Le piantine giovani costano 4 euro l’una. Crescono in fretta e senza riserve in questa terra argillosa, inospitale. Non si ammalano di malattie e non sono invase da pidocchi. Sono profumate. Fioriscono da Aprile a Ottobre. Il rapporto qualità prezzo ed il ritorno sull’investimento sono eccellenti. Sono le rose canine o rose rugose non ho ancora capito. Quando le compro so dove le tiene il vivaio, chiamo l’addetto e gliele indico con il dito dicendo “gu” seguito dal numero di piante che intendo acquistare.
Benchè immobile, questa è viva e sembra avere alcuni getti rinvigoriti verso la sommità. Forse è anche leggermente cresciuta ma ci vorrebbe uno strumento di precisione per misurarne gli eventuali progressi. Insomma non cresce per un belino, ma diamole tempo. Magari nel frattempo le radici sono arrivate alle falde del Po’.
Questa è colei che sembra aver patito di più. Sembra avere due minuscoli getti nuovi verso la base, ma bisognerebbe anche in questo caso dotarsi di uno strumento molto sofisticato per capire se c’è qualcosa di nuovo oppure se sono solo un po’ più verdi. Forse le radici sono arrivate al mare. Tempo a disposizione, quanto ne vuole.
Dawn Redwood, Abete Bianco, Metasequoia
Questa invece è raddoppiata in altezza, ha nuovi minuscoli protuberanze che sembrerebbero abbozzi di rami, insomma sembra aver preso bene. Le radici si sono congiunte con i parenti in Cina, creando quella rete sotterranea che un giorno ci ucciderà tutti riportando un equilibrio ecologico sano sul pianeta.
Dettaglio
Altro agomento. Ho in mente che avrei dovuto appuntarmi qualche nota da riportare qui. Ma al momento non mi viene in mente nulla se non che sono sempre più rincoglionito. Giuro.
Oggi ho trovato la risposta di un funzionario del Comune che mi informa che gli adesivi da applicare alla mia tessera elettorale sono stati spediti il 18 dicembre 2018. Se avessi bisogno di avere dei duplicati, basta andare in corso Torino e farne richiesta.
Prevenuto come sono, ho immaginato uno scenario del genere:
L’ufficio è chiuso e devo tornare un giorno dispari che inizia per M dalle ore 10 alle ore 10:10.
Torno Mercoledì 19 e sono il 6 millesimo in coda. 5995 prima di me sono nel frattempo deceduti, mi riceve una funzionaria.
Devo fare denuncia dai Carabinieri di avvenuto smarrimento.
Devo apostillare la denuncia da un notaio che pratica yoga il cui nome inizia con una lettera entro le prime 15 dell’alfabeto cirillico.
Devo tornare all’ufficio elettorale in corso Torino, questa volta in un giorno della settimana che NON inzia per M e pari. Devo vestirmi di bianco.
Compilo un modulo di richiesta del duplicato in triplice copia originale, 10 pagine nelle quali mi viene chiesto di dichiarare la data di nascita dei miei bisnonni materni e paterni, il mio numero di scarpe quando avevo 18 anni.
Sul modulo vengono apposti i 15 bolli che devo leccare personalmente in presenza di 8 testimoni che devo reclutare nella sala di attesa.
La richiesta viene protocollata e mi verrà mandata una raccomandata quando saranno pronti.
Probabilmente voterò di nuovo nel 2020, quando arriverà la nuova tessera.
Invece vado in Comune, mi basta mostrare un documento ed in un minuto scarso ho la mia nuova tessera elettorale a costo zero e con un bel sorriso della funzionaria che ringrazio incredulo. Robe dell’altro mondo.
Pare che il gabbiano si metta su una zampa sola quando riposa. Questo è un genitore dei tre piccoli sul tetto della casa di fronte. Ovviamente assume una inclinazione tale da consentire un agevole bilanciamento. I gabbiani hanno un giroscopio nel culo, direi che mi sembra una ottima spiegazione. Probabilmente ho già messo una foto identica, ma la cosa mi colpisce ogni volta. Probabilmente lui rimarrebbe colpito parimenti se mi vedesse mettermi un dito nel naso, siamo diversi.
Tornato a casa ho cercato la precedente tessera elettorale perchè mi è stato detto di buttarla via. Sul dorso e sul verso ci sono le etichette che mi hanno spedito e che io avevo prima applicato e poi rimosso come un trauma infantile. Mi sto davvero rincoglionendo.
La rimozione del mio dente sta subendo una escalation. Era partita con una estrazione nello studio del mio dentista. Il mio dentista però ha detto che era meglio un maxillo-facciale. Il maxillo-facciale ha detto che era meglio con il supporto di un collega ulteriormente specializzato. Però è meglio in ospedale, e l’anestesista mi ha raccomandato di portarmi appresso l’occorrente per un ricovero più lungo se ci fossero complicazioni. Potrei svegliarmi con la mascella in frantumi ed una smorfia triste come quella di Humphrey Bogart a vita. Allora devo tirar fuori dall’armadio l’impermeabile, che non uso da anni e che probabilmente oggi arriva a cingere non più del 50% del mio addome.
A proposito di impermeabili, nella mia strada pare ci sia un maniaco con l’impermeabile. Davvero, non sto inventando; se non ho inteso male, si tratterebbe del classico tipo con l’impermeabile, sotto nudo che aspetta il passaggio di qualche signorina e si apre il medesimo mostrando pinco pallino.
Ma prima di lanciarmi in questioni elettorali, una foto di ieri che mostra Gastone sotto la pioggia insistente delle ultime ore.
Questioni elettorali; dove cazzo è il mio seggio ? Forse la mia nuova tessera elettorale giace in un ufficio postale, l’avviso della raccomandata mi guarda sconsolato dal 9 di Maggio. Intanto ho scritto al Comune di Genova Ufficio Elettorale. Scrivere ad un ente pubblico in questo avvilente paese può risolversi in modi diversi.
Non arriva alcuna risposta.
Mi viene risposto che devo scrivere ad un altro ufficio preposto.
Mi arriva una risposta che comincia con “Gentile Signora Cecilia”
La risposta consiste nella richiesta di documenti per la concessione di occupazione del suolo pubblico con dei tavolini.
Mi viene risposto che la mia tessera elettorale è stata inviata a mezzo raccomandata.
Quantunque io poi alla fine risulti dotato di tessera elettorale nuova di trinca, non mi soffermo sulla difficoltà di trovare un candidato che non investirei sulle strisce pedonali. Comunque ho appena messo on line la foto della Pozzanghera Fangosa con l’Airone Cinerino, cosa posso chiedere di più ?
Salvo anche una foto di Brignole perchè si vede una gru che probabilmente ha issato qualche materiale sul tetto del “grattacialo SIP”. Non che la cosa sia particolarmente eccitante, ma rende questo messaggio più variegato.
Il mio nuovo ed integro pluviometro legge 33 millimetri in 2 giorni di perturbazione. Niente male per il buco pluviometrico più buco d’Italia. Intendiamoci, se buco è, buco deve restare, ma negli ultimi anni ci sono stati cali del 70% ed insomma ho già detto queste cose 1000 volte ed ora stop e sticazzi.
Questo è l’abete che fu addobbato nello scorso Natale a casa di mio fratello ed oggi si bea nella pioggia pieno di nuovi getti.
Odo gli echi delle lamentele, i pianti e le maledizioni di chi in questo fine settimana si aspettava nelle campagne novesi sole e temperature miti. E’ vero, siamo di alcuni gradi sotto la media, pochi per la verità, e piove spesso, ma nemmeno più di tanto rispetto alla media. Insomma, ma perchè rompete i coglioni ? Ci abituiamo velocemente al sole ed al caldo anche se fuori stagione, appena le temperature e la piovosità rientrano nei ranghi, pronti a scassare il cazzo.
Anche Miriam ha la tendenza a sottovalutare il valore della pioggia ed esprimere disappunto per le condizioni climatiche che lei ritiene avverse. Le ho rotto due volte il naso per convincerla della pochezza delle sue osservazioni, l’ho anche chiusa a chiave nel bagno, nutrendola con sottilette e prosciutto da sotto la porta per qualche giorno. Ma testarda e figlia unica com’è, non credo abbia cambiato opinione, tuttavia si trattiene dal lamentarsi.
A parte qualche corteccia mangiata dai caprioli e le giovani foglie di molte querce divorate da antipatici insetti arancioni a pallini neri, direi che il resto della vegetazione se la passa bene.
Gli alberi soprattutto si beano di questa umidità che impregna il terreno e consente alle radici di spingere laddove, quando la terra è secca, è impossibile progredire. Non accendo il camino A) perchè è una rottura di palle andare a prendere la legna B) perchè prima di scaldare la stanza devo consumare un metro cubo di legna e C) perchè affumico la casa per accenderlo.
E cosa dire del rumore della pioggia sul tetto ? Parimenti a trovarsi la mattina nel dormitorio delle modelle di Victoria Secret, il risveglio con il suono gentile delle gocce sui coppi è un toccasana per il mio buonumore. Ci sono anche gli storni, meno rispetto agli anni passati perchè facendo dei lavori sul tetto abbiamo precluso in buona misura la possibilità ai pennuti di nidificare. Cantano armoniosamente e saltellano facendo il rumore di due cani di grossa taglia che si azzuffano. Oggi polenta con capriolo, si, uno di quei cazzo di animali che abbaiano e mangiano le cortecce dei miei alberi.
In questa foto ne ho contate 90, ma sicuramente mi sono sbagliato per difetto. Diciamo un centinaio di giovani carpe, leva 2018. Non credo sia l’unico branco della Pozzanghera, ci sono singoli esemplari che preferiscono una vita più riservata e “…non cal loro d’allegria, schivan gli spassi”. In totale potrebbero essere migliaia, alcune impiegate a scavare un tunnel che le porti al Lemme che scorre a circa 1 km verso ovest. Mangiano qualcosa che trovano in superficie, probabilmente roba che il vento di questi giorni ha portato dagli alberi e dalle erbe nelle vicinanze. I petali biancastri sono i fiori delle acacie.
Si vede, male, il getto che arriva dal pozzo. Ancor peggio si vede una schiumetta biancastra che si forma sotto la cascatella di acqua. Eutrofizzazione della Pozzanghera. Questo eccesso di materiale organico provoca una componente di tensione che produce la formazione di bolle. Come era successo nell’Adriatico un paio di decenni fa. Ho inventato tutto, la schiumetta si dissolve presto ed i pesci sono contenti. Tutta salute.
La Carpa Rossa è restata li per almeno 30 minuti. Ho avuto la sensazione che mi stesse osservando, ma da bambino ho visto troppe volte qualche cazzo di film di Walt Disney. Forse si prendeva il caldo. L’acqua è fredda e si sta lentamente riscaldando in superficie. Forse sta soffocando, l’acqua in superficie ha più ossigeno. Forse è morta ed i piccoli movimenti che faceva erano provocati dalle rane che passavano nelle vicinanze.
Altro argomento. Oggi prelievo del sangue ed elettrocardiogramma in previsione dell’estrazione del dente. La ragazza che mi ha prelevato il sangue e fatto l’ECG è giovane e carina. Il ricettore dell’ECG comprende una pompetta con una ventosa che si applica sulla pelle e li dovrebbe restare. Si mette del gel che aiuta la ventosa a rimanere aderente e si accende la macchinetta che disegna quel grafico che nessuno in realtà ha mai davvero saputo leggere, nemmeno un economista di Bloomberg. Chi ha inventato questo strumento ride ancora oggi. Però oggi non c’era il gel, allora la ragazza ha usato semplice acqua, e come conseguenza, una di queste ventose continuava a staccarsi. Vana la ricerca del gel nei cassetti, partecipando al disappunto della giovine, stavo per suggerire la saliva come alternativa all’acqua ma mi sono trattenuto. Non avrei mai potuto leccare la ventosa, che forse non disinfettano dal 1945, e tantomeno avrei potuto proporre alla tipa di leccarmi o sputarmi sul petto per poter terminare l’esame. Da qui, mi è partito lo stereotipo maschilista sessuomane vernacoliere. Se non va bene lo sputo si potrebbe provare con del muco. Quello esofageo, che conosco bene ogni volta che mi intaso e che ha una viscosità eccellente, è di difficile reperimento. Quello nasale fa schifo. Che muco resta ? Ma quello vaginale, perbacco. Ed allora mi è venuta quell’espressione idiota che copre l’ilarità nel pensare alla scena nel suo complesso. Io che le suggerisco la soluzione e lei che si volta un attimo pudica, maneggia la ventosa con movimenti inequivocabili, e poi si rigira verso di me e mi applica sul petto il recettore che a quel punto non si muove per tutta la durata della misurazione. Nel frattempo però la mia frequenza cardiaca aumenta vertiginoscamente e la pressione sale, l’ago della macchinetta disegna picchi preoccupanti e la ragazza deve ripetere l’esame, ma questa volta chiama un suo collega maschio grande, grosso e peloso, che per fortuna porta un tubetto di gel così non deve usare i suoi fluidi corporei ed io non devo fare la doccia con il Betadine quando torno a casa.
Altro breve argomento. Tornando dall’esame sono passato di fronte al mio bar usuale. Erano le 8 e mezza c’era vento e freddino per la stagione. Di fronte al bar c’è il marciapiede che nella bella stagione ospita tavolini che di tanto in tanto vengono spazzati via da un autobus di linea. Questa mattina c’era un solo tavolino con due persone vestite con T-shirt e jeans. La loro prima colazione consisteva in due pinte di birra, patatine e noccioline. Passandoci vicino ho sentito che parlavano in inglese. Mi è venuta voglia di dirgli qualcosa, tipo far loro i complimenti. Ma ho già preso dei pugni in faccia da un paio di inglesi ubriachi, ho abbandonato subito l’idea.
Un mese esatto di misurazioni, la media è di 1.750 litri/24 ore. C’è forse un leggero trend in discesa, ma è da verificare. Oggi ad esempio ho letto il contatore e dopo 15 minuti s’è accesa la pompa. Ha funzionato per circa 24 minuti, dovrebbe aver tirato su circa 450 litri, avrebbe alzato la media di qualcosa, o forse no. Insomma, proseguiranno le misurazioni nelle prossime settimane.
Chiamarlo Lunedì è banale. Per gli Inglesi invece il primo giorno della settimana è Domenica. Forse mi sbaglio.
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Internet banking non funziona.
La biopsia del mio neo è una superscazzora brematurata, ma il chirurgo ha detto che devo stare tranquillo.
Piazza Manin e specialmente Piazza Corvetto non mi mancano. Quando abitavo al Righi le percorrevo almeno 2 volte al giorno, ma talvolta anche di più. Nelle ore di punta sono un esempio di come la gente guida in spregio al rispetto delle più elementari regole di buonsenso ed educazione. Le due rotonde sembrano il Palio di Siena in versione meccanizzata.
Adesso il polo di coglioneria che mi coinvolge giornalmente è via Righetti, percorso da molti come fossero in una corsa delle bighe, come se una volta arrivati in corso Barabino ai più veloci distribuissero contanti, focaccia, sesso orale. Il ritorno lo faccio in Corso Italia, anche qui non si scherza ma non è come via Righetti.
Sarà la centesima volta che scrivo post come questo. Una foto mediocre della Pozzanghera, due considerazioni banali e scontate. Ho bisogno di 1 caffè.
Una delle carpe cerca da mangiare a pelo d’acqua . Oppure, come alternative etologicamente valide, chiacchiera con una rana, ha perso l’orientamento, sta valutando se uscire, le piace la pioggia.
Non so se è un effetto ottico, ma questa carpa sembra avere la bocca estroflessa, come se avesse una piccola proboscide. Forse non dovevo fare quegli esperimenti di irrorazione radioattiva sperando che le poco appetibili carpe diventassero dei pregiati branzini.
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Sono contento della pioggia per diverse ragioni. E lo sono anche per un agricoltore che nelle ore precedenti alla pioggia ha fresato con cura e seminato un terreno al di la della fila di alberi. Questa pioggia ha fatto si che il seme, meglio accolto nella terra smossa, ora può immediatemente iniziare la germogliazione. Ovviamente sul discorso del seme ho inventato tutto, ma mi sembra plausibile.
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Il giorno fu pieno di lampi ma ora verranno le stelle, le tacite stelle. Balle; il cielo si è mantenuto coperto per tutta la notte, senza Luna e con un Cucù che ha cantato ininterrottamente senza così poter fornire alcuna indicazione utile sull’ora. Ah, si, le ranelle ci sono tutte.
Ho scoperto di essere rimasto senza Cipster. Riformulo la frase: qualcuno si è mangiato le mie Cipster. Un animaletto gratta il legno del tetto insistentemente durante la notte e prima o poi si aprirà un varco cadendo sulla pancia di Miriam mentre dorme. Seguirà un urlo udibile a diversi Km di distanza.