E piantala di ridere.

 

L’articolo comparso on line su il Secolo XIX è il solito inconsistente pezzo di mediocrità politicizzata che solo in una modesta cittadina provinciale può avere una qualsivoglia rilevanza. Ma nella fotografia allegata, Miriam fa bella mostra di se.

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Per la gioia di tutti, in particolar modo di Miriam, la foto è cliccabile e si può ingrandire.

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Lei è andata all’evento mondano perchè c’era una coppia di cari amici. Il fotografo ha inteso riprendere Toti, il Presidente-chi-l’ha-visto, mentre fa un buffetto ad una carota con lo sguardo adorante e la scritta UNOPIU’ che è simile alla mia media che avevo in Stenografia al liceo. Ma nel mezzo si è trovata Miriam, e dietro i nostri amici. Lui si vede di spalle a malapena,  lei in compenso è in un fermo immagine che si presterebbe benissimo al solito photoshop-fellatio.

Comunque Miriam era incazzata nera; teme che chi la vede possa pensare che lei è andata apposta per farsi fotografare, facendo sfoggio di desiderio di apparire / protagonismo. In più, a suo dire,  era vestita che “sembrava arrivasse dalla Val Busa” in versione semi invernale. Forse è adirata perchè aveva il colletto della camicia che spuntava come quello di Jason King. Non lo so, fatto sta che dichiarava inoltre di voler querelare il Secolo. Io però non cogliendo la gravità del momento, non riuscivo a dismettere una ridarella che è proseguita per la durata della prima colazione, alimentando ulteriormente la furia di Miriam. All’evento, oltre che Miriam e Toti, partecipava Daniela Santanchè, con l’accento. So poco o nulla di lei, ha fatto parte del Caravanserraglio berlusconiano con meriti perlopiù estetici, ma potrei sbagliarmi.

Aggiornamento del giorno dopo.

Qualcuno deve aver pensato che l’articolo in questione aveva un titolo poco ortodosso. Oggi lo stesso articolo si veste di un titolo diverso.

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Ed anche la foto dove si vedeva Toti è stata sostituita con una dove Toti non c’è… ma Miriam c’è sempre !

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Dunque il titolo è diventato meno guitto-politico e la scomoda figura del presidente che sta dalla parte sbagliata è stata rimossa perchè è meglio che il popolo non veda propaganda sublimare. Però si vede meglio il mio amico, insomma a noi va bene e Miriam sorride, almeno fino a quando non è venuta a conoscenza delle foto pubblicate.

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Riscaldamento globale.

E’ vero, negli ultimi giorni ha fatto decisamente freddo, ma gli ultimi 7 mesi sono stati i più caldi della storia delle misurazioni climatiche. E poi, stracazzo, dopo un autunno secco, un inverno secco, ecco la primavera secca, insomma non piove. Questa mattina c’era nebbia fitta e 5 gradi, ma quando il sole è spuntato la temperatura è schizzata oltre i 23. Ma quello che sconcerta è che, a fine aprile,  ci sono i campi pieni di papaveri, per l’aria volteggiano i piumini dei pioppi, l’erba inizia ad ingiallire, insomma è come essere a fine maggio, metà giugno.

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Ed ora la cazzata che illumina questo triste post. Le ombre disegnano una partita a ping-pong nella quale il giocatore sulla destra gioca con uno yoyo antigravitazionale e quello di sinistra è il mago della lampada di Aladino. Ecco.

Cattura

Ho sistemato la Q2, ultima rimasta delle sistemazioni primaverili. Mentre ero intento a distribuire le scaglie di corteccia a guisa di pacciamatura, ho sentito un fruscio e mi sono trovato 2 caprioli che mi fissavano immobili, a circa 10 metri da me. Non ho fiatato, ho scambiato lo sguardo che è durato una decina di secondi, poi i due si sono allontanati trottando ma non mi sono sembrati spaventati.

Tutto

Tutto

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Quanto è bella questa foto.

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Il soffio di aria fredda che arriva dall’Artico.

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Style.

Ieri, a Basaluzzo, pranzo con  persone che rappresentano un mix di amicizia, parentela, lavoro. Sopravissuti ad una faida aziendal-consanguinea durata alcuni anni durante la quale sono stati dispensati epiteti vari. Per dare ordine alla confusione dei reciproci titoli, qualche anno addietro avevo creato una tabella di excel dove mostravo l’interpolazione dei diversi ed ambiti titoli tra persone, come nel medagliere delle Olimpiadi. L’avevo già pubblicata ma la riporto anche qui per amor di precisione.

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Ho voluto fare una rimpatriata di noialtri galantuomini ma alla fine eravamo in tre, gli altri assenti giustificati.  Uno dei commensali si è presentato con la sua nuova auto; gli interni, i vestiti ed il cane assolutamente in tinta. Potevano essersi chiusi nell’abitacolo ed irrorati di vernice a spruzzo sotto pressione, come si fa per il trattamento del legno con vernice impregnante. La tonalità del complesso era beige scura, molto eleganti. Il piccolo e simpatico botolo, pesa meno di 2 Kg.  si è cacciato nella Pozzanghera Fangosa M. ma è un abile nuotatore e non è stato mangiato dalle rane o dalle carpe. Credo sarebbe stato estremamente imbarazzante.

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Evaporazione

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La temperatura dell’aria è di  4.3°, l’Umidità Relativa è 100%,  la temperatura dell’acqua è circa 16°. Come risultato, si produce la nebbia.

 

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Da notare e da ricordare per sempre; presso la stazione meteo ARPA che è più in basso nella pianura, la temperatura ha segnato un minimo di 2.3°.

 

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Questo illuminante insieme di grafici mostra come si sono avute due fasi molto ventose; la prima di Ostro (direzione da 180°) la seconda di Tramontana (direzione da 0°)

 

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NEBBIA

Questa foto è falsa: ho taroccato malamente il bilanciamento dei colori ed ho anche fatto dei mastrussi per cancellare qualcosa che non volevo si vedesse perchè disturba l’armonia.

 

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Niente pioggia.

Solo 0.2 millimetri, parente di zero. Vabbè, almeno ha inumidito l’erba.

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Rose, carpe, ragnatele, rane, la Q1. Quest’ultima mi sembra crescere bene.

E poi questo: ho accompagnato una coppia di americani per una breve escursione a Genova. Erano in viaggio e si erano focalizzati su Santa Margherita e Portofino. Li ho convinti a passare mezza giornata a Genova e sono rimasti stupefatti. Hanno visitato mezzo mondo, sono stati per due volte alle Cinqueterre, conoscono la Toscana meglio di me, eppure Genova, per loro stessa ammissione, se la immaginavano una brutta città industriale e dunque non era nemmeno considerata nel loro programma di viaggio.  E invece erano ammutoliti dalla bellezza dei palazzi dei Rolli, dalla straordinaria bellezza dei vicoli, delle piazzette, di piazza de Ferrari, San Lorenzo, la città vista da Castelletto.

Congratulazioni alle generazioni di genovesi che, a diverso titolo, non hanno saputo o voluto promuovere una città per ignoranza, stupidità, malafede.

 

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Aspettando la pioggia

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Mancano 78 ore a questa mappa, io spero davvero in una buona pioggia perchè adesso a Basaluzzo ce ne sarebbe bisogno. E’ una cosa assurda e mi inquieta sperare che piova a fine Aprile; dovrei forse smettere di mettere alberi a dimora, comincio a pensare che sia uno spreco di soldi. Aumento di temperatura media di 2° alla fine del 2030 ? C’è chi sostiene che i gradi saranno 4 e forse anche 5. Qualcuno ha messo a Pablo un collarino giallo. Però il gatto frequenta sempre il nostro cortile al Righi, è proprio un “doorstep cat” come è stato definito il felino che ha più padroni in uno stesso quartiere. Ieri però c’era un gatto che non avevo visto prima: un gatto di media grandezza nero senza coda. Giocava inseguendo i semi del carpino spinti dal vento. Quando mi ha visto, è salito su un muretto di pietra pronto a scappare e mi fissava sospettoso.

Altro argomento, spam.

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Il link che loro dicono di cliccare rimanda ad un indirizzo web molto strano. Non che l’italiano incerto rassicuri sulla bontà del messaggio, e poi il vostro traduttore automatico da salcazzo che lingua all’italiano è una schifezza.

E poi ci sarebbe questo.

Ho piazzato una webcam in ufficio per vedere come funziona. Insomma è una IP, costa un decimo di una Mobotix, è visibile da remoto. L’ho tenuta accesa per alcuni giorni ed ho applicato un sistema di rilevazione notturna del movimento. Quando vede qualcosa che si muove, salva 3 fotografie prima e 3 dopo il movimento. Sono arrivato alla conclusione che può andare bene per questioni di sicurezza, ma le immagini sono di scarsa qualità, dunque non è adatta per utilizzi in esterno e neppure per panorami.  E fin qui, sti cazzi in salmì. La webcam in questi giorni di test ha mandato dei messaggi di allerta con allegate le foto che documentano quello che vede durante la notte. Ecco un .gif animato elaborato con le foto della webcam.

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Un ragno o un altro insetto che, attirato dalla luce ad infrarossi, cammina sulla lente della webcam ? OK, no: sono gli alieni che di notte mi usano il WiFire per parlare con i parenti.

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Le varie del lunedì.

Non me ne frega un cazzo del gioco del pallone e del referendum. Questi bastardi fanno le loro guerre politiche da condominio e mi chiedono di andare ad esprimere un parere vincolante su materie che loro dovrebbero essere in grado di risolvere al meglio, visto che li pago per decidere. Mi inquieta però quando qualcuno, mentre sto camminando per strada, mi riconosce da distante e mi dice che io sono riconoscibilissimo, da dietro. Sarà la mia postura ingobbita, la forma della testa e delle orecchie, il mio sedere non so, ma sono scettico sul fatto che essere così riconoscibile sia una cosa positiva. Ed ho mal di gola per colpa del vento forte che ha soffiato per tutto il fine settimana a Basaluzzo. In termini tecnici, non era un vento “forte” ma “fresco” e comunque mi ha stracciato i maroni per 48 ore. Oggi 2 arancini di riso. Più un succo di ananas, conto finale $5.15. Pagato con una banconota da €5, due monete da €0.05, una moneta da €0.02, quattro monete da €0.01. Ho pertanto lasciato una mancia di €0,01.  L’epidemia che vede scooteristi procedere per strada con uno o due piedi fuori dalla scocca fino a sfiorare l’asfalto si sta diffondendo anche ai motociclisti. Prima o poi proverò anch’io il brivido, spero di non centrare un tombino che spunta o qualche detrito disperso. Oggi ho fatto fisioterapia e devo trovare il coraggio per dire al fisoterapista che il materassino da fisioterapia sembra che sia stato immerso nella fontina. Immagino miliardi di batteri che proliferano felici in uno strato di cellule epiteliari, sebo, sudore ed altre sostanze biologiche. Lavare quel tappetino vorrebbe dire sterminare un’intera civiltà di batteri, acari ed altri animaletti superiori che dopo anni dall’ultimo lavaggio, vivono in simbiosi ed in pace. Chi sono io per chiedere che avvenga una strage ? E poi non devo mai più tagliarmi le unghie con il tronchesino quando mi sveglio la mattina. Perchè non trovo le unghie tagliate e perchè quello che rimane attaccato al dito ha forme improbabili. E trovo una mail che mi ricorda come io sul lavoro abbia a che fare con alcuni stronzi di prima grandezza, almeno grossi come una gigante rossa.

Lunedì

Lunedì

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Ippocastano.

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Quello dei vicini sembra godere di buona salute. Ha sofferto per anni di una malattia provocata da insetti che faceva ingiallire le foglie ancor prima che queste raggiungessero la massima estensione. Invece adesso e soprattutto, sticazzi.

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L’arrosto.

Miriam prepara l’arrosto in due fasi; la prima fase viene subappaltata a sua madre che cuoce il pezzo di carne e frigge il soffritto, ossia le preparazioni più puzzolenti. E’ come la delocalizzazione delle attività produttive inquinanti. Intorti un paese emergente, gli vendi a caro prezzo gli impianti produttivi obsoleti e poi gli fai produrre da gente sottopagata le parti meno nobili e più costose dal punto di vista ambientale. Ecco, Miriam usa così sua madre. Comunque, si ottiene un prodotto semilavorato che viene messo in un contenitore ermetico, piazzato nel frigorifero fino al giorno dopo, quando abbiamo persone a cena. Perchè noi a casa nell’intimità famigliare mangiamo à la càrte, ossia si apre sul tavolo la carta che contiene l’affettato. Non è una critica, io sono il primo a preferire un pasto serale del genere perchè è veloce, inodore, lascia poche stoviglie da lavare.

Ma questa mattina, nella ridente campagna basaluzzese, Miriam non riusciva a tagliare quel coso per farne fette. Pur utilizzando un coltello in ceramica del maestro giapponese Yodosan, l’impresa è da subito sembrata ardua. Ovviamente Miriam a) è andata in modalità panico e b) se l’è presa con la madre, accusandola di aver cotto l’arrosto troppo poco. Per sollevarle l’umore ho chiosato “Vado a prendere la motosega, faremo in un attimo“. In effetti aveva una consistenza legnosa, lasciando presagire un flop gastronomico di proporzioni tale da finire nel libro degli eventi famigliari. Per tranquillizzarla le ho prospettato che, vista anche la forma ovalizzata del pezzo di carne, se almeno due dei nostri ospiti avessero giocato a Rugby, si sarebbe potuto organizzare un incontro sul prato.

Ma lei ha insisito sulla destinazione alimentare del’oggetto, allora abbiamo preso le fette faticosamente tagliate, le abbiamo immerse in un bagno composto dal sugo, acqua e vino rosso, e messo il tutto sopra il fuoco.

La preoccupazione di Miriam era tale per cui ho cercato di rassicurarla, illustrandole le fasi cui l’arrosto sarebbe sicuramente andato incontro entro l’arrivo degli ospiti:

  1. L’arrosto rimane duro come una pietra per i primi 60 minuti di cottura.
  2. Al minuto 61 l’arrosto finalmente comincia ad ammorbidirsi, al minuto 65 inizia a sfaldarsi. Non è più un arrosto ma uno stracotto.
  3. Al minuto 70 il processo di disintegrazione procede spedito e lo stracotto diventa uno strabrasato che richiede l’uso del cucchiaio.
  4. Al minuto 75 lo strabrasato diventa un semolino di carne, che gli ospiti apprezzeranno perchè ricorda loro quello che la mamma preparava quando avevano la febbre.
  5. Al minuto 80 il semolino da ex brasato, ex stracotto, ex arrosto, inizia a formare un liquido che assomiglia ad un brodo di pollo.
  6. Al minuto 90 il prodotto è talmente liofilizzato che si può iniettare agli ospiti per endovena. Così si può chiacchierare non stop senza masticare, che non sta bene parlare con la bocca piena. Grande successo tra gli amici, venite a fare una sera endovena da Miriam e Stefano.
  7. Ancora più trendy, il liquido viene successivamente essiccato e, quando si ottiene una polvere grigiastra, si può sniffare come una droga, oppure comporre in pillole, o supposte.
L'aspetto è inquietante

L’aspetto è inquietante

In questa immagine, l’arrosto intorno al minuto 71, Miriam ha provato a sollevare una fetta che però ha reagito in maniera imprevista e si è disgregata.

Contando su una temporanea assenza di Miriam dalla cucina, ho ritenuto utile alla causa aggiungere un mio tocco segreto al pentolone; una abbondante cucchiaiata di formaggio di capra. Il formaggio risolve ogni cosa, l’ho scritto e lo ripeto nuovamente, questo ingrediente ha aggiunto al sugo una certa pastosità ed una nota di gusto selvaggio, tale che la confusione degli ospiti è stata totale.

Comunque ne è rimasta solo una fetta, vuol dire che gli ospiti oltre ad avere una fame atavica, hanno apprezzato.

 

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