Tempo da perdere.

Chi passa il tempo a inventare cose spiritose ed un giorno si sveglia dopo una serata di cibo pesante e dice tra se e se “e se facessimo un francobollo bello grosso ?”

bollo

Detto, fatto. La fantasia che il mondo ci invidia trova applicazione nel pubblicare francobolli di misure esagerate. Inutilizzabile per cartoline, buste di formato base, in compenso per umettarlo tutto, una lingua non basta, ci vuole una spugna bella fradicia altrimenti quando si arriva da una parte, la parte opposta si è già asciugata.  E poi leggo in una locandina che il nostro sindaco cerca alleati per la terza via. La prima è ovviamente quella tradizionale di incollare un francobollo sulla busta usando la lingua. La seconda è utilizzare la classica spugnetta, non so cosa possa essere la terza via. Se invece si riferisce alla gronda, sono contento che cerchi alleati, ma forse farebbe prima a mettere una inserzione su “Le Cose” con una corba di “A” davanti come per le massaggiatrici. Oppure su “Le Balle”, che forse ci credo di più.

Aggiornamento. Oggi, mentre scrivevo queste righe, sentivo che c’era qualcosa di importante da ricordare, ma avevo poco tempo. Ora però vorrei tornare sull’argomento “leccare i francobolli”. Non so dove nella mia testa bacata c’è una icona di una tipa che per incollare i francobolli, al posto della lingua o della spugnetta, prima se li passa sulla filiberta, e poi li piazza sulla busta. Forse è qualcosa che risale ai tempi in cui si andava in gruppo a vedere i porno al cinema. Mi sforzo ma non riesco a mettere a fuoco la scena, eppure sono sicuro di aver avuto modo di focalizzarmi su questa fattispecie, potrebbe essere anche su carta stampata, o forse era una barzelletta. Naturalmente mi viene spontaneo pensare che la quantità di acqua necessaria a rendere un francobollo abbastanza umido da far si che la colla si sciolga e ne permetta il fissaggio alla busta, è direttamente proporzionale alla dimensione del francobollo. E dunque quel francobollone potrebbe rappresentare un problema in condizioni normali, figuriamoci in momenti di secchezza delle fauci, o di altre parti. Bene, ho detto la volgarità gratuita della settimana e dunque mi posso ritenere ragionevolmente soddisfatto con un modesto ancorchè effimero aumento dell’autostima e del senso dell’Ego Accentratore.

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2 Responses to Tempo da perdere.

  1. roberto says:

    Adesso i francobolli sono quasi tutti autoadesivi. Pensa se lo fosse anche la filiberta….mamma mia!!!!

    • admin says:

      Quando la tipa della tabaccheria ha apposto quel francobollo, si è quasi scusata affermando che gliene danno pochi ed ovviamente può venderli solo a chi si presenta con grosse buste. Mi è parso che il francobollo sulla busta ne avesse provocato quel leggero ondulamento tipico dell’umido sulla carta sottile. Ho assunto dunque che avesse strofinato il francobollo sulla citata spugnetta per bagnare la colla, come si faceva ai tempi del Gronchi rosa. O forse l’ha fatto leccare al cane, o al marito, oppure – consentimi questo francesismo un po’ snob – c’ha pisciato sopra. (ecco, l’ho detto)

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