Le Q2 e Q3 decollano.

La Q1 si è sviluppata bene sin dal Febbraio 2015, mentre le Q2, 3, 4 e 5 hanno passato i primi tre anni a Basaluzzo cazzeggiando. Questa foto riprende la Q2 il giorno 28 Aprile 2018. Nel riquadro a sinistra la stessa 6 giorni prima, ossia il 22 Aprile 2018. Il ramo più sviluppato, quello in alto e quasi verticale, misura 33 centimetri. Ho elaborato nella seguente tabella una previsione di quando la quercia sarà più alta del Passo dei Giovi.

Ovviamente sono dati talmente precisi da prendere senza discutere, ho utilizzato un metodo molto sofisticato che utilizzavo a scuola,  si chiamano catenarie, questa è rivisitata per l’occasione.  Sono rimasto colpito da come sono potute crescere le Q2 e la Q3 in meno di una settimana. Insomma, sono cresciute pochissimo in tre anni e poi improvvisamente, BAM, 30 centimetri in pochi giorni, che neppure le creme per ingrandire il pene possono far tanto. Le Q4 e 5 invece sono palesemente di un modello diverso e stanno crescendo in orizzontale, o meglio si stanno sviluppando come un ombrello aperto, ma ancora lentamente. Se crescessero alla stessa velocità delle Q2 e 3, tra 10 anni ricoprirebbero completamente con i propri rami e le foglie i comuni di Basaluzzo, Francavilla e Pasturana. Non vedrò le querce di Central Park arrivare a mezzo km di altezza, ma se vivo altri dieci anni le vedo arrivare a quasi cento metri, che è un bel popo’ di albero.

Questa è la Q1, che ha superato i 3 metri. Ha la chioma della forma che non ti aspetti, con un anello di rami a poco meno di un metro di altezza, poi un tronco lungo e sottile e sopra una specia di pennacchio. Francamente non ho mai visto nulla del genere, ma forse è la mutazione genetica derivante dall’aver percorso 7 ore in aereo, bombardata dai raggi cosmici che a 10.000 metri di altezza sono belli forti. Probabilmente ho scoperto come garantire al pianeta il mantenimento di un ecosistema stabile grazie a superquerce che crescono in modo straordinariamente veloce assorbendo tutta la CO2 presente in atmosfera. Quando l’aria sarà satura di ossigeno, un cretino da qualche parte si accenderà una sigaretta e l’ossigeno prenderà fuoco esplodendo e bruciando in un istante tutte le forme di vita ad eccezione delle arselle. Finirò sui libri di storia, delle arselle.

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Sono le 5.

Tutte le webcam sono immerse nel buio della notte. Io sono sveglio dalle 3:30, ora classica di quando il mio sistema limbico circadiano mi dice “senti, ci sarebbero alcune ansie di cui vorrei parlarti” e da qual momento non c’è verso di dormire. Ieri, facendo l’uomo del bosco, mi sono tagliato un dito. Nulla di grave ma le dita hanno una imponente vascolarizzazione, quasi come il belino, ed il dito offeso mi pulsa e mi parla, anche lui. Dunque una somma di voci che, semmai ne avessi bisogno, mi ricordano della fragilità umana e tutte queste balle. In più ho iniziato a sentire prurito in due parti di una gamba e temo ci siano già le zanzare, oppure le pulci o qualche animale che mi punge per succhiarmi il sangue o nutrirsi della mia carne. Oppure ho problemi di circolazione. Insomma adesso me ne torno a letto e vediamo se riesco ad addormentarmi.

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Alcune note basaluzzesi.

Sostituita la pompa della cisterna di raccolta acqua. Era inchiodata, probabilmente per il fango che si deposita sul fondo e che la ricopriva con uno strato sottile e micidiale. Durante la stagione invernale dovrei ricordarmi di azionarla periodicamente, almeno una volta alla settimana, facendola girare per qualche minuto. Non ho alcun assistente alle pompe e dunque me ne dimentico. Chissà se ci sono a Basaluzzo delle figure professionali adeguate oppure devo andare a Milano, li c’è proprio tutto. In alternativa ci sono dei timer della Oregon Scientific che possono essere impostati per ricordare settimanalmente di fare la manutenzione delle pompe.

E’ questo, modello base della gamma.

Oggi ho tagliato l’erba intorno alla Pozzanghera. Il trattorino si guida con due leve che si azionano contemporaneamente, ciascuna gestisce la propria ruota motrice. Spingendo entrambe le leve verso avanti si va avanti, tirandole verso di se ci si ferma o si va indietro, una leva avanti ed una indietro si ruota su se stessi. Ho scoperto che nel caso di emergenze, il mio cervello va in confusione ed invece di tirare le leve verso di me per frenare, le spingo in avanti accellerando. Per poco non ho abbattuto un tiglio.  Mi è successo due volte nel giro di pochi minuti e sempre con lo stesso tiglio, che la prossima volta che mi vede arrivare sarà sicuramente molto preoccupato. La sensazione di voler fare qualcosa e di farla nella maniera opposta di come il cervello comanda, andando in black out funzionale, mi affascina e sorprende perchè è un default motorio non da poco. Chissà se è una cosa normale oppure se è il sintomo iniziale di qualche degenerazione neuronale.

C’è il clima di Giugno ed il verde di Aprile, una bella combinazione ma se dovesse durare, il prossimo Giugno sarà tutto bruciato.

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Basacam 2 defunta.

Insomma, tre in poche settimane sono un bella combinazione. Prima le due del Righi e poi questa. Anche in questo caso il POE funziona e dunque la diagnosi è evidente, la webcam si è rotta, fulminata, kaput.

Anche in questo caso non è la webcam più vecchia, ma una intermedia. Verrebbe da pensare che le webcam di nuova generazione siano più delicate, ma la mia è una ipotesi che non trova riscontro in un beato cazzo e dunque me ne sto con la terza webcam da sostituire, questa non è in garanzia.

L’ho tolta dal suo supporto e testata direttamente sul router.  E’ ricoperta di muffa e licheni, un po’ dark, come in un film “fantasy” , aggredita dai ragni ed altri insetti, ha un aspetto rurale.

Normalmente quando smonto il cassetto  dove attacco il cavo che esce dalla webcam a quello di rete scopro un mondo di insetti, funghi, licheni. Una comunità ecologica autosufficiente che potrebbe sopravvivere a qualsiasi attacco nucleare. Questa volta invece era tutto bello asciutto. Lo scrivo perchè tra qualche anno, anzi settimana, non ricorderò più un cazzo di niente ed anche il reperto fotografico è ad uso anamnesi.

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Due note geografiche sulla Lidocam.

Ho stabilito arbitrariamente che la webcam è installata a 31 metri di altezza sul mare, ho più o meno impostato l’angolo di visuale a 45°, l’orientamento è circa così, dunque quello che si vede dalla Lidocam è quanto sopra. Circa.

Per stabilire le coordinate ho usato il mio telefono, Google Earth e Panorama Erzeugen che sarebbe il programma che produce queste carte. Il mio telefono e Google Earth mi restituiscono coordinate identiche, mentre i tedeschi mi spediscono al largo di Imperia.

Sticazzidigeografia.

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La Basacam 2 non dialoga.

E questo è quanto. Da Domenica sera non ha più aggiornato la foto. Potrebbe bastare un reset, oppure il POE si è fulminato oppure la webcam si è fulminata o il cavo di rete è interrotto.

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Le pecore 2.

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Tornando sul’argomento ovini, ieri il pastore mi aveva illustrato alcuni elementi tecnici sulla gestione delle sue circa 600 pegue. Mi aveva detto che in genere non portano il gregge sullo stesso prato due giorni di fila perchè le pecore mentre mangiano fanno la cacca, quando trovano cacca fresca non mangiano e pertanto si devono aspettare due o tre giorni prima di tornare perchè così la cacca si secca e non da più fastidio agli animaletti.

Invece oggi sono tornate, anzi hanno assalito la collinetta delle Q2, 3, 4 e 5 e spero che le protezioni abbiano resistito altrimenti addio querce di Central Park. I casi sono due; il pastore mi ha contato delle musse oppure io ho capito male oppure le pecore sono senza naso e non sentono l’odore della propria cacca oppure il gregge ha ucciso il pastore ed ora fanno di testa loro oppure la webcam soffre di allucinazioni oppure l’erba è così buona che le pecore non resistono nonostante la cacca. Appunto due i casi possibili.

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Nebbia

Dormivo alla grossa alle 11 della scorsa notte. Così solo grazie ai potenti mezzi di cui dispongo, scopro che c’è stata nebbia. Non quella del Righi, ossia nuvole a bassa quota, ma proprio nebbia che sfiora il suolo o, in questo caso il mare. Il mare, freddino rispetto all’aria, raffredda anche lo strato di aria a diretto contatto e l’umidità, che così raggiunge il punto di rugiada, condensa in goccioline formando nuvole o nebbia, che poi sono la stessa mussa con differenze ambientali. Accidenti, anche i quartieri fighi hanno i propri estremi climatici.

A proposito di quartieri fighetti; Via Righetti, che poi diventa via Gobetti, è la strada che percorro la mattina per andare in ufficio, dove posso sprecare il mio tempo scrivendo cazzate su questo blog patetico.

Dovrei chiedere ai Vigili; esiste un regolamento che impone a chi percorre via Righetti & Gobetti in direzione Centro ore di punta, di guidare come un coglione ? Perchè ce ne sono a bizzeffe. Sopratutto maxi-scooteristi  ma anche altri motociclisti e poi furgoni merci ed infine autovetture. State tutti cagandovi addosso e dovete correre come forsennati per andare in un bagno ? Ma perchè non percorrete qualche altro cazzo di strada per andare in centro ? Corso Gastaldi ? Corso Italia ? Autostrada fino a Genova Est ? Spalmarvi un po’ di olio canforato sotto il naso (per non morire dalla puzza) e prendere un autobus ?  E già che avete acquistato dell’olio canforato, dato che è viscoso, perchè non ve lo prendete nel culo, ore di punta ?

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Altre foto di pecore, cani e carpe.

Cominciamo dalle pecore. Il pastore ormai mi conosce ed anche i suoi cani che mi vengono incontro e mi saltano addosso cercando di sbranarmi. No, ad una analisi più accurata cercano solo di leccarmi e vogliono le frasche (coccole).

Questo è il più affettuoso, si chiama Fiume.

Fiume ama gettarsi nella Pozzanghera e POI venirsi a strusciare sulle mie gambe.

Questo è il collega di Fiume. Si chiama Criste o Cristednamaduna, il pastore mi sembra lo chiami così.

Questa è una foto particolarmente banale delle pecore arrivate oggi a pascolare.

Queste sono le 4 carpe, nel caso ci fossero sospetti che io voglia non mettere più foto delle medesime.

Quest’ultima foto merita alcune spiegazioni. Questa carpa sembra deforme, ma credo più semplicemente sia piena di uova. Ho diversi amici le cui figlie hanno recentemente avuto un bambino ed hanno assunto per diversi mesi questa forma rigonfia a cornamusa.

L’altra carpa rossa insegue spesso questa e sembra le dia delle musate nel basso ventre. Ho letto che le carpe non riescono a depositare le uova da sole, ma il maschio le aiuta colpendo il condotto e favorendone l’uscita. Appena uscite, il maschio le feconda spruzzandoci sopra sperma. La cosa suona inverosimile e stimola alcune battutacce scontate, comunque sia se la fonte che ho consultato è affidabile, succede davvero così.

In conclusione: la Pozzanghera è un casino, l’erba del pratone viene tagliata e concimata. Sono morti due alberi che avevo messo a dimora 3 anni fa, che devo togliere e sostituire, non hanno superato l’estate scorsa.

Ed ora un possibile tormentone futuro.

La prima volta in cui la nuova webcam inquadra una nave da crocera che arriva a Genova.

 

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Ecco la Lidocam.

E’ andato tutto bene; non sono caduto dal tetto, non sono stato aggredito dai gabbiani, non mi sono ferito in alcun modo e in più, mentre ero sul colmo del tetto con una temperatura intorno ai 30°, è arrivata Miriam con un gelato affogato al caffè. Trenta gradi è una temperatura totalmente innaturale per essere il 20 di Aprile, vorrei dire, ma la maggior parte delle gente è contenta. Anche Miriam.

L’inquadratura è quella che è, sono moderatamente soddisfatto anche della lente. Fosse stato un angolo maggiore si sarebbero viste le finestre della case vicine invece così nessuno dovrebbe lamentarsi. Il lavoro di installazione va ancora perfezionato con un po’ di silicone ed un paio di fascette da elettricista, due ritocchi di vernice. Questa notte ci sarà una immagine orrenda, sgranata, in bianco e nero, una vera merda. Allora telefonerò all’assistenza che me la settano da Bologna on-line come hanno fatto più o meno per Brignole.

Punta verso 220°, più o meno, sarò più preciso nei prossimi giorni.

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