Post vigilia. No, un attimo… cioè Natale !

censoredOggi ho ricevuto in regalo un articolo di abbigliamento che regalavo a mio padre quando ero bambino; un golfino a “v” con i bottoni. Invece questa foto è molto piaciuta ai nipoti. E’ la mia personale interpretazione dello spirito natalizio. Ad essere sincero, ma proprio sincero, il Natale  mi mette di norma di umore meno che mediocre, direi grigio. Ora più invecchio e più penso a gente sfortunata che mentre io festeggio è magari sola in un letto di ospedale, o in una casa di riposo senza nessuno che li va a trovare. Questo pensiero mi mette, se possibile, di umore ancora più buio. Ma sono un cazzaro certificato ed allora mi comporto come se tutto il mondo fosse concentrato in quella casa dove ci si riunisce da quando sono nato. Se alcuni tra i miei nipoti vedendomi così pensano che sarebbe bello avere un padre come me, non sanno di cosa stanno parlando.

Tanti cari auguri di buone feste a tutti.

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Vigilia.

Intanto un secondo passaggio in ambulatorio dove mi hanno rifatto il servizietto con il ferro rovente, oggi si che mi ha fatto male, ma per fortuna anche questa volta è durato abbastanza poco.

Simile, ma nel mio caso è rossastro.

Simile, ma nel mio caso è rossastro.

Poi già che c’eravamo mi hanno prelevato un campione di una roba che avevo nel naso e che sembra una gelatina trasparente con nuances giallo-rosse, poi faremo la TAC e via!

Mi sono venuti in mente quegli orrendi telefilm americani anni 70 ambientati in un ospedale; sistematicamente c’era il personaggio ospite della puntata che andava in ospedale perchè gli prudeva un piede e poi si scopriva che aveva un brutto male, anzi generalmente bruttissimo. Il più delle volte moriva a pochi minuti dalla fine della puntata. Ma come facevo a guardare quelle merde colossali ?

In questi giorni ricevo decine e decine di auguri di Natale da perfetti sconosciuti. Devo essere finito nella mailing list di non so chi,  sono in copia con innumerevoli altre persone, tutte sconosciute. La tentazione è quella di rispondere “ma chi cazzo sei ?” a tutti, ma non mi sembra cortese.

Ho anche gestito una conversazione surreale via SMS con uno sconosciuto che prima mi ha mandato la foto di una tazza da caffè a forma di seno (tetta) poi mi ha intimato di “togliere il pesce dal congelatore”. Gli ho fatto gli auguri di Natale dicendo che però mi chiamo Stefano e che secondo me il pesce era ancora nel congelatore. Non mi ha risposto. Poi ho scambiato quello del congelatore per un’altra persona che per fortuna si è identificata. Le ho parlato del pesce e mi ha chiesto cosa c’entra il pesce. Mi sono trattenuto a stento dal fare banalissimi doppi sensi, a parte una frase che le ho scritto “Ma perchè mi ha intimato di togliere il pesce dal congelatore ? S’è sparsa qualche voce su di me ?” che l’ha resa ancor più disorientata. Poi però ho scoperto di chi si trattava, o forse era un’altra persona. Insomma come spesso capita, faccio molta confusione.

Infine (sticazzi) non so come ma oggi ho cambiato la suoneria del telefono, che ha suonato ripetutamente senza che io rispondessi perchè ero tra altre persone e pensavo non fosse il mio telefono. La vigilia di Natale trascorre nel più normale dei modi; mi cauterizzano il naso, incasino il telefono, faccio figure barbine con conosciuti & sconosciuti, mi dimentico di fare gli auguri e ricevo telefonate da persone che capiscono perfettamente che io non ho idea di chi siano.

E poi; perchè – dico a tutti – i petardi non ve li sparate su per il culo ? Perchè se vi partono un paio di dita è mainstream, ma se ve lo fate esplodere nel retto magari viene meglio, finite su youtube.

 

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Antivigilia.

Alle 4 di questa notte mi si è aperta una piccola arteria nel naso. Ho prima rischiato di soffocare nel sonno per il sangue che mi colava in gola, mi sono tirato su ed ho inondato le lenzuola, poi il corridoio ed infine il bagno. Non pensavo potesse uscire così tanto sangue dal naso. Ero quasi tentato di fare una foto al lavandino ed allo specchio, alle piastrelle, al pavimento. Un po’ trash ma avevo le mani rosse di sangue e non ho avuto il sangue freddo di andare a prendere la macchina fotografica. In effetti sarebbe stato disgustoso. Sono andato al pronto soccorso. Per la strada c’erano diversi gruppi di adolescenti in età scolastica che vagavano in modo da sembrare fatti, carichi.  Al pronto soccorso mi hanno messo un tampone, sono tornato a casa, non ho dormito un accidente,  stamattina ho iniziato a sanguinare nuovamente e dunque sono tornato in ospedale dove mi hanno messo un ferro rovente dentro la narice. Mi ha fatto abbastanza male nonostante l’anestesia ma ora sembra sembra essersi fermato. Ovviamente avevo una roba di lavoro a Milano; vai a dire che non puoi partecipare perchè “…sono al pronto soccorso, mi cola sangue dal naso“. Suvvia, non è credibile, non mi avranno creduto. Forse avrei dovuto davvero fare qualche foto questa notte e mandargliela.In questi minuti però mi sta venendo un sonno atavico e credo andrò a dormire sognando un film di Tarantino.

sanguinolenti

sanguinolenti

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Insetti, mammiferi.

wasps

Ho aperto il mobiletto del cortile che uso per la legna da ardere intorno al quale lo scorso Settembre  c’era una certa attività di vespe. Ed ecco il vespaio; è una cosa che sembra aliena, non avevo mai visto nulla del genere, probabilmente perchè non avevo mai visto un vespaio prima d’ora, neppure da Angela padre e/o figlio. A Gennaio credo che dovrà essere rimosso, io di certo non lo tocco, ho paura che escano milioni di vespe che mi assalgono ed infine io muoio dopo una lunga agonia. In realtà – mi sono documentato – in questa stagione le vespe sono morte, ma dentro quella roba ci sono migliaia di uova che a primavera si schiuderanno.

gatto

Invece questo è l’altro visitatore che, puntuale, si presenta per la mattiniera dose di coccole e soprattutto croccantini drogati. Lo so che non dovrei dargli da mangiare, ma come si fa ? E poi è dello stesso colore delle ardesie sul muro e sulla scala, c’è affinità con il luogo, non posso scacciarlo dal Tempio.

Ci risiamo, non so cosa scrivere a fianco della foto più alta che larga e dunque rischio di lasciare lo spazio in bianco. Non so con chi prendermela.

Devo riflettere.

Sono salito sul tetto per cercare di tappare la fessura nel comignolo dalla quale passa l’acqua piovana che arriva nel bagno. Rientrando verso la finestra dell’abbaino sono scivolato sulle ardesie ancora umide e mi sono salvato solo perchè avevo messo la mano sulla persiana, se avessi perso la presa sarei caduto nel giardino dei vicini. Forse sarei sopravissuto, ma forse no. Adesso ho una mano dolorante, anche il braccio e la spalla sono doloranti per lo sforzo; altro che Chuck Norris, lui sarebbe caduto dal tetto e si sarebbe salvato in qualche modo senza neppure un graffio.

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Sabato a Genova.

E’ il primo Sabato che passo a Genova da mesi. E domani facilmente sarà la prima Domenica che passo a Genova da mesi. Pertanto sembrerebbe che questo in corso sia il primo fine settimana che passo a Genova da mesi.

vibram

Vorrei salutare con la manina ondeggiante la signora che in via Edmondo de Amicis ha piantato la propria autovettura nera in doppia fila, con le doppie frecce, ed ha spalancato la porta mentre io sopraggiungevo in motorino. La cosa è avvenuta qualche giorno fa, ma mi sono dimenticato di accennarne perchè comunque è una situazione che fronteggio spesso. Ora che sono qui e non so cosa scrivere, mi sovviene. In corrispondenza al suo parcheggio del culo,  c’era un tabacchino, dunque mi sono chiesto cosa avesse avuto necessità di comperare la signora così urgentemente. Forse le sigarette ? Un tagliaunghie ? Dei fazzolettini di carta ? Delle pile ?

Uno di quei luoghi comuni che sottendono alla guida dinamica dei neworkesi dice che il tempo più breve registrato in natura è quello che intercorre tra il semaforo che diventa verde ed il taxista dietro di voi che suona il clacson perchè non siete ancora partiti. Anche qui a Genova vantiamo forse un record in tal senso. Quanto il semaforo diventa verde, l’automobilista di fronte a me viene disturbato nel suo torpore e dopo qualche decina di secondi inizia a realizzare che c’è qualcosa che a quel punto dovrebbe fare, ma senza ricordarsi cosa. Dopo altri dieci secondi ha un lampo e si ricorda che il semaforo verde implica che deve procedere. Dunque per prima cosa preme con molta cautela il pedale della frizione. Poi, altrettanto prudentemente, innesca la prima marcia, guarda talvolta nello specchietto e vede il mio sguardo di odio. Allora aspetta qualche secondo per accertarsi che la marcia sia entrata e solo dopo aver raggiunto la consapevolezza che non gratterà, solleva lentamente il piede in modo che la frizione inizi a fare presa e dunque il veicolo accenna ad un movimento in avanti. Il movimento del veicolo è il segnale che l’automobilista dietro di lui aspetta ed in conseguenza del quale inizia a propria volta a chiedersi “ma cosa cazzo devo fare adesso ? Ah, si procedere!”.

Questo ovviamente è un luogo comune; tutti si lamentano che chi procede è troppo lento e chi segue è troppo incombente. Tuttavia per anni ho pensato che al semaforo i miei concittadini fossero presi da qualche impulso sessuale irresistibile e dunque tendessero a masturbarsi, non rendendosi conto di quanto il semaforo diventa verde. E’ anche così che si formano le code. E comunque se qualcuno dietro si incazza e suona, questo li distrae, il loro coito va a farsi benedire e la loro ansia e nervosismo crescono portandoli a scelte ben precise alle prossime amministrative o politiche.

La signora di prima, invece, secondo me andava ad acquistare proprio le pile per il suo vibratore vagina/ano parlante che canta “Santa Klaus Is Coming To Town” durante l’uso. Questo la giustifica dall’aver commesso la solita infrazione di menefreghismo, cagando la macchina senza preavviso e gettandosi in mezzo alla strada. Se io avessi le pile scariche del mio vibratore parlante proprio sotto le festività, sarei di pessimo umore.

Non sono più abituato a passare i finesettimana a Genova. Da questa mattina sembrerebbero caduti quasi 15 millimetri di pioggia. Secondo me ne sono caduti di più. Arpal sottostima.

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Io speravo di poter salire sul tetto e cercare di mettere un tapullo in modo da fermare la percolazione dell’acqua dal camino fino al mio bagno, e invece nisba.

Ti piove in casa ???

Ti piove in casa ???

 

 

E comunque sia ho acquistato, per la modica somma di €10.-, questo simpatico ippopotamo di legno da un banchetto di cose intagliate africane alla fiera di Piazza Verdi, sticazzi e ancora sticazzi.

ippo

Ritengo possibile che NON sia fatto in Cina in un sottoscala. Magari è fatto in Africa, in un sottoscala. C’è chi dice di comprare cose etniche e poi scopriamo che le fanno dei minori in uno scantinato a Prato.  No, questo simpatico artefatto di legno scuro è stato intagliato a mano da un artista nel Congo che si guadagna da vivere in questo modo. Invece il computer si che viene dal Far East.

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Il cuscino freddo di Basaluzzo.

In queste ore la pioggia cade su Genova e sui monti, anche a quote intorno ai 1000 metri. Invece a Basaluzzo, nevica.

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In teoria nevica sui monti e non nella bassa pianura. A meno che non si verifichino condizioni di inversione termica, colonna fredda e cuscino freddo, o due delle tre non necessariamente in questo ordine come se fosse antani. Chi non ha almeno un pochino di rudimenti di meteorologia non può capire; esprima pure la sua crassa bestialità mettendo su la faccia di chi non ha capito un cazzo ma fa finta di approvare, si fidi della mia immensa conoscenza in materia.

palo

Ho addocchiato un passero che si è servito dal tubo. FUNZIONA!

Fatto sta che a Busalla piove, a Ronco Scrivia Piove, poi ci si immerge nella pianura e a Serravalle nevischia, a Novi Ligure nevica, pochi km più a nord piove. Il palo sta benone nella sua livrea invernale, tra qualche ora sarà sciolta perchè siamo sopra zero e la precipitazione non è intensa, coreografica si, ma le strade sono abbastanza pulite, si circola bene, devo riempire questo spazio e come sempre non so cosa cazzo scrivere. Ah si; ieri sera in quel del Righi ho avvicinato Miriam che sonnecchiava cantandole nell’orecchio “Ciriciripì”, ossia un vecchio successo anni 50 che ascoltava mio nonno al “Musichiere”. Malauguratamente mi riferivo a CI-RI-PIove in casa, entra acqua dal comignolo ed ha riempito il controssoffitto nel bagno, ho dovuto praticare i soliti fori nel cartongesso per lasciare scaricare l’acqua, per fortuna nel piatto della doccia. Miriam non era entusiasta e ha espresso commenti acerbi su coloro che ristrutturarono la casa undici anni fa. Però la caldaia funziona nuovamente, la vita è un dare e prendere.

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Ecco dove volevo arrivare; la Pozzanghera Fangosa Menada, Pfm, bella nel suo vestito invernale. Prima o poi questa foto diventerà l’immagine ripresa dalla Basacam 3 e ci sarà una piccola tettoia in legno sotto la quale metterò delle balle di fieno per i caprioli. Ovviamente verranno accolti da un sistema di mine che interrerò nelle vicinanze. La Sagra del Capriolo della Pfm si avvicina.

Aggiornamento serale. La Basacam 2 con il palo illuminato ed un po’ di neve.

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Bidet con acqua gelata, ma anche altre cose più gradevoli.

Alle ore 12:15 di ieri, la caldaia di casa ha smesso di funzionare. Nonostante i ripetuti tentativi di farla ripartire, il codice di errore non lasciava speranze. L’assistenza verrà solo oggi pomeriggio. Ieri sera ho accompagnato Miriam da sua madre, come quando eravamo fidanzati. Ha dormito al caldo. Io invece ho dormito a casa, dove la temperatura questa mattina era scesa intorno ai 19.1° che non è affatto male. Ma fare il bidet con l’acqua gelata mi ricorda tanto l’igiene personale dei rifugi alpini, allora avevo 20 anni e non ci facevo molto caso, oggi mi gelano tutti i carichi pendenti e la cosa non mi fa affatto piacere. Anzi, quelle cose esposte all’acqua gelida in mezzo minuto raggrinziscono ulteriormente e tendono a ritrarsi, fino a scomparire alla vista.

salmo

Però prima siamo stati ad una cena aziendale dove veniamo sempre gentilmente invitati, credo che prima o poi scorrendo la lista degli invitati si chiederanno “perchè invitiamo questi due, ma chi cazzo sono ?” stante che ormai con quella azienda, da anni, non ho più alcunchè a che fare.

Qui a destra una delle suntuose portate. Un bulacco di ghiaccio con sopra alcune fette di salmone crudo ed una salsina di mango con elementi irriconoscibili vagamente piccanti. Mi sono domandato se si sarebbero portati via il ghiaccio con sollecitudine dopo aver terminato il salmone oppure se il ghiaccio avrebbe cominciato a sciogliersi per finire sulle gambe degli invitati.

Comunque sia, al mio tavolo eravamo in diversi, tutti accomunati dall’aver avuto, in passato qualche ruolo in questa azienda. Ma c’era un’altra cosa che ci accomunava, ci accomuna ancora e per sempre segnerà le nostre esistenze; è come essere stati insieme nei Lupetti, o aver fatto una vacanza indimenticabile, essere stati a scuola insieme o in un gruppo di scambisti.

Tutti, in una precisa fase delle nostra vita professionale mentre eravamo impegnati a dipanare una articolata e complessa ristrutturazione aziendale, siamo stati oggetti di considerazioni particolarmente intense e sentite da parte di una persona che ha scritto delle e-mail nelle quali a turno ha sottolieato alcune caratteristiche che, secondo lui, ci appartengono. Stante che non esiste un riepilogo delle diverse e-mail, per facilitare il compito di quei due o tre che leggeranno mai queste righe, ho elaborato una tabella nella quale indico i titoli che ci siamo guadagnati e dei quali tutti siamo totalmente fieri.

Tab. 1 - Attribuzioni

Tab. 1 – Attribuzioni

Ovviamente non posso riportare nomi e cognomi, a parte il mio.  Sono certo che tutti i convenuti ricordano con commossa simpatia gli epiteti ricevuti, ma non ho tempo per farmi scrivere tutte le dichiarazioni in tema di privacy. Dunque rimarrete anonimi (cazzi vostri).

Addendum. Sembra ridicolo, ma anche in ufficio oggi ho il riscaldamento che non funzionava. Sticazzi ! Non funziona in quasi tutto il piano,  questa mattina sono l’unico ad essere nel proprio ufficio perchè gli altri arrivano di pomeriggio. Il tecnico che è arrivato per verificare la situazione ha detto che in realtà in un altro ufficio ci sono due ragazze che non si erano lamentate ma in effetti anche loro erano al freddo. Forse erano in ipotermia e stato soporoso. Comunque il guasto è generale e non è stato riparato, ma grazie ad un tappullo meccanico, il riscaldamento adesso da me funziona. Per sempre e senza interruzione visto che il tecnico del condominio ha forzato l’apertura della valvola ed ora sto per raggiungere una temperatura amibiente di 25 gradi, mentre stamattina ce n’erano 16. Il CAPE della mia stanza è ai massimi livelli e credo potrebbe arrivare un classico temporale pomeridiano, nel mio ufficio. Chi non capisce questa battuta è perchè non capisce una beata cippa di minchia di meteorologia.

Tutto questo post è
tempo e clima

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Notizie dalla campagna.

9/10 sfuocati.

9/10 sfuocati.

Ho anche scattato una foto della Pfm, ma non è diversa da quella del 1 Dicembre. Invece trovo molto più pretenziosa quella di una staccionata con una striscia di brina verso nord.

La foto è, tecnicamente parlando, uno schifo e dimostra senza possibilità di replica che uso meglio, ad esempio, il dito nel naso che una macchina fotografica. Oh, che cazzo, l’ho già detto N volte.

Come spesso mi capita, adesso devo riempire lo spazio qui a fianco della foto e non so cosa scrivere. Allora; detesto chi in auto mi segue standomi ad un metro dal culo. Trovo questa sua, una attitudine mentale veramente stupida. lo fanno automobilisti e scooteristi, mi verrebbe voglia di frenare, ma prima dovrei comprarmi una auto marcia. Mi compero un’auto a due euro già piena di botte, poi aspetto che qualche coglione mi si attacchi al paraurti, poi freno. Questo imbecille mi tampona (ed è colpa sua) ed io gli direi candidamente che mi era parso di vedere un ratto zoppicante che mi ha attraversato la strada, ed io voglio bene a tutte le creature e dunque ho frenato per non travolgerlo, e visto che lei – caro signore – non rispettava le distanze di sicurezza, adesso le rompo il naso e poi chiamiamo i vigili urbani, anzi la polizia municipale.

In altri paesi accade molto di rado che qualche imbecille ti stia attaccato al paraurti; le prime volte che viaggiavo in USA non mi spiegavo un adesivo simile a questo che vedevo spesso sulle auto di fronte a me.

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Pensavo fosse una cretinata, ed invece ho capito a cosa serve. Serve ad infondere il dubbio nel cretino che si attacca al paraurti che l’automobilista che precede sia da distanziare perchè potrebbe frenare in modo incontrollato e senza preavviso.

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E intanto a New York…

…nevica.

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