Per il momento solo nuvoloni e molti tuoni.

P1040258 modified

Clicca

Dopo il temporalino di ieri, oggi poche gocce e tanti tuoni.

linea

Ci sarebbe una linea temporalesca attiva sull’Astigiano (qui sopra nella immagine del radar) che viene in questa direzione, ma siccome fa in tempo a dissolversi, faccio finta di niente.

Leave a comment

Dieci millimetri di pioggia.

Dopo settimane e settimane di secco quasi assoluto, sono i benvenuti ed anche il pretesto per salvare una ridda di foto brutte.

Ma prima Gastone; dopo aver indugiato facendo finta di nulla, ha volato nel centro della Pozzanghera e credo si sia mangiato una piccola carpa. Si è spinto in avanti con il collo ed ha pinzato qualcosa vicino alla superficie che produceva minuscole onde, ossia faceva quello che i piccoli pesci fanno spesso, mangiano foglie o insetti che galleggiano sull’acqua.

 

gasto0 gasto1

Ed ora veniamo al temporalino odierno. Si è proprio formato dal nulla tra Basaluzzo e Sezzadio, temevo ci lisciasse ed invece ci ha interessati, non con il nucleo ma non ci si deve lamentare. Ecco le foto del caso.

currentb3

Clicca

P1040247 small P1040254 small P1040257 small

Leave a comment

Un titolo a caso.

Perchè se io cerco qualche stonzata qui riportata, non serve scrivere una parola chiave nel titolo, la ricerca si estende miracolosamente anche nel testo dei messaggi. Sotto il portico c’è un divanetto di vimini tutto scivertato con sopra tre cuscini. Un gatto viene a dormire nottetempo sul cuscino centrale. Le campagne intorno a noi sono abitate da numerosi gatti che si incontrano raramente e che non si fanno avvicinare, salvo venire a dormire sul mio elegante divanetto. Frega un cazzo ? Ok, anche meno.

Il Ciclo Che Non Cicla. Qualcuno a caso, non voglio fare nomi,  è in una fase della vita laddove incombe la menopausa e le attese “cose” arrivano in ritardo come l’accellerato Sestri Levante – Genova. Lo so, i dosaggi ormonali vanno a bagasce ed il mondo sembra girare contro. In realtà il mondo, quando mi trovo di fronte Ms. Hide, gira anche contro di me, sebbene io senta la angoscia riflessa, che non è mai come quella originale. La sensazione credo sia come quella che prova il pilota di un aereo mentre sente che il motore comincia a perdere colpi e vede l’indicatore della benzina quasi a zero. Sa che la benzina presto finirà e che dovrà cercare di atterrare e non schiantarsi al suolo, ma spera inutilmente e contro ogni logica di arrivare il più in la possibile ed eventualmente volare ancora per sempre. Immagino anche una componente inconscia di delusione per vedere il proprio ruolo biologico svanire nel nulla, terminare la propria funzione lasciando una scatola vuota ed un utero ormai silenzioso ed in disuso. Bisognerebbe mettersi il cuore in pace rassegnandosi all’idea che il pieno di benzina fornito dalla casa costruttrice è quasi esaurito e non ci sono distributori, sarebbe meglio prepararsi e cercare di fare un atterraggio planato. Però non è affatto facile; la calma scompare ed arriva il panico, la rabbia, la frustrazione ed un qualcosa di aggressivo che ricorda la sindrome di Tourette.  Ieri sera era convinta di aver perso un reggiseno. Diventato improvvisamente il più bello, unico, comodo, affezionato e costoso, introvabile reggiseno mai prodotto dalla manufatturiera mondiale di reggiseni. Dopo aver lungamente vagato per casa nel cuore della notte urlando insulti a se stessa (ed in seconda battuta a sua madre e a me) e dopo aver guardato nei posti più impensabili, lo ha trovato nel cassetto dove tiene i reggiseni. Dunque non si era ridotto in atomi di materia fuggiti attraverso le zanzariere, non era stato rubato da uno scoiattolo con la mastite, non era nel bidone della raccolta differenziata per biancheria intima e non lo aveva mangiato in un attacco di demenza alimentare.

La TARI. Perchè il bollettino viene emesso il 7 di giugno ma mi arriva solo oggi, con scadenza tra 5 giorni ? Con chi me la devo prendere ? Chi è o chi sono gli stronzi che fanno in modo e maniera che il bollettino mi arriva appena in tempo per pagarlo prima di incorrere nelle sanzioni del caso ?

2 Comments

Media.

Aggiornata la foto satellitare di Google. Risale al 25 Aprile di quest’anno.

pfm2

La seguente foto di qualità particolarmente scadente invece è presa dal drone in un volo minimalista di qualche giorno fa.

pfm1

Clicca

Mentre dirigo casualmente il drone.

moi

 

 

2 Comments

Angurie.

Mentre qui a Basaluzzo stiamo per essere lisciati per l’ennesima volta dal temporalino di turno, ho dovuto riprendere l’uso dell’Esopral pillole. Sono quelle contro l’acidità di stomaco che mi hanno fatto crescere le tette nel corso di questi ultimi anni. Avevo pensato che forse ne avrei potuto fare a meno ed invece dopo due giorni di astinenza, il mio stomaco-esofago è andato in fiamme. Credo che questo sia il terzo esperimento del genere, i precedenti sono finiti nell’identico modo, non è solo una questione di acidità, ma anche di memoria. A questo punto penso che potrei depilarmi le tette e fare degli scherzi agli amici mandando delle foto dicendo che sono le tette di chissachì.

Miriam deve rispondere ad una mail ringraziando per una bella lettera di ringraziamenti sul lavoro svolto nel corso di quest’anno. “Auguri per il tuo anno da presidente” viene corretto in automatico con “angurie per il tuo ano presente”. Io continuo a ripeterlo; prima o poi rispondo a nome tuo a modo mio a queste lettere mielose che spesso ricevi e dovrai dare delle belle ed esaustive spiegazioni, del tipo “mio marito è un imbecille”.

Nuova occasione mondana da amici dove si sono esibiti dei suonatori. Questa volta due mandolini piatti – credo si chiamino così – in un repertorio country/western. Un duetto italo americano ritrovatosi per caso in riviera e devo dire molto bravi. Mentre suonavano si guardavano negli occhi come due innamorati di Peynet e sembravano divertirsi molto. Il pubblico era più perplesso, anche quando si è aggiunto un sassofono, bravo anche lui ma i due strumenti messi insieme sono sembrati una leggera forzatura. Io poi non è che capisca di musica; invidio chi sa suonare uno strumento, annoto solo che un mio vicino di sedia, sedicente esperto, mi ha detto che a quel punto mancava solo una vuvuzela. Mancava anche un reggi spartito, per ovviare hanno messo la figlioletta minorenne inginocchiata davanti ai suonatori che reggeva lo spartito come Mosè con le tavole dei Comandamenti. Qualcuno voleva chiamare Telefono Azzurro o direttamente i Carabinieri.

Ha, dimenticavo; leggo sul Web che pare la nuova moda tra i maschietti italiani sia insultare una donna dicendole “ti do i croccantini” insinuando che sia una cagna. L’ho detto a Miriam studiando la sua reazione. Prima non ha capito il senso dell’insulto, poi però mi ha invitato comunque a mettermi i croccantini su per il culo.

Leave a comment

32 centimetri di acqua.

luna

Clicca

Il livello più basso della Pozzanghera da quando esiste. Consideranto la brevissima vita, ossia la terza estate, non mi sembra un dato statisticamente significativo. Però il periodo siccitoso che dura da oltre 8 mesi non sembra destinato a terminare nel breve periodo, dunque  questa sera sto alimentando la Pozzanghera Secca Fangosa pescando dalla cisterna dell’acqua piovana. Per fortuna il pozzo,  che alimenta la cisterna quando scende il livello dell’acqua piovana, fornisce quando basta per tenere un livello di riserva decoroso, considerando che devo innaffiare anche gli alberi. Mi sembra sufficiente fornire qualche centimetro in più, vediamo come si evolve la situzione.

Forse ho sbagliato il periodo storico per creare la Pozzanghera, 30 anni fa sarebbe stato diverso. Avrei dovuto fare il Deserto Delle Succulente Di Basaluzzo. Ma sono sempre in tempo.

newbas

Intanto è estate. Faccio parte di quelle persone che non amano il caldo, anche se con il freddo mi viene spesso mal di testa. Sono certo di aver già scritto queste baggianate, più o meno un anno fa, ossia nel periodo in cui la calura padana mi suggerisce di stare chiuso in casa dalle ore 11 alle ore 18. Anche Miriam, che ama il caldo, preferisce passare queste ore infernali in casa. Si piazza davanti al televisore dove guarda un mediocre telefilm americano anni ’80 intervallato da pubblicità che sono orientate ad un pubblico che ha il ciclo mestruale perenne, le gengive sanguinanti, la dentiera traballante, la casa piena di calcare. E dopo un quarto d’ora di lamentele sulla invadenza della pubblicità, dorme. Nelle matrici di sopra, il confronto tra le temperature dei prossimi giorni a Basaluzzo e New York. Molto simili. Per capire quale tabella è di NY e quale di Basaluzzo, bisogna considerare il fatto che una postazione è sul mare, l’altra nel mezzo di una pianura, dunque le escursioni giornaliere parlano da sole.

modif

E poi ho rispolverato il drone perchè voglio fare qualche nuova ripresa orrenda dei dintorni. Ma all’aperto è troppo caldo per resistere – almeno per me – e dunque ho fatto degli esperimenti in casa, incluse alcune fotografie. La lente mi sembra un po’ storta, anzi che distorce.

Leave a comment

Il potere evocativo della musica.

Due sere fa, festicciola a casa di un amico di sempre. Una di quelle tantissime persone che sono dovute emigrare dalla sterile ed ingenerosa Genova ad una più accogliente e prosperosa Milano per trovare un lavoro. Si è fatto una carriera ed una vita milanese ed ogni tanto rientra ed è una gioia incontrarlo. Trattandosi di appassionato strimpellatore e cantante ma dotato di rara sensibilità, ha evitato accuratamente di sottoporre gli invitati ad uno strazio autoreferenziale come molti invece fanno. Conosco persone che si credono Jimy Hendrix e che torturano gli amici con invereconde prestazioni di una noia mortale, accordi degni del peggior Zecchino d’Oro e voce incurabile. Invece Andrea ha raccontato che casualmente ha conosciuto una band che suona Paul Mc Cartney e li ha scritturati per suonare quella sera. Una parola sulla band: straordinari. Non una ordinary band che fa cover raffazzonate con accordi gratuiti e fastidiosi di canzoni famose (questo accade di frequente).

Invece questi tre, chitarra acustica, basso e tastiera, sono davvero talentuosi, in più il cantante ha realmente la voce di Paul Mc Cartney. E sebbene sia difficile riprodurre una canzone con soli tre strumenti, il risultato finale mi è parso eccellente.

Basta premessa, ecco il sugo. La prima canzone viene annunciata come tratta dal primo album pubblicato da Mc Cartney dopo lo scioglimento dei Beatles, anno 1971. Sono bastati 10 secondi di attacco iniziale e, senza che io lo volessi, quelle note hanno aperto dei circuiti neuronali chiusi da 45 anni. Mi sono rivisto nel salotto di casa all’età di circa 12 anni, ho rivisto il mobile dove mia madre teneva lo stereo, ossia un piatto giradischi e l’amplificatore, ho riascoltato quella canzone per la prima volta dopo un silenzio di oltre 4 decenni ed il mio cervello si è totalmente concentrato su quella musica, sulle sensazioni che provavo allora. Mi sono immobilizzato ed ho certamente assunto una espressione totalmente ebete e beota. Mi sono sdoppiato; una parte era presente nel 2016, una parte rilevante è tornata in quella casa. La focaccetta di Proust mi fa una sega, in confronto.

E ma sticazzi. Non voglio ricamarci sopra facendo diventare un ultrabanale episodio di memoria qualcosa di un minimo interesse umano. Ma qualche brivido mi ha percorso la schiena, sia perchè era una fredda serata ma anche perchè quei circuiti neuronali inattivi chissà dove, hanno avviato un farraginoso processo simile all’avvio di un motore diesel fermo da troppo tempo. Partenza a tre cilindri su quattro, molto fumo, molte vibrazioni e rumori sinistri. E sguardo plusquam beota.

Finita l’esibizione sono andato a chiedere al capo della band che canzone era: mi ha detto che l’album si chiama RAM. Altra scossa emotiva, altri circuiti che si connettono e trasmettono corrente in giro per il cervello, alla cazzo.

RamMcCartneyalbumcover

Mi è tornata in mente la copertina del long playing di vinile. L’ho ricordata quasi esattamente come era e mi si è presentata sulla memoria operativa la ragione per cui non avevo mai più ascoltato quel disco dopo il 1971.

I bambini sono imbecilli ed io non facevo eccezione. L’amplificatore dello stereo di mia madre era a valvole. Alcune diventavano rosse incandescenti e si vedevano brillare attraverso le sottili feritoie di raffreddamento. Insomma, ho lasciato il disco sull’amplificatore dopo averlo ascoltato ed il disco si è mezzo sciolto, assumendo un aspetto ondulato e dunque rendendolo totalmente inutilizzabile. Quel disco ed un altro, Odessa dei Bee Gees. I dischi erano di mio fratello. Mio fratello avrebbe voluto strozzarmi ma mia madre evitò il fratricidio. Allora non c’era nulla di sostitutivo e quelle canzoni furono dismesse per sempre. O meglio, fino all’altro ieri.

Epilogo 1. Tornato a casa nel cuore della notte, ho ascoltato l’intero album di 50 minuti su Youtube. Ricordavo esattamente quale sarebbe stata la canzone successiva, ricordavo perfettamente i suoni dei testi, che allora erano incomprensibili per me e che solo oggi ho potuto capire in plain English. E dopo una mezz’ora di ascolto si sono attivati altri circuiti, questi meno piacevoli. Perchè a 12 anni per me non era un letto di rose, anche se il peggio era ancora da venire. Dunque sono contento di aver riascoltato il disco, ma meglio non insistere.

Epilogo 2. Tra qualche giorno è il compleanno del fratello al quale ho ondulato i dischi rischiando di venir strozzato o accoltellato. Forse ha dimenticato l’episodio, ma non ne sono così sicuro perchè ogni tanto mi guarda strano e sospetto che non mi abbia perdonato del tutto. Allora ho ordinato su Amazon i due long playing in formato CD e glieli regalo con un messaggio di scuse.

Comunque sia, il potere evocativo della musica è superiore al potere evocativo della focaccia ma inferiore al potere evocativo della gnocca, tanto per essere chiari.

1 Comment

Acidofile.

 

Attenzione prego. Sfogo lungo e noioso ed allo stesso tempo su un argomento totalmente marginale.

Basaluzzo è poco piovosa, la terra di queste zone viene divisa in terra rossa, bianca o grigia ma indipendentemente dal colore è tutta basica, calcarea, impermeabile. Si produce vino, che gli intenditori affermano di distinguere a seconda del colore della terra dove vivono i vitigni che qui abbondano in quanto prosperano in questa terra. Io ho il privilegio di possedere un lembo terra nel quale cerco di far crescere delle piante. Ho cari amici che gentilmente quando ci vengono a trovare, ci regalano delle piante perchè, giustamente, assumono che se avessi odiato la terra me ne sarei stato al mare, in più avendo del terreno fanno 2+2 e risolvono brillantemente la questione “e adesso che cazzo gli regaliamo”  con una pianta.

orte

Ma, una prece: vi prego di non regalarmi piante acidofile, quali azalee, camelie ma specialmente, in modo particolare Ortensie. Perchè se lo fate, mi costringete a comperare un vaso apposta, la terra acida, farmi il culo per portare vasi e sacchi di terra in giro e mettere la vostra pianta nel vaso ben sapendo che non sopravviverà l’estate. Allora avrò un bel vaso del cazzo con la sua brava terra e dentro un pianta morta stecchita. Perchè le acidofile hanno bisogno di tanta acqua, di tanta ombra, ed io ne ho per il belino di innaffiare tutti i giorni piante che crescono bene nella terra vulcanica. Se andate alle Azzorre vi togliete la voglia di ortensie perchè crescono a perdita d’occhio. Ma andate anche a Campoligure, Masone, e già ce ne sono tante perchè, è noto, da quelle parti piove a manetta e la terra è diversa. Ma a Basaluzzo le ortensie stanno bene come ci starebbe un cazzo di pinguino. E’ come se mi regalaste un gatto, un cane o un criceto del cazzo. Siete cari ma non posso permettermi un cane, gatto, canarino o ortensia; quest’ultima ha bisogno del proprio habitat;  la terra in generale e specialmente quella di Basaluzzo non è buonista e non accoglie tutte le piante provenienti da ovunque, le fa morire.

Non è finita e potrei continuare per ore; siete andati in un vivaio ed avete preso una Ortensia perfetta, piena di fiori, rigogliosa. Però il vaso è grande come lo scroto di un toro, perchè nel vivaio le Ortensie sono tenute in uno stato di iperalimentazione artificiale come lo è un ciclista professionista. Appena sospendete l’alimentazione forzata, per prima cosa seccano i fiori, poi le foglie si raggrinziscono ed infine la pianta va in agonia e termina la sua breve esistenza non assisitita, nella compostiera.

Insomma, se mi volete regalare una pianta io vi ringrazio per il pensiero, ma cercate di informarvi e scegliete una pianta che vive anche nelle terre Basaluzzesi; non deve essere una acidofila e necessita di poca acqua. Anche un cactus potrebbe andare bene.

Ed ora tre fagiani.

Probabilmente sono stati allevati in batteria, rilasciati lungo strada con lo scopo di farsi prendere a fucilate, prima o poi.

fagia2

Un maschio con 2 femmine, sono risaliti dal bosco e si sono messi a mangiare in campo aperto, ignari dei rischi cui vanno incontro all’apertura della caccia, ma anche prima se gli va male.

fagia

Questo è il maschio che sfila sotto le finestre di casa.

2 Comments

Praticamente lisciati.

satte

La cella che nasce su Genova

Lisciati è il termine che si usa quando un temporale sfiora il punto di osservazione o lo interessa appena.  Ai tempi dei forum di appassionati meterologici, essere lisciati da un temporale o da una nevicata era la stura alle lamentele. Anch’io mi sto lamentando, servivano molti millimetri, ne sono caduti meno di 2 mentre a poche decine di km. gli accumuli sono stati ben più generosi. Siamo o no nel notorio, secco buco sud-piemontese ?

Il temporale pomeridiano era un cella abbastanza imponente nata dallo scontro tra l’aria calda presente ed il fresco maestrale in arrivo dalla porta del Rodano. Adoro queste annotazioni tecniche che mi fanno sentire competente. In ogni caso, ci ha sfiorati con un po’ di scenografia: tuoni, fulmini, vento, un arcobaleno ma poche gocce.

currentb3

thund

Clicca

arco

Clicca

La cosa più importante è che la temperatura è scesa fino a 16.5°, ed è iniziata la subdola battaglia serale tra Miriam e me. Come noto, i nostri gusti in termini di temperatura ambiente sono molto diversi. Io mi aggiro per la casa ad aprire silenziosamente le finestre per fare entrare l’aria fresca, lei altrettanto silenziosamente e facendo finta di nulla le chiude. Siamo andati in cucina con qualche scusa 20 volte a testa, per aprire o chiudere la finestra.  E’ il rituale speculare di quello delle serate invernali laddove la navetta con la cucina serve ad alzare o abbassare la temperatura del termostato che comanda la caldaia.

Leave a comment

Spero in un temporale.

Entro 48 ore a Basaluzzo. Ma la seguente mappa lascia poche speranze.

preci

Altri modelli sembrano indicare qualche chance in più di vedere un po’ di pioggia seria, ma non ci conto troppo.

pcp24hz1_web_3

Generalmente con queste condizioni a Basaluzzo viene qualche colpo di vento con cielo coperto verso Nord, seguito da 0,1 picocazzo di millimetri.

gfs-2-42

D’altronde Basaluzzo è ai margini del buco malefico, che si vede bene in questa mappa di cui non cito la fonte ma dico solo che è autorevole (uno studio della Regione Piemonte risalente al 2006)

pioggia

 

Leave a comment