Capelli e sciolina.

Solo per ricordarmi che ogni volta che varco la porta del parrucchiere cinese sotto l’ufficio, non so come ne esco. Sono circa 4 lavoranti e cambiano in continuazione, ciascuno di essi ha la propria personalità e dunque interpreta la mia testa in modo imprevedibile. Oggi il ragazzo mi ha chiesto se i capelli erano pettinati all’indietro o c’era la cosidetta “riga” che separa come in un glande i capelli che vengono pettinati in un senso oppure nel senso opposto. Io ho la riga e gliel’ho anche mimata con la mano, a scanso di equivoci.

Adesso infatti, sembra che io abbia appena terminato la gara Parigi – Pechino a cavalcioni di un siluro. E Miriam chiaramente mi ha detto che sono orrendo. Per compensare ho pranzato con gnocchi alla romana. Il profumo proveniente dal piatto mi ha acceso il ricordo di quando di notte sui monti della Val Susa veniva una bella nevicata e la mattina bisognava correre dallo Ski-man per farsi mettere la sciolina addatta.

Appunto, i gnocchi sapevano marcatamente della sciolina quando viene scaldata e diventa liquida per poter essere spalmata sugli sci. Altro che Proust e le sue focaccine del cazzo o Enstein ed il cocomero alla vaniglia, Churchill ed i tortellini al pollo.

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Il seccume.

Non inganni questo arcobaleno. La pioggia che lo ha generato consisteva in una sottilerrima acquerugiola che a malapena ha bagnato per terra. Comunque è stato bello. Mi sono fermato sul ciglio della strada come tanti altri, strada provinciale che da Gavi conduce a Basaluzzo, per fare una foto che ho mastrussato quanto ho potuto ma, ahimè, senza esaltare la bellezza del fenomeno.

Anche Settembre 2019 è stato più caldo e meno piovoso delle medie trentennali, forse sarebbe il momento di pensare a mettere dei palmizi invece delle querce.

Clicca per un versioe vagamente più grande.
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Due bugs.

Nell’altrimenti perfetto e magistrale, impeccabile sistema di controllo delle mie webcam.

MODALITA’ STICAZZI MASSICCI<ON>

Quando sono a New York devo essere in grado di accedere a qualunque webcam e svolgere qualsiasi intervento. Di conseguenza, devo trasmettere a Genova qualsiasi modifica che apporto in modo che quando rientro, aggiorno i dati e le credenziali che ho modificato a New York. E viceversa. Se sono a Basaluzzo e cambio un parametro della webcam della Pozzanghera Fangosa, devo mandare una mail con la descrizione a Genova, nodo principale e da li a New York. Ho infatti indirizzi e-mail dedicati proprio a queste funzioni di scambio dati, in modo che ogni modifica è nota oltre oceano. Il sistema deve essere implementato in entrambe le direzioni.

E nonostante questo protocollo maniacale, scopro sempre dove si fa qualche errore di valutazione del rischio, ossia cosa succede se capita un evento imprevisto ed io non ho immaginato i rimedi anticipatamente.

Brignole-cam. Questa estate mentre ero a New York sembrava impazzita. Come avevo ampiamente scritto e documentato in messaggi oltremodo pedanti e noiosi, avevo invano provato a sistemare dei parametri da remoto e questa piccola stronzetta con vista sul Bisagno continuava a fare cose che si sarebbero anche potute parzialmente spiegare con qualche intromissione dall’esterno. Probabilmente non un hacker perchè se io fossi tale, farei cose ben diverse e, soprattutto, cambierei la password in modo da impedire al legittimo proprietario di accedere del tutto. Allora io, che spesso ho sbotti di intelligenza applicata pari a quela di un cetriolo, ho comunque cambiato la password. Che ho perso seduta stante, non so come ma non ho mandato traccia del cambio a Genova, centro operativo mondiale e dunque oggi la Brignole-cam funziona senza problemi fino a quando non ci sarà bisogno di fare qualche aggiustamento vitale. Per esempio, adesso di notte funziona alla cazzo ma non posso modificare i parametri notturni. Ci sono parametri diversi vitali che potrebbe essere il caso di modificare. A quel punto la webcam si può tranquillamente prendere a martellate perchè nessuno, nemmeno la casa madre, è in grado di accedere al software e recuperare la password e la Brignole-cam sarà irraggiungibile ed inutilizzabile per sempre. A meno che a New York io trovi qualche annotazione con la quale ho salvato la nuova password, sebbene stante lo stato di confusione nel quale sempre più spesso mi trovo, non è affatto scontato.

La webcam di New York. Non funziona da Giovedì 3 Ottobre notte. Vista l’ora in cui ha trasmesso l’ultima foto, è possibile che quelli di Spectrum, ossia il fornitore del servizio internet, abbiano fatto qualche aggiornamento e che si debba resettare il servizio. Questa funzione è fattibile anche andando sul sito web di Spectrum e chiedendo di resettare il segnale, e loro possono fare la diagnostica on line. Ma quando ho cercato di collegarmi, mi è comparso un messaggio che informa che è cambiata la policy delle password e dunque bisogna aggiornare la password. Bene, cambiamo la password, a quel punto il sistema mi chiede lo zip code, io glielo fornisco e la risposta è che dalla mia location, ossia Genova, non si può operare sulla password e dunque dovrei farlo da un computer il cui IP è nel mio codice postale di New York. Insisto a chiedere assistenza sulla chat e finalmente dialogo con un umano che mi chiede tutti i miei dati, indirizzi, poi però mi chiede il codice del contratto, che io non ho perchè le fatture ed il contratto sono a New York ed io non so come risalire al mio contratto. Cosa mi costava annotarmi il codice contratto ? Morale della fiaba, devo aspettare di essere a New York, e forse scoprirò che si è fulminato il router o qualche altro pezzo della complessa catena di decoder, ripartitore di frenata, frullatore osmotico e salcazzo, anzi:

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Gumby

Ad occhio direi che eravamo un paio di centinaia tra uomini, donne e bambini. Non so se abbiamo stabilito un record, ma probabilmente bastava essere più di cinque per superare il primato esistente, risalente al 1969.

Questo era il modello da imitare per poter entrare nel Guinness.

Sabato mattina ho percorso a piedi con Miriam il tragitto dall’albergo al Roundhouse, circa 30 minuti di cammino, gli stivali hanno retto bene nonostante fossero costati €9.50 al Brico di Silvano d’Orba. Poi mentre io facevo il mio ingresso insieme agli altri idioti, lei si è infilata nel mercato di Camdem, tipo il Chelsea Market di New York, qualche centinaia di anni più autentico e 10 volte più grosso, si è comperata una cintura pagandola poche sterline, in pelle made in Italy, da una ragazza italiana, fuggita dalla meridionalissima ed arretrata italietta ed ora felice a Londra.

Alla fine di questa kermesse di presentazione con Terry Gilliam ed un comico inglese che non conosco, ci hanno chiesto di compattarci al centro della sala, io temevo che a questo punto ci avrebbero ucciso tutti, invece ci hanno scattato una serie di foto da due lati, probabilmente serve come prova fotografica per contarci. Io pensavo ci avrebbero contati all’ingresso, e forse lo hanno fatto, oppure usano il metodo che usano per i manifestanti in piazza, prendono le foto e con un algoritmo stabiliscono che i partecipanti alla manifestazione erano da 50 a 50 mila, a seconda del segno politico di chi commenta. Poi siamo andati al bar del teatro dove ci hanno consegnato una birra commemorativa dell’evento.

Che però abbiamo dovuto bere in albergo prima di partire perchè piena non si sarebbe potuta portare come bagaglio a mano. All’aeroporto ci hanno rotto le palle come mai con i liquidi. Miriam era particolarmente irritata ed ha iniziato una animata discussione con un addetto, ho dovuta sedarla con il Pentotal prima che ci arrestassero.

In genere non sono pettinato in modo così vaporoso. In albergo c’erano tre bottigliette nella doccia, una di shampoo, una di sapone doccia ed una di conditioner che devo ancora capire che cazzo è. Questi stronzi che fanno le bottigliette scrivono il tipo di contenuto in bodoni bold condensed 6, insomma non riesco a leggere una beata sega perchè senza occhiali da lettura mi vedo a malapena il belino. Allora sbaglio prodotto e quando mi asciugo i capelli mi gonfio come se avessi la permanente che aveva spesso mia madre. Mi capita frequentemente e probabilmente ho già scritto una cagata del genere.

Gruppo di beline vestite da beline.

Sono contento dell’esperienza surreale. Ho stretto la mano a Terry Gilliam ed ho potuto dirgli di persona guardandolo negli occhi “I will not buy this record, it is scratched” e lui mi ha abbracciato. Come spesso hanno potuto dire durante le interviste, quando 50 anni fa hanno iniziato la loro avventura con i Monty Phyton non avrebbero mai immaginato che cinquanta anni dopo sarebbero stati ancora così popolari. Poi è scattato il gene genovese e non ho avuto il coraggio di chiedergli di fare un selfie, e penso di essere stato l’unico nella sala a non averlo fatto. Conserverò ad imperitura memoria il Gumby Kit che mi ha permesso di presentarmi al raduno e di girare per Camden come sotto.

Avevo i baffi sottosopra e le bretelle contorte.

Nota di colore rosso. Sull’aereo di ritorno alla mia sinistra c’era seduta la Laura Boldrini, ex ministro di non ricordo cosa. Ostentava un fascicoletto con scritto “Camera dei deputati” e faceva finta di lavorare scribacchiando appunti in una agenda e sottolineando a caso delle righe. Ho informato Miriam che durante il volo avrei indossato fazzoletto, occhialini e baffi per farmi un selfie con la Boldrini sullo sfondo. Miriam non ha assolutamente voluto, ho provato a dirle che queste cose sono assolutamente normali e tollerate nella classe economica, ma è stata categorica e dunque ho perso una occasione d’oro per fare una cazzata irripetibile.

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Anche oggi, pioggia, niente.

Alcuni modelli prevedevano fino a 20 millimetri di pioggia a Basaluzzo. Qualche goccia è caduta, ma non abbastanza per arrivare a segnare il minimo strumentale, 0.1 millimetri.

Vaffanculo.

Nella foto sopra si vedono circa 2000 metri quadrati di giardino che sembrano normali per l’inizio di Ottobre, ma in realtà l’erba è verde solo perchè la innaffio regolarmente grazie ai prelievi dei 2 pozzi. Chi non ha pozzi ma ha soldi, oggi usa l’acqua dell’acquedotto. Chi è sotto una certa soglia di reddito, ha già il prato secco. Con il passare degli anni l’acqua costerà sempre di più e saranno sempre meno famiglie che attingono all’acquedotto che potranno permettersi di avere il prato verde. Poi ad un certo punto sarà vietato tout court usare l’acqua dell’acquedotto per innaffiare l’erba e solo chi ha un pozzo avrà l’erba verde. Ma poi i pozzi inizieranno ad asciugarsi ed i casi sono due; o il pozzo si secca e di conseguenza anche l’erba si secca, oppure il pozzo fornisce acqua ma verrà requisito dalla autorità costituita per utilizzare l’acqua per scopi primari, e l’erba intorno al pozzo si secca.

Ricapitolando, avranno il prato secco le persone come segue, dai primi agli ultimi in ordine di tempo:

  • Cittadini a basso reddito con solo acquedotto.
  • Cittadini ad alto reddito con solo acquedotto.
  • Tutti i cittadini con solo acquedotto.
  • Cittadini con pozzo che da acqua e poi si secca.
  • Cittadini con pozzo che da acqua ma viene requisito dalla pubblica autorità.

Probabilmente chi vive in un luogo piovoso e/o con un pozzo e/o molti soldi avrà ancora tanta erba verde per molti anni a venire.

Lo scenario con la propria tabella della sfiga credo potrebbe essere applicata anche per le risorse alimentari, la corrente elettrica, un mezzo di trasporto.

Se così è, non mi sorprende che chi ci governa e ci manovra se ne strabatte i coglioni di fare qualcosa in tema di riscaldamento globale, perchè sicuramente fa parte di quella élite che ha un bel pozzo e/o tanti soldi e dunque aspetta senza agitarsi che a morire siano i pezzenti del mondo, ad iniziare da quelli che vivono vicino all’Equatore, di fame, di sete, di caldo, di malattia, di guerre civili. Con la speranza che nel frattempo il peso della specie sul pianeta inizierà a sollevarsi ed i loro fortunati figli ed i figli dei figli che sono sopravissuti al cambio climatico, chiusi all’interno delle enclavi felici e circondate da alti muri, potranno iniziare nuovamente a consumare a brettio e senza ritegno tutto quanto capita loro per le mani.

Io in questo momento faccio parte di una élite che ha i soldi con i quali ha potuto scavare un buco, ed ha anche culo per aver trovato l’acqua trasformando un buco costoso in acqua preziosa.

Altro argomento. Ho provato gli stivali, i pantaloni, la camicia ed il golfino senza maniche per la kermesse di sabato. Scongiurato il pericolo di un uragano vagante, sabato potrebbe addirittura esserci il sole a Londra.

Meno male che almeno c’è la rugiada. Clicca.
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Inizio Ottobre.

Secondo le medie dell’ultimo trentennio, fa un caldo porco. Secondo il mio sentimento personale, fa un caldo porco. Premesso ciò, ecco due storpiature nell’equilibrio di questo stupiderrimo corollario di cose inutili.

Clicca

Io ho ormai da tempo eliminato qualsivoglia amor patrio e cittadino di fronte alla bestialità di troppi miei conterranei e dei troppi imbecilli che ci amministrano e vengono tuttavia votati dai summenzionati caproni. Il circolo è perfetto.

Però hanno tirato su un primo pezzetto del ponte e tant’è mi fa piacere. Non provo alcun tipo di orgoglio, ma secondo la mia ipermodesta opinione, se c’è un modo ed uno solo di onorare la memoria di chi è morto nel crollo, è quello di tenere la testa bassa, parlare poco e ricostruire un nuovo ponte senza farsi mangiare il belino dalle mosche e sollevare polemiche per il gusto di rompere i coglioni.

E mentre la società umana si sta sgretolando, io distaccato sorseggio un the e mi trastullo con questa idiozia che rimarrà nel Guinness come la manifestazione più inutile da sempre. Sospetto che saremo in pochi, qualche decina, in più se arriva Lorenzo anche se declassato a pernacchia con ciclogenesi, potrei trovarmi con un manipolo di disperati che pretendono di fare gli spiritosi mentre andrebbero presi in cura da medici specialisti per affrontare i problemi che li affliggono.

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Fine Settembre.

L’ultima arrivata. Un acero a foglie piccole, era nato in un punto delle Alpi Valdostane dove lo avrebbero fatalmente estirpato. Un mio amico lo aveva raccolto un anno fa, alto un palmo. Il minuscolo esserino è cresciuto ed ora deve ambientarsi non lontano dalla Pozzanghera. Attecchirà, crescerà, cosa farà da grande, se ci arriva ad essere grande ?

Dalla Ruta di Camogli, appena tramontato il sole. Cazzo ci facevo a Ruta di Camogli ?
Stessa ripresa ma mezz’ora più tardi. I colori sono totalmente sfalsati, solo somiglianti agli originali. In questa si vede una gru che nella prima foto ho rimosso con la funzione “clone”. In questa ne avevo per il belino.
Libtard having morning coffee.

Da tempo non mettevo una mia foto così brutta. Nel senso che la foto è soveaesposta, bruciata in alcuni punti. Me l’ha scattata Miriam con il suo telefono dicendomi di sorridere, se possibile. Io non sono brutto, sono inqualificabile.

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Spavento le cornacchie.

Il Fiat 550 del 1965

Oggi taglio del pratone. Il senso di ordine che segue mi appaga. Impiego 2 ore e mezza andando in seconda marcia veloce. Se l’erba è invece alta e fitta, ossia in tarda primavera, devo procedere in prima veloce o anche quarta lenta, allora ci metto quasi 4 ore. La prima lenta è talmente lenta che se tagliassi il prato così, ci metterei una stagione. La quarta veloce invece permette di fare Genova Ovest – Famagosta in tre quarti d’ora.

Quando tagli l’erba del pratone arrivano un sacco di uccelli a cercare cibo. Storni in estate, adesso cornacchie. Le cornacchie non temono nulla, puoi passar loro a pochi metri con il trattore che non battono ciglio. Allora oggi ho provato a vedere la loro reazione di fronte ad un suono nuovo, un BEEE un po’ rauco a squarciagola. Una comica; ce n’erano due, si sono abbassate di scatto al suolo come se avessero dovuto schivare un proiettile, si sono girate verso di me ed ho avuto l’impressione che pensassero “ma cosa cazzo fa questo idiota”. Ho emesso nuovamente questo grido, non pensando che fosse ad un volume maggiore del trattore, ed invece queste sono volate via come se inseguite da un fulmine. Oppure hanno pensato che il suono venisse da qualche predatore che fa un rumore tipo il mio. Ma un predatore che vuole predare non si mette a far casino mentre sta puntando la preda, altrimenti questa scappa ed il predatore muore di fame. Dunque non hanno pensato fosse un predatore ma un cretino che, in quanto tale, comporta un pericolo.

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Un luogo tranquillo.

Io scrivo su Facebook. In questi giorni il divario tra chi adora Greta e chi la deride si sta moltiplicando ed allargando sempre di più, tra insulti e sbotti di collera. Mi prendo epiteti non da poco. Ma chi si incazza furiosamente sta ben peggio di me. Ed io evito di commentare e mi chiudo in questa patacca di stupidaggini.

In questo frammento di foto risalente a questa mattina, si vedono le prime tracce della costruenda protezione anti-cinghiali.

Accetto l’idea che il cinghiale rappresenti in realtà tutte le minacce che io vedo nel mondo, e che io voglia costruire una barriera che mi isola e mi rende inavvicinabile dai pericoli sempre maggiori. Inizio dai cinghiali ma poi la patologia si aggrava ed allora voglio circondarmi da un impenetrabile muro e vivere la mia incipiente vecchiaia al riparo da negri, ebrei, zingari, comunisti, fascisti, negazionisti del AGW, terrapiattisti, antivax, notav, complottari, chi vuole mettere le tasse sulle merendine, genovesi che sporcano per strada, quelli che guidano gli scooters tenendo un piede che sfiora l’asfalto, caprioli, talpe, vespe e cinghiali.

Scopro che è in vendita un vibratore al cui interno c’è una capsula stagna che puoi riempire delle ceneri di una persona che ti era cara. Con forti ricadute sessuali-sentimentali-emotive per chi ama il genere. Io non so se ambire ad una sistemazione del genere, anzi direi proprio di no. Preferirei diventare parte del terreno che sta all’interno del recinto, così non finisco nel naso di un cinghiale, nobile animale ma preferirei starmene nella terra e poi sbucare nei petali di un fiore di campo. Non essere però mangiato da una capra e ritrovarmi dopo una settimana in una pallina di cacca abbandonata sotto il sole.

E come sarebbe lo spargimento in mare. Anche così rischierei di entrare accidentalmente nel ciclo alimentare di qualche animale e dunque far parte delle sue deiezioni. Il mare è pieno di animali coprofagi, passerei chissà quante generazioni ad entrare ed uscire da un orifizio di qualche pesce o mollusco. Se poi mentre sono dentro ad un pesce questo viene pescato, potrei finire nella pancia di qualche burino che non usa il congiuntivo e si veste solo con griffe di moda acquistate in saldo all’Outlet di Serravalle altrimenti non si sente realizzato.

No, dai mettetemi in terra sotto forma di cenere bio ma recintato per bene.

Una bella nuvola che fa parte della banana, oggi solo accennata a Genova.

A proposito, ecco cosa stanno imbelinando nel Bisagno. La nuova copertura in questo punto sembrerebbe appoggiare su tre muri, dividendo il greto in quattro corsie, credo come fosse prima.

Clicca

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Rapidi ma invisibili.

Quelli dell’ASTER. Tengo a precisare; esiste una volgare insinuazione che vorrebbe l’ASTER nata principalmente per poter costituire un bacino di consenso elettorale, che al suo interno ci sono anche noti paraculi fancazzisti respinti precedentemente da sparuti dirigenti comunali scrupolosi. Indipendentemente da queste basse dicerie, sono sinceramente convinto che tra dipendenti e dirigenti dell’ASTER ci siano ottime persone, onesti lavoratori che fanno scrupolosamente il proprio mestiere. Anzi, a dire il vero ne conosco proprio uno.

E poi ci sono quelli che 10 giorni fa hanno saputo di dover pulire le lenti delle webcam installate dal Comune, però:

  • L’ordine di servizio è partito dal livello superiore ma non ha ancora percorso i 50 livelli per arrivare a quelli che fanno materialmente il lavoro.
  • Manca la firma del dirigente responsabile.
  • Manca la controfirma del dirigente di Settore.
  • Per colpa della spending review manca il sapone.
  • I sindacati non sono convinti che il lavoro sia di competenza.
  • Manca l’acqua.
  • Google MAPS non funziona e non sono riusciti a trovare le webcam.
  • Siccome l’ordine non arriva dalla parte politica giusta, qualcuno se ne strabatte il belino e le webcam non vengono toccate per dispetto, anzi no, per coerenza con la propria linea ideologica.

Seguirò la vicenda e sbatterò contento le manine tra di loro quando le webcam torneranno a mostrare Genova come si deve.

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