Mi si sono seccate le ghiande.

Di Central Park. Stavo riflettendo sulla inadequatezza dei miei metodi per accendere il fuoco nel camino, quando sono stato folgorato da un pensiero. Le ghiande di quercia nel frigorifero.

Infatti sono seccate tutte meno – forse – due. Stupido me, è solo colpa mia; le ho lasciate troppo tempo nel frigorifero e senza abbastanza umidità da mantenere integro il guscio, che si è seccato lasciando entrare aria all’interno e facendo così asciugare anche il seme. Infatti sono talmente leggere che galleggiano. Dunque sono inservibili. Tranne due che ho messo in terra proprio nel punto della Pozzanghera più vicino alla webcam, semmai dovesse crescere qualcosa, si vedrà. Ho gettato le altre 40 e passa nella Pozzanghera Fangosa, mi è sembrato un buon gesto ecologico, magari se le mangia qualcuno.

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Commodore 64

Faceva bene il suo lavoro, ma di certo non poteva essere tanto voloce. Probabilmente era veloce come lo è il mio laptop di Basaluzzo in questi minuti. Lo so che Zuckerberg ha ammesso qualcosa sulla privacy, ma questo è niente di fronte a quanto veramente accade.

Questa mattina ho riacceso il computer basaluzzese e sto per dire qualcosa che dico tutte le volte che riaccendo il computer basaluzzese dopo che il medesimo è stato inattivo per diverse settimane.  L’ho acceso ed ho aspettato che mi chiedesse la password di accesso. Dopo di che ha iniziato a macinare, ossia l’hard disk sembra preso da un sacro fuoco operativo, lo si sente dal classico rumore e tutto è diventato lentissimo. Si incanta anche il cursore del mouse, interrogo il task manager e scopro che oltre l’80% delle risorse sono utilizzate da un fantomatico Windows Update. Poi mi compare una finestrella dove Windows mi dice che deve assolutamente fare degli aggiornamenti, che io non mi devo preoccupare  a patto che io non spenga il computer ma lasci che ESSO faccia le proprie cosine. Che sono:

  1. Mi copia tutti i contatti che finiscono in una qualche centro di calcolo che interpola i miei contatti con altri miliardi di contatti e scopre tutte le mie possibili affinità, se faccio parte di un gruppo con specifiche abitudini alimentari, sessuali, sociali, politiche.
  2. Mi copia tutte le immagini salvate. Un programma di riconoscimento digitale raccoglie tutti i nomi di persone che compaiono nelle foto, individua animali, luoghi, oggetti di arredamento, cataloga tutto ed aggiorna la mia scheda personale che verrà confrontata con altri miliardi di analoghe schede per capire tutti i miei acquisti presenti nella mia vita.
  3. Mi copia tutti i movimenti dell’home banking, che vengono a mia insaputa registrati in un qualche FAT dell’hard disk. Mi copia tutti gli usi del bancomat, si collega con la società Autostrade e sa quando e dove vado, interpola i dati con quelli che il mio cellulare trasmette automaticamente alla medesima banca dati che sa dove sono in qualsiasi momento, chi e quando chiamo e tutti i miei SMS.
  4. Ed intanto la webcam sopra lo schermo discretamente registra le mie espressioni, mi legge la cornea e sa che ho il colesterolo un po’ alto e che do qualche colpo di tosse, in modo che alla prima scadenza della mia polizza sanitaria mi potrà essere aumentato il premio.

A conclusione di questa analisi, vaffanculo. So che quando proverò a spegnere il laptop mi dirà che deve eseguire degli aggiornamenti che impiegheranno ore per terminare e questa notte sarò ancora qui ad aspettare che abbia finito altrimenti si incazza pure.

Aggiornamento pomeridiano.

E’ lento. Sarà anche la connessione che viaggia come nei primi del secolo, a prescindere dalle ragioni di questo incedere esasperante, tra mezz’ora devo necessariamente spegnere il computer. Ma sticazzi a 2bps.

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La Primavera fa come dovrebbe fare.

 

Oggi al bar dove mi intrattengo con il pasto ho captato il dialogo tra due signore che si lamentavano perchè pioveva.  Le avrei cosparse di olio solare e scaraventate fuori dal locale. Io cerco di non giudicare in base all’aspetto, ma essendo nato nel 1961 ho un circuito neuronale che scatta e cataloga le persone. E’ automatico, io non posso farci nulla. Dopo un istante la routine ha terminato di giudicare, allora riscrivo la RAM con pensieri più tolleranti e pacifici. Però quelle due donnette umili di linguaggio e di nessuna cultura ambientale avrebbero dovuto nascere nel mezzo del dannato deserto del cazzo e passare la loro intera esistenza con un solo bicchiere di acqua al giorno. Con il quale bere,  lavarsi la filiberta e tutto il resto.

 

Questi sono gli accumuli di 24 ore, anche le 24 ore successive non sono propriamente asciutte e dunque bentornata Primavera. E’ così che dovrebbe essere, perchè è noto che una Primavera troppo calda o asciutta provoca danni enormi che si trascinano per l’Estate successiva. Una Primavera piovosa fa bene non solo alla Pozzanghera ed alle sue carpe, ma a tutto il resto.

Dunque benvenuta pioggia. Credo di aver espresso questi sentimenti un centinaio di volte, anche se mi bagno con il motorino e poi mi viene mal di testa. Sono estremamente ripetitivo ed anzi sto viaggiando verso l’autismo, che poi non è così male perchè gli autistici sono brave persone che non rompono i coglioni.

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Da Trump a Di Maio.

E’ davvero un segno dei tempi. Oggi rientrando in Italia ho letto in aereoporto un giornale italiano;  quando sono in USA mi preoccupo con le politica di la, quando rientro con la politica di casa nostra. Non so chi dei due leader sia meno adeguato a gestire una pubblica amministrazione. Spedirei entrambi sull’Isola dei Famosi. Per sempre. E’ tuttavia un discorso complesso ed il cielo mi scampi dal volerlo approfondire.

Tornando a cose serie ed attinenti, non faccio in tempo a rientrare che, con un tempismo perfetto, la webcam di New York produce uno schermo grigio.

Potrei essere stato io che, inavvertitamente, ho scontrato qualcosa poco prima di uscire e l’obiettivo s’è messo ad inquadrare l’anello di cartone nero che lo circonda. Oppure potrebbe essere stato qualche messaggio siderale che mi arriva, dopo che non ho capito quelli trasmessimi dalle 2 webcam genovesi defunte. Per fortuna ho a disposizione una squadra di SWAT che distrugge l’intero caseggiato ma ha già rimesso a posto la situzione.

24 ore di black-out della webcam di New York.

 

In coda per l’aereo da Monaco per Genova ho chiacchierato con tre Americani della Pennsylvania che erano anche sul volo da Newark e ci siamo riconosciuti. O meglio, ci siamo trovati per la prima volta fianco a fianco e scambiati due parole di reciproco conforto durante la dantesca coda per il controllo a Newark. Questa volta quelli del TSA chiedevano anche se noi passeggeri avevamo dei “treats” nel bagaglio a mano. Caramelle, biscotti, cioccolatini, le classiche barrette piene di nocciole e pistacchio. Non mi era mai successo. In più la coda era una bolgia perchè c’erano due voli, uno per Francoforte ed uno per Vienna, i passeggeri intrappolati nel serpentone di persone hanno iniziato a saltare le file con la scusa che avrebbero altrimenti perso il volo. In più c’era un volo della SAS per Copenhagen che stava davvero chiudendo e del personale di controllo urlava a squarciagola nello stanzone affollato, rivolgendosi ai passeggeri della SAS chiedendo che si facessero avanti per arrivare subito al controllo. Tutto questo creava molto nervosismo tra gli altri passeggeri. Una signora di lingua francese vicino a me ha cercato di investire un passeggero del volo per Vienna della Austrian Airline utilizzando il carrozzino con annesso bambino. Il bambino non ha capito che la mamma lo avrebbe sacrificato di fronte alla minaccia di perdere qualche posizione nella coda, sembrava l’unico a divertirsi tra la tensione generale e ci siamo fatti le boccacce.

Ci siamo rivisti fianco a fianco in coda al cancello per entrare in aereo a Newark. Con gli altoparlanti hanno chiamato un passeggero per riprendere il passaporto che evidentemente aveva dimenticato su un tavolo o gli era caduto. Dopo un minuto dall’annuncio è arrivata una coppia che sembrava di centometristi sulla linea del traguardo da quanto correvano. Lui soprattutto era paonazzo con la camicia di fuori ed ansimava. Ha preso il passaporto al banco e tornando indietro, ancora stravolto, mi è passato vicino. Non ho potuto che dirgli “That must have scared the shit out of you”, lui ha annuito sorridendo e quelli che hanno sentito hanno riso, tra cui gli Americani della Pennsylvania. Rimanere senza passaporto sul suolo Americano, in aeroporto, di questi tempi, è una circostanza che non auguro a nessuno.

Arrivati a Genova gli Americani erano molto divertiti del tragitto che l’autobus ha percorso da bordo aereo fino all’ingresso dei bagagli. Durata del viaggio; circa 30 secondi. Erano comunque radiosi, sarebbero andati a visitare le Cinque Terre e poi proseguito per la Toscana. Per pudore non gli ho chiesto se avrebbero passato qualche ora a Genova, ma credo di no. Portofino e Cinque Terre sono noti agli Americani, Genova zero.

Tutto questo è davvero poco interessante, me ne rendo conto e non cerco di nascondermi dietro ad un metaforico dito. E poi ho il jet lag e non so che ore siano, dove mi trovo, dove sarò domani.

Altro fondamentale argomento.

Il termometro interno-esterno con sonda della Oregon Scientific si collega con il satellite per aggiustare l’ora, l’ho scoperto solo ora. Fuori sono 13.5 gradi centigradi. Sticazzi.

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Il futuro.

Nessuno lo conosce. Colpisce l’ovvietà e banalità di questa affermazione,  che a ben vedere non è del tutto vera, l’oroscopo infatti funziona quasi sempre, soprattutto quando mi dice che prenderò un sacco di gnocca. Ed ora un’altra frase scontata: “L’America è una terra di grandi contrasti”. Ho studiato un sacco per arrivarci. Basti pensare che le 10 persone più ricche in USA  hanno un reddito pari a quello sommato di 200 milioni di poveri sparsi per il pianeta”. Così ho letto.

Mi ritiro nella mia ipocrita obesità mentale e mi paravento con l’ottusità sociale che mi permea per rimanere ingenuamente affascinato da come in questa fettina di un quartiere ex malfamato siano riusciti, nel giro di qualche anno, a tirar su un complesso immobiliare che mi lascia esterefatto e che rappresenta il futuro. Bello o brutto non si sa, ma con sempre più grattacieli e negozi e gente che ci vive, ci lavora, make a living out of it.

Era da sei mesi che non passavo in quel posto ed ho avuto qualche incertezza nell’orientarmi.  Qui hanno un presidente che rende perplessi e che ha messo a nudo molti dei problemoni di una democrazia zoppicante, ma una larga fetta del paese ancora produce lavoro dal nulla, generando sostentamento per sempre più persone.

Quel “coso” nel centro diventerà una attrazione mondiale, nel caso in cui ci fosse stato bisogno di altre attrazioni in questa città che lo scorso anno ha visto 63 milioni di visitatori. Si chiama “Vessel”, il Vascello di Hudson Yards (vessel vuole anche dire contenitore per liquidi).  The Vessel  è stato costruito a Trieste, spedito per nave smontato come un Lego ed assemblato in sito. Un po’ di ricaduta è arrivata anche in Italia.

Ho già scritto queste cose, ne sono certo. Ma la foto sopra è inedita.

Altro argomento correlato. 

Se un negozio chiude e sulle vetrine compare un avviso dove si reclamizza la possibilità di affittarlo, è un normale avvicendamento ciclico. Ma quando vedi che sul fronte strada tutti i negozi chiudono ed anche le abitazioni ai piani superiori sembrano disabitate, e non c’è alcun cartello o avviso, è probabile che l’intero stabile, o stabili,  stia per essere demolito perchè ci tireranno su qualcosa di più grosso e redditizio.  Questo che si vede è il secondo caso in tre anni, però per fortuna l’altezza è limitata ad un piano sopra il preesitente, il castello di ferro è terminato ed ora iniziano a fare le tramezze. A destra del nuovo edificio, sul fronte di una avenue, due ristoranti ed altri negozi sono stati fatti sloggiare ed a breve demoliranno quella costruzione. A pochi metri di distanza stessa cosa ma in grande, verrà costruito un grosso palazzo di servizio al vicino ospedale, uffici ed abitazioni per i parenti dei degenti. Insomma il panorama è in continua evoluzione, le case vengono demolite se al loro posto ci può stare qualcosa di più grosso. Ad un ritmo difficile da descrivere, i proprietari dei terreni mandano via gli inquilini e vendono il volume.

Il catasto urbano di New York è on line. Per ogni costruzione c’è indicata la proprietà, in pianta si vede quanta è la superficie e in che zona edilizia è, dunque in teoria si può risalire al progetto che sarà stato depositato ed approvato.  Ma non sono bravissimo a leggere le mappe e le classificazioni e dunque mi vendo la pelle dell’orso dichiarando a Miriam che non dovrebbero tirar su una torre alta 100 piani, ma in realtà mica sono sicuro.

Anche queste considerazioni sono già state riportate in precedenza. Ne sono certo perchè mi sto sempre più rincoglionendo.

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Uniti nel luvegume.

 

 

Nebbia a New York e nebbia a Genova nelle stesse ore. E’ una coincidenza talmente scema che non vale neppure la pena di insistere. Miriam ha pagato $20 un paio di pantaloni e come sempre ha fatto l’errore di indossarli e chiedermi cosa ne pensavo. Le ho detto che “ti fanno un culone enorme” e da quel momento è adombrata. Le ho accennato alla presenza contestuale di nebbia in due città che vantano situazioni geografiche e microclimatiche molto diverse tra loro. Ho cercato di evidenziare la sostanziale diversità che passa tra avere ad occidente un continente oppure un oceano relativamente caldo. Miriam non ha ritenuto l’argomento interessante,  ma almeno ha posato il coltello e mi ha lasciato uscire dal bagno.

Oggi a Midtown ho consumato Mac & Cheese in un posto specializzato in formaggio. Chi ama la sana cucina tradizionale italiana non può che provare orrore di fronte al piatto che richiamerebbe origini mediterranee, ossia maccheroni stracotti ed annegati nel formaggio fuso. Perchè l’ho preso ? Perchè una volta ogni tanto vengo preso da questi deliri alimentari.

Say Cheese !

 

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Due foto

 

Questa è un’opera d’arte, esposta in un museo. Il tema della mostra era  la rappresentazione del corpo umano dal 300 ad oggi. C’erano sculture quadri, installazioni e disegni provenienti da tutto il mondo. Vi era esposta una grande statua lignea del Maragliano che mostra il martirio di San Sebastiano in prestito dall’Oratorio della Santissima Trinità di Rapallo. E poi c’era questo nella foto. Rappresenta una salsiccia prima della cottura. No, rappresenta una donna, il corpo femminile tutto curve.

 

A proposito di curve; per le donne di oggi, il papà di tutti i rimedi, secondo solo al ritocco delle tette, è il sollevamento chirurgico del sedere del tipo brasiliano. Costa a partire da  $7.900 ed è interamente finanziabile con una rata di $48 a settimana. Sono 164 settimane, ossia 1152 giorni pari a tre anni e spiccioli per ripagare il proprio sedere nuovo. Ovviamente “a partire da” è come quando compri una auto e poi scopri che il prezzo base non ha le ruote e neppure il motore. Magari con 7.900 dollari ti fanno solo una chiappa, oppure ti fanno operare da un neolaureato e se ti va bene ti trovi una chiappa posizionata dalle clavicole ed una dal malleolo. Oppure non è del tipo brasiliano ma ti ritrovi come una statua atzeca, due chiappe sode ma rettangolari con spigoli taglienti.

 

Ok, sono una bestia ma ho anche fotografato il Maragliano…

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Non è una Nor’easter

 

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La temperatura è sopra lo zero, dunque è una nevicata abbondante, scenografica, ma non sembra destinata a restare nella memoria. Con 3 gradi di meno sarebbe tutta un’altra storia, ma è il 2 di Aprile ed il sole comunque filtra sotto le nuvole e riscalda quanto serve le superfici artificiali come strade, marciapiedi binari e pavimenti degli aeroporti. Entro questa sera dovrebbe essersi sciolta quasi tutta. Ammetto che io non pensavo se ne sarebbe accumulata così tanta. Prevedere gli accumuli di neve è sempre un esercizio difficile, sopratutto in queste condizioni di confine.

Miriam che esce di casa.

Nonostante la scarsa pericolosità della precipitazione, l’effetto scenico della neve, il fatto di non avere rampe e salite da percorrere in salita o discesa, i marciapiedi puliti e la temperatura non certo particolarmente rigida, c’è chi si lamenta. Il vero pericolo consiste in realtà nel perdere il controllo della tonicità dei propri muscoli, segnatamente quelli che maggiormente tendono a cedere alla forza di gravità. E dunque la palestra a soli 4 blocchi di distanza impone la seduta mattutina a dispetto delle condizioni meteo. Miriam con i doposci in tenuta invernale è tenera, ma dalla sua bocca escono espressioni di disappunto che non sono adatte ad un pubblico di persone sensibili.

In linea puramente teorica sarebbe simpatico andare nel Central Park a fare due passi. Ma qui si sta al caldo, ci sono generi di conforto come biscotti, finisco di scrivere queste belinate e poi mi metto a leggere un libro.

Altro, illustre argomento.

Ho già scritto quanto segue 100 volte. Questo tipo di messaggi ad un primo, superficiale giudizio potrebbero erroneamente sembrare far parte della sfera della meteorologia, se piove. Oppure al nuoto, nel caso di manifestazioni sportive. Invece parla di sesso, o roba simile.  Il genere – maschile – credo che non sia quello previsto dal mittente. Il traduttore ha ingannato il latore che sono certo volesse dire “bagnata“, parola che nel pubblico maschile etero suscita emozioni a non finire. Ma sto dicendo cose scontate. D’altronde Natalya lascia intendere che chi spedisce questa posta è una donna, di 26 anni, giusto l’età che mi potrebbe interessare per intrattenermi con una bella relazione densa di sentimenti.

Comunque mi rendo conto che la differenza di genere crea una enorme differenza in prospettiva. Ho elaborato un semplice riferimento tabellare.

Nel link, da qualche parte, c’è un “ru” che ne suggerisce l’area di provenienza. Magari è la ragazza che mi ha tagliato i capelli qualche giorno fa. Potrei passare e chiederglielo.

Poteva mancare, in conclusione della giornata, un filmato fatto con il telefono cui ho aggiunto una colonna sonora sfigata sulla quale però non mi stracceranno le balle con questioni di copyright ? No.

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Per la gioia di chi soffre il freddo.

 

“Questo inverno non molla” è la frase più ricorrente. Arricchita con colorati insulti rivolti a tutte le cose visibili ed invisibili. Miriam non è affatto contenta che domani siano previsti fino a 9 centimetri di neve.

Io credo che se ne fermerà forse al massimo un centimetro sulle automobili parcheggiate e nulla di più, poi tornerà il sole, la temperatura salirà e dopodomani saranno temperature primaverili. Forse.

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Il Jet Lag ed altre scemate.

Ho una serie di cazzate che vorrei mettere in ordine casuale, essere sintetico ed essenziale come un testicolo.

  1. Non ho ancora capito perchè ci deve essere l’ora legale e perchè gli Americani e gli Europei l’attivano in date diverse. Me lo chiedo ogni 6 mesi e tutte le volte lo scrivo qui.
  2. Il volo è arrivato a Newark con 3 ore di ritardo, ho patito la mamma di tutte le dissenterie, sono rimasto  stordito e malaticcio. lo sono ancora adesso a distanza di una settimana.
  3. Il frigorifero non funziona. O meglio, adesso funziona ad intermittenza dopo che un tecnico ha girato qualche vite ed ha determinato che il motore va sostituito. Egli ha effettuato numerose chiamate telefoniche a diversi numeri 1-800 incontrando difficoltà paragonabili a quelle che ho incontrato io con la Telecom (in Italia). I call center – lamenta Dwaine il tecnico – hanno poco personale.  E molti di loro declinavano la propria totale estraneità con la rottura del mio frigorifero. Ma adesso ho un contratto di assistenza che comprende tutti gli elettrodomestici di casa.

    $400 per questa merda ?

    Il “motor” del frigorifero; non pensavo certamente che fosse delle dimensioni del motore di una locomotiva, ma grande almeno come una pateca, o un melone, al limite una grossa mela. Eh no, è  grande come un pacchetto di sigarette, ha tre fili elettrici del cazzo che spuntano ed un altro coso di ferro che spunta ma soprattutto costa $400, che io non pagherò perchè ho speso $600 di contratto annuale di assistenza, che copre tutto quanto comperai nel 2009 per la cucina. C’è qualcosa che non mi torna, ma torna sicuramente al negozio.

  4. Il virus. Molte persone hanno contratto questo virus, in Italia ed anche qui. Non è influenza, è una roba che provoca sintomi temporanei, fastidiosi, alternati, ricorrenti e di varia natura. Sono convinto che sia un virus creato in laboratorio che è stato diffuso su tutto il pianeta e funziona ad orologeria. Quando ti colpisce, vive in questo stato semi attivo per qualche settimana o forse mese, tu lo trascuri fai il fighetto e lo tratti con sufficienza ma poi un giorno, come programmato, TAC, improvvisamente ti uccide. Insieme a me moriranno milioni di persone.
  5. Sono andato a farmi tagliare i capelli.  Il parruchiere è gestito da russi della Russia, tutta l’area che fiancheggia l’East River in corrispondenza del Parco ha numerosi parrucchieri e sono per la maggior parte russi. Il titolare si vede che è russo a chilometri di distanza, il sorriso non gli appartiene, non è geneticamente previsto, poi c’è una ragazza graziosa che taglia i capelli. Abbiamo scambiato un po’ di chiacchiere generiche solo apparentemente innoque.

    Boris

    La tizia infatti dev’essere un ex agente del KGB, fa una dieta all’aglio; quando mi parlava da vicino mi si arricciava il naso, mi sentivo svenire e mi veniva voglia di darle la password del mio home banking a patto che non respirasse. Mi ha pettinato come Boris Eltsin, costruendo un onda vaporosa a ore 12. Su mia espressa richiesta ha abbassato quella protuberanza due volte ed ora sembro un kiwi brizzolato ma fortunatamente senza improbabili movimenti ondulatori.

  6. Millbrook, paese di 1000 anime a 65 miglia a nord di New York nella Hudson Valley. Molte ottime persone. Tutte le immagini su internet del luogo mostrano prati verdissimi e colorati di fiori.

    La più brutta foto del B&B mai scattata da un ospite.

    Questa era la nostra idea onirica, ma adesso abbiamo trovato ampie chiazze di neve al suolo, il resto è tutto grigio e marroncino. Il bed & breakfast risale al 1808. Miriam ha regolato il termostato in modo da soddisfare le proprie esigenze,  nella stanza di sua madre sono stati raggiunti i 90 gradi e la mattina l’ha trovata rossa paonazza con la pelle traslucida. Nella nostra stanza c’era una stampa della Lanterna di Genova ed il letto in ferro battuto era di un artigiano di Chiavari. Troppo lungo spiegare perchè. La padrona di casa è una democratica di ferro, liberale fino al midollo, abbiamo diversi idoli in comune, inclusi i gatti. Ha scritto diversi articoli sulla riviera di Levante, forse è stata la prima a mostrare gli Americani le Cinque Terre.

  7. Culinary Institute of America. Cercando un posto dove mangiare, abbiamo trovato una struttura sul fiume Hudson enorme, ricavata da un ex convento del 1800 che ospita un campus e circa 300 studenti che imparano a fare i cuochi o i camerieri con una retta che costa da $12.000 a $ 54.000 a seconda del tipo di corso. Ci sono quattro ristoranti; americano, italiano, francese e messicano. Servono per mantenere agli studi coloro che non se lo possono permettere. Abbiamo pranzato nel ristorante Americano. Gli studenti servono ed imparano ad essere ossequiosi, rispettosi, veloci. Tutte le etnie mondiali sono rappresentate. Un direttore di sala li osserva severo. Se sbagliano probabilmente li annega nel fiume.
  8. Cary Institute Of Ecosystem Study. Siamo stati in una casa vinicola dove fanno del vino niente male, anche in questo caso la struttura è notevole. Vendono pure olio di oliva che arriva dalla loro filiale in Toscana. La ragazza che ci ha accolto ha studiato nel Cary Institute of Ecosystem Studies a pochi chilometri da li, sempre a Millbrook. Formano i futuri gestori delle risorse ambientali del paese. Lei ha fatto chimica ed una specialità di cui mi sono scordato il nome, ma si è appassionata all’enologia ed oggi gestisce l’accoglienza ed i giri guidati con degustazione e spiegazioni su come si fa il vino. Ci ha raccontato che in quel centro, molti ragazzi dopo qualche mese di tutorial hanno bisogno di un supporto psichiatrico (counseling) perchè le informazioni che ricevono sullo scenario ambientale planetario e le relative previsioni sono così devastanti che gli studenti cadono in forme di depressione ed ansia. Lei ha così iniziato a bere. (no questo me lo sono inventato,  avrei voluto dirglielo per fare lo spiritoso, invece mi sono trattenuto. Suo nonno era siciliano,  se avessi fatto il brillante si sarebbe potuta offendere.)
  9. Roosevelt e Vanderbilt. Le loro case sono praticamente una a fianco all’altra, sul fiume. Sono visitabili, i due uomini che vi hanno vissuto rappresentano i due estremi della ricchezza Americana. Il primo potrebbe essere l’odierno Bill Gates, il secondo l’attuale presidente. Ho imparato un po’ di cose che non mi serviranno a nulla, ma se mai mi trovassi in un salotto buono, potrei raccontare un discreto numero di balle, vantando di aver visitato i luoghi ma in realtà facendo confusione ed avendo dimenticato quasi tutto.
  10. Ha piovuto quasi costantemente. Ho omesso una marea di informazioni che vorrei ricordare, trasmessemi dalle diverse persone che abbiamo incontrato in questi giorni. Venire da queste parti e girare nelle vicinanze rappresenta una sorta di lavaggio neuronale. Idee, energie, visioni del futuro, esperienze variopinte. Buona cucina. Dormite, ottimi breakfast. Ho ascoltato la versione di un abitante locale che dice che dall’Italia ad iniziare dalla metà dell’ottocento in poi non sono arrivate persone mediocri. O sono arrivati pendagli da forca o gente eccezionale.

NEL FRATTEMPO, mi è stato comunicato che la seconda ex Righicam è stata testata dal fornitore, ma senza successo. Dunque è perduta. Sospetto che anche la prima, in garanzia e spedita in Germania, risulterà kaput per cause estranee alla webcam, la correlata garanzia potrò agevolmente cospargerla di colla ed attaccarmela al sedere.

Ed infine, senza far nomi e senza fornire elementi che possano consentire di individuare circostanze e persone precise, avevo già elementi che mi portavano a pensare che quando la vita conduce sulla strada che comporta importanti alterazioni dei cicli ormonali, possono subentrare fastidi che si curano con delle pomate. Ho imparato che il tubetto di una crema che contiene antistaminici e che si usa in queste aree particolarmente delicate, pare sia, per dimensione e colore, simile al tubetto del dentifricio. Sembra altresì che sia utile non confondere i due prodotti, sopratutto se il dentifricio è a base di mentolo. Qualche tempo fa io usai inavvertitamente nella doccia uno shampoo al mentolo per le zone basse e la sorpresa fu notevole. Questa sera spero di lavarmi i denti con il dentifricio, ma se succedesse di sbagliarmi, riporterò le mie impressioni su queste stupide pagine.

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