Le calze sono l’articolo più difficile da trovare al buio. Il risultato è che se mi sveglio alle 4 del mattino e decido di mettermi sul computer a scrivere cazzate e non voglio svegliare Miriam, sono a piedi nudi.
Ieri 10 millimetri di pioggia in 10 minuti di temporale, un discreto rain-rate, piccola grandine, qualche folata di vento e qualche fulmine caduto non troppo vicino, a parte uno che ha fatto scattare un differenziale troppo sensibile che dovrei sostituire. La temperaura è passata da 22 a 14 gradi in meno di 10 minuti. Benvenuta pioggia, non una gran pioggia ma grazie lo stesso.
Meno benvenuti i cinghiali che pur avendo a disposizione ettari ed ettari di bosco tutto intorno, praticamente l’intera Pianura, per due sere di fila sono venuti a scavare nei 1.000 metri quadri di prato di fronte a casa. Cinghiali 2 – Menada 0. Allora ho elettrificato un centinaio di metri di recinto al confine col bosco scoprendo che:
- il costo per metter su una barriera dissuasore o pastore elettrico o recinto salcazzo come si chiama è irrisorio. Il mercato sta dalla parte delle vittime da cinghiali.
- ho capito finalmente come funziona. Nonostante la mia lucente intelligenza che genera invidia nelle persone che mi conoscono e cercano (invano) di imitare il mio stile inarrivabile, ammetto delle profonde lacune in tema di energia elettrica. Pensavo che per dare la scossa dovessero correre fili di segno opposto e che l’intrusore facesse corto circuito con il proprio corpo toccando entrambi. No. C’è la presa a terra e dunque in pratica io elettrifico l’intero pianeta mentre un solo polo corre sul filo; se io tocco il medesimo filo, faccio corto circuito con l’intero Sistema Solare.
- Almeno con me, è efficace nel senso che prendo la scossa, non forte ma convincente a smettere di toccare il filo. Provo anche il forte desiderio di andare a scavare altrove con il naso.

Ieri notte e quella appena passata ad ogni buon conto non si sono viste tracce di cinghiale, spero che l’espediente funzioni. E spero che dopo la pioggia di ieri questi gondoni di ungulati vadano a scavare da qualche altra parte. Nei prati ci sono i primi papaveri e cresce la gramigna, due piante che fino a pochi anni fa da queste parti si iniziavano a vedere verso Giugno. Le querce hanno tempi di ripresa totalmente diversi tra di loro. Alcune hanno ormai la chioma quasi totalmente formata, alcune hanno i primi germogli che stanno spuntando. Non sono un esperto e dunque non formulo congetture. Dico solo che la singola quercia apparentemente si fa una riga di cazzi propri a dispetto di cosa fanno le querce vicine. Dopodomani vado dai cinesi a cercare calze con dei LED in modo che io possa trovarle anche nel buio notturno.

E per concludere questo inutile coacervo di cazzate, ecco il gatto consortile di Novi Ligure (senza coda) che è simpatico, è diventato più affettuoso ma non vuole essere fotografato. Quando cerchi di inquadrarlo, allarga le pupille, ti fissa incazzato per un secondo, poi si alza e se ne va.


















Il titolare del consorzio agrario per l’ennesima volta si sente chiedere se hanno un prodotto repellente per i caprioli che mi mangiano le cortecce. E’ esasperato. Gli vengono le lacrime agli occhi dalla disperazione. Non esiste un prodotto come quello che cerco io. Avevo cercato di risolvere il problema irrorando i fusti di una miscela di acqua con verderame e pipì, ma gli alberi sono diventati troppi ed anche prendendo un diuretico non riesco a soddisfare le esigenze.


