Azoto, mi pare.

Qualche tempo fa, in occasione del mio 52mo compleanno, mi era arrivata quella lettera della USL (o ASL) che parlava di fare una colonscopia a scopo preventivo. Io probabilmente la farò a Settembre, ma intanto l’ha fatta Signorina Ansia. Che è uscita dall’esperienza felice dell’esito dell’esame e gonfia come la ruota di un camion. Perchè mentre il tubo ti fruga nelle viscere, per dilatare le pareti dell’intestino viene insufflato azoto. Potrei dare qui la stura ad una serie di battutacce ed osservazioni, sensazioni o, come dice la CNN “Sights and sounds” riferite alla Miriam. Potrei ma non voglio, aspetto la mia colonscopia.

colon

 

 

Mi limito a copiare questa anonima foto pescata a caso on line, che bene rappresenta la questione.

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Escursione

escu

…termica. Nella torrida Pianura Padana l’unica salvezza dalla disidratazione sono dei muri di casa belli spessi e con una adeguata coibentazione. La coibentazione, nel totale dei costi di una ristrutturazione, conta per una piccola percentuale. Ma molti impresari, stronzi & ignoranti, ancora non vogliono capire; quando parli di doppi muri e pannelli isolanti ti guardano come se gli chiedessi di intonacare l’intera casa mettendosi la cazzuola nel sedere. Non qui da me nella assolata Basaluzzo, cicca cicca cicca. Il termometro a sonda non è ovviamente al sole, anzi è sotto una tettoia ventilata. Fosse al sole arriverebbe a 45° ma sarebbe una lettura sfalsata, 32.3° è la temperatura vera dell’aria. In casa sono 24.8°, alla faccia di chi installa aria condizionata. In ufficio è una storia diversa; se non avessi l’aria condizionata, nelle calde e afose giornate estive genovesi potrei fare lo stufato esponendo la carne di manzo direttamente vicino alla finestra. Tutto questo è decisamente sticazzi, anzi ecco una altra lettura senza sonda (per fortuna).

Telecomunicazioni

Frega niente delle coibentazioni di casa tua e tantomeno del tuo ufficio.

 

 

 

 

 

 

 

Altro argomento. Cosa prova uno scoiattolo a scappare da un animale predatore ? Non lo so, questo non stava scappando, la domanda è malposta e dovrebbe suonare pressapoco così: cosa prova uno scoiattolo a leccare un muro scrostato ? Ho già sollevato il problema qualche mese fa. Ma la domanda è ancora senza risposa. Ecco il link: Scoiattoli.

scoi

Allora non ero riuscito a documentare la cosa perchè il piccolo gondone era scappato, adesso invece nonostante l’invecchiamento (mio) l’ho colto sul fatto. Magari è proprio effetto dell’invecchiamento (dello scoiattolo) che non mi ha visto subito.

Ecco un’altra foto dove il grazioso animale cerca di arrampicarsi sul muro per fare una cosa apparentemente cretina; leccare l’intonaco.

Ma questo scoiattolo dove ha preso la coda ? Ad un discount in liquidazione ?

Ma questo scoiattolo dove ha preso la coda ? Ad un discount in liquidazione ?

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Sondaggi telefonici.

Quando chiama qualche persona che chiede se ho voglia di sottopormi ad un sondaggio telefonico ho la sensazione di avere dall’altra parte del filo una persona che generalmente nel suo lavoro si becca rispostacce che sottendono sesso passivo o peristalsi, entrambe non volute.

Ed allora tendo a dire di si. Questa volta una ragazza da Londra ma con accento romano che mi ha fornito un certo numero di informazioni su chi era, da dove chiamava, perchè, per chi. L’argomento era la mia consapevolezza di quando faccio benzina. Mi avrà fatto, senza esagerare, 50 domande alle quali ho risposto in modo vago, fornendo il seguente quadro:

  1. Non ho idea di che marca di carburante scelgo, quando devo fare benzina mi fermo al primo distributore che trovo e quando guido via non ricordo che stazione fosse.
  2. Credo che tutte le benzine siano eguali e che la super-benzina, o presunta tale sia come quella normale.
  3. Credo che ci sia un cartello e dunque il prezzo dei carburanti sia uguale per tutti, nella media,  gli sconti siano ininfluenti sulla spesa dell’utente.
  4. Non faccio raccolte punti o regali perchè credo corrisponda ad un beneficio economico trascurabile, è solo una scocciatura per me e per il gestore.
  5. Non guardo la televisione e non ascolto la radio, dunque non conosco i brand e le promozioni.

Insomma, sono un aborigeno australiano, almeno così è come il super cervellone mi avrà catalogato. E probabilmente la prossima volta che faccio benzina mi avranno individuato, riconosciuto e mi faranno il pieno con una miscela di idrocarburi e tritolo che dopo pochi chilometri mi riduranno in frammenti grandi come un bollino di quelli che attacchi sulla fottuta tessera a punti che, raggiunti i 100.000, ti premiano con una pedata nel culo ed un tubetto di dentifricio al peperoncino scaduto.

Altro argomento. Oggi in autostrada ho provato ad ascoltare due radio a diffusione nazionale che mi vengono segnalate come di moda e molto spiritose. Io le trovo insopportabili non solo per la pubblicità invasiva peggio di un sondino naso-gastrico, ma perchè i conduttori ridono in continuazione e non so perchè.

L'ho portato per due giorni. Poi sono tornato anzitempo a farmelo togliere perchè stavo per dare in escandescenze.

L’ho portato per due giorni. Poi sono tornato anzitempo a farmelo togliere perchè stavo per dare in escandescenze.

Si parlano tra di loro, fanno battute pietose e ridono forzatamente nello stesso modo che probabilmente viene loro impartito dagli sponsor, tanto che la medesima risata malata è su tutte le stazioni.

Mi hanno messo il sondino qualche anno fa al San Martino e poi sono tornato a casa guidando lo scooter. Era fastidiosissimo, non riuscivo a deglutire, avevo la nausea e non riuscivo a togliermi dalla mente l’immagine degli infermieri che, sospettavo, ridevano dopo che ero uscito.

Fa caldo perchè in estate fa caldo. Ma in casa mia fa innaturalmente caldo perchè chi nel 1999 ha costruito questa casa ha voluto risparmiare sulla coibentazione. Tra l’ardesia ed il sottostante tetto ha usato come presunto materiale isolante l’equivalente di un tappetino da cesso, perdipiù installato in modo maldestro. Dunque in casa ho 30° mentre fuori ce ne sono 25. E dunque chi ha costruito questa casa è colpevole di imperizia e tirchieria e si becca in questa stagione il solito ricorrente vaffanculo con l’augurio di una scoppiettante persitalsi gassosa plurigiornaliera. E’ probabile che abbia già scritto in merito a questa faccenda, ma il vaffanculo è replicabile anche senza ricetta.

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Un anno.

Il tempo vola e questo Blog compie un anno. Era nato come raccolta delle informazioni sulle webcam, come se a qualcuno al mondo avesse mai potuto interessare come mai le webcam ogni tanto non funzionano; invero questa idea è una icona del concetto di “sticazzi”.

Cupcandle

E va bene,  mi interessava tenere un log dei malfunzionamenti, è mica vietato. Si, anche questa era una idea di una inutilità e stupidità esemplare, e neppure sincera. Insomma, onestamente, mi sono messo a scrivere cazzate, cosa che mi riesce a tratti, sperando che qualcuno le leggesse e mi dicesse “ha-ha come sei forte”. Infatti la speranza di scrivere stronzate in modo attraente è una ambizione che credo abbiano tutti quelli che, per esclusione, non scrivono cose serie e vogliono l’approvazione dei lettori; talvolta forse, pare, che io riesca zoppicante nel mio intento, ma credo che sia più per la “legge dei grandi numeri” che per una dote naturale. Ho dei seguitori espliciti (3) e due saltuari, totale presunto 5. Seguire assiduamente un blog non è cosa facile, ci si dimentica di guardarlo e poi si dimentica del tutto. Ci sono centinaia di Blog e ci sono persone che scrivono davvero bene e su argomenti di utilità comune. Io produco bit talmente personali e poco interessanti che comincio a pensare che Roberto, Roberto Bis, Migons, siano degli avatar e che invece la verità e che sia io, schizofrenico, che mi moltiplico ed assumo le loro sembianze, scrivendomi.

D’altronde questo non vuole essere un luogo dove si parla di argomenti seri, non ho la pretesa di scrivere cose serie in modo sensato. Però sono in questo mondo e non sono esente dal vivere il periodo che tutti stiamo vivendo. Abbiano un governo ed una pubblica amministrazione che è il capolinea di un declino pluridecennale di persone sempre meno preparate, sempre più indolenti, sempre più in totale malafede. Ci sono persone nella pubblica amministrazione che lavorano bene ed onestamente, ma, ahimè, sono poche. Questo paese sta vivendo la peggior crisi economica, dunque sociale e strutturale, da quando è nato 150 anni fa, perchè lo fa senza epidemie, senza guerre, senza cataclismi e senza dittature. Siamo alla frutta solo perchè siamo incapaci di essere una nazione. Ci è andata bene per qualche decennio quando tutti stavano bene, ora siamo davvero alla resa dei conti. E la mia adorata Genova è un emblema della incapacità o, peggio, della deliberata astensione dal voler reagire da parte di una classe politica che giudico davvero troppo modesta per sperare in tempi migliori.

Qui invece, molto più modestamente, banalmente,  rido e scherzo come se fossi scemo o come se vivessi in un acquario guardando il mondo da dentro un ambiente isolato acusticamente dal frastuono esterno. Ed infatti ho tre visitatori, che poi non credo siano neppure reali, anzi, mi sto convincendo che sono sempre io in preda agli effetti di benzodiazepine scadute.

Back to average shit

Back to average shit

Comunque l’argomento principale sono le mie webcam. Ho copiato questa foto da Facebook perchè qualcuno l’ha copiata dal mio sito. Un temporalino forte e veloce che ha preso parte di Genova.

LIMET !

LIMET !

Quando parlo di “parte” di Genova, intendo proprio una parte. Foto molto didattica, grazie Limet.

 

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Mentre controllo la posta…

… sento come sottofondo una soap che Miriam sta guardando con fare bovino in attesa che l’abbiocco la colga.  Sembra un lunghissimo spot di un deodorante o simile; dialoghi pietosi doppiati con il tono di chi dice “Cara, per le piccole perdite odorose, prova un Fisher ad espansione del 40 imbevuto nel catrame. Se anche tu lasci una scia di sangue melmoso durante quei giorni e sei inseguita da nugoli di mosche, fai come me, usa Tappafiga, l’assorbente da cantiere”. Santo cielo, che cazzata.

Ho gettano una occhiata alla televisione. E’ una merda tedesca. Ci sono delle belle gnocche, ma non bastano a migliorare il senso di disagio che si prova ad ascoltare il doppiaggio fatto coi piedi e i dialoghi da far cadere – nell’ordine – braccia, balle e naso. Ma perchè anche i tedeschi si sono messi a fare questo troiaio di filmetti televisivi per lobotomizzati. Non potrebbero limitarsi alle BMW ed alle Porsche ?

Errata corrige. Trattasi di produzione svedese, girata a Stoccolma. Non sono ancora stato a Stoccolma. Sticazzi svedesi.

Altro Argomento. E’ sabato sera e siamo invitati a casa di amici. Miriam è in fase di set up, mi si presenta con un vestitino e mi chiede come sta; sembra un clown che sta per andare a dormire, le manca il piattino con la candela e la papalina, poi è perfetta. Si convince della mia descrizione ed ora si sta vestendo normalmente. Devo comprarmi quegli occhiali di Google con i quali fai foto senza dover prendere la macchina fotografica e senza che nessuno se ne accorga. Una sua foto con quella specie di tuta/pigiama, qui starebbe benissimo. Non credo che sarebbe stata entusiasta se eventualmente fosse venuta a sapere che avevo messo qui una sua foto che la ritrae con quel curioso abbigliamento; il problema non si pone. Update; ho scoperto che quella specie di vestito circense proviene da quel negozio di cose da indossare sfiziose, ampollose, ridondanti, inutili e potenzialmente orrende di una sua amica. Amica che ha deciso di chiudere il proprio negozio (e non solo quello). Probabilmente si è resa conto che vendeva delle merde indecorose ed ha provato vergogna. Una bella notizia per il mondo intero e credo anche gli Zirconiani, se ne hanno avuto notizia, tireranno un sospiro di sollievo.

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Olmi

Nel Novese stanno sistematicamente morendo. Una malattia da anni li sta decimando, ma in queste ultime settimane mi sembra che il numero di decessi sia molto maggiore che lo stesso periodo dello scorso anno. Magari dipende dalla abbondante pioggia primaverile che ha migliorato le condizioni di sviluppo dei parassiti. Sto inventando; non so proprio nulla di piante e alberi, ma la mia teoria è oltremodo intelligente (come me del resto) e dunque deve essere vera. Comunque sia, la malattia è incurabile, si trasmette attraverso le foglie e le radici per colpa di piccoli animali che si nutrono dello strato di legno subito sotto la corteccia, il loro ciclo vitale è tale per cui la trasmissione avviene a più riprese durante l’anno. Anche eliminare l’albero malato non serve perchè la malattia si diffonde comunque, in un modo o nell’altro. Probabilmente bisognerà attendere che la maggior parte delle piante sia morta per vedere il rallentamento della diffusione di quei motherfuckers volanti che portano in giro il contagio. Dopo, spero, le piante giovani non verranno attaccate.

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Sto per aggiornare il software.

E mi dice di fare una copia dei files perchè non si mai. Forse tra pochi minuti questo blog merdoso sarà cancellato dall’etere per sempre, liberando spazio prezioso per altre cose ben più interessanti e concrete. Nel frattempo il telefono fischia ma non sempre, il 187 dice che è il mio filtro ADSL, ma non sempre, direi io. L’elemento caratterizzante della telefonia per come la conosco io è che tendenzialmente fa cagare ma non sempre, funziona ma non sempre. Ho il sospetto che qualcuno ascolti le mie telefonate. Già che ci sono, vorrei sapere perchè al mondo molti si scandalizzano perchè scoprono di essere spiati dal governo, o dai governi, o dalla Spectre. Ma siete scemi o lo fate ? E’ ovvio che qualcuno ci controlla, ma dove avete vissuto fino a ieri, nello spazio ? Sveglia, citrulli !

Update. Ho fatto l’update del software e tutto sembra funzionare. Bene. Avrò scaricato un virus letame che infetterà a seguire tutti coloro che mi conoscono, anche solo di vista.

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Tempo da perdere.

Chi passa il tempo a inventare cose spiritose ed un giorno si sveglia dopo una serata di cibo pesante e dice tra se e se “e se facessimo un francobollo bello grosso ?”

bollo

Detto, fatto. La fantasia che il mondo ci invidia trova applicazione nel pubblicare francobolli di misure esagerate. Inutilizzabile per cartoline, buste di formato base, in compenso per umettarlo tutto, una lingua non basta, ci vuole una spugna bella fradicia altrimenti quando si arriva da una parte, la parte opposta si è già asciugata.  E poi leggo in una locandina che il nostro sindaco cerca alleati per la terza via. La prima è ovviamente quella tradizionale di incollare un francobollo sulla busta usando la lingua. La seconda è utilizzare la classica spugnetta, non so cosa possa essere la terza via. Se invece si riferisce alla gronda, sono contento che cerchi alleati, ma forse farebbe prima a mettere una inserzione su “Le Cose” con una corba di “A” davanti come per le massaggiatrici. Oppure su “Le Balle”, che forse ci credo di più.

Aggiornamento. Oggi, mentre scrivevo queste righe, sentivo che c’era qualcosa di importante da ricordare, ma avevo poco tempo. Ora però vorrei tornare sull’argomento “leccare i francobolli”. Non so dove nella mia testa bacata c’è una icona di una tipa che per incollare i francobolli, al posto della lingua o della spugnetta, prima se li passa sulla filiberta, e poi li piazza sulla busta. Forse è qualcosa che risale ai tempi in cui si andava in gruppo a vedere i porno al cinema. Mi sforzo ma non riesco a mettere a fuoco la scena, eppure sono sicuro di aver avuto modo di focalizzarmi su questa fattispecie, potrebbe essere anche su carta stampata, o forse era una barzelletta. Naturalmente mi viene spontaneo pensare che la quantità di acqua necessaria a rendere un francobollo abbastanza umido da far si che la colla si sciolga e ne permetta il fissaggio alla busta, è direttamente proporzionale alla dimensione del francobollo. E dunque quel francobollone potrebbe rappresentare un problema in condizioni normali, figuriamoci in momenti di secchezza delle fauci, o di altre parti. Bene, ho detto la volgarità gratuita della settimana e dunque mi posso ritenere ragionevolmente soddisfatto con un modesto ancorchè effimero aumento dell’autostima e del senso dell’Ego Accentratore.

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Bec tu Basaluzzo

Ci hanno cancellato il volo da Newark a Londra, ci hanno messo su un altro volo ma al check in scopriamo che “… we have an issue with your seat”. Gli anglosassoni in questi casi non usano il concetto di problema, che spaventa in quanto tale, ma issue che vuol dire tutto e nulla. Ci mettono in fretta e furia su un altro volo però la coincidenza su Genova ce la fumiamo, arriviamo a Milano Linate ma senza la valigia, che è sul volo dopo. Aspettiamo un’ora e poi la valigia arriva. Dall’aeroporto di Linate ad arrivare a Genova è come organizzare una spedizione in Antartide, affittiamo una Panda. O, come la chiamava una zia di Miriam, una “Pander”. Chi stava vivendo la seconda guerra mondiale non aveva tempo di studiare i mammiferi dell’Asia, piuttosto dopo la fine del conflitto ha avuto incubi con le Panzerdivision per tutta la vita.

La Pander da il meglio di se sul misto veloce tra Busalla e Bolzaneto, io sono pieno di caffè e tuttavia spesso mi addormento, ma intanto conosco la Serravalle a memoria. Restituisco la macchina al Cristoforo Colombo verso le 9 di sera. C’è vita in aeroporto e sorprendentemente c’è persino Jessica, che nell’ufficio del nolleggio auto mi saluta con un sorriso gentile per prendere le chiavi e firmare la restituzione della Pander. Nonostante io sia in viaggio da 20 ore, non posso non cogliere quanto sia graziosa Jessica, la cui targhetta  è in una posizione sul petto che mi ha permesso di leggere il suo nome anche senza gli occhiali. Complimenti per la targhetta ma anche per il resto, Jessica.

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Udite, udite…

… quanto costa essere gentili ? Teoricamente poco. Quanto si guadagna ad essere cortesi e disponibili ? Potenzialmente tanto. Io sono il primo a dire che noi liguri siamo quasi sempre la causa dei nostri mali perchè tendenzialmente siamo delle teste di cazzo, indolenti e maleducati, trattiamo i turisti a pesci in faccia perchè ci avvaliamo alle nostre rendite di posizione. Eccetera eccetera.

Dunque quando leggo di visitatori che vengono trattati con inaspettata e gratuita cortesia dai miei conterranei e concittadini, mi si alleggerisce il cuore.

Di Mackey arriva a Genova.

Siccome ho sempre il sospetto che le buone notizie vengano cancellate da un Grande Fratello Che Ci Detesta, copio ed incollo il testo anche qui, a mia futura memoria.

 

Arriving in Genova – May, 2013

My journey to Genova in May, despite being far too short, was as special as every other visit I’ve made to that exquisite Italian city located in Liguria.  But the kindness of strangers was quietly overwhelming and intensely appreciated.  Perhaps it was all more condensed .  I don’t know.  It was a special visit.  Crazy busy but filled with people I want to write about in the days ahead.

I’ve put off writing about it in detail because I didn’t want to miss out any stories.  Now … so much time has passed, I fear I have forgotten some things.

It’s time to sit awhile and remember.

I arrived via Rome and landed in Genova late afternoon.  It was raining and grey.  The journey from Brussels had been long.  This time I was staying with Francesca and her lovely family out at Arenzano.  Paola’s apartment was under renovation back in the city.

So I followed the train signs out to the airport exit doors but then the signs peetered out.  I turned a few times, sure it was me who was somehow lost, before wandering back to a counter where there was man who seemed like he might be open to questions from this lost woman.

He was lovely.  He started talking of the bus, then a taxi, then walking …discounting each idea as he went.  It’s not much more than a kilometre to the train station, an easy walk normally and so he drew me a map but then looked at the rain and wasn’t happy.  The situation was resolved when a friend or collegue of his called out a ciao.  He called him over to us.  This lovely young man listened to the story and before I knew it my luggage and I were in his car. 

He had piccolo inglese and well … my lack of ability in other languages has created laughter all over the world.  But we talked a little.  He weaved through the streets near the airport then parked next to a footbridge that went over the railway tracks.  He unloaded my luggage and then, much to my horror, carried my heavy bag all the way to the top of the stairs.  I was so grateful and a little bit mortified.

We said our goodbyes and I made my way down to the train station. I bought my ticket. 

Flustered, tired … who knows really, I had forgotten how trains worked in Italy.  Platforms, directions, stuff like that.  Eventually I asked at the office and another lovely Ligurian said, come with me, and so I did.  I followed her under the tracks and up onto the correct platform.

Honestly, I know how trains work there.  I use them often but it seemed that there was a brain-freeze going down and I was in its grip.  She kept an eye on me, we talked a little.  I wished I had studied Italian.  I appreciated her unobtrusive kindess.

I arrived in Arenzano and Francesca picked me up and whisked me off to her place. 

Now … Francesca has lovely friend called Anna Lisa.  I’m sure of the ‘lovely’ because Anna Lisa had offered to cook dinner for Francesca and her family that evening. 

I took a photograph or two while she whipped up a focaccia al formaggio, as per the photograph at the end of this post.  There was other food too but I was so tired by then, and I did nothing but race about madly during those 5 exquisite days in Genova, I’ve lost the rest of the memory of dinner.  I suspect that the warm focaccia di formaggio was so good that I have fixated on it.

I also suspect that the kindness of Ligurian strangers had overwhelmed me, filled me up, knocked me off-balance a little.

And Francesca’s family … Beppe, Cesare, and Emma.  There’s so much love between them that it is truly lovely to spend time in their midst.

And so I arrived. Genova,  May 2013.

Altro Argomento. Com’è la pubblicità dell’American Espress ? Quella che dice qualcosa di impagabile che capita al tipo e poi invece per tutto il resto c’è, per l’appunto, l’American Express ? Insomma, quando ti togli quella piccola soddisfazione che nessuno può valorizzare per tanto sembrerebbe valere e sticazzi che spiegazione contorta ?

Ricevo il seguente messaggio email:

From: “Studio xxx
Sent: Friday, June 28, 2013 6:18 AM
To: Stefano
Cc: xx
Subject: incontro di xxx

Vi informo che alla cena del x Luglio p.v. oltre al xxx e xxx sarà presente anche xxx.

Cordialità.

xxx

Al quale rispondo come segue:

From: “Posta Stefanome”

Sent: Friday, June 28, 2013 8:22 AM
To: “Studio xxx
Subject: xxx

Cara xxx,
grazie dell’informazione. Scopro in questo istante che proprio in
concomitanza con la serata ho un importante impegno con l’Associazione Amici Della Frittella Di Righi e pertanto non potrò partecipare. Grazie ancora, ci vedremo ad una prossima occasione.
Un caro saluto.
Stefano

La persona in questione forse si è fatta invitare all’ultimo momento per presenziare e secondo me dovevano dirgli che non c’era posto. Ma nella vita bisogna essere cortesi ed anche baciapile e dunque eccolo qui. La serata poteva anche essere interessante, ma non intendo  rischiare di sentir quel tizio parlare. Mi irrita tremendamente perchè:

  1. Quando parla non lo capisco. Io sono sordo e lui parla come se avesse in bocca una pallina da ping pong.
  2. Quando casualmente e saltuariamente capisco quello che dice, mi rendo conto che non dice nulla. Ovvero non risponde alle domande ed è vago sulle risposte come se non avesse nulla da dire o peggio, come se fosse disorientato o prendesse per il culo i presenti.

Ciao ciao !

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