La mia cameretta.

Io credo che tutti coloro che hanno frequentato le scuole elementari si siano cimentati, almeno una volta, nella composizione del tema “La mia cameretta”. Fa parte del percorso formativo classico nel quale da una parte lo studente si cimenta in un esercizio di descrizione mnemonica importante per il suo accrescimento emotivo, dall’altra la maestra cerca di farsi i cazzi del bambino sperando di scoprire che nella sua cameretta c’è “un quadro di mio nonno che sgozza un vitello” o “la cassapanca dove mia nonna è stata nascosta dopo essere stata fatta a pezzi dallo zio satanista”.

Passati i 10 anni, parlare della propria cameretta cambia significato e diventa una questione che non può interessare più nessuno al di fuori del diretto occupante della cameretta. Insomma, chiunque rivolto a terzi parla dell’arredamento di una camera dove passa del tempo è un cretino che merita il premio per l’argomento inutile, noioso al limite del fastidio fisico, mentre una verifica strumentale del fattore “sticazzi” o “give a fuck” ritornerebbe valori prossimi al cataclisma.

Davvero, ma a chi cazzo interessa un argomento del genere ?

Davvero, ma a chi cazzo interessa un argomento del genere ?

TUTTAVIA, oggi mi è arrivata in ufficio la scrivania con il mobiletto e l’armadio ed una poltrona in pelle ecologica (aka finta). Li ho pagati poco perchè sono articoli non più fashionable ma li ritengo davvero prestigiosi. Questo è il mio blog, rappresenta una seduta analitica perchè scrivo quel che cazzarola mi pare e dunque ad imperitura memoria, ecco l’immagine del mio ufficio con i nuovi mobili in legno iroko stocazzo nodoso.

Prestigioso è dir poco.

Prestigioso è dir poco.

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One Response to La mia cameretta.

  1. Mig1 says:

    …e le sedie per gli ospiti?
    O gli inginocchiatoi… o i ceci…
    insomma, manca qualcosa, ecco.

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