Il cavo della Righicam 2 fa le bizze. Bonus: Animali da compagnia.

Lo annoto ora, forse però l’ho già scritto, è una ripetizione di quanto già detto, magari diverse volte, decine. Insomma, il cavo di rete che alimenta la Righicam 2 Levante causa la perdita di dati o chissà quale altra cazzata con il risultato che frequentemente l’upload dell’immagine non va a buon fine e l’immagine precedente viene cancellata. Chi copia la foto sul proprio sito vedrà uno sgorbio o il classico segno che qualcosa è andato storto. L’unica soluzione sarebbe sostituire il cavo con le due spine. Ma ne ho per il belino ed ora dunque va avanti così. E poi la webcam di Rapallo è ferma dal 21 Agosto. Non dipende direttamente da me ma ne sono in qualche modo responsabile e devo intervenire sul luogo con gli adeguati strumenti ed individuare il problema.

Altro argomento avio. Gli amici di Gastone.

Sono una coppia di aironi bianchi, ne ho fotografato solo uno che alla fine della sessione mi ha visto ed è volato via. Ma che razza di zampe ha ?

Più tardi, per la serie Haidi ti sorridono i monti, una scena strappa lacrime.

Un capriolo s’è avvicinato per bere, Gastone era li ma l’istinto gli ha suggerito di non temere la presenza del parente della capra. I due convivono insieme rispettando i propri spazi. Invece, e giustamente, se vede me scappa. Io sono il vero pericolo per l’intero pianeta, abbiamo già estinto tante di quelle specie che la voce s’è sparsa. Sul fondo della Pozzanghera ci sono due orrori. Due coppi che usai per fermare il tubo di alimentazione acqua, rivoltati dai cinghiali. Un tentativo di far attecchire un pioppo, anch’esso sradicato dai cinghiali, messo nel ghiaione e ricoperto di alghe che, secondo al mia mente fantasiosa, potrebbero garantire la sopravvivenza dell’alberello.

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Ormai la presenza di Gastone ed i suoi amici (nella foto) è stabile. I pesci da mangiare sono tanti e ce n’è per tutti. Miriam è dispiaciuta, ma sono i retaggi della sua educazione che vede la riproduzione ad oltranza come unica via per santificarsi di fronte al Divino. Invece per me la presenza degli aironi è la garanzia che la Pozzanghera non rischia di sovrapopolarsi con conseguenze nefaste. Nefaste quanto quelle che interesseranno la specie umana entro un centinaio di anni. Come disse il responsabile di vascello all’armatore del Titanic che riteneva impossibile l’affondamento, dopo l’urto con l’iceberg “E’ fatta di ferro e può affondare. E affonderà”.

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Update Q2-Q5.

Perchè la Q1 è più o meno immutata rispetto all’ultimo aggiornamento che risale a Giugno. Ecco le Q2, 3, 4 e 5.

Q2

Q3

Q4

Q5

Commento. Ci vuole un commento ad alto contenuto masticazzi. Eccolo: Le Q2 e Q3 crescono poco in altezza ma stanno sviluppando un tronco molto spesso ed apparentemente robusto. Che è quello che mi sarei aspettato anche dalla Q1 che invece è partita a razzo e pone problemi sulla sua resistenza al ventaccio del sud-Piemonte, infatti è legata ad un tutore.

La Q4 ha l’aspetto di una erba infestante ma resiste imperterrita anche ad una legatura al tutore sulla quale nutro dei dubbi. Insomma forse non andava fatta.

La Q5 fa storia a se. Sta crescendo il larghezza, parlo della chioma, Insomma sembra più un cespuglio. Considerando che le ghiande vengono da un altro continente, avevo avuto il sospetto che una volta germogliate e ritrovatesi in un clima diverso, con una lingua diversa, il terreno diverso e circondata dallo spirito terron-mediterraneo, sarebbero cresciute in modo strano, tipo strisciante o contorto o con una espressione di sofferenza. La Q5 sembra incarnare questo modello di patimento. Ovviamente dovrei documentarmi prima di sparare cazzate, è che non trovo nulla di ragionevole nella letteratura online e quando ho provato a colloquiare su forum specifici, ho avuto risposte completamente inconsistenti. E va bene, bisogna solo aspettare.

Comunque l’estate 2017 è stata superata senza apparenti problemi, grazie sicuramente anche alle innaffiature che non sono state così continue.

Ah, DIMENTICAVO

In questa foto si vede un ramo di una delle Acacie messe a dimora tre anni fa. Le foglie sono in parte ingiallite anzi, ingrigite a causa – immagino – del caldo atroce appena subito. E’ c’è un fiore; sono certo che non ci sia nulla di straordinario nel fatto che a Settembre gli alberi diano qualche fiore tardivo. Sticazzi 2, rosa.

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Un po’ di tregua.

E’ la prima pioggia da Aprile. Qualche millimetro è caduto nel corso dell’estate, ma subito evaporato nell’aria rovente. Invece adesso ci sono 15° ed è pioggia un po’ più consistente.

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Gastone non ha interrotto la sua attività di procacciarsi il cibo nella Pozzanghera. Gli auguro buona pesca. Lo so che mangia i figli delle Carpe, ma è un ciclo naturale ed inoltre solleva il sistema dal peso insostenibile dei numerosi avanotti, che temo si scriva con qualche doppia ma ne ho per il cazzo di verificare.

Notizia di nessun interesse generico, ma è una annotazione tecnica. Ho dovuto sostituire il laptop basaluzzese perchè era un pacco terribile ed era sempre più difficile scrivere. Invece il ragazzo del reparto elettronica del Bennet è stato bravissimo e mi ha girato come un calzino; credo vengano istruiti a puntino su come fare i ventidori ed alla fine mi ha venduto cosa voleva lui, confessandomi che era per me un affare unico ed irripetibile per una serie di circostanze rare come una eclissi id sole. Adesso scrivo su un Asus Vivo Book Max con scappellamento a destra. Ma quel che mi piace di più è il rumore della pioggia sui coppi. Vorrei durasse così per 24 ore.

Fino a qualche anno fa, 7.8 millimetri mi sarebbero sembrati una quantità risibile. Oggi, è manna dal cielo.

 

Altre annotazioni idrauliche. Visto che il terreno è rimasto umido per alcune ore, ne ho approfittato per dare una bella innaffiata agli alberi. Quando non piove da settimane e c’è un caldo porco, il terreno argilloso diventa duro come pietra e totalmente impermeabile. Dunque innaffiare serve, ma poco. Invece se il terreno è umido, già assorbe di più perchè la crosta superficiale, quella cotta dal sole, si ammorbidisce.

Questa annotazione lascerà indifferenti le persone meno intelligenti, quelle più insensibili e quelle che non azionano gli indicatori di direzione. Io invece, e tutti quelli intelligenti come me, sanno di cosa sto parlando. Anche se mi sono inventato tutto, perchè sono un cazzaro. O meglio, mi sembra che il terreno si comporti così ma sospetto che sia una esagerazione e che agli effetti pratici non cambi nulla. Fatto sta che tra gocciolante e canna oggi sono passato da 120 centimetri a 85 in cisterna. Un bel botto ma spero che per qualche giorno non sia più necessario innaffiare e che la quantità di acqua in riserva salga nuovamente sopra il metro. Cento cenimetri corrisponde ad una delle mie soglie psicologiche. Sotto il metro sono depresso ed aggressivo, sopra no. Sopra i due metri posso anche sorridere alla gente.

Ed ora due foto della Pozzanghera salvate perchè piove (e c’è Gastone).

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Più secco.

Voglio dire che la perturbazione ha lasciato al suolo zero (0) mm di pioggia ma almeno si è abbassato il livello di umidità e, con pochi gradi di meno, noi umani si sta meglio di prima.

Il vento rende il caldo ancora più sopportabile, però asciuga più velocemente il terreno e dunque devo fare attenzione alle innaffiature o il numero degli alberi morti potrebbe aumentare. La pozzanghera non è ancora in zona rossa, ma ho preallertato l’agricoltore che la prossima settimana forse porta un po’ di acqua. Intanto i temporali scorrono lontani, verso nord e nordest.

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‘co dighel.

La prima perturbazione che arriva dall’Atlantico solo che tre giorni fa era stata prennunciata come apportatrice di grandi piogge ma nelle elaborazioni successive la pioggia è via via diminuita ed ora a Basaluzzo probabilmente non cadrà uno goccia. Vabbè; che il primo fronte autunnale vada in frontolisi è una eventualità normale e consueta. Anche il secondo e forse il terzo. E che qui non piove seriamente da Aprile ed è una situazione che compromette la vita di molti alberi.

 

Vedere i miei alberi, ed in genere tutti gli alberi, morire per il caldo eccezionale e per la siccità ad oltranza, è una cosa che mi spiace, ma non ci posso fare nulla. Porco Dighel è tutto quanto mi passa in mente, ovvero prendermela con gli extraterrestri perchè la specie vivente peggiore del pianeta sta modificando il clima e molte altre forme viventi ne pagheranno le conseguenze.

 

Le giovani acacie sopravvivono grazie alla “gocciolante” e finchè c’è acqua nel pozzo non dovrebbero esserci problemi. Salvo caprioli, cinghiali, insetti, colpi di vento.

 

A proposito di cinghiali. Poche ore fa siamo stati aggrediti da 5 cuccioli di cinghiale più la madre inferocita. Eravamo in un ristorantino e questi 6 si sono presentati al nostro desco. Mio cugino (nella foto) sta contrattando la resa con uno di loro. In cambio delle nostre vite hanno accettato pane secco che il ristoratore teneva in grossi sacchi per le galline.

Il ristoratore dice che ha iniziato a venire la nonna qualche anno fa, poi è arrivata la figlia ed ora vengono i nipoti con la madre. Pare che dar da mangiare ai cinghiali sia un reato penale. Il ristoratore ci ha pregato di non mettere le foto su facebook e di non citarlo perchè ha avuto anche discussioni con alcuni vicini. Comunque pare – dice lui – che la legge si riferisca alla pratica di andare nei boschi e lasciare cibo in posti stabiliti in modo da attirare i cinghiali e poi attenderli e prenderli a fucilate. Di conseguenza, è suo parere che così facendo egli non commetta alcun illecito perchè non va a cercare i cinghiali, ma sono questi che vengono a cercare lui. A sentir parlare lui, questo inverno ci sarà una moria di cinghiali e caprioli perchè non troveranno da mangiare.

E dopo alberi & cinghiali; il mio solito successo con le donne.

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Sono centinaia.

Gli avanotti delle Carpe, leva 2017. In questa orrenda foto che sono riuscito a scattare se ne vedono una decina, ma in realtà sono molti, molti di più. Ecco perchè stamattina c’era Gastone. Credo sia un buon segnale, almeno la qualità dell’acqua è buona per loro.

I cinghiali hanno scavato per bene le sponde perchè quando hanno sete vengono a bere ma, già che ci sono, scavano perchè la natura gli ha detto di fare così, e perchè sono degli stronzetti ungulati.

E sul muro di casa si è improvvisamente aperta una crepa di circa 3 millimetri si larghezza, lunga un paio di metri ed orizzontale perchè la terra ormai è arida, perde volume, si assesta e così il terreno scende et voilà, la casa si dissesta. Effetti della persistente siccità degli ultimi anni. (HO GIA’ DETTO QUESTA COSA, lo so mi ripeto e dimentico le cose)

Le carpe sembra siano in buona salute. L’acqua della Pozzanghera è di nuovo scesa parecchio, ma non è ancora al livello di guardia. Certo, se non piove generosamente entro metà Settembre si ripropone il problema già ovviato con la fornitura in cisterna lo scorso Luglio, che dire ? Speriamo che piova – come dicono – i prossimi giorni e che la temperatura scenda, raffreddando l’acqua e dimenuendo l’evaporazione.

 

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Alcune foto mediocri.

Per un Blog mediocre, ecco alcune foto mediocri che chiudono il capitolo Agosto 2017.

A Sinistra, Kaimanu, detto Kai. A destra Makani, detta Mac. Makani vuol dire vento in Hawaiian. Al centro Miriam, detta Miriam. I due botoli sono trovatelli e condivivono la casa con i padroni che ci hanno ospitato a Ohau. Il primo è un Pitbull, o perlomeno la quasi totalità, la seconda ha tracce di Dalmata, più altre cose tra cui forse un Pitbull. Anche Miriam ha tracce di Pitbull, ora che ci penso infatti ha legato immediatamente con i due.

Questo non so come si chiama, ma appena ci ha visti si è sporto dalla ringhiera perchè sa che tutti quelli che passano gli allungano un po’ di cibo.

Questa e di nuovo Makani sulla Mustang Convertible che ci permetteva di scorazzare per l’isola. Ogni volta che la mettevo in moto mi risuonava in testa il tema di Magnum P.I. infatti sto pensando di farmi crescere i baffi. Makani inizialmente era scettica sulla autovettura, mi hanno detto che non era mai stata su una decapottabile. Dopo qualche km ha però mostrato una certa rilassatezza con il fatto di non avere un tetto sulla testa.

Cima del vulcano Mauna Loa, 4.200 metri in meno di 2 ore dalla spiaggia. Arrivarci è molto suggestivo ed ho fatto molte foto che sembrano però essere riprese nel posto meno attraente del pianeta. Qui almeno ci sono le cupole dei cannocchiali.

Casualmente siamo stati in un ristorante dove ci hanno seduti proprio nel tavolo dove, sicuramente è una mussa, ci sono stati seduti due presidenti.

La scarpa di Miriam sequestrata da Makani, in mezzo ai suoi giochi sulla sua coperta, ma recuperata prima che Makani la riducesse a brandelli.

Come dire, vaffanculo Presidente e vice presidente, le Hawaii sono democratiche. Big Island (isola di Hawai’i) è un luogo dove potrei pensare di andare a vivere; vendere tutto quello che ho, comprare un lembo di terra e costruirci la casa. Lontano dalla spiaggia, meglio in alta collina, nei boschi e prati verdissimi di quella parte dell’isola esposta verso gli Alisei, ossia NE.

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Tornato nella pozza di calore.

Prima l’aeroporto di Malpensa che non è un esempio di pulizia, cura, attenzione. Insomma, italiano medio che mi ha già fatto girare i coglioni leggermente, dopo un mese all’estero.

Arrivato a Basaluzzo, accolto da un bel 35° e spiccioli, da nuguli di vespe assetate e da numerosi alberi seccati tra quelli che ho messo a dimora negli ultimi anni. Meteorologicamente parlando, nella zona di Basaluzzo è stata una estate di merda.  Che verrà seguita da altre estati sempre più di merda intervallate da inverni senza neve e stagioni intermedie con sempre meno pioggia. Se qualche stronzo filo-Trump ci scherza sopra o mi dice che l’estate è stata sempre calda e che ci sono i cicli solari, lo mando a fare in culo così forte che gli fischieranno le orecchie per lo spostamento d’aria, anche a costo di perdere una amicizia.

In effetti una forse una l’ho già compromessa.

Da qualche tempo una persona che frequento per questioni associative, mi ha evidentemente incluso in una lista su WhatsApp. Ho iniziato a ricevere con scadenza giornaliera diverse “cose spiritose“. Si tratta di quell’umorismo fatto di vignette che vorebbero essere ironiche, pungenti, ammiccanti, politicamente impegnate. Lo stile è tipo questa che mostro qui a fianco. Ma hahaha, a me fa ridere meno di un pico cazzo, in più tocca un argomento sul quale sono sensibile. Ho risposto come segue: “Immagino che il nome Polifemo sia stato preso da uno dei soliti siti pacacca che trattano la Meteorologia come lo fa un rotocalco di basso livello per il popolino. Che disdetta che poi questa robaccia venga ripresa e diffusa anche da organi di stampa che si definiscono seri. Non esiste nessun Polifemo per la Meteorologia seria, ufficiale. Non esiste alcun nome di fantasia per le alte pressioni e tantomeno per le ondate di caldo. E’ solo qualche furbo che la spara grossa per attirare tonni sul proprio sito.”

Oh, vuoi sapere ? Non ho più ricevuto alcunchè da lui. Magari si è offeso.

Altra roba sicuramente più interessante.

Questa è un chiesetta di legno sulle pendici di quel vulcano alle Hawaii che continua ad eruttare. Qualche anno fa l’hanno spostata e messa in un posto più sicuro perchè una colata di lava la minacciava.

Quando l’abbiamo visitata non c’era un cane di nessuno. C’era un banchetto con esposta in maniera molto ordinata della frutta raccolta negli alberi intorno, con il prezzo. Chi voleva, si poteva servire lasciando il corrispettivo in dollari in una sorta di cassetta postale.

E poi c’era questo. Pur vivendo immerso nel mio agnosticismo, talvolta vengo preso da dei raptus che mi portano a fare cose di tipo religioso, sentimentale, mistico.  Ho anche dato l’indirizzo al quale dovrebbero spedire una cartolina dopo che la messa di suffragio è stata recitata. Staremo a vedere. Ho incluso anche il papà di Miriam, in teoria risparmiando ben $10. Ma ho comunque lasciato $20, sperando che la preghiera venga detta ad alta voce.

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Le ultime 24 ore prima del rientro.

Sono angustiato per la mancanza di piogge e per le alte temperature di Basaluzzo che continuano imperterrite. Ho sempre amato la pioggia e le stagioni come dovrebbero essere. Ora siamo davvero fuori dal seminato. Non voglio dire che pensare al seccume che mi aspetta mi abbia rovinato le vacanze, ma quasi. Devo già fare i conti con la preoccupazione dell’Italia che sta andando a rotoli, di Genova che va a rotoli più velocemente, adesso ci mancava pure il clima. Ultimi giorni in questa parte del mondo dove il clima invece è ancora più o meno lo stesso di 30 anni fa. Siamo stati in una ridente località del Long Island. Tutto è verde perchè ha piovuto regolarmente grazie a temporali e piovaschi succedutisi nel corso degli ultimi mesi. Per farla breve.

Questo non c’entra un beato cazzulo; è una pagina di un libro per bambini, Splat The Cat di Rob Scotton, il gatto mi piace da morire.

Una persona che abbiamo conosciuto ha in giardino un Teepee (anche scritto Tipi) autentico. Uno dei pochi che non sono stati bruciati durante lo sterminio degli indiani d’America.

Siamo stati in un posticino dove per intrattenere i presenti c’era una stragnocca che cantava, e bene. Sul palco era accompagnata da una collega con la chitarra. Nella vita era accompagnata da un energumeno alto 2 metri tutto muscoli e peli vestito hooligan-chic, ovviamente.

In spiaggia la gente lascia le ciabatte prima di fare le passeggiate e poi le ritrova dopo aver fatto il bagno. Le mie sono quelle rosse, per la cronaca. L’acqua misurava 20 gradi centigradi, il massimo che raggiunge in estate.

Le spiagge sono rettilinee e lunghe chilometri.

Questo posto prevede un menù che mi riattiva gli ormoni ed un sacco di funzioni vitali che alla mia età sono, il più del tempo, sopite. A titolo di esempio, su ordinazione preparano una specie di contenitore grande come un barile di birra nel quale possono mettere aragosta, steamers, muscoli, gamberi, gamberetti, granchi. Fanno cuocere con qualche salsina afrodisiaca a scelta e quando il contenitore si è raffreddato uno se lo porta a casa, lo riscalda e serve da un minimo di 4 a 8 persone.

Ma poi siamo dovuti rientrare in città dove il traffico è sempre peggio. In questi giorni sindaco Di Blasio e governatore Cuomo stanno rattellando sui modi di migliorare la situazione. Potrebbero chiedere suggerimenti a quel tipo tedesco di mone Winkler che a Genova qualche anno fa non ha risolto una ceppa di minchia, ha dato suggerimenti che anche uno scimpanzee avrebbe potuto dare, ma almeno è costato un occhio.

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Pesce alla maniera delle Hawaii

Per la serie, sticazzi ittici, ecco un breve raccontino fotografico di come si pesca, memorizza, pulisce, prepara, mangia un tonno di circa 8 kg.

tonni

1.  Invece di menarselo in mare, di notte, su una barca puzzolente piena di pesce puzzolente, di gente rude di mare poco incline alle formalità, si va al mercato del pesce di Honolulu, dove di pesce ce ne sono vagonate. Si trova un pesce di gradimento.

2. Se si conosce un addetto del mercato è meglio perchè così si vince sicuramente l’asta del pesce scelto, altrimenti rischia di arrivare un frillo ed aggiudicarselo.

3. Si paga il pesce, quasi 8 kg. per circa $30 che corrispondono a circa 3 Euro al kg. Lo si imbusta e lo si carica in auto.

4. Poi si va in studio dove si pulisce per bene il pesce esternamente, asciugandolo e togliendo alghe, conghiglie, sabbia, patelle, tatuaggi.

5. CONTROL C. Si spennella il pesce dal lato migliore con una vernice a base di carbone vegetale.

6. CONTROL V. Si fa il calco del pesce sulla carta di riso che viene utilizzata in Giappone per fare i paraventi.

7. Si colora il pesce dei suoi colori originali, aggiustando il calco ove necessario. Così rimarrà per sempre l’impronta vera del pesce, non una serie di pixel.

7. Si toglie il colore sciacquando il pesce per bene.

8. Si pulisce il pesce, questa volta sfilettando e facendo tutte quelle cose che va fatto ai pesci. La testa e parte delle interiora vengono offerte ad un grocery cinese a fianco , con il quale c’è un accordo consolidato di baratto pesce / bevande. I cinesi poi con il baratto fanno una minestra di pesce che vendono agli operai delle officine dell’area commerciale e pare che sia una zuppa molto buona.

9. Si inizia la preparazione dei contorni, riso, verdure, altre cose che non ho capito cosa fossero (però buone) e si preparano la soia, il ginger, le uova di qualche pesce, le alghe per fare il nigiri, spezie piccanti e frutta locale.

10. Si preparano i filetti delle giuste dimensioni.

11. Si compongono il sushi, il sashimi, il poke in diverse formulazioni.

Infine si mangia il tutto. Il piacere che si prova è equivalente ad una serata di sesso sfrenato dei bei tempi andati, con la differenza che dopo non devi fare la doccia, basta solo lavarsi le mani.

Queste sono 11 foto delle innumervoli che ho fatto durante il processo, Internet mi sarà grato per non aver inondato lo spazio virtuale di cose tutte uguali, ridondanti e, come sempre, sticazzi con il wasabi.

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