Udite, udite…

… quanto costa essere gentili ? Teoricamente poco. Quanto si guadagna ad essere cortesi e disponibili ? Potenzialmente tanto. Io sono il primo a dire che noi liguri siamo quasi sempre la causa dei nostri mali perchè tendenzialmente siamo delle teste di cazzo, indolenti e maleducati, trattiamo i turisti a pesci in faccia perchè ci avvaliamo alle nostre rendite di posizione. Eccetera eccetera.

Dunque quando leggo di visitatori che vengono trattati con inaspettata e gratuita cortesia dai miei conterranei e concittadini, mi si alleggerisce il cuore.

Di Mackey arriva a Genova.

Siccome ho sempre il sospetto che le buone notizie vengano cancellate da un Grande Fratello Che Ci Detesta, copio ed incollo il testo anche qui, a mia futura memoria.

 

Arriving in Genova – May, 2013

My journey to Genova in May, despite being far too short, was as special as every other visit I’ve made to that exquisite Italian city located in Liguria.  But the kindness of strangers was quietly overwhelming and intensely appreciated.  Perhaps it was all more condensed .  I don’t know.  It was a special visit.  Crazy busy but filled with people I want to write about in the days ahead.

I’ve put off writing about it in detail because I didn’t want to miss out any stories.  Now … so much time has passed, I fear I have forgotten some things.

It’s time to sit awhile and remember.

I arrived via Rome and landed in Genova late afternoon.  It was raining and grey.  The journey from Brussels had been long.  This time I was staying with Francesca and her lovely family out at Arenzano.  Paola’s apartment was under renovation back in the city.

So I followed the train signs out to the airport exit doors but then the signs peetered out.  I turned a few times, sure it was me who was somehow lost, before wandering back to a counter where there was man who seemed like he might be open to questions from this lost woman.

He was lovely.  He started talking of the bus, then a taxi, then walking …discounting each idea as he went.  It’s not much more than a kilometre to the train station, an easy walk normally and so he drew me a map but then looked at the rain and wasn’t happy.  The situation was resolved when a friend or collegue of his called out a ciao.  He called him over to us.  This lovely young man listened to the story and before I knew it my luggage and I were in his car. 

He had piccolo inglese and well … my lack of ability in other languages has created laughter all over the world.  But we talked a little.  He weaved through the streets near the airport then parked next to a footbridge that went over the railway tracks.  He unloaded my luggage and then, much to my horror, carried my heavy bag all the way to the top of the stairs.  I was so grateful and a little bit mortified.

We said our goodbyes and I made my way down to the train station. I bought my ticket. 

Flustered, tired … who knows really, I had forgotten how trains worked in Italy.  Platforms, directions, stuff like that.  Eventually I asked at the office and another lovely Ligurian said, come with me, and so I did.  I followed her under the tracks and up onto the correct platform.

Honestly, I know how trains work there.  I use them often but it seemed that there was a brain-freeze going down and I was in its grip.  She kept an eye on me, we talked a little.  I wished I had studied Italian.  I appreciated her unobtrusive kindess.

I arrived in Arenzano and Francesca picked me up and whisked me off to her place. 

Now … Francesca has lovely friend called Anna Lisa.  I’m sure of the ‘lovely’ because Anna Lisa had offered to cook dinner for Francesca and her family that evening. 

I took a photograph or two while she whipped up a focaccia al formaggio, as per the photograph at the end of this post.  There was other food too but I was so tired by then, and I did nothing but race about madly during those 5 exquisite days in Genova, I’ve lost the rest of the memory of dinner.  I suspect that the warm focaccia di formaggio was so good that I have fixated on it.

I also suspect that the kindness of Ligurian strangers had overwhelmed me, filled me up, knocked me off-balance a little.

And Francesca’s family … Beppe, Cesare, and Emma.  There’s so much love between them that it is truly lovely to spend time in their midst.

And so I arrived. Genova,  May 2013.

Altro Argomento. Com’è la pubblicità dell’American Espress ? Quella che dice qualcosa di impagabile che capita al tipo e poi invece per tutto il resto c’è, per l’appunto, l’American Express ? Insomma, quando ti togli quella piccola soddisfazione che nessuno può valorizzare per tanto sembrerebbe valere e sticazzi che spiegazione contorta ?

Ricevo il seguente messaggio email:

From: “Studio xxx
Sent: Friday, June 28, 2013 6:18 AM
To: Stefano
Cc: xx
Subject: incontro di xxx

Vi informo che alla cena del x Luglio p.v. oltre al xxx e xxx sarà presente anche xxx.

Cordialità.

xxx

Al quale rispondo come segue:

From: “Posta Stefanome”

Sent: Friday, June 28, 2013 8:22 AM
To: “Studio xxx
Subject: xxx

Cara xxx,
grazie dell’informazione. Scopro in questo istante che proprio in
concomitanza con la serata ho un importante impegno con l’Associazione Amici Della Frittella Di Righi e pertanto non potrò partecipare. Grazie ancora, ci vedremo ad una prossima occasione.
Un caro saluto.
Stefano

La persona in questione forse si è fatta invitare all’ultimo momento per presenziare e secondo me dovevano dirgli che non c’era posto. Ma nella vita bisogna essere cortesi ed anche baciapile e dunque eccolo qui. La serata poteva anche essere interessante, ma non intendo  rischiare di sentir quel tizio parlare. Mi irrita tremendamente perchè:

  1. Quando parla non lo capisco. Io sono sordo e lui parla come se avesse in bocca una pallina da ping pong.
  2. Quando casualmente e saltuariamente capisco quello che dice, mi rendo conto che non dice nulla. Ovvero non risponde alle domande ed è vago sulle risposte come se non avesse nulla da dire o peggio, come se fosse disorientato o prendesse per il culo i presenti.

Ciao ciao !

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30 anni fa.

memo

Dove adesso c’è l’angolo di questa piscina, quello che si vede a sinistra, e 99 piani più sopra, avevo una scrivana ed un lavoro. Per arrivarci alle 9, tutte le mattine prendevo un treno che si fermava proprio sotto, salivo le scale mobili ed arrivavo nell’ingresso, poi prendevo l’ascensore “espresso” che arrivava da 0 al 90 in una manciata di secondi, ossia per 45 piani accellerava e per 45 frenava. Infine prendevo il “locale” per arrivare al 99. I primi tempi lavorare era molto difficile, la vista dalla finestra era surreale e non riuscivo a smettere di guardare fuori. Poi purtroppo ci si abitua a tutto, anche alle cose belle e non facevo più molta attenzione al fatto di essere ad una quota dove spesso in inverno nevicava, ma in strada pioveva. Dove nelle giornate di vento forte l’ufficio scricchiolava, i quadri alle pareti ondeggiavano lentamente e chi soffriva di mal di mare poteva andare a casa, mentre gli ascensori andavano piano e per arrivare al suolo ci volevano alcuni minuti invece di pochi secondi.

Una ventina di anni dopo le torri sono state abbattute, e dopo altri 12 anni una prima nuova torre è quasi terminata, le altre stanno venendo su come razzi e nella sezione che corrisponde alle posizione delle due vecchie torri ci sono due vasche di acqua ed attorno un migliaio di querce che crescono rapidamente. Era la prima volta che ci andavo, abbastanza emozionante.

emp

Questa invece l’ho scattata dove, 40 anni fa, c’era il fiume Hudson ed ora ci sono grattacieli ed un parco con vista sul New Jersey e su l’omnipresente Empire State Building.

Tutto questo merita un bel STICAZZI guardiamo avanti e non ci piangiamo addosso.

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Di nuovo sulla High Line.

Miriam nella verdura.

Miriam nella verdura.

Il Martedì mattina ci si presenta e dopo aver firmato una manleva si viene mandati con un cesto, un punteruolo, un tappetino per le ginocchia ed una pettorina a togliere le erbacce.

m1Miriam s’è messa di buona lena ed ha iniziato ad estirpare anche le piccole piante buone, meno male che me ne sono accorto e l’ho fermata prima che combinasse danni irreparabili. Verso le 10 però ho dovuto abbandonare per troppo caldo. Ci saranno stati 900 gradi ed ho iniziato a vedere a pallini. Comunque è stata una bella mattinata, prima che rischiassi un colpo. E’ strano essere immersi nei fiori e nelle piante profumatissime, alzare la testa e trovarsi sopraelevati tra grattacieli e costruzioni in mattoni, ferro, cemento, legno, alte, basse, enormi e piccole, ossia New York. Ho chiacchierato con uno degli addetti che mi ha istruito su come operare e l’ho fatto felice dicendogli che “… solo a New York può esistere qualcosa come la High Line.” Mi ha risposto di si, con un fare understatement che in realtà racchiude un “puoi scommetterci le palle”. Ho anche conosciuto Karla e Brian con i quali mi ero scambiato emails ad Aprile, responsabili per il reclutamento dei volontari. Esperimento da rifare, magari quando non si rischia di fare la fine della salsiccia sulla griglia.

Altro Argomento. Mentre ero in un bar ho visto scorrere un banner delle news che diceva, testualmente “Ciao Bunga”. Sono poi andato a cercare dettagli su ANSA.it; sono contento che l’establishment italiano possa gettarsi su questa notizia e così provare a non far pensare per qualche giorno a noi italiani che loro stessi non stanno facendo un beato CAZZO per farci uscire dalla merda. Ma tranquilli; qui in USA le cose (forse) vanno meglio e prima o poi San Gennaro penserà anche a noi.

Altro Argomento. Sul desktop ho le due icone del tempo a Genova e New York. Ho già sicuramente mostrato alcune di queste, primo perchè sono sempre più rincoglionito e non sarei meravigliato se il cervello smettesse di funzionare antetempo, secondo faccio un po’ la cippa dei fattacci miei qui. Comunque trovo le assonanze delle due temperature, colte nello stesso momento rispettivamente due giorni fa e ieri, siano curiose, meteorologicamente parlando e forse neppure meteorologicamente (parlando)

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Fiat 500

Ho affittato una macchina per andare fuori città, avendo scelto la classe delle utilitarie, mi hanno dato una Fiat 500. Mi sono dunque ritrovato a guidare una 500 tra i grattacieli e sulle autostrade di New York e devo dire che mi ha fatto un certo effetto. Non che io fossi l’unica 500, anzi ne ho notate diverse. Però mi sono sentito osservato, ai semafori soprattutto. In effetti è una 500 Abarth (credo) decisamente attraente, cambio sequenziale  e automatico, super accessoriata. Un tizio di una macchina a fianco al semaforo mi ha chiesto se era una macchina elettrica. Gli ho detto che si, consuma molto poco e me l’ha detto anche il garagista quando l’ho posteggiata. Il casellante invece mi ha stanato; mi ha detto che avevo affittato quella macchina, perchè anche a lui ne hanno dato una quando aveva la sua in officina. Il casellante era enorme, chissà come si è trovato dentro una cinquefette. Penso che la Fiat si stia facendo pubblicità affidando ai noleggiatori di auto le proprie 500, che poi le danno ai clienti che vanno in giro. Quest’ultima è una considerazione delle più intelligenti che ho fatto recentemente, ed eleva questo post – altrimenti inutile e del cazzo, salaminchia.

Cinqueceento, coi tuoi problemi di avviameento...

Cinqueceento, coi tuoi problemi di avviameento…

Addendum. Non so che modello fosse, le ho fatto una foto.

Un paio di amici l'hanno voluta anche provare.

Un paio di amici l’hanno voluta anche provare.

 

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Cartolina da…

City Island, NY

City Island, NY

Sono di nuovo a NY, questa volta sono anche “portavoce” di due piccole ma belle iniziative di amicizia, lavoro e cooperazione tra New York e la Liguria. Speriamo che nasca qualcosa di buono. Ho trovato uno straordinario spirito di collaborazione, adesso spero che “lato Genova” ci sia altrettanta voglia di fare.

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Yonkers

Yonkers

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Della serie “che cosa guardi?”

Sgrunt!

Sgrunt!

Anche mio padre era abbastanza determinato ad essere tendenzialmente incline ad una forma di “ma che cazzo guardi?” nei confronti degli estranei. Era una grande persona, non particolarmente ciarliero ma è stato un padre esemplare, un marito esemplare.

Il baule era a casa sua, poi è stato per qualche anno in un garage, infine è finito nel mio ufficio. Ho aperto il baule e sono usciti circa 40 anni di documenti fedelmente conservati, tra cui questa foto. Avrà avuto dai 50 ai 60 anni, nel pieno della sua carriera. La sua è stata una bella carriera piena di riconoscimenti.

Tra i vari documenti che sono saltati fuori ce ne sono diversi che ho felicemente buttato nel cassonetto della raccolta differenziata, in quanto si riferiscono a momenti non felici per lui, ed anche per noi famigliari. E’ stato un gesto altamente simbolico ed ora ho un leggero mal di schiena dovuto al camallarmeli fino al bidone, ma ne è valsa la pena.

Altri invece sono interessanti: questo è un atto di compravendita del 1941. Viene fatto nel nome di quella famiglia disgraziata dei nostri reali da operetta. Re d’Albania ed Imperatore d’Etiopia (ma vaffanculo, va), stirpe che per fortuna ci siamo tolti dai coglioni pochi anni dopo, salvo ritrovarsi ai nostri giorni qualche giovane che mantiene quella dose di imbecillità tipica del sangue che porta. Viene anche annotato l’anno XIX dell’era fascista, finita anche quella in modo ben poco dignitoso.

atto1

E come se non bastasse, segno dei tempi, mia nonna viene identificata come “agiata” nel senso che se fosse stata “disagiata” chissà cosa succedeva e poi, ciliegina sulla torta, “ariana” che non è il filo di Ariana ma la razza. Non viene indicata l’età, ma la razza pura si. Perbacco !

atto2

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La targa.

Dopo una carriera professionale costellata di nulla e senza alcun riconoscimento, caratterizzata da mediocrità ed ansie, finalmente per la prima volta da quando facevo lo stivatore sulle navi della UASC, ho un mio ufficio con una bella targa in ottone sulla porta di ingresso. Ed il mio nome SOPRA!

Ta-daaaah!

Ta-daaaah!

Il negoziante mi ha chiesto cosa fossero BOH e MEH. Gli ho risposto che “sono delle sigle” con la voce di Casalini quando dice “avete dei pinoli” al bottegaio dell’entroterra ligure.

Mi sento particolarmente soddisfatto, per festeggiare ho acquistato anche €2.56 di focaccia col formaggio, di cui ne ho mangiata non più di €1.00 e poi mi sono intasato. In questa parte di Genova le strade sono punteggiate di posti dove somministrano facaccia ed altre libidini analoghe. Meno male che sono disfagico altrimenti sarei 100 Kg.

 

Meh
May 22, 2007 Urban Word of the Day
Indifference; to be used when one simply does not care.
A: What do you want for dinner?
B: Meh.
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Diffido chiunque…

… ad andare su Google e scrivere il mio nome e cognome relativamente alle immagini. La quasi totalità di foto che saltano fuori non solo sono estranee alla mia persona, ma altre proprio non voglio neppure vedere. Ci sono anche dei riferimenti molto contorti di eventi antichi che mi ero quasi dimenticato, insomma, ritengo che le foto a me collegate siano davvero troppe, alla cazzo, financo fastidiose. Meno male che tra le impostazioni di questo BLOG ce n’è una che specificatamente impedisce qualsiasi trafilaggio di fatti ed immagini qui citate all’esterno, altrimenti il minestrone senza capo ne’ coda che fomano queste pagine sarebbe anche su Google.

La mando subito a mio cugino.

La mando subito a mio cugino.

Però questa mi ha colpito. Dev’essere una band musicale, il nome ha delle assonanze con me, l’ H cirillica corrisponde proprio alla nostra N e quella roba che sembra una D in effetti è una D.

Devo fare ricerche.

Devo fare ricerche anche su una ulteriore scoperta: questo gruppo musicale femminile che si chiama Menade, non a caso; le Menadi erano le baccanali, che oggi corrisponde ad una sorta di ballerine di Lap Dance con la serata che però prosegue accompagnando i clienti nelle stanze adiacenti per una ulteriore forma di spettacolo ineguagliabile e mai imitata come si deve neppure al cinema in 3D.

 

Bel gruppo femminile. Nome inequivocabile.

Bel gruppo femminile. Nome inequivocabile.

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Aggiornamento gatto.

gatttttt

Ormai è quasi sempre nel cortile. Riceve regolarmente cibo, acqua e coccole, insomma ci ha adottati. Quando staremo via per lunghi periodi soffrirà la fame, la sete, il caldo, il freddo, i parassiti e morirà di malattia tra atroci sofferenze. Ma prima finirà sotto un trattore, finirà nella caldaia di una locomotiva a vapore, poi nel reparto presse dell’Ilva, anzi potrebbe finire in una colata e far la fine di Ian Solo o come caspita si chiamava.

Altro Argomento. Mi è arrivata dalla ASL una lettera gentile che mi dice che avendo superato i 50 anni rischio un cancro al colon e dunque mi offrono uno screening gratuito. Sono piacevolmente sorpreso, questa è la prevenzione che guarda lontano, ossia il costo per la comunità che rappresenta un paziente affetto da cancro è molto superiore a quello di una campagna di prevenzione. Anche il mio medico che normalmente mi caccia un tubo in gola mi ha suggerito di farmene mettere uno anche nel sedere. Non ho ancora deciso se farmi sedare il sedere o sedare anche il resto.

Altro argomento. Miriam, dopo aver visto un film in DVD molto spiritoso che però finisce in tragedia (l’interprete femminile carina, spigliata e divertente, muore), adesso sta ridendo a crepapelle per un film dove la Mercuri recita come un cane, rubando la scena a tutti gli altri pseudo-attori con la sua parlata che non è sincronizzata con il movimento della bocca, ossia non sa recitare in presa diretta e si auto-doppia in studio ancora peggio. Forse questa merda è stata finanziata con i soldi dei contribuenti. Speriamo almeno ci siano dentro anche fondi della Comunità Europea; l’idea che la Merkel abbia dato dei soldi per far girare questa pellicola indecorosa mi fa sorridere. Bau!

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Due attori.

Ad un compleanno qualche giorno fa si aggirava una ragazza con una Neo-Polaroid. Io ricordo la Polaroid che scattava foto immediatamente espulse dalla macchina le cui immagini si sviluppavano in un minuto sotto gli occhi stupefatti degli astanti. Esiste ancora, o meglio ne esiste una versione per gli anni 2000 che fa lo stesso mestiere. Questa macchina fotografica attaccata alla ragazza scattava foto ai presenti ed anche noi siamo stati immortalati.

Più brutti di così non potevamo riuscire.

Più brutti di così non potevamo riuscire.

Mi sono fatto autografare la foto da una delle festeggiate, ha scritto “Due attori”. Si, del genere orrore, mostri, oltretomba e poltergeist. Le mie guance sono deformate dal decadimento cellulare, la mia espressione è “che cazzo vuoi?” ma Miriam supera se stessa in una indefinibile smorfia che trasmette sentimenti contrastanti. Fa la boccuccia di rosa con gli occhi semisocchiusi. Evidentemente stava modificando la propria faccia per assumere una espressione intelligente ad uso fotografia. Però la foto è stata scattata in itinere di questa trasformazione ed il risultato è da museo degli orrori per lei, per me è ordinaria horribilis amministrazione.

Altro Argomento. Ho appurato che l’autobus che produce il frastuono assordante in via XX Settembre è il 18 (diciotto).

amtgenova

Devono avergli montato il motore di una camion da cava, inoltra fa il fumo di una nave della Tirrenia. Avevo letto da qualche parte che una delle varie ragioni per cui l’AMT perde dei soldi deriverebbe dal fatto che hanno diversificato troppo i modelli di autobus e dunque le riparazioni e le manutenzioni sono 1/economie di scala (uno su economie di scala).  Siccome non credo a quello che scrivono i giornali, credo che il problema sia semplicemente ascrivibile ad una marmitta bucata. Forse alla AMT hanno adottato le marmitte della Pinasco che aumentano le prestazioni.

Altro Argomento. Un amico sostiene che sotto la tavoletta del suo WC in ufficio c’è un sensore che quando percepisce una pressione fa suonare contemporaneamente il telefono d’ufficio, il fax, il cellulare, la radiosveglia. Io credo che queste alterazioni del momentum gabinetto esistano davvero. A me però si limita ad intervenire su Miriam. Il sensore attiva un impulso neuronale che viene trasmesso a mia moglie che, quando mi siedo appunto nella tranquilla isola che è il bagno del mio ufficio, sente l’irresistibile desiderio di telefonarmi. Lei ovviamente regisce con un classico “sei sempre in bagno” che lascierebbe sottendere una prostata ingrossata, una infezione intestinale o  quella attività che farebbe crescere i peli sulle mani o provocherebbe la cecità, non ultimo l’inferno eterno nel girone degli adoratori di Onan il Rabarbaro. Nulla di tutto questo, è solo il sensore sotto la tavoletta del wc.

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