interpreto alla lettera, perchè non ho figli, però pianto alberi. Non che gli alberi siano un succedaneo dei figli, alla stregua di come le uova di lompo non sono come il caviale o il prosecco Martini non è come il Dom Perignon. (nota: detesto lo champagne, non lo distinguo dal vomito. Per quanto riguarda il caviale, ne avrò mangiato casualmente 10 grammi da quando ho messo i denti da latte)

Posso dire di avere un fazzoletto di terra in Piemonte solo allo scopo di farlo diventare un bosco. Un boschetto, viste le dimensioni, ma pur sempre un piccolo luogo che darà ossigeno, ombra, riparo. Il mio convincimento è solido, ma certo riconosco i limiti della mia opera. I soldini che impiego nell’acquistare, mettere a dimora e proteggere i miei adorati alberi potrebbero andare in opere caritatevoli per i bisognosi, i sofferenti, i più sfortunati.  Nulla di tutto ciò; invece vorrei restituire al bosco un fazzoletto di terra che è stata destinata alla agricoltura per decenni, non ho alcuna antipatia verso la terra coltivata, ma preferisco il bosco. Vorrei abbassare la temperatura estiva della zona di qualche milionesimo di grado, nessuno se ne accorgerà, pazienza. Vorrei restituire alla fauna locale un posto dove vivere, nidificare, figliare. La cultura contadina piemontese è quella di eradicare tutto e arare quanto più possibile; not in back yard, asshole.

Per contro, quando io non ci sarò più che fine farà il mio bosco ? Verrà qualcuno che lo taglierà per vendere legna da ardere. E poi costruiranno una discoteca con un immenso parcheggio. Una discarica. Un eliporto per Eros Ramazzotti. Un outlet per chiodi di garofano e noce moscata. Allora perchè pianto alberi ? Non farei prima ad impiegare i miei risparmi in qualcosa di voluttuario ? Che minchia mi importa di chi, dopo di me, vivrà su questo pianeta e cosa se ne farebbe dei miei striminziti alberi ?

Ci devo pensare.  Sticazzi legnosi.

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Test musicale.

La mia intensa ricerca volta al miglioramento di questo sfigato di blog mi porta a sperimentare nuove forme di upload. In teoria, o quantomeno secondo le mie migliori intenzioni, cliccando il link qui sotto dovrebbe in qualche modo aprirsi un file MP3 e condurre per mano nella musica POP. Non so se si potrà aprire una finestrella, una finestrona, un tag o qualche altra cazzata inarrestabile, dipende dal browser usato, dal computer usato, dalla frequenza della corrente alternata utilizzata nel condominio, il numero di scarpe.

Dunque casse a paletta e click:  Disco !

Copyright ? Parliamone; questa canzone ovviamente non è mia, e non so quale regola infrango nel metterla qui, ma sicuramente contravvengo a qualche legge, regolamento, decreto, insomma non potrei. Il mio non è un sito commerciale e questo dovrebbe quantomeno dimostrare la mia buona fede. Oppure no, ecchecazzo.

Comunque la canzone è dei Buio Pesto, si chiama “Gho pinn-e e balle” e me la sono scaricata da un sito a pagamento, dunque ci sarà pure di qualche parvenza di legalità, anche se ne dubito. Beh, al diavolo, semmai i Buio Pesto saranno contenti se la trovano qui.

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