L’estate mi ha già rotto le balle.

Sono l’eterno pendolo della mia metereopatia. In inverno vivo con il mal di testa, devo fare attenzione a non prendere uno spiffero dalla parte sbagliata altrimenti dopo un’ora sono alla ricerca di un antinfiammatorio. Però il caldo dopo qualche giorno mi rende nervoso e colloso. Mi fa sudare, l’aria condizionata deve essere usata con molta parsimonia altrimenti mi viene la cefale, allora sudo specialmente quando sono in auto, e poi il sudore nella schiena mi provoca mal di schiena. Miriam in versione gondoliere è uscita ed io sono rimasto a casa, fa un caldo porco di cui ho già accennato,  emetto suoni gutturali ogni volta che provo ad alzarmi.

E poi s’è spostata la Rapacam. Ho segnalato la cosa a chi di dovere, chissà se è stata opera di ingegno umano, un piccione, un rapace, un roditore, il vento.

rapgra

 

E’ successo almeno 24 ore fa. Sticazzi sudati, spostati, doloranti.

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Aggiornamento Basacam.

Le due webcam di Basaluzzo tutt’ora bloccate sembrano funzionare regolarmente, ma non possono trasmettere perchè si sono bruciati i rispettivi alimentatori, che ho ordinato e spero arrivino presto. Il router funziona ma solo con la rete wifi, non con il cavo di rete. Boh.

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Il tepore Mediterraneo.

Gli addetti, i lavoranti, gli operai che prestano servizio all’aeroporto di Newark sono tutti vestiti da lavoro. Indossano uniformi specifiche con elementi qualificativi del proprio incarico, materiali riflettenti ed antinfortunio se è il caso, hanno una etichetta che li identifica. Questa divisa da lavoro li rende formali ed importanti nelle loro mansioni.

Faccio scalo a Monaco di Baviera, lo scenario è lo stesso.

Atterro a Genova; mi attende un tizio a torso nudo e ciabatte che lava la Panda dei VVFF a sguazzo con la canna dell’acqua. Poco dopo uno che probabilmente lavora li, che indossa canottiera e braghe corte, sembra un surfista messicano ed invece è un addetto dell’aeroporto di belinopoli. Sono tornato a casa.

cesso

Dentro casa ci sono 37 gradi. Ne ho già parlato sicuramente ma mi sento di doverlo ripetere; un noto imprenditore immobiliare ed altrettanti professionisti del mattone genovese, quando la casa in cui abito venne totalmente ristrutturata nel 2000, coibentarono il tetto con l’equivalente di un tappetino da gabinetto come quello nella foto qui a fianco, spacciandomelo per un ottimo materiale coibente. Invece quando le ciappe di ardesia si arroventano al sole, trasmettono pari pari il calore al cemento del tetto che da li si irradia dentro casa mia, regalandomi un clima insopportabile che però nella media annuale viene compensato dal freddo che cola inesorabilmente fin nelle ossa mie e di Miriam durante i mesi invernali. Dunque la media dei 12 mesi è 20 gradi pari a 40 in estate e 0 in inverno. Di che mi lamento ?

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Breaking news.

iloveNYA Basaluzzo due webcam su 3 hanno smesso di funzionare poco dopo le 18:50 di Lunedì 8 Agosto. I dati in mio possesso e la mia non comune intelligenza mi portano a ritenere che un fulmine abbia picchiato nelle vicinanze e che la diagnosi più plausibile sia: fulminate. Il temporale che intorno alle 19 e fischia ha interessato la zona ha fatto mancare la corrente due volte, è mancata la linea telefonica per diversi minuti. Insomma ha fatto casino e per meno di 8 millimetri del belino di pioggia.

basgra

Come soluzione alternativa e sicuramente meno onerosa, potrebbero essersi fulminate le due porte del router, ma a naso mi sembra poco probabile. Altra possibilità; a causa del fulmine le webcam sono andate in blocco, ma basterà staccare la spina, contare fino a 10 e riaccenderle. Il gruppo di continuità che alimenta le webcam ed il router infatti ha mantenuto l’ambaradan acceso durante i due blackout. Sperare non costa nulla ed è esente da imposte, ma quest’ultima mi sembra una ipotesi fantasiosa ancor più della prima. Vedrò di stimare i danni tra 3 giorni.

Update il giorno dopo.

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Altro temporale alessandrino, questa volta defilato e dunque un paio di millimetri mal contati di pioggia, che comunque rinverdiranno un po’ l’erba dopo la patta di caldo della scorsa settimana. E, sopra tutto, sticazzi meteo.

 

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La domenica al Parco

iloveNYSe proprio non si ha voglia o tempo di prendere un mezzo ed andare via durante il fine settimana, o prendere la metropolitana ed andare al mare, l’ICONA neworkese della domenica media è andare in un parco cittadino. Central Park per Manhattan,  Prospect Park per chi vive a Brooklyn, Flushing Meadows Corona Park per gli abitanti del Queens. Staten Island e The Bronx hanno parchi e boschi che fanno parte della cerchia suburbana e dunque non fanno testo.  Oggi c’erano 23 gradi con cielo cristallino e vento da nord che rendeva la vita gradevole e dunque ci siamo immersi nel rito per chi resta in città.

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Uno dei protocolli base comprende l’acquisto di cibarie in uno degli infiniti posti dove anche la Domenica c’è sempre da comprare qualcosa. Il Sashimi è buono, mi fa sentire invariabilmente un po’ hip, si compra e si consuma in fretta, non puzza, non unge. Sheep Meadow è uno dei posti dove andare; è circondato da alberi per chi vuole l’ombra, il panorama è abbastanza unico, il passaggio di belle ragazze (gnocca) è considerevole. Eravamo con una coppia di amici ed i loro due bambini che, segno dei tempi, non si sono portati appresso il pallone ovale del football americano bensì un pallone da calcio (soccer).

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Intorno pizza.

iloveNYSi, il titolo è decisamente cheesy, come direbbero qui, ma non sapevo proprio cosa scrivere per introdurre due foto insulse.

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La prima foto mostra il palazzo che stanno finendo di costuire, e del quale ho già mostrato delle stupide foto di quando stavano tirando ancora su i piani. Tutto venduto a parte la duplex penthouse che se non ricordo male va per 25 milioni in valuta locale. O forse hanno venduto anche quella, troppa fatica andare sul sito web. La seconda foto mostra la torre dell’Hotel Carlyle; non si può dormire per meno di $600 a notte, ma puoi anche risparmiare un sacco se decidi di affittare per un mese intero una camera con bagno a soli $13.000.

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Renzo Piano

iloveNYOggi piove, nonostante le previsioni avessero detto, fino a ieri sera, che oggi ci sarebbe stato un bel sole. In compenso ieri verso mezzogiorno è venuto fuori il sole, mentre secondo i previsori avrebbe dovuto piovere fino a tarda notte. Miriam si era messa gli stivali per proteggersi dalla pioggia ed è inciampata per la strada. Ora cammina come un compasso e lamenta dolori ad una mano, al ginocchio e ad un piede. Quest’ultimo sta assumendo una colorazione bluastra in diversi punti; colpa dei previsori meteo. Ed anche del Greenwich Village; io lo dico sempre che è un posto mainstream che visto una volta non serve tornarci, ma lei testarda ci vuole tornare ed ecco il risultato.

Siamo andati a visitare il nuovo museo Whitney, disegnato da Renzo Piano, che ha riaperto pochi mesi fa dopo essere traslocato dalla Upper East Side ed è venuto nel Meatpacking District.

Sticazzi geografici; era per mostrare la mia presunta familiarità con la cittadina.

 

Il complesso fa parte di un progetto ben più grande nella lower west side di Manhattan. E’ come se, a tavolino, un giorno a Tursi avessero deciso di rifare Cornigliano; giù le vecchie fabbriche ed i palazzi in disuso, al loro posto nuovi insediamenti pubblici strutturali che invogliano gli investitori privati piccoli e grandi a scommettere nella rinascita dell’area. Ed è come se Cornigliano nel giro di 10 anni fosse diventata una attrazione commerciale e culturale visitata da turisti da tutta Europa. Strade in ordine, negozi, ristoranti, zone di verde pubblico ben tenute. La scommessa qui a New York è senz’altro andata a buon fine.

Non conosco personalmente Renzo Piano ma leggendo quello che ha fatto nel mondo suppongo che professionalmente sia una persona di caratura straordinaria. E poi, il figlio di Renzo Piano era compagno di classe di Miriam; questo dettaglio di una certa importanza mi porta a parlare di lui quasi come se fosse mia sorella, o mio nonno, o cugino di prima. Orbene, mi domando dunque chi gliela fece fare di presentare il “waterfront” project ai genovesi qualche anno fa. Se non ricordo male venne accolto inizialmente con sorpresa, ma subito dopo venne criticato, deriso ed il suo progetto non credo fu neppure discusso al di fuori di qualche bar del centro città. Ma come ha potuto pensare che il suo progetto smuovesse i neuroni di pongo dei minus habens della politica locale ? Ed i modestissimi “grandi” imprenditori locali, la rabberciata confindustria januensis ? Non ricordo se lo appoggiarono o meno. Secondo il concetto fondamentale della genova-bene o che-si-crede-importante “io non ci guadagnerò, ma allora non guadagna neppure lui”, e “se si crede tanto bravo perchè non se ne torna all’estero invece di rompere i coglioni qui ?” Detto, fatto. La mia conoscenza della vicenda fu scarsa allora perchè evitai di leggere gli articoli del giornale del partito Secolo 19mo per non farmi delle incazzature, ma anche la mia memoria è scarsa e sicuramente allora ebbi una visione ingenua e molto naif di come invece ritenevo sarebbero dovute andare le cose. In definitiva, conoscendo la mentalità così chiusa, ostile e conservatrice dei suoi concittadini che contano, ed immaginando che la dovesse conoscere bene anche lui, ma chi cazzo gliel’ha fatta fare ?

 

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Oh, le giostre !

iloveNYOh, che belle le giostre con le bancarelle.

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Anche nella Manhattan densamente popolata ci sono le street fair che si dividono tra quelle delle avenues, molto più grandi ed importanti, e quelle nelle streets, ossia lunghe un blocco che sono robe da quartiere, molto più caserecce, organizzate da comitati locali che attengono a pochi blocchi circostanti. Oltre a qualche giostra per bambini, ci sono food vendors che propongono cibi ricchissimi in grassi polinsaturi o zuccheri fatti sul momento, artigiani che vendono chincaglierie, vestiti, solite robe. Non sono troppo dissimili dalle analoghe fiere patronali di casa nostra.

Miriam però mi faceva notare che mentre la reazione qui a New York è del tipo “ma che bello andiamo a vedere” in Italia è “oh no, cazzo, gli zingari!” ed infatti gli appartamenti delle strade vicine vengono svaligiate sistematicamente e dunque bisogna chiudersi in casa fino a quando le giostre vengono smontate.

La 77th street fair capita non a caso in corrispondenza della fermata della metropolitana. Nelle ore di rientro il fiume di persone che si dirige verso le avenues a est transita proprio di qui. Mica scemi.

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Hasa Diga Eebowai

E’ molto probabile che io abbia già scritto queste cose, il mal di testa non migliora la mia già di per se scarsa capacità di concentrarmi.

Ah, ieri sera siamo andati a vedere The Book Of Mormons.

Mi sono dimenticato di acquistare la maglietta che però ho ordinato su Amazon.

Chissà se il musical arrivarà mai in Italia, io credo di no.

 

 

 

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Qui fa freddo e piove.

iloveNYMentre in questi giorni in buona parte dell’Europa centrale fa un caldo boia, qui sulla costa nord est si arriva a malapena a 15 gradi e piove.

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C’è qui qualcuno che si lamenta in continuazione, sospirando ai 30-35 gradi che aleggiano tra Genova e Basaluzzo in questi giorni. Io non mi lamento del clima ma la testa mi fa male, il collo mi fa male, la schiena mi fa male. Lo dico a titolo di informativa nel senso che quando la memoria si sarà cancellata potrò verificare quando mi faceva male la testa, il collo, la schiena,cioè sempre.

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Wtc

iloveNYAnche in questo caso, potrei scrivere una sequela di cose particolarmente noiose, fare considerazioni tremendamente scontate, altri ed eventuali.

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Sono andato in cima alla Freedom Tower, sorta sulle rovine delle torri gemelle. Ha aperto al pubblico una settimana fa.

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E’ uno spettacolo surreale; ho scattato diverse foto ma va da se che on line ce ne saranno di enormemente più belle, basta andarle a cercare.

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Comunque la visita non si limita a prendere un ascensore e salire di quasi 410 metri in 40 secondi, uscire, fare foto, scendere. Arrivati al 100 piano, c’è un teatro dove mostrano uno show di 10 minuti devo dire con un coup de theatre finale sorprendente. In 14 anni la ricostruzione si è conclusa, mancano ancora dei dettagli al piano strada ma sostanzialmente i lavori sono terminati.

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Io non voglio ridicolizzare le persone per il loro aspetto fisico. Però questa famigliola è valsa una foto. Sono convinto che sia una famiglia felice, padre e madre in armonia che allevano i propri figli ad essere brave persone e bravi cittadini. Sembrano anzi molto uniti mentre si riposano e ricaricano i vari telefoni. Ma cercherei di cambiare la dieta, di tutti.

altezzedefini

Ho copiato questo grafico aggiungendo qualche elemento che belin belino. Si spiega da se.
ditone

432 Park Avenue.

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