Set.

iloveNYOggi siamo casualmente capitati sul set di un film. Succede molto spesso a New York, ma visto che pioveva, faceva freddo ed avevamo tempo, ci siamo presi un caffè e ci siamo messi sotto una tettoia a spiare cosa succedeva.

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Ci sarebbero molte cose banali da dire su un argomento così inutile, abbiamo passato circa mezz’ora cercando di capire la dinamica della messa in scena, o set. Mi limito a ricordare che Miriam quando ha visto i riflettori, la confusione e tutti gli ingredienti di un set cinematografico, era li con gli occhi sgranati come quelli di un bambino di fronte alle vetrine di un negozio di giocattoli. Un tizio si è rivolto al gruppetto di curiosi di cui Miriam faceva parte, chiedendo se volevano fare le comparse, ma lei è scappata. In questa foto ci sono 5 persone reclutate tra i passanti che stanno aspettando l’ordine di camminare in modo da fare finta di essere passanti che scorrono sul marciapiede. Non abbiamo capito chi erano gli attori principali, Miriam non ha voluto chiedere neppure se era un film, una serie televisiva, la pubblicità di un tritacarne.

silly

The Ministry Of Silly Walk

Fatto sta che dopo mezz’ora di preparazione, qualcuno improvvisamente ha gridato ACTION, le comparse si sono messe a camminare sul marciapiede, dopo circa 20 secondi qualcuno ha urlato di nuovo, la ripresa è terminata ed il reclutatore ha ringraziato le comparse. Poi ha chiesto ai presenti, tra cui noi, se volevamo fare da background in una scena in cui evidentemente non c’era bisogno di camminare. A quel punto ci siamo allontanati. Ammetto che ho avuto la tentazione di infilarmi dietro alle comparse e camminare di fronte alla cinepresa come John Cleese in una sua magistrale interpretazione, ma mi è mancato il coraggio anche perchè, riflettendoci, ho immaginato che quando fanno un film sono tutti molto seri e che mi avrebbero preso a calci, o a sberle, o entrambe le cose.

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10.

iloveNYDieci sono i  gradi centigradi a New York il 2 di Giugno. Il record del freddo è ancora del 1945 o giù di li con 9 gradi. E piove quasi costantemente da 48 ore. La graziosa corrispondente de The Weather Channel si produce in fellazio su sfondo scuro per mostrare che si vede il fiato condensare.

dieci

Due le considerazioni che sono certo ho già espresso precedentemente; la prima riguarda negozi ed uffici la cui temperatura è di difficile gestione quando il clima non segue le regole stagionali. L’eterna lotta del condizionamento che oscilla tra aria condizionata e riscaldamento in questi giorni mostra i propri limiti, con entrambi in funzione. Ossia fuori fa freddo e parte il riscaldamento ma dentro fa ancora il caldo accumulato delle settimane precedenti e dunque il condizionatore è acceso. Si instaura una battaglia a base di sensori e consumo di energia. In certi locali chiusi, soffiano venti ad oltre 50km/h perchè l’escalation dei due opponenti non prevede un pareggio. Pertanto i ventilatori, nel tentativo di sconfiggere l’avversario, pompano aria fredda e calda contemporaneamente alla massima pressione che riescono a raggiungere.

La seconda considerazione riguarda Miriam, che ormai è convinta di aver raggiunto l’apice nella sua capacità di attirare a se il cattivo tempo qui negli USA. In altri termini, ogni qualvolta che atterriamo al JFK, le masse d’aria continentali hanno da giorni preparato il suolo per qualche uragano, o tempesta di neve, oppure fronti freddi stazionari che portano pioggia e temperature rigide anche in estate.

Intanto mentre siamo qui che non si sa come vestirsi,  dalla Liguria giungono gli echi della trombatura della Gerundio Jerker Off  e delle sue avvilenti, modestissime reazioni sconnesse. Bitch, please.

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Trombed.

iloveNY

trombed

La comunità ligure a New York fatalmente se ne strafrega di quello che accade in Liguria; quella che vive a New York è una comunità affermata, che lavora sodo e con successo, gente sconosciuta agli stessi genovesi, gente seria che da anni è scappata dalla incapacità e prevaricazione locale ligure. Tuttavia chi da qui ha seguito la campagna elettorale, un briciolino forse sorride ai risultati delle elezioni regionali pur non essendo affatto divertita. Potrebbe essere l’inizio di una normalizzazione della pubblica amministrazione regionale;  a parte il sorriso che viene dal cuore pensando a chi, con estrema arroganza, si faceva già facile vincitrice prima ancora del responso delle urne, la strada per invertire un modo di pensare devastante e spazzare un entourage di funzionari indolenti e corrotti che hanno messo in ginocchio la Liguria per decenni, non ha neppure mosso i suoi primi passi. Il mondo politico dei voti degli elettori spesso se ne fotte. Mi spiace Matteuccio; hai appoggiato la banda locale, i mobs della regione tra mare e monti, ti è andata male. Speriamo che la nuova coalizione si rimbocchi le maniche per davvero, metta da parte qual modo di pensare ligure e maledetto che non prevede il bene comune come obiettivo primario. Speriamo davvero, altrimenti… sticazzi.

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Mentre c’era chi votava…

iloveNY… Miriam ed io siamo andati a vedere una mostra sui gatti alla Japan Society. Non so ancora chi ha vinto, chi ha perso, chi sticazzi governerà o farà finta di governare i Liguri e la terra del Pesto. Buona fortuna a tutti. I gatti sono arrivati in Giappone in tempi recenti, non ricordo quanto ma credo che su Google ci sia scritto tutto. La Japan Society è di fronte all’ONU, dove siamo stati respinti perchè privi di un documento con la foto. E’ l’unico posto a New York dove fino ad ora ci hanno chiesto un documento per entrare, in genere non serve. Torneremo muniti di passaporto o patente; non che sia importante visitare la sede di un organismo sulla cui utilità nutro qualche dubbio, ma non ci siamo mai stati.

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cat3cat4Ho fatto un po’ di foto bruttine ad alcune opere esposte. Alla fine della mostra c’era il libro degli ospiti, già strapieno di messaggi e disegni di gatti. C’era anche un libro di foto di Maru. Miriam non sapeva, anzi non aveva idea di chi fosse Maru, non navigando su Youtube non poteva saperlo.

Altro argomento meteo. In serata siamo stati bersagliati da SMS che avvisavano dei forti temporali che stavano arrivando dal New Jersey. Non è un servizio impossibile da mettere in piedi, basta un po’ di preparazione, un po’ di organizzazione e del sale in zucca.

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Comunque sia, per il momento l’allerta è stato seguito da qualche scroscio di pioggia abbastanza intensa e nulla di più.

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Queste piogge a Genova passano totalmente inosservate. In effetti a Genova ai nostri servizi di allerta meteo molte cose passano inosservate.

Altro argomento etnico. Oggi per le strade di midtown e upper east Manhattan hanno sfilato decine di migliaia di ebrei che sostengono Israele. Carri allegorici, bande, storme di bambini con bandiere. Oggi il colore predominante era l’azzurro della bandiera israeliana, se il colore dominante fosse stato il verde, sarebbe stata St. Patrick, e così via. Gli americani hanno la capacità straordinaria di rendere anche le celebrazioni più intense identiche ad una grossa sagra di paese. Naturalmente sindaco e governatore erano presenti. Hanno mostrato Di Blasio che ballava con alcuni rabbini; non credo che sia colpa sua, ma aveva una espressione talmente beota ed era talmente goffo che faceva compassione. La musica di sottofondo era una canzonetta folk israeliana particolarmente irritante come d’altronde lo è tutta la musica etnica popolare – questa è la mia opinione. Ogni popolo o tribù del pianeta, come le definisce Bill Nye, ha un minimo comun denominatore nelle canzonette folk del cazzo che in Italia trovano il proprio apice negativo nella tarantella e, a Genova, nel singolo “Ma se ghe penso”. Considerazione oziosa: che bello essere giapponesi. Se ne fottono della questione arabo-israeliana. Qui sono costretti a baciale le chiappe a Netanyahu ed agli emirati arabi. Anche in Giappone avranno le loro beghe,  ma nessuno straniero va nel loro parlamento a dire cosa devono fare, a chi devono muovere guerra e perchè.

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So.

iloveNYDi nuovo a New York. Oggi è Domenica, si annunciano temporali e sto mangiando biscotti ad oltranza. All’aeroporto di Monaco il tabellone davanti al cancello di imbarco mostrava un messaggio a dir poco inquietante.

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Il volo è ritardato a causa di un malfunzionamento mondiale del sistema computerizzato. La traduzione in italiano non rende benissimo l’idea che trapela da “world wide IT-breakdown”.  Nel mio immaginario della fantascienza di serie B immagino gli alieni o la Spectre che mandano un virus nel sistema globale di controllo dei voli ed il mondo è sull’orlo di una catastrofe. Invece il ritardo si riduce in venti minuti e poi ci imbarcano. Es tut uns leid wir haben uns geirrt. Ci siamo sbagliati, una signora delle pulizie aveva inavvertitamente dato un calcio alla spina del computer della Lufthansa ed hanno dovuto riaccenderlo. Ma il collasso del sistema mondiale di controllo faceva molto più sensazione e chi scrive i messaggi è un buontempone.

Appena decollati, e sentite le scuse del comandante, lo stesso ha annunciato un volo tranquillo ed appena dopo abbiamo evidentemente incocciato la Jet Stream ed iniziato a ballare tanto che siamo dovuti scendere di quota.

All’immigrazione, ossia il girone dantesco dei visitatori, c’era più chaos del normale perchè le procedure sono cambiate. Per quelli come noi, ossia dotati di ESTA e non per la prima volta in USA, ci attende una macchinetta al posto dell’ufficiale in carne ed ossa. Così facendo non facciamo la coda e ci sembra di essere fighissimi, trattati da locali, mentre gli altri peones devono andare sotto le forche caudine dell’interrogatorio. Forse siamo diventati parte del programma Global Entry dove è un computer che ha già in memoria i nostri dati biometrici che ci riconosce lasciandoci passare. Se non ci avesse riconosciuto saremmo stati inceneriti da un raggio laser e le nostre ceneri buttate nell’Hudson.

Tutto quanto ciò premesso, ed ora un po’ di sticazzi folk. Mercatino stradale sulla terza avenue,

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Due chilometri chiusi al traffico ed affollati di bancarelle e visitatori. Un terzo delle bancarelle vende cibo di tutti i tipi. Alimenti organic iper salutari ma anche cose più appetitose delle più disparate etnie. Ho resisitito a roba fritta, strafritta, ultrafritta fino alle mozzarelle grigliate tra due ciambelle di granoturco. Unta all’inverosimile ma deliziosa, dopo il terzo morso mi sono intasato ed ho dovuto gettarla via. Miriam ha scoperto che molte delle bancarelle sono in realtà le svendite dei negozi che sono sulla 3rd avenue. Per la modica somma di $20 in contanti, ha comperato una deliziosa camicetta hip di stramarca che di listino costava $190 più le tasse. (alla faccia dei ricarichi).

Bene; anche in questo post ho raggiunto una interessante soglia di machecazzomenefrega.

GAFOM

 

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Il cantiere sul Bisagno.

cantiere

E’ ripartito. Dopo che Lellina Sparta e Matthew Foffo un paio di settimane hanno performato lo show-down pre elettorale, i lavori sono ripartiti alla grande. Come posso illustrare nella foto qui a fianco, ripresa dalla finestra del mio ufficio, durante la notte le squadre dell’UNPA hanno spostato parte dei New Jersey che delimitano lo spartitraffico e dunque il cantiere è ufficialmente aperto. Da genovesi non possiamo che esultare e si può iniziare di nuovo a far sesso senza prendere precauzioni e dare inizio ad una nuova generazione di “Beota Januensis“.

Questo per la serie “Non ho un cazzo di meglio da fare, questa mattina.”

 

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Il temporalino del Brugneto.

Eccolo qui.

Eccolo qui.

brug

 

 

 

 

E per una volta, c’è anche la succursale in mare aperto.

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Il concerto del semaforo.

imbe

Che il paese, la regione e la città siano ingovernabili è noto. Secondo me la base del problema risiede in buona parte nell’imbecillità e menefreghismo di una prevalente frazione dei semplici cittadini bovini. Ho già detto questo innumerevoli volte ma sempre mi ferisce la coglioneria delle persone. In questa immagine 9 stronzi guidano autovetture e 2 stronzi guidano autocarri. In questa foto si vede anche la manutenzione eccellente dei mezzi AMT, gli unici autorizzati a svoltare nel senso della strisciata di olio sull’asfalto. Si intravede anche il finto cantiere della copertura del Bisagno, ma anche un frammento del Bruco, altro simbolo all’imbecillità della nostra pubblica amministrazione. Non si intravedono i vigili urbani, altrove impegnati. Quante cose in pochi pixel sfigati.

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Due foto.

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Mi piace la fila di cumuli a poca distanza dal mare e ben più in alto degli altostrati o cirri o simile.

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Clic

E mi piacciono i giochi di luce sulla Pfm con sole, nuvole e goccioloni di pioggia. Se non mi piacessero non salverei la foto. Ho capito che la cosa è ripetitiva fino alla noia, ma non demordo.

Quella che segue invece è la stessa foto alla quale ho modificato la saturazione, il bilanciamento dei colori e non so cos’altro.

rossoblu

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Riflessi.

Titolo odioso al pari di qualsiasi cosa che contenga le parole “dimensione” e “effetto”.

basa306

Cliccaz!

Riflessi nella tua mente (bacata), il riflesso di te (sulle mie chiappe sudate) Dimensione arredo o Effetto Lucentezza ed altri abomini della pubblicità per persone semplici ma pretestuose che così comprano uno shampoo sperando che la forfora vada via dopo due lavaggi. Però i riflessi delle nuvole all’alba nella Pfm sono BELLI.

 

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