Bella questa.

Webcam del Comune in Piazza De Ferrari. L’ho scoperta oggi.

Clicca proprio qui.

Aggiornamento. Il sito del comune è stato per qualche ora off line, adesso è tornato operativo, cose che succedono. Ci terrei poter suggerire a chi gestisce la webcam di modificare un paio di parametri nel menù del setup per migliorare la qualità cromatica della foto. Si tratta di una Mobotix, da anni ne gestisco almeno 8, mie o di persone che le hanno installate ma sono io a dare un occhio che funzionino regolarmente. Questo per dire che qualcosina ho imparato. Ma come faccio a comunicare con chi di dovere ? Tempo addietro, quando mi ero rivolto a loro invitandoli a mettere delle webcam, le risposte erano state un po’ vaghe. Poi hanno finalmente messo delle webcam, perdipiù Mobotix.

Allora, metto su questo muro di bit le mie indicazioni:

  1. Nel Menu SETUP, capitolo EXPOSURE SETTINGS, cambiate la voce BACKLIGHT CORRECTION dal valore di default che è 4, portatelo a 6.
  2. Nel menu SETUP, capitolo COLOR SETTING, voce WHITE BALANCE, il default è AUTOMATIC WB. Cambiatelo in OUTDOOR.

Naturalmente bisogna fare delle prove, vista l’esposizione della webcam meglio in tarda mattinata. Il risultato si vede in tempo reale e dunque non è difficile, se non piace si può cambiare in qualsiasi momento o lasciare come prima.

Chissà se qualcuno leggerà queste righe e se si, chissà se le classificherà come “sticazzi, fatti i cazzi tuoi” oppure proverà a metterle in pratica e se si, chissà se il risultato sarà di suo gradimento.

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Fan-cool.

Cioè “fancul”. L’ho fotografato in autostrada presso un’area di servizio. Il messaggio completo è “fanculo che ti presto la mia macchina”.

Fanculo lo dici a tua sorella.

Fanculo lo dici a tua sorella.

Idee per le prossime campagne: “Tattacchialcaz” che te le faccio provare. “Vacaghèr” che ti accompagno dal dentista.

Altro argomento. Non sopporto più chi fuma in mia presenza. Una volta il fumo in presenza di altre persone era normale, oggi non lo tollero. Qualche giorno fa sono stato a casa di non-fumatori e quando siamo usciti nelle scale per andare via, ‘sti stronzi che sono usciti con me si sono accesi immediatamente la loro fottuta sigaretta, abbiamo sceso le scale a piedi ed io ero nella loro scia di fumo di merda. Fan Cool ignoranti e diseducati.

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B come “Belin la righicam centro non funziona”.

La webcam Centro ha smesso di trasmettere il 20 Luglio 2013 dopo le ore 14:20. Me ne accorgo perchè la foto non viene aggiornata, perchè non riesco ad accedervi da remoto e poi perchè sono molto intelligente.

Non sono a Genova e dunque non posso accertare la natura del guasto, spero che sia l’alimentatore elettrico; ho già scritto al solertissimo, precisissimo, puntualissimo fornitore che mi ha già spedito per corriere superveloce un POE. Tutti sanno cosa è un POE.

Nel caso non fosse il POE da sostituire, forse si è interrotto il cavo tra webcam e router oppure, nella peggiore delle ipotesi, s’è fulminata la webcam. O un colpo di vento l’ha fatta volare. Un rapace l’ha divorata scambiandola per una marmotta. Una strega l’ha trasformata in un bollitore per uova.

Altra webcam. A quella di Basaluzzo oggi ho sostituito la plastichetta che protegge l’obiettivo. Trattandosi di plastichetta, ancorchè tedesca, dopo qualche anno si ingiallisce e rende i tramonti più romantici, gli autunni più colorati. Ma non va affatto bene e dunque da oggi colori brillanti senza nuances urinarie. Adesso vediamo quanto dura questa. Sticazzi polipropilenici.

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A come Pioppi.

Ecco i miei ultimi arrivati che stanno per affrontare la prima vera ondata di caldo dell’estate 2013. Ricordo che verso metà Giugno alcune impareggiabili beline mediatiche avevano predetto “l’anno senza estate”. Ignoranti & scemi!

pioppi

Fatto sta che i 30 pioppi cipressini messi a dimora qualche mese fa stanno benone. Non vorrei attirarmi una gufata, ma insomma, così per il momento è. Il segreto ? Acqua. Ho steso un tubo di polietilene che costa poco e poi gocciolatori a ciascuna pianta. Appena la terra si secca ed io me ne accorgo, attacco la pompa dal pozzo che irriga le piante. Quante ne ho perse prima di utilizzare questo semplice accorgimento e sticazzi irrigui. D’ora in poi tutte le future piantumazioni avranno il proprio tubo che in un attimo si allaccia al pozzo e salva la vita alle giovani piante.

Il bosco autoctono sta bene. Gli olmi muoiono ad uno ad uno ma ci sono acacie e querce in quantità, entrambe molto prolifiche, che riempiranno le nicchie apertesi dopo gli olmi.

Chi ha paura di addentrarsi nel bosco ?

Chi ha paura di addentrarsi nel bosco ?

 

 

 

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Diana Strinati Baur & Acqui Terme

diabaur2

Con due coppie di amici abbiamo incontrato Diana che presentava il suo libro True Vines ad Acqui Terme. Lei è una persona realmente ricca di interessi e di risorse. Il libro, che ho letto un anno fa, è davvero molto bello.

Nella sua presentazione ha raccontato che circa due anni fa, mentre era al Bennet di Acqui, reparto verdura, dal nulla le è piombato in testa il pensiero di “cosa mi succederebbe se improvvisamente mio marito scomparisse ed io mi ritrovassi qui da sola.” Quando poi ha raggiunto il reparto Macelleria aveva già costruito la trama del romanzo, nei minuti che seguirono dimenticò che aveva un carrello con la spesa, salì in auto e tornò a casa dove Michael, suo marito, si rese conto che per cena non ci sarebbero stati che avanzi del giorno prima.

Quando la lettura è terminata, le ho chiesto se secondo lei anch’io, forse, se entro nel reparto verdura della Bennet di Acqui potrei venir folgorato dall’dea di scrivere un libro di successo. Mi sono astenuto dal chiederle se c’è stato un particolare ortaggio che ha innescato il processo mentale, ovviamente avrei potuto dar la stura ad una serie di banali, grossolane considerazioni sui cetrioli e sul loro potere nel sollecitare la fantasia femminile al pari di come il termine “patata” attizza fatalmente la rudimentale mente maschile.

La serata è stata piacevolissima. C’era un fotografo serio che si aggirava tra i presenti e questa foto che segue è copiata pari pari da Internet, spero di non infrangere alcun copyright e nel caso, sticazzi.

diana2

Diana in primo piano, si intravede poco dietro Michael, il suo simpaticissimo marito, è quello che sta per colpire con un pugno sulla testa quel tizio con i capelli brizzolati.

Nei links di questa patacca-di-blog sono riportati quelli del suo Bed & Breakfast e di un altro blog molto più serio che tiene lei. Ce ne fossero tante di persone così…

Nella foto si vede bene Micha che sta per colpire sulla testa quel tizio che pare gli abbia detto “il vino che ci hai dato sapeva di tappo e tu sei un nazista”. Micha gli avrebbe risposto “zitto tu spaghetti che siete dei voltafaccia”. A quel punto Micha ha trascinato il tizio nella vicina sorgente sulfurea ed ha cercato di annegarlo. E’ intervenuta la proprietaria della libreria che ha colpito ripetutamente Micha con lo Zingarelli  fino a farlo desistere nei suoi intenti. Poi i due si sono chiariti; il vino era molto tanninico e non sapeva di tappo e Micha è un liberale.

Alla faccia del declino nel quale l’Italia sta precipitando in caduta libera, le strade pedonali erano piene di gente, i ristoranti avevano i  tavolini tutti occupati, c’era una sfilata di moda, una band che suonava proprio bene, una deliziosa brezza asciutta e tiepida, insomma una bella serata in una cittadina ben tenuta, curata, che attira i turisti. Quest’autunno torno ad Acqui a fare i fanghi per il mio collo che va sempre peggio. Sticazzi cervicali.

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Autodifesa.

I tigli quest’anno hanno giovato di una primavera molto piovosa che si è protratta oltre la media. Dunque ne hanno approfittato per mettere su molte foglie, ossia energia per lo sviluppo dei rami nuovi e delle radici. Adesso che inizia a fare caldo sul serio e non piove da alcune settimane, l’autodifesa dalla disidratazione consiste nel perdere le foglie interne, quelle che non prendono sole ma comunque traspirano. In molte foglie il processo comprende il riassorbimento parziale della clorifilla da parte dei rami, così non viene sprecata. Quest’utima affermazione è totalmente inventata, potrebbe – anzi è – una balla totale. Però suona bene e dunque conclude degnamente una dissertazione che spero sia quantomeno realistica.

Le venature verdi sono belle.

Le venature verdi sono belle.

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Alcool

Segno questo evento nell’agenda degli “sticazzi” a 6 stelle;

Sticazzi ebbri!

Sticazzi ebbri!

ieri sera ad un posto di blocco dei Carabinieri mi hanno fatto soffiare in una specie di tubo per controllare se avevo bevuto troppo alcool. Non mi era mai successo prima. Intorno c’erano almeno 3 auto ferme con degli adolescenti con la faccia triste di chi attende di vedere un certo numero di punti volatilizzarsi e non so quali altre conseguenze. Avevo bevuto un bicchierino di Ratafià un’ora prima e già mi vedevo l’alcolimetro mettersi a suonare e strillare come quando fai il jackpot alle macchinette. Ho soffiato in un tubo nero e giallo che sembrava una torcia elettrica che l’Agente mi ha avvicinato senza neppure farmi scendere dall’auto, dal finestrino. L’attesa dopo la soffiata è durata qualche interminabile secondo e poi s’è accesa una lucina verde con un rumore tipo il telepass. Sticazzi soffiati come il riso.

 

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Uno, due.

Inattesa e pessima notizia; due persone che conosco si apprestano a lasciare questo paese per andare all’estero. L’ho saputo un giorno dopo l’altro. Due persone che avevano investito del denaro in Italia ed ora non ce la fanno più. Se ne vanno perchè hanno intorno un ambiente sempre più ostile e con un futuro sempre più incerto. Agli occhi degli stranieri stiamo diventando un paese dove le garanzie per chi fa impresa stanno velocemente scomparendo. Non solo devi dare il 60% del tuo guadagno allo stato, ma lo stesso stato ti intralcia se cerchi di guadagnare. Lacci e lacciuoli, normative sempre più assurde e complicate, oneri improvvisi e privi di ogni logica.

Forse sto parlando per demagogia, luoghi comuni, situazioni contingenti personali. Magari in parte è anche così, eppure due insospettabili piccole realtà imprenditoriali condotte da persone innamorate di questo paese hanno deciso, silenziosamente, di levare le tende. E non tornano mica nel loro evoluto paese di origine. Vanno in due nazioni non troppo dissimili dall’Italia, ma senza gli italiani e soprattutto senza chi li amministra. Vanno in paesi dove, ancora, chi fa impresa viene apprezzato e sorretto dal sistema amministrativo. Provo un generale senso di tristezza ma non dovrei; lamentarsi non fa bene “…e sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al Re...”

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Spazzatura

Già nutro incerta considerazione verso chi amministra l’AMIU, in più quando mi arriva qualcosa da pagare mi incazzo ulteriormente non tanto per il fatto che devo pagare, ma per come devo pagare.

Siamo nel 2013 e mi arriva il bollettino postale; nelle indicazioni c’è scritto “Per ulteriori informazioni sulle modalità di pagamento, vedasi la sezione Modalità di pagamento sul foglio allegato“. Vado a leggere sul foglio allegato e trovo ” Per il pagamento è necessario utilizzare esclusivamente gli appositi bollettini di conto corrente postale allegati al presente avviso di pagamento.” Ecco, mi stai prendendo per il culo, vero ?

Ma brutti individui, ultra-modesti ed antiquati, pigri, senza inventiva senza iniziativa senza fantasia, perchè non posso pagare via internet ? Perchè prima mi illudete inducendomi a pensare che ci possano essere ulteriori modalità ed invece mi obbligate ad andare in posta con quella merda di bollettino e con quel che ne consegue in termini di tempo perso ?

E poi, scusate, ma devo pagare un acconto ? Perchè non avete ancora deciso quanto devo pagare. E chi ve lo deve dire ? Il governo, o forse Il Grosso Cocomero, o forse l’associazione per la Terapia Egon Von Perlemuetten ?

Insomma, che la peristalsi gassosa plurigiornaliera vi colga poco prima di andarvene in vacanza.

Aggiornamento. Sono andato in posta a pagare. L’ACOS di Novi Ligure – tanto per fare un esempio – manda le fatture con il bollettino postale ed anche con l’indicazione di un IBAN sul quale l’utente può effettuare il bonifico senza dover andare in posta, se vuole. Molti altri erogatori di utenze consentono l’uso di carte prepagate o carte di credito on line, per chi si fida. L’AMIU no. Ho pagato €38 di acconto, che molto solidariamente – grazie AMIU – avrei potuto pagare in 4 comode rate da €12. Ma se oggi avevo 50 persone prima di me in coda, per 4 diventano 200 persone in coda e 4 ore di attesa, mi consentono di pagare in rate ma poi mi viene la gastrite per l’incazzatura. Il Bimixin costa circa €8 alla confezione. Con una confezione di pastiglie si pone rimedio a circa 20 episodi di diarrea. Con €38 si acquistano 4 confezioni di Bimixin utili per contrastare 80 episodi di diarrea. In AMIU ci sarà una persona in carne ed ossa che ricopre un posto dirigenziale e che nella sua posizione potrebbe far si che i clienti non debbano andare in posta per pagare i bollettini. Basta volerlo, basta dire “apriamo un cazzo di conto corrente ed indichiamo sulle fatture l’IBAN”. Magari sconvolgerebbe i suoi colleghi per tanto ardire ma farebbe una cosa utile. E invece questo minus non lo fa, non lo vuole fare. Bene, gli auguro che la prossima volta che va in vacanza debba portare con se l’equivalente di €38 in Bimixin. Che lo colga la vendetta di Montezuma, Tutankamon o chi per esso e gli rovini leggiadramente la vacanza con una diarrea poderosa. Poi, quando sarà tornato a casa, starà benissimo.

 

Altro Argomento. Senti, sei stato molto gentile ad invitarci ieri sera. Abbiamo potuto ammirare il tuo nuovo lampadario e la cena è stata deliziosa.

oddi

In segno di riconoscenza, avrai potuto notare come io non abbia dato in escandescenze quando hai iniziato a suonare il piano. Forse era la prima volta che venivo esposto, a tradimento, alla performance del padrone di casa che suona il piano. In passato ho dovuto subire più volte il temibile chitarrone. La chitarra era una tortura; in genere c’era il solito repertorio di Lucio Battisti e di qualche cantante anglosassone stravolto dalla pronuncia grossolana utilizzata. Ah, dimenticavo l’immancabile Fabrizio De Andrè che era già triste di suo, figurati se riproposto in chiave amatoriale. Poi ci sono state anche le somministrazioni coatte delle canzoni scritte (canzone e testo) dallo strimpellatore in persona, con gli applausi finali e qualcuno dell’audience che chiede altri titoli e che avrei ucciso volentieri colpendolo con la stessa chitarra. Il mio idolo è Belushi in Animal House. Anyway, al piano non ero preparato ma devo dartene atto, la performance è stata ragionevolmente breve e non hai cantato.

Donna che si netta la filiberta. Opera anonima.

Donna che si netta la filiberta. Opera anonima.

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La mia cameretta.

Io credo che tutti coloro che hanno frequentato le scuole elementari si siano cimentati, almeno una volta, nella composizione del tema “La mia cameretta”. Fa parte del percorso formativo classico nel quale da una parte lo studente si cimenta in un esercizio di descrizione mnemonica importante per il suo accrescimento emotivo, dall’altra la maestra cerca di farsi i cazzi del bambino sperando di scoprire che nella sua cameretta c’è “un quadro di mio nonno che sgozza un vitello” o “la cassapanca dove mia nonna è stata nascosta dopo essere stata fatta a pezzi dallo zio satanista”.

Passati i 10 anni, parlare della propria cameretta cambia significato e diventa una questione che non può interessare più nessuno al di fuori del diretto occupante della cameretta. Insomma, chiunque rivolto a terzi parla dell’arredamento di una camera dove passa del tempo è un cretino che merita il premio per l’argomento inutile, noioso al limite del fastidio fisico, mentre una verifica strumentale del fattore “sticazzi” o “give a fuck” ritornerebbe valori prossimi al cataclisma.

Davvero, ma a chi cazzo interessa un argomento del genere ?

Davvero, ma a chi cazzo interessa un argomento del genere ?

TUTTAVIA, oggi mi è arrivata in ufficio la scrivania con il mobiletto e l’armadio ed una poltrona in pelle ecologica (aka finta). Li ho pagati poco perchè sono articoli non più fashionable ma li ritengo davvero prestigiosi. Questo è il mio blog, rappresenta una seduta analitica perchè scrivo quel che cazzarola mi pare e dunque ad imperitura memoria, ecco l’immagine del mio ufficio con i nuovi mobili in legno iroko stocazzo nodoso.

Prestigioso è dir poco.

Prestigioso è dir poco.

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