Della serie “che cosa guardi?”

Sgrunt!

Sgrunt!

Anche mio padre era abbastanza determinato ad essere tendenzialmente incline ad una forma di “ma che cazzo guardi?” nei confronti degli estranei. Era una grande persona, non particolarmente ciarliero ma è stato un padre esemplare, un marito esemplare.

Il baule era a casa sua, poi è stato per qualche anno in un garage, infine è finito nel mio ufficio. Ho aperto il baule e sono usciti circa 40 anni di documenti fedelmente conservati, tra cui questa foto. Avrà avuto dai 50 ai 60 anni, nel pieno della sua carriera. La sua è stata una bella carriera piena di riconoscimenti.

Tra i vari documenti che sono saltati fuori ce ne sono diversi che ho felicemente buttato nel cassonetto della raccolta differenziata, in quanto si riferiscono a momenti non felici per lui, ed anche per noi famigliari. E’ stato un gesto altamente simbolico ed ora ho un leggero mal di schiena dovuto al camallarmeli fino al bidone, ma ne è valsa la pena.

Altri invece sono interessanti: questo è un atto di compravendita del 1941. Viene fatto nel nome di quella famiglia disgraziata dei nostri reali da operetta. Re d’Albania ed Imperatore d’Etiopia (ma vaffanculo, va), stirpe che per fortuna ci siamo tolti dai coglioni pochi anni dopo, salvo ritrovarsi ai nostri giorni qualche giovane che mantiene quella dose di imbecillità tipica del sangue che porta. Viene anche annotato l’anno XIX dell’era fascista, finita anche quella in modo ben poco dignitoso.

atto1

E come se non bastasse, segno dei tempi, mia nonna viene identificata come “agiata” nel senso che se fosse stata “disagiata” chissà cosa succedeva e poi, ciliegina sulla torta, “ariana” che non è il filo di Ariana ma la razza. Non viene indicata l’età, ma la razza pura si. Perbacco !

atto2

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