Questa non me la lascio scappare.

Ho ricevuto la seguente invitante mail:

Ci sono probabilmente quello che abbiamo aiutarmi a fare.
Caro,

Sono in contatto con voi, perchй di questa necessitа e l’urgenza di questo mezzo di transazione. Sono investimenti esteri responsabile in Bank of China (ICBC) e sono stato un consulente finanziario e di reddito per un investitore privato che ha un grande deposito nella mia banca.

L’operazione comporta il trasferimento del Fondo per il deposito totale di 23, 556,768.00 milioni di euro a voi come ad un massimo di due avvocati per la morte di questo cliente senza un parente prossimo.

Vi assicuro che questa transazione и a rischio al 100% persone libere e giuridiche che hanno fatto tutta la metropolitana funziona a livello locale per un trasferimento adeguato del fondo nel piщ breve periodo ed essendo nato nella cittа in cui la filiale della banca.

Non appena ricevo una risposta per il vostro interesse, vi manderт i dettagli completi del positivo completamento di questa transazione, e condividi le tue note saranno il 50% e il mio sarа pari al 50% di questo fondo.

Si prega di contattare sulla mia mail privata sotto per qualsiasi domanda e ulteriori informazioni.

Cordiali saluti,
Jan Yiu (ICBC Bank of China)

Gli ho scritto e mi ha già risposto. Sono ricco!

Poi ho anche ricevuto 51 mail che mi avvisano che ho un telegramma e che per leggerlo devo aprire un file allegato. Adesso li apro tutt

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Malasanità.

Alle ore 11 esco di casa a Basaluzzo e un refolo di venticello fresco mi colpisce in fronte per pochi secondi da una particolare angolazione. Mi si innesca così seduta stante la cefalea che, dopo dieci minuti di guida, è già martellante. Arrivo a casa di amici con la “faccia da mal di testa”, che è simile alla “faccia da dissenteria” senza però quella caratteristica nuance di preoccupazione che con il mal di testa non sussiste in quanto con quest’ultima non si rischia di cagarsi addosso o impestare il bagno degli amici o entrambe le cose.

Il mal di testa aumenta e mi da la nausea, uno spasmo oculare ed un certo senso di pressione intestinale che però è l’ultimo dei problemi. In genere quando mi capita questo inconveniente prendo dell’Oki, oggi mi viene gentilmente offerto l’ultimo antinfiammatorio della confezione, un’altra marca in formato pediatrico. Fanculo i bambini, non gli si potrebbe dare le medicine da grandi che la mammina premurosa divide in due, o in tre o in millecinquecento parti per l’infante ?

Sul tavolo del buffet arriva un risotto. Cazzo, è buonissimo. Stordito dal mal di testa e dalla testa che mi vortica, ne prendo tre, dico tre forchettate senza pensare, a quel punto capisco l’errore; sono intasato. Devo smettere di mangiare, ma sempre più barcollante dal male me ne dimentico e dopo un po’ ingoio una cucchiaiata di uno strepitoso creme caramel fatto in casa. Il creme caramel si mischia al riso ed a quel punto il tappo esofageo è completo e neppure la saliva riesce a scendere nello stomaco. La situazione si fa difficile. In genere faccio delle flessioni per cercare di smuovere il blocco, ma con il mal di testa lancinante piegarsi moltiplica il dolore per un fattore che non serve calcolare. In più, come reazione non frequente ma micidiale quando capita, l’intestino si sveglia con improvvisi dolori addominali. In queste condizioni normalmente mi chiudo in bagno e cerco di risolvere la questione inducendomi il vomito, che non arriva, ma quanto meno riesco ad allentare la pressione ed i dolori alla schiena espellendo qualcosa della bocca e talvolta dalle narici. Mentre sono seduto dolorante con il mio piatto di riso che non finirò, un amico si avvicina e, chiacchierando con un’altra persona, mi volta le spalle. Gli ho riempito una tasca dei pantaloni di risotto, chissà quando se n’è accorto.

Mi allontano dal buffet esco nel cortile e mi nascondo dietro una macchina dove riesco a migliorare la situazione restituendo all’ambiente circostante almeno il creme caramel dalla stessa parte da cui era entrato. Un vero peccato; un creme caramel fatto con le uova è una vera rarità, versus quella merda fatta con le polverine dell’ICMESA. A questo punto ho cinque minuti di autonomia prima che la saliva ricrei condizioni di pressione dolorosa alla schiena e dunque chiamo Miriam e le dico che ce ne dobbiamo andare. Salutiamo i padroni di casa che vedendo la mia faccia con le triple borse avvitate sotto gli occhi, la fronte imperlata di sudore e l’espressione delle mutande di cartavetro si rendono conto che il mal di testa dev’essere davvero imponente e ci salutiamo.

Io non sono in grado di guidare, Miriam prende il volante. Miriam guida bene, ma a scatti, come se stesse costantemente provando le qualità costruttive degli organi di trasmissione. Durante il ritorno si deve accostare alla strada almeno due volte per permettermi di fare flessioni e liberarmi di un po’ di schiuma. Però questa guida scattante ha il pregio di sturarmi poco prima di casa, una volta arrivato penso anche alle altre componenti di questo episodio di malasanità (la mia).

Adesso ho ancora un po’ di mal di testa, non ho mangiato e sono un po’ stanco. Miriam sta guardando in televisione una tragedia tristissima piena di omicidi ed è contenta.

Addendum: Miriam che guida. Mentre Miriam mi riportava a casa ero inarcato sul sedile per i vari dolori, testa, stomaco, schiena, madido di sudore. Eppure non potevo fare a meno di osservarla mentre guidava. E’ una esperienza affascinante, per certi versi se escludiamo la paura. Come dicevo, guida a scatti. Non modula la pressione sull’acceleratore non perchè non ne sia capace, ma perchè lo ritiene inutile. Come sugli autoscontri, o premi il pedale fino a fondo o lo sollevi totalmente. E poi è seduta come la polena di una nave; protesa in avanti, gli occhi sbarrati e l’espressione intensa e concentrata come quando si cerca di mettere il filo da cucito nella cruna dell’ago. Fa delle smorfie come se le medesime aiutassero a gestire la situazione ed è ipersospettosa sul comportamento degli altri utenti della strada. Ed ha insulti per tutti perchè tutti non solo guidano malissimo ma pongono un serio rischio alla sua incolumità. Riesce a vedere chi si immette sulla strada anche a km di distanza e lo maledice perchè rappresenta un ostacolo. Il traffico mondiale dovrebbe fermarsi quando lei accende il motore perchè tutti ce l’hanno con lei e non aspettano altro per disturbarla. E poi mi sposta lo specchietto retrovisore perchè io sono di busto corto, dunque lei deve aggiustare il volante, il sedile, gli specchietti quando sale in auto. Quando riprendo io la macchina, non riesco a sedermi perchè sembra ci si sia seduta una contorsionista del circo Orfei, devo spostare tutto.

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I Kristali

Belin, quel gruppo di belloni incontrato all’Autogriglia era proprio una band musicale.

I mitici Ork Kristali

I mitici Ork Kristali

Su Youtube c’è anche un discreto repertorio dei loro maggiori successi. Otto (che è riuscito a trovare foto e canzoni in rete) dice che si saranno conosciuti in galera; in effetti il loro aspetto è oltremodo minaccioso, gnocca a parte. Sarà perchè vogliono fare i duri, saranno del genere Bulgarock-metal. In questa foto pescata in rete i loro tratti sono addolciti, alcuni sorridono. Ho ascoltato uno stralcio di un loro brano e non so cosa pensare, ma evidentemente hanno un pubblico. Siamo stati fortunati ad incontrarli in autostrada, il coronamento di una bella vacanza (maestrale a parte).

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Effetti collaterali del nuovo ufficio.

Naturalmente c’è ancora una polvere sottilissima che si è depositata in ogni dove. Oggi è Mercoledì mattina e tra un po’ se ne aggiungerà di nuova, perchè arrivano quelli delle porte;  hanno montato un pezzo e poi si sono accorti che le misure erano sbagliate ed anche il colore di un lato era sbagliato. Poi arrivano quelli dei pavimenti perchè hanno lasciato un pezzo ancora da fare perchè si è rotta la macchina. Ed arriva il massacàn che non ha fatto i buchi dei faretti. Io non sono un fan dei faretti proprio perchè bisogna fare questi buchi del cazzo nel controsoffitto. Fin da quando sono stati inventati i faretti ad incasso, è in atto una guerra nella quale ci si combatte tra muratori ed elettricisti su chi deve fare il buco tondo nel cartongesso, nessuno lo vuole fare.

tanto per chiarire

tanto per chiarire

Un altro effetto collaterale veramente di scarso interesse è che Facebook non riconosce più il mio IP e dunque tutte le volte che provo ad accedere mi chiede di identificarmi mostrandomi le foto degli amici che io devo riconoscere. E’ una scocciatura. Ma soprattutto non mi mostra solo le foto delle facce dei miei amici, ma anche quelle merde di foto anonime che i miei amici mettono su facebook. Se un amico ha messo su una foto di un pechinese incrociato per strada investito con lo schiacciasassi, o di una nuvola o del cesso di casa sua, io non sono in grado di sapere “Ah, riconosco lo spazzolino da denti di X”. In effetti non ho amici che mettono le foto del cesso di casa su FB, a parte me.

Dunque vaffanculo, non accedo più su facebook dal mio ufficio nuovo e chissenesbatte la ciolla.

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In banca.

Stante che avevo da fare un paio di operazioni di quelle che gettano nel panico il cassiere allo sportello, ho lasciato passare un ragazzo che aveva ricevuto un assegno circolare come forma di rimborso per un contratto Telecom Italia intestato alla nonna, mancata due mesi or sono. Aveva già discusso con il direttore le modalità di incasso, ma la persona allo sportello sembrava perplessa sulle modalità di traenza, dunque il ragazzo ha espresso il proprio disappunto chiarendo al cassiere che “… se vuole le porto le ceneri di mia nonna!”. Avevo chiacchierato con lui in coda ed allora mi sono permesso di intervenire cercando di fornire un elemento di moderazione e compromesso; “Non credo che serva l’intera urna; porti solo una provetta, dovrebbe essere sufficiente. Magari le danno i €27 a patto che lei non chieda le ceneri indietro, probabilmente le mettono in quella pianta un po’ sofferente.”  Il tizio era divertito, il cassiere un po’ meno, ha chiamato il direttore ma credo che la cosa si sia conclusa positivamente. Tra le altre cose, una ragazza che lavora li è proprio carina; magari per la prova del DNA al cliente hanno chiesto non il solito capello unto con la forfora, mi auguro che gli abbiano chiesto un campione di sperma, prelevato grazie all’insostituibile aiuto della citata funzionaria sperando che riescano a separare il suo DNA da quello della saliva della ragazza. In un’altra banca concorrente ho visto che ci riescono senza troppi problemi.

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Autogrill Ignorantigrill.

Meno male che c'è chi corregge gli errori

Meno male che c’è chi corregge gli errori

 

Posso capire in un paesino di montagna, in un negozietto di alimentari il cui titolare con molta buona volontà cerca di incontrare i turisti stranieri scrivendo qualche cosa in inglese e magari con qualche imprecisione di sintassi.

Ma, stracazzo; l’Autogrill, la grande, potente, ricca e capillare Società Autogrill non può pagare 100 euro ad uno che parla correttamente una difficilissima e sconosciuta lingua straniera come l’inglese e gli fa scrivere correttamente due righe ? Io non conosco lo spagnolo e dunque non posso commentare le correzioni che hanno fatto, ma quelle in inglese invece le capisco, sono correzioni giuste che cercano di porre rimedio ad errori maccheronici indecorosi per una struttura come l’Autogrill della Minchia. Lo stesso nome “Autogrill” tradirebbe una millantata affinità anglofona di cui dovrebbero essere privati per sentenza del tribunale. Chiamatevi “Autogriglia”, IGNORANTI.

Altro Argomento. Sempre nel medesimo Autogriglia mentre mangiavamo un panino freddo altamente mediocre, abbiamo notato un gruppetto di persone dall’aspetto singolare. Tornando a prendere l’auto abbiamo scoperto che il gruppetto si presenta come gruppo (cantanti ? cabarettisti ?)  e vengono dalla Bulgaria. Irresistibile la pulsione di scattare una foto al furgone con la loro effigie ed il nome con cui si presentano. Mentre scattavamo giulivi, un paio di loro segnatamente due tra i più nerboruti e con l’espressione meno amichevole si sono alzati di scatto fissandoci. Ho avuto la prontezza di salutarli con gioia alzando entrambi i pollici in segno di approvazione e promuovendo un sorriso tra i loro denti digrignati. Forse così facendo ho salvato le nostre vite.

Lei è caruccia, ma gli altri...

Lei è caruccia, ma gli altri…

Altro argomento trito & ritrito. Si , lo so, cazzus, dico sempre le stesse cose. Le autostrade che ho percorso in Francia sono impeccabili; 421 km di carreggiate larghe, ordinate, moderne: ho attraversato zone molto urbanizzate con traffico intenso ma sempre scorrevole, 2 i cantieri stradali. Poi ho percorso il tratto da Ventimiglia a Genova Ovest; 180 km circa, una decina di cantieri, forse di più –  ho perso il conto –  per rifare l’asfalto che si sbriciola;  in Francia usano asfalto da Marte che dura evidentemente di più. E poi, dulcis in fundo, la zona urbana di Genova, in coda. Uelcam to Tzgenovagrad and NO TAV NO GRONDA motherfucker. Mi sono appena grattato le palle facendo prendere altresì aria al pinco; ma giuro che per far questo non vengo pagato dai contribuenti facendomi anche chiamare sindaco, assessore o consigliere e neppure consulente dell’ente.

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Canal du Midi

Questo blog ha meno di un anno, dunque questa è la prima volta che parlo della annuale gita sui canali fluviali francesi. Tutti gli anni da qualche anno con Miriam ed una coppia di carissimi amici passiamo di questa stagione 3 o 4 giorni su una chiatta a girare sulla immensa rete di canali che permettono di passare dall’Atlantico al Mediterraneo e poi su fino al Mare del Nord senza toccare terra. Se il prossimo anno sarò ancora vivo, se ci sarà ancora questo blog merdoso, se ripeterò la vacanza, riparlerò dello stesso argomento usando le stesse parole essendomi dimenticato di questo precedente “Post”.

L’esperienza della navigazione fluviale in Francia è magnifica, ma col cazzo che mi starò a dilungare in noiose, scontate, pietose descrizioni che mi faranno vergognare di me ogni volta che le leggerò. E neppure proporrò le innumerevoli foto perlopiù di pessima qualità di chiuse, paesini, paesaggi e quant’altro.

Ad eccezione di questa, una chiusa delle tante che si attraversano durante il giro.

Miriam avrà incubi per due mesi di fila.

Miriam avrà incubi per due mesi di fila.

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La Righicam 3 Levante fa le bizze.

Non aggiorna per lunghi periodi, poi riprende miracolosamente. Più che un intervento divino, ipotizzo sia un problema di connessioni dati, ossia il cavo ethernet fa schifo oppure, per essere più precisi, i collegamenti che avevo fatto erano già dei tappulli in partenza, forse hanno bisogno di una revisione.

In alternativa, la webcam sta per gettare la spugna. E’ la ex Righicam 1, poi spostata a levante, dunque è in funzione dal febbraio 2005, potrebbe anche essere l’ora di mandarla in pensione.

Ci penserò i prossimi giorni.

Nel frattempo ecco la risposta più ovvia a questo post, come a tutti gli altri, da parte degli occasionali visitatori. Da ritagliare e conservare come le figurine dei calciatori.

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Idee per la targa sulla porta del nuovo ufficio.

Questa andrà benissimo.

targa

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Edith Piaf

Miriam ha comprato qualche tempo fa un DVD del film di una biografia di Edith Piaf e lo sta guardando ora. Evidentemente costava molto poco, unico termine di valutazione per decidere se acquistare un DVD. Due annotazioni in merito. La prima; le sue canzoni mi fanno venire i vermi. Mia madre infatti adorava Edith Piaf ed aveva una collezione dei suoi dischi (in vinile) che suonava a tutto volume in casa quando io avevo quell’età nella quale subisci tutto quanto ti viene fatto senza capire. Adesso prenderei i suoi dischi e glieli metterei per capello, oppure li lancerei dalla finestra come ho fatto con un terribile CD di Eros Ramazzotti durante una crociera in barca a vela con degli amici qualche anno fa. Tornando ai miei pomeriggi disfunzionali a casa, c’erano alcune canzoni di E.P. di una tristezza assoluta. La musica e la sua voce erano un distillato di angoscia che mi permeava fino a farmi piangere. C’era anche il compianto Sergio Endrigo tra i “pro-depressivi” ma la Piaf lo surclassava come avrebbe fatto Senna con Ajiui Karaoki.

E dunque, pochi minuti fa mentre lavoricchiavo su un foglio di Excel e sono risuonate le note di una sua icona di malinconia, ho dovuto mettermi le cuffie ed ascoltare a palla “My Sharona” e “American Idiot” che fanno casino e sono vitalizzanti.

Seconda annotazione. Sono andato su Wikipedia a leggere qualcosa su di lei. Non ne sapevo nulla stante che dai tempi dei vinili di mia madre l’avevo accuratamente rimossa. Invece adesso, magia di Internet, in 60 secondi so quasi tutto di lei. Me cojoni. Tanto di cappello per una donna straordinaria, vita totalmente difficile e sbalestrata, ma grande interprete e personalità eccezionale.

Tuttavia le sue canzoni mi fanno ancora venire i vermi ed i casi sono due, o mi getto in gola un intero caricatore di Prozac, oppure “Bohemian Rapsody” a tutto volume. Sperando che Miriam si addormenti come fa sempre, davanti alla televisione. Se dovesse succedere, le rimbocco amorevolmente le coperte, spengo la televisione, estraggo il DVD dal lettore. Poi taglio il DVD in due, in tre anzi, per sicurezza.

Altro argomento. Per distrarmi ulteriormente vago su FB. Leggo il commento di una che dice qualcosa tipo “se voi uomini rimaneste incinti, la contraccezione sarebbe una pratica religiosa”.  Le ho risposto “Puoi scommetterci; hai presente far nascere il bambino attraverso il … ”

Ed infine… contrappongo al piagnisteo strappa lacrime quanto segue:

http://www.youtube.com/watch?v=aDeHAM93fuc

 

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