Margot e Byron

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Stavo estirpando i Pioppi che nascono a decine sulle rive della Pozzanghera. Prima mi è sbucato alle spalle quello bianco (Margot, la femmina) e poco dopo quello più scuro (Byron, maschio) a seguire la padrona dei due botoli che si è scusata gentilmente ma, le ho assicurato, senza motivo perchè i botoli sono i benvenuti.

I due non sono della famiglia della cascina verso est – come avevo teorizzato la prima volta che avevo visto la scena, bensì sono di una famiglia che vive nel comune vicino.

Sono venuti con l’intenzione di fare un lungo bagno rinfrescante e, non ultimo, dare la caccia alle Carpe, che però fino ad oggi si sono mostrate abbastanza furbe da non farsi prendere. La signora mi ha raccontato che la prima volta che sono spariti per un’ora e sono tornati fradici, le sono venuti i vermi al pensiero di dove avrebbero potuto infradiciarsi:

  1. in una piscina di bambini terrorizzati e di gente ora inferocita.
  2. nel depuratore comunale.
  3. nella vasca di raccolta reflui di un allevamento di suini.
  4. nel torrente Lemme, dopo aver attraversato la provinciale.

Per fortuna non avevano odori strani, segni di pallettoni o tracce di pneumatici. Invece sono stati accolti benevolmente e torneranno.

La seguente foto era precedente alla visita, ma credo che le Carpe siano ancora vive e vegete.

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E mentre a Basaluzzo mi secca tutto il seccabile…

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Ritornare nella pozza calda.

MODALITA’ SFOGO DA CALDO <ON>

Sono tornato in quella che 500 anni fa era una pianura ricoperta di un bosco ininterrotto da Pinerolo a Mestre. Oggi è un semi deserto di campi pieni di fertilizzanti, capannoni vuoti, città puzzolenti, strade ed autostrade, discariche di rifiuti. Odio questo caldo, detesto vedere l’erba secca e gli alberi che stentano a tenere le foglie attaccate ai rami.

MODALITA’ SFOGO DA CALDO <OFF>

Si, il caldo mi da abbastanza fastidio e l’erba è davvero secca, ma lamentarsi è come prendersela con le ombre. I dieci giorni a 2000 metri sono stati corroboranti, anche dal punto di vista alimentare.

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La Raclette si scioglie voluttuosamente dalla superficie della mezza forma, grazie al calore di alcune resistenze elettriche.

 

Questo genere di cose andrebbero fatte solo durante il periodo in cui bisogna avere le catene a bordo della propria auto, altrimenti si rischia la morte. Oppure a non meno di 2000 metri di altitudine sul mare. E’ una delle libidini più intense della mia dieta. “Porco, perverso e deviato” è il commento che mi è arrivato da un amico quando ha visto questa foto. Ha tutto sommato ragione, anche se credo sia soprattutto mosso da invidia. Va bene; finirò all’inferno al girone dei golosi.

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Un solo accenno.

Non sento una pulsione strordinaria a commentare cose così complesse e difficili come la religione ed i crimini commessi in nome di essa. Mi verrebbe da dire che della religione e dei fondamentalisti non me frega un cazzo con il rischio di passare per un superficiale, edonista, ateo, forse lo sono realmente. Invero quando sento di attentati e robacce simili passo dalla rabbia alla rassegnazione; non mi sono ancora formato una idea nella quale credere, perchè sostanzialmente non credo minimamente a quello che mi raccontano i giornali, o le televisioni, punto. In termini generali, non rimetterei gli immigrati sui barconi per rispedirli dove sono partiti. Sui barconi metterei molti italiani che lavorano soprattutto a Roma in posti di responsabilità e comando di questo scalcinato paese.

Ecco che mi è stato segnalato il seguente articolo su un sito web che non conoscevo, articoletto che condivido e che metto qui come manifesto del mio pensiero.

Da oggi su Italia.co non daremo più nessuna notizia di attentati, stragi e massacri di matrice islamica compiuti da cellule vicine a Isis o altri gruppi terroristici.

Gli utenti sono liberi di commentare – come già avviene su base regolare – e postare news e link su atti di terrorismo compiuti in nome della jihad (sempre più spesso da disturbati mentali assoldati e radicalizzati in pochi giorni) nelle due sezioni fisse “Italia Social Club” e “Geopolitica e scenari globali”.

La verità è che le notizie sul terrorismo che strabordano in tv, radio, web, social e in tutti i siti di informazione, oltre ad avere l’effetto scontato di gonfiare a dismisura la paura nei cittadini – esattamente l’obiettivo n.1 della propaganda terroristica e di coloro che se ne servono per i loro fini occulti – non modificano di una virgola la vita quotidiana di milioni di persone e delle loro famiglie.

Le news sul terrorismo al contrario, hanno il potere di distogliere l’attenzione da altri temi molto più importanti: temi economici che incidono sullo stile di vita e sul reddito di tutti noi; temi sociali che riguardano educazione, scienza, ricerca, i nostri giovani, il futuro; senza contare un’attenta vigilanza sull’operato di governo e parlamento, azione passata ormai per la massa in secondo piano.

I media non devono smettere di perseguire il loro obiettivo principale: avere nella società una funzione di contropotere. Su Italia.co pubblicheremo di volta in volta commenti e opinioni sul terrorismo – soprattutto segnalati dai nostri attenti lettori, a cui nulla sfugge – ma è ora di dire basta, senza se e senza ma, allo stillicidio indistinto di notizie il cui obiettivo indotto è fare da megafono ai terroristi e ai loro mandanti, veicolando e amplificando atti e immagini di morte e distruzione, che sconquassano la convivenza civile e ci derubano del futuro.

Una valutazione di semplice buon senso sul comportamento dei grandi media controllati dai “poteri forti” induce a far pensare che il terrorismo islamico faccia assai comodo a chi appartiene – quasi sempre indegnamente – al famoso 1% della popolazione, i padroni del mondo; mentre tutti gli altri – tutti gli altri – si affannano e si disperano in basso agitandosi insicuri e nervosi. Basta, è ora di chiamare il bluff di questi bastardi.

Luca Ciarrocca, direttore di Italia.co

 

 

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Ghiaccio.

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Adoro i ghiacciai e vorrei vivere in un posto dove dalla finestra ne vedo uno. Possibilmente non dalla finestra del bagno, ma da quella del soggiorno e magari anche dalla camera da letto. Dovrei far presto perchè a questo ritmo di arretramento dei ghiacciai alpini le possibilità di vivere con vista ghiaccio si assottigliano sempre di più. Poco lontano dal punto in cui ho scattato la foto, all’inizi del ‘900 arrivavano con i muli a tagliare fette di ghiaccio che venivano imballate nella paglia all’interno di casse di legno speciali per portarlo nelle città della pianura francese. Poi sono arrivati i frigoriferi ed intanto il fronte del ghiaccio è salito di circa 700 metri, da 1900 a 2600 metri di quota.

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Lenticolari.

La foto è orrenda perchè è fatta con il telefono, ed il mio telefono fa il telefono e non la macchina fotografica, poi perchè ho cercato di correggerla ed è stato anche peggio. Dovrei portare sempre con me una macchina fotografica per fare foto meno brutte.

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Le lenticolari erano splendide e qui si vedono appena. A caghèr sulle ortiche.

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Ripasso estivo del Sestriere

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Potrei fare il copia incolla di un precedente post che data circa un anno fa, o due anni fa, oppure tre. Ogni volta che salgo ai 2000 metri del Sestriere giungo a considerazioni identiche a quelle di sempre.

  1. Sestriere è stata prima costruita da zero e poi depredata dalla famiglia Agnelli. Avrebbero potuto costruirla in modo da non farla sembrare la periferia di Torino ma così avrebbero guadagnato meno. Negli ultimi anni – dopo che gli Agnelli sono emigrati nella prestigiosa Sankt Moritz – sono stati fatti onorevoli sforzi per renderla meno orrenda ed in qualche caso il risultato è stato positivo. Ma i palazzoni restano ed i mega parcheggi all’aperto pure.

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    Non. E’. Possibile.

  2. C’è un negozio sponsorizzato Juventus che insieme a tutte le meraviglie bianconere vende t-shirt con Gianni Agnelli in barca a vela, mentre gioca a golf e mentre sornione dice qualche cosa intelligente.  Vorrei intervistare uno che se la compra e ci va in giro per la pubblica via. Si, daccordo, c’è di peggio, anzi di molto peggio quando si parla di abbigliamento casual, ma perchè una maglietta di Gianni Agnelli ?
  3. A questa altitudine mi gonfio come un pallone. Considerando che già a livello del mare potrei alimentare una piccola caldaia domestica, qui è imbarazzante. Segnalo che in questo mio exploit di co-generazione non sono solo.
  4. La seguente è una routine FOR con il segno meno. Ogni anno la mia capacità di camminare e superare dislivelli scende di una piccola percentuale rispetto al periodo preso precedentemente in considerazione.
  5. Ho visto un paio di moto da Trial e mi sono pentito di non essermela portata. Però se me la porto e non trovo nessuno con cui andare in giro, ho paura di farmi male e di rimanere da solo su qualche monte con una caviglia storta o un polso rotto e poi dovermi sorbire i rimproveri di Miriam che nel frattempo mi è venuta a recuperare in qualche pronto soccorso. In effetti non temo il piede o il polso fratturato, ho paura di Miriam e dei suoi “te l’avevo detto“. No, ha ragione, andare da solo equivale a volersela cercare.

Per la serie E Che Cazzo Me Ne Frega. Sto leggendo il libro Cat’s Craddle di Kurt Vonnegut. Su Kindle a $5,99. In Italiano era Ghiaccio Nove. Pare fosse stato un libro famoso, io appassionato di fantascenza non lo conoscevo. O forse l’ho letto ma non me lo ricordo. Sul Kindle ho raggiunto un numero di libri non enorme, ma tale che potrei rileggere i primi che scaricai, tanto non me li ricordo minimamente.

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Tafani.

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Questa foto fatta con il cellulare fa abbastanza schifo.

Anche questa.

Anche questa.

Siamo partiti per la passeggiata convinti di fare una cosa domestica, ma come spesso accade, il giro è andato ben oltre quanto immaginato. In realtà io volevo dirigermi in una baita attrezzata con un barbeque e specialità locali che avrebbe corollato la giornata in modo degno e gastronomicamente rilevante, il tutto dopo una camminata di un’ora scarsa con poca salita. Invece abbiamo proseguito in salita per poi discendere 500 metri in libera, ossia per prati e boschi senza sentiero ma a naso. Non si dovrebbe mai fare così, ma mi vanto di conoscere bene i luoghi. ORa però accuso dolori vari agli arti inferiori. Miriam sta guardando in televisione delle pubblicità di dentiere, pannoloni e colluttori intervallati ogni tanto da un serial televisivo, ma intanto dorme.

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E sono stato punto due volte dai tafani sulla pancia. Si, nel mezzo dell’addome superiore, dove la forma del mio profilo  non segue la naturale linearità di colui che fa palestra, ma si evolve in una rotondità tipica di chi antepone il cibo all’attività fisica.

Ecco qui a fianco lo sforzo premiato dall’onanismo cartografico che consente al magico Google Earth di ricostruire la passeggiata con distanze e dislivelli. Quasi 8 kilometri ed un dislivello totale di qualcosa intorno agli 800 metri. Quelli della Iron Man li fanno in 15 minuti 50 volte al giorno.

Tornando ai tafani, due punture soltanto ma tanto era lo sforzo che neppure me ne sono accorto, salvo quando ha iniziato il prurito. Non ho altro da dire, salvo che questa sera mi prendo la rivincita sui tafani facendomi iniettare endovena un dose di reclette rovente.

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Cani ed altre creature.

Cagnoni vs carpe

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Roberto M., persona illustre che segue le mie modeste webcam da sempre, mi manda questa foto dove due cagnoni giocano nella Pozzanghera. Li avevo già visti una volta e credo di sapere da dove vengono. I cani sono sostanzialmente dei bambini, più pelosi e talvolta più puzzolenti dei bambini, ma hanno una testa molto simile ed un comportamento simile, a parte annusarsi il culo. Un cane ed un bambino vanno educati con le buone e con le cattive, e se non lo fai ne paghi le conseguenze in qualche modo, prima o poi. Questi cani sono fortunati perchè hanno cibo non geneticamente modificato ed ettari di terreno per cagare dove vogliono senza qualcuno che li rincorre con la paletta. Questa visita mi consente di dare la stura a:

Alcune Righe Di Deprecabili Pettegolezzi.

I proprietari di questi cani sono – credo- una famiglia  che vive a qualche km da noi. Il capofamiglia è nato in terra straniera e fino a poche settimane fa, era tranquillo e si faceva i cazzi suoi fino a quando i suoi connazionali in patria hanno deciso di renderlo moralmente e tra poco sostanzialmente un extracomunitario. Dovrà pensare ad un posto dove nascondersi quando la Polizia Etnica del premier Renzi lo verrà a cercare per rimandarlo nella Perfida Albione.

Lo avevamo conosciuto incidentalmente qualche anno fa la volta che aveva citofonato per chiedere “avete della terra da vendere” facendoci sentire come Ralph Lauren le cui proprietà terriere si estendono a vista d’occhio da qualche parte nel Mid West Americano. “Si certo ” gli avrei risposto “ci sarebbero 200 ettari a nord del Bubbake Creek prima della Dildo Mountain a 6 ore di cavallo da qui”. Invece voleva sapere se per caso era in vendita qualche camionata di terra che aveva visto ammucchiata durante i lavori della Pozzanghera. (ho la quasi certezza di avere già raccontato questo episodio del cazzo)

Ci eravamo successivamente incontrati con la simpatica famiglia ma poi, anche per colpa del fatto che loro sono molto più giovani di noi e la conversazione ben presto avrebbe avuto un alto valore di Ma Sticazzi, insomma non ci siamo più visti.

Qualche tempo dopo, parlando con un professionista che lavora molto in zona e che millanta la conoscenza dei cazzacci di chiunque viva nel suo raggio di azione, siamo venuti a sapere che la moglie è  figlia di un presunto notissimo personaggio importato da un’altra regione del nord, mentre il marito non ricordo di chi è figlio e su che tipo di reddito può contare, ma ricordo di avere avuto un preciso profilo fiscale della coppia. Vivono in una casa minimalista insieme a diversi cani e sono seguaci di alcune regole di vita che comprendono, ad esempio, l’idea che ci si deve lavare molto raramente perchè il sapone non è ecologico, la sana sporcizia come alternativa ai problemi di ipersensibilizzazione della cute da prodotti chimici.  Immagino siano vegani totali, anche perchè con gli scarti di cavolfiore ed insalata si lavano. Insomma mi è stata fornita la descrizione degli hippies new-age, forse filo-sinistrosi, no-tav, no glutine. Fondamentalmente provo simpatia nei loro confronti, anche se credere alle balle che ti racconta qualcuno su persone che non conosci è sempre da prendere con le molle. Dico la persona che te le racconta, non ho sbagliato la posizione del complemento oggetto. Chissà il tipo cosa va in giro a raccontare di noi.

In definitiva quella dei cani sembrerebbe una famiglia legata alla terra, con botoli, se non ricordo male ne hanno cinque,  tre figli,  molti pidocchi se è vero che non si lavano. I cani circolano liberi per le campagne ed ogni tanto vengono a rinfrescarsi nella Pozzanghera, causando, credo,  non poca sorpresa alla fauna locale, Carpe e Rane segnatamente.

Altri Cani e Vacche.

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Ai piedi del monte Rognosa c’è un laghetto meta di tante famigliole con bambini e cani. I cani impazziscono dalla gioia e sono totalmente fuori controllo. Lo sarei anch’io dopo mesi di appartamento. Una delle attività preferite dei cani in questa valle si compone di alcune fasi:

  1. Fare il bagno nel lago.
  2. Individuare una grossa sotta di vacca.
  3. Rotolarcisi dentro; la sotta, anche se secca, con l’acqua torna come se fosse stata depositata pochi istanti prima.
  4. Correre gioiosi verso i padroni terrorizzati.
  5. Piazzarsi sulla tovaglia del pic-nic.
  6. Scrollarsi l’acqua di dosso con annessi frammenti di feci bovine.

Non l’ho visto accadere una volta, ma sempre. Poi la bestia corre a trovare il cane di qualche altra famiglia di gitanti a qualche centinaia di metri,  pensavano di essere al sicuro dopo che il loro cane li aveva già irrorati. NO, arriva anche un secondo cane, e forse un terzo e così via. Eventualmente i cani si azzuffano e nella confusione mangiano il cibo che trovano, orinano sugli zainetti ed azzannano i bambini.

Oggi c’è stata anche la APP MUCCHE; circa 400 vacche & tori di marca Fassone che sono sbucate dal nulla come i giapponesi a Pearl Harbour e sono andate a bere nel laghetto. Una mucca che ha sete non si ferma di fronte a nulla, tantomeno a 4 umani e la loro stupida tovaglietta colorata, i loro thermos, le loro riserve di cibo e di acqua. Calpesta qualsiasi forma di vita e se un gitante si lamenta o usa termini volgari contro le vacche, interviene il toro che abusa sessualmente di tutti, cani inclusi.

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Io, snob senza figli, senza cani e collocato a distanza, osservavo compiaciuto il fuggi fuggi, le grida, i pianti, i cani pastore che sbranavano i bambini più piccoli. Una mamma mi ha detto che non era un grande problema intanto avrebbe voluto abortire, e poi il piccolo bastardo si era appena rotolato in una busa come un cane, troppo stupido.

E fotografavo farfalle senza considerare che la presenza dei bovini ha portato una ondata di tafani, due morsi non sono un bilancio tanto negativo ma passerò la notte a grattarmi.

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Ed ora questo.

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La pulitura del disco era un’avventura senza fine e quasi certamente del tutto inutile.  Infatti dopo aver perso delle ore ad aspettare che finisse, in pratica non si notava alcun miglioramento delle prestazioni del computer. Identica lentezza, identica farraginosità dei programmi.

Ho iniziato a leggere la biografia di Marty Feldman. Ma ho smesso dopo 10 capitoli di una noia mortale. Forse più noiosi di questo blog microcefalico. Allora ho scaricato un libro di un autore sconosciuto. Tale Joe Thomas che fa l’assistente di volo, il suo libro e molto più divertente, forse il libro più politicamente scorretto che ho mai letto. Come spesso accade, sono stato attratto dalla parola “fucking” del titolo. Mi è costato $5.25 su Amazon tasse incluse ma sono stati ben spesi. Il titolo è “Fasten your seat belt and eat your fucking Nuts”. Lo suggerisco, alcuni paragrafi sarebbero da incorniciare.

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Tregua.

Dal caldo che IO non sopporto. Questa mattina 17 gradi e nebbiolina.

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Oggi tornerà un bel caldo, ma alla fine della fiera sono caduti circa 13 millimetri di pioggia, ed è andata fin bene considerato che nella stazione di Basaluzzo pare ne siano caduti 25, ossia siamo stati al limite di venir lisciati oppure lo siamo stati insomma Sti Cazzi.

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