
Questa foto era davvero necessaria
Vorrei mandare questa foto al National Geographic. Ci sono alcune forme vegetali sul muro che non riesco a riconoscere. Forse basterebbe mandarle al museo di Storia Naturale di Genova, ma mandarle al Nat Geo è più figo. E poi non vorrei che al Museo di SN di Genova ci fosse qualche spia che le mostrasse alla ASL e poscia mi togliessero l’abitabilità. Arrivano quelli di “Virus Letale” e mi sigillano la casa. Poi prendono Miriam ed il sottoscritto e ci internano nel reparto malattie infettive del San Martino perchè temono che noi si possa essere portatori sani di qualche forma epidemica di fungus pelosissimus. Poi potrebbero prelevare campioni del nostro tessuto e condurre una serie di test per arrivare a produrre una superspecie di cinquantenni catarrosi ma resistenti a qualsiasi forma di attacco terroristico biologico. Perchè dopo 13 anni vissuti in questa casa, se i licheni non ci hanno mangiati vivi durante la notte, evidentemente abbiamo sviluppato dei sistemi di difesa straordinari.
A proposito; non ci vado da anni, me lo ricordo come un bel museo non grande ma affascinante, ci devo tornare. Il museo di Storia naturale di Genova.
Cavolo! Il museo di storia naturale! Ci andavo molto spesso quando ero piccolo…. anche io ci vorrei tornare… e siccome sono “braccino”, penso che ci andrò di domenica:
“Gratuito per i cittadini UE da 0 a 18 anni e la domenica per i residenti nel Comune di Genova”
Non avevo notato queste regole un po’ singolari. Ingresso differenziato per provenienza geografica. Boh, ci sarà una ragione ma adesso mi sfugge come i gas nobili.
Un museo si visita per interesse personale e culturale. Se lo si frequenta solo nelle occasioni gratuite o come una kermesse d’arte dove ci si abbuffa di salatini e ponce senza sapere assolutamente nulla di cosa si sta vedendo solo perchè si può visitare mangiando e bevendo a sbafo….beh….allora tanto vale stare davanti alla TV a vedere i pippibaudi o le mariedefilippi che dispensano ipnosi salvifiche per cervelli e coscienze. Sembrano queste ultime delle porcate gratis, ma il canone TV lo si deve pagare…. e quindi??? Vabbè, esticazzi forse ho sbroccato, ma per la miseria! ci lagnamo dell’immobilismo dovuto alla nostra genovesità, e poi la palesiamo nelle piccole cose come spendere o meno un paio di euri per mantenere vivo un Museo di interesse generale. Mah!
Eddai, come sei acido. Quando sento, vedo, leggo commenti con un Ph vicino allo zero come il tuo, non posso che immaginare sofferenza. Lungi da me insistere su viscide analisi fatalmente viziate dalla mia ignoranza o dai luoghi comuni. Più semplicemente, mi spiace perchè le tre regole auree di questo irrisorio, modestissimo luogo per pochi dovrebbero essere:
a) mai prendersi sul serio
b) mai prendersi sul serio
c) mai prendersi sul serio
Contravvengo alla regola a): i musei secondo me dovrebbero essere gratuiti, come a Londra, oppure con la richiesta all’ingresso di un contributo volontario che fa sentire in colpa chi potrebbe e non lo da, ma assolve chi vorrebbe ma non lo può dare, come accade in certi musei a New York. Chi mantiene i musei ? Lo Stato con la S maiuscola, grazie anche a donazioni di privati o di aziende, donazioni scaricabili totalmente dalla dichiarazione delle tasse di chi le fa.
Tu ce l’hai con le occasioni mondane dove si mangiano salatini farciti di salmone. Beh, anch’io nutro una istintiva antipatia verso queste kermesse dove la gente va per mettersi in mostra. Ed essendo mio malgrado un occasionale frequentatore, ti confermo che vedo talvolta anche persone la cui sublime antipatia è pari al loro atteggiamento irritante peggio delle ortiche nelle mutande. Alcune di queste manifestazioni però sono di beneficienza, sebbene lo stato italiota con la s minuscola riserva per questi eventi un trattamento fiscale che da solo farebbe passare la voglia di farli. Comunque è sempre denaro che gira; la gente che ha soldi vuole spendere, e se non lo può fare a Genova lo fa altrove, investe nell’Outlet di Serravalle, nei vecchi capannoni industriali rimessi a nuovo a Milano dove la Moet Chandon fa una kermesse per i VIP milanesi pagando l’affitto, gli stipendi, il catering, il servizio d’ordine. Insisto, ma è il mio chiodo fisso; Genova ha operato scelte strategiche politiche ed ora ne coglie i frutti. La gente con i soldi se ne va da Genova. Bene, abbiamo evitato che i ricchi snob griffati venissero a disturbare questo strordinario laboratorio sociale che è Genova. E noi che restiamo a guardare da lontano chi invece ancora investe e cresce, cerchiamo giustamente di risparmiare anche un euro andando al cinema solo il mercoledì.
Questo mio messaggio si classifica ai primi posti nella classifica “belinate senza ne’ capo ne’ coda”
Ci terrei a sottolineare le regole a,b, e c.
Contravvenendo alle stesse, mi dichiaro d’accordo con Stefano. Anche se non so come uno Stato che rischia il fallimento e ha una politica fiscale poco incline allo sviluppo (vedasi “understatement” :-P) possa permettersi di mantenere i musei.
Ah, ci tengo a sottolineare che mi lamento di Genova, della Liguria, dell’Italia, dell’Europa e della Terra ma non vivrei da nessun’altra parte.
Anche io non vivrei da nessun’altra parte. Ma perchè non ho scelta. I voli interplanetari sono di là da venire. E la mia età non mi lascia scampo. Quindi anche io mi lamento di Genova, della Liguria, dell’Italia, dell’Europa e della Terra, ma non ho altra scelta. Quindi esticazzi qui devo convivere con tutti, belli buoni e brutti. Perciò blogghiamo in santa pace, e se ogni tanto il pH vira verso l’azzurro carico, beh, lasciamo decantare il momento acido; sicuramente dopo seguirà una fase con la cartina di tornasole più rosa. Ma soprattutto, come dice il Gran Besugo, non prendiamoci troppo sul serio. Giuro che lo farò. E buona Pasqua a tutti i besughi, sperando di non aver involontariamente offeso nessuno con qualche mia esternazione. Nel caso sia successo me ne scuso. Comunque rivendico le mie idee e, soprattutto, i miei sentimenti.