Bec tu Basaluzzo

Ci hanno cancellato il volo da Newark a Londra, ci hanno messo su un altro volo ma al check in scopriamo che “… we have an issue with your seat”. Gli anglosassoni in questi casi non usano il concetto di problema, che spaventa in quanto tale, ma issue che vuol dire tutto e nulla. Ci mettono in fretta e furia su un altro volo però la coincidenza su Genova ce la fumiamo, arriviamo a Milano Linate ma senza la valigia, che è sul volo dopo. Aspettiamo un’ora e poi la valigia arriva. Dall’aeroporto di Linate ad arrivare a Genova è come organizzare una spedizione in Antartide, affittiamo una Panda. O, come la chiamava una zia di Miriam, una “Pander”. Chi stava vivendo la seconda guerra mondiale non aveva tempo di studiare i mammiferi dell’Asia, piuttosto dopo la fine del conflitto ha avuto incubi con le Panzerdivision per tutta la vita.

La Pander da il meglio di se sul misto veloce tra Busalla e Bolzaneto, io sono pieno di caffè e tuttavia spesso mi addormento, ma intanto conosco la Serravalle a memoria. Restituisco la macchina al Cristoforo Colombo verso le 9 di sera. C’è vita in aeroporto e sorprendentemente c’è persino Jessica, che nell’ufficio del nolleggio auto mi saluta con un sorriso gentile per prendere le chiavi e firmare la restituzione della Pander. Nonostante io sia in viaggio da 20 ore, non posso non cogliere quanto sia graziosa Jessica, la cui targhetta  è in una posizione sul petto che mi ha permesso di leggere il suo nome anche senza gli occhiali. Complimenti per la targhetta ma anche per il resto, Jessica.

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